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Migliorie meccaniche per i CD-57 /67 / 67SE

Come avviene in moltissimi CD-player economici, una delle componenti più carenti è lo chassis o contenitore. Lo stesso Ken Ishiwata in Marantz ha rilevato questo fatto e perciò la miglioria PI RILEVANTE apportata nella serie SE è puramente meccanica.

Sono state aggiunte una traversa rigida sul retro dello chassis e una sostanziosa piastra di fondo. Chiunque abbia accesso ad un laboratorio per la lavorazione del metallo può costruirsele da se. Personalmente ho scelto di pagare in più la differenza per acquistare un CD-67-SE, dato che non ho alcun laboratorio di quel tipo a disposizione.

Tuttavia, anche con la versione migliorata del CD-67, lo chassis e lo scudo superiore sono decisamente risonanti. è molto facile migliorare questa situazione. Ho acquistato delle Bitumen Pads autoadesive, normalmente vendute come materiale di isolamento per auto. Sono molto facili da utilizzate, per tagliarle si deve semplicemente utilizzare un coltello da lavoro e una riga di acciaio.

Io ho utilizzato circa tre fogli e mezzo da 30 X 30 cm in tutto. Ho applicato uno strato direttamente alla piastra di fondo addizionale. Battendo con le nocche risuona un pò di meno, ma non è ancora perfetta. Per penetrare nell'interno dello chssis, è necessario smantellare l'intera unità. Può darsi che non ne abbiate voglia. In questo caso saltate il prossimo paragrafo, il miglioramento ottenuto con un solo strato sulla base dovrebbe essere già notevole.

Dopo aver rimosso tutto dal telaio e aver sconnesso tutto quel che si poteva sconnettere, ho iniziato ad applicare piccole pezze rettangolari alle fiancate del telaio ed a punti "nodali" in giro per il fondo. L'idea è di non ostruire nulla, ma di ottenere il massimo effetto di smorzamento.

Se non avete fatto a pezzi l'intero sistema, almeno rimuovete la traversa ed applicate alcune strisce di Bitumen alla faccia inferiore. Non dimenticate di rimettere a posto il pezzo (io me lo sono dimenticato due volte...). Ora prendete il coperchio. Applicate uno strato completo di Bitumen Pads alla sommità (all'interno ovviamente). Se volete mettetene pure due strati. Applicate una striscia rettangolare a ciascun lato del coperchio (ancora all'interno) stando attenti a non tappare i buchi delle viti.

In cima alla meccanica ci sono due solchi o depressioni che possono essere facilmente riempite con un pezzo rettangolare per ciascuna. Inoltre ho applicato uno strato nell'area fra queste, ma qui è essenziale evitare di intralciare il meccanismo. Ho applicato anche una piccola pezza a ciascun lato della meccanica. Questo è più facile da fare con la meccanica estratta dal telaio (come alcuni di voi potrebbero aver scelto di fare); se non avete smantellato l'intero apparato, saltate questo passo.

Come tocco finale ho rimpiazzato i piedini standard con un set di tre "Spike-dampers" della Goldring in configurazione a triangolo (due davanti ed una dietro). Queste Spike-dampers mi sono costate circa trenta sterline inglesi, sentitevi perciò liberi di utilizzare le vostre "calzature" preferite al loro posto. Ho incollato le protezioni incluse al di sotto del telaio ed ho utilizzato le "Spike-dampers" a punta in su.

Facile, davvero. Ora un ultimo sguardo, verificate che nulla sia fuori posto o non fissato correttamente, e riassemblate il tutto. Inserite la spina e godetevi la Musica.

Dopo aver inviato tutto questo alla Joe-List ho ricevuto la seguente da David Barnes:

Ciao Thorsten,
Grazie per le idee per la modifica, le utilizzerò sul mio CD-63SE. Una alternativa alle punte sono le sfere in Norsorex come le Isospheres dell'Audioprism. La Edmund Scientific le commercializza come parte di un pacco per sperimentatori chiamato "Happy and Unhappy Balls" . Per 5 dollari USA ti danno una palla super (happy ball) and una palla in Norsorex (unhappy ball) perfetta per essere utilizzata come piedino. Per evitare che corrano in giro, uso rondelle metalliche disponibili presso qualsiasi ferramenta. E' un buon trucco per CD player, giradischi analogici ed anche videoregistratori.
David

[Per chi fosse interessato, conviene anche andare a rivedere gli articoli sul Black Blob qui su TNT! NDT].

Semplici migliorie all'elettronica analogica del CD-57 / 67 / 67SE

Dato il prezzo di vendita della serie CD-63/67, la parte elettronica dell'apparato è inevitabilmente soggetta a qualche risparmio. Ispezionando con maggiore cura e più in dettaglio il mio CD-67 SE ho trovato... un sacco di cose che mi sarebbe piaciuto vedere, ma non ho visto.

Sui CD-63/67 si può effettuare una quantità di migliorie di componenti secondari.
Alcune delle cose che menzionerò semplicemente portano l'apparato in linea con i modelli SE, altre vanno oltre l'originale. Non rivelerò il segreto del circuito HDAM Marantz, per portare il 57 a 67. Acquistate un manuale di servizio ed è tutto riportato. Così chiunque possieda un CD-57 può facilmente aggiungere all'apparato questo circuito.

Come detto, Marantz usa l'operazionale JRC 2114, che non è proprio male. Usano lo stesso operazionale anche nel CD-17 (ma non nel CD-17 KI-Signature se leggo bene). Alla fin fine però il 2114 è poco più di un NE5532 potenziato. Consiglio di sostituirlo.

Personalmente preferisco a tutti gli altri il LM6172 della National Semiconductor. E' un operazionale a retroazione di tensione che è costruito in maniera completamente simmetrica nelle due metà positiva e negativa, ha una distorsione estremamente ridotta (THD + rumore a 2 Volt picco-picco su 100 Ohm a 10kHz è inferiore a -100db), banda passante estremamente ampia (100MHz a guadagno unitario) e può pilotare più o meno di tutto (è progettato per fornire più di 5 volt rms su 100 Ohm a frequenze video).

Come rumore è comparabile ai migliori operazionali (circa 10nV sqrt Hz). L'IC è basato su un layout totalmente simmetrico e invero è una implementazione monolitica di un circuito simile al nuovo "guadagno in corrente" che Krell usa sui prodotti più recenti. Anche Accuphase fa uso di implementazioni discrete di circuiti similari.

Usando questo componente si deve fare un po' più di attenzione all'alimentazione, ma credo che date le sue performance ne valga la pena. Ritengo che ciò sia dovuto alla larghezza di banda eccezionalmente ampia. Vedete, il DAC Marantz, prodotto dalla NPC (Nippon Precision Components) ha una uscita PWM (Pulse Width Modulation - leggi digitale) "grezza". Diversamente da molti altri DAC Delta-Sigma (o Bitstream) il componente NPC non incorpora alcun filtraggio analogico. Perciò il filtro analogico esterno è esposto a livelli significativi di RF (radiofrequenza - ho misurato parecchie centinaia di millivolt all'ingresso del primo operazionale) Qualsiasi operazionale con una banda passante più nella norma distorcerà in maniera sostanziale queste frequenze, causando intermodulazione e quindi prodotti di intermodulazione dipendenti dal segnale che sono udibili.

Attualmente nessuno in UK ha in catalogo questo componente (ho avuto il mio come campionatura di progetto dalla National Semiconductors - grazie amici), ma apparentemente Digi-Key sembra metterli in vendita negli USA [sul catatalogo Internet di Digi-Key non sono pero' riuscito a trovarli! NDT]. Il componente è più costoso della maggior parte dei possibili sostituti, ma ha un suono MOLTO migliore. Li ho scoperti nel contesto di modifiche a Registratori ATAC (unità digitali a otto tracce che registrano su cassette video - buoni).

Finita tutta questa introduzione, dissaldate i vecchi operazionali ed inserite i nuovi (quali che siano quelli che vi siete scelti). Se avete un CD-67 SE dello stesso lotto del mio, i condensatori di alimentazione associati agli operazionali sono degli Elna "Starget". Hanno una custodia metallica rossa. Sono buoni, lasciateli dove sono. Il manuale di servizio in realtà qui prevede condensatori normali , così c'è la possibilità che vi troviate un set di economici e pessimi condensatori normali. Rimpiazzateli con il tipo di condensatore di Alta Qualità Audio che preferite (Elna Starget, Black Gate, Sanyo SG Series OS-Con, Nichicon Muse...). I riferimenti sulla piastra sono C611,612,613,614. Sono da 100uF, sceglierli di valore maggiore non fa molta differenza (1 mho).

Indipendentemente dall'esoticità del condensatore usato, metto sempre un condensatore a film di bypass da 10-22nF in parallelo. Come lo faccio dipende dal layout dell'apparato. Nel Marantz sono finiti saldati direttamente in parallelo all'elettrolitico sul lato saldature della piastra. Ho usato i piccoli WIMA gialli da 22nF 63 Volt. Dato che di recente ci sono difficoltà di approvvigionamento, potrei suggerire di utilizzare i condensatori SMD a "stacked film" della Panasonic. Questi sono commercializzati dalla Digi-Key negli USA e dalla RS/Farnell in UK. Qualsiasi valore da 22 a 100nF andrà bene, ma ha senso cercare di procurarsi quelli con il massimo voltaggio disponibile.

Il prossimo passo riguarda i condensatori del filtro. Nel CD-57 sono ceramici, nel 67 e 67SE sono Mylar.

I riferimenti sul circuito stampato sono CD21, CD22, CD23, CD24 (120pF); C605, C606(1000pF) e C607, C608 (100pF). Li ho rimpiazzati tutti con condensatori in polystirene Philips all'1%.

