Lettere alla Redazione di TNT-Audio - settimana 12/10/2019 - 19/10/2019

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  1. Alla ricerca della soluzione provvisoriamente definitiva
  2. Audio alto a basso volume
  3. Nuovo giradischi dopo upgrade impianto
  4. Network player
  5. Amplificazione per Duevel
  6. Rega Apollo R vs Cocktail Audio X12
  7. Migliorare Cocktail
  8. Consiglio su scelta diffusori
  9. Trombe, radiazione diretta o omnidirezionale?
  10. Ho visto anche degli audiofili felici

Alla ricerca della soluzione provvisoriamente definitiva
Carissimo Direttore,
grazie ancora per il progetto TNT-Audio che continua a farmi compagnia da quando ero studente (la nostra prima corrispondenza risale a quell'epoca!). Ho acquistato casa e ora che la posizione dell'impianto è divenuta definitiva, vorrei fare quell'upgrade che per troppo tempo ho rinviato. E ovviamente non posso fare a meno di chiedere il Tuo aiuto!
Innanzi tutto, riepilogo i componenti del mio impianto che è ovviamente destinato alla musica, ma ha la funzione anche di impianto audio per la visione dei film o della tv in genere:

Recentemente ho acquistato una Smart TV 55, la cui unica uscita è di tipo Toslink. Di conseguenza, per collegarla all'impianto e usufruire dell'audio in uscita (ad esempio per usare plex direttamente dall'applicazione della tv) ho dovuto comprare un DAC. La scelta è ricaduta sul DAC Fiio D3K (principalmente per il costo ridotto e le recensioni positive su amazon), che ho collegato sia alla tv (tramite cavo ottico) che al lettore CD (tramite coassiale elettrica).
Mi sembra che questo DAC riduca notevolmente il volume (ho fatto una prova diretta di passaggio tra il segnale proveniente dal DAC e quello proveniente direttamente dal CD) e inoltre non mi sembra ci sia stato un significativo miglioramento del suono, anche se questo potrebbe essere dovuto alle scarse condizioni degli altoparlanti o al ridotto periodo di rodaggio.
Il segnale audio dal PC viene attualmente preso tramite un estrattore audio dal segnale HDMI diretto alla TV, e inviato all'ampli tramite un cavo jack-RCA. Avevo montato una scheda sonora nel microserver, ma ultimamente non va. Veniamo al dunque...
Il primo passo che vorrei compiere è la sostituzione dei diffusori. Vorrei mantenermi su un sistema di torri a pavimento, sia per mantenere il setup, sia perché l'ambiente è piuttosto grande (5,50mx5,80m=32 mq). Avevo pensato a delle Elac F5.2 o F6.2 (sull'onda della Tua recensione delle B6), ma non potendole ascoltare, Ti chiedo un parere sulla bontà dell'abbinamento o su eventuali alternative che vedi più a fuoco (mi piacerebbe un impianto polivalente ma con preferenza per rock e pop). Potrei valutare anche qualche usato, ma nel caso sarebbe meglio che mi dessi qualche indicazione e magari ci risentiamo dopo qualche ricerca...
Inoltre sto pensando seriamente di sostituire il dac che ho comprato con qualcosa di meglio. Ho letto del Cambridge Audio DAC100 e sarei orientato su questo visto che si trova a 150€ e avrebbe tutti gli ingressi che mi servirebbero (usb, coassiale e toslink). Però non so se ne vale la pena in relazione al resto del mio impianto. Per questo Ti chiedo un parere anche in relazione ad eventuali alternative.
Il budget complessivo per le modifiche entro il quale mi vorrei mantenere è di 700-800€. Quindi in prima battuta si potrebbe pensare a Elac F5.2 + DAC 100. Rinunciando al DAC 100, e tenendo il Fiio, potrei passare alle F6.2. Oppure, ci sarebbero da valutare altri componenti che mi potrai suggerire o, ancora, cercare qualcosa nell'usato.
Dovrei tenere in conto di spendere qualcosa anche per la sostituzione dei cavi?
Rimango in impaziente attesa di una Tua risposta.
Salvo - E-mail: sal_lo (at) libero.it

