Lettere alla Redazione di TNT-Audio - settimana 1/10/2022 - 8/10/2022

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ATTENZIONE!!! Leggere prima le ISTRUZIONI PER L'USO | Leggete le FAQ per le domande più generali
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  1. Consiglio su acquisto per impianto entry-level
  2. Diffusori attivi per Naim Atom HE
  3. Interfaccia sinto-preamplificatore
  4. Indiana Line e NAD
  5. Sughero come assorbente acustico
  6. Scelta piccolo preamplificatore
  7. Sostituzione condensatori Rega Brio R
  8. Sostituzione vecchio amplificatore
  9. Vela e B&W
  10. Ho visto anche degli audiofili felici

Consiglio su acquisto per impianto entry-level
Gent.mo Dott. Cadeddu,
ho scoperto da qualche mese il Suo - per gli standard odierni - particolarissimo sito web, paragonabile secondo me per grafica e “concetto” al database “Scaruffi.com” (con le dovute differenze di contenuti).
Ammirevole sotto ogni profilo. Peccato che io capisca molto poco, diciamo pure zero, di Hi-Fi ed elettronica. A dire il vero non so neppure se Lei accetti mail del genere da parte di neofiti, in cui sostanzialmente si chiedono dei consigli. Sono un novizio dell'ascolto su vinile, contagiato anch'io dalla moda e senza grandi disponibilità economiche né “sapienziali”.
Posseggo un giradischi preamplificato 1byOne S-471DE-0010, di fatto un giocattolino da € 230 (produzione 2018) prodotto da un'azienda di bilance (!) e prodotti di benessere. Non ho puntato a giradischi “vintage” poiché avevo letto un Suo articolo nel quale metteva in guardia dall'acquisto di apparecchiature datate dalle prestazioni spacciate per eccezionali.
Ho collegato il giradischi direttamente a una coppia di piccoli diffusori 8 ohm di inizio anni '90 realizzate in Turchia, marca sconosciuta, allora vendute a mio padre in combo con uno stereo compatto Phonola di fascia bassa. Il wattaggio delle casse è sconosciuto, nel connettore del vecchio stereo (ormai guasto) è solo indicato 60 W.
Ora, sarà per via di un inutilizzo di 20 anni o della scarsa qualità, queste casse hanno un suono molto bilanciato sulle frequenze medie, i bassi sono debolissimi, i sub assenti (frequenze, per es., range 16-60 Hz), zero vibrazioni pure a volume massimo. Personalmente preferisco questo suono un po' più piatto rispetto a quello restituito dalle casse in dotazione col giradischi, due piccole bass reflex in MDF 4 ohm da 36 watt totali (18*2), tutto sbilanciato sui bassi ma dall'effetto “inscatolato” e dalla spazialità inesistente (suoni impastati).
Un mio conoscente vorrebbe vendermi un amplificatore Onkyo A-801 del 1991 (40 watt per canale su 8 ohm), al prezzo di € 80 promettendo un upgrade del suono.
Francamente, nonostante l'esiguità della richiesta, da perfetto ignorante dubito che trarrei un beneficio concreto rispetto all'amplificazione integrata del giradischi, senza cambiare pure le casse. Spesso, come dice anche Lei, talvolta si tratta più delle necessità di esibire un soprammobile piuttosto che ottenere benefici oggettivamente concreti a livello di prestazione sonora.
Vorrei chiederLe un consiglio, se rimanere con l'attuale configurazione giradischi + casse (e sostituire eventualmente solo queste ultime), oppure prendere questo integrato entry-level di 30 anni fa. In ogni caso il mio budget massimo non supera i € 1000 totali.
RingraziandoLa per la pazienza e speranzoso di un Suo cortese riscontro, porgo cordiali saluti,
Stefano - E-mail: stefanoandretta.sa (at) gmail.com

[Giradischi 1byOne]

