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Arcam AVR 100

Sintoamplificatore Integrato
e
Amplificatore Home Theater?

[English version]

Prodotto: Arcam AVR 100
Produttore: Arcam - UK
Prezzo approssimativo: 999 Dollari americani/Euro
Recensore: Scott Faller
Recensione: Ottobre 2001

[L'Arcam AVR 100]
L'Arcam AVR 100

Premessa

Prima che mi seppelliate fino al collo e tentiate di lapidarmi a morte, consentitemi di affermarlo chiaro e forte sin da ora. NON mi accingo a scrivere un articolo sull'argomento HT (home theater). Mi accingo a scrivere un articolo su questo apparecchio inteso come un semplice amplificatore integrato a due canali che, però, si trova ad avere possibilità operative di tipo HT.

Qualche considerazione a latere

OK. Diamo uno sguardo realista al mercato "vero". Per quanto noi audiofili odiamo pensarci, il mercato dell'home theater sta inquinando il pubblico col suono peggiore possibile. Dai diffusori economici ed arraffazzonati con subwoofer grossi, potentissimi e rimbombanti, fino ai sintoamplificatori integrati progettati a tirar via, con specifiche tecniche esagerate e prestazioni stereo deprimenti. Dejan ed io l'abbiamo battezzato "The Hollywood Sound" (il suono di Hollywood, n.d.t.). L'Hollywood Sound ha molto poco a che vedere con l'accuratezza, mentre ha molto a che vedere con l'impatto.

Per quanto detestiamo l'idea, sembra proprio che questo mezzo di riproduzione abbia preso definitivamente piede. Mi sono preso la briga di fare qualche ricerchina, ed eccovi i miei risultati. Dal sito Dolby apprendiamo che avrebbero infettato almeno 11 milioni di sintoamplificatori e processori in tutto il mondo. Inoltre, ad oggi risultano venduti ben più di 36 milioni di lettori DVD. Nella sola prima metà di quest'anno, le spedizioni dei programmi di decodifica Dolby 5.1 hanno viaggiato ad un ritmo tale da raddoppiare le quantità dello stesso periodo dell'anno scorso. Tutto ciò rende il formato DVD Home Theater quello che è cresciuto più rapidamente in assoluto.

Qual è l'importanza di tutto ciò? Beh, il consumatore tipico si macchia così della colpa di usare il suo lettore di DVD come meccanica ed il suo sintoampli Dolby 5.1 come convertitore digitale-analogico anche per la riproduzione a due canali. Tutto bene e molto alla moda, almeno finchè non ci si siede ad ascoltare una di queste combinazioni. È roba che potrebbe tranquillamente essere stata prodotta nel più infimo dei supermercati dell'elettronica; è l'abominio della vera riproduzione sonora.

Per molta gente, avere una sala dedicata al video ed un'altra, separata, da dedicare all'high-end è un sogno irrealizzabile. Per chi se lo potesse comunque permettere, si tratterebbe di impegnare molte migliaia di dollari e molto spazio. Se voi non potete, ma volete comunque accedere al meglio dei due mondi, continuate a leggere.

Qualcuno di noi è abbastanza fortunato da requisire poche decine di metri quadrati nello scantinato, oppure una piccola camera inutilizzata per un impianto dedicato all'ascolto. In realtà, nel mio caso non si è trattato di alcuna circostanza fortunata; è stata solo pura corruzione: zaffiri, se non ricordo male :-)

Per questi motivi, ho deciso di dare all'AVR100 uno sguardo un po' più ravvicinato. Ci sono letteralmente tonnellate di sintoamplificatori HT sul mercato fra i quali scegliere, ma solo pochi riescono a riprodurre l'audio a due canali con accuratezza.

Ed ecco che arriviamo alla Arcam. Si tratta di un affermato produttore di apparecchiature audio ben suonanti, dalla buona reputazione, e dal prezzo che varia da livelli medi a livelli alti. Offre un'ampia gamma di apparecchi dal grande suono, dal più economico al non così economico. Per quanto mi riguarda, posseggo un lettore di CD Alpha 8se con decodifica HDCD. È un grande lettore di CD nella fascia di prezzo sui 1000 dollari americani.

