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Aux Out

Diffusori attivi in classe T!

[AUX OUT]
[English version]

Prodotto: diffusori attivi (sat + sub) Aux Out
Costruttore: Aux by Kuller / Outline - Italia
Prezzo appross.: 950-1000 €
Disponibilità: distributori ufficiali o vendita diretta online
Recensore: Lucio Cadeddu - TNT Italia
Recensito: Febbraio, 2007

Introduzione

Non è certo un mistero che qui su TNT-Audio le nuove (vecchie) tecnologie di amplificazione in classe D siano tenute sotto osservazione con grande interesse. Dall'avvento del T-Amp ormai già due anni fa è stato un susseguirsi di prodotti interessanti e dotati di ottimo rapporto qualità/prezzo. Recentemente abbiamo poi dedicato alcuni articoli alla categoria dei diffusori attivi, quelli dotati, cioè, di amplificazione interna. Quale miglior occasione poteva capitarci se non quella di provare un sistema attivo, amplificato con moduli in classe D (anzi, T)?
Il sistema Aux out di David Kuller / Outline è composto da due minuscoli satelliti ed un piccolo subwoofer che incorpora al suo interno due amplificatori in classe T, più precisamente due moduli utilizzanti il chip Tripath TA 2022. Pensato per amplificare qualunque sorgente audio che avesse un'uscita LINE OUT (o AUX OUT, da cui il nome) tipo lettori CD, personal computer, iPod etc. il sistema Aux Out ha dalla sua la massima portatilità: i due satelliti si possono sistemare negli appositi incavi del mobile del sub fino a creare un cuboide compatto che misura appena 42 x 20 x 30 cm.
Sono disponibili diverse finiture: "rugged" ovvero una sorta di nero martellato in stile PA, rosso Ferrari, bianco iPod o nero laccato. Il sistema - sia i satelliti che il sub - monta altoparlanti schermati, come si vede anche dalle foto, quindi si può posizionare vicino a schermi televisivi senza deteriorarne l'immagine.

Descrizione, caratteristiche tecniche e qualche misura

[AUX OUT - Modulo Tripath TA2022]

Il sistema utilizza due satelliti facenti uso di un driver largabanda da 10 cm, marchiato Outline ma di provenienza Ciare, montato all'interno di un minuscolo cabinet in bass reflex. Non ci sono tweeters. Il collegamento all'unità centrale avviene tramite una sottilissima piattina terminata con spinotti RCA da ambo le parti. L'unità centrale fa uso di un woofer (ancora Ciare) a doppia bobina di circa 14 cm di diametro, di probabile derivazione car, ambito nel quale tale soluzione è molto usata per realizzare subwoofer compatti. Tale soluzione è stata adottata spesso in sistemi analoghi, visto che consente di usare un unico woofer al posto di una coppia stereo.
Anche in questo caso il caricamento è in bass reflex, con porta rettangolare a sbocco anteriore, come si evince dalla foto. All'interno si trova il "cuore" del sistema: un'alimentazione switching (in grado di funzionare sia a 230 che a 110 volts) che fornisce linfa vitale ai due moduli di amplificazione stereo: uno per il subwoofer ed uno per i satelliti, più un crossover elettronico che incrocia le due unità a circa 150 Hz. I due moduli di amplificazione utilizzano il chip Tripath TA 2022, uno dei fratelli maggiori del famoso TA2024 utilizzato dal T-Amp. La potenza è superiore (60 watt su 8 Ohm, 90 watt su 4 Ohm) ma il principio è la consueta classe T di casa Tripath.
Difficile sostenere, come dichiara il Costruttore, che la potenza sia di 400 watt, secondo la diffusa abitudine in campo informatico di sommare tutti i watt presenti in un modo o nell'altro, all'interno di un sistema.
A voler essere precisi stiamo infatti parlando di una potenza (indistorta, a 0.1% di THD) di 90 watt per canale per il sub (che è un 4 + 4 Ohm) e di 60 watt per canale per i satelliti (che sono a 8 Ohm), come facilmente si evince dal datasheet PDF del chip Tripath utilizzato. Tra l'altro, senza conoscere la sensibilità degli altoparlanti, è difficile avere indicazioni sulla reale potenza sonora emettibile dal sistema, trattandosi appunto di sistema attivo integrato.
L'unica cosa che si può fare - e che ho fatto - è misurare con un fonometro digitale la pressione sonora massima prima del clipping. In una stanza di dimensioni medio piccole (circa 18 mq) e mediamente assorbente il sistema, con punto d'ascolto e di misura situato a due metri, riesce a produrre picchi di 105/106 dB, che è in effetti molto, se si pensa alle dimensioni davvero ridotte. Oltre comincia a mostrare la corda, come è logico che sia.
Dal grafico della risposta in frequenza, fornito dal Costruttore (misura eseguita dal figlio del compianto Noselli della Outline, che era capo-progetto di questo sistema), si evince che il punto a -3dB della risposta del subwoofer è situato poco sopra i 50 Hz, ha un picco a 70 Hz per poi scendere gradualmente verso l'incrocio coi satelliti, situato poco oltre i 150 Hz. Questi presentano invece una risposta abbastanza estesa ed in salita verso le alte frequenze (i 10 kHz sono ben 6 dB sopra il livello ad 1 kHz) per poi scendere abbastanza rapidamente sopra i 12 kHz, come è naturale che sia per un largabanda di così piccole dimensioni, chiamato a riprodurre anche buona parte della gamma medio-bassa.

In generale, dunque, il subwoofer non è esattamente tale e non poteva essere altrimenti viste le dimensioni. E', in pratica, un woofer che lavora in una gamma molto ristretta di frequenze, da 50 a 150 Hz. La scelta del taglio è intelligente essendo posizionata abbastanza in basso da rendere l'unità quasi "invisibile" alle orecchie. Ben sappiamo che sistemi di questo tipo, per far fronte alle limitazioni dei piccoli satelliti, fanno riprodurre al woofer anche frequenze che lo rendono perfettamente identificabile (persino porzioni della voce in certi casi!). In questo caso, grazie al taglio "basso", il subwoofer è quasi "invisibile" all'ascolto.

[AUX OUT - Risposta in frequenza]
[AUX OUT - Modulo dell'impedenza]

Per quanto riguarda i moduli di amplificazione essi sembrano, a tutti gli effetti, le evaluation boards "ufficiali" di casa Tripath, ovvero le EB-TA2022, modificate allo scopo. Anche il dissipatore del calore è identico. Il Costruttore tuttavia precisa che si tratta di materiale inedito e realizzato in proprio appositamente per lo scopo.
Oltre al pulsante d'accensione ci sono tre potenziometri che controllano tutti i livelli: il volume generale del sistema completo, il livello del sub rispetto ai satelliti ed il bilanciamento tra i canali. Non esiste una posizione di "riferimento" per il livello del sub (il Costruttore suggerisce 3/4 di manopola), quindi l'ascoltatore può decidere a piacimento la quantità di basse frequenze da ascoltare. Presente una comoda vaschetta IEC per il cavo d'alimentazione ed un'utilissima presa ausiliaria per alimentare, ad esempio, una sorgente.

Ho avuto la possibilità di provare il sistema Aux Out per qualche mese, collegandolo a qualunque uscita LINE fosse presente in casa, incluso il mio PC portatile Fujitsu-Siemens.

Nove biglietti e mezzo

[AUX OUT - Satelliti]

Ho ascoltato il sistemino come avrei fatto con una qualunque coppia di diffusori HiFi, collegandolo all'impianto principale che, in questo caso, è ridotto alla sola sorgente. Posizionato in sala d'ascolto come si farebbe con qualunque sistema audiophile mi sono avvicinato all'ascolto senza pregiudizi di sorta, anche con una certa curiosità, trattandosi di uno dei pochi sistemi attivi ad utilizzare la Classe T.