Analizzando il filtro analogico con PSpice, ho notato che il filtro ha una leggera gobba negli altissimi. Anche se è piccola, ho dato una occhiata per vedere come si poteva modificare la situazione, perchè ritengo che il cd-player fosse comunque troppo brillante. Può tornare utile sostituire C607 e C608 con un valore leggermente superiore. Io ho usato 150pF (ancora 1% Philips), ma sembra accettabile anche fino a 220pF. Provate vari valori per ottenere il risultato che vi interessa. Con 150pF il punto a -3db del filtro si sposta dai 40KHz della versione originale a circa 30kHz.

L'ultimo nella lista è il circuito di uscita. Nel CD-57 è semplice, dato che non c'è nessun buffer HDAM. Troverete due condensatori elettrolitici "back to back" per ciascun canale. Sono C655, C656, C657, C658. Nel modello SE (e KI-Signature) sono componenti ELNA "Silmic" da 220uF. Il CD-57 e 67 usano componenti standard. Non bloccano alcuna (significativa) corrente continua e ritengo perfettamente sicuro eliminarli. Semplicemente dissaldateli e sostituiteli con un pezzo di filo.

Nel mio caso, avevo il CD-67 SE e mi sono rimasti in mano dei condensatori "Silmic", perciò che se ne può fare? Li ho usati al posto dei condensatori di filtro del buffer di uscita (C651, C652, C653, C654) e di nuovo li ho bypassati con condensatori a film WIMA da 22nF.

Avendo avuto un tale successo con i disaccoppiamenti LC nella parte digitale (vedi sotto), li ho introdotti anche nei circuiti analogici. Qui da R613 a R616 e da R651 ad R654 sono state sostituite da induttanze assiali da 2.2 mH (se riesco a leggere bene il codice - sono state recuperate da qualche scheda) con resistenza in continua di 1.5 Ohm. Questa è una soluzione molto migliore rispetto a cortocircuitare direttamente le resistenze come suggerisce un sacco di gente.

Infine il circuito utilizza due transistor per il Muting all'accensione. Questa non è una bella idea, se ve lo devo dire. Dissaldate semplicemente QN05, QN06, QN07,QN08. Potreste comunque decidere di tenerveli, dato che un collega di Internet non ha apprezzato quel che sentiva dopo aver rimosso i condensatori di muting sul suo cd-player Pioneer.

Ho anche sostituito i connettori di uscita con qualche cosa di meglio (gli originali hanno la massa dorata, ma non il contatto di segnale).

Miglioramenti all'elettronica digitale per il CD-57 / 67 / 67SE

Negli ultimi due paragrafi sulle modifiche ai cd-player della serie CD-63/67 ci siamo trattenuti. Nessun trucco "magico", nessun componente magico, niente Zen al di la dell'ordinario. Implemenare tutte le modifiche della parte 1 e 2 certamente renderà l'apparato su cui state lavorando un cd-player più autorevole, più godibile. In ogni caso non farà un passo oltre quello di divenire un cd-player autorevole. Ed è proprio una vergogna.

Non agitatevi, amici e colleghi dell'AMA (Anonymous Music Addicts - odio la parola Audiofilo - suona come qualche tipo di comportamento sessuale aberrante [e che cos'altro sarebbe, se no -NDT]). La cura per la digitalità è vicina!

Possiamo venirne a capo con molta pazienza e pochi soldi per i componenti. Componenti Componenti Componenti... Ci servono? Facciamo qualche considerazione. Ho un background in elettronica industriale. Questo significa tipicamente un ambiente con segnali misti.

Un CD-player è pure un apparato a segnali misti. Contiene una quantità di circuiti digitali ad alta velocità e di DSP (Digital Signal Processors). Confrontato con l'ultimo chip Pentium o Power PC l'apparato sembra utilizzare basse velocità di clock (~17MHz). Ma comunque abbiamo qui un componente più veloce di molti processori 386. E noi vogliamo ricavarne musica, profondità, dinamica, risoluzione dall'apparato, e non solo velocità di calcolo.

Come molta gente può confermare, è veramente pretendere molto. Qualcuno ha notato che anche per una risoluzione di 16 bit il bit meno significativo risulta di circa 80 microvolt . Non si può dire che sia molto. Dobbiamo rifarci alla mia attività in ambienti a segnali misti negli anni '80 ed alla mia esperienza nella manutenzione di apparati a radiofrequenza per capire come intervenire.

Allora si fa così. Prima di tutto, il CD-player usa un piano di massa (separato fra digitale ed analogico). E' una buona cosa. Le unità HDAM nei modelli migliori sono schermati in rame. Il resto è del tutto aperto.