LC
Caro Salvo,
la sala è tutt'altro che malvagia e, schermo TV tra i diffusori a parte, direi che non dovresti avere grossi problemi di qualità sonora per colpa dell'acustica ambientale. Sono sostanzialmente d'accordo su entrambe le tue scelte (le torri Elac e il DAC Cambridge Audio), dovresti ottenere un bel salto di qualità. Il DAC in tuo possesso è un oggettino entry-level che fa onestamente il suo lavoro. Con il DAC puoi gestire comodamente tutti gli ingressi digitali nel tuo set-up mentre le Elac sono senz'altro diffusori più completi e raffinati delle piccole Lilliput. Tieni comunque conto che il grosso della differenza lo sentirai nella sostituzione dei diffusori. Le differenze tra DAC non sono mai eclatanti, a meno di salire molto di classe di prezzo. Quindi, prendi pure le F5.2 e il DAC 100, magari per capirci qualcosa inserisci un solo componente alla volta, ad esempio prima i dffusori, tenendo il vecchio DAC, e poi il DAC100 di Cambridge Audio. Chiaramente i nuovi diffusori ti permetteranno di evidenziare maggiormente le differenze tra i due DAC. Lascia passare un po' di tempo prima di inserire il nuovo DAC, così le casse completano il rodaggio e tu ti abitui alla nuova impostazione sonora. Ti invito, a proposito di Elac serie Debut, a leggere la lettera dell'audiofilo felice di questa settimana, l'ultima su questa stessa pagina.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Audio alto a basso volume
Salve,
la ringrazio per il suo
articolo interessantissimo. Posseggo un ampli vintage National Panasonic, transistor. Leggendo il Suo articolo ho capito che la fine corsa del volume non è uguale per tutti gli apparecchi collegati ad un amplificatore. Quindi non si tratta di un guasto, la soluzione dovrebbe essere: PULIZIA CONNETTORI POTENZIOMETRI DE EVENTUALMENTE SOSTITUZIONE DI FUSIBILI.
La ringrazio per la delucidazione.
Paolo - E-mail: davidepaolopellegrino (at) gmail.com

LC
Caro Paolo,
il livello sonoro dipende da tanti fattori e la posizione della manopola del volume è solo uno di questi, forse il meno influente. Trattandosi di un amplificatore un po' vecchio, una sessione di pulizia dei contatti e soprattutto del potenziometro del volume non potrà che essere benefica. Potrebbe anche essere necessario sostituire il potenziometro stesso, con altro di pari valore, magari anche con uno di superiore qualità (ALPS, ad esempio). Un qualunque tecnico degno di questo nome saprà eseguire l'intervento. Ovviamente, deve valerne la pena! In altre parole, il costo dell'intervento non deve superare il reale valore dell'apparecchio. In generale, gli amplificatori Panasonic non erano memorabili neppure all'epoca, dubito siano migliorati nel tempo, non sono scotch whisky di qualità :-)
Già andare oltre 50 euro di spesa sarebbe un azzardo, tenendo conto di cosa si trova oggi sul mercato per cifre quasi simboliche, sia nel nuovo che nell'usato. Capisco il valore affettivo, ma alla fine con l'affetto e basta mi sembra che le casse non suonino. L'ultima volta che ho provato è andata così, ho provato a coccolarle ma niente, non hanno emesso neppure un flebile suono.
Ah, prima che mi dimentichi: sto immaginando che tutte le connessioni siano state fatte correttamente. Ad esempio: se avessi collegato un lettore CD (o apparecchio analogo) all'ingresso phono (quello del giradischi) credo che il volume sarebbe altissimo già dai primi millimetri di movimento della manopola.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Nuovo giradischi dopo upgrade impianto
Buongiorno,
Le scrivo nuovamente per dare un feedback, che spero interessante, a quanto da Lei commentatomi qualche settimana fa alla mia lettera su upgrade vecchio impianto (
Vol. 893). Bene, alla fine ho aggiornato il mio vecchio impianto con uno ... ugualmente vecchio ... ma con grande soddisfazione! Sostituito (totale "investimento" 180 euro)

Non so se sia psicoacustica ma ho trovato una scena musicale eccezionalmente più ampia e focalizzata, viva, naturale e dinamica Grande sinergia secondo me tra Arcam e torri Triangle (che con il Denon non mi convincevano). Quindi come da Lei detto, salto qualitativo del cambio amplificatore confermatissimo. Ora devo fare un ulteriore step: sostituzione del piatto Marantz TT173. Pensavo a Rega Planar 1 o a Pro Ject Debut oppure Essential (per rimanere entry level ovviamente). Qui però pensavo al nuovo vista la sensibilità delle meccaniche.
Se ci fosse altro prezioso suggerimento sarebbe benvenuto...
Grazie nuovamente per i preziosi suggerimenti e per la Sua grande disponibilità e cortesia,
Paolo - E-mail: paolo.imc (at) gmail.com

LC
Caro Paolo,
sono felice di saperti così soddisfatto! Non avevo dubbi che avresti sentito delle differenze significative. Il fatto che tutto ti sia costato soltanto l'esborso di 180€ la dice lunga su quali affari si riescano a fare oggi scegliendo bene nel mercato dell'usato! Bravo!
Per quanto riguarda l'upgrade del giradischi, sono sostanzialmente d'accordo con le tue scelte, in particolare punterei l'attenzione sul Rega Planar 1, macchina semplice, robusta e ben suonante. Se il budget dovesse consentirlo, pianifica anche l'acquisto di una testina di qualità superiore rispetto alla Carbon che dovrebbe essere montata di serie (pur molto buona per il suo costo). Anche con la Carbon, comunque, il salto di qualità, rispetto al giradischi attuale, dovrebbe essere sensibile. Tieni inoltre conto che, in caso di venditore affidabile, anche l'acquisto di un giradischi recente ma di seconda mano, è un'opzione tutt'altro che da escludere. Guarda cosa trovi in giro (magari un Planar di livello superiore, che monta ben altro braccio!) e valuta con attenzione. In genere se si tratta di negozi storici con una buona reputazione l'acquisto dell'usato può essere vincente!
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Network player
Caro Lucio, spero che tu abbia trascorso buone vacanze.
Ti scrivo per chiederti consigli su un'idea (non originale) che mi sta balenando in testa. Da poco tempo ho attivato un abbonamento con Amazon Music Unlimited (soprattutto da utilizzare in auto) e trovandomi molto bene con questo tipo di approccio volevo estendere al mio impianto HIFI un lettore per l'ascolto di musica in streaming (per il mio impianto puoi fare riferimento ai quesiti
Vol. 873/850). Premesso che non sono ferrato sull'argomento, avrei necessità del tuo solito supporto per l'acquisto di un lettore di rete. Da una rapida navigazione in rete ho notato un Cambridge Azur 851N che tra l'altro è stato da voi recensito da TNT, ma il suo costo non rientra tra il mio budget e soprattutto ponendo un quesito al fornitore del Cambridge mi hanno confermato che tutti i loro lettori di rete non supportano Amazon Music; per tale motivo vorrei evitare di gestire il lettore tramite smartphone.
I quesiti che ti pongo sono:

Grazie come sempre del prezioso supporto.
Saluti,
Valter - E-mail: valteramacciani (at) virgilio.it

LC
Caro Valter,
alcuni network player dati per compatibili con Amazon Music sono i seguenti: Audiolab 6000N, NAD C 658, Marantz NA6006, Onkyo NS-6170 e NS-6130, Pioneer N-70AE, N-50AE e N-30AE. Dovresti però verificare se si tratti di compatibilità completa oppure se sia necessario utilizzare una qualche app per il controllo remoto. La qualità sonora, in ogni caso, dipende sia dalla macchina scelta che dal file originario: se questo è compresso malamente, non c'è possibilità che suoni come un CD o un vinile in buone condizioni. Amazon Music, ad esempio, offre audio senza compressione (o con compressione ma senza perdita di dati, diciamo) solo nel pacchetto HD, che costa un po' di più. Il resto è audio compresso MP3 o simile e la qualità non può essere paragonata ai supporti citati. È chiaro che un buon file MP3 può ancora suonare accettabilmente bene, ma qualcosa si perde comunque. Per valutare l'entità di queste perdite, naturalmente, servono sia un impianto al di sopra di ogni sospetto, sia delle orecchie abbastanza allenate agli ascolti accurati.
Per quanto riguarda infine l'interfaccia con la scatola magica Jolida non vedo alcun problema di sorta. L'aggeggio non si accorgerà da quale sorgente arrivi il segnale.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Amplificazione per Duevel
Buonasera Direttore, le chiedo scusa se scrivo quando ancora la redazione è chiusa, e nella speranza di non portare troppo disturbo volevo porle il mio problema. Leggendo le ottime recensioni su TNT a riguardo dei diffusori Duevel, ho comprato le Venus, di cui sono molto contento, ora per completare dovrei abbinare un buon amplificatore (sui 3000,00 euro). Come ambiente di ascolto è un normale soggiorno arredato sui 25 mq che non ha particolari problemi acustici, musica preferita molto jazz cantautori italiani e rock. Per restare in Italia avevo visto un EAM LAB musica 202i, ma non so come suona, anche se l'importatore consiglia le valvole, di sicuro gradirei un ampli dinamico e trasparente (adesso uso un Audio Analogue) ma risulta un po' lento e morbido. Ecco perché serve il suo aiuto.
La ringrazio per la sua disponibilità e mi associo ai lettori per fare i complimenti del lavoro svolto in nostro favore grazie a tutta la famiglia TNT-Audio.
Luigi - E-mail: luigiprocopio63 (at) virgilio.it

