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Ground Force Zero

collegamento con il pianeta Terra

[Le radici della musica toccano terra]
mettere radici
[English version]

Prodotto: un bel cavo grosso & un grosso puntale & nuove prese
Costo approssimativo: meno di un cavo di segnale
Avvertenze
Non improvvisare esperimenti sulla rete elettrica.
Rivolgersi a un elettricista qualificato per qualunque modifica al cablaggio domestico.

Recensore: Mark Wheeler - TNT UK
Periodo degli esperimenti: aprile 1987 - maggio 2008
Traduzione: Roberto Di Paola

Nella primavera del 2005 avevo cominciato a scrivere questo pezzo: "Di recente il mio impianto è stato afflitto da molti problemi di rumore. Il sistema è in continua evoluzione, sia per i componenti sia per i posizionamenti, a causa dell'arrivo di apparecchi da recensire e di altri sui quali conduco miei esperimenti.

Colgo ogni occasione per ascoltare tutti i prodotti suggeriti, per cui non passa settimana che gli apparecchi non si avvicendino, e ciò senza soluzione di continuità. L'usura di spine e prese quindi è garantita, ed è inevitabile che l'integrità delle connessioni sia compromessa; ecco perché il settore professionale evita di utilizzare le spine.

Colin Yallop della Chevin Audio è venuto a trovarmi nella primavera del 2005 portando con sé il Transcendent Sound Phono Preamp che aveva upgradato con i super regolatori Vacuum State Electronics. Non si trattava però di un apparecchio da recensire, giacché non avevo mai ascoltato il prodotto in versione standard; Colin pensava solo che mi sarebbe piaciuto ascoltarlo e confrontarlo con il mio stadio fono Naim modificato e con il preampli Concordant Excelsior prestatomi da Mark Orr, il proprietario della Something Solid.

Il problema si è presentato non appena abbiamo sostituito l'attrezzatura analogica, rimpiazzando il mio Naim "macellato". Inizialmente la "piaga" si è presentata in forma di oscillazioni ad alta frequenza, le quali suonavano come radiofrequenze intermodulate con lo spettro udibile. Ciò si verificava con tutti e tre gli stadi fono e abbiamo imputato la causa all'alimentatore del motore dell'Orbe. L'alimentatore NC non collega l'involucro del motore a terra o ground (nella terminologia statunitense, n.d.t) del sistema. Il mio Kimber Silver Streak bilanciato, utilizzato per ricablare il mio braccio Hadcock, non essendo schermato, non è sufficientemente immune ai disturbi RF per evitare le interferenze causate dal segnale del nuovo regolatore di velocità dell'Orbe. Inoltre, l'attenuatore a trasformatori che utilizzo per regolare i livelli d'uscita interrompe la connessione della massa, lasciando gli apparecchi a più alto guadagno (i preamplificatori fono) non più ricollegati agli zero volt ideali del dispersore affondato al di là del muro della mia sala d'ascolto. Il braccio unipivot Hadcock non aiuta, in quanto il perno non è un buon punto dove collegare il filo di massa, pertanto adesso sono stati aggiunti diversi collegamenti a terra in vari punti del telaio del sistema giradischi+braccio. Ho cercato di mantenere la distanza più breve possibile tra queste connessioni e un punto comune, usando un filo in rame (che ha impedenza più bassa dell'argento nonostante i continui tentativi dei guru di riscrivere la fisica) disponendo attentamente i fili in modo da evitare che interferissero con il movimento delle sospensioni del controtelaio. Quel punto comune è connesso - tramite un grosso cavo in rame a bassa resistenza - al morsetto di un diffusore acustico aggiunto all'esterno di una cassetta elettrica che contiene una doppia presa per la linea dedicata all'audio. Il morsetto è collegato da un lato alla "terra tecnica" e dall'altro al filo di massa di questo circuito. Tutto ciò è perfetto per il tipo di cablaggio del Regno Unito, ed è stato ispezionato, provato e certificato da un elettricista.

