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Amplificatore Integrato Pioneer A-607R

Audiophile o solo High Tech?

[Pioneer A-607]
[English version]

Prodotto: Amplificatore Integrato Pioneer A-607R
Produttore: Pioneer - Giappone
Prezzo: US$-Euro 420 (circa)
Recensore: Dejan Veselinovic

La Pioneer è una vecchia azienda giapponese che non ha certo bisogno di presentazioni, tutti noi dovremmo conoscerla ed esserci, prima o poi, imbattuti nei suoi prodotti. Ultimamente la Pioneer ha ridisegnato il suo marchio, oltre che la sua produzione, ed ha iniziato ad offrire alcuni prodotti potenzialmente interessanti.
Sembra vogliano offrire prodotti "semi-audiophile" a prezzi appena al di sopra di quelli dei prodotti commerciali, un obiettivo difficile che pochi sono riusciti a raggiungere. La serie "Precision" va bene, ma stavolta osserviamo la loro offerta standard nel mercato delle medie potenze.

Descrizione

L'adesivo grande e sgargiante sul pannello frontale ci annuncia ad alta voce che questo è un amplificatore integrato da "120W su 4 Ohms / 65W su 8 Ohms, DIN", e che utilizza "MOSFET Direct Energy". In verità, utilizzando standards largamente riconosciuti, questo amplificatore dovrebbe erogare 60/90W su 8/4 Ohms da 20 Hz a 20 kHz, con non più di 0.06/0.09% THD. Accetta solamente input phono RIAA MM , oltre ad altri 5 ingressi linea, uno dei quali, il Tape 2, ha un circuito full monitor .
La risposta in frequenza dichiarata di estende da 5 a 150,000 Hz +0, -3 dB, e la precisione RIAA viene dichiarate da 20Hz-20kHz +/- 0.5 dB. La sensibilità RIAA è 2.8 mV/50 kOhms, e il livello di saturazione dichiarato è sopra 150 mV/1 kHz. Il rapporto segnale rumore per gli ingressi phono e linea è di -88/108 dBA.

[Pioneer A-607 - vista posteriore]

Ci sono i controlli di tono, che agiscono su 100Hz/10kHz in un intervallo di +/- 8 dB, ma possono essere esclusi usando la modalità "Direct". Vi è anche un interruttore per il muting che riduce il livello di -20 dB (cioè ad un decimo). E' possibile collegare due coppie di diffusori, selezionabili attraverso i pulsanti sul pannello frontale, che attivano o disattivano i relè dei diffusori; in questo modo i relè sono usati sia a protezione che per la selezione dei diffusori, una soluzione migliore di quella di utilizzare cavi ad alta potenza dentro l'amplificatore.

Il consumo elettrico è di 220W, e il voltaggio di alimentazione di 200-230 VAC, 50/60 Hz. In standby il consumo è di appena 1 watt.

L'amplificatore misura 420x128x335 mm (LxAxP) e pesa circa 7 chili; non molto certo, ma viene utilizzato un trasformatore toroidale che pesa sempre meno di un equivalente trasformatore a sezione quadrata.

Sul lato posteriore si trovano gli ingressi e le uscite con connettori RCA placcati oro, i morsetti, appena decenti, per i diffusori oltre a tre prese elettriche per i vostri componenti, due switched ed una unswitched, per un assorbimento complessivo massimo di 200W - molto generoso, il doppio di quanto viene normalmente offerto. Troverete, inoltre, anche una presa di alimentazione abbastanza delicata, non una presa IEC, che usa un cavo decisamente non degno di nota- anzi proprio insoddisfacente.

Sul frontale, si trovano i soliti comandi e interruttori, tra i quali troviamo anche la presa di uscita per la cuffia, praticamente bandita dalla maggior parte degli apparecchi "audiophile", e un sensore per il telecomando. Quest'ultimo è un oggetto decisamente non rifinito, da utilizzare premendo molto forte, che risulta illeggibile e rudimentale allo stesso tempo. Permette, tuttavia, di selezionare gli ingressi e modificare il volume, oltre a comandare l'accensione e lo spegnimento dell'amplificatore.

Ci sono poi molti LEDs che indicano lo stato di funzionamento - per fortuna il loro utilizzo sembra sia stato motivato più dalla ragione e dalla logica, che dal bisogno di un effetto - e sono molto utili per controllare con un solo sguardo lo stato. Oh si, c'è anche il pulsante per il loudness, per quelli che sono ancora convinti di averne bisogno.

In generale l'aspetto pulito e piacevole, anche se non si può affermare che sia bello o che abbia un design speciale - ma almeno non è sgargiante come alcuni altri.

Microdinamica

Il Pioneer A-607R ha bisogno di circa mezz'ora per raggiungere la corretta temperatura di funzionamento. Durante questo periodo il suono muterà dall'essere, per così dire, aspro e duro diventando, quindi, più morbido e leggermente velato.

