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![[Earl Geddes intervistato su TNT-Audio da Matteo Bruni]](../jpg/earl_geddes.jpg)
Autore: Matteo Bruni - TNT-Audio Italia
Pubblicato: febbraio, 2026
EG Sfortunatamente, non vedo il DIY come una strada per raggiungere un sistema audio di livello mondiale. Questo perché servono così tanto lavoro, conoscenza ed equipaggiamento che l'autocostruttore è semplicemente superato dai grandi produttori. Si può realizzare un buon sistema seguendo progetti collaudati da altri, ma partire da zero per un design è quasi impossibile: è troppo complicato. Il software moderno lo rende più fattibile, ma rimane una sfida. E la validazione sperimentale del progetto è un grosso problema. Il meglio che un autocostruttore possa fare è copiare un progetto esistente e collaudato, ma non sempre funziona. È difficile sapere a quali dettagli prestare attenzione e, senza laboratorio e strumenti, è arduo valutare l'efficacia del progetto. In un certo senso, anch'io ero un autocostruttore, ma con un forte background professionale e risorse economiche e tecniche per far funzionare le cose. Questa però è l'eccezione, non la regola. Frequento diyaudio.com non tanto per sostenere il DIY come via per costruire sistemi world-class, ma per contribuire a correggere gravi fraintendimenti e falsità che circolano in campo audio. Ad esempio, l'idea che i driver a compressione non possano essere componenti da audiofilo, quando in realtà sono ideali.
MB Come immagina il futuro dell'alta fedeltà? Pensa che l'audiofilia stia andando nella giusta direzione? Come vede l'evoluzione futura della tecnologia audio, in particolare riguardo ai diffusori e all'amplificazione?
EG Penso che l'audiofilia stia andando nella giusta direzione, anche se io sono molto fuori dal mainstream. So dai miei figli che il nirvana audio non è qualcosa che desiderano come facevamo anni fa, quindi in questo senso penso che, ciò che cercavamo, sia cambiato con le generazioni successive. Usano cuffie e la convenienza è fondamentale; è un mondo diverso per loro. Ma ciò che oggi è rimasto è impressionante - per esempio lo sviluppo software per le guide d'onda su DIYAudio è realizzato veramente allo stato dell'arte. È questa tecnologia che guiderà l'evoluzione dei diffusori. Amplificazione? Secondo la mia opinione, questo ormai è un problema risolto. Inoltre il DSP ha reso l'elettronica praticamente perfetta e immensamente più capace rispetto al passato.
MB Lei ha lavorato, e continua a lavorare, nel mondo dell'audio ed è un membro attivo di comunità come diyAudio. Immagino che una dedizione così duratura sia guidata da una profonda passione. Cosa continua a motivarla oggi? E cosa significa per lei, a livello personale, l'alta fedeltà?
EG Queste cose sono cambiate drasticamente nel tempo. Sono cresciuto con la passione per la musica e ho persino suonato in una band rock'n'roll. Mio fratello è diventato un bassista professionista. Io sono stato più attratto dalla strumentazione - a circa 14 anni avevo già costruito i miei primi diffusori. Ho amato la musica da allora e continuo ad ascoltarla regolarmente. A casa, oggigiorno però, il mio interesse si è spostato sull'home theater. Il mio impianto - dal punto di vista del suono - è migliore di qualsiasi cinema in cui sia stato, e infatti non entro in un cinema da molti anni, anche perché la mia ultima esperienza è stata tremenda. Una qualità del suono atroce. Imperdonabile! Perciò la maggior parte del mio tempo libero al giorno d'oggi - ogni giorno - la dedico al mio home theater. Da quando sono in pensione, però, il mio interesse e la mia passione sono lavorare con il vetro. Sono sempre stato interessato al vetro, ma non ho avuto tempo fino alla pensione. Non sono uno di quelli che mette continuamente mano al proprio impianto, è esattamente come lo voglio e non l'ho cambiato da più di un decennio, forse due!
MB C'è un'esperienza d'ascolto che ricorda con particolare emozione? Un momento in cui ha pensato: Sì, questo è il suono giusto! Con i sistemi che ha creato?
EG Il primo set di Summas che ho realizzato circa 30 anni fa. La qualità del suono mi ha sconvolto, oggi uso la versione progressivamente migliorata di quel diffusore, ma è molto simile all'originale, ho effettuato solo pochi ritocchi. Nel tempo, ho cercato di rimpicciolire questo diffusore anche per proporlo a un costo inferiore, i sistemi più piccoli sono buoni, ma il maggiore NS-15 resta il mio preferito. I sistemi più piccoli sono un compromesso e questi diffusori sono sempre stati costosi da realizzare a causa della fusione della guida d'onda e dei grandi bordi arrotondati. Il mobile è realizzato con pannelli di poliuretano che costano parecchie volte più del multistrato a 11 strati.

EG Ho sostanzialmente tre Summa nella parte frontale della stanza dietro lo schermo - non uno schermo commerciale ma uno che ho realizzato io. Gli schermi commerciali perforati sono un disastro. Il mio è composto da un tessuto intrecciato - un po' più assorbente ma con una risposta in frequenza molto migliore. L'uscita sonora del mio impianto non è un problema, quindi l'assorbimento maggiore non conta, mentre il problema della risposta in frequenza sì. Il diffusore che sto usando ora è precisamente l'NS-15 (“New Summa”), che in questa configurazione è biamplificato. I surround sono quattro Harpers - un'unità da 10 pollici con buona risposta e direttività ma senza reale estensione in basso. Il sistema è integrato con tre subwoofer distribuiti nella stanza e miscelati con i diffusori principali tramite DSP. Il resto dell'elettronica è semplicemente Pioneer di fascia alta. Non credo che l'elettronica sia un fattore determinante nella qualità del suono.
MB In conclusione si senta libero di aggiungere qualsiasi riflessione o considerazione personale.
EG La questione è che potrei andare avanti per pagine e pagine sul modo in cui ascoltiamo nelle piccole stanze, basandomi su modelli dell'udito. Questi modelli usano insiemi di filtri Gammatone [Un filtro Gammatone è un filtro passa-banda la cui risposta in frequenza e nel dominio del tempo è modellata per assomigliare a quella di una singola fibra del nervo uditivo] per rappresentare le bande critiche del nostro udito.
Se consideriamo le risposte all'impulso di questi filtri diventa molto evidente come elaboriamo le riflessioni - le alte frequenze molto velocemente e le basse molto lentamente. Questo è un fattore chiave in qualsiasi discussione sull'ascolto nelle piccole stanze. Le basse frequenze sono segnali continui, sostanzialmente stazionari per il nostro cervello, mentre le alte frequenze sono molto sensibili al timing. Guardando le risposte all'impulso dei Gammatone comprendiamo tutto ciò che dobbiamo sapere su quali tempi di riflessione influenzano quali frequenze. Diventa chiaro che non esiste un punto di taglio netto come spesso si dice, ma un continuum di influenza a seconda del ritardo della riflessione. è anche chiaro che minimizzare il livello delle primissime riflessioni, cioè usare un'elevata direttività (DI), renderà la risposta all'impulso iniziale meno confusa. Gli effetti di diffrazione vicini agli altoparlanti agiscono anch'essi come riflessioni molto precoci. Potrei continuare molto sui dettagli psicoacustici, ma sarebbe troppo lontano da ciò che è necessario per capire perché una DI elevata e regolare sia un requisito fondamentale per una buona qualità del suono.
MB Grazie infinite Dott. Geddes per il tempo e le energie che ha dedicato a questa preziosa intervista!
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