Risolta quella oscillazione, è comparso un anello di massa da qualche parte, tanto che si poteva variare l'intensità dell'"hum" scegliendo high o low sull'avvolgimento primario in combinazione con impostazioni equalizzate sul secondario variabile del trasformatore. Colin ha dovuto lasciarmi prima che io potessi risolvere il problema. Ancora una volta, è bastata una soluzione semplice. Ho creato un collegamento a massa switchabile con un interruttore di tipo jumper in ingresso dal telaio metallico del trasformatore variabile; ciò permette all'utente di scegliere di interrompere il collegamento a terra o lasciarlo pienamente operativo dall'ingresso all'uscita. La corretta messa a terra degli impianti è essenziale, e i problemi causati dai collegamenti a terra arrangiati, solitamente, non sono così evidenti. Normalmente, i problemi di rumore di fondo degli impianti audio si possono attenuare mediante la disposizione accurata dei cavi di segnale e di alimentazione, e la situazione può essere ottimizzata con qualche intervento a basso costo sull'alimentatore dei componenti. Se si dà tanto credito all'opinione così ampiamente diffusa circa la possibilità che un metro di filo elettrico abbia un effetto sul suono, sicuramente un alimentatore migliore per il vostro impianto deve fare una differenza maggiore di un ordine di grandezza." Quest'articolo è rimasto in letargo sul mio disco fisso, perché altre recensioni erano divenute più urgenti.

Nell'aprile del 2007 rispondevo alla richiesta di uno dei nostri lettori in questo modo:
"Il rumore negli impianti audio è il criterio su cui basare una distinzione tra essi, e le sorgenti di rumore e distorsione non lineare sono molteplici. Una di queste è il rumore elettrico generato dal cosiddetto "punto a potenziale zero" di riferimento dell'impianto elettrico (la "terra"), dal momento che sono presenti diversi punti a potenziale zero in differenti parti dell'impianto. Quando su due parti di uno stadio di amplificazione ci sono altrettanti punti collegati a terra che hanno tra loro una tensione molto differente, noi sentiamo il ben noto ronzio dovuto all'anello di massa, un forte ronzio a 50 o 60Hz (a seconda del luogo del pianeta dove si manifesta il problema) e multipli di tali frequenze (nel tuo caso 100Hz, 150Hz, ecc).

La maggior parte delle messe a terra sono realizzate con un grosso cavo o sbarra di rame a cui sono connessi tutti gli stadi attivi, al fine di ottenere un punto comune a potenziale zero (zero volt riguardo alla terra sotto i nostri piedi) per tutti gli apparecchi. Il voltaggio misura semplicemente una differenza di potenziale tra due punti, e il modo più facile per definire un punto universale è dire che la massa è il punto dove si hanno zero volt. Quindi l'impedenza Z (resistenza Ohm, capacitanza Farad e induttanza Henry combinate in modo che la resistenza effettiva si possa calcolare per ogni frequenza data) dev'essere necessariamente identica tra tutte le parti di un circuito audio e il punto di massa comune stabilito, ciò per minimizzare il rumore. Se colleghiamo i componenti del nostro impianto in differenti prese della sala d'ascolto tramite cavi diversi, noi abbiamo semplicemente introdotto molte connessioni differenti alla terra (nel Regno Unito il cosiddetto "neutro" solitamente è legato alla terra nei pressi del contatore elettrico); tenuto conto che i nostri cavi dovranno essere di lunghezza differente e avranno per forza differenti caratteristiche di impedenza, non è difficile immaginare come in tal modo abbiamo creato un circuito che genera rumore. Per ottenere qualcosa di simile a una messa a terra a stella per l'intero impianto dovremmo utilizzare una multipresa e cavi identici, per lunghezza e costruzione, tra ogni presa della ciabatta e i nostri componenti. Sarebbe ancora meglio qualcosa di simile al connettore hydra che utilizzava Naim alle mostre hifi con un fitto gruppo di cavi e prese IEC che venivano fuori da una sola spina da 13A (Maplin ne vende una perfetta per questo scopo). Se hai le competenze tecniche necessarie per rifare i contenitori dei tuoi apparecchi hi-fi, puoi sistemare il cablaggio interno in modo tale che tutte le connessioni a potenziale zero siano ricondotte a un unico punto di massa, e ciò per ognuno dei telai. Infine questi punti dovrebbero essere collegati a un solo punto centrale per la messa a terra a stella (Russ Andrews è talmente sicuro del buon funzionamento di questo sistema che ha prodotto un aggeggio per realizzarlo). Così tutti i punti dell'impianto che si suppone siano a potenziale zero sono alla stessa distanza elettrica dalla terra che calpestiamo."

