Consulenza HiFi - Lettere alla Redazione di TNT-Audio

Settimana 31/5/2025 - 7/6/2025

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  1. Piccoli lati positivi del nostro tempo
  2. Preamplificatore a valvole per finali AM Audio A80 REF S4
  3. Scelta tra diffusori Klipsch
  4. I prezzi dell'HiFi
  5. TNT-Audio e Intelligenza Artificiale
  6. Re: Upgrade per Denon DL103
  7. Scelta Amplificatore
  8. Micca MB42X G2
  9. Streamer dedicato vs Raspberry
  10. Ho visto anche degli audiofili felici

Piccoli lati positivi del nostro tempo
Caro Lucio,
come sempre sono un fedelissimo di TNT-Audio e come sempre vi seguo ogni settimana con entusiasmo e soddisfazione. Vorrei condividere con te e i lettori una mia esperienza. Da qualche anno mio suocero utilizza per ascoltare l'audio della televisione e la musica da Amazon Music Unlimited un impiantino così composto:

Mio suocero non è uno sprovveduto per quanto riguarda elettronica, audio e cultura musicale (anche recentissima) in più ha un buon orecchio ed è molto critico sul concetto di “ben suonante”. Bè che dire, lui ne è estremamente soddisfatto. Il sistemino funziona e rende benissimo sia con i film che con la musica. Io stesso ogni volta che vado a trovarlo non posso fare a meno che rimanere stupefatto della comodità, trasparenza, fluidità, dinamica e timbrica di questo sistema, ancor di più se messe in relazione al prezzo dei suoi componenti.
Delle Lonpoo LP42, ormai provate con diverse apparecchiature e in diversi contesti, non posso che essere d'accordo con le tue considerazioni e secondo me bisognerebbe comprarle anche solo per tenerle parcheggiate come cimelio della nostra epoca tanto suonano bene. I cavi di potenza Norstone CL li conosco da tanti anni e li reputo per loro prezzo e tipologia eccellenti, suono veloce, trasparentissimo e sulla loro guaina è indicata la direzionalità, insomma non si può sbagliare.
La grossa e piacevole sorpresa invece è stata l'amplificatore Douk Audio M1 PLUS, entrata analogica RCA, coassiale, ottica, USB, Bluetooth (che funziona bene), controlli di tono (che avrei preferito non ci fossero o almeno fossero bypassabili) e addirittura un telecomando. L'ampli in questione pilota benissimo casse anche difficili e per il suo prezzo dà pure troppo. Secondo me è sottovalutato nel mercato.
Ora vorrei farti una richiesta, è da tempo che ho notato sul sito Nobsound/Douk Audio l'ampli
Douk Audio NS-13G MAX. La cosa che mi incuriosisce e mi intriga di questo prodotto è la sua essenzialità e la presenza solo di un'entrata stereo RCA e di un'entrata phono MM. Niente entrate digitali e Bluetooth. Se suonasse bene (compresa la sua entrata phono), potrebbe essere la felicità a basso costo di tanti amanti puristi del vinile a cui come me non interessano le entrate digitali e prediligono percorsi di segnale brevi, essenziali e diretti, in impianti semplificati al massimo in cui godersi il suono analogico del vinile con la precisione di un ampli in classe D.
Sono cosciente che ormai hai la nausea a furia di provare queste tipologie di prodotti, ma penso che questi due ampli destinati agli estremi tipologici di possibili acquirenti (utenti del digitale da un lato e puristi del vinile dall'altro) possano meritare una tua recensione.
Il tuo parere nell'ambito audio è di alto valore e non ignorabile, persino per coloro che pateticamente tentano di esserti detrattori. Non lo dico io ma i fatti. Anche per questo io e molti altri appassionati lo apprezziamo.
Cordiali saluti,
Antonio - E-mail: antoniolombardo77 (at) yahoo.it

LC
Caro Antonio,
grazie per il feedback sulle Lonpoo LP42 e sui componenti di basso costo, che hanno effettivamente compiuto dei passi da gigante. Grazie anche per la segnalazione di questo NS13G Max di Nobsound/Douk Audio, che non conoscevo. Questi cinesi una ne pensano e cento ne fanno, impossibile star loro dietro. Dando un'occhiata alla realizzazione e ai componenti utilizzati, alimentazione compresa, sembrerebbe veramente un bel prodotto. Non appena mi libero del tanto pregresso accumulato provo a chiederne uno in prova. Infine, due parole sui detrattori: considerando il livello medio della cultura HiFi presente su forum e gruppi, sarebbe strano che non ce ne fossero. In realtà, sono ben felice che esistano, invece. Se le nostre idee piacessero a tutti sarebbero, ovviamente, sbagliate ;-)
Ho fatto mia questa arguta considerazione di Oscar Wilde, che cito spesso: “quando la gente è d'accordo con me mi sembra sempre di essere nel torto”. Semplicemente geniale e adattissima al ragionamento di cui sopra.
Grazie per il feedback,
Lucio Cadeddu

