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M-Audio BX8 D2 - diffusori monitor near-field attivi

[M-Audio BX8 D2]

Così lontano, così vicino

[English version]

Prodotto: casse monitor studio M-Audio BX8
Costruttore: M-Audio - USA
Distributore per l'Italia: Electronic Star
Prezzo al pubblico: 350€/coppia
Recensore: Lucio Cadeddu - TNT Italia
Data recensione: Maggio 2013

Introduzione

Avrete notato che sempre più frequentemente stiamo provando diffusori attivi, dotati cioè di amplificazione interna. Abbiamo già spiegato in una breve monografia a puntate le ragioni per le quali una soluzione di questo tipo presenti diversi vantaggi, sia pratici che tecnici. Negli ultimi anni, poi, abbiamo recensito anche prodotti provenienti dal mercato pro, ovvero componenti destinati a musicisti e studi di registrazione. Non potevamo dunque non provare un diffusore attivo di un'Azienda che è da anni leader in quel settore, l'americana M-Audio.

Impariamo a conoscerli

La M-Audio è un'Azienda americana, recentemente acquisita dalla Avid e facente parte del circuito InMusic, che progetta e commercializza prodotti per l'audio professionale: interfacce MIDI, controller, tastiere, microfoni, software e diffusori. Tra i diffusori da studio attivi il modello BX5a risulta essere il monitor attivo più venduto negli Stati Uniti (fonte: MI SalesTrak® reports Gennaio 2009 Dicembre 2010). Quello che ho chiesto in prova al distributore italiano Electronic Stars è il modello BX8 D2, ovvero il bookshelf di maggiori dimensioni, dotato di un woofer da 8" (20 cm). Il modello BX5, come la sigla lascia intendere, monta invece un woofer da 5".

I BX8 D2 sono diffusori attivi di dimensioni generose, imposte dal grosso woofer da 20 cm in Kevlar (anche se a me sembra fibra di carbonio). Stiamo parlando di diffusori che misurano 38,1 (A) x 25,4 (L) x 30,48 (P) e che pesano circa 24 kg la coppia. Il cabinet è realizzato in MDF da 1 cm, laminato in vinile nero, e presenta una barra di rinforzo interna che collega le due pareti laterali e degli angoli di rinforzo anche in ogni spigolo. Le pareti libere sono rivestite di materiale fonoassorbente mentre la parete posteriore ospita la parte elettronica (crossover e amplificazione). Questa è separata per i due drivers e dichiarata per una potenza di 70 watt per il woofer e 60 watt per il tweeter. Si tratta di una classica amplificazione in classe AB, con un trasformatore a lamierini, due dispositivi di potenza separati addossati a un generoso dissipatore di calore. Il crossover incrocia gli altoparlanti a 2,2 kHz.

L'elettronica, trattandosi di un componente destinato all'uso pro, è super-protetta: protezione contro le interferenze RF, limitazione sulla corrente in uscita, protezione da sovra-temperatura e da transiente di accensione. In più, è presente un filtro subsonico e un fusibile sull'alimentazione. Il pannello posteriore ospita un controllo del volume, due ingressi (XLR e TRS jack), la vaschetta IEC per l'alimentazione, un cambiatensione, il pulsante d'accensione e lo sbocco reflex posteriore.

Gli altoparlanti (non marchiati) sono schermati per prevenire interferenze di campo magnetico con schermi televisivi, il woofer ha un complesso magnetico molto generoso ed è fissato al mobile con 8 viti autofilettanti. Il tweeter da 1 pollice e un quarto (3 cm) ha la cupola in seta, una sorta di guida d'onda anteriore denominata OptImage waveguide e un complesso magnetico di piccole dimensioni (probabilmente in neodimio). È fissato al mobile all'interno di una nicchia completamente isolata dal volume interno. I cavi interni sono dei classici conduttori rosso/nero da 2 mmq. Un discreto ed elegante led blu sul frontale segnala che il diffusore è acceso.

Il cabinet ha un livello di finitura molto buono, specie considerando il prezzo, il rivestimento in vinile è accurato (disponibile solo nero, credo) e non è prevista griglia parapolvere per gli altoparlanti. I bordi sono tutti arrotondati per minimizzare i fenomeni di diffrazione. La produzione è dislocata in Cina.

La garanzia è quella classica di 2 anni. Il manuale d'uso è completissimo e ricco di preziosi suggerimenti per il posizionamento. Ovviamente, trattandosi di un near-field monitor i consigli per il posizionamento riguardano questo particolare utilizzo (ascolto in campo ravvicinato). Nell'imballo sono inclusi due tappetini morbidi per poggiare i diffusori sui supporti o su qualunque altra superficie si intenda utilizzare (scrivania, libreria etc.) senza graffiarla.