Non operate sull'impianto elettrico se non siete adeguatamente qualificati, competenti e sobri al tempo stesso.

Le parole inglesi earth e ground indicano ambedue i punti a potenziale zero di un impianto elettrico. L'uso di questi nomi indica che si è scelto il suolo, o il giardino all'esterno delle nostre case, come punto definito a zero volt. Un po' di confusione può essere generata dal fatto che in molti paesi l'impianto elettrico usa la superficie del pianeta come percorso di ritorno per i circuiti a 230 Volt dell'Europa e per quelli a 120 Volt degli USA. Gli americani usano il termine ground per tutto ciò, mentre gli inglesi usano la parola earth, (terra per gli italiani, n.d.t.).

Le tre punte presenti nelle spine domestiche britanniche (e italiane, n.d.t.) non spiegano con chiarezza cosa accade al di là della presa. Per complicare ancora di più le cose, le nostre connessioni hi-fi sbilanciate (quelle che impiegano spine e prese RCA) hanno il polo freddo (del segnale) e la massa in comune. In questo articolo, i vari termini sono utilizzati nel modo seguente:
Terra - il suolo sul quale sorgono i nostri edifici e tutto il resto, ma anche ogni connessione elettrica direttamente collegata a esso, oppure il punto dove arriva il "neutro domestico", che tramite vari passaggi è collegato direttamente a terra nel centro stella del trasformatore da cui parte la trifase da distribuire nelle abitazioni e ogni altro teorico punto a potenziale zero dell'impianto elettrico domestico.
Polo freddo - Le parti definite a voltaggio zero di un circuito audio collegate all'anello esterno delle prese in ingresso o in uscita del segnale audio, polo che solitamente è collegato alla massa del telaio o dell'alimentatore.
Neutro - l'"altra" metà della trifase del nostro sistema elettrico. Se a casa vostra non utilizzate un altoforno o una grossa saldatrice, allora la vostra utenza sarà servita da una sola fase, mentre ognuno dei vostri vicini più prossimi ne avrà una delle due rimaste; ciò per distribuire effettivamente il carico sulla rete elettrica. Il suolo sul quale si cammina, o si danza, fornisce il mezzo tramite il quale si chiude il circuito per tutte e tre le fasi, così come fornisce il punto a potenziale zero di riferimento per la "terra". Da qui i problemi degli "ottimizzatori audio".

Sono stati scritti molti articoli sulla riqualificazione dell'elettricità, e diverse aziende fondano il loro reddito su tale aspetto. All'importanza del corretto cablaggio domestico e alla sua sicurezza non si è però prestata troppa attenzione. La Twisted Pair all'Acoustica.org ha prodotto una buona sintesi dei requisiti elettrici per il Regno Unito e l'audio e riassume in maniera concisa i benefici ottenibili con una linea elettrica dedicata; se decidete di leggere ora questi articoli, non dimenticate di tornare indietro a TNT-audio.

I prossimi due paragrafi illustrano quanto accade nel Regno Unito e le normative ivi vigenti.