Riuscirete a sentire quasi tutto ciò che c'è nella registrazione, ma pur essendo tutto presente, la scena sonora vi apparirà come avvolta da una leggera nebbia. Non che così sia molto spiacevole, solo che quel velo non dovrebbe essere li. Non vi affaticherà, ma percepirete sempre che c'è qualcosa tra voi e la musica. In un certo modo, il suo suono mi ricorda un effetto fotografico molto in voga negli anni Settanta, lanciato da David Bailey, il quale era solito porre una calza di nylon davanti all'obiettivo della macchina fotografica (ignoro cosa facesse poi con la proprietaria di quelle calze). Secondo il colore delle calze, l'intera scena acquistava la stessa tonalità.

Così come ci saremmo aspettati la gamma alta della sezione finale a MOSFET, è di una qualità migliore di quanto offerto da una tradizionale soluzione a transistor, sebbene non abbia quel suono morbido e arrotondato tipico delle valvole. Possiede il controllo e la definizione dello stato solido, ma il suono sembra in qualche modo distante, lontano da noi, come se ascoltassimo da una certa distanza.

La stessa considerazione vale per la gamma media. E' presente, abbastanza ben definita, ha un buon dettaglio anche se non troppo, ma anche in questo caso ci sembra di essere distanti. Certo non che sia fredda o spiacevole, ma solo come se ci fosse stata sottratta.

I bassi sono, lasciatemi dire, tipicamente MOSFET. Se onestamente non posso certo affermare che l'A-607R non abbia dei bassi, questi sono molto più morbidi di quanto ci si possa aspettare, e certo molto di più di quanto non lo siano nella realtà. Non c'è dubbio che siano veloci, ma mancano di quel peso deciso, del gusto necessario a fornire l'asse fondamentale alla musica, come se l'amplificatore avesse paura di lasciarsi andare e fosse un po' frenato.

L'immagine sonora da destra a sinistra è corretta , ma quella avanti e dietro manca, in un certo modo, di un qualsiasi realismo. Sembrerebbe come se il sound stage fosse profondo non più di uno o due metri, insomma è tutto qui. Un risultato certamente insoddisfacente.

Macrodinamica

L'A-607R ha fatto un buon lavoro nell'estrarre, dalla piccola ed economica coppia di diffusori JBL Control Monitor CM62, ciò di cui questi diffusori sono capaci, sebbene altri abbiano ottenuto migliori risultati. La loro tendenza ad essere in un qualche modo sregolati si è unita piacevolmente con il Pioneer, e insieme hanno prodotto della buona musica - buona, non certo ottima, ma molto ascoltabile.

Con la coppia di JBL Ti600 da pavimento, il Pioneer ha suonato discretamente, così come ci si aspetterebbe da un prodotto di massa. Spingendolo un po' con le Ti600, diffusori relativamente facili da gestire, il Pioneer è riuscito a tenere il passo per quanto riguarda il volume, ma i suoi difetti sono stati evidenziati . E' stato facile riconoscere l'aspetto "nebbioso" del suono, cosa che impedisce di rendere credibile la musica. Saprete che state ascoltando una registrazione e niente di più. Anche quando il segnale gli è giunto dal mio H/K HD730, che è un po' scuro di carattere, ma certo più dinamico e materico, il Pioneer ha mantenuto la sua propria "visione" della musica. La relativa buona efficienza delleTi600's di 91dB/1W/1m, ha permesso che la musica diventasse fastidiosamente alta molto prima che il Pioneer cominciasse a mostrare un qualche segno di stress.

Passando poi ai diffusori AR94, recentemente restaurati, che certo non sono molto gentili verso gli amplificatori, ho rilevato che nel suonare forte il Pioneer può manifestare segni di stress. Non è riuscito a riprodurre forti transienti, senza che ci fossero evidenti segni di compressione, quando il volume medio veniva alzato molto rispetto alla stanza (non troppo forte, ma più o meno ad un livello tanto alto quanto si potrebbe percepire durante una performance live a circa 2 metri dall'orchestra, e non sto parlando di una rock band amplificata). Si poteva rilevare anche una certa perdita di dettaglio, ma non così fastidiosa come la sensazione di compressione, una sensazione come se l'amplificatore faticasse per svolgere il suo lavoro.

Ad esempio, la gamma bassa, che di solito, quando le AR sono pilotate dall'Harman/Kardon HK680, è determinata come una tempesta, giunge notevolmente ammorbidita e meno corposa con il Pioneer. Mancano evidentemente energia e spinta, e se anche questo non è proprio terribile certo sottrae alla musica una parte del suo carattere.

I medi si mantengono bene anche sotto stress, mentre gli alti mostrano solo modesti segni di cambiamento ogni qualvolta l'amplificatore viene spinto. Considerato il prezzo di questo prodotto, queste caratteristiche potrebbero essere motivate come facenti parte di uno schema di contenimento dei costi.

Per essere giusti, mai ho avuto l'impressione che i diffusori fossero meno che solidamente controllati; ne mi è mai sembrato che l'amplificatore perdesse la presa mentre perdeva il fiato.