Qui c'è la prima modifica: procuratevi del lamierino di rame molto sottile (idealmente foglio autoadesivo venduto per i trattamento anti EMF - interferenze elettromagnetiche) e schermate ciascun IC. Essenzialmente ne ho attaccato un po' attorno agli operazionali (attenzione a non mettere in corto i piedini). Ho grattato via un po' della lacca isolante dalla parte superiore della PCS vicino ai chip degli operazionali per portare alla luce il rame del piano di massa. Ho saldato questi schermi direttamente al piano di massa. Saldateli con la massima attenzione, dato che in caso contrario correte il rischio di friggere gli operazionali [soprattutto nel minor tempo possibile! NDT]. Se avete bisogno di più di un tentativo, prima di ripetere la saldatura attendete che gli schermi si raffreddino.

Ho anche applicato schermi simili al DAC ed al decodificatore (un piccolo componente SMD con molti piedini sotto la PCS). Per il DAC ho connesso lo schermo alla massa al di sotto del DAC stesso. Lo schermo del decodificatore (SAA73272 - Q102) è stato connesso a massa con un cortissimo ponticello. Saldare questi schermi è ancora più difficile e delicato di quelli degli operazionali. Accertatevi di avere la mano sufficientemente salda.

Infine c'è il microprocessore (un largo chip sul davanti della piastra. è una sorgente sicura di RFI (interferenza a radio frequenza). Anche qui schermarlo con un po' di lamina aiuta.

Se non siete in grado di reperire nastro di rame o materiale simile (io ho utilizzato rame in fogli estremamente sottili, tagliato in misura con piccole forbici ed incollato con Contact-Glue), potete usare nastro di alluminio autoadesivo, che è facilmente reperibile. Purtroppo saldare l'alluminio è parecchio complicato. E' disponibile un saldante speciale per alluminio (in UK lo produce Maplin). Contiene un antiossidante estremamente aggressivo e richiede temperature estremamente elevate per funzionare. Io sono riuscito a tagliare il nastro in misura e a saldarci dei ponticelli mentre c'era ancora la carta di protezione dell'adesivo. All'incirca un tentativo su tre ha prodotto un foglietto di alluminio che si attaccava ancora. Dopodichè ho pulito i residui di antiossidante con alcool isopropanolo. Il tutto è così scomodo che preferisco fare miglia per trovare un po' di rame...

Ho dato gli ultimi tocchi all'intero processo con piccoli pezzi rettangolari di Bitumen Pad (vedi la prima parte), ciascuno della dimensione dell'integrato cui era destinato. L'idea è di "smorzare" il chip. Non ho nessuna idea se funzioni o meno, non costa nulla (ho utilizzato i ritagli di cui alla prima parte) e nel nostro caso non può far danno. Altri componenti elettronici possono causare uno stress maggiore ai componenti utilizzati, provocandone il surriscaldamento. In questi casi è meglio evitare di utilizzare il Bitumen Pad. Sono anche disponibili piccoli dissipatori termici da montare su operazionali e simili. Questi dovrebbero contribuire a smorzare il chip e abbassarne la temperatura di funzionamento.

Passo successivo, le linee di alimentazione digitali. Abbiamo già detto che stiamo operando in un ambiente a segnali misti. Molte piste sono percorse da correnti sostanziose con frequenze elevate. Tutto ciò inquina le linee di alimentazione in maniera sostanziale. Verificate con un oscilloscopio, se l'avete a disposizione. Ci sono tracce simpatiche e pelose dove vorremmo trovare una corrente continua pulita. Ancora peggio, queste lunghe piste brillano nel comportarsi come antenne, sia riceventi che trasmittenti. Ho trovato la quantità di sporcizia a radiofrequenza sulle piste decisamente preoccupante.

La Marantz utilizza condensatori elettrolitici standard, resistenze di filtro e condensatori ceramici multistrato (MLC) di piccolo valore per tenere tutto ciò sotto controllo. Non è molto efficace.

Ho letto molto e ho provato a fare molti modelli e ho preso in considerazione alcune dotte ipotesi e sono andato un po' a naso prima di giungere alla seguente scelta. Trovate RD01, RD04 (vicino al chip del DAC) R117, R118, RF01 (vicino al microprocessore, fra questo e la meccanica) . Sembrano tutte uguali e sono in evidenza. Le ho sostituite con induttanze miniaturizzate (choke) da 1mH (14 Ohm di DCR). Le induttanze hanno una frequenza di risonanza propria attorno ad 1MHz (le mie sono Maplin). Sembrano delle grosse resistenze. Ma 1MHz non ci basta. Dobbiamo estendere l'effetto fino a frequenze molto più elevate. Introducete tre piccole perline di ferrite (vendute in sacchetti da 10 per penny). Si devono infilare sui reofori delle choke, ed estendono in maniera utilissima il loro effetto fino a frequenze elevatissime.

