Lonpoo LP42MX

Evoluzione della specie

[Lonpoo LP42MX]
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Prodotto: Lonpoo LP42MX - diffusori passivi
Costruttore: Lonpoo - Cina
Prezzo appross.: circa 90€/coppia, a seconda delle offerte e delle modalità di spedizione
Recensore: Lucio Cadeddu - TNT-Audio Italia
Recensito: dicembre, 2025

Qualche mese fa avevo recensito i nuovi minidiffusori attivi LP42M, con esiti abbastanza disastrosi. Il problema risiedeva tutto nell'elettronica interna e nel suo DSP, che comprometteva completamente le prestazioni degli altoparlanti. Infatti, con una piccola modifica a costo zero, pure reversibile, ho provveduto a isolare l'amplificazione interna, trasformando gli LP42M in diffusori passivi che, come per incanto, hanno iniziato a suonare molto bene.

Così, ho chiesto a Lonpoo se non fosse il caso di commercializzare direttamente gli LP42M privati della pessima elettronica interna. Mi hanno dato retta e quindi ecco questi LP42MX. Onde evitare eventuali sample fatti apposta (cioè meglio) per il recensore, li ho acquistati anonimamente online. Con le sigle Lonpoo non è mai stata, diciamo così, ordinata. Le LP42 erano state affiancate dalla versione attiva LP42X, quindi avevo inteso che la X denominasse le versioni attive. E invece no, perché le successive attive si chiamano LP42M e queste, che sono passive, riguadagnano la X finale. Insomma, un bel pasticcio. Il cambio di finitura e persino di colore nei driver immagino sia stato fatto per distiguerle in maniera inequivocabile dalle LP42M attive dalle quali derivano.

Uno sguardo da vicino

La sorpresa nel vederle c'è stata perché il cabinet in (finto) legno scuro è stato sostituito con una finitura tipo rovere nero (quella delle LP42 originali) e la membrana del woofer da color rame è diventata color alluminio. Ho quindi temuto avessero sostituito gli altoparlanti. Le ho aperte e ho verificato che i driver sono in tutto e per tutto identici (woofer da 4" in alluminio e tweeter da 1" a cupola). Anche il filtraggio e l'attenuazione del tweeter sono gli stessi.

L'assorbente interno e il cablaggio, con la consueta gommapiuma che avvolge i cavi per evitare che vibrino, è lo stesso. L'unica differenza consiste nel come sono collegati gli altoparlanti: nelle LP42M dai morsetti partivano due coppie di cavi, una per il woofer e una per il tweeter, il che avrebbe reso il biwiring molto facile da implementare, dissaldando i cavi e installando una seconda coppia di morsetti d'ingresso. In queste LP42MX, invece, dai morsetti parte un cavo unico che arriva al woofer, e dai terminali di questo parte lo spezzone per il tweeter. È possibile che sia stato fatto per semplificare il montaggio, per evitare troppi cavi volanti all'interno o per minimizzare il percorso del segnale. Propendo per la prima ipotesi, trattandosi di un diffusore dove ogni centesimo va risparmiato per tenere basso il costo. Il biwiring, comunque, si può implementare ancora: basta dissaldare i cavi che dal woofer arrivano al tweeter e riportarli su una seconda coppia di morsetti d'ingresso. Personalmente, non la ritengo una modifica necessaria.

Nell'imballo, oltre a un decente manuale d'uso e installazione, è presente un cavo di potenza di spesseore dignitoso e dei feltrini da interporre tra il diffusore e la base d'appoggio.