In precedenza, le linee di prodotti della ARCAM partivano dalla Alpha, quella dei lettori di CD e degli ampli integrati modello base, per arrivare alla serie FMJ (full metal jacket), che è la linea ammiraglia della ARCAM, formata da apparecchi che realmente valgono il loro non così modesto prezzo.

Recentemente l'ARCAM ha rivisto alcuni modelli ed ha introdotto la linea Diva, esteticamente riconoscibile dalla fascia frontale disponibile sia in argento (alluminio spazzolato) che nera (quella che preferisco). Nell'ambito di questo rinnovo, l'ARCAM ha introdotto la sua ultima novità nel mercato home theater, l'AVR100.

Si tratta di un apparecchio che ha la maggior parte delle dotazioni HT che si potrebbero desiderare, ma ciò non sarà l'oggetto della nostra recensione: se vi interessano, visitate il sito web dell'Arcam per i dettagli. Ora esaminiamo l'AVR 100 più da vicino.

[L'interno dell'AVR]
Dentro l'Arcam AVR 100

Progetto di base

La rimozione del coperchio rivela una piccola unità piena zeppa di roba. Si inizia con una sezione di alimentazione con un toroidale avvolto a mano da 550 va corredato da condensatori di livellamento da 10.000 uF serie LK della Nichicon. Il resto dei condensatori sono normalmente a dielettrico in Licon. Lo stadio di amplificazione è a MOSFET, separato in due piastre di circuito stampato. La piastra a sinistra ospita il canale sinistro, il destro e quello centrale, mentre quella a destra accoglie i circuiti relativi ai due canali posteriori. Il DAC (convertitore digitale-analogico, n.d.t.) si trova vicino al pannello frontale, ed è essenzialmente lo stesso DAC usato nel vecchio lettore di CD Alpha 7se. Spostandoci verso il lato posteriore, sulla destra si trovano gli ingressi e le uscite preamplificate, ognuna su piastre separate, con gli usuali spinotti RCA placcati oro. Ad uno sguardo esterno, l'isolante degli spinotti è probabilmente PVC piuttosto che teflon.

L'AVR100 possiede di serie una propria ventolina interna comandata da un termostato. L'alimentazione è selezionabile da 110v a 230v. C'è anche un interruttore per disconnettere la massa del cavo di alimentazione in caso di ronzii.

C'è anche la possibilità di adattare l'amplificatore al carico dei diffusori, con un interruttore a due posizioni marcate 4-6 ohm ed 8 ohm. Non male. Molti progettisti di amplificatori moderni spesso trascurano questo particolare, presupponendo che l'ampli veda un carico relativamente statico; e questa può essere, in certi casi, una presupposizione errata.

Sul pannello frontale ci sono un display a LED verdi e vari bottoni; di serie viene fornito un telecomando per cambiare ingresso. C'è un buon numero di ingressi: due digitali, uno coassiale, sei ingressi analogici (se si conta quello marchiato VCR come ingresso). Non c'è un ingresso per giradischi, ma c'è una coppia ingresso-uscita per un registratore.

Uno degli aspetti migliori dell'AVR100 è che gli ingressi analogici sono processati nel dominio analogico invece di essere subito convertiti in digitale, e poi processati e ulteriormente riconvertiti in analogico. Per quanto ne sappia, l'Arcam è l'unica a farlo. Persino i sintoampli "high end" Denon e Marantz da 3500 dollari non trattano la sorgente analogica in analogico. È una buona caratteristica, specialmente se possedete un DAC davvero buono per il vostro lettore di CD o se volete usare un registratore a nastro.

E per voi fanatici delle cuffie, c'è una presa per cuffia, uno spinotto standard da di pollice.
A differenza degli altri apparecchi Arcam, l'AVR 100 è fornito di controlli di tono. Io non li amo molto, quindi opterò per usare l'interruttore di bypass che si trova vicino.

Visto che l'AVR 100 è un sintoamplificatore, c'è ovviamente anche una sezione sintonizzatrice AM ed FM. Sono disponibili 30 posizioni di memoria e l'identificazione delle stazioni in RDS; il rapporto S/N in stereo dichiarato è di >66dB ed il rapporto di cattura è <3dB.

[vista posteriore dell'Arcam AVR 100]
Il retro dell'Arcam AVR 100

Spostandoci sul retro dell'unità, si vede che l'Arcam è fornito di un completo set di uscite preamplificate. Ciò significa sia che potete migliorare il sistema aggiungendo degli amplificatori finali, sia che potete biamplificare (in configurazione a due canali), usando questo apparecchio come pre e come ampli principale. Questa è una buona caratteristica.
I connettori per i diffusori sono del tipo BFA (British Federation of Audio - Federazione Britannica dell'Audio, n.d.t.), con adattatori per ogni diverso tipo eccetto che per le bananine.

Specifiche dichiarate

Non ho intenzione di annoiarvi a morte con un cumulo di specifiche senza senso, però ve ne voglio menzionare qualcuna che potrebbe interessarvi. In primo luogo, l'Arcam dichiara 90 watt per canale su 8 ohm in modalità stereo. Salvo che non abbiate dei diffusori davvero poco efficienti, ce n'è abbastanza per far tremare i muri. La diafonia dichiarata è >60dB a 1 kHz. Ho trovato interessante che l'Arcam non abbia pubblicato alcun dato di rapporto S/N. Hmmm.

Prova d'ascolto

Come prima cosa, fate molta attenzione a questa premessa.
Se usate questo apparecchio inserito nell'impianto home theater, ma in configurazione stereo, avrete molti problemi con il palcoscenico sonoro, con la ricostruzione dell'immagine e con picchi e valli di risonanze.
Perchè? Per via degli altri quattro diffusori nell'ambiente. Quando questi diffusori non sono attivi e non producono musica, diventano come dei risonatori di Helmoltz ed alterano il suono prodotto dai due diffusori principali. Il grado di questa alterazione dipende dalle dimensioni dell'ambiente, dalla distanza fra i diffusori, dalla taglia degli altri diffusori e da un mucchio di altre cose.

Un altro elemento da considerare è il televisore ed il "centro di intrattenimento" che normalmente si piazza al centro fra i due diffusori: ciò tenderà a far collassare la profondità del palcoscenico sonoro.

Bene, dopo una seria sessione di WASP (che ha confermato a mia moglie che ho completamente perso il bene dell'intelletto) sono riuscito a trovare un ragionevole compromesso che mi ha dato un buon palcoscenico sonoro. Vedete, io ho uno di quegli enormi centri di intrattenimento fra i miei due diffusori. Vi ci piazzo tutto, inclusi il mio televisore da 36 pollici, i DVD e i nastri VHS (che stanno facendo la fine dei Dodo), statuine, roba di vetro, ed anche il mio impianto secondario. Avevo anche pensato di coprire il tutto con un drappo pesante, ma poi mi son detto: "quanta gente si darebbe tanta pena quando decidesse di ascoltare un po' di musica?"; quindi ho desistito.

Ho deciso di usare un po' della mia musica di riferimento. Il primo CD che ho tirato fuori è stato Buena Vista Social Club. Questo disco non ha bisogno di presentazioni. La mia prima impressione è stata: Dio buono, è orribile. Poi mi sono reso conto che lo stavo suonando su un cambiadischi Denon, Ooops :-) Invece di prelevare il mio lettore di CD Arcam 8se dal mio impianto principale, ho deciso di usare il mio economicissimo lettore di DVD Toshiba come meccanica e l'AVR 100 come DAC. Li ho connessi con l'economico cavo digitale in dotazione al lettore di DVD Toshiba ed ho aperto le danze.