LC
Caro Stefano,
con 1000€ - ma anche con molto meno - ti porti a casa un impianto giradischi + ampli + casse che è semplicemente un altro pianeta rispetto al tuo sistema attuale. Credimi, non ha alcun senso cercare di migliorare la situazione attuale sostituendo un solo componente. Potresti tenere il giradischi (ha un'onestissima testina, l'Audio Technica AT3600), a patto di usare poi un amplificatore dotato di ingresso phono, perché non mi fido della qualità di quello interno al 1byOne. Un amplificatore buono, che costa poco e che sia dotato di ingresso phono accettabile, potrebbe essere il Cambridge Audio AM10 (circa 200-250€), il NAD C316 o il Rotel A10, entrambi intorno ai 450€. Per i diffusori prenderei, per non sbagliare, un modello qualunque della
serie Debut di Elac. Con poco meno di 500€ metti insieme ampli e diffusori che ti consentiranno un salto di qualità inimmaginalbile rispetto alla situazione attuale.
Infine, consentimi di ringraziarti per l'apprezzamento per TNT-Audio e il suo aspetto essenziale. È in corso un progetto di ristrutturazione dell'aspetto della rivista, ormai non più compatibile con le piattaforme mobile e con la media dei siti web. Cercheremo di restare semplici, veloci ed essenziali, ma dobbiamo aggiornarci, per non correre il rischio (concreto) di sembrare ancorati al passato e non più attivi. Il fatto che tu stesso non abbia capito che abbiamo una rubrica di consulenza aperta a tutti i lettori e aggiornata settimanalmente è un chiarissimo segno che - distrazioni personali a parte - il nostro aspetto non renda piena giustizia alla vitalità e alla mole di consulenze e articoli che popolano e aggiornano TNT-Audio ogni settimana.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Diffusori attivi per Naim Atom HE
Gentile direttore, dopo un po' di anni (
Vol. 691) torno ad approfittare della sua cortesia e competenza. Attualmente, ascolto il Naim Uniti Qute 2 con delle Dali Mentor Menuet che, alle mie orecchie, paiono suonare bene, senza soffrire eccessivamente della posizione non ottimale all'interno di una libreria (la posizione infatti è rimasta quella descritta nella mia precedente lettera e purtroppo non è modificabile). Qualche anno fa, viste le limitazioni dell'ascolto condominiale, ho comprato le Sennheiser 800s, che attualmente ascolto tramite l'uscita del Qute. Il suono è soddisfacente ma quando ho avuto la possibilità di utilizzare un amplificatore per cuffie (non mio) l'esperienza è stata molto migliore. Ho quindi pensato di sostituire il Qute (il cui schermo sta perdendo colpi e avrebbe bisogno di essere sostituito) con l'Atom HE, ma ciò mi costringe o ad affiancare un amplificatore o a sostituire le mie Dali con delle casse attive. Io preferirei questa seconda soluzione ma solo per ragioni estetiche (vorrei evitare due “scatole” e limitare i cavi). Qual è il suo suggerimento?
Quali casse attive mi suggerisce di valutare considerata l'infelice posizione su uno scaffale di una libreria? Ipotizzando di ricavare circa 600/800 euro dalla vendita del Qute e delle Dali (è una valutazione corretta?), il budget massimo sarebbe di 5mila euro, di cui circa 3 mila da dedicare all'acquisto dell'Atom.
La ringrazio molto in anticipo per la sua attenzione e le invio i più cordiali saluti e complimenti per l'eccellente aiuto che offre a noi appassionati.
(Preciso che nella piantina riprodotta nella risposta alla mia precedente lettera, le proporzioni del lato lungo -m. 4,30 - e di quello corto - m. 2,90- risultano invertite).
Antonio - E-mail: antonio.dagostino (at) fastwebnet.it