L'impressione generale è quella di un progetto ben ingegnerizzato, solido, fatto per funzionare e resistere a qualunque abuso. Nonostante ciò sfoggia una sobria eleganza che rende abbastanza facile l'inserimento in qualunque ambiente domestico.

[Il midwoofer delle BX8]
Woofer da 20 cm in Kevlar delle M-Audio BX8 D2
[Il tweeter delle BX8]
Vista frontale del tweeter da 3 cm con cupola in seta e guida d'onda OptImage

Specifiche tecniche dichiarate

Così lontano, così vicino

[BX8 nude][bx8 vs Planets]

Come probabilmente sapete esiste una vecchissima diatriba tra audiofili e professionisti del suono riguardo alla qualità dei componenti da utilizzare per valutare un qualunque prodotto discografico. I primi sostengono che la gran parte dei diffusori pro suoni male, i secondi che i diffusori HiFi siano colorati ovvero non sufficientemente trasparenti e veritieri.
Da qui è nata la leggenda metropolitana del suono monitor ovvero spietato, rivelatore, che niente concede alla piacevolezza d'ascolto. A pensarci, un professionista del suono deve pretendere che la componentistica che utilizza non aggiunga niente di suo al segnale riprodotto. I diffusori dovrebbero essere una sorta di lente d'ingrandimento che consenta di mettere in evidenza tutti i particolari di un'incisione.

[M-Audio BX8 - vista interna]

Per questa ragione ero molto curioso di mettere alla prova dei near-field monitor ambiziosi come questi M-Audio BX8 D2. Comincio subito con lo sgombrare il campo dai pregiudizi: questi diffusori suonano, né più né meno, come dei diffusori HiFi di pari tipologia. Posizionati su stands che mettano il tweeter all'altezza dell'orecchio dell'ascoltatore seduto e disposti come tradizionali diffusori HiFi (che poi è ciò che consiglia il manuale, in buona sostanza) questi BX8 D2 hanno sfoderato un suono pieno, robusto e completo, con una gamma bassa importante per potenza, estensione e articolazione e una gamma alta rifinita e non aggressiva. Mi aspettavo che tutti i particolari delle incisioni mi fossero sputati in faccia senza ritegno ma così non è stato.

L'equilibrio timbrico è sostanzialmente neutro, ma presenta un lieve alleggerimento nel reparto voci, che appaiono sempre un po' più magre del dovuto, specie quelle maschili. Non si tratta di una caratterizzazione fastidiosa, ma c'è, su tutte le incisioni che ho provato. La stessa leggerezza si avverte talvolta anche su strumenti ad emissione principale nella gamma di frequenze della voce umana, quindi anche chitarre e altri strumenti a corda a volte sembrano più magri del solito.
La mia sensazione è che il taglio a 2.2 kHz faccia lavorare troppo in alto il grosso woofer che, essendo un componente di 20 cm, fatica un po' a riprodurre in modo pieno frequenze così elevate. La conferma di questa sensazione me l'ha data l'ascolto di programmi con una gamma bassa importante, ad alti volumi. In queste condizioni il fenomeno sembra accentuarsi leggermente, segno di una difficoltà del woofer a fare tutto ciò che gli è stato chiesto di fare.
Quel che fa in gamma bassa, invece, è straordinariamente buono: batteria, basso elettrico, contrabbasso e persino organo a canne vengono riprodotti con vigore, grande precisione e potenza. La risposta in frequenza è dichiarata fino a 40 Hz e direi che il dato sia assolutamente realistico. Certo, non ci si può aspettare la definizione e l'articolazione perfetta dei bassi intorno ai 30 Hz (i soliti album dei Massive Attack, ad esempio) ma fin dove arrivano si fanno apprezzare veramente molto. Non ho mai avuto il desiderio di avere più bassi, questi diffusori possono rivaleggiare senza problemi anche con delle generose torri da pavimento. Lo sbocco reflex ogni tanto si fa scappare qualche soffio, ma è normale quando l'aria che si muove è così tanta.

Il lavoro del tweeter è preciso, meticoloso ma mai pungente. È trasparente quanto basta per comunicare un gran numero di dettagli, evitando al contempo di spararli in faccia all'ascoltatore. Sarà anche un near field monitor ma non mi pare abbia alcuna voglia di incontri troppo ravvicinati.
Certo, ad alto volume e con cattive incisioni non è che questi diffusori facciano tanti sconti e di sicuro non si può dire che abbiano tendenze eufoniche ma il target è quello della massima precisione e loro ci provano in tutti i modi.
Da un'impostazione monitor, tuttavia, mi sarei aspettato le voci un po' in primo piano, cosa che invece non si verifica, anzi, resta sempre, ad ogni disco, quella sensazione di timidezza in gamma media che sembra essere la caratteristica più evidente di questi diffusori. Anche la ricchezza armonica in gamma medio-alta dovrebbe essere migliore.