Nota importante sull'assenza di filtraggio sul midwoofer

Il woofer, come da tradizione LP42, usa il semplice filtraggio meccanico (cioè arriva in frequenza fin dove può), cosa che ha fatto inorridire gli esperti di YouTube e gli ancor più esperti fenomeni dei gruppi Facebook, ignorando che fior di diffusori high-end, da decenni, hanno utilizzato e utilizzano lo stesso sistema. Diapason, ad esempio, lo chiama pomposamente Direct Drive perché il woofer è collegato direttamente all'amplificatore senza alcun filtro né crossover. Stesso sistema utilizza il modello MACH8P di GrandiNote. Prima ancora di questi diversi diffusori AR (AR7, AR18 e altri), i leggendari Epicure EPI100, i Pioneer HPM900, i Polk Audio Model Nine, molti modelli Epos e Mordaunt-Short funzionavano allo stesso modo, ma i recensori di YouTube all'epoca non erano ancora nati o, se lo erano, ascoltavano solo i carillon e le giostrine che la mamma metteva loro in culla. Tale reiterata esposizione a questi malefici suoni artificiali dev'essere stata la ragione delle loro attuali capacità di analisi.

Per loro arrichimento culturale (ammesso che leggano, abituati come sono alle figure) cito, per maggior chiarezza, ciò che è dichiarato nel sito Diapason:

Il principio Direct Drive è semplice: la risposta in frequenza naturale del mid-woofer permette il collegamento diretto ai connettori posteriori, senza l'uso di un circuito passa-basso. Il risultato è immediatamente percepibile: una velocità ed un controllo eccezionali alle basse frequenze.”

Discorso analogo si può leggere nel sito di GrandiNote: “Nine woofers, pure sound - no crossovers, no compromise.” Per par condicio, coloro che hanno ridicolizzato le LP42 perché usano lo stesso principio, dovrebbero scrivere le stesse cose per i prodotti Diapason, Epos, Mordaunt-Short e persino GrandiNote, diffusori high-end di costo molto elevato. Certamente i driver sono di ben altra qualità, ma non c'è meraviglia alcuna se si utilizza il passa-basso naturale di un woofer. Adesso lo sapete: progettisti migliori di voi, e per progetti senza limiti di costo, hanno optato per questa soluzione per voi incomprensibile. Fatevene una ragione, e imparate un po' di storia dell'HiFi, che vi fa solo bene. Poi tornate pure su YouTube a fare le facce strane.

Tornando alle piccole e modeste LP42MX, il carico è sempre il solito bass reflex con sbocco posteriore, come da tradizione LP42. I connettori dorati d'ingresso accettano banane, forcelle e cavo spellato. Il mobile è ragionevolmente sordo, in MDF di buon spessore.

Per pignoleria le ho pesate: la vecchia LP42M slave, cioè passiva, pesa 40 grammi in più di questa LP42MX, credo si tratti di una normale deviazione percentuale ascrivibile al mobile, perché gli altoparlanti sono esattamente gli stessi. Anche un tratto di cablaggio in più potrebbe aver contribuito alla piccolissima differenza di peso.

[Lonpoo LP42M - wiring] [Lonpoo LP42MX - wiring]
Cablaggio LP42M (a sinistra) e LP42MX (a destra) - Si noti il magnete grande quanto l'intero woofer e la ventilazione della bobina mobile

Evoluzione della specie - l'ascolto!

Queste LP42MX costano circa 15-20€ in meno delle LP42M attive. Francamente speravo in una differenza di prezzo più significativa, visto che manca tutta la parte elettronica: l'amplificazione, il DAC, il Bluetooth, i controlli di tono e pure il telecomando. Comunque sia, di fatto costano più o meno come le LP42 originali prima serie, quindi ci può stare.

Avendo in casa ancora le LP42M da me modificate per renderle passive e anche le prime LP42, ho voluto comunque eseguire il confronto. Teniamo infatti conto che nella LP42M la parte elettronica, pur se scollegata, prende spazio dentro il volume interno di uno dei due diffusori, pertanto una cassa è diversa dall'altra, causando un'asimmetria che avrà una qualche influenza sul suono riprodotto.