Le varie topologie di cablaggio "valide" nel Regno Unito sono descritte qui. Così potete rendervi conto della situazione e comprendere quel che racconta l'elettricista. Si noti che dal primo gennaio 2005, la normativa "UK Building Regulations Part P" richiede, in Inghilterra e Galles, che le installazioni elettriche siano effettuate solo da personale che possa rilasciare la certificazione obbligatoria, oppure che a conclusione dei lavori, questi siano certificati "Part P". Fortunatamente dal Punto di vista audiofilo, è permessa "L'installazione di un collegamento alla terra aggiuntivo", "a condizione che siano impiegati cavi e attrezzature adatti a tale applicazione, che le misure di protezione dei circuiti non siano manomesse e adeguate al funzionamento dei nuovi apparecchi, e che ciò sia conforme a tutte le restanti normative". Io consiglio di far testare ogni cosa da un elettricista qualificato, come faccio anch'io.

L'emendamento n. 2 2004 alla BS 7671:2001, "Requisiti per le installazioni elettriche" introduce una modifica dei colori di riferimento per il cablaggio elettrico. I cavi con la nuova (armonica) colorazione possono essere installati dal 31 marzo 2004. Se ho capito bene, ed è vostra responsabilità verificare ogni cosa prima di imbarcarvi in qualunque ricablaggio, le nuove installazioni o le modifiche di quelle precedenti si possono eseguire usando sia i vecchi sia i nuovi colori - ma è vietata la loro mescolanza - dal 31/03/2004 al 31/03/2006. A partire dall'ultima data indicata, i cablaggi dovranno essere effettuati impiegando esclusivamente i nuovi colori. Ciò è importante perché i lettori inglesi e gallesi di TNT-audio potrebbero scoprire quanto sia complicato vendere le loro case se mai le avessero ricablate senza poter ottenere la certificazione, il che è facilmente identificabile dal colore dell'isolante dei cavi. Siete avvisati.

Nel mese di ottobre del 2005, dieci mesi dopo che la normativa in materia di cablaggi elettrici fosse stata modificata, mi sono trasferito in un cottage del XIX secolo che è stato ampliato varie volte a partire dal 1963. Sembra che l'impianto della casa sia stato parzialmente rifatto nel 1963 (è stato aggiunto un doppio isolamento e un collegamento a terra in acciaio) e ancora una volta circa vent'anni dopo (doppio isolamento in pvc e terra in rame), infine, nel 1996 il cablaggio ha subito rifacimenti più pesanti. C'era un impianto elettrico che serviva un sistema di immagazzinamento termico notturno (facente parte dello stesso anello elettrico principale) che un bel momento è stato scollegato, ma i cavi e le terminazioni sono rimasti al loro posto. È chiaro come un impianto così poco razionalizzato sia, potenzialmente, una grossa fonte di disturbi e rumore, alte impedenze e connessioni intermittenti.

Siccome la mia sala d'ascolto è una stanza costruita successivamente rispetto alla struttura originaria, non condivide il cablaggio con il resto della casa. Nonostante questo isolamento, indipendentemente dall'orario, si sentiva costantemente la presenza di quella nebbiolina acustica tipica del rumore introdotto da cavi ad alta impedenza. Questa stanza probabilmente è stata cablata negli anni '60, le terminazioni delle prese sembrano molto scolorite, e il circuito ha tre punti di connessione aggiuntivi, oramai in disuso, che servivano per il sistema di riscaldamento. L'ambiente beneficerebbe senz'altro di una linea elettrica dedicata e della sua connessione di terra a bassa impedenza.

Nel 1998 la linea elettrica dedicata al mio impianto beneficiava di una connessione a terra realizzata con una bacchetta in rame da 1,5 metri conficcata in un angolo umido e rivolto a nord fuori dalla stanza. Questa posizione è tanto importante quanto lo è il dispersore utilizzato. Ben Duncan e altri hanno dimostrato che la messa a terra degli impianti audio deve avere l'impedenza più bassa possibile, in particolare, nell'intervallo delle radiofrequenze, al fine di massimizzare l'attenuazione dei disturbi che percorrono le schermature dei cavi audio, i quali fanno riferimento proprio a quel punto. Una punta corta affondata in un luogo asciutto sarà meno efficace rispetto alle connessioni a terra standard, che fanno affidamento sul collegamento alla rete elettrica e alle condutture dell'acqua. Ho incontrato persone che avevano collocato il puntale per la messa a terra in posti assolati appena fuori dalle loro sale d'ascolto esposte a sud; questa gente era entusiasta per il fatto che, nei giorni più umidi, l'impianto hi-fi suonava meglio... Se si bagnava il dispersore!

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Anche se tutto ciò sembra la follia più assurda dell'agire audiofesso, ciò ha dei fondamenti nella fisica oltre che nel buonsenso. Io non ho provato.

Al fine di razionalizzare l'impianto elettrico di casa mia, ho chiesto a Phil, un elettricista qualificato, di venirmi a trovare e dare un'occhiata. Ho voluto Phil perché oltre ad avere la qualifica e le certificazioni necessarie a eseguire lavori sulla rete elettrica, egli ha una laurea triennale in ingegneria ed è membro dell'Istituto di Ingegneria Elettrica. Direi quindi che ha i titoli per potersi occupare delle complicate questioni riguardanti l'alimentazione degli impianti hi-fi. Inizialmente mi ha chiesto perché mai un apparecchio dotato di un adeguato PSRR (power supply rejection ratio) dovrebbe essere sensibile ai disturbi della rete elettrica. Egli dice che la corrente è un segnale sporco di ampiezza fluttuante, ma tutto ciò dovrebbe avere effetti solo nel caso di apparecchiature non correttamente progettate, in teoria, e l'intero progetto rappresentava una sfida che eccitava la sua curiosità.

La mia conversazione con Phil sollevava più domande che risposte: un ingegnere elettronico, esperto di amplificazioni ad alta potenza, era sorpreso dalla possibilità che un collegamento a terra aggiuntivo avesse effetti udibili, ma era interessato a scoprire se fosse così, ed entrambi volevamo sapere quali meccanismi entravano in gioco. Una delle ipotesi possibili era che la prossimità del dispersore aggiuntivo potesse minimizzare la captazione delle RF poiché il cablaggio è più breve, ma questa ipotesi potrebbe essere respinta, dato che la presenza di RF nell'elettricità è irrilevante per un amplificatore con un buon PSRR.

Quando ho illustrato a Phil il tipo di cablaggio che avevo messo in opera per l'impianto hi-fi nelle mie due case precedenti (nel 1987 e nel 1997), egli è rimasto sorpreso del fatto che io avessi dichiarato di aver percepito miglioramenti. Mi faceva notare che l'impedenza della terra "standard" nel Regno Unito, nei pressi del trasformatore che serve ogni utenza, è tipicamente di 0.4 Ohm circa, mentre una bacchetta esterna utilizzata per la dispersione a terra potrebbe avere 20 Ohm d'impedenza. Quindi il miglioramento netto della connessione a terra locale potrebbe essere 0.01ohm, o l'1.8%. I livelli di tensione e corrente, secondo vari autori, tra la terra dell'impianto elettrico domestico e un puntale di terra separato, fino a un paio di Volt e forse 100 mA (un decimo di Ampere) rappresentano una condizione abbastanza indesiderabile per un dispersore avente 20 Ohm di impedenza tipica, ma immaginate fino a che valore crescerebbe quella corrente se il dispersore avesse 0.2 ohm di impedenza, la metà di quella dell'anello elettrico e un centesimo di quella tipica del dispersore! Chiaramente, a quel voltaggio, la corrente sarebbe elevata di un fattore cento, eguaglierebbe i livelli energetici di una stufa elettrica.

Phil consigliava come unico metodo affidabile, e il solo che desse benefici, l'utilizzo di dispersori esterni multipli locali per il sistema. Avevo sentito qualcosa di simile negli anni '80 in un impianto Naim six pack, che a quel tempo pensavo fosse il massimo del massimo. Phil era pure convinto che un cablaggio multiplo radiale fosse la cosa migliore in assoluto, e questa è l'opinione di molti altri autori. In tutti i casi, le mie esperienze passate in quest'ambito contraddicevano tutto ciò, per cui Phil mi ha proposto subito una soluzione che combinasse il meglio di tutte le possibili alternative. Phil mi ha lasciato il compito di verificare quali fossero i circuiti connessi a prese e lampade, prima di pianificare un circuito nuovo dedicato all'impianto.