Preamplificatore a valvole per finali AM Audio A80 REF S4
Gentile Direttore,
ho un impianto formato da:

Mi piacerebbe provare un preamplificatore a valvole da affiancare al pre AM Audio. Ascolto jazz blues e pop/rock italiano. Con una spesa di circa 3000 euro sull'usato quale potrebbe consigliarmi?
Cordiali saluti,
Aldo - E-mail: aldoiotti1971 (at) gmail.com

LC
Caro Aldo,
sarei curioso di sapere come mai voglia affiancare un pre a valvole al tuo attuale pre a stato solido. Non pensi che possa sostituirlo e basta? Che te ne faresti di due preamplificatori? Comunque, mi permetto di sconsigliarti l'avventura delle valvole usate: non sai mai quanta vita residua abbiano, come siano state trattate etc. Tieni anche conto che in un apparecchio a valvole con qualche anno di esercizio persino la componentistica passiva è più stressata, per via del maggiore calore che ha dovuto subire. Tenuto conto di questo e del fatto che per te le valvole sembrano essere un territorio ancora tutto da esplorare, io mi sentirei più tranquillo se acquistassi qualcosa di nuovo. Tieni conto che per il budget stanziato puoi acquistare alcuni pre veramente molto buoni, come il PrimaLuna Linea Evolution Evo 100, l'Ear Yoshino 834L De Luxe (che è un vero classico!) e l'Opera Consonance R50MKII. Vedi se ti riesce di ascoltarne qualcuno a casa tua, a confronto con il tuo pre AM Audio a stato solido. E poi decidi quale tenere!
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Scelta tra diffusori Klipsch
Buongiorno direttore,
il mio impianto è così costituito:

Ascolto prevalentemente musica rock ma non disdegno anche la musica leggera italiana e straniera. Le KLIPSCH RF 5 sono state prodotte negli STATI UNITI mentre le RP 8000 credo siano prodotte in Cina. Ho anche questo "blocco" ma se lei mi dice che le RP sono migliori allora magari incomincio ad "aprirmi" a nuovi orizzonti...
La ringrazio anticipatamente per la risposta e le auguro buon lavoro.
Pasquale - E-mail: pasquale.gelso (at) hotmail.it

LC
Caro Pasquale,
chiedersi oggi dove sia realizzato un prodotto può essere un piccolo passatempo, ma è sostanzialmente inutile, e per due ragioni: in primis, la stragrande maggioranza dei beni di consumo e dell'elettronica in particolare è oggi prodotta in Cina e, in secondo luogo, non è più la Cina di 10 o, peggio, 20 anni fa. Il colosso cinese ha fatto passi da gigante, basta vedere cosa sta succedendo nel settore automobilistico, dove da zero sono arrivati a mettere in ginocchio la produzione occidentale nel giro di pochi anni. Non penso ai marchi di basso costo, penso a BYD, Polestar, Geely e altri, verso i quali gli stessi produttori occidentali si stanno rivolgendo per poterne sfruttare le piattaforme. Nell'elettronica, poi, è forse persino più evidente. Dove credi siano realizzati i costosissimi smartphone Apple? In Cina, dalla Foxconn. Se tu avessi questo blocco anti-Cina, dovresti buttare telefoni, computer, TV, stampanti e tutto ciò che di elettronico hai in casa.
Fatta questa doverosa premessa, sembrerebbe che sì, le RF7 II siano ancora realizzate negli USA, ma le RF5 sono realizzate in Cina, come le serie inferiori. La progettazione, che è ciò che conta veramente, è americana. Le differenze tra le RF5 e le RP8000F sono piccole, le seconde hanno una risposta in basso leggermente più estesa, grazie al cabinet più grande. Fossi in te cercherei delle RF7 usate, ambiente permettendo. Tieni conto che tutti questi diffusori Klipsch citati producono una gamma bassa molto estesa e potente, ben più delle tue JBL E60. Se l'ambiente fosse problematico in questa porzione di frequenze, andresti a risvegliare “mostri” (risonanze e quant'altro) che magari restavano sopiti, mostri difficilissimi da tenere a bada.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