Come detto sopra, i condensatori usati da Marantz nella sezione digitale non sono un gran che. Perciò conviene eliminare C126 (sulla piccola scheda connessa alla meccanica), C157, C114, C120, CF02 (tutti da 47uF 16V), rimpiazzandoli con dei Nichicon serie PL con ESR bassissima. Suggerisco di sceglierli da 100uF 50Volt (i miei vengono da Maplin). Possibili alternative sono i Panasonic HFQ (venduti negli USA da Digi-Key - non disponibili in UK, utilizzateli da 120uF/25Volt).
Anche gli Elna RSH dovrebbero andare bene. Per favore non utilizzate componenti a bassissima impedenza (come i Panasonic FA).

Tutti questi hanno piccoli componenti ceramici di bypass sulla scheda. Ho saldato dei condensatori da 100nF 50Volt X7R 1206 a montaggio superficiale (della AVX/Kyocera, utilizzatene altri a vostro rischio e pericolo) a cavallo dei condensatori di cui sopra sotto la scheda. Alcuni di questi condensatori 1206 sono stati posti il più vicino possibile ai piedini del circuito integrato, ma è un'altra operazione molto delicata.

Configurazioni simili sono state utilizzate attorno al DAC. Ho sostituito CD04, CD07 con componenti da 220uF/50Volt Nichicon PL. Per CD15, CD16 ho utilizzato 470uF 50Volt. Qui ho rimosso i ceramici originali (CD04, CD06, CD12, CD13) per mettere i miei condensatori SMD da 100nF quanto più possibile vicino ai piedini del DAC. Anche qui saldare questi piccoli componenti SMD è piuttosto complicato. Mano salda e un piccolo saldatore sono assolutamente necessari.

Aggiunto più tardi:

A seguito delle modifiche finali allo stadio di alimentazione mi ritrovavo con due condensatori da 470uF "Silmic" da parte. Che ne dovevo fare? Il CD15 ed il CD16 lì accanto nelle linee di alimentazione analogiche del DAC erano fino a quel momento dei Nichicon PL. Perchè non provare con i Silmic? E così ho fatto.

NON ELIMINATE NESSUNO DEI CONDENSATORI CERAMICI ORIGINALI A MENO DI NON RIMPIAZZARLI!!

Dalla modellazione di questo schema di disaccoppiamento dell'alimentazione in PSpice (grazie a Guido per avermi fornito i dati sui valori di resistenza ed induttanza delle sfere di ferrite) sembra che si ottenga una soppressione della sporcizia RF più efficace di circa 40 dB rispetto al circuito originale. Le tracce osservate all'oscilloscopio sono pulite. Il massimo riscontrato su qualsiasi linea di alimentazione (analogica o digitale) è di circa 500uV ovvero -80db (su 5 Volt). Il livello di radiofrequenza direttamente al piedino di alimentazione del filtro digitale è decisamente sopra i 20 mV. L'alternata sul piedino di alimentazione dell'oscillatore al quarzo è completamente pulita. Non è rimasto alcun disturbo (o se ce ne sono, sono decisamente al di sotto dei 150uV a 2MHz o giù di li').

Dopo aver comunicato il set di modifiche originali utilizzanti i condensatori ceramici discussi con Andy Groove (Mr. Ankoru) dell'Audio Note UK del disaccoppiamento nei circuiti digitali. Dice che i condensatori della serie Black Gate PK sono molto buoni. Analogamente alla mia combinazione Nichicon PL / 1206-Ceramic, i Black Gate sono efficaci fino ad oltre 100MHz da soli.

Tutto ciò ovviamente funziona se si minimizza l'induttanza dei conduttori e della PCS. Quindi questi condensatori dovrebbero essere piazzati al meglio con i reofori cortissimi sotto la PCS. La serie PK Black Gate sembra arrivare al massimo a valori da 47uF.

Se non vi sentite esattamente a vostro agio nel maneggiare dei minuscoli componenti SMD, potreste tentare con questi.

Ho fatto anche qualcosa d'altro nel dominio digitale. Il cristallo al quarzo utilizzato da Marantz è piuttosto piccolo. Può essere buono o cattivo, ma l'esperienza mi dice che un componente più massiccio e pesante tende ad essere migliore. Perciò ho rimpiazzato l'originale con un quarzo meccanicamente più grande. Ho rimesso l'anello di gomma sul nuovo.

Ho sostituito tutte le linee di segnale digitale dal Decoder al DAC con del cavo coassiale in miniatura da 50 Ohm. Questo viene terminato in serie con delle resistenze SMD a impasto di carbone da 47 ohm della serie 1206. Ho sollevato i piedini appropriati del chip del decoder dalla PCS (ci vuole estrema cura per non romperli) e vi ho direttamente saldato sopra le resistenze. Sul lato DAC la Marantz è stata tanto gentile da prevedere delle piazzole su cui saldare. Ho avuto bisogno di circa 15 resistenze e dieci lunghezze di mini coassiale per sistemare tutto (il saldatore era troppo grande!). Comunque ne valeva la pena: la digitalità è scomparsa!