LC
Caro Antonio,
l'idea dei diffusori attivi mi piace: funzionano bene e risolvono un bel po' di problemi. Valuta con attenzione sia i KEF LS50 Wireless II che i Dynaudio Core 7, entrambi ottimi - migliori dei tuoi diffusori attuali - e vicini ai 2000€ di budget che avresti destinato all'acquisto dei diffusori. Le dimensioni compatte non dovrebbero dare problemi nell'installazione alla quale saranno destinati. Certo è che, in libreria, dei diffusori da 2000€ sono assolutamente sprecati!
Buona l'idea di vendere sia il Qute che le Dali, ma credo che possa ricavarci qualcosina di più, specie dal Qute, se i difetti che mostra non sono troppo penalizzanti. Diciamo che 800€ sarebbe una quotazione onesta per il solo Qute, se in buone condizioni.
I tuoi Dali costa(va)no 850€ la coppia, direi che 450€ sia un prezzo di partenza assolutamente onesto. In definitiva, credo che tu possa tranquillamente aspirare a realizzare qualcosa sopra i 1100/1200€. In tutta sincerità, consentimelo, per un impianto coi diffusori castigati in libreria io non avrei mai speso 5000€. Mi sarei accontentato di un piccolo Cocktail Audio e di una coppia di Lonpoo LP42 o di piccole Elac Debut.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Interfaccia sinto-preamplificatore
Buongiorno, vorrei cortesemente una informazione. Mi trovo a lavorare su un sintonizzatore a cui mi sono affezionato. Ultimamente si è rotto ma si è riusciti a ripararlo e rimetterlo a nuovo. Rimane il problema originario per cui si potrebbe rompere nuovamente se non si interviene nello schema elettrico. La soluzione sarebbe quella di isolare due parti della catena Hi-Fi, in modo che questo problema non si ripresenti più.
Per far questo servirebbe un circuito preamplificatore, a monte c'è il sintonizzatore e a valle dello stesso c'è un ADC e un computer.
È stato scelto lo schema elettrico del
TNT Preambolo, usando solo la parte col FET e con il transistor.
Questo è tutto. Vorrei sapere cosa ne pensa il progettista e come funzionava questo circuito preamplificatore.
In attesa di una Vs. gentile risposta si inviano,
Distinti saluti,
Francesco - E-mail riservato

LC
Caro Francesco,
se il sintonizzatore ha un problema elettrico, non vedo come l'interposizione di un preamplificatore possa evitare che questo difetto si ripresenti. Mi pare di capire che il sinto sia collegato a un ADC, quindi il sinto non vedrebbe più questo componente a valle ma vedrebbe un preamplificatore attivo. Non so, a me sembra che tecnicamente la cosa non abbia alcun senso. Purtroppo, senza sapere quale sia il problema elettrico del quale soffre il sintonizzatore, è difficile essere più specifici. Non capisco neppure come mai la scelta del preamplificatore sia ricaduta sul nostro progetto TNT Preambolo e, soprattutto, cosa pensi questo progetto possa fare in favore del sinto. Forse, e dico forse, sarebbe più logico interporre un pre a trasformatori, passivo, almeno si realizzerebbe una sorta di isolamento tra sinto e resto del mondo. O, ancora, varrebbe la pena cercare un altro sintonizzatore, identico, ma che non presenti problemi elettrici. Se ciò fosse complicato perché trattasi di modello raro (ma non specifichi neppure di che apparecchio stiamo parlando) proverei a farlo riparare come si deve, una volta per tutte. È la prima volta che sento di un apparecchio che si guasta a seconda del componente a valle cui è collegato.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Indiana Line e NAD
Buongiorno, vorrei un consiglio su accoppiata Indiana Line Tesi 661 e Nad c368 o Nad c316bee, ma forse un po' piccolino. Mi piacciono molto per le caratteristiche e non ho mai avuto Nad e sono molto affascinato. La mia paura che l'accoppiata risulti troppo enfatizzata verso i suoni bassi. L'ambiente è circa 30 mq. I diffusori purtroppo possono stare tra loro distanti solo 1.30 e dalla parete 29 cm ma avendo il bass reflex sotto mi fanno ben sperare. Il punto di ascolto è un 2 metri circa o poco di più.
Ascolto davvero un po' di tutto. Dopo anni ho dato via una coppia di B&W P5 pilotate da un sinto ampli Denon. Non ero più soddisfatto e vorrei un suono che mi appaghi di più.
Grazie mille per l'attenzione,
Anonimo - E-mail: sirifa2011 (at) libero.it

