Editoriale di luglio 2026

Dynaudio chiude la filiale americana e si ritira dal mercato USA

[Dynaudio logo]

Autore: Lucio Cadeddu - TNT-Audio Italia
Pubblicato: luglio, 2026

Come un fulmine a ciel sereno, appena dopo la sua partecipazione alla mostra americana Axpona 2026, Dynaudio annuncia che in autunno cesserà la sua presenza nel mercato americano e chiuderà la sua succursale USA. Nel comunicato stampa si possono rilevare diversi aspetti curiosi. In primis si dice che le vendite nel mercato americano stavano crescendo (anche se non è chiaro a quale periodo si riferisca l'azienda), poi si afferma che c'è una volontà di rafforzare la presenza sugli altri mercati (europeo e asiatico) e infine che in qualche modo i clienti Dynaudio del Nord America non saranno lasciati soli, tuttavia senza accenno al fatto se subentrerà o meno un nuovo distributore terzo.

Le motivazioni sono quelle classiche da comunicato stampa: “stava andando tutto bene ma chiudiamo”, un po' come quando si licenzia un CEO ringraziandolo per l'eccellente lavoro svolto. Ora, se il pover'uomo (si fa per dire, eh) avesse lavorato davvero in maniera eccellente, perché mandarlo via? Ogni riferimento al recente licenziamento del CEO di B&O ...non è causale 😉

Sul web si sono scatenate subito numerose illazioni. Qualcuno è arrivato a sostenere che siccome la Groenlandia fa parte della Danimarca e Dynaudio è danese, si voleva mandare un segnale forte a Trump che vorrebbe appropriarsene. Quanto a Trump interessi della presenza di Dynaudio negli USA non è dato sapere. Magari ha tappezzato la sala ovale di diffusori Dynaudio, chissà.

Altri hanno sospettato si tratti di una mossa politica in reazione alle politica estera aggressiva di Trump. Di nuovo, forse non è il caso che spieghi quanto sia ridicola questa teoria. Altri ancora hanno detto che è un effetto dei nuovi dazi sull'import. Se così fosse, aziende europee ben più piccole di Dynaudio avrebbero dovuto abbandonare le operazioni sul suolo americano.

È infine possibile - suggeriscono altri - che i costi per mantenere attiva una succursale su suolo americano siano diventati insostenibili. Mi chiedo però che senso avesse allora esporre i prodotti all'Axpona 2026. Oppure, magari, le attività di Dynaudio USA erano meno floride di quanto ci fosse dato sapere?

Come al solito gli audiofili mostrano una conoscenza delle dinamiche e delle logiche del mercato pari a quelle di un bambino di quinta elementare. D'altra parte, se fossero capaci di capire valori sul campo e dinamiche finanziarie non si farebbero spennare così facilmente dalle aziende, acquistando a prezzi folli componenti che, se valgono un decimo del costo richiesto, sarebbe già tanto.

Quello che si dovrebbe fare, in casi come questi, è seguire il cash flow. Chi è il padrone del vapore? Chi può decidere che un'azienda che vende bene debba ridimensionarsi in un mercato ricco e importante come quello statunitense? I veri proprietari di Dynaudio, ovviamente! Nel 2014, Goertek Inc. ha acquisito l'83% di Dynaudio per 50 milioni di dollari. Quindi dal 2014 l'azionista di maggioranza di Dynaudio (ovvero il padrone del vapore) è un colosso cinese (toh, che strano!) con oltre 110.000 dipendenti a livello globale. Dynaudio in Europa fa lavorare 150 dipendenti, tanto per dare un'idea delle proporzioni.

[Goertek headquarters]

Cosa fa Goertek? Tantissima roba, sia audio che non.

Per chi produce dunque? Apple! Goertek è storicamente uno dei partner chiave della catena di fornitura di Cupertino. Assembla i celebri AirPods (inclusi i modelli Pro) e fornisce i moduli acustici (microfoni e altoparlanti) per iPhone, iPad e per il visore spaziale Apple Vision Pro. Poi ancora Samsung, Huawei e Xiaomi: componenti acustici, moduli microfonici e altoparlanti interni per gli smartphone top di gamma, i tablet e i wearable (es. Galaxy Watch) di questi marchi. Ma anche Sony, Lenovo e ByteDance: cuffie, hardware audio e soluzioni acustiche per console di gioco, PC e visori VR/AR (come i dispositivi Pico di ByteDance). Infine Fitbit e Microsoft: componenti audio integrati per i dispositivi indossabili dedicati al fitness e per l'ecosistema informatico.