LC
Caro Luigi,
ottimo acquisto le Duevel, complimenti! Per quanto riguarda l'amplificatore, concordo con te che debba essere qualcosa di veloce e vivace, per controbilanciare il carattere poco aggressivo dell'emissione omnidirezionale tipica Duevel. Io non userei valvole, se non quelle di impostazione molto moderna. Quindi ben venga uno stato solido di rango, veloce e controllato. Non conosco purtroppo gli amplificatori EAM, se non per aver visto qualche immagine e un po' di letteratura sul web, quindi non posso pronunciarmi. Trattandosi di una piccola realtà italiana magari sono disponibili a inviarti un amplificatore in conto visione per qualche settimana. Prova a contattarli e vediamo se ti vengono incontro. In alternativa, ma sempre da valutare - ove possibile - in loco, ovvero coi tuoi diffusori, un integrato Naim, Rega o Musical Fidelity. Per restare in Italia, invece, prenderei in considerazione gli integrati Norma. Qualora fossi un pochino più coraggioso, anche un nuovo integrato Nuprime (ex NuForce). Quel che dici di Audio Analogue è sostanzialmente vero: l'impostazione sonora è quella, un po' sorniona, che strizza l'occhio al suono valvolare old-style. In certi contesti è un'eccellente soluzione, in altri potrebbe essere - come dicono gli anglosassoni - “too much of a good thing”.
Approfitto di questa tua per un piccolo commento a margine: ho guardato il sito EAM Lab e, per farmi un'idea più precisa, ho cliccato su listino prezzi. Questo è, come in tante altre aziende, secretato, manco nascondesse un nuovo tremendo segreto di Fatima. Sembra che per i prodotti HiFi il prezzo sia un'optional. Quando vado sul sito di un costruttore di automobili, persino prestigiose, il configuratore online mi permette di vedere il prezzo finale corrispondente alle mie aspettative. Spesso, tra l'altro, si parla di cifre importanti. Perché ci si vergogna a pubblicare il listino prezzi dei prodotti HiFi? Non capisco, vorrei che qualcuno mi illuminasse.
Grazie infine per l'attestato di stima e non devi scusarti per aver scritto durante la pausa estiva. Semmai siamo noi a scusarci se non evadiamo subito, appena ricevuta, tutta la posta...ma altrimenti non sarebbe pausa estiva :-)
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Rega Apollo R vs Cocktail Audio X12
Bongiorno Direttore,
Le scrivo a seguito di un update "non previsto". Fino a qualche settimana fa il mio impianto era così composto:

Mi è capitata l'occasione di poter avere a buon prezzo un Rega Brio usato e, viste le considerazioni positive che ho potuto leggere su TNT e su altri siti, non ci ho pensato due volte e l'ho acquistato. Devo dire che ne è valsa la pena. Già ai primi ascolti il salto di qualità è stato superiore a quanto mi aspettassi, soprattutto relativamente alla vivacità del suono ed allo stage che mi è parso più definito rispetto a prima. Adesso ho un budget che vorrei investire nella parte digitale. Come le scrissi in alcune mie lettere precedenti, trovo l'X12 eccezionale per praticità e comodità d'uso, ma mi chiedevo se non fosse il caso di acquistare un lettore CD dedicato all'ascolto dei dischetti argentati (che ancora amo mostrare in salotto, ne ho quasi un migliaio acquistati in ventisei anni, il primo nel 1993), visto che avrei una buona occasione tra le mani per un Rega Apollo R. Ora, da un punto di vista puramente sonoro, tralasciando quindi gli aspetti pratici relativi alla comodità e alla fruibilità dei contenuti che si hanno con il Cocktail Audio, pensa vi possa essere un salto qualitativo sensibile acquistando un Rega Apollo R rispetto alla situazione attuale con l'X12 collegato direttamente al Brio?
Ho anche pensato all'acquisto di un dac esterno (tipo il DAC R, sempre Rega) a cui collegare l'X12, ma sinceramente l'aumentare degli scatolotti e dei telecomandi non mi entusiasma (anche perché userei il dac esclusivamente per il Cocktail Audio, non ho altre fonti digitali). Quest'ultima soluzione mi attira poco anche perchè, solo se valesse la pena acquistare l'Apollo R, vorrei usare il Cocktail Audio presso un'altra mia abitazione come stand-alone (con il suo ampli interno e un paio di diffusori collegati), con tutta la mia libreria di CD rippata al suo interno.
Certamente dovrei fare degli ascolti in prima persona, ma visto che andrei sull'usato "spedito", non ne avrei la possibilità. Sintetizzando: se l'ascolto con l'Apollo R + Brio dovesse essere sensibilmente migliore rispetto alla configurazione attuale X12 + Brio, rinuncerei senza troppi rimpianti alle features che l'X12 permette e acquisterei il lettore CD.
Non ho fretta di cambiare le cose, mi sto godendo la musica e nel caso l'acquisto del lettore CD dovesse essere un "sidegrade" sarei anche disposto a lasciare anche tutto com'è :-)
Grazie per l'eventuale risposta.
Continuo a seguirvi.
Paolo - E-mail: barrella (at) pm.me