Il mio primo esperimento del 1987 sorse sulle basi di molte conversazioni tenute con produttori di componenti audio, rivenditori e colleghi audiofili. Quando ho installato l'impianto elettrico per l'alta fedeltà nel 1998, ho provato varie permutazioni e combinazioni. Ho fatto un confronto tra due cavi da 20 A adiacenti inseriti in due prese anch'esse adiacenti collegate allo stesso fusibile di un distributore di rete. Una delle due prese era connessa a terra tramite l'impianto elettrico che serviva la mia abitazione, ma non via rilevatore di corrente residua, perché avrebbe introdotta una seconda variabile. L'altra presa, invece, era messa a terra tramite un cavo da due metri e un puntale al di là del muro.

Provare l'una o l'altra connessione era cosa semplicissima. Senza dubbio, la messa a terra artigianale suonava più trasparente. Molto di più. Molto ma molto di più. Era come passare da un ampli da 150€ con un alimentatorino a uno buono da 1000€ con un alimentatore da saldatrice. Il soundstage era più largo e profondo, con i solisti più chiaramente identificabili, il basso era più solido e intonato, e tutto questo grazie a un comunissimo spezzone di filo per cablaggi domestici, un cavo di terra da 12 mm e un dispersore.

Nella mia casa precedente non c'era nessuna linea di riserva nella scatola di derivazione, e piuttosto che comprarne una più grande, nel 1987 ho installato una seconda cassetta a tre fusibili solo per l'impianto stereo. L'idea era quella di effettuare una connessione a stella dell'impianto fino a questo distributore di rete, che era collegato a una terra indipendente tramite un dispersore (affondato sempre in un angolo umido rivolto a nord). Ogni linea arrivava a una doppia presa Crabtree senza interruttore (che a quel tempo era nota per la saldezza dei suoi terminali a molla), con una coppia di prese per le sorgenti (il vinile e il sintonizzatore FM), una coppia di prese per gli alimentatori del preampli e del crossover attivo (entrambi Naim SNAPS), e una coppia di prese per due finali stereo Naim NAP110. Tutte queste connessioni elettriche sono state pulite e infine sigillate saldando i terminali a vite, al fine di minimizzare l'ossidazione; i poli delle spine sono stati smerigliati. Era una connessione che potremmo definire allo stato dell'arte.

Quando tutto questo impianto era pronto, ho fatto suonare un lato di un LP utilizzando l'impianto elettrico della casa tramite due adattatori a tre vie. Dopo di ciò, ho collegato lo stereo alla linea dedicata. È stato terribile... L'impianto era inascoltabile. E non è un'iperbole. Il basso era completamente tagliato via, sembrava che fosse stato scollegato uno dei poli della rete d'equalizzazione RIAA. Inoltre strillava e distorceva. Riconnettendo tutto all'impianto di casa tramite l'adattatore, il funzionamento tornava normale.

La nuova linea, invece, era un disastro. Mia moglie (allora l'avevo) venne da un'altra stanza a chiedermi come avessi fatto a rompere lo stereo: aveva sentito tutto con due porte in stile vittoriano di mezzo. Ho connesso l'impianto di nuovo all'anello elettrico principale via adattatore e la pace fu... A quel punto mi è venuta un'idea...