Timbricamente il sistema risente della caratterizzazione tonale dei largabanda utilizzati, che tendono ad accentuare un po' la gamma medio-alta, a scapito della media e della altissima. Il deciso roll-off alle alte frequenze rende il suono piuttosto arrotondato in alto e certamente non fastidioso o troppo brillante. Le voci, specie quelle maschili, sono un po' più "magre" del dovuto ma la pulizia della riproduzione è buona ed alla fine il risultato è molto godibile.
L'integrazione tra satelliti e woofer è quasi perfetta nel senso che è vero che il sub rimane abbastanza nascosto ma è altrettanto vero che una sorta di "scalino" si avverte comunque, nel passaggio di consegne tra le due unità.
Il woofer fa, per dimensioni e litraggio, dei veri e propri miracoli: l'estensione è quella che è, ma la potenza e l'articolazione sono di ottimo livello. Il "punch" è assicurato.
E' ovvio che non bisogna pretendere la Luna ed infatti, quando gli si chiede di riprodurre dischi con gamma bassa profonda e ben in evidenza il piccolo driver entra in crisi anche a livelli non molto elevati. Ad esempio, ho avuto notevoli difficoltà a fargli riprodurre Koyaanisqatsi, brano dell'omonimo disco di Philip Glass (anzi colonna sonora dell'omonimo capolavoro di Godfrey Reggio - 1983). L'infernale pedale d'organo manda facilmente a fondo corsa il piccolo woofer e quel che è peggio mette in vibrazione qualcosa all'interno del sub. Ad una rapida ispezione ne ho dedotto che sono le schede stesse ed anche i cavi di collegamento a vibrare sollecitati dalle vibrazioni dell'aria. Fenomeni simili si hanno con brani come "Angel" dei Massive Attack o "Sad old red" dei Simply Red.
In questi casi il sub entra in crisi ben prima dei satelliti. In tutti gli altri casi sono i satelliti a mostrare un po' la corda, indurendo e comprimendo il suono quando si chiede un po' troppo, mentre il sub sembrerebbe avere ancora un po' di energia da spendere.
Avevo due sub a disposizione: uno aveva una perdita d'aria, con conseguente "vibrazione" fastidiosa, da uno dei connettori RCA. L'altro non presentava questo problema (noto al Costruttore e risolto nelle serie successive, pare) ma la vibrazione delle schede interne era nettamente più forte che nel primo esemplare. Basta un disco d'organo solo per evidenziare il problema (altrimenti coperto dal resto della gamma audio dei satelliti).

Mi chiedevo se sarei riuscito a "sentire" l'amplificazione in Classe T (ho in prova un ampli integrato con lo stesso chip...). In effetti, qualche caratteristica familiare si sente: una certa qual capacità di introspezione, specie in gamma media, con una buona propensione al dettaglio ed al recupero dei particolari. Inoltre, come ormai mi pare di aver capito ascoltando a lungo il TA2022, non è difficile identificare una certa "morbidezza" o, se volete, mancanza di cattiveria, che sembra tipica di questo chip e che lo differenzia in maniera evidente dal TA2024. La sensazione è che talvolta la potenza sia inferiore a quella dichiarata e che venga erogata non in maniera lineare ma via via sempre più crescente all'aumentare del volume. Per capirci: è come se "entrasse" in coppia solo ad alti regimi, per fare un paragone motoristico forse più comprensibile.
L'equilibrio tra la gamma bassa ed il resto dello spettro è a piacimento dell'utente: basta alzare o abbassare il livello del sub rispetto ai satelliti! In questo modo anche dischi "sbagliati" privi di basse frequenze possono rinascere a nuova vita. Non è un modo di procedere ortodosso, ma il sistema non è pensato per gli audiofili in senso stretto.