PER FAVORE PRENDETE NOTA DEL FATTO CHE QUESTA è UNA OPERAZIONE ESTREMAMENTE DELICATA E COMPLESSA, DA RISERVARE SOLO AI SUPER ESPERTI. SE NON SIETE SICURI DI QUANTO STATE FACENDO, E NON SAPETE ESATTAMENTE DOVE METTERE LE MANI, NON PROVATEVI AD ATTUARLA. Se fate un pasticcio in questa fase, potreste facilmente rendere il CD-player inutilizzabile e non riparabile (almeno dal punto di vista economico).

Questo è tutto. Ho anche istallato un connettore BNC da 75 Ohm invece dell'RCA originale per l'uscita digitale. Quasi tutti i migliori DAC qui in UK utilizzano connettori BNC, perciò mi è sembrato un passo ragionevole, dato che stavo già lavorando all'interno dell'apparato.

Migliorie all'alimentatore dei 57 / 67 / 67SE

Molti di voi si saranno chiesti perchè non ho sostituito il regolatori di tensione con qualche cosa di più esotico o simile. Bene, anche i peggiori regolatori a tre piedini fanno il loro lavoro in maniera decente finchè si tratta di tenere la tensione costante. Anche il rumore è molto basso.

Se volete potete usare i migliori regolatori che la tecnologia lineare mette a disposizione (LT 1033/1085) or anche Didden/Jung Op-Amp + Regolatori discreti. Potete usare il LM340T5 per i due regolatori da 5-Volt. Questi componenti vanno veramente bene nei circuiti digitali. Personalmente ho sostituito Q811 (un regolatore 7805 - alimenta il DAC e il Decoder) con un LM340T5.

Nel mio apparato tutti gli altri regolatori originali sono rimasti al loro posto. Ho deciso comunque di rimpolpare alcuni dei condensatori dell'alimentatore. Ora nell'alimentatore analogico del 67 Marantz usa altri due condensatori "Silmic" da solo 470 uF. Ciò sembra molto sospetto, ma Ken Ishiwata ha tutte le rotelle che girano per il verso giusto [libera traduzione di una bellissima frase idiomatica traducibile in: ha la testa avvitata nel senso giusto, NDT], così li ho lasciati anch'io da soli.

Aggiunto in seguito.

Ho dato un'altra botta all'alimentatore. Sono stati eliminati i due condensatori "Silmic" nell'alimentatore analogico (C803, C804) e sono stati sostituiti con due condensatori da 6800uF 63V.

Ho utilizzato quanto avevo a portata di mano (Panasonic serie TSU). Ho piazzato ancora dei condensatori di bypass a cavallo di questi, questa volta due condensatori WIMA da 0.22uF rossi.

Ci sono altri condensatori che seguono direttamente i regolatori da +/- 12 Volt (C805, C806). In queste posizioni posso solo raccomandare i condensatori con bassa impedenza più grandi su cui possiate mettere le mani. I Panasonic HFQ da 6800uF 25Volt sarebbero una meraviglia. Io mi sono dovuto accontentare dei Dubiler di 2200uF 35Volt (bassa impedenza 105 gradi). Un'altra fila di condensatori WIMA da 22nf sono stati utilizzati per il bypass.

C'è altro da fare? Altre cose magiche in arrivo. Qualcuno raccomanda di utilizzare diodi Schottky nei raddrizzatori. Funziona? Qualcuno dice di no. Hanno misure che lo comprovano. Altri dicono di si. Li ho provati e dico di si - c'è una (non piccola) differenza. D801 - D804 sono stati rimpiazzati con diodi Schottky da 1.1 Ampere 90 Volt. A cavallo di questi ho piazzato un condensatore da 100nF 50V ceramico.

Nell'alimentatore digitale ho usato ancora diodi Schottky (D811, D812) e messo dei condensatori ceramici a cavallo di questi. Ceramici anche a cavallo di C813, C815. Anche C871 è stato sostituito con un Nichicon serie PL da 1,000uF 25Volt con un ulteriore condensatore ceramico di bypass.

La piastra principale del CD-67 ha spazio per un filtro di rete, che non è utilizzato. E' collocato vicino all'interruttore di accensione. Fate attenzione mentre lavorate in questa zona con tensioni potenzialmente letali. Per di più se fate un pasticcio qui c'è un elevato rischio di incendio.

Prima di tutto ci sono due piazzole inutilizzate vicino alla posizione di JH04 che possono ricevere il solito condensatore a film di filtro per la rete (assicuratevi di utilizzarne uno SPECIFICO come filtro di rete - è un territorio pericoloso).

Un'altra posizione era predisposta per una induttanza di modo comune (LH01), con i ponticelli U243, U245. Metteteci semplicemente una induttanza adatta. Ho utilizzato una induttanza di modo comune con caratteristiche adatte alla rete recuperata da un scheda di alimentazione switching, assieme ai condensatori che c'erano.