LC
Caro lettore,
come ho già scritto la settimana scorsa a un lettore che poneva un
quesito incredibilmente simile (stessi diffusori, stessa distanza reciproca), non è l'accoppiata ampli + diffusori a dover preoccupare, ma quel posizionamento così castrante. La distanza reciproca tra i diffusori è troppo piccola, e ancor peggio è la vicinanza della parete posteriore. Non solo, ma i diffusori sono molto generosi in gamma bassa e con questo tipo di posizionamento il rischio di avere i bassi enfatizzati è alto, indipendentemente dall'amplificatore. Io rivedrei la scelta dei diffusori, valutando se non sia forse il caso di prendere dei modelli a torre più snelli e meno generosi in basso. Mi preoccupa infine che ti sia dichiarato insoddisfatto dell'ascolto con le tue precedenti B&W P5, che erano delle ottime casse. Sicuramente il pilotaggio con un sintoampli (immagino HT) non era il modo migliore per farle rendere bene, ma anche la disposizione - che sarà stata la stessa - ha avuto certamente un peso determinante. Non è che cambiando diffusori andresti a guadagnare chissà cosa, se poi li castighi così. Perdona la sincerità.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Sughero come assorbente acustico
Buon giorno, le chiedo scusa per l'invadenza. Ho bisogno di una chiarificazione. Il sughero, sulle pareti interno di una cassa acustica, comprendente woofer e tweeter può essere una soluzione alternativa della ovatta, lana, o lana di vetro?
In attesa d'un vostro riscontro colgo l'occasione per salutarvi.
Grazie,
George - E-mail: georgegnoli (at) gmail.com

LC
Caro George,
la risposta sintetica e schietta è no. Non si può rimpiazzare l'assorbente acustico con dei fogli di sughero incollati alla pareti del cabinet di un diffusore. Quel materiale che trovi dentro i diffusori (quando è presente) ha un ruolo specifico, non rimpiazzabile con un foglio di sughero. L'assorbente acustico all'interno serve per simulare un volume disponibile diverso da quello reale, oltre a minimizzare l'effetto dell'emissione posteriore del woofer (se in cassa chiusa). Il materiale fonoassorbente infatti rallenta la velocità di propagazione del suono, con la conseguenza che l'altoparlante vedrà alle sue spalle un cabinet di dimensioni maggiori. In una cassa reflex, invece, il materiale fonoassorbente può essere utile per smorzare le riflessioni interne ad alta frequenza, senza per questo rinunciare all'emissione dal condotto alla frequenza d'accordo. Il foglio di sughero, tipicamente spesso pochi millimetri, al massimo ha la funzione di minimizzare le vibrazione della parete cui è appoggiato, non molto più di questo.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Scelta piccolo preamplificatore
Buongiorno Direttore, come sta? Prendo spunto dalla lettera del signor Enrico a cui ha risposto il 24/09 (
Vol. 1013) per porle delle domande. Anch'io ho comprato le piccole Lonpoo attive dopo aver letto la Sua recensione; come sorgenti uso un cellulare, da cui ascolto principalmente radio Swiss Jazz o Am. Music, o un lettore cd Tangent cd II (altro acquisto fatto sulla base di una Sua recensione).
Sono soddisfatto del tutto, l'unico limite è il dover armeggiare ogniqualvolta voglia cambiare sorgente. Come suggeriva al signor Enrico, la soluzione sta nell'inserire nella catena un pre; ho riletto anche le recensioni dei quattro pre sotto i 200€. Arrivo alla domanda: vista “l'economicità” degli altri componenti, ha senso orientarsi sul Tisbury o non conviene un BRZHIFI vol02? Nella suddetta catena audio, la differenza di prestazioni sarebbe così netta tenuto conto di una non ottimale disposizione dei diffusori e del fatto che porto gli apparecchi acustici in quanto sono carente nella percezione principalmente delle alte frequenze?
Come al solito grazie per la disponibilità che sempre dimostra verso noi lettori.
P.S.: bene l'avvio della campagna di partecipazione alle spese, specie se garantirà la sopravvivenza di TNT Audio per molto tempo ancora.
Massimo - E-mail: mssm.cogo (at) gmail.com

