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Lettere alla Redazione di TNT-Audio

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I volumi della posta precedente

  1. Ancora su Scythe SDA-1000
  2. Manuale di sopravvivenza emozionale per audiofili
  3. Fischio fantasma utilizzando il giradischi
  4. Risonanza tra braccio e testina
  5. Impianto in libreria
  6. Nuovi diffusori bookshelf?
  7. Vecchio analogico
  8. Piccoli integrati crescono
  9. Sulla controreazione
  10. Ho visto anche degli audiofili felici

Ancora su Scythe SDA-1000
Ciao Lucio,
probabilmente non ti ricorderai di me, ma sono Roberto della provincia di Venezia, un tuo lettore affezionato lettore (t'ho scritto anche un paio di volte una su l'
editoriale di Febbraio 2006, lettera che tra l'altro hai pubblicato).
Comunque bando alle ciance.... volevo dirti che grazie alla mia passione ed alla tua per il lavoro che fai su TNT, ho compiuto il mio primo piccolissimo passo verso l'hi-fi, ho acquistato online il nuovo mostriciattolo: Scythe SDA-1000.
Ho letto attentamente la tua recensione su TNT, inoltre ho letto le lettere che hai pubblicato riguardo l'argomento e alla fine considerando le mie limitatissime finanze (ho comprato casa da poco.....) ho stanziato la "considerevole" cifra di 66,53€ comprensiva di spese di spedizione per l'acquisto del mio primo componente hi-fi.
Attualmente la stanza che destinerò a breve per l'ascolto è una stanza praticamente di pianta quadrata di poco meno di 16mq, molto spoglia, con un bel effetto rimbombo. Come sorgente ho un vecchio lettore DVD Teac, e come cavi bèh... conto su quelli che m'arriveranno con l'ampli :-D
Sì, lo so cosa stai probabilmente pensando in questo momento.... posto inadeguato e manca di un tassello per aver un impianto suonante, però sai le spese son tante e sto sforzandomi di compiere qualche passetto in più per permettermi di godermi la mia passione per la musica.
A breve spero di potermi comprare un tappeto e un paio di tende per ridurre il problema del rimbombo, per i diffusori purtroppo attualmente dovrò reciclare quelli del compattone.... oppure aspettare qualche mese.... :-/
Ad ogni modo rifacendomi un attimo alla tua recensione sto cercando di immaginare quali siano i diffusori più adatti.... da un lato son più economicamente accessibili un paio di torri Indiana Line 5.02, dall'altro un paio di Klipsch F2 mi sembrano più adatte per via della loro sensibilità più alta.
Hai qualche buon consiglio/indicazione da darmi?
Grazie comunque per il tuo tempo,
Roberto - E-mail: tassadar81 (at) gmail.com

LC
Caro Roberto,
ti pregherei di non mortificare le qualità del piccoletto con diffusori assolutamente inadatti (quelli del compattone). Vorrei che fosse chiaro una volta per tutte, anche perché non è la prima lettera di questo tipo che ricevo, che NON BASTA acquistare un buon amplificatore, pur miracoloso come lo Scythe, per sentire le cose che io ho descritto nella recensione. Collegandoci delle casse scadenti...sentirai il suono di queste, né più né meno. Nessuna magia.
Intendiamoci: tutto si può fare, basta non illudersi di aver composto un impianto che fa sentire il suono dell'SDA-1000 perché così non è. Come passo intermedio i diffusori da compattone vanno bene ma è assolutamente necessario, se vogliamo parlare di HiFi, dotarsi di diffusori almeno decenti!
Tra le due torri che hai citato forse le Klipsch F2 (ma anche le F1) sarebbero più adatte, per via dell'alta sensibilità. A ben cercare queste si acquistano, nuove, per meno di 300 € la coppia. Non disdegnare la ricerca nel mercato dell'usato, talvolta si trovano ottime cose a prezzi da vero realizzo. Ho dato un'occhiata alle inserzioni scadute di Ebay, con parola chiave "diffusori da pavimento" mettendo come cifra massima 150 €. Ebbene, non si trova moltissimo ma alcune buone occasioni c'erano: da JBL a Indiana Line, da System Audio a Magnat, da Tannoy a Jamo, tutti diffusori da pavimento di sensibilità accettabile - intorno agli 89/90 dB - che potrebbero anche essere sufficienti in una stanza di dimensioni non enormi, a patto di non pretendere volumi molto elevati. Certo è che se la stanza rimbomba, hai voglia a metterci componenti di qualità, il risultato sarà comunque disastroso. Vedo che ti sei impegnato a far qualcosa da questo punto di vista, mi sembra un ottimo, indispensabile inizio.
Comunque, la strada è segnata, armati di pazienza e vedrai che anche con risorse limitatissime riuscirai a costruire un impiantino assolutamente accettabile.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Manuale di sopravvivenza emozionale per audiofili
Carissimo Direttore,
dopo almeno sette anni di frequentazione con TNT-Audio leggo solo oggi per la prima volta le tue note biografiche, con divertimento e ammirazione, devo dire soprattutto per l'immagine del libretto azzurro che si staglia sul fondo del fine pagina. Bene. Data la premessa non so se continuare con l'intento che mi aveva spinto a cercare il tuo indirizzo email, ma colgo il pretesto del tuo libro per coniugare i due temi che in una crasi (e un tentativo di plagio) definirò "cenni da un possibile manuale di sopravvivenza emozionale per audiofili".
Infatti quella che volevo affrontare è la questione del come vivere con l'Audiofilia Hysterica...
Posso solo raccontare la mia esperienza che coniuga due mondi, uno che ha radici lontane, nelle trasmissioni di RadioTre, che già all'età di undici anni mi avevano svelato il mondo della musica "impegnata", (gli Area, Battiato, Stockausen di conseguenza, ma tutto il jazz e il rock del periodo) ed uno che ha origini più vicine ma molto più pervasive, che è Ebay.
Questa pericolosa frequentazione con le aste mi ha fatto spendere, nel corso degli anni, un budget complessivo di circa 4500 euro dei quali ho fatto rivendite per almeno 2500.
Al netto di tutto ho speso quindi 2000 euro per avere in casa queste cose:

Il sistema principale è il primo (Marantz-Astin Trew-Golden Voice). Sopravvivere a sette anni di inseguimenti di un suono ideale è stato davvero da sopravvivenza, con l'impressione di non raggiungere mai un risultato paragonabile ai sogni di pienezza timbrica e trasparenza che popolano le notti degli audiofili. Anzi è stata un'impresa di vera sopravvivenza, con l'idea di fondo di non farmi svuotare il portafoglio dall'ossessione, quindi preso fra due fuochi. Il modo in cui descrivo quello che posseggo oggi può dare il senso di quanto invasiva sia stata questa passione e non cerco minimamente di nasconderlo, tuttavia oggi mi trovo davanti all'esigenza di fare un bilancio, con la prospettiva di fermarmi.
Sul piatto dei pro metto il fatto che vedo il costo di alcuni apparecchi singoli quadruplicare il costo da me effettivamente sostenuto, sul piatto dei contro metto ogni singola volta nella quale il risultato raggiunto non corrispondeva alle aspettative, esperienza fenomenica contro ragionamento economico.
L'emozione vince: non ho messo barriere all'esperienza emotiva, che nelle sue soddisfazioni e nei suoi fallimenti ha reso possibile raccontarmi la storia di una passione e riempirla di musica (per inciso, per la quale avrò speso altri 3 o 4 mila euro). Allora mi dico che forse non va cercato un punto di parità fra spesa e soddisfazione, almeno per me, ma mi consola il fatto che forse non ho fatto davvero una carriera da ossessionato, se penso che tornare a casa la sera a volte può riservarmi un breve e appagante appuntamento con la mia musica (e tutto questo non mi ha costretto ad un secondo mutuo). Questa passione è un cammino e non va da nessuna parte...
Grazie per essere disponibile a leggere anche i frammenti su eventuali futuri manuali di sopravvivenza, anche se non so come fare a sapere se ci sarà una risposta a questa mia.
Un caro e grato saluto,
Alessandro - E-mail: alessandro.petronio (at) tiscali.it

LC
Caro Alessandro,
per quanto l'elenco della roba che ti sei messo in casa faccia, in effetti, un po' impressione, in fondo ti capisco. E' capitato a tutti, per ognuna delle passioni che ci animano. E' successo a me con l'HiFi, con l'auto d'epoca (mi sono riempito la casa di ricambi inutili, poi ho rivenduto quasi tutto) e con gli orologi, in quest'ultimo caso acquistando oggetti che spesso avevano il solo vantaggio di costare troppo poco per lasciarli a qualcun'altro :-)
Fortuna che la razionalità mi viene sempre in soccorso e, nel mio caso, ho almeno la scusante che si tratti, in fondo, di oggetti da collezione, non prodotti moderni duplicati di altri già in mio possesso.
Nel tuo caso specifico l'investimento non è stato consistente e la possibilità di rivendere gran parte del surplus è estremamente invitante. Terrei poche cose (forse proprio il trio principale ed il giradischi Thorens) e mi disferei di tutto il resto.
Prendila con filosofia: hai fatto esperienza, avrai certamente imparato qualcosa e, se la soddisfazione ancora non fosse arrivata in modo pieno, con la rivendita del surplus potresti quasi certamente acquistare qualcosa di ancora migliore. Il bello del viaggio non è la meta ma il cammino. Certo, si spera che il cammino sia piacevole, cioé che l'impianto in evoluzione ci consenta comunque di godere di tanta buona Musica!
Potresti, come cura drastica a questa tua ossessione compulsiva, optare per un downgrade drammatico: un piccolo lettore CD, buono ma usato, musicale quanto basta per non farti desiderare chissà cos'altro (es. Rega Planet), un piccolo amplificatore essenziale (Naim Nait 1 o 2 ma anche Virtue Audio et simili), un paio di diffusori di ridotte pretese: una coppia di Linn Kan, una piccola torre Totem, oggetti così, semplici, immediati, musicali e non da paranoia. Secondo me riscopriresti il valore della Musica e dell'HiFi...e potrebbero pure restarti dei soldi in tasca per tanti nuovi dischi.
Una volta ripartito da zero potrai valutare, con serenità, la necessità di futuri upgrade, ben conscio che la strada tortuosa l'hai già percorsa non senza qualche delusione.
Buon ascolto!
Lucio Cadeddu

Fischio fantasma utilizzando il giradischi
Gentile Direttore,
ho acquistato da poco un giradischi per ascoltare la collezione di vinili di musica classica che mi ha regalato mio zio. Quello che succede è che di tanto in tanto si sente un fastidioso fischio acuto che dura per alcuni secondi (massimo 10) e poi scompare. Il fischio appare solo con il giradischi e non con il cd, appare anche quando non sto ascoltando nessun disco ma l'ampli ha l'ingresso phono selezionato (motore del giradischi spento e suo alimentatore staccato). Ho provato a:

  1. usare cavi schermati (sia per i canali che la massa di segnale e anche l'alimentazione dell'ampli),
  2. cambiare posizione del giradischi sul mobile a ripiani di legno che ho,
  3. cambiare la presa elettrica a cui l'impianto è collegato collegandomi a prese in altre stanze mediante prolunghe,
  4. usare un pre-amplificatore phono della Cambridge Audio per poi entrare nel mio ampli in aux,
  5. cambiare giradischi con un altro RPM1 identico,
  6. staccare totalmente il CD,
  7. cambiare posizione dello stereo nella stanza,
  8. variare leggermente la posizione della casse acustiche (ho dei cavi da 2m per le casse purtroppo)
  9. cambiare testina.
  10. spostare le casse molto lontane senza successo.
  11. cambiare mobile (è un mobile ikea in attesa di autocostruirmi quello che lei propone sul sito) su cui ho gli apparecchi hi fi, ancora senza successo. Come ultima opzione mi rimarrebbe solo quella di mettere il giradischi molto lontano dall'amplificatore.
Oggi andrò dal negoziante che mi ha venduto il giradischi e che si sta dimostrando molto disponibile a darmi suggerimenti e componenti da provare per individuare il problema. Oggi gli porterò in negozio il mio amplificatore ed il giradischi per vedere cosa succede nella sua sala d'ascolto.
Con l'occasione della rivoluzione creata nel mio piccolo salotto, volevo cambiare le casse del mio sistema entry-level e lui, dopo essere stato a casa mia (sempre per il fischio) dice che le Totem Sttaf sarebbero perfette dato l'ambiente e i componenti che io ho già. Sarei un po' fuori budget ma se valgono la pena pensavo di comprarle.
Lei che opinione ha di questi diffusori?
Non so più che cosa fare. Sono veramente disperato. Spero Lei riesca a darmi qualche suggerimento da provare. Il mio ampli è a doppio isolamento (penso) e non ha collegamento di terra così come il lettore CD.
Non è che sarebbe utile crearlo partendo dallo chassis o dal morsetto di massa phono che ha l'ampli?
(se tocco con la mano le parti in metallo dei miei componenti audio posso sentire un fruscio da elettricità statica).
Il mio sistema è il seguente: Ringraziandola anticipatamente per la cortese attenzione, porgo
Distinti Saluti,
Andrea - E-mail: andrea_public (at) mac.com

LC
Caro Andrea,
se le altre elettroniche in tuo possesso sono del tipo "a doppio isolamento" creare una terra fittizia è assolutamente sconsigliabile (e vagamente pericoloso). Ora, visto che il "fischio" si sente anche con il giradischi spento sono propenso a pensare si tratti di semplice feedback acustico o di interferenze. Quanto sono vicini i diffusori alla testina? Anche se dici che li hai messi "lontani" magari il woofer era ancora in asse con la testina oppure la stessa captava qualche risonanza della stanza. Prendi qualche metro in più di cavo di potenza (basta anche del cavo elettrico normalissimo di sezione sufficiente, almeno 2 mmq) ed allontana il più possibile i diffusori dal mobile dove è posizionato il giradischi. Per essere sicuro che il problema sia di feedback è sufficiente un semplicissimo esperimento: sconnetti i diffusori ed ascolta in cuffia. Il tuo ampli ha un'uscita cuffia, per fare la prova è sufficiente una qualunque cuffietta anche di qualità infima. Se in cuffia il fischio fosse assente allora avresti la certezza che si tratti di feedback, dai diffusori attraverso la testina.
Tanto per eliminare ogni possibile scusa, controlla anche che nelle vicinanze dell'impianto non ci siano lampade alogene o a basso consumo né telefoni cellulari, router/modem wireless o pompe di calore. Nel caso, spegni ognuno di questi dispositivi. Se l'alogena fosse asservita ad un regolatore di luminosità, non è sufficiente che sia spenta, ma fisicamente staccata dalla rete elettrica.
Proverei anche a montare un filtro antidisturbo a monte dell'impianto e, non sarebbe una cattiva idea, anche uno a monte di ogni dispositivo elettrico di uso intermittente (scaldabagno elettrico, frigorifero...).
Sono abbastanza certo che applicando tutti gli accorgimenti di cui sopra il problema sparirà.
Dovesse essere ancora presente, prova un altro amplificatore.
Per quanto riguarda le Totem, ne penso tutto il bene possibile: ottimi diffusori, estesi in basso nonostante le dimensioni, facili da inserire in ambiente.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Risonanza tra braccio e testina
Salve dott. Cadeddu,
le scrivo per avere un chiarimento sulla reale importanza del valore di risonanza tra braccio e testina.
Navigando alla ricerca di informazioni per approfondire la mia conoscenza dei giradischi, mi sono imbattuto in un paio di siti www.cartridgedb.com e http://vinyl.hificlass.com (che immagino già conoscerà) che oltre a un ricco database di bracci e testine offrono questo "calcolatore di risonanza", con lo scopo di indirizzare la scelta degli accoppiamenti.
Naturalmente la loro premessa è che i valori sono indicativi, che tutto dipende dalla qualità dei dati immessi ecc. ecc.
Tuttavia sono rimasto un po' perplesso facendo alcune prove. Ad esempio la testina Audio Technica AT95e abbinata al mio Project X-pression dà un valore di 16Hz, piuttosto lontano dall'ottimale. Idem facendo un abbinamento tra un braccio Michell Tecnoarm (o un Rega) e la Denon DL103 (da qui la mia reale perplessità, visto che questo è un abbinamento che sembra essere piuttosto usuale e dai risultati di tutto rispetto).
Perciò le chiedo: quello della risonanza è un parametro che ha realmente un significato? Va letto semplicemente come indicazione di massima? (ma allora come indicazione mi parrebbe più fuorviante che altro, visto che porterebbe a escludere un abbinamento Tecnoarm Denon...).
Da qui la seconda domanda: quali sono i parametri tecnici secondo cui orientarsi nell'abbinamento tra braccio e testina (fermo restando ultimo giudice l'orecchio)?
La ringrazio dell'attenzione e della pazienza.
Cordialmente,
Paolo - E-mail: p.terno (at) email.it

LC
Caro Paolo,
questa faccenda delle formule per il calcolo della risonanza braccio-testina torna periodicamente, come una nemesi, su queste pagine. C'è sempre qualcuno che scopre la formuletta e prova ad applicarla. C'è da premettere che i dati dichiarati dai costruttori di bracci e testine non sempre sono attendibili e, ad esempio per quanto riguarda la DL103, la sua cedevolezza "dinamica" non è dichiarata ma si dice che sia più alta (ad es. a 10 Hz) della bassa cedevolezza statica dichiarata nelle specifiche. Il suo abbinamento con un Rega RB300, pertanto, è meno problematico di come possa sembrare da quella tabella.
In secondo luogo, sebbene la frequenza ideale sia situata intorno agli 11 Hz, cioé abbastanza lontana dai rumori di "warp" del disco e dalla frequenza di risonanza di un probabile controtelaio e parimenti distante dal range udibile, anche valori di 15-16 Hz sono assolutamente tollerabili. Tieni conto che una frequenza di risonanza troppo alta può assere abbassata facilmente con qualche grammo di blue-tac incollato sullo shell portatestina!
Mi preoccupa di più una frequenza di risonanza troppo bassa, semmai, visto che non si può "togliere" peso e considerato che il damping viscoso del braccio non è esattamente semplice da implementare.
In definitiva, fossi in te non mi preoccuperei troppo: quelle indicazioni sono, appunto, di massima, e servono per evitare gli abbinamenti palesemente sbagliati. I parametri tecnici che mi chiedi sono esattamente quelli tipici di braccio e testina, niente di più: massa del braccio, cedevolezza e massa della testina. Capisco la voglia di avere il sistema "perfetto" ma, credimi, 2 Hz in più o in meno nella frequenza di risonanza non ti cambiano la vita. Meglio scegliersi una testina il cui suono ci soddisfi piuttosto che una con la quale si hanno i fatidici 11 Hz di frequenza di risonanza ideale ma che suona da far pietà... :-)
Spero di esserti stato utile!
Lucio Cadeddu

Impianto in libreria
Gentile Sig. Lucio CADEDDU,
mi scuso anticipatamente per la lunghezza della presente e la ringrazio per i chiarimenti che vorrà e potrà darmi.
Sarei intenzionato a comperare un amplificatore integrato (rigorosamente due canali) e due diffusori da stand, da installare in un soggiorno a pianta rettangolare di circa 35 mq di superficie (circa 7 m x 5 m). Purtroppo il posizionamento è rigorosamente vincolato dalla presenza dell'arredamento esistente e da esigenze di convivenza familiare. I diffusori verranno infatti posizionati sopra un mobile robusto e stabile, ma ad un'altezza di poco superiore a 40 cm da terra, lungo il lato maggiore della stanza, ad una distanza non superiore a 35 cm dalla parete posteriore.
La distanza fra i diffusori non potrà superare i 170 175 cm, mentre quella fra il punto medio della congiungente i diffusori e il punto d'ascolto sarà di circa 200 cm. La presenza del mobile su cui verranno posizionati i diffusori esclude la possibilità di considerare dei diffusori da pavimento. Due delle pareti della stanza sono in buona parte coperte da tendaggi piuttosto pesanti, mentre la parete posta dietro il punto d'ascolto è quasi completamente occupata da una libreria.
Almeno in un primo tempo intendo utilizzare come sorgente un vecchio lettore cd PIONEER PD-S503, che funziona ancora egregiamente e che potrò eventualmente sostituire in un secondo tempo. Ascolto prevalentemente musica rock anni 60 70 e cantautori italiani, ma mi piacerebbe iniziare ad ascoltare anche un po' di jazz e musica classica.
Mi rendo conto che i vincoli di posizionamento vanificano in partenza l'ottenimento di risultati ottimali e, anche per questo motivo, non vorrei investire cifre elevate nell'acquisto dei componenti. Diciamo che un budget ragionevole potrebbe aggirarsi sui 1.000 1.500 €.
Purtroppo, anche a prescindere dalla mia scarsa esperienza, non ho assolutamente la possibilità di effettuare delle prove di ascolto, per cui mi trovo costretto ad effettuare delle scelte soltanto sulla base di recensioni e di giudizi gentilmente forniti da persone più competenti di me.
Ciò premesso e dopo aver letto i suoi interessanti articoli sulla scelta di amplificatori, diffusori e sull'abbinamento fra gli stessi, sarei orientato a comperare come amplificatore un NAD C326BEE, di cui ho letto delle recensioni piuttosto positive. Purtroppo non ho trovato delle misure di laboratorio di questo integrato. In prima approssimazione, sono portato a pensare che le misure possano corrispondere all'incirca a quelle del NAD C325BEE (sbaglio?).
Per quanto riguarda i diffusori ho letto delle recensioni positive delle EPOS M12.i, e delle QUAD 12L2, ma anche in questo caso non ho trovato delle misure di laboratorio. Basandomi sulle specifiche fornite dalla ditta, le Epos dovrebbero avere un'impedenza nominale di 8 ohm, una sensibilità di 87 db e dovrebbero essere adatte ad un'amplificazione di 50 150 watt. Le Quad dovrebbero avere invece un'impedenza nominale di 6 ohm, una sensibilità di 88 dB e dovrebbero essere adatte ad un'amplificazione di 30 200 watt.
Per nessuna delle due casse ho trovato valori dell'impedenza minima. A questo proposito, non vorrei che esse rappresentassero un carico troppo impegnativo per il NAD, visto che la sua curva di carico limite, in regime continuo, piega vistosamente intorno ai 5 ohm. Per contro, la stessa curva, in regime impulsivo, continua a salire con discreta pendenza sino a 2 ohm; per cui vorrei sapere se questo fatto mi pone in condizioni di sufficiente sicurezza nei confronti di eventuali incompatibilità fra il comportamento dell'amplificatore e quello dei diffusori. Tenendo conto che, su 8 ohm, in regime continuo la potenza effettiva del NAD dovrebbe essere di 60 65 watt, mentre in regime dinamico dovrebbe salire a circa 95 watt, vorrei inoltre sapere se questo amplificatore può essere sufficiente per far suonare in modo decoroso i diffusori considerati e, all'opposto, se non rischia di danneggiarli.
Sebbene non sia un fanatico dell'ascolto ad alto volume, mi chiedo anche se la potenza dell'amplificatore e la sensibilità dei diffusori siano sufficienti per il mio ambiente d'ascolto.
Vorrei poi sapere se i due diffusori di cui sopra abbiano una sonorità che si sposa bene con quella del NAD e quale dei due è più indicato per ottenere un risultato equilibrato.
In alternativa, se le Epos e le Quad non costituissero una buona accoppiata con il NAD, mi piacerebbe avere un parere sulle ENERGY REFERENCE RC 10, sulle MONITOR AUDIO BRONZE REFERENCE 2 e sulle TANNOY FUSION 2, oppure su un altro diffusore da Lei ritenuto adatto.
Grazie per la gentile attenzione e scusi di nuovo la lunghezza della lettera.
Fabio E-mail: toldo.f (at) virgilio.it

LC
Caro Fabio,
fossi in te mi preoccuperei poco dell'abbinamento elettrico ampli - casse, in realtà è un falso problema, specie se ci rivolge a prodotti "universali" come quelli da te citati. I 60 watt del NAD, abbinati agli 87-88 dB dei diffusori che hai elencato, sono sufficienti a generare una pressione sonora tutt'altro che condominiale, anche in un ambiente di 35 mq, specie se si tiene conto che i diffusori andranno abbastanza vicini tra loro e non distanti dal punto d'ascolto. Dunque, nessun problema per l'abbinata NAD - Quad, ad esempio, che personalmente mi piace di più e trovo sia un po' più universale.
Molto meno bene ed in realtà ben più preoccupante è il posizionamento dei diffusori su mobile/scaffale, ad un'altezza che è certamente errata in partenza. Sono ben pochi i bookshelf che possono stare ad appena 40 cm dal suolo, ricordati la regole del tweeter ad altezza d'orecchio di ascoltatore seduto. Le Quad, ad esempio, hanno il tweeter a circa 30 cm dalla base (altezza totale 33 cm), aggiungiamoci pure i 40 cm del mobile ed arriviamo a 70 cm dal pavimento. Su un divano "standard" l'orecchio di un ascoltatore di altezza media si situa tra gli 80 ed i 90 cm. Questo significa che, nella tua posizione, ti ritroverai i tweeter una decina di cm sotto la posizione ideale. Non è la fine del mondo ma bisogna tenerne conto. Con le Epos forse riesci a guadagnare qualche cm, ma poca roba. In più, lo scaffale risuona, eccitato dai diffusori (visto che vuoi ascoltare pure ad alto volume!!!) e quasi certamente posiziona i diffusori a ridosso della parete posteriore, altro bel guaio non da poco. Non c'è molto che tu possa fare per limitare i danni, vorrei però che fossi ben conscio della situazione e non ti fermassi ad analizzare la "pagliuzza" ignorando del tutto la "trave", se mi si passa il riferimento biblico.
Stante la situazione, potresti anche decidere di ridimensionare il budget, sia per l'ampli che per i diffusori, l'eventuale raffinatezza in più resa possibile da componenti più sofisticati sarà largamente vanificata dal posizionamento sbagliato. In quest'ottica vedo bene il mantenimento dell'onestissimo lettore CD Pioneer. In quest'area i possibili miglioramenti sarebbero ancor più...evanescenti.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Nuovi diffusori bookshelf?
Ciao Lucio,
spero tu stia bene. Avrei bisogno di un consiglio, se possibile. Starei pensando di sostituire le mie Audiophysic Spark III, in un ambiente di circa 20 m2, con amplificazione MF nuvista M3 e lettore MF A308. Quello che lamento delle spark e una scarsa dinamica (e chiarezza) nei bassi, che limita gli ascolti solo a determinati generi musicali. La musica classica è una vera goduria, per ariosità, naturalezza, scena. La musica rock, invece, risulta un po' smorta e purtroppo penso non ci sia amplificazione (né ambiente) che riesca a dare un po' più di vita (ho provato anche un Musica della SF e le cose non è che siano cambiate di molto).
Avrei la possibilità di acquistare delle ProAc Studio 100 ad un prezzo ragionevole, pensi possa ottenere quello che cerco da questi diffusori? (diffusori da supporto sarebbero anche più graditi da un punto di vista estetico...).
Ho avuto in passato delle Tablette ref 8 (sebbene in un diverso ambiente) e l'impostazione timbrica (magnifiche voci) e dinamica mi piaceva molto, ma le Tablette penso siano un po' troppo piccine per il mio ambiente. Le Studio 100 potrebbero avere quello che cerco...
Una perplessità che ho sulle Studio 100 riguarda la bordatura dei woofer in foam, che sembra abbia una degradabilità molto superiore alla normale gomma. Quanto ci si deve preoccupare di questo particolare?
Ti ringrazio per la tua attenzione, Lucio, e spero tu possa trovare il tempo per rispondermi.
Ciao,
Fabrizio - E-mail: fabporro (at) gmail.com

LC
Caro Fabrizio,
se desiderassi davvero più grinta ed impatto con la Musica rock forse dovresti rivolgere le tue attenzioni altrove. Non che le Studio 100 siano del tutto inadatte, però hanno un'impostazione più tranquilla rispetto a quella che sembra tu stia cercando. Io proverei ad ascoltare dei bookshelf della Triangle e della Klipsch, ove possibile. Credo che soltanto l'ascolto diretto ti potrà far capire di "quanta" grinta tu abbia bisogno per il rock. Potresti anche scoprire che le Studio 100 ti sono assolutamente sufficienti ma io, da remoto, non posso dare un parere definitivo, solo consigliarti qualche alternativa che va maggiormente nella direzione da te richiesta. Dovresti anche rassegnarti all'idea di abbandonare la tipologia "da stand": per quanto possano essere miracolosi, è difficile che dei bookshelf compatti riescano a ricreare l'impatto e la fisicità di un buon diffusore da pavimento. Difficile andare contro le leggi della fisica.
Per quanto riguarda il bordo del woofer, credo che le nuove schiume siano più resistenti di quelle degli anni '80 ma, se devo essere sincero, non mi sembra un problema da porsi. I vecchi foam resistevano anche 15-20 anni. Io sono sicuro che tra vent'anni avrai sostituito i diffusori del tuo impianto, per ben altre ragioni, almeno 3 volte (e ci sto andando cauto).
Sono andato a rivedermi altre due lettere a tuo nome che ho già pubblicato gli anni scorsi e, in meno di 5 anni, mi pare tu abbia sostituito ben più di un componente! Pensa a cosa potrebbe accadere in 15 o addirittura 20 anni! :-)
Perdonami, non è una tirata d'orecchi, solo un invito ad un rapido ritorno alla realtà :-)))
Ma perché gli audiofili continuano a porsi problemi inesistenti?
Tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Vecchio analogico
Salve, torno a scriverti dopo molti mesi; nel frattempo mi sono accostato all'analogico e dopo aver racimolato un bel po' di dischi qua e là e messo a punto un paio di giradischi entry, mi sono deciso a fare un passo in avanti più impegnativo sul piano della qualità della sorgente analogica, acquistando un Ariston RD80 con braccio SME III serie. Dovrebbe trattarsi del modello con la shell fissa, a bassa massa (non ho altre informazioni al riguardo; chi me l'ha venduto ne sapeva meno di me). Sul giradischi non ho dubbi: mi pare una bella macchina (ho letto che è o era anche in tuo possesso). Sul braccio i pareri sono discordanti. Mi piacerebbe sapere il tuo parere in merito e soprattutto quali testine abbinarci, dato che quella che ho trovato montata è una modesta (credo) ELAC D155 17. Pre phono MM e MC della MOTH.
Amplificazione varia (ho diverse possibilità di scelta, dal valvolare all'integrato allo stato solido, così come per i diffusori, anche se prediligo le vecchie AR e KLH).
Un saluto e un grazie per tutto il lavoro che da anni porti avanti con passione e competenza.
Gianni - E-mail: fablaz61 (at) virgilio.it

LC
Caro Gianni,
è vero, un bell'esempalare di Ariston RD 80 è qui alle mie spalle in questo momento, bellissimo esempio di giradischi inglese "di sostanza", pochi fronzoli e tanto buon suono. Purtroppo è spento da tempo ed ormai è entrato a far parte della mia piccola collezione privata di oggetti dei bei tempi che furono. L'RD80 è una specie di Linn Sondek, se vogliamo. O forse è il Sondek ad essere una specie di RD 80, la storia non ha mai fatto abbastanza chiarezza su questa diatriba. Comunque sia, ottimo acquisto!
Il braccio è un buon componente, effettivamente di massa ridotta (dichiarata 4.5 grammi!), si dovrebbe abbinare bene con testine anche a bassa cedevolezza (vedi quanto riportato in una lettera precedente su questo stesso volume di posta). La tua testina attuale al momento non la ricordo, in ogni caso, vista l'età dei componenti, è probabile che sia abbastanza datata, pertanto con sospensioni indurite e/o stilo usurato. I ricambi si trovano ancora, potrebbe essere un'idea tenerla sempre di scorta, ma con uno stilo nuovo.
Come testina moderna avresti solo l'imbarazzo della scelta ed il limite dato dal tuo budget, che non specifichi. Ottime testine MM le puoi trovare nel catalogo Grado o Goldring, ad esempio, mentre per le MC temo occorra stanziare cifre significativamente elevate per poter andare un po' più sul sicuro. Visto che non credo abbia speso una cifra considerevole per il giradischi, non vedrei sensato né logico investire cifre elevate per la testina. Già con qualcosa sui 200 € metti l'RD80 in condizioni di esprimersi piuttosto bene. Una Grado Gold, ad esempio, consentirebbe, stando ai dati dichiarati, una frequenza di risonanza braccio-testina situata sulla frequenza ideale di 11 Hz (con tutti i distinguo fatti in precedenza). Con una Goldring 2200/2300 arrivi a 10 Hz (e va ancora benissimo). Vedi cosa riesci a trovare e fai la tua scelta.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Piccoli integrati crescono
Caro Lucio,
molto brevemente esprimo ancora una volta il mio più sincero apprezzamento per la Rubrica della Posta di questa settimana: molto interessante le considerazioni riguardanti la potenza utile, cosa che peraltro ho io stesso sperimentato nel mio (grande) ambiente (grazie a te che mi hai fatto conoscere il T-Amp).
Colgo l'occasione per concludere con una seconda (a mio avviso altrettanto importante) riflessione: se il Trends (leggermente superiore come qualità sonora) costa 4 volte il prezzo dell'integratino con chip Yamaha, è pur vero che la Fenice 20 ne costa meno di 50 e con altri 7 acquisti anche l'alimentatore (identico a quello del TA). Come sperimentato nel corso del meeting che ho tenuto a febbraio, si tratta di un'amplificazione che suona molto ma molto bene, anche a confronto con finali più potenti e dimensionalmente imponenti.
In definitiva credo proprio che valga la pena di includere la Fenice 20 tra i prodotti più interessanti: è un T-Amp senza limitazioni, in una scatola di metallo e, cosa molto bella (soprattutto in questo periodo), interamente made in Italy.
Ti chiedo inoltre un paio di dritte:

  1. Recentemente ho avuto modo di ascoltare i vecchi diffusori a sospensione pneumatica di mio zio con la Fenice 20 (da lui subito ordinata) ed è stata un'esperienza "provante", in quanto tali (economicissime) casse Amptech MC 200 2W, acquistate da mio zio (tuo coetaneo) con le mance e i proventi di lavoro estivo e pomeridiano che da (all'epoca) studente di elettronica svolgeva presso un centro assistenza Grundig, per una somma (irrisoria anche per quel periodo) di 125.000 lire la coppia (circa la metà del loro, già basso, prezzo pieno), suonano molto ma molto bene, con un'estensione (vera) in basso oggi sconosciuta alla maggioranza dei diffusori in commercio (accuratamente testati con i medesimi cd).
    Poiché la Amptech ha esposto (per la prima e ultima volta) al Sim Hi-Fi di Milano nel 1981, per poi chiudere facendo completamente perdere le proprie tracce, mi piacerebbe sapere se hai avuto modo di conoscerla e/o di conoscerne il progettista/titolare. Tutto quel che so è che la sede aziendale era a Milano in via dei Val Torta al civico 9: un concreto esempio di affordable hi-fi che evidentemente la (spendacciona) Milano da bere dell'epoca non aveva saputo cogliere;
  2. Ho notato che a volte si trova qualche vecchia coppia di Canton a sospensione pneumatica (serie GLE del 1979-1981 e successiva serie Fonum prodotta nella seconda metà degli anni ottanta), diffusori molto affidabili nel tempo (grazie ai woofer con sospensioni in gomma anziché foam) e indubbiamente interessanti: cosa ne pensi di tali elettroacustiche? Come le vedresti all'interno della mia catena? Sempre tenendo conto della mia tendenza a preferire il caricamento in cassa chiusa, ulteriormente premiato dall'abