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Michell Orca

Anteprima mondiale!

[Michell Orca]
[English version]

Prodotto: Michell Orca preamplificatore stereo
Costruttore: J.A.Michell Engineering, UK
Prezzo approssimativo: ECU2000 (standard) / ECU2450 (versione HR)


Oh! a Remote Controlled Amplifier!

Sebbene la Michell Engineering sia tipicamente un'Azienda conosciuta per i suoi eccellenti giradischi, già ormai da 30 anni circa, recentemente ha intrapreso la strada della produzione di elettroniche.
Tutto cominciò con lo stadio phono per testine MC progettato da Tom Evans, l'Iso, poi a seguire l'alimentazione separata per giradischi chiamata QC, il pre linea Argo, i finali Argo, progettati da Graham Fowler, allora in forze alla Trichord Research ed a tutt'oggi full-time alla Michell.
Mentre l'Iso, il QC e l'Alecto ricevettero recensioni positive un po' ovunque, la serie Argo, che suonava comunque molto bene, era spesso criticata per vari aspetti, sia dal punto di vista estetico che pratico (mancava il telecomando...). Dopotutto l'anno 2001 si sta avvicinando e per un cliente esigente come Alex D i vecchi comandi manuali non possono certo essere ben accolti...

Ora c'è l'Orca, il rimpiazzo per il top di gamma Argo HR, in realtà un prodotto completamente nuovo e diverso da questo.

Ora ve lo racconto...

I preamplificatori Michell precedenti, in contrasto coi giradischi (il Gyrodec, ad esempio) e coi finali, erano piuttosto sempliciotti, sembravano giocattolini.
Ora il nuovo Orca sembra sia stato progettato dalla Burmester o dalla Restek: ingegnerizzazione di altissimo livello, sebbene un po' barocca.
Avendo potuto seguire l'evoluzione dei vari prototipi dell'Orca posso affermare che è molto più bello di quanto non apparisse sulle prime foto.
Tuttavia si tratta di un prodotto dal design piuttosto diverso dal solito stile Bauhaus delle realizzazioni Michell. Fa a pugni con la mia idea che l'HiFi debba essere o invisibile oppure un capolavoro di architettura del design.
E' dannatamente poco pratico e difficilemente accoppiabile con qualsiasi altro oggetto sulla Terra, sulla Luna o su Marte...beh, per quest'ultimo non sarei tanto sicuro, avete visto il film Mars Attacks?.
Il frontale e i fianchetti sono in spesso acrilico nero sono interconnessi da un coperchio in acciaio inox che rende impossibile qualunque tentativo di poggiarci sopra qualcosa.
In pratica non lo si può neppure toccare, visto che le impronte delle dita rimangono ben visibili...
L'acrilico, da tradizione Michell, rimane traslucido, invero molto bello.
La costruzione non è del tipo *nave da guerra* tanto cara agli americani...piuttosto è uno yatch da crociera...che scegliereste voi tra i due?

[Michell Orca pannello posteriore] Le tre manopole sul frontale ricordano alcune auto americane degli anni '50 (Werner probabilmente si riferisce, senza saperlo, ad alcune Tucker, di cui prima o poi vi parlerò NdT).
Una manopola serve come selettore delle sorgenti, l'altra per il rec out e la terza, la più grossa, per il volume. Nessun controllo di balance è disponibile.
Il pannello posteriore dispone di bellissimi connettori per sei ingressi linea, due uscite per registratori ed altre due uscite per altrettanti finali, facilitando così una eventuale biamplificazione passiva o la connessione ad un sub attivo.

L'alimentazione in DC è contenuta dentro un cabinet separato e può essere accoppiata con la sezione di alimentazione Hera, che provvede a fornire una precisissima tensione in continua.

Ed arriviamo al telecomando. Che telecomando? L'Orca è stato lanciato in Gennaio ed ancora non ho potuto disporre del telecomando!!!
Sembra che John (Michell, NdT) sia molto occupato e così il design ed il progetto del telecomando è stato procastinato a tempi successivi.
Tutto quello che vi posso dire è che sarà un oggettino piccolo, realizzato col solito materiale Michell, una mescola di acrilico e vinile, la stessa utilizzata per i giradischi.
L'unica funzione prevista sarà il puro e semplice controllo di volume, i più esigenti si dovranno accontentare...
Sarà disponibile soltanto in luglio, ma chi acquista l'Orca adesso lo riceverà gratuitamente non appena possibile.

Dopo aver analizzato il design esterno passiamo al lavoro svolto da Graham all'interno dell'apparecchio.
L'alimentazione sembra piuttosto curata, con un toroidale ben più grosso di quello che equipaggia il mio finale di potenza....
Seguono i rettificatori, uno per polarità, ed i diodi accoppiati con condensatori a film per addolcire l'effetto switching.
Curiosando sotto il coperchio in acrlico dello stadio d'alimentazione scopriamo la presenza di filtri RCRC, implementati con una moltitudine di condensatori elettrolitici seguiti dai regolatori di tensione.
L'alimentazione viene fornita al pre tramite un cavo a quattro conduttori solid-core ed una volta dentro al pre la tensione incontra un ulteriore stadio di regolazione della tensione.
Il cavo in questione, essendo circa 70 cm, è risultato un po' corto nel mio ambiente ma, ovviamente, può essere sufficiente nella maggior parte dei casi.

Non so molto del progetto circuitale dell'Orca. Il segnale entra nel pre, incontra il selettore di ingresso realizzato con degli switches di alta qualità, probabilmente placcati in argento, poi attraversa un circuito buffer ed il controllo di volume selezionato per la precisione di tracking dei due canali destro-sinistro (questo era un punto debole dei precedenti pre Michell). Segue infine lo stadio d'uscita.
Il pre è totalmente accoppiato in corrente continua ma dispone di accensione ritardata e di una protezione di muting sull'uscita nel caso fosse presente una tensione troppo elevata...la sicurezza innanzitutto!
La parte elettronica è un ibrido di circuiti integrati e transistors e questo mi ha fatto ritenere che in realtà l'Orca fosse molto simile al precedente Argo. Un'ispezione più attenta mi ha fatto capire che l'Orca è in realtà tutt'altra cosa.
Sia la sezione preamplificatrice che l'unità di alimentazione sono perfettamente in regola con le vigenti norme europee EMC.
E questo è piuttosto impressionante, visto che manca un vero coperchio schermante...

Per il test d'ascolto ho avuto in prova l'Orca recante 009 come numero di serie (009, licenza di terrorizzare? Gioco di parole che viene bene in inglese: Licensed to kill ---> Licensed to thrill oppure, come dicevano i Beastie Boys, Licensed to ill :-), licenza d'ammalarsi...NdT).
Appartiene quindi alla prima sfornata di 10 apparecchi prodotti in preserie. Sono in tutto e per tutto identici alla produzione di serie, solo che dopo questa prima sfornata sono state migliorate alcune cose tipo condensatori più selezionati etc.
Saranno disponibili due versioni dell'Orca: una standard, senza telecomando, identica a questa in prova, venduta a circa 2000 ECU (fate le vostre conversioni...) ed un'altra definita HR (High Resolution?) con condensatori di più elevata qualità, completa di telecomando e dal prezzo un po' più elevato, circa 2450 ECU.

Poichè volevo provare l'Orca anche utlizzando il mio giradischi (Michell :-)), non disponendo l'Orca di ingresso phono, mi sono affrettato a procurarmi lo stadio phono MC Iso, sempre di casa Michell.
Questo è un pre phono di alto livello, che conosco piuttosto bene. Il suo costo si aggira sui 750 ECU.

In sono veritas

Avvertenze

Corro il rischio di distruggere la mia credibilità e vi confesso che in realtà faccio da Webmaster per il sito NON-UFFICIALE della Michell. Ora lo sapete.
Contrariamente a molti famosi recensori che scrivono e pubblicano recensioni positive di apparecchi di Aziende per le quali collaborano come consulenti tecnici ;-), io non sono sul libro paga della Michell.
Il mio Michell Gyrodec è stato acquistato di seconda mano ed il sito è stato realizzato solo per Passione, così come TNT.
E se dovessi scrivere che l'Orca suona divinamente non dovete crederci per forza, esattamente come non dovreste prendere per oro colato alcuna recensione. Però se siete alla ricerca di un nuovo pre, andate almeno ad ascoltarlo.

Ora, come suonerà questo pre nel mio impianto? E quale sarà la mia reazione, visto che sono abituato al mio economico Quad 34?
Non avevo paura del confronto, altre volte ho provato apparecchi di alto livello, ad esempio lo Sphinx Project Two MkII, un pre da 1500 ECU ed è stato un successo che mi ha dimostrato quanto i miei diffusori Quad siano all'altezza di apparecchi anche molto costosi, per non parlare del finale 306 e del lettore CD Rega.

Così una notte cominciai a sistemare il tutto, cercando di posizionare l'unita di alimentazione esterna il più lontano possibile dal pre. Ho avuto bisogno di un secondo tavolinetto per questa operazione.
Il cavo d'interconnessione tra il lettore CD Rega ed il pre era uno spezzone molto corto di cavo Deskadel, in argento solid-core isolato in teflon. Tutto il resto dei cavi d'interconnessione erano i miei soliti cavi microfonici OFC da studio.

Metto su un CD, ma non per ascoltare, giusto per verificare se tutto funziona. E commetto di nuovo l'errore di mettermi ad ascoltare prima che gli apparecchi siano caldi.
Ma ve lo racconto perchè, anche così, l'Orca mi è sembrato interessante.
Subito ho notato un aumento incredibile di dinamica e di estensione in basso, unito ad un certo controllo. Pensavo che il suono talvolta rimbombante e compresso delle mie Quad era dovuto ad un problema di acustica ambientale ma ora tutto questo era sparito.
Il basso è diventato teso, dinamico e dettagliato così da riuscire a sentire delle cose dai miei CD che non pensavo ci fossero state registrate...
L'immagine è molto profonda anche se manca di coesione, come se le incisioni fossero tutte delle multitraccia. Gli alti mi sono sembrati un po' enfatizzati.
Mi ha ricordato il suono che avevo ottenuto con l'equalizzatore Sigtech, strano no?
Questo a primo ascolto e ad apparecchio freddo.

Durante le prime ore di ascolto l'impianto faceva solo musica di sottofondo e poco prima di andare a letto mi sono avvicinato per spegnere tutto. Ma la futura signora Ogiers mi ha chiesto:Perchè lo spegni?. Perchè? Perchè suona bene come mai mi era capitato di sentire mi ha risposto.
Stava suonando il disco dei Dead Can Dance (Towards the Within) la traccia dal titolo Piece for Solo Suite.
Abbiamo discusso a lungo su che tipo di strumento doveva essere stato usato, poichè tutto suonava così reale. Un flauto, ovviamente, ma non un flauto *normale*. Troppo caldo e legnoso per essere un flauto traverso, ad esempio...
Così mi ricordai di aver visto un concerto dei Dead Can Dance dove veniva utilizzato uno stranissimo strumento barbaro... doveva essere per forza quello.

[Il Michell ORCA e l'impianto] Così lasciai l'Orca acceso tutta la notte in modo tale che il giorno dopo sarebbe stato pronto per essere ascoltato sul serio.
Cominciai l'ascolto col l'album Grace di Jeff Buckley, la traccia Eternal Life (titolo profetico...).
Ho sentito Buckley dal vivo a Torhout nel 1994 e potei ascoltare Eternal Life nel pieno dell'energia di questo brano.
La versione su CD mi aveva però lasciato sempre abbastanza perplesso. Ma stavolta, attraverso l'Orca, Eternal Life veniva riprodotto ruvido, aggressivo e con una dinamica spaventosa. Come doveva essere e come in realtà era stato dal vivo, all'aria aperta, con Buckely a 10 metri da me.
Ma non dovete pensare che il suono fosse piatto e sporco...la traccia successiva Dream Brother, era morbida con delle chitarre dolcissime, piatti molto naturali, in sostanza tutto diverso.
Stesso ampli? Si. Diverso stile di registrazione? Indovinato!

Provo nuovamente i Dead Can Dance in versione live, anche questi li ho visti dal vivo, esattamente lo stesso concerto al quale fa riferimento il disco.
Ho percepito subito una sensazione di musica dal vivo...quasi l'odore dei cavi, del palco...il rumore degli amplificatori in sottofondo ed il crack dell'inserzione degli strumenti...la presenza del pubblico in attesa ed infine...la Musica.

Le prime due tracce dell'album di cover di Cassandra Wilson (New Moon Daugther) si sono rivelate interessanti. Giusto un anno fa svolsi una prova comparativa tra lettori CD tramite il pre Sphinx Project Two MkII e ricordo molto precisamente il suono prodotto dal Rega Planet in quel sistema.
Musicale, controllato, teso ma anche un po' *indietro*, mancante di aria e dettaglio, come se tra gli esecutori ci fosse un vuoto fisico. Comunque, un ottimo suono, dopotutto.
Con l'Orca tutto assume un altro aspetto: la voce di Cassandra e le sue inflessioni vengono riproposte su di un soundstage che è arioso, coi musicisti stabilmente dietro i diffusori.
Nessun segno delle sensazioni avute con lo Sphinx che, però, costava parecchio meno dell'Orca.

Un altro disco utlizzato spesso è Under the Pink di Tori Amos.
La presenza fisica della sua voce e del pianoforte riempivano la stanza, nel pieno rispetto di tutte le inflessioni della voce e del modo in cui il piano veniva sollecitato.
A volte ho avuto l'impressione di poter distinguere le tracce dove erano state eseguite sovraincisioni e quelle invece prese in *direct*.

Sono poi passato a qualcosa di più *locale* (Atlas è di Bruxelles, come me...): il disco Diaspora di Natasha Atlas, vellutato sul medio e con una linea di basso veramente facile da seguire, senza alcuna confusione ne' sovrapposizioni.
Ad un certo punto qualcosa di strano mi ha colpito, qualcosa che non avevo mai sentito: una specie di raddoppio della cassa della batteria, un po' sfasata rispetto al ritmo del brano. Beh, c'è voluto un po' di tempo per capire che era in realtà il mio piede che batteva il tempo :-)

Uno dei miei gruppi favoriti sono i Walkabouts, da Seattle, un mix di rock, blues, folk ed influenze country.
Se state cercando una versione dei Fleetwood Mac per gli anni '90, questi sono i Walkabouts.
Sul CD Devil's road trovate un cocktail di orchestra e strumenti elettrici, suonati dai membri della band per un risultato molto pieno e pieno.
I violini erano naturalissimi, un bel complemento per le chitarre elettriche mentre le voci femminili venivano riproposte in modo fluido, dolce e sensuale.

Non mi limito ad una *dieta* di pop-rock, folk o country. Ho ascoltato l'Orca con della musica classica.
Ho ascoltato ad esempio i Vespri della Beata Vergine di Monteverdi, diretti da J.E.Gardiner. Il suono era caldo ed affascinante, come uno si dovrebbe aspettare da una registrazione nella cattedrale di San Marco a Venezia.
Le voci singole possono essere isolate dal coro con facilità mentre la musica dell'orchestra viene riprodotta in modo vivace, specie la sezione dei flauti.
Sono poi passato alla colonna sonora di Prosperòs Books, scritta da Michael Nyman per Peter Greenaway.
Normalmente trovo che la combinazione di musica non facilmente fruibile con un bilanciamento tonale un po' in avanti sia alla lunga stancante. Stavolta tuttavia il pre della Michell mi ha consentito di ascoltare con più attenzione e più a lungo, riproducendo questa colonna sonora in modo più melodico e dolce del solito.

Infine, passando al giradischi, ho notato differenze minori rispetto al mio Quad 34. Non è sorprendente visto che l'ingresso phono del Quad è in proporzione migliore dei linea.
Ciò che era davvero diverso era l'immagine, dettagliata ed ampia esattamente come coi CD.
La dinamica era un po' inferiore (ovviamente) ed anche la gamma bassa un po' meno tesa che col Rega Planet CD. D'altra parte ho ascoltato solo vecchi dischi incisi in modo non proprio eccellente, a parte l'album di pop semiacustico dei The Nits.
Un bel basso rotondo, alto dettagliato e brillante e buona dinamica.
Così per divertimento ho concluso la sessione analogica ascoltando Hereoes di David Bowie, un album che normalmente suona in modo pessimo e reso invece accettabile dal pre Orca.

Conclusioni

[MICHELL ORCA, PSU & ISO] Se mi chiedeste di riassumere il suono dell'Orca in poche parole queste sarebbero: neutrale, coerente, ad alta risoluzione, aperto e dinamico.
Gli strumenti sono espressivi e le percussioni splendide: esplosive, ognuna con il proprio timbro e spesso posizionate alle spalle degli altri strumenti.
L'Orca non è mai ruvido, non perde mai il controllo ne' lascia che le sibilanti prendano il sopravvento. Tuttavia non è mai chiuso ne' smorto. Al contrario, è il mio Quad 34 a suonare chiuso e talvolta fastidioso sulle sibilanti!
L'Orca ha una grande esuberanza sonora, una caratteristica che ci si potrebbe aspettare essere accompagnata dall'impetuosità, invece il pre Michell rimane composto e controllato.
E' dettagliato ma non chirurgico anche se talvolta mette in risalto gli errori in sala d'incisione, quando vengono utilizzate tecniche microfoniche sbagliate o troppo editing. Ad esempio si può riconoscere facilmente il suono scuro e ruvido di un microfono Shure SM-58 ed la dolce carezza di un microfono da studio a diaframma.

La manopola del volume ha un'eccellente precisione e tracking. A causa dell'alto guadagno del pre e del finale e del mio timore di non esagerare col volume con le mie Quad, ho dovuto sempre tenere la manopola del volume ad 1,5 su una scala di 10. Anche in queste posizioni estreme la risposta in frequenza ed il bilanciamento dei canali è stato eccellente. Anche eventuali problemi di soundstage con l'Orca tendono a sparire!

Quindi, sia per il suono e la precisone operativa l'Orca merita un dovuto riconoscimento. La qualità costruttiva è eccellente, a patto che vi piaccia la sua inusuale veste estetica.
Il prezzo? Non saprei, 2000 o 2500 ECU sono una quantità di denaro considerevole e ciò rende l'Orca non esattamente un affare da cogliere al volo come invece sono il Gyrodec e l'Orba.
Tuttavia tenete conto che io sono un ingegnere anti-capitalista che ritiene eccessivamente costosso ogni oggetto HiFi che costa più dell'accoppiata Quad 34/306 :-)
D'altra parte, secondo la mia esperienza un pre ha spesso un impatto sonico enorme all'interno di un impianto HiFi per cui non è saggio economizzare proprio su questo componente.
Sotto questa luce l'Orca è una scelta eccellente poichè allo stesso prezzo si può acquistare un pre entry-level di altre marche Hi-End, mentre il Michell Orca è senz'altro un oggetto di qualità top.

Ora Michell farebbe bene a completare la sua linea di apparecchi con un lettore CD o DVD!

© Copyright 1998 Werner Ogiers per TNT Audio Magazine (http://www.tnt-audio.com)

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