Dinamica

[M-Audio - tweeter retro]
Vista posteriore del tweeter schermato

L'amplificazione interna, per quanto appaia elementare a prima vista, non deve essere malvagia perché la dinamica con la quale fa muovere gli altoparlanti è sorprendente. Le differenze tra i pianissimo e i fortissimo sono molto marcate e i salti dinamici appaiono compiuti senza sforzo apparente, né dell'amplificazione, né degli altoparlanti. Certamente il fatto di disporre di finali separati per woofer e per tweeter, della connessione diretta tra questi e gli altoparlanti (appena una decina di cm di cavo!) e di amplificazioni indipendenti per ogni diffusore (quindi doppia alimentazione etc.) aiuta molto sia a riversare grandi quantità di energia indistorta che a mantenere prefettamente sotto controllo le membrane dei woofers.

Questi diffusori sono veloci, i tempi di attacco e di rilascio sono fulminei e in generale tutta la performance in termini di macro e microdinamica è ben al di sopra della loro classe di prezzo. Per ottenere risultati analoghi occorre avere a disposizione diffusori di classe e un'amplificazione di ottimo livello. Da questo punto di vista sono realmente entusiasmanti.
In termini di pressione sonora assoluta, poi, non hanno problemi di sorta: la potenza a disposizione è elevata e i driver digeriscono grandi quantità di energia senza scomporsi. L'ascolto ad altissimo volume non è una caratteristica importante per un monitor che va ascoltato da vicino, ma questi BX8 D2 possono generare pressioni sonore indistorte veramente molto alte. L'unica limitazione è sui programmi musicali riprodotti: come già accennato nel paragrafo precedente, trame musicali molto complesse, con tanti strumenti e una gamma bassa molto ricca, possono creare confusione in gamma media e invitare ad abbassare il volume. Sto parlando, ovviamente, di volumi d'ascolto non condominiali :-)

Immagine

Sia chiaro, in diffusori da ascolto near-field l'immagine non è certo un parametro fondamentale ma alla M-Audio ci tengono a precisare che alcune soluzioni sono state scelte proprio per migliorare la performance in questo particolare parametro (spigoli arrotondati, guida d'onda OptImage sul tweeter etc.). Anche le raccomandazioni sulla disposizione in ambiente sembrano puntare all'ottimizzazione di questo parametro. Non a caso, nell'adesivo che riassume le qualità di questi BX8, sul frontale del diffusore, si legge anche un excellent imaging.
Certo, trattandosi di un bookshelf molto grande non aspettatevi che sparisca magicamente alla vista, però quel che fa lo fa bene: l'immagine è salda, ben a fuoco, forse non gigantesca ma i vari piani sonori, sia in profondità che in altezza, ci sono e sono ben distinguibili.

La leggera timidezza della gamma medio-alta fa aumentare, apparentemente, il senso di profondità della scena. Tutto sommato si tratta di una performance di buon livello, nonostante la mole. Per gli acquirenti tipo sarà anche l'ultimo dei problemi ma l'attenzione dell'Azienda e dei progettisti nell'ottimizzare anche questo parametro la dice lunga sulla serietà del progetto.

Lamentele

Costruzione e finitura.
Ho molto poco di cui lamentarmi, in verità, specie se penso a quanta sostanza ci si porti a casa con 350 €. La finitura è di buon livello, l'aspetto senza viti a vista è molto gradevole, la costruzione curata fin nel più piccolo dettaglio. Alcuni concorrenti, a ben altro prezzo però, offrono la possibilità di adattare la risposta all'ambiente tramite manipolazioni DSP ma francamente mi sembrerebbe di chiedere troppo.
Segnalo la mancanza della griglia di protezione degli altoparlanti e il tubo reflex privo di protezioni da possibili intrusioni di piccoli oggetti, ma la cosa più fastidiosa, specie per un uso audiophile tradizionale, è la mancanza dell'ingresso in standard RCA. Si è costretti a usare cavi bilanciati da una parte e RCA dall'altra, a meno che non si utilizzi una sorgente con uscita bilanciata. Per fortuna questi cavi sono molto diffusi in ambito pro e si trovano anche con lunghezze esagerate.