LC
Caro Paolo,
si tratta di due prodotti molto diversi e difficilmente confrontabili. Uno offre tante features, l'altro suona soltanto i CD. Se a te le features non interessano o intendi sfruttarle in un secondo impianto, allora vai pure di Rega Apollo R, secondo me un piccolo passo avanti lo fai, di sicuro cambia l'impostazione generale (più vivace il Cocktail) ma anche la raffinatezza dovrebbe migliorare. Tieni conto però che a dar voce a tutto, a valle di queste sorgenti digitali, c'è una coppia di diffusori da pavimento da 700€ la coppia che, se pur buona, non è certamente adatta a far esprimere tutto il potenziale dell'eventuale accoppiata full Rega. In altri termini: qualcosa di meglio dovrebbe essere udibile, ma solo una sostituzione dei diffusori, con qualcosa di ben altro livello, renderà giustizia alla qualità delle elettroniche in tuo possesso. Sottolineo questo fatto perché la differenza che potresti sentire con la configurazione attuale potrebbe essere piccola rispetto alle tue aspettative ma il problema non sarebbe dovuto alla piccola differenza tra le sorgenti citate ma al collo di bottiglia generato dai diffusori. In ogni caso, l'opzione di destinare il Cocktail Audio X12 ad altro impianto “minimale” mi vede assolutamente d'accordo. Al tuo posto farei lo stesso.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Migliorare Cocktail
Buongiorno Direttore,
Torno a richiedere un tuo cortese suggerimento dopo diversi anni. L'impianto è composto da un Cocktail Audio X12 (che uso quasi sempre riproducendo album dal suo disco rigido interno), Dac 7 Gold Note con alimentazione esterna dedicata, ampli Nait 5si, diffusori Parva FM4 S.F. Il suono è buono, vorrei magari un po' di dettaglio in più. Senza finire in zona raggi X e suono magro. Secondo la tua opinione, sostituendo la sorgente con un prodotto fino a 1000 euro, anche usato, eventualmente rinunciando a qualcosa in termini di flessibilità, avrei dei vantaggi di una certa consistenza sul piano qualitativo?
E nel caso, quali sarebbero i candidati?
Grazie molte per il tempo che dedichi a tutti gli appassionati. Buona giornata.
Beppe - E-mail: bepi2 (at) libero.it

LC
Caro Beppe,
migliorare il Cocktail Audio si può, ad esempio affiancadogli un buon DAC esterno - come hai fatto - che ne migliori allo stesso tempo sezione di conversione e stadio d'uscita, la parte di un player digitale forse maggiormente responsabile del suono complessivo.
Con un migliaio di euro, già nel nuovo, trovi DAC assolutamente interessanti e capaci di far fare al suono della tua sorgente un bel passo in avanti. Sto pensando ad esempio a: Musical Fidelity MX-DAC, Audiolab mDAC e Rega DAC R. Nell'usato, ovviamente, si aprono tante altre possibilità, magari dai un'occhiata al mercato e valuta. Tu, però, possiedi già un buon DAC, quindi si tratta - forse - di un semplice cambio di impostazione sonora. Se, invece, volessi rimpiazzare il Cocktail con un lettore solo CD, prendi in considerazione anche la risposta alla lettera precedente. Si tratterebbe, anche in questo caso, di un radicale cambio di impostazione: macchina ultra-flessibile contro lettore solo CD. Il rischio è che poi ti manchino tutte le caratteristiche del Cocktail Audio. In questo caso, comunque, oltre al citato Rega Apollo R, valuta anche qualche lettore CD Naim, usato recente.
Se posso permettermi un appunto, però, ti dico che forse il suono più dettagliato, come lo desideri tu, non è facilmente ottenibile fintanto che a dar voce a tutto ci sono le vecchie Sonus Faber Parva, diffusori splendidi ma con un'impostazione sonora - quella della prima era di Sonus Faber - abbastanza particolare e non facilmente modificabile. Già la catena attuale di elettroniche che compongono il tuo impianto dovrebbe essere in grado di generare un suono dettagliato, preciso, ritmato e vivace. Se così non è, forse sono i diffusori a dare la loro impronta un po' troppo decisa al suono generale dell'impianto.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Consiglio su scelta diffusori
Egregio direttore,
mi affido alla sua esperienza e competenza per qualche piccolo consiglio. Sto maturando l'idea di effettuare un progressivo upgrade del mio impianto HI-FI, iniziando con la sostituzione dei diffusori. Definito un budget di max 1000-1200 euro, dopo una serie di ricerche, la mia scelta è caduta su due modelli con "filosofie" costruttive differenti: da una parte, le Quad S-1 con tweeter a nasto e connessione bi-wiring, dall'altro lato, le popolari KEF LS50 con altoparlanti concentrici e connessione mono-wiring. Quale modello mi consiglierebbe? Ovviamente si senta libero di propormi alternative alle opzioni precedentemente citate.
Tenga presente che saranno collocate in una piccola stanza quadrata di circa 11-12 mq e andranno a formare con il punto d'ascolto, un triangolo equilatero di circa 2 metri per ogni lato. L'intenzione sarebbe quella di ottenere dei medio-alti brillanti e dettagliati e dei bassi equilibrati, robusti ma non invadenti e "gommosi" che potrebbero saturare l'ambiente.
Il mio attuale set-up è così composto:

I generi di musicali ascoltati sono prevalentemente rock, progressive, blues e pop a partire dalla seconda metà degli anni '60 fino ai primi anni '90.
Grazie,
Cordiali saluti,
Marcello - E-mail: marcellopote.mp (at) gmail.com

LC
Caro Marcello,
non conosco le Quad S-1 ma ho ascoltato abbastanza bene le KEF LS50 e le trovo molto interessanti, seppur non siano esattamente la tipologia di diffusore che incontra i miei gusti. Non parlo di suono, quanto di tipologia, perché per cifre simili preferisco sempre delle piccole torri da pavimento.
Puoi aggiungere alla rosa delle candidate da supporto anche le Monitor Audio Silver 50 6G, Martin Logan Motion 15, Triangle Esprit Comete EZ, Rega RX1 e Spendor A1. Si tratta di diffusori con differenti impostazioni sonore, tutti estremamente interessanti per certi versi e tutti, in modi differenti, capaci di darti quel suono preciso e vivace che mi sembra tu stia cercando. Sarebbe utile se tu potessi ascoltare qualcuno di questi, nel tuo impianto. In ogni caso, il salto qualitativo rispetto alla situazione attuale sarebbe molto grande, difficile sbagliare.
Personalmente, in una stanza di 12 mq, farei un tentativo con delle snelle torri da pavimento, che occuperebbero anche meno spazio - in pianta - dei bookshelf sugli stand Atacama attuali. Guadagneresti in impatto, dinamica e coinvolgimento fisico. Probabilmente, però, tu cerchi un altro tipo di suono, più asciutto e preciso.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Trombe, radiazione diretta o omnidirezionale?
Buona sera Direttore, ben tornati!
Da qualche tempo leggo un sito di un progettista di impianti Pro e casalinghi, con la caratteristica che si tratta sempre di trombe. Per quanto ne capisco e per il suo curriculum, il progettista mi sembra decisamente competente, ma non è questo il punto; su questo sito si denigra senza veli la soluzione RD, e la mia domanda è questa: perché le soluzioni alternative alla RD, vedi Duevel o Larsen o caricamenti originali, trombe in primis, sono poco applicate? Mi è capitato, anni fa, di ascoltare delle Klipsch Heresy da un amico e indubbiamente hanno il loro perché, come mi sono piaciute, e tanto, anche le Duevel e Larsen ascoltate ai Gran Galà. Sicuramente tutte soluzioni più interessanti delle classiche torri, a prescindere dal prezzo, anche quelli imbarazzanti e da soggetti da TSO.
Quindi, quali sono i limiti, i pro e i contro, le difficoltà progettuali che ostacolano la diffusione di “originalità” e perché no, di rendimento e/o bontà del suono? Insomma, se per il mio caso e casa io propenderei per le omnidirezionali/attaccate al muro, perché chi ha ampi spazi e libertà di volume ha un'infinità di torri tra cui scegliere (costose quanto e più della tua 911, magnifica) ma soluzioni alternative limitate, poco considerate e poco diffuse? Possibile che l'audiofilo medio sia “tonto” come l'automobilista medio che viene incantato da prodotti che vanno contro la logica, l'efficenza, e la termodinamica, ma hanno tutte quelle cosine che, pur non portando ad un'efficenza migliore o a consumi inferiori, alla fine ammaliano e vendono?
Grazie per tutto,
Fabio - E-mail: fabers123 (at) gmail.com