Ho ricollegato tutto a una sola delle prese sulla linea nuova utilizzando le due ciabatte a tre vie. Allora la mia testina Decca London Ribbon & i miei diffusori Focal 10N501 si sono esibiti in una prestazione sontuosa. Ho spostato una delle due ciabatte su di un'altra delle prese nuove e il suono si è guastato nuovamente, ma non come prima. Il problema sembrava causato dalla lunghezza dell'anello che si era creato dagli apparecchi alla scatola e ritorno passando ovviamente per la linea. Dato che i sistemi Naim scaricavano a terra tramite la treccia dei cavi di segnale, tutto era ancora più sorprendente. Ho provato un impianto hi-fi alternativo, costituito da amplificazione valvolare Quad - modificata da Doug Dunlop - e diffusori passivi. L'effetto in questo caso era molto meno "drammatico": il nuovo cablaggio mostrava, con questa configurazione, una mescolanza di benefici e svantaggi. Utilizzando il sintonizzatore (un Denon) al posto della sorgente analogica (Linn+Valhalla), anche con i Naim, il deterioramento qualitativo causato dalla nuova connessione elettrica era meno grave.

Ho modificato le tre linee in un doppio anello e ciò ha prodotto il suono migliore tra tutte le combinazioni provate. Tutto questo accadeva ben prima che fosse diventato di moda mettere degli spezzoni di filo pregiato tra le prese e l'ingresso IEC dei componenti. L'impianto stereo, a questo punto, risultava connesso a un anello a bassa impedenza con la terra e una scatola dei fusibili dedicati, e completamente isolato dall'impianto delle prese e delle lampade di casa. Tutte e tre le linee risultavano quindi collegate alle tre doppie prese, ognuna collegata direttamente alle altre due prese. Ovviamente, questo doppio anello (di fatto una figura di otto) era protetto da un unico fusibile piuttosto che da uno per ogni linea. La mia esperienza tra anello contro linee multiple contraddice alcune altre esperienze pubblicate sul web, per cui ricordate che da voi le cose potrebbero andare diversamente. Questo circuito era quello che mostrava l'impedenza più bassa tra le prese, e la più bassa resistenza alla corrente continua verso la terra, il tutto controllato da un elettricista.

I Naim cantavano come mai avevano fatto prima. Al confronto con l'impianto domestico e gli adattatori a tre vie, anche con tutti gli elettrodomestici scollegati, il suono era tale da ripagarmi degli sforzi fatti. I ritmi erano più serrati, coerenti ed "espliciti". Il palco virtuale era decisamente più profondo (cosa davvero evidente con un'incisione Chesky di tamburi in un seminterrato) e si estendeva oltre il muro di fondo della mia sala d'ascolto (mi sono visto in giardino con uno strumento che suonava dal vivo). Le sfumature di ogni strumento individuale sono divenute più facili da identificarsi durante i passaggi complessi.

Lo strano comportamento dell'impianto Naim biamplificato attivamente con quella linea "sbagliata" era un fatto inspiegabile; perciò mi sono fatto prestare un certo numero di componenti per condurre ulteriori indagini. Io e i miei amici abbiamo notato che gli apparecchi a stato solido degli anni '80 erano più sensibili al cablaggio elettrico rispetto ai valvolari loro contemporanei o classici. Sono giunto alla conclusione che un anello elettrico sia più performante di tre linee separate dopo lunghe sessioni d'ascolto, condotte utilizzando differenti marche e tipologie di componenti audio, in particolare gli amplificatori. So che anche altri (Russ Andrews ad esempio) sono arrivati agli stessi risultati dopo molti esperimenti.

Tuttavia sono anche consapevole del fatto che ci sono altri audio smanettoni, con una reputazione eccellente e un curriculum denso di successi, i quali dissentono fortemente. Anch'essi hanno sperimentato l'anello contro la linea, e sono convinti che quest'ultima soluzione sia sostanzialmente superiore. Io ho effettuato questi confronti in quella prima casa. Nel garage adiacente ho condotto gli stessi test cercando di emulare al meglio le caratteristiche - in termini di impedenza totale di ritorno all'unità di distribuzione - dei cablaggi che avevo messo in opera in casa (lì avevo il vantaggio di usare cavi ben più corti, meno di otto metri). Il risultato è stato che le prestazioni della linea singola erano maggiormente influenzate dal distributore di rete o Hydra, ma in generale la superiorità dell'anello, rispetto alla linea, era solo più probabile. In certi momenti, con particolari marchi o configurazioni - il crossover passivo Naim è un esempio, ma anche certi cavi d'alimentazione - si notava una chiara superiorità prestazionale da parte della linea singola (utilizzando cavo Cooker posato accanto a un anello triplo), ma il più delle volte, e con la maggioranza dei componenti, l'anello risultava vincente in modo più o meno evidente.

Quando ho saputo che a breve avrei dovuto traslocare, ho considerato una priorità l'installazione di un anello dedicato all'impianto hi-fi e un ricablaggio completo della nuova casa.

La terra dedicata dovrebbe avere un effetto minimo, almeno in teoria. Da solo, un dispersore dedicato - installato per scaricare a terra eventuali correnti di guasto dell'impianto stereo - dovrebbe avere un comportamento peggiore, visto che la sua impedenza è più alta, rispetto a quella della terra dell'impianto elettrico domestico. In ogni caso, alcuni esperimenti hanno dimostrato che una terra dedicata - non collegata a quella dell'anello elettrico dell'abitazione - suona meglio anche se ha un'impedenza maggiore. Tutta la teoria suggerisce che sarebbe vero il contrario. La mia esperienza è che aggiungendo a un impianto stereo una terra tecnica, le performance audio migliorano notevolmente.

La scelta di un cavo di terra da 10mm^2 collegato al puntale conficcato appena oltre il muro della mia sala d'ascolto è tecnicamente superiore in confronto al sistema omologo fornito dalla compagnia elettrica, nonostante la mia soluzione impieghi un dispersore a più alta impedenza rispetto al punto in cui l'impianto che serve le abitazioni tocca terra. Questo cavo da 10 mm avrà un'induttanza sufficiente a rendere trascurabili i suoi vantaggi per le RF. Forse i vantaggi ci sono per quanto riguarda la banda passante tra i 20 Hz e i 20 kHz, nel senso che fornisce un "punto zero" più stabile, ma ancora una volta camminiamo in un terreno minato: a 1 kHz, il cablaggio domestico ha probabilmente una resistenza inferiore alla terra. Entrambi i miei precedenti esperimenti sono stati fatti in case nelle quali la connessione della terra tecnica richiedeva, per raggiungere un posto umido in giardino, uno spezzone di cavo di lunghezza inferiore a tre metri. Dove abito adesso sono necessari oltre quindici metri di cavo serpeggiante per arrivare in cantina, visto che il pendio ventilato ed esposto a sud fuori dalla casa è costantemente riarso, anche sotto la pioggia. Nei prossimi numeri, cercheremo di capire come far fronte a questi inconvenienti "ambientali".

Conclusioni

Avvertenze: non improvvisare esperimenti sull'impianto elettrico.


Perciò, ogni volta che dovete cambiare casa, una delle prime cose da fare è impiegare un elettricista per installare un impianto dedicato allo stereo.

Farlo vi costerà meno di qualunque altro intervento, che abbia la stessa efficacia, qualunque sia il componente dell'impianto hi-fi che intendete migliorare. La bacchetta per la dispersione a terra è l'investimento più produttivo di tutto il lavoro. Pochi metri di cavo di terra a bassa impedenza (si dice che il Radex sia il migliore) e un bastone di rame da due metri rendono un servizio inpareggiabile in relazione al loro costo. E chiedete a un elettricista di realizzare l'impianto, oppure quel puntale potrebbe diventare la terminazione più breve per il percorso verso la terra di una tempesta di elettroni. Un gruppo di puntali tra loro collegati avranno un'impedenza inferiore rispetto a uno singolo, e più saranno conficcati in profondità più saranno efficaci.

In estate, quando sentirete gli audiofili urlare "Cara, vado fuori a innaffiare", sappiate che intendono il puntale della terra tecnica, non le fioriere!

Musica ascoltata durante questo "trattato"

Niente, il ronzio era insopportabile

Copyright 2009 Mark Wheeler - www.tnt-audio.com

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