Il controllo del volume, essendo separato per ogni diffusore, impone una regolazione a orecchio dei livelli che certo facile non è. Un potenziometro a microscatti o, meglio ancora, uno con associato un piccolo display numerico digitale avrebbe aiutato molto a tenere il balance centrato. Ora come ora o si mette il volume al massimo e si gestisce tutto con un pre o una sorgente con volume variabile oppure ci si deve arrangiare a orecchio.
Anche in assenza di segnale o col cavo d'interconnessione scollegato, questi diffusori emettono un lievissimo ronzio avvertibile, ovviamente, se si avvicina l'orecchio agli altoparlanti.
Suono.
Il suono è stata una bella sorpresa. Ero pronto per un'aggressione di suoni sparati in faccia senza pietà e invece questi M-Audio BX8 sanno essere anche discreti e civili. Avrei desiderato una gamma media più incisiva e piena, capace di restare corretta anche a volumi elevati e leggermente più ricca dal punto di vista armonico. Non ritengo abbiano dei generi musicali preferiti, hanno riprodotto tutto con grande trasparenza, dal rock alla classica all'operistica. Sanno mettere in luce pregi e difetti delle registrazioni ed è proprio ciò che mi aspetto da un diffusore monitor. Forse gli audiofili più romantici preferiscono un suono più personale e interpretato ma questa caratteristica non poteva far parte del loro DNA.

[M-Audio BX8 - ingressi e controllo volume]
Uh oh...niente ingresso RCA!!! :-(

Suggerimenti

Per costruire un impianto minimale e sfruttare il vantaggio di un percorso del segnale veramente brevissimo sarebbe meglio usare questi diffusori direttamente collegati alla sorgente, al massimo tollererei un pre passivo tra essi e la sorgente stessa. Questo impone l'utilizzo di cavi di segnale lunghi ma se si usa la connessione tutta bilanciata si è ragionevolmente al sicuro. Volutamente non ho utilizzato cavi di segnale costosi perché ciò avrebbe vanificato il senso degli oggetti in prova, che costano, lo ricordo, quanto un metro di buon cavo di segnale. Probabilmente con dei cavi di alto livello il suono sarebbe stato molto migliore ma si sarebbe persa la logica che sta alla base di questo prodotto e di questa recensione. Si possono, ovviamente, provare anche cavi di alimentazione di maggiore qualità, grazie alle vaschette IEC. Anche in questo caso meglio non esagerare coi costi. Non mi è parso che i BX8 fossero sensibili alla fase (della rete) ma sentitevi liberi di fare esperimenti in tal senso.
Andrebbero posizionati su dei supporti robusti, viste le dimensioni e il peso...sacrificarli su una scrivania o uno scaffale non sarebbe giusto. A seconda dei casi una leggera orientazione verso il punto d'ascolto può aiutare. Come al solito, meglio tenere la parete posteriore distante qualche decina di cm almeno, ma per godere della profondità dell'immagine 3D consiglierei almeno un metro.
Un po' di rodaggio è obbligatorio, serve una cinquantina di ore per consentire ai driver di slegarsi per bene.

Considerazioni sul rapporto qualità/prezzo

E qui casca l'asino. Lasciatemelo dire apertamente: se si trattasse di un prodotto di noto marchio HiFi il prezzo sarebbe nettamente diverso. Non mi sarei sorpreso di doverli pagare 1000-1500€ come minimo. Invece con 350€ ci si porta a casa un grosso bookshelf, generoso e timbricamente completo e un'ottima amplificazione potente...mentre in ambito HiFi con questa cifra si acquista un integrato entry-level o poco più.
Sono un affare? Assolutamente sì, difficile fare di meglio con componenti separati allo stesso costo totale. Certo, impongono qualche limitazione di utilizzo ma se volete suonare (e bene) musica da una sola sorgente (lettore CD, PC, lettore MP3...) con 350€ vi portate a casa una qualità sonora fino a pochi anni fa inimmaginabile. Abbinati a un oggetto come il Cocktail Audio X-10 (presto in prova) avrete a disposizione riproduzione da CD, file compressi e non, Internet radio, streaming...tutto compreso al costo di circa 700€. Se non è progresso questo...

Conclusioni

Forse non sono diffusori per tutti, per via della tipologia, degli ingombri e dell'impostazione sonora. A me sono piaciuti molto, anche in virtù di un rapporto qualità/prezzo che raramente si vede in ambito prettamente HiFi. Si tratta di diffusori seri, costruiti bene e per durare a lungo, ottimamente rifiniti, con una gamma bassa poderosa e una dinamica travolgente. In più, sono in grado di mettere a nudo la qualità delle registrazioni, nel bene e nel male, senza per questo essere spietati. Per me, promossi a pieni voti!

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