LC
Caro Fabio,
ogni approccio alla riproduzione domestica tramite altoparlanti ha il suo perché, pro e contro sono insiti in ogni soluzione. Non solo, ma stanze diverse richiedono soluzioni differenti, in genere. Detto questo, c'è da aggiungere che gli audiofili sono un popolo mediamente molto poco incline ai cambiamenti. I diffusori sono stati, per la maggior parte, sempre a radiazione diretta, e perciò si continua su quella falsariga. Gli omnidirezionali da te citati, e che a me convincono molto, pagano il prezzo di una “storia” che è stata abbastanza travagliata: oggi gli omnidirezionali o a radiazione indiretta hanno tante frecce in più al loro arco rispetto al passato, perché anche la tecnologia, tra materiali degli altoparlanti e simulazioni sofisticate al PC, ha fatto passi da gigante. Infatti, ascoltare un ominidirezionale moderno è un'esperienza che ogni audiofilo dovrebbe fare, anche e soprattutto in presenza di problemi di acustica ambientale e/o logistica compromessa. L'alta sensibilità è un'ottima soluzione (quindi: largabanda o trombe) ma anche questa ha le sue peculiarità, e soffre anch'essa di tanti pregiudizi.
Qual è la soluzione? Semplice: a ognuno il suo! Sono convinto che non esista un meglio o un peggio in assoluto, e ogni audiofilo deve trovare la sua strada, senza pregiudizi e facendo tanti ascolti ed esperimenti. Io mi ritengo fortunato: credo di non avere particolari pregiudizi, ascolto tutto e cerco di trovare il “divertimento” in ogni apparecchio che ascolto. Mi piace l'alta sensibilità brutale di Klipsch, ma anche la grazia di un minidiffusore come il
T&F Art, mi piacciono le Duevel Bellaluna (omnidirezionali) e qualche pannello elettrostatico alla Martin Logan. Certo, per mio gusto personale prediligo diffusori che riescono a essere brutali quando necessario, ma anche delicati e precisi se richiesto. Quale soluzione riesca a costruire questa magia è sempre la benvenuta.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Ho visto anche degli audiofili felici
Ciao Lucio,
ti ho scritto nello scorso mese di maggio per avere consigli sull'acquisto delle Elac Debut 5.2, dopo aver letto la tua
recensione della prima versione. Appena ricevuta la tua risposta, sono corso in negozio per un ascolto e in quella occasione non ho esitato ad acquistarle. Pochi giorni dopo ti ho riscritto non solo per confermare che erano state un acquisto decisamente felice, ma anche per dirti che mi era venuto l'impulso di cambiare anche l'amplificatore, un Denon PMA 720ae, in virtù del fatto che le casse sembravano poter lavorare senza complesso di inferiorità anche con elettroniche ben al di sopra della loro fascia di prezzo.
Nonostante la tua risposta contenesse un invito a lasciare le cose come stavano, o tutt'al più a fare una prova con un integrato di marca Nad o Rotel, io ho fatto di testa mia, e poiché per me il marchio Denon è un punto fermo ( nel mio impianto le sorgenti e gli amplificatori sono sempre ed esclusivamente Denon da molti anni), ho acquistato il Denon PMA 1600ne, complice il fatto di averlo trovato online ad un prezzo a cui era impossibile dire di no.
Parliamo, come tu forse saprai, di un integrato da 70 watt dichiarati per canale su 8 ohm (anche se c'è chi sul web sostiene che, come da abitudine del marchio Denon, i watt sarebbero in realtà di più, 102 per canale su 8 ohm e 177 su 4), dal costo di listino che è circa 6 volte quello delle casse. Tenuto conto della bassa sensibilità dei diffusori, non credo di aver fatto una mossa troppo azzardata, e in effetti non mi sono per niente pentito della scelta. Ma non avevo ancora avuto la prova dell'effettiva qualità di quei diffusori, non avevo ancora capito di che stoffa sono fatti e di che cosa sono veramente capaci.
Sta di fatto che ho installato l'impianto nella stanza e nella collocazione definitiva, una stanza purtroppo molto piccola, 2 metri e 45 per 1 metro e 90, con una altezza di 2 metri e 73, non mansardata e con la pianta abbastanza regolare, se si esclude una piccolissima rientranza che si trova alle spalle di uno dei diffusori. Ho preso qualche provvedimento per l'acustica, installando delle trappole per bassi in poliuretano negli angoli dietro i diffusori, e un pannello dello stesso materiale sulla parete alle loro spalle (per ovvi motivi di spazio il mobile dell'impianto è per forza collocato tra i diffusori).