Suono Complessivo

Il Pioneer's A-607R è quasi un prodotto high tech (per quanto lo possa essere un prodotto di largo consumo), uno dei pochi amplificatori di produzione Giapponese che utilizza trasformatori toroidali (sebbene anche Sony li utilizzi nei nuovi modelli), e uno di quelli che utilizza componenti di prima classe per la sua sezione di alimentazione. Tutto ciò mi faceva supporre una sostanziale performance sui bassi, e piuttosto mi lasciava dubbioso per i medi e gli alti, ma si è rivelato esattamente l'opposto. I medi sono abbastanza buoni, anche se ci sono prodotti più economici che hanno una performance sui medi che è altrettanto buona se non migliore (ad esempio lo Yamaha AX592). Gli alti sono puliti e senza cedimenti ovvi, ma sono in qualche modo convenzionali, ti lasciano indifferente con una chiara sensazione che ciò che stai ascoltando sia una registrazione così e così.

I bassi mancano della energia e della forza richiesta per essere convincenti, e questo crea un'impressione soggettiva che siano i medi e gli alti a guidare i bassi, invece che il contrario. L'effetto complessivo non è spiacevole, ma a coloro i quali sono soliti ascoltare musica dal vivo sarà evidente che questo è un effetto artificiale. Infatti l'amplificatore suona al meglio con la musica sintetizzata, la musica elettronica, ma perde profondità con quella classica, come la musica da camera e sinfonica, la musica folk e tutta la musica melodica che usa strumenti classici.

Non posso certo dire che si tratti di un cattivo prodotto, ma nella mia scala di qualità, supera di poco il limite in basso dell'HiFi. Questo amplificatore si posiziona in una zona pericolosa, dove molti altri contendenti lottano per attrarre la nostra attenzione - ad esempio mi viene in mente lo Yamaha AX592 che, nonostante certe indecisioni di performance agli estremi, è un amplificatore migliore e più musicale per un prezzo più basso.

Insomma, a meno che non siate dei devoti ammiratori Pioneer, state lontani da questo apparecchio, è al di sotto della qualità che ci aspettiamo per questo prezzo e da questa azienda, anche se non è proprio pessimo. Non è, però, neanche buono.

L'angolo tecnico

All'interno l'A-607R utilizza un trasformatore toroidale; non ci sono riferimenti sopra, e non c'è un diagramma del circuito, a occhio mi sembra da 300-400VA. E' in ogni modo un valore significativo. Questo è seguito da un ponte rettificatore che serve entrambi i canali, montato su piccolo profilo di alluminio che agisce anche da dissipatore di calore. Ci sono quindi due condensatori di filtro Elna Audio Series blue ciascuno da 15,000uF/50V. Ci sono anche, in vista, due condensatori Elna Starget da 1,000uF/50V , più molti altri condensatori Elna sparsi.

[Sbirciando all'interno del Pioneer A607 R]
La sezione Phono RIAA utilizza un Mitsubishi 5220 IC, usato di frequente a tale scopo; tuttavia le resistenze utilizzate, piuttosto che essere quelle selezionate a film metallico, sono del tipo commerciale, con una tolleranza del 5%.

La sezione finale utilizza dei transitor di potenza IRF 540/9540 MOSFET, preceduti e controllati da un circuito a discreti. E' la tipica qualità Pioneer, che si deve dire è molto pulita e molto accessibile. Il dissipatore di calore dei transistor di potenza usa un metodo insolito - ogni transistor ha il suo dissipatore alettato, cosicché non c'è un dissipatore di calore separato per ogni canale, ma uno per ogni transistor.

Lo switching usa una logica a CMOS che attiva dei relè discreti, almeno per alcuni ingressi. Il potenziometro del volume è motorizzato, la qualità è quella di un prodotto commerciale. Il circuito in generale è di tipo ibrido, sono accostati e mescolati circuiti integrati di amplificatori operazionali e componenti discreti e da quanto mi sembra sono tutti di qualità adatta ad un prodotto di largo consumo.

Un'apprezzabile caratteristica sono le tre prese di alimentazione sul lato posteriore dell'amplificatore - ciò permette di ottimizzare la lunghezza dei cavi, sia dal punto di vista estetico che da quello elettrico. Differente è invece il cavo d'alimentazione -che utilizza una presa economica e non è proprio un gran che. Avrei preferito un cavo IEC se proprio un cavo ci deve essere.

Il coperchio dell'amplificatore è anch'esso insolito. E' fatto come al solito, di metallo spesso, anche se l'area sopra i dissipatori di calore utilizza un ulteriore copertura in plastica (???) avvitata. Posso solo supporre che questo sia l'equivalente del solito coperchio inferiore rimovibile - il quale, una volta rimosso permette l'accesso ai piccoli potenziometri necessari per le regolazioni dell'amplificatore, sicché devo presumere che ciò sia stato fatto solo per rendere più semplice l'assistenza e la taratura.

© 2001 Copyright Dejan Veselinovic - http://www.tnt-audio.com

Traduzione: Andrea Nicolai

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