Dopo un necessario rodaggio di qualche decina di ore (non giudicatele appena tirate fuori dagli imballi!) il suono è quello che ricordavo, con un ottimo basso - stavolta simmetrico tra diffusore destro e diffusore sinistro - e una gamma medio-alta globalmente più equilibrata delle LP42 prima serie. La mancanza della parte elettronica in uno dei due diffusori si fa sentire, nel senso che adesso diffusore destro e sinistro suonano perfettamente identici. Non solo, ma avendo un diffusore più spazio a disposizione rispetto all'LP42M, si guadagna un po' di estensione in più, almeno su un canale. Essendo però le basse frequenze omnidirezionali, l'effetto è che queste nuove LP42MX hanno un basso ancora migliore, più presente e pieno.

Non solo, ma anche la gamma medio-alta, sul registro delle voci, migliora un pochino. Probabilmente la presenza della sezione elettronica all'interno di una delle due casse causava qualche colorazione e risonanza. Di fatto la scheda contiene delle parti plastiche e metalliche che potrebbero aggiungere delle colorazioni dannose al segnale musicale. Quindi sì, queste LP42MX suonano davvero convincenti. A beneficiare di questa simmetria tra i due diffusori è anche l'immagine, che appare più ampia, profonda e a fuoco.

Anche se avevo già confrontato le LP42M passivizzate con le LP42 originali, ho voluto ripetere il confronto. Ribadisco che si tratta di due diffusori totalmente diversi, driver differenti e cabinet molto diverso. A parte il volume interno, che è maggiore, manca l'inclinazione del pannello frontale, che era presente nella LP42 (si veda foto a confronto qui sotto). Cambia anche il peso, che aumenta di ben il 38%, passando da 1.688kg a 2.328kg per diffusore.

All'ascolto confermo le differenze già riscontrate con le LP42M cannibalizzate: un suono globalmente più equilibrato, meno strillone in gamma medio-alta, con un basso più potente ed esteso (è possibile ora distanziarle un po' dalla parete posteriore), e un'immagine più ampia e profonda. L'unico punto dove le vecchie LP42 fanno un po' meglio è la dinamica in gamma media, pertanto certe percussioni suonano più nette e veloci, anche se non più potenti. L'immagine tridimensionale, a parità di distanza dalla parete di fondo, è tutta a vantaggio delle LP42M.

Naturalmente, trattandosi di diffusori molto piccoli ed economici, non c'è da aspettarsi che non vadano in crisi con programmi musicali impegnativi specialmente se ricchi di basse frequenze profonde e impulsive. In tal caso, come accade in diffusori reflex anche molto più costosi, la fuoriuscita violenta dell'aria dal condotto reflex può generare rumori sgraditi. Se amate ascoltare a volume molto alto (oltre 90dB) tenete d'occhio sempre l'escursione dei piccoli woofer!

[Lonpoo LP42MX - baffle]
Frontale verticale delle LP42MX (a sinistra) e frontale inclinato delle LP42 (a destra)

Conclusioni

Sono felice che in Lonpoo abbiano dato ascolto alle lamentele di questo recensore, e in ciò riconosco un'umiltà e una capacità di adattamento sconosciuta alla maggioranza delle aziende occidentali. Quando ci è capitato di recensire negativamente un prodotto occidentale, le aziende e i progettisti si sono offesi, hanno replicato seccatissimi e, ovviamente, non ci hanno fatto più avere niente in prova. Il fatto che i prodotti cinesi stiano mettendo in grossa difficoltà l'industria occidentale ha molte ragioni, ma la flessibilità mentale e la voglia di imparare dai propri errori è una componente fondamentale. Forse, dico forse, abbiamo qualcosa da imparare.

Per quanto riguarda queste LP42MX che altro dire, se non che migliorano, e in maniera significativa, il suono delle LP42? A questo punto consiglierei a Lonpoo di concedere a questi piccoli microbi un meritato pensionamento. Non hanno più motivo di esistere quando in catalogo ci sono le LP42MX che costano la stessa cifra. Inoltre, mi piacerebbe vedere una versione attiva con l'elettronica della prima serie delle LP42X, quella con i soli ingressi linea e la manopola del volume.

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