Dinamica

[AUX OUT - vista interna]

La potenza a disposizione è buona ed i moduli Tripath fanno bene il loro dovere. La pressione sonora massima ottenibile, in un ambiente medio-piccolo, è sufficiente (si superano senza grossi problemi picchi di 100 dB). Niente di travolgente, ma l'impatto c'è tutto, fintanto che i drivers lo consentono. E' chiaro che il giudizio dipende dalle abitudini di ascolto: per qualcuno un tale livello può essere considerato eccessivo, per me è invece ragionevole. Per dirla tutta, c'è voluto il T-Amp per far capire a tante persone che per loro era sufficiente ascoltare con 6 watt per canale...
Quel che ho notato, un po' per complicità del TA2022 ed un po' per i limiti fisici delle soluzioni adottate, è una certa lentezza, unita ad una certa compressione dinamica. I salti tra i pianissimo ed i fortissimo sono un po' addomesticati ma questo, considerando che il sistema è pensato per dar voce ad audio non esattamente audiophile (nella maggior parte dei casi...files MP3 ipercompressi) non è un grosso limite. Va tenuto conto che sto usando lo stesso metro di giudizio che utilizzerei per un qualunque sistema audio, non dimentichiamolo.
La dinamica in basso è ovviamente limitata dalle dimensioni del woofer utilizzato. Oltre i limiti della fisica non si riesce ad andare. Se chiedete troppo il fondo corsa della membrana - con relativo allarmante clac-clac - è assicurato :-)
Queste considerazioni si ridimensionano grandemente se il sistema è ascoltato, come probabilmente accadrà nel 99% dei casi, in near-field cioè in campo estremamente ravvicinato, ad esempio sulla scrivania dove c'è il PC e l'ascoltatore. In tal caso e per questo tipo di utilizzo, il sistema è decisamente sovrabbondante!

3D soundstage

Coi satelliti posizionati ad altezza d'orecchio ed il sub "in piedi" sul pavimento in posizione centrale rispetto ad essi si può godere di un palcoscenico virtuale tutt'altro che disprezzabile, dotato pure di una certa profondità. I piani orizzontali risultano un po' compressi ma non è che si possano pretendere i miracoli. Il fatto che i satelliti siano, per dimensioni e per drivers utilizzati, dei veri e propri point source fa sì che essi scompaiano completamente alla vista, con la complicità della mia nuova sala d'ascolto che riesce in questo miracolo anche con diffusori ben più ingombranti.
La cosa sorpredente dell'immagine tridimensionale ricreata da questo sistema è la dimensione dell'altezza, bestia nera per tanti diffusori e che invece in questo caso si manifesta in maniera notevole, estendendosi ben oltre il livello dei diffusori, quasi a riempire l'intera parete posteriore. I largabanda sono molto direttivi, per godere dell'equilibrio e quindi dell'immagine è bene che siano posizionati rigorosamente ad altezza d'orecchio dell'ascoltatore seduto. Pure l'angolazione verso il punto d'ascolto deve essere ridotta.