Si capisce quindi che la controllata Dynaudio è una piccolissima parte del suo core-business relativamente all'audio. E già, perché Goertek fa tantissima altra roba. È considerata il leader mondiale indiscusso per l'assemblaggio e la fornitura di visori XR. Produce visori completi e relativi moduli ottici per giganti come Meta (la linea Meta Quest e gli occhiali Ray-Ban Meta) e Sony (PlayStation VR). Produce anche guide d'onda ottiche (Optical Waveguides), lenti ultrasottili e ad altissima tecnologia che proiettano ologrammi e informazioni direttamente sugli occhi dell'utente. Non solo, ma progetta e realizza lenti a cristalli liquidi sintonizzabili, miniaturizzate che regolano elettronicamente la diottria (da -3.00 a +3.00), eliminando la necessità di lenti da vista correttive all'interno dei visori. Poi ancora prodotti per l'automotive, la domotica e la robotica.

Ovviamente, non finisce qui, perché il gigante cinese è stato anche al centro di numerose controversie. Ha ricevuto accuse di legami militari con il governo cinese nell'agosto 2025, finendo sotto i riflettori della sicurezza nazionale nel Regno Unito. L'azienda ha concesso un prestito di 75 milioni di sterline per finanziare l'acquisizione di Plessey, uno degli ultimi produttori britannici di semiconduttori avanzati. Un rapporto dell'ASPI (Australian Strategic Policy Institute) ha accusato Goertek di avere stretti legami di cooperazione con istituti di ricerca militari cinesi e con il Partito Comunista Cinese. L'operazione ha sollevato forti preoccupazioni per la sicurezza nazionale e il trasferimento di proprietà intellettuale critica verso la Cina.

Sempre nell'agosto 2025, le autorità di Taiwan hanno avviato un'indagine formale che ha coinvolto 16 aziende cinesi, tra cui Goertek. L'accusa mossa dall'Investigation Bureau del Ministero della Giustizia taiwanese è di bracconaggio illegale di talenti ingegneristici e tecnici di alto livello (poaching). Secondo l'isola, queste pratiche mirano a sottrarre segreti industriali e competenze chiave nella catena di sviluppo dei semiconduttori e dell'hardware d'avanguardia.

Insomma, capite bene che in questo enorme universo tecnologico multimiliardario che è Goertek, Dynaudio occupa una posizione assolutamente trascurabile. Dynaudio ha sì affrontato sfide economiche, come una perdita di circa 81 milioni di corone danesi nel 2022 - circa 12 milioni di euro! - a causa dell'inflazione sui beni di lusso e dei lockdown in Cina, ma per una multinazionale da 13 miliardi di dollari di fatturato annuo queste cifre non spostano l'ago della bilancia finanziaria neppure di un millimetro. Nel 2020 Goertek ha persino riorganizzato la sussidiaria trasferendone le quote direttamente a una holding del gruppo (Goertek Group Company) per circa 260 milioni di RMB. Nel 2020, per proteggere i bilanci della società quotata dalle fluttuazioni del mercato retail di nicchia, Goertek Inc. ha infatti venduto le quote di Dynaudio direttamente alla sua controllante, la Goertek Group Company Holding. Questo passaggio strategico serviva a ristrutturare Dynaudio con capitali privati della holding, lasciandola però a completa disposizione tecnologica del gruppo. Nonostante la proprietà sia al 100% cinese della holding, Goertek ha scelto di mantenere una gestione intelligente dell'identità di Dynaudio: la sede centrale, i laboratori acustici avanzati (compresa la celebre sala di misurazione robotica Jupiter) e la produzione dei diffusori Hi-Fi top di gamma sono rimasti saldamente a Skanderborg, in Danimarca. La produzione si sposta in Cina solo per i prodotti più consumer.

L'aspetto più importante per Goertek Group sembra però essere non tanto quello di vendere singole casse acustiche nei negozi, ma sfruttare il prestigioso marchio Dynaudio come cavallo di Troia per entrare nel ricco mercato automobilistico. Sfruttando gli ingegneri danesi di Dynaudio per la taratura del suono e gli impianti di Goertek per la microelettronica, il gruppo è diventato un fornitore di primo livello per i sistemi audio di bordo di veicoli di lusso e auto elettriche di nuova generazione (collaborando storicamente con brand come Volkswagen e, più recentemente, con i nuovi produttori di EV cinesi). Goertek integra il software di elaborazione acustica di Dynaudio nei chip dei cruscotti digitali che vende ai costruttori di auto, unendo hardware cinese e tuning acustico europeo in un unico pacchetto commerciale.

È presto per trarre conclusioni affrettate e attenderei ulteriori comunicati da parte di Dynaudio ma, forse, esiste una possibilità che l'interesse del Goertek Group si stia spostando verso altre posizioni, lontane dall'audio domestico. Ecco, direi che la Groenlandia c'entra veramente poco in questo scenario così complesso. Tutto è possibile, certo, e magari il passo tra MAGA (Make America Great Again) e MAGDA (MAke Great Dynaudio Again) è breve. Chissà che ne pensa Furio!

[Magda]

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