LC
Caro Massimo,
le differenze tra il pre BRZHIFI VOL02 e il Tisbury, in una catena economica, sono inesistenti. Per mettere in evidenza quelle differenze, i quattro pre in prova sono stati collocati all'interno di una catena dal costo semplicemente spropositato rispetto al costo degli apparecchi testati. Non c'è altro modo, evidentemente: in un impianto economico non sarei stato in grado di percepire molto, se non, forse, la differenza tra il migliore (il Tisbury) e il peggiore (il BRZ passivo). Di conseguenza prendi pure il VOL02, che è ben più comodo e flessibile dell'essenziale Tisbury. Le sorgenti che utilizzi e le Lonpoo attive, pur ottime, non si accorgeranno minimamente della differenza. Questo è un ragionamento da fare sempre quando si legge una recensione: le differenze evidenziate nell'articolo sarò in grado di percepirle nel mio sistema? La risposta è, spesso, negativa, se l'impianto in uso non è sufficientemente sofisticato e rivelatore.
Ringrazio anche te per l'apprezzamento della nostra campagna di raccolta fondi via PayPal e preciso una cosa: TNT-Audio continuerà a sopravvivere a prescindere da questa, ma volendo fare un piccolo salto di qualità un aggiornamento del sito non era più procrastinabile.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Sostituzione condensatori Rega Brio R
Gentile Direttore,
le ho scritto circa due anni e mezzo fa ed ora torno a chiederle consiglio. Nel frattempo non ho mai smesso di leggervi e di sfruttare i vostri preziosi consigli. I complimenti per il vostro lavoro sono doverosi. Sono felice poi di aver contributo al progetto TNT Audio con una piccola somma. Spero lo facciano in tanti.
Il mio impianto è un po' cambiato. L'amplificatore che avevo è stato sostituito da un Rega Brio R acquistato usato. Credo sia uno dei primi, del 2012-2013. Forte dei vostri suggerimenti, l'ho scelto anche per la presenza dell'ingresso phono. Rispolverando un antico amore ho aggiunto un giradischi ERA 666 degli anni 70 acquistato in Francia, che ho equipaggiato con una testina Roksan Corus Black anche questa presa usata. Rimangono fedeli le Opera Platea, il lettore multimediale / streamer autocostruito tipo Collibya Mambo, un vecchio lettore DVD collegato ad un DAC AK4490. Mi posso dire soddisfatto del risultato, ottenuto grazie ad un setup accurato fatto di piccole migliorie apprese su TNT Audio e tanti tanti tentativi. Adesso le due domande.

  1. Il Rega mi piace molto. Ha però il difetto che impiega circa mezz'ora a scaldarsi e quindi a produrre il bel suono che lo caratterizza. Chiedo a voi che lo conoscete bene: è normale che sia così oppure occorre intervenire in qualche modo? Penso ai condensatori di alimentazione. È il caso di sostituirli? C'è anche un piccolo rumore di fondo che si avverte tra una canzone e l'altra, ma voi dite sempre che si tratta di un fatto fisiologico. Spesso suggerite la sostituzione dei condensatori e credo che sia un'operazione alla mia portata. La domanda è: al di là dei valori che sono 50V 10000uF, quali condensatori scegliere? La scelta è infinita ed il livello di spesa molto vario. Quale potrebbe essere una scelta corretta per il tipo di amplificatore? Mi date qualche indicazione di marca e tipo? Vi sarei molto grato.
  2. La seconda domanda riguarda la testina Roksan. Sono stato fortunato e ho acquistato per una cifra ragionevole una testina che suona bene. La domanda riguarda la sostituzione dello stilo (a proposito, come faccio a capire che è finito?). Lo stilo Goldring D42, che leggo essere compatibile e di qualità anche superiore, si trova per circa 200/250€. Vale la pena spendere questa somma per lo stilo, oppure con gli stessi soldi è preferibile acquistare una nuova testina completa?
Ringrazio se troverà il tempo di rispondere ai miei quesiti.
Un cordiale saluto,
Luca - E-mail: ijamer66 (at) gmail.com