Tenete presente che ciò che ho appena fatto è praticamente ciò che la persona media si accingerà normalmente a fare. Il pensiero di usare il Toshiba come meccanica non è che mi entusiasmasse, specialmente in considerazione che è (essenzialmente) una delle tante versioni da "spaccio rapido" che hanno inondato il mercato. In realtà io ne ho comprato una versione lievemente più' costosa, ma è come paragonare il modello inferiore e quello superiore del catalogo di un grosso produttore di elettronica di largo consumo. La vera domanda è: questa combinazione di apparecchi è in grado di fornire prestazioni decenti? Beh, ho rimesso tutto a posto e ho premuto il tasto "play" sul telecomando.

Prima impressione: niente male, niente affatto male. Grazie a Dio, i tecnici Arcam hanno incorporato nell'AVR 100 un DAC decente. Sebbene l'architettura fisica del DAC sia un po' diversa rispetto a quella del DAC presente nel lettore di CD Arcam 7se CD, i componenti sono gli stessi.

Per un po' di ore ho ascoltato con attenzione svariati generi musicali. La mia scelta iniziale, BVSC,  è stata restituita in tutta la sua gloria ed il suo splendore (tenendo presente la meccanica ed i diffusori che stavo adoperando). Volevo vedere se l'Arcam copriva qualche sgradevolezza sonora, così ho preso alcune registrazioni davvero mal suonanti. Ehi, ci sono sempre due modi per spellare un gatto :-)

Al primo posto assoluto dell'elenco delle registrazioni rovinate c'è All For You di Diana Krall. Non voglio avere un atteggiamento negativo (Gesù, ci risiamo) ma chi ha microfonato e masterizzato questa roba (sì, ho scritto proprio "roba"), andrebbe appeso per i peli del pube e costretto ad ascoltare per settimane ininterrottamente delle boy band attraverso delle radio Waveguide della Bose. Questa roba è così iperprocessata che persino gli impianti più infimi chiedono pietà.

Metto su le tracce 9 e 11. La traccia 9 inizia con ciò che sembra un filtro a pettine applicato al piano che compare molto udibilmente nelle frequenze medie ed alte. È un suono come un soffio che diminuisce quando Diana suona le note del registro inferiore del suo pianoforte. A qualcuno piace pensare che questo suono è dato da un levissimo colpo di spazzola sul piatto: non è così, è un effetto dovuto a qualche tipo di filtro aggiunto durante la fase di missaggio. Poi, nello stesso brano, si possono chiaramente sentire gli scricchiolii dei leveraggi meccanici dei pedali del pianoforte. Questo è ciò che intendo per eccesso di microfonatura. Per tacere della voce di Diana: sembra che abbia ingoiato il microfono (prospettiva interessante, ma non è lì che vogliamo andare).

Scusate la mini-protesta, ora torniamo al nostro programma regolare in scaletta.
Suonando le tracce 9 ed 11, ho sentito quasi tutta la profondità, il dettaglio e le porcherie che sento col mio impianto grande. Quindi sul piano del dettaglio, l'AVR 100 ha prestazioni ammirevoli.

Ed ora, veniamo a della musica realmente dinamica. Spremiamo 'sta roba e vediamo che succede. Metto su il Blue Man Group, brani 1 e 5. Sono un vero test per la velocità e l'accuratezza di un amplificatore. in entrambi i brani ci sono note di chitarra veloci e precise e a circa 1:00, gli Uomini Blu mettono il turbo con una violenta scarica di tamburo che molti amplificatori hanno problemi a gestire. Qui l'Arcam si è comportato abbastanza bene: l'incremento istantaneo di energia musicale era appena un po' rallentato.

Poi sono passato alla prova dell'AVR 100 con un po' di vero basso, la traccia 9 del Blue Man Group, e le tracce 4 e 10 di Club Nowhere and Mouth Music. Tutti pezzi con note basse sostenute profondissime, molto sotto i 30 Hertz. Per quanto mi sia sembrato, l'Arcam non si è comportato benissimo ad alti livelli di SPL: il basso è diventato un po' confuso e senza controllo.