I prezzi dell'HiFi
Un
articolo su Stereophile che mi pare offra spunti interessanti, specie il passaggio sulla correlazione tra disuguaglianze di reddito e prezzi da sultani di certi prodotti hi-fi.
P.S.: grazie per la sua ultima risposta in merito al DAC, sempre sincera e precisa! Cercherò di farne tesoro.
Un caro saluto,
Lorenzo - E-mail riservato

LC
Caro Lorenzo,
interessante il punto di vista espresso sull'articolo di Stereophile. In sintesi, si sostiene che i ricchi siano sempre più ricchi e cerchino modi sempre diversi per spendere i propri soldi, di conseguenza le aziende del settore high-end si adeguano. L'articolo cita un aneddoto di un'azienda di orologi che per errore aveva pubblicizzato un modello con uno zero in più nel prezzo: quello zero in più aveva fatto scattare una folle corsa all'acquisto. È anche questo il motivo per il quale acquistare Rolex, ad esempio, è sempre più complicato. Non basta avere i soldi, occorre essere in una white list e armarsi di pazienza. Tutto questo mi va benissimo, il mercato ha le sue regole: se i consumatori chiedono sempre più prodotti esclusivi, le aziende si devono adeguare. Tutto questo, ovviamente, funziona benissimo nel settore del lusso. Come ho già avuto modo di scrivere, un prodotto più è costoso e più è attraente, per una certa tipologia di acquirenti. I problemi che da anni sollevo sono però due: l'aumento dei prezzi dei prodotti non di lusso e la cassa di risonanza fornita dagli operatori del settore, riviste comprese - proprio con Stereophile e TAS in prima fila! - che lascia credere che a prezzi stupidamente alti corrisponda una qualità altrettanto alta. Oltre un certo livello di costo la differenza qualitativa (parliamo di suono) è prossima allo zero. Certo, vogliono farci credere il contrario, ma mentono sapendo di mentire. Se fosse vero, infatti, uno qualunque degli impianti hyper-end che si sentono alle mostre dovrebbe suonare in maniera non confrontabile rispetto ad altri di costo terreno, e questo INDIPENDENTEMENTE dalle condizioni ambientali. Se la differenza è tanta, si dovrebbe sentire sempre e comunque. Parliamoci chiaro: la differenza tra una hyper-car e una sportiva di classe media la si sente anche senza scendere in pista. E invece, come tanti appassionati scoprono visitando le mostre, spesso impianti normali ma ben assemblati non fanno rimpiangere i mostri a sei zeri. Qualcosa non torna, direi.
Per quanto riguarda infine l'aumento dei prezzi dei prodotti non di lusso non c'è molto da dire: ovviamente le aziende sono costrette a tirare su l'asticella in tutto il catalogo, ma è un gioco molto pericoloso, perché la concorrenza a basso costo della ChiFi non sta a guardare e, tra uno svarione e l'altro, ogni tanto azzecca componenti che mettono in serio imbarazzo i concorrenti con uno zero in più.
Grazie per il prezioso spunto di riflessione,
Lucio Cadeddu

TNT-Audio e Intelligenza Artificiale
Gentilissimo Direttore,
le scrivo nuovamente, in riferimento a una mia precedente e-mail (
Vol. 972) con cui condividevo i disegni esecutivi di un paio di stand da me "progettati" - dato che quelli in commercio non mi soddisfacevano - e la mia playlist pubblica su Spotify, "TNT-Audio". Quest'ultima, che aggiorno settimanalmente, raccoglie i suoi suggerimenti musicali fin dal primo articolo.
Nel frattempo, l'impianto stereo, sostanzialmente invariato, ha trovato una collocazione ideale nella tavernetta della nostra nuova casa, ora una sala d'ascolto dedicata. Il motivo di questa mia nuova comunicazione è la profonda fascinazione per i recenti strumenti di intelligenza artificiale, come GEMINI, ChatGPT, Meta AI, Copilot e altri, che stanno emergendo quasi contemporaneamente.
In particolare, mi ha incuriosito NotebookLM di Google. Questo LLM si distingue per non basarsi sull'immensa mole di dati del web o sulle pubblicazioni fornite dai programmatori, ma esclusivamente sulle fonti (PDF, link web, ecc.) che l'utente decide di inserire. A tal proposito, ho raccolto in un file PDF tutte le lettere alla redazione dal 2022 ad oggi, e ho selezionato i link degli amplificatori e della maggior parte dei diffusori acustici recensiti dal 2020 a oggi.
È importante notare che la versione base di NotebookLM è limitata a 50 fonti (file, link), ciascuna con un peso massimo di 200 MB. "Tanta roba", diremmo oggi! Per quanto riguarda la posta settimanale, ho convertito le pagine web in PDF e poi unito i file, ottenendo un singolo PDF di 65 MB, espandibile con le lettere degli anni precedenti. Per le recensioni si potrebbe adottare lo stesso metodo: stampare le singole recensioni in PDF e accorparle per aggirare il limite delle 50 fonti.
Almeno per il momento, non ho avuto modo di farlo e mi sono limitato a inserire 49 link di apparecchi, che potevano essermi più utili (ascolto qualsiasi tipo di musica, ma solo in formato digitale). Dopo aver inserito la vostra base dati (io ho solo copiato e incollato!), ho posto la fatidica domanda (il "prompt"):

Il mio attuale impianto stereo è composto da un amplificatore Marantz Model 1040, un DAC Cambridge DacMagic 100, diffusori Elac Debut B5. Utilizzo un computer Macbook Air M2, come sorgente principale per lo streaming da Spotify. Ascolto musica di tutti i generi. La stanza dove ascolto musica misura 4,5 m x 6 e lo stereo è disposto sul lato corto davanti ad una libreria. Ascolto tutti i generi musicali. Il punto debole della catena, a mio parere, è l'amplificatore. Come potrei migliorare l'impianto con una spesa non superiore a 300 Euro?
Gentile utente,
Comprendo il tuo desiderio di migliorare il tuo impianto stereo, partendo da quello che percepisci come il suo anello debole: l'amplificatore Marantz Model 1040. Il tuo sistema attuale è composto da questo amplificatore vintage, un DAC Cambridge DacMagic 100, diffusori Elac Debut B5, e utilizzi un Mac Air M2 per lo streaming da Spotify. La stanza di ascolto misura 4,5m x 6m (27 mq) e l'impianto è posizionato sul lato corto, davanti a una libreria . Ascolti musica di tutti i generi. Hai individuato l'amplificatore come il componente su cui intervenire con un budget massimo di 300 Euro. L'idea che un amplificatore vintage possa essere un "collo di bottiglia" in un impianto più economico è un concetto riscontrato anche nelle fonti. In un sistema dove il costo totale è contenuto, l'amplificatore, se datato o non performante, può limitare le potenzialità degli altri componenti, compresi i diffusori. I tuoi diffusori Elac Debut B5 sono citati nelle fonti e potrebbero beneficiare di un amplificatore più moderno o performante. Tuttavia, è importante sottolineare che un budget di 300 Euro è molto limitato per un upgrade significativo dell'amplificatore, soprattutto se si cercano modelli integrati tradizionali. Le fonti che suggeriscono amplificatori integrati entry-level, come il Cambridge Audio AM10, il NAD C316 o il Rotel A10, o il NAD D3020 D2, indicano prezzi che partono da circa 200-250€ e possono facilmente superare i 500€. Le fonti suggeriscono che con un budget di 300-600€ si può solitamente ottenere solo un piccolo upgrade su un singolo componente. Data la limitazione del budget di 300 Euro, le opzioni più realistiche per un nuovo amplificatore, basate sulle indicazioni delle fonti per questa fascia di prezzo, si orientano verso amplificatori moderni, spesso in Classe D, di dimensioni compatte e con funzionalità essenziali. Questi piccoli amplificatori possono a volte sorprendere per le loro prestazioni in rapporto al costo. Alcuni modelli suggeriti nelle fonti per budget ridotti, o che rientrano nel tuo budget di 300 Euro, includono: Sostituendo il tuo Marantz Model 1040 con uno di questi amplificatori budget-friendly, potresti ottenere un suono con "nuovo sprint e smalto" rispetto al vecchio amplificatore. Sebbene non si tratti di componenti di alto livello, potrebbero offrire una maggiore trasparenza e controllo rispetto a un amplificatore vintage che potrebbe essere datato. Considera che il tuo DAC Cambridge DacMagic 100 è probabilmente un componente decente; le fonti citano DAC Cambridge o Project in fasce di prezzo simili (€150-200) come validi. Il tuo DAC attuale non sembra essere il "collo di bottiglia" principale dato il budget limitato per l'amplificatore.
Ricorda che l'acustica della stanza e il posizionamento dei diffusori hanno un'influenza molto significativa sul suono finale, spesso superiore a quella dei singoli componenti. Posizionare i diffusori troppo vicino alle pareti, ad esempio, può causare problemi con i bassi. Nel tuo caso, il sistema davanti a una libreria sul lato corto potrebbe influenzare l'acustica. In sintesi, con un budget di 300 Euro, la strategia più accessibile per migliorare l'amplificazione, basata sulle informazioni fornite, è probabilmente quella di orientarsi verso un amplificatore integrato moderno di fascia molto bassa, probabilmente in Classe D. Modelli come il Topping MX3 o il Cambridge Audio AM10 (se trovato in offerta o usato) potrebbero rappresentare un potenziale upgrade rispetto al tuo Marantz vintage. Tuttavia, data la limitazione del budget, è fondamentale gestire le aspettative.
Spero di esserti stato utile. Cordiali saluti.

Il link a questo NotebookLM è il seguente.
Ovviamente, le risposte sono asettiche, prive della consueta verve e ironia che contraddistinguono l'originale, e mancano anche i proverbiali "cazziatoni" che riserva ai lettori più ostinati, come potrei essere io con le mie tediose richieste di sostituire il Marantz. Cosa che, peraltro, non penso nemmeno di fare; semmai, sono affascinato dall'amplificazione in classe T o D, ma questo è un altro discorso.
Se ritiene che questo lavoro sia lesivo del copyright del vostro sito, la prego di cestinarlo senza problemi. Mi impegnerò a non divulgarlo e a limitarlo a un uso strettamente personale.
Grazie ancora per il vostro lavoro competente e disinteressato: un caso unico nel desolante panorama della società odierna.
Cari saluti.
Giancarlo - E-mail: giovanni.colmayer (at) libero.it

LC
Caro Giancarlo,
la risposta che ho allegato (per brevità ho omesso le successive query) mi sembra sensata e, a dire il vero, qua e là ho intravisto delle frasi che io utilizzo molto spesso (come quel “Spero di esserti stato utile” nella chiosa finale). Questo è normale, l'intelligenza artificiale impara da ciò che legge, né più né meno come possiamo fare noi. Le manca l'esperienza diretta, certo, ma fa il suo dovere. Le manca la personalità, per ora, ma se continua ad addestrarsi sulle mie risposte è possibile che ogni tanto dia una tirata d'orecchi al malcapitato audiofilo kamikaze a caccia di consigli insensati. Non ho alcun problema con queste nuove tecnologie, anzi ben vengano quando funzionano bene. L'aspetto umano (es. l'ironia) mancherà ma poco importa, alla fine è il risultato finale che conta. Non ho problemi a che le mie risposte su questa rubrica e le nostre recensioni siano utilizzate per un esperimento di questo tipo. Sono conscio del fatto che pian piano saremo rimpiazzati da sistemi esperti, in tanti campi, lavorativi e non. Ovviamente, l'intelligenza artificiale non può fare a meno di basarsi (come fa) sulle recensioni di umani, visto che non è ancora in grado di giudicare il suono di un apparecchio HiFi. Di conseguenza, per ancora un bel po' di tempo, almeno il nostro lavoro di recensori è salvo. Se noi non ci fossimo, la macchina non avrebbe informazioni dalle quali attingere, a parte le affermazioni sempre più mirabolanti delle case costruttrici. Anche per questo motivo ritengo dannoso pubblicare i comunicati stampa delle aziende, come fanno tante riviste che sono diventate dei passacarte e poco più. Una IA che dovesse leggere queste informazioni sulle pagine di una rivista sarebbe portata a pensare che esse siano frutto di giudizio umano e pertanto opinioni valide di esperti dalle quali attingere, mentre è solo la fuffa e, spesso, la cialtroneria, degli addetti al marketing. Di recente un distributore italiano, in un comunicato stampa, ha affermato che due woofer da 18 cm equivalgono a uno da 36 cm, roba che neppure un bambino di prima media che sappia calcolare l'area di un cerchio si sognerebbe mai di affermare. Intelligenza artificiale o stupidità umana?
Grazie per il prezioso spunto di riflessione,
Lucio Cadeddu

Re: Upgrade per Denon DL103
Ciao Lucio,
ho appena letto la
rubrica della posta di oggi, hai ragione, avrei dovuto ricordare il mio impianto. Eccolo:

Grazie ancora per il tuo splendido lavoro. Lo storico negozio citato si chiama Uncini Hi-Fi ed è sito in via XII Ottobre 132 a Genova.
Gian Mario - E-mail: gm.roggeri (at) gmail.com

LC
Caro Gian Mario,
grazie per aver completato la tua missiva con la composizione del tuo impianto. A questo punto direi che l'upgrade che pensavi di fare con la testina Rega Ania al posto della tua Denon DL103 dovrebbe essere assolutamente avvertibile. Cura con attenzione montaggio e dimatura, sono sicuro che ti darà molte soddisfazioni. Aspettati un suono più aperto in gamma medio-alta.
Per quanto riguarda il negozio in liquidazione...grazie per la segnalazione, mi spiace molto, era veramente un negozio storico, conosciutissimo in tutta Italia! Mi permetto di aggiungere ai riferimenti che hai fornito anche l'indirizzo del sito web.
Grazie per il feedback,
Lucio Cadeddu

Scelta Amplificatore
Buongiorno dottor Cadeddu,
la seguo da molto tempo e la ringrazio anticipatamente per i consigli che potrà fornirmi. Purtroppo ho dovuto salutare per sempre il mio Denon PMA 520 (usato ricondizionato )a causa di un guasto che mi sarebbe costato più che a ricomprarlo, pertanto, al momento mi trovo senza amplificatore. Dato che uso due giradischi, un Technics SL 1900 ed un Audiotechnica AT-LP5x (quindi utilizzo sia un ingresso Phono-Technics che un ingresso AUX-Audiotechnica), e volendo sfruttare le mie casse Pioneer S-Z370, mi chiedevo quale potesse essere un amplificatore adatto alle mie esigenze. Dato che ne ho sentito parlare bene, mi chiedevo se il Douk Audio X1 potesse fare al caso mio.
Il mio budget non è altissimo (potrei, volendo, arrivare alle 250 euro, purtroppo non posso permettermi di più), mi chiedevo se la soluzione potesse essere adeguata, visto che il mio punto di ascolto consiste in una tavernetta di circa 15 metri quadri e ascolto davvero molti tipi di musica, dal jazz all'hard rock, dal soul al reggae, dal rock '90 al dub al punk etc. etc.
Il Douk Audio X1 è quello che mi ha incuriosito di più, ma è ovvio che mi rivolgo a lei per avere un possibile ventaglio di soluzioni.
Grazie anticipatamente per la risposta che potrà fornirmi.
Cordiali saluti,
Aldo - E-mail: edricochet (at) gmail.com

LC
Caro Aldo,
purtroppo non ho mai ascoltato il Douk Audio X1 e temo di non potermi esprimere in merito. L'unica cosa che posso evincere dalle caratteristiche dichiarate e dalla costruzione è che sembra un prodotto dotato di buona componentistica. Ha un ingresso phono, uno linea e uno Bluetooth. Mi pare manchi il telecomando, a mio parere sempre utilissimo. L'unico dubbio resta l'utilizzo delle valvole nella sezione pre, un inutile orpello che potrebbe solo fare danni, a mio parere, come già osservato nelle prove di apparecchi analoghi. Per la cifra a disposizione io valuterei anche alternative più standard, diciamo così, come il Pro-ject Stereo Box E, che ha anche ingressi digitali, oltre al phono, oppure lo Yamaha AS201, che costa poco più di 200€ e ha tanti ingressi, più il phono e il telecomando. Altra alternativa potrebbe essere il Pioneer A-10ae. Questi tre amplificatori hanno prezzi inferiori ai 250€ massimi che avevi stanziato e sarebbero un sicuro passo avanti rispetto al tuo precedente Denon. Naturalmente, esiste sempre la possibilità di guardare qualcosa nell'usato recente. Con la stessa cifra potresti prendere apparecchi ancora migliori, tipo qualche NAD o Rotel o persino un Rega Io.
Appena potrai, valuta la possibilità di sostituire i diffusori.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Micca MB42X G2
Egregio Direttore,
grazie per la conferma e la risposta sulla pagina web. Come previsto non ho resistito ed ecco le prime impressioni sulle Micca MB42X G2 ancora in alto mare quanto al rodaggio (appena descatolate erano ascoltabili a fatica). Premetto che non ho né gli strumenti né le competenze per un qualsiasi commento reale sul prodotto, pertanto va da sé che si tratta delle mie sensazioni soggettive. Tutti i diffusori sono stati collegati a schedine TPA3116 nude da 20€ o poco più.
A confronto con le LP42 (però ben più rodate) ho notato:

Sto trovando comunque le MB42x G2 alquanto piacevoli (specie per bassi ed equilibrio complessivo: sembra davvero difficile farle andare in crisi) e la scelta tra queste e le LP42 è ardua. Delle LP42 rimpiango come detto la plasticità e chiarezza protese verso l'ascoltatore nonché il carattere più marcato, ma in comparazione ho fastidio per come vanno in difficoltà sulle frequenze più basse.
Sarei curioso di provare le MB42x MK1 che secondo la fiche comparativa con le MK2 dovrebbero avere caratteristiche più vicine alle LP42, ma non si trovano convenientemente (con possibilità di reso) sul mercato italiano.
Aggiungo che mentre le MB42x sono piacevoli tenute quasi flat, sulle LP42 devo sempre aggiungere bassi alla curva di equalizzazione, altrimenti non si sentono.
Grazie e cordiali saluti,
Marco - E-mail riservato

LC
Caro Marco,
mi sembra strano che le LP42 non abbiano bassi, ce li hanno eccome! Probabilmente nella tua stanza faticano ad esprimerli tutti. Certo, la parete vicina è quasi obbligatoria. In ogni caso, mettere in crisi il basso delle LP42 non è facile, se non a volumi ben poco condominiali. Prendo atto del fatto che le Micca MB42 abbiano un basso di qualità superiore, probabilmente le migliorie introdotte al midwoofer, unite al fatto che è filtrato e pertanto deve fare meno lavoro, hanno sortito un certo effetto benefico. Anche il cabinet pare sia stato rinforzato, e anche questo può avere la sua rilevanza. A questi livelli di prezzo è sempre difficile scegliere il compromesso meno doloroso, e molto dipende dal gusto personale, dall'impianto e dall'ambiente dove il diffusore dovrà suonare. Nella mia saletta non ho mai sentito la necessità di aumentare i bassi delle LP42, basta semplicemente avvicinarle alla parete posteriore. Potrebbe essere in arrivo una versione passiva delle nuove
Lonpoo LP42M che con l'amplificazione interna suonano veramente male ma da passive sono tutt'altra cosa. A breve vi darò maggiori dettagli.
Ah, ovviamente Micca ha tranquillamente ignorato la mia nuova richiesta di provare i diffusori, non farò altri tentativi.
Grazie per il prezioso feedback,
Lucio Cadeddu

Streamer dedicato vs Raspberry
Buongiorno Direttore,
torno a disturbarla a distanza di un paio d'anni, per porle una domanda forse stupida: quanto conta effettivamente nella riproduzione del suono uno streamer dedicato (senza DAC) con una buona alimentazione elettrica? Al momento, collegato al DAC del mio Audiolab 9000A, io utilizzo come streamer un Raspberry pi 3 (model b) con Volumio e con un alimentatore della IFI a basso rumore (iPower2). Lo streamer riproduce file lossless rippati con Exact Audio Copy dalla mia collezione di CD, presenti su chiavetta USB collegata al Raspberry; non utilizzo al momento servizi di streaming ma riproduco le versioni in formato .wav dei miei CD. Mi trovo bene, sia per il software che per la resa sonora (che attribuisco principalmente al DAC, che ritengo valido) delle mie KEF r3 Meta. Ma utilizzando uno streamer dedicato, come ad esempio Volumio Rivo, vi sarebbero dei cambiamenti rilevanti? E l'alimentazione dello streamer (puro senza DAC) può impattare davvero nella riproduzione del suono? Le domande mi sorgono leggendo sulla rete vari commenti e recensioni, in cui si attribuiscono risultanti migliori in caso di streamer dedicati.
La ringrazio per la pazienza e per le risposte che potrà darmi.
Un carissimo saluto,
Max - E-mail: maxbex (at) libero.it

LC
Caro Max,
ho constatato anch'io questa bizzarra e piuttosto surreale attenzione verso gli streamer puri e, per estensione, verso le sorgenti digitali, come se fossero queste le principali responsabili del suono di un impianto HiFi. È forse un retaggio del passato, dove vigeva il principio source first, ma quelli erano i tempi del solo analogico, dove effettivamente era facile perdere informazioni e quindi qualità audio con un trittico giradischi-braccio-testina non all'altezza. Col digitale, ancor più in questi ultimi anni, questa logica non ha più senso. I chipset di conversione top di gamma sono alla portata anche di DAC di basso costo, e questo prova inequivocabilmente che non è il chip a condizionare il suono, ma tutto il resto. Si legga a tal proposito la
recensione del nuovo DAC Fosi Q6 che pubblichiamo questa settimana. Utilizza un DAC AKM AK4493SEQ, di eccellente reputazione, utilizzato ad esempio nel DAC SPL DAC768 v2, eppure il suono non ci ha convinto.
Se spostiamo il discorso sugli streamer puri, poi, l'assurdo diventa ancor più evidente. Si tratta di macchine che devono solo trasferire un flusso digitale, senza doverlo neppure convertire in analogico! Tutto questa follia è anche frutto di una distorsione mentale (oserei dire psichiatrica, si veda la questione cavi) tipica degli audiofili: concentrarsi su particolari insignificanti, perdendo di vista le cose veramente importanti: diffusori, ambiente e interazione tra questi due fattori. Fatta questa premessa ti direi di lasciare la tua sorgente digitale così com'è, che è tutt'altro che scarsa, ancor più se pensi che non devi neppure gestire file ad alta risoluzione ma semplici CD 16/44 rippati su chiavetta USB. Il Volumio Rivo del quale mi chiedi costa circa €1000, una cifra non trascurabile se pensi che non ha neppure il DAC incorporato. In pratica riceve segnali digitali e li fa passare inalterati. Se fosse così difficile far passare inalterati i segnali digitali che transitano in rete, sarebbe impossibile vedere film, ricevere GB di dati privi di errori e così via utilizzando telefoni e computer i più economici. E invece incredibilmente (!!!) funziona tutto. Quindi, proviamo a concentrarci su cose realmente rilevanti ai fini dell'ascolto. Già gli stessi €1000 spesi in un trattamento ambientale o in un componente di ottimizzazione acustica in dominio digitale (DSP) farebbero una differenza di qualche ordine di grandezza superiore. Come da suggerimento biblico, lasciamo perdere le pagliuzze e concentriamoci sulle travi che impediscono al nostro impianto di esprimersi al meglio.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Ho visto anche degli audiofili felici
Buonaasera Sig. Lucio,
dopo aver letto la sua
recensione delle Visonik David 502, ne ho comprato una coppia, 100 euro spedite. Una delle due aveva uno strano ronzio (la griglia in alluminio aveva una crepa e vibrava), ho tolto le griglie e, a 68 anni, mi sono chiesto come è possibile godere così tanto del suono di una micro cassa degli anni settanta, con una spesa così modesta. Specie dopo aver avuto impianti deliziosi ma impegnativi, anche con LS3/5a BBC, Conrad-Johnson MV45, e oggetti di simile livello. Invecchiando sicuramente si riducono le esigenze e le pretese, ma le orecchie dovrebbero restare le stesse, eppure...questi nanetti non li cambierei con nulla; li piloto con un Douk F5 con buone valvole ma certamente pochissimi watt, e una buona sorgente. Non mi servirebbe altro, ma, per quella sindrome che prevede che non c'è nulla di più indispensabile del superfluo, mi piacerebbe averne un altro paio, magari una coppia di David 60, di non facile reperibilità. Lei le conosce?
Grazie,
Vittorio - E-mail: obsvik (at) mail.com

[Visonik David 502]

LC
Caro Vittorio,
grazie per il prezioso feedback sui microbi Visonik David! Hai ragione, nonostante gli anni trascorsi, nonostante le tante esperienze che possiamo aver avuto, ascoltare una coppia di questi nanerottoli è qualcosa che lascia sempre molto stupiti. Non esisteva, e non esiste neppure oggi, un diffusore così piccolo che suoni così “grande” e che lo faccia in maniera corretta, senza enfatizzazioni furbe. I David 60 di cui mi chiedi non sono riuscito a reperirli, ma non mi ci dedicai più di tanto perché a me interessavano i primi, veri, David che sono i 50 o i 50.2 (502). Dovessi trovarli in buone condizioni, tienimi aggiornato sui risultati. Ce n'è una coppia, apparentemente in buone condizioni, qui in Austria. Per la cifra richiesta si può anche rischiare. Al posto tuo io però cercherei piuttosto il subwoofer dedicato, ovvero il Goliath. Secondo me ne sentiresti delle belle.
Ti ringrazio per l'utilissimo feedback!
Lucio Cadeddu

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Un po' di vecchio e sano blues! Taj Mahal e Keb' Mo', insieme nel progetto TajMo, pubblicano l'album Room On The Porch. Questa è Better Than Ever feat. Wendy Moten.

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