LC
Caro Luca,
grazie anche a te per il sostegno! Bel giradischi il tuo ERA 666, progettato da un giovanissimo Verdier negli anni '70 e ben suonante anche secondo gli standard attuali. Bella anche la testina, ma se è usata il rischio che lo stilo sia un po' consumato è concreto. Il modo per capirlo è - suono e capacità di tracciamento a parte - guardare il profilo con un microscopio o una lente molto potente. Potresti portarla a uno dei prossimi audio show e sperare di incappare nel buon Torlai che può darti una risposta col suo occhio esperto (sarà presente a Roma il 15-16 ottobre al Roma High End). Potresti anche chiedergli di ristilare la tua Roksan, è un'operazione che la riporterà in piena efficienza, se non addirittura in una condizione operativa superiore a quella originaria. Mi chiedi se valga la pena sostituire - nel caso - lo stilo o tutta la tetsina. Il fatto è che la differenza tra il costo dello stilo e della testina completa è piccola. Potresti venderla così com'è e acquistare qualcosa di nuovo (es. Goldring) per stare un po' più tranquillo.
Per quanto riguarda invece l'amplificatore, non so se il rumore di fondo e la lentezza dell'entrata in regime possa essere dovuta ai condensatori d'alimentazione giunti a fine vita. Intanto bisognerebbe capire per quanti anni abbiano funzionato, prima di emettere un verdetto. In secondo luogo, un recapping (così si dice in gergo) io lo vedrei meglio coi condensatori originali. Dovendo rivenderlo, non è detto che il nuovo acquirente gradisca un apparecchio non più conforme alle specifiche originarie. Comunque sia, delle scelte abbastanza sicure sono i Nichicon KG, i Vishay BC, Panasonic FM, gli Elna Cerafine...ma ce ne sono tanti altri. Tieni infine conto che qualunque intervento va ad alterare un equilibrio attentamente ricercato dal progettista. Non è detto che il nuovo equilibrio sia di tuo gusto. Ne parlo questa settimana in un articolo sul
recapping dei crossover. In quest'ultimo caso, però, l'influenza diretta sul suono è nettamente più pesante.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Sostituzione vecchio amplificatore
Gentile direttore,
innanzitutto complimenti per il sito e per lo spirito che lo anima. Dopo molti anni di pausa dal mondo HiFi, ma non dalla musica che seppur con alti e bassi ho sempre continuato ad ascoltare, da qualche mese ho aggiornato e ridato vita al mio modesto impianto. Premetto che ho pensionato il piatto ed anche il lettore CD. Ormai ascolto quasi esclusivamente musica liquida proveniente da radio DAB, radio Internet, Spotify o altri servizi di streaming ad alta risoluzione non compressa o da files flac ottenuti dal ripping dei cd.
Prevalentemente ascolto fusion, jazz, progressive rock, Bossa Nova, soul, rock classico, insomma un po' di tutto eccetto musica classica, punk, tecno, Rap e pop. La mia fonte è il mio smartphone (Oppo top di gamma) in coppia con un IFI zen v2 bluetooth e più recentemente uno streamer Cambridge audio cxn v2 in prestito e che certamente acquisterò a breve, lui o il suo fratello maggiore Azur 851n, perché mi è piaciuto molto.
L'amplificatore invece è vintage, un integrato Cambridge Audio P70 (vecchiotto) collegato ad una coppia di Jamo concert 11 (che adoro). L'ambiente di ascolto è una sala di una quarantina di metri quadri piuttosto densa di mobili, poltrone ecc...
Ma veniamo al dunque: ovvero la sensazione che l'amplificatore tarpi le ali ai diffusori non riuscendo a tirare il meglio e vorrei quindi sostituirlo. Brancolo nel buio e sono indeciso se orientarmi su un prodotto moderno o se puntare su amplificatori vintage. Il mio budget massimo è di 1000 Euro. Aggiungo che tempo fa in un negozio di HiFi ebbi modo di ascoltare diffusori identici ai miei con un lettore CD Marantz di livello decisamente più alto del mio ed un piccolo integrato Rotel e rimasi impressionato.
Immagino che la sala d'ascolto professionale avrà certamente inciso sul mio giudizio, tuttavia da quel momento Rotel ha catturato la mia attenzione.
Se volesse accendere una torcia sul mio sentiero lo apprezzerò molto e certamente ne terrò conto.
Cordiali saluti.
Walter - E-mail: w.didonato (at) gmail.com