Ho anche "trovato" una presa di rete con filtro incorporato. Quindi ho montato la presa di rete sul retro del cd-player, in modo da poter sperimentare vari cavi di rete in futuro. Per il momento utilizzo un cavo di alimentazione Kettle (con conduttori di grande sezione). [Tutti i CD-player Marantz hanno il cavo di alimentazione saldato. Questo dovrebbe far già venire qualche sospetto. Comunque abbiamo avuto la conferma direttamente da Ken Ishiwata, che, parlando con Lucio all'ultimo Top Audio delle modifiche appartate ad un cd-player, ci ha detto che la soluzione di usare cavi rimovibili è peggiore del male: secondo lui la resistenza di contatto del connettore sull'apparato è ben peggiore della resistenza del cavo. D'altra parte il punto di vista di molti altri è ben diverso, in quanto si ritiene che il problema non sia solo la resistenza del cavo di alimentazione, ma soprattutto i disturbi che questo può trasmettere o raccogliere da altri apparati adiacenti. Comunque la questione è di lana caprina: basta pensare che in ogni caso al di là della presa c'è tutta la rete Enel suscettibile di inquinamento... NDT]

Per favore evitate assolutamente di utilizzare qualsiasi componente che non sia stato esplicitamente e specificatamente progettato per l'utilizzo in filtri di rete alla vostra tensione di rete.

Il Suono e La Musica

Ora è il momento di alcune impressioni soggettive. Ho fatto tutte le modifiche descritte in parecchi passi successivi. Inizialmente ho realizzato il cuore della modifica. Ho solo dovuto tralasciare i diodi Schottky e i condensatori in polystirene (mi ero dimenticato di comperarli...).

Il risultato è stato un basso più autorevole, corposo e un maggior dettaglio in generale. Decisamente piacevole, ma alcune delle caratteristiche spiacevoli rimanevano. L'introduzione dei diodi Schottky e dei condensatori in polystirene nel filtro ha corretto non solo le sibilanti in eccessiva evidenza, ma ancora ha aiutato a rivelare maggior dettaglio ed ambienza. E' dovuto ai diodi Schottky o ai condensatori in polystirene oppure sono io che "sento le voci" (se devo dire la verità le sento di sicuro)? Chi lo sa, io certamente non lo saprei dire.

Comunque il CD-player era ancora troppo brillante (nella mia opinione) e il suo ritmo ed il suo passo (sì, proprio la sua NAIM-ita') non era troppo buona sulle tracce più ritmiche e veloci. Il terzo round di modifiche (i condensatori nell'alimentazione analogica maggiorati, il disaccoppiamento LC della parte analogica e le modifiche nel filtro) ha sistemato le cose piuttosto bene. L'antica ricetta di rimpolpare i condensatori dell'alimentazione analogica hanno aiutato nell'area del ritmo, mentre le piccole modifiche nel filtro hanno spianato la risposta sulle altissime. In più, il cd-player ora scava fuori basse frequenze che non avevo mai saputo esistessero in queste registrazioni.

Notare che la seconda e la terza parte delle modifiche risulta in gran parte essere un esercizio di messa a punto fine, cambiando parametri specifici per ottenere il suono che IO preferisco. Voi potreste preferire la performance sui bassi della versione originale. Potreste anche preferire il ridotto picco sulle altissime. La leggera velatura dei dettagli prima dell'introduzione dei diodi Schottky (ebbene sì, credo onestamente che siano loro i responsabili - ma non ho intenzione di toglierli di nuovo per provarlo oltre ogni dubbio) possa essere per voi più piacevole dell'approccio "spazzatura, marciume e tutto il resto" che il mio cd-player ora adotta.

Con l'introduzione di cavi coassiali correttamente terminati al posto di tutte le piste di segnale digitale, l'ultima traccia della "tipica durezza digitale" è scomparsa. Completamente! Più nessuna esagerazione delle sibilanti!

Affrontiamo il punto. Questo cd-player si avvicina molto al master. Non altera quanto registrato. Non omette molto. Aggiunge molto poco di sè. In definitiva la risoluzione è ridotta se confrontata col mio giradischi analogico e specificatamente quando si prende in considerazione la riproduzione dell'acustica della sala originale il giradischi è ancora davanti, anche se il giradischi è alla circa alla pari col cd-player per quanto riguarda i bassi.

Tutto sommato, sento che sia il giradischi che il cd-player mi trasferiscono la musica che li attraversa completamente intatta e senza lasciarvi la propria impronta.

Ed ora che faccio?

Che facciamo allora? Bene, restano alcune poche cose ancora da fare. Possiamo migliorare il clock principale aggiungendo una scheda Tricord Clock 2 (un oscillatore al quarzo di alta precisione) o qualche cosa di simile.

Possiamo costruire un alimentatore esterno seguendo la strada NAIM o dell'alimentatore avanzato dell'X-DAC di Norman Tracy.