Qualche consiglio

Il sistema necessita di un lungo rodaggio ad alto volume: sia il woofer che i largabanda hanno necessità di slegarsi. Almeno 50 ore a volume elevato, secondo me, sono obbligatorie prima di emettere qualunque giudizio.
La posizione migliore, nella quale il sistema fornisce le prestazioni più audiofile, è standard: diffusori su supporti piuttosto alti, in maniera tale che l'asse del largabanda sia in linea con l'orecchio dell'ascoltatore seduto. Trattandosi di un componente molto "direzionale" l'ascolto fuori asse attenua troppo le alte frequenze.
Non esagerate da subito con il livello del subwoofer, dopo un po' di sessioni d'ascolto sarete in grado di trovare una posizione della manopola che va bene nella maggior parte delle situazioni.
Non va poi dimenticato che, come altri sistemi che funzionano con amplificazioni "digitali", l'utilizzo di sintonizzatori nelle vicinanze è problematico. Con un sinto digitale ad un metro di distanza dal sistema non c'è stato verso di sintonizzare alcuna stazione, neppure posizionando l'antenna abbastanza distante. Questo, ripeto, non è un problema del sistema Aux Out ma di tutte le amplificazioni in classe D. Le elevate frequenze di switching causano interferenze al sistema di ricezione dei sintonizzatori. Ho avuto più fortuna con un vecchio sinto analogico, ma al massimo sono riuscito a sintonizzare debolmente una sola stazione FM.
Infine, se avete animali o bambini in casa, abbiate cura di fissare bene i satelliti alla base d'appoggio: un urto accidentale o l'inciampare sull'esile (e perciò invisibile) filo di collegamento può portare conseguenze pericolose per il sistema stesso e per chi lo urta.

Lamentele

Costruzione, finitura, prezzo.
Il livello di costruzione è buono ed il sistema si presenta piuttosto solido e robusto. La finitura "rugged" mantiene quel che promette ed è, effettivamente, robustissima. Non ho avuto modo di provare le versioni colorate o laccate, che immagino siano un po' più delicate (disponibili con un sovraprezzo).
Decisamente brutto - seppur pratico - il sistema per collegare i satelliti all'unità centrale: una piattina da 0.5 mmq terminata con degli RCA che, tra l'altro, non sono standard per le usuali connessioni di potenza, rendendo impossibile l'uso di altri cavi con altre terminazioni. Qualora si desiderasse disporre di cavi più lunghi, ad esempio, si sarebbe comunque vincolati a terminarli con degli RCA, cosa che, viste le sezioni usuali dei cavi di potenza, non è affatto semplice a causa dell'esiguo spazio all'interno del connettore. Sono sicuro che tale connessione, unita alla lunghezza ed allo spessore infimo della piattina utilizzata, possa aver compromesso le prestazioni dei satelliti. Siccome lo standard utilizzato è RCA, non ho potuto provare altri cavi di potenza.
Ho qualche dubbio sulla compatibilità secondo norme CE delle connessioni di potenza terminate con RCA, visto che per tale normativa sarebbero fuorilegge anche i connettori a banana. Il senso della normativa è proprio quello di evitare che l'utente possa toccare cavi o connettori sotto tensione. Le potenze in gioco sono basse, ma sono pure sempre 60 watt minimi su 8 Ohm...

Il sistema è "portatile" sino ad un certo punto, mancano infatti appigli sicuri per sollevarlo (quando è "packed") e trasportarlo. Si può prendere sottobraccio, ma non è certo comodissimo anche perché in realtà i satelliti non si ancorano all'unità centrale. Sarebbero bastate due strisce di velcro o una sorta di gancio morbido. Una piccola maniglia incassata avrebbe aiutato non poco. O anche una borsa morbida...
Né i satelliti né il sub sono dotati di piedini d'appoggio, neppure delle piccole semisfere di gomma, che avrebbero evitato facili "scivolamenti" in seguito ad urti accidentali (i satelliti sono leggerissimi).
Le regolazioni di livello sono comode soltanto in caso di posizionamento vicino ma se si mette il sub a pavimento per regolare il volume occorre alzarsi e chinarsi ogni volta e la stessa cosa dicasi per l'accensione o lo spegnimento. Se la sorgente utilizzata non ha il volume regolabile, questo può essere seccante. Un piccolo telecomando per regolare ALMENO livello generale e livello sub sarebbe stato utilissimo. Basterebbe usare due potenziometri motorizzati...
Allegato al sistema ho trovato un semplice foglio di garanzia di 1 anno, ma in realtà il prodotto è garantito A VITA dal Costruttore. Né in un imballo né nell'altro era presente un manuale utente, neppure un misero foglio A4 scritto al PC. Va bene il minimalismo...purché non si esageri :-)

Due parole sul prezzo e sulla concorrenza. Il sistema è nato, probabilmente, dall'ispirazione del sistema Klipsch ProMedia 2.1 che abbiamo recensito qualche anno fa ed in precedenza distribuito dalla stessa Outline, sistema del quale condivide molti aspetti. Il sistema ProMedia garantisce una pressione sonora massima equivalente ma una risposta in frequenza più estesa (fino a 30 Hz circa) ed infatti è/era certificato THX. Questo va a scapito delle dimensioni del sub...ma i satelliti, più o meno, hanno le stesse dimensioni di quelli dell'AUX OUT. Essi però utilizzano un vero sistema a due vie (con tweeter a tromba Tractrix). Curiosamente, il taglio tra sub e satelliti è lo stesso (150 Hz circa).
Il sistema Klipsch ha qualche altro vantaggio: le regolazioni si possono fare tramite i satelliti stessi (quindi sono facilmente raggiungibili) e dispone persino di un'uscita cuffia. Era venduto, tra l'altro, a 180 dollari. Oggi non esiste più (ma si trova ancora in vendita, ad esempio su Amazon, per meno di 120$ !!!), rimpiazzato da due sistemi equivalenti e migliorati: il ProMedia 2.1 GMX e l'iFi, una sorta di dockstation per iPod. Entrambi sono dotati di telecomando e costano, rispettivamente, 180 e 340 € di listino (italiano).
Utilizzano amplificazioni in classe D (l'iFi, probabilmente di genia Tripath) e, come tutti i sistemi Klipsch, consentono pressioni sonore elevatissime (114 dB @ 1m per l'iFi con una risposta in frequenza da 27 a 20 kHz). Il sistema Aux Out, costando quasi 6 volte il ProMedia 2.1, dovrebbe appartenere a tutt'altra categoria. Purtroppo così non è ed anzi nonostante il prezzo molto più elevato è privo di ingresso minijack e di telecomando (o dei potenziometri sui satelliti). Inoltre è privo di tweeter, che avrebbe aiutato ad estendere la risposta in gamma audio. Tale mancanza è però voluta, per conferire un suono meno "pungente" al sistema e per minimizzare la fatica d'ascolto (questo secondo le dichiarazioni del Costruttore). In più, aggiungo io, i tweeters sono i primi componenti che si rompono quando usati in maniera "selvaggia", come probabilmente sarebbe accaduto su un sistema di questo tipo.
La spiegazione probabile della differenza di prezzo tra l'AuxOut ed i sistemi citati in precedenza è il Paese di costruzione. L'Aux Out è dichiarato essere "Made in Italy" mentre i sistemi ProMedia sono, immagino, realizzati in Cina. La differenza, comunque, è troppa, soprattutto se si considera che il materiale Klipsch è importato in Italia dagli States (e quindi paga dazi e trasporto, oltre all'inevitabile ricarico dei vari middle men!). Nel prezzo del sistema Aux Out è comunque compreso il trasporto e la spedizione ovunque.

Detto fuori dai denti, visto che non sono bravo coi giri di parole: a mio modesto avviso l'Aux Out costa troppo. Allo stesso prezzo si può acquistare un integrato audiophile di potenza analoga ed una coppia di diffusori a torre, da pavimento. In un'ottica puramente audiophile, dunque, il prodotto perde di convenienza e di significato. Per l'utilizzo per il quale è stato pensato, ovvero dar voce ad un'uscita linea qualunque, con ingombri molto contenuti, ha un senso ma la concorrenza è maledettamente agguerrita ed offre di più a molto meno. Il fatto che ci possano essere sul mercato prodotti peggiori a prezzo ancor più alto non può essere una scusante, semmai un'aggravante.
A mio modesto avviso il sistema andrebbe integrato con un telecomando anche rudimentale (anche solo i potenziometri sui satelliti aiuterebbero molto), andrebbero risolti i problemi di sfiati e vibrazioni ed il prezzo andrebbe ridotto di almeno la metà, per renderlo concorrenziale.
Suono. Una certa compressione della dinamica ed una vena di lentezza rendono il sistema meno "divertente" e live di quel che promette. La gamma medio-alta, poi, appare un po' enfatizzata e ad alti volumi può suonare un po' inscatolata. La gamma altissima è, a mio modo di vedere, troppo attenuata. Lo dicono le misure e lo dice l'orecchio. Questo fa perdere dettaglio, ariosità, rifinitura e contenuto armonico.

Conclusioni

E' difficile trarre delle conclusioni sensate senza pensare al prezzo. In assoluto il sistemino suona abbastanza bene, forte e con un'ottima gamma bassa, entro i limiti fisici delle sue ridottissime dimensioni. Non riesco però a non pensare ai 10 biglietti da 100 € (vabbé, nove e mezzo) necessari per entrarne in possesso...sono due milioni delle vecchie lire, decisamente troppo, a mio modo di vedere.
Tuttavia, la fortuna di certi sistemi, nel mondo dell'hi-tech, non ha niente a che vedere col rapporto qualità/prezzo, altri sistemi analoghi hanno dominato il mercato del vasto pubblico pur avendo prezzi più alti e qualità più bassa: il coolness factor conta molto di più ed in questo il sistema AUX OUT ha le sue belle carte da giocare, specie con le finiture colorate. D'altra parte c'è anche da dire che il consumatore non esperto non è in grado di valutare il rapporto qualità/prezzo. Anzi, spesso come parametro per orientare l'acquisto, in mancanza d'altro, utilizza proprio il prezzo: costa molto, DEVE essere buono.
Lo consiglierei ad un audiofilo? Assolutamente no, per quel prezzo si acquista un sistema ampli + casse di ben altro livello e con una flessibilità operativa enormemente superiore. Lo consiglierei come sistema per multimedia? Forse, ma dovrebbe dare qualcosa in più, avere qualche problema in meno e costare un bel po' meno.

© Copyright 2007 Lucio Cadeddu - www.tnt-audio.com

Commento del Costruttore

Per l'Aux Out 400 è l'ennesima conferma "da intenditore" della sua straordinare musicalità - "molto godibile", "propri miracoli" "decisamente sovrabbondante" - "scompaiano completamente dalla vista" . . . grazie, grazie tanto.

Peccato che non hai potuto fare una prova estesa nearfield sulla tua scrivania - il luogo per la quale era concepito il progetto Aux Out 400. Un luogo ostile al hi-fi - proprio per questioni di ingombri e lifestyle - sei fortunato ad avere come ufficio una sala d'ascolto come si deve!

"Luxury Desktop Sound" rappresenta un mercato nuovo. I clienti (non necessariamente di derivazione hi-fi) vogliono ascoltare la loro musica mentre lavorano. Apprezzano comunque la qualità audio, minore fatica possibile (tante ore al giorno di ascolto), minore ingombro, flessibilità di orientamento, e facilità di cablaggio.

Questi hanno più di 1000 cd, lp, a volta più di 4000! - 1000 per le casse si può fare. Aux ti aiuta a riportare la musica dove passi più tempo - nello studio, camera da letto, cucina - anche come audio per il televisore. Sopratutto collegato al computer.

Le casse da palco Outline Micra SP sono le casse amplificate compatte professionali più vendute in Europa. Punto di partenza ottima per realizzare l'Aux Out 400.

Diverse prototipi, sviluppo dei 3" largabanda, il 5" sub, tutta elettronica nuova, poi il primo lotto di vera produzione da 100 pezzi, il tuo sistema non era proprio beta - eravamo già al 4o anno di progresso!

Comunque grazie per la tua prova! Scopriamo quotidianamente in campo i veri valori e i miglioramenti da apportare.
Rispondo alle tue osservazioni:

David Kuller

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