I condensatori nella sezione di alimentazione dell'AVR 100 sono solo da 10.000 mF l'uno. Si possono facilmente scaricare con un qualsiasi basso sostenuto suonato ad alto volume, il che è esattamente ciò che ho fatto suonando questi brani. Ora, forse questo non è esattamente un esame facile, ma è pur sempre un esame. Probabilmente il 99% della musica che ascolterete suonerà alla grande, ma se davvero ci darete dentro con della musica dura sintetizzata, finirete la benzina, tranne, naturalmente, a volumi di ascolto moderati.

Allora, che dire del resto della musica che c'è lì fuori? Beh, ho suonato di tutto, dalla classica al jazz, al rock and roll. Tutto suonava schifosamente bene. Non ho notato nessuna area particolarmente problematica in questo amplificatore. Poichè è a MOSFET, ci si aspetta un suono dettagliato ma un po' riposato. I tecnici della Arcam ci hanno messo punch in abbondanza senza scadere nell'eccesso di potenza. In termini generali, si tratta di un buon amplificatore, ed è molto facile viverci assieme.

[Il telecomando]
Il telecomando


Lamentele

Bene, fatemi arrivare dritti al punto. Il telecomando fa davvero schifo. I bottoni sono davvero piccoli e estremamente difficili da leggere. Certe volte ho dovuto letteralmente usare una lente d'ingrandimento per leggere le scritte. Quindi, non mi lamento delle funzioni del telecomando, è che proprio non le vedi.

E poi il pannello posteriore è orribilmente affollato. Però non riesco ad immaginare cosa si sarebbe potuto fare in merito se non aumentare le dimensioni dell'apparecchio, il che non è un'opzione da prendere seriamente in considerazione, vista la sua già importante taglia.

Se date uno sguardo ravvicinato alle foto, vi accorgerete della costruzione modulare. La maggior parte del cablaggio interno è fatto con una versione modificata della piattina multifilare. Sebbene i cavi siano ben separati, non sono però attorcigliati. L'attorcigliamento dei cavi produce la cancellazione dei disturbi di modo comune. Se già ora il vostro impianto capta un sacco di interferenze, non aspettatevi di migliorare le cose. Ritengo che l'Arcam abbia scelto questo tipo di cablaggio per facilitare il processo di montaggio e, così, risparmiare denaro. Sospetto che neppure i connettori usati siano un tipo standardizzato, il che, probabilmente, esclude la possibilità di tweaking sui cavi.

I morsetti di uscita BFA non accettano le bananine standard. Ciò può essere un problema se i vostri cavi di potenza già hanno questo tipo di terminazioni. Nel mio caso, ho dovuto dissaldare le banane e montare delle forcelle.

Conclusioni

Considerando il prezzo ragionevole dell'AVR 100, e la sua capacità di riprodurre fedelmente musica a due canali e di giocare in modalità HT, si tratta di un apparecchio davvero buono. Naturalmente ha i suoi difetti, ma certamente suona la musica meglio dei suoi concorrenti. Se si paragona l'AVR 100 ai suoi fratelli maggiori, gli amplificatori della serie Alpha, naturalmente mostra i segni della sua inferiorità, ma non troppo evidenti: è una differenza ragionevole se si considera il mercato che l'Arcam vuole conquistare.

Quindi, se state cercando un amplificatore che suoni bene su due canali e che abbia la capacità di servire il vostro accrocchio surround a 5.1 canali per l'home theater, avete trovato ciò che fa per voi. In realtà mi è piaciuto così tanto che me ne sono comprato uno: credo che questo dica tutto.

Impianto secondario usato

  • Preamplificatore - Spectro Acoustics 217r
  • Finale - Spectro Acoustics 202c
  • Lettore DVD  - Toshiba SD 1600 (usato come meccanica)
  • Diffusori Yamaha a 3 vie NS-AY960 (completamente rifatti)
    - Tweeter - Vifa D27TG-05-06
    - Mediobasso - largabanda Scan Speak da 5 pollici
    - Woofer - Audax da 12 pollici HT300G
    - Crossover - Riprogettato e in Biwiring
  • Cavi di segnale e di potenza autocostruiti in rame placcato argento con isolante in teflon

© Copyright 2001 Scott Faller - http://www.tnt-audio.com

Traduzione: Carlo Iaccarino

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