Diciamo due trasformatori toroidali da 330 Watt (uno da 2 X 18 Volt AC ed uno da 2 X 12 Volt AC) con 12,000uF (12 X 1,000uF Nichicon PL o Panasonic FA) di filtro per tensione e qualche induttanza e condensatore in polipropilene in più per ogni evenienza con gli LM317/337 come pre-regolatori di tensione.

Ciò ci fornirebbe due tensioni separate "non regolate" da 12 Volt per le due alimentazioni da 5Volt e tensioni "non regolate" da +/- 18 Volt per le alimentazioni analogiche da +/- 12 Volt. In questo caso i regolatori da +/- 12 Volt dovrebbero veramente essere rimpiazzati dai Linear Technologies LT1033/1085.

Potremmo anche inserire condensatori diciamo Black Gate o Os-Con su tutte le alimentazioni analogiche e rimpiazzare tutte le resistenze con le Vishay Bulk Foil. Se avete un 63/7 o un 53/7 standard, forse vale la pena di comperare tutti Black Gate o OS-Con per l'alimentazione analogica, mentre fate le altre modifiche.

Nel mio (SE) la scelta di evitare qualsiasi spreco mi ha portato ad avere condensatori Elna Silmic or Starget in tutte le alimentazioni analogiche ed in ogni caso sull'alimentazione analogica del DAC.

Potreste costruirvi uno stadio analogico in classe A a componenti discreti oppure anche a valvole. Si deve notare però che l'uscita digitale del DAC richiede un filtro di ricostruzione di ordine elevato (almeno il quarto ordine) e l'uscita differenziale richiede un circuito decisamente complesso. Dato che gli operazionali utilizzati lavorano completamente in classe A con le impedenze in gioco e sono il massimo cui lo stato solido può arrivare, i miglioramenti dovrebbero esser ridotti.

Un altro ultimo trucco potrebbe essere quello di utilizzare un LED a luce blu per illuminare il CD, qualsiasi cosa questo faccia. Ho dato un'occhiata alla meccanica e non sono riuscito a trovare una soluzione semplice per ottenerlo con un unico LED (non c'è il posto per metterlo). Quindi ci servirebbe una batteria di LED blu o verdi per inondare il CD in questa "magica" luce. Questo approccio potrebbe comunque dare seri problemi per l'accresciuto consumo di corrente dovuto a tutti i LED.

Tuttavia a quanto pare produce una certa differenza. Krell ha effettuato per un certo periodo sessioni dimostrative di una versione del loro cd integrato che permetteva di spegnere il banco di LED verdi nel pozzetto del CD. Quanti hanno presenziato a queste dimostrazioni sono certissimi nel dire che la luce dei Led effettivamente migliorava il suono. Provate a immaginarvelo.

Il costo di molte di queste modifiche è notevole. Tutte eccetto l'approccio Black Gate / Vishay richiederanno modifiche molto rilevanti all'apparato. Siete ovviamente liberi di andare molto al di là di dove mi sono fermato io.

Comunque personalmente credo che queste migliorie ulteriori vadano molto oltre lo spirito del mio esercizio originale, che consisteva nel restare nel budget di un Marantz CD-63 KI-Signature (500 sterlne inglesi o or 800 dollari USA) e trasformare il CD-67 SE in qualche cosa di meglio. Dato che il CD-67 SE ha un prezzo di listino di 350 sterline inglesi (550 dollari USA), credo di essere rimasto ben dentro il mio budget.

Sono riuscito a cavarmela senza troppa chirurgia di alto livello sull'apparato. In realtà il solo segno rivelatore sul mio sistema è il connettore IEC di rete e i nuovi spinotti RCA. Se li lasciamo da parte, il sistema è rimasto assolutamente indistinguibile da una unità di serie (lasciano da parte i condensatori di bypass sotto la PCS e ovviamente il Suono). Molte persone abili con gli attrezzi ed il saldatore dovrebbero essere in grado di implementare molte od addirittura tutte queste modifiche senza troppe difficoltà.

Missione compiuta. Come al solito, i vostri risultati potranno essere diversi.

Un ultimo avvertimento. Durante l'ultimo set di modifiche è capitato qualche cosa al controllo dell'alimentazione anodica del display, lasciando il display spento. Avere il manuale di servizio (e qualche attitudine ed esperienza nel cercare i guasti) mi ha permesso di trovare il problema velocemente e di sistemarlo senza neppure estrarre la scheda.

Per quanto riguarda l'adattamento di tutte o parte di queste modifiche ad altri CD-player, la maggior parte possono essere adattate facilmente. Vi consiglio caldamente, comunque, di assicurarvi di potervi procurare il manuale di servizio e se possibile i data sheet dei chip utilizzati (me li ero procurati per tutti i chip nel CD-67).

© Copyright 1997 Thorsten Loesch - http://www.tnt-audio.com
Traduzione: Giorgio Pozzoli

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