LC
Caro Walter,
non c'è dubbio che il vecchio Cambridge sia ora il collo di bottiglia del tuo impianto. Allo stesso modo, non c'è dubbio che l'ascolto in negozio, in una sala acusticamente adatta, abbia lievemente influenzato il tuo giudizio. Comunque sia, in generale, un amplificatore moderno, anche economico, è più raffinato e trasparente, specie in gamma medio-alta, rispetto al pur onesto Cambridge ora in uso, che ha circa 30 anni sul groppone. Con un migliaio di euro puoi tranquillamente pensare a un Rega Brio R o a un Cambridge CXA61, visto che programmi l'acquisto di uno streamer della stessa casa. Il CXA61 è un ampli molto più versatile del Rega, visto che dispone di un DAC integrato basato su ESS Sabre ES9010 e offre ingressi digitali TOSLINK, coassiali e USB (fino a 32-bit/384kHz & DSD256) più un comodo ingresso Bluetooth. Visto che ascolti solo musica liquida, questa versatilità potrebbe aiutarti. Molto simile, per caratteristiche, flessibilità e prezzo, ci sarebbe anche il Rotel A12, che magari hai anche la possibilità di ascoltare nello stesso negozio. Ecco, io lascerei la scelta a una prova diretta di questi apparecchi citati, possibilmente a confronto con il tuo vecchio P70. Sono sicuro che questo ti consentirà di scegliere con maggiore consapevolezza. In ogni caso, il salto qualitativo dovrebbe essere sensibile.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Vela e B&W
Egregio direttore, faccio suonare due B&W 685 s 2 con un ampli Vela, il suono che ne esce è poco brillante, poco dettagliato, quasi cupo, sia col giradischi che col CD, cosa mi consiglia di provare altre casse o è il Vela a non essere un granché??
Sono molto confuso.
Grazie,
Alberto - E-mail: alberto.trotter (at) yahoo.it