Il triangolo costituito dai diffusori e il punto di ascolto è ovviamente piuttosto piccolo, i centri di emissione degli altoparlanti distano tra loro circa 1 metro e 25 cm. e la distanza tra loro e le mie orecchie è di circa 1 metro e 10, e sono costretto ad ascoltare stando praticamente a ridosso della parete alle mie spalle. Purtroppo non ho alternativa e se voglio avere uno spazio tutto per me dentro casa, quello è l'unico posto possibile. Il resto della stanza è relativamente pieno. Librerie e mensole alle pareti, con cd, dvd ed altri oggetti, una mini scrivania alla mia sinistra, la porta di ingresso alla mia destra, nessuna finestra, e incredibilmente sono riuscito a farci entrare anche i miei due bassi elettrici e una chitarra. Sotto la scrivania il mio amplificatore per basso ed altri oggetti.
Ebbene, benché le prospettive non fossero rosee, l'acustica è risultata alla fine piuttosto buona, con le Debut 5.2, che suonano appoggiate su stand Norstone Stylum 3, alti 80 centimetri. Con i precedenti che erano alti 60, le cose andavano peggio, ma questo cambio ha migliorato e di molto la resa acustica. Non ci sono rimbombi di basse frequenze, anzi, i bassi ci sono (eccome se ci sono) ma sono incredibilmente frenati. Ho ormai ascoltato diverse incisioni e posso dirti che sono stato terribilmente fortunato. Quel microbo di stanza funziona piuttosto bene, forse anche per i piccoli accorgimenti che ho messo in atto. La scena ha profondità e altezza, è un po' limitata solo in larghezza (i tweeters sono orientati leggermente più aperti rispetto alle mie orecchie), ma nell'insieme il risultato è decisamente buono. Con le giuste incisioni gli strumenti hanno una precisa collocazione nello spazio, e spesso, quando l'incisione lo permette, la casse spariscono, è l'aria della stanza che suona e dai diffusori escono solo i suoni che stanno all'estremità della scena.
Ed è così che mi sono reso conto delle reali potenzialità di quei diffusori. Caro Lucio, fanno semplicemente paura, in senso ovviamente positivo, e specialmente tenendo conto del loro prezzo. In alcuni casi, i suoni percussivi, tipo il suono dei martelletti del pianoforte, non vengono semplicemente riprodotti, si MATERIALIZZANO letteralmente nell'aria lasciandoti a bocca aperta. Ho provato anche ad ascoltare i diffusori senza le griglie di protezione, ma ritornando poi all'ascolto con le griglie installate. Infatti, senza quest'ultime, e secondo i miei gusti, il suono migliorava in certi aspetti ma diventava un po' troppo aperto sulle medie frequenze, senza contare il fatto che, dovendo toglierle e metterle ad ogni ascolto, avrei messo a rischio l'integrità delle griglie stesse (alla lunga si sarebbero rotte, non sono purtroppo facilissime da togliere).
Ad ogni modo, l'accoppiata con il nuovo Denon si è dimostrata vincente, bassi ben presenti ma frenati, la riproduzione delle medie e alte frequenze è sì aperta e tendente all'analitico, ma senza per fortuna essere fastidiosa, anzi, è dettagliata ma assolutamente gradevole. Diciamo che il suono è abbastanza rivelatore della qualità delle incisioni, e quando queste hanno dei problemi, l'accoppiata Denon/Elac non li nasconde, senza però essere troppo cattiva.
In maniera analoga, quando le incisioni sono buone, la cosa viene messa in evidenza, e in certi casi l'impatto emotivo è così forte che io addirittura mi commuovo. In passato ho avuto un impianto decisamente più costoso, in cui le casse mi erano costate circa 12 volte il prezzo di queste Elac, e posso dirti che il risultato raggiunto ora è paragonabile a quello dell'epoca. Ti ringrazio per avermi fatto scoprire questo gioiello di tecnologia, che spero di tenere il più a lungo possibile. Miracoli come questo credo che non accadano tanto spesso. Un saluto a te.
Giancarlo - E-mail: frondutog (at) gmail.com

LC
Caro Giancarlo,
che altro aggiungere a tanto entusiasmo? Niente, e infatti ti ringrazio per il prezioso feedback e ti auguro buon ascolto!

Suggerimento musicale della settimana

A 80 anni se ne va una leggenda, il batterista Ginger Baker, dei Cream. È stato uno dei batteristi più apprezzati e influenti dell'intera storia della musica rock. Lo ricordiamo qui, live, al Buddy Rich 25th Anniversary Memorial Concert.

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