LC
Caro Alberto,
recensii l'ampli
Vela nel 2013, quando uscì. Leggi la recensione e vedi se ti ci ritrovi. Scrivevo che non aveva una timbrica particolarmente aperta in gamma alta, e che il contenuto armonico in questa gamma di frequenze non era esattamente da applauso, però suonava globalmente bene, non direi cupo come descrivi tu. Mi sembra francamente eccessivo. I diffusori sono in buone condizioni? Ben posizionati? Magari riesci a farti prestare un altro amplificatore da provare, anche uno di questi integratini in Classe D da poche decine di euro, che certo non mancano di alte frequenze. Sarebbe utile per identificare il problema. Se la colpa fosse da attribuire all'amplificatore - ma mi chiedo se non sia sempre stato così - potresti certamente sostituirlo con qualcosa di più recente. Ripeto, basterebbe uno degli integrati in Classe D che abbiamo recensito qui su TNT-Audio per fare un salto di qualità sensibile. I diffusori, se tecnicamente a posto (tweeter funzionanti, con ferrofluido in buone condizioni) dovrebbero avere - come da tradizione B&W - una gamma medio-alta ben definita e presente. Nel dubbio, vedi se riesci a farti prestare anche degli altri diffusori.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Ho visto anche degli audiofili felici
Salve,
sono un assiduo frequentatore di TNT-Audio, un paio di volte ho scritto alla redazione per ragioni puramente tecniche, ma solo una volta per segnalare un disco diversi anni fa. Adesso vorrei farlo di nuovo perché credo sia un peccato ritrovarsi con una pepita tra le mani e vedere che essendo un lavoro di nicchia resti un po' snobbato. Tutti parlano e si lamentano della scomparsa della canzone italiana, orfani dei De Andrè, Battisti, Battiato ci chiediamo dove stia andando la musica italiana oggi e quale connotazione si possa dare ad essa. In un mercato discografico sempre più alla ricerca di "prodotti di consumo", diventa sempre più raro imbattersi in qualcosa che possa restare negli anni. Per fortuna esiste ancora una piccola nicchia di autori, che tra tante difficoltà portano avanti un lavoro artistico ancora degno di questo nome. Spesso li troviamo sotto l'ingrata etichetta Indie, vale a dire artisti snobbati che vivono a margine delle majors.
Il disco che mi ha colpito appartiene ad un artista che a mio avviso meriterebbe più visibilità, innanzitutto per i testi, che sono di una profondità poetica più che rara di questi tempi. Si intitola
“La violenza della luce” di Gianluca De Rubertis (che all'attivo ha progetti passati abbastanza interessanti quali Studio Davoli e Il Genio). Oltre ad un immaginario linguistico notevole, De Rubertis è un musicista di livello capace di districarsi dal suo elemento naturale, pianoforte e tastiere, al basso, chitarre ed altri strumenti dando la sua impronta musicale a tutti i brani in maniera profonda. L'album, si sente, è prodotto con gran cura, segno che ci si può ancora battere per un ascolto di alto livello e apprezzare il lavoro fatto in sala d'incisione.
Spero questo disco possa piacervi. Oltre ai singoli "Pantelleria" e "La Violenza della Luce", sono rimasto folgorato dalla bellezza di "Io mica Voi", uno di quei testi pugno-nello-stomaco che non sentivo da tempo.
Spero potrà piacere anche a voi e che potrà trovare spazio nella vostra rubrica. Le poche cose belle che resistono meritano di circolare ed arrivare al più grande numero di orecchie possibili.
P.S.: se volete che questa email si trasformi in un articolo per il vostro sito, non mi tiro indietro, sarà un piacere!
Cordiali Saluti,
Santi - E-mail: santi.oliveri (at) gmail.com

LC
Caro Santi,
raccolgo volentieri questa tua segnalazione e la giro ai “colleghi” di Music on TNT. La musica italiana d'autore è viva e vegeta, da Brunori SAS (che non a caso collabora proprio con De Rubertis), a Diodato, Giancane, Gazzelle, Coma_Cose, Iosonouncane, e tanti tanti altri. C'è da dire che l'ascoltatore medio italiano, non più giovane, ha pochissima voglia di conoscere cose nuove e per pigrizia o per nostalgia si rinchiude nei 10 dischi della gioventù. È un discorso che ho affrontato tante volte ma ho capito che è una battaglia persa. Io, quando sento qualcuno che mi dice, mentre ascolta Genesis o Yes o Pink Floyd: “che bello, mi sembra di essere tornato agli anni '70”, rabbrividisco.
Grazie per la segnalazione, che ho linkato per i nostri lettori.
Lucio Cadeddu

Suggerimento musicale della settimana

Tornano i Pixies, con il nuovo lavoro Doggerel. Questa è “Vault of Heaven”, una prova che il tempo non sembra aver lasciato troppa ruggine negli ingranaggi della band americana, vero e proprio culto per tutti gli appasionati dell'alternative rock.

Nel caso questo embedding dovesse essere vietato/disabilitato, potete visionare il video direttamente su YouTube. Buon ascolto!

Archivio! Un nostro lettore - che non finiremo mai di ringraziare - si è fatto carico di recuperare buona parte dei nostri suggerimenti musicali della settimana e ne ha realizzato una "TNT-Audio Suggestion" su Spotify, aperta a tutti. In questo modo si può facilmente recuperare il “pregresso”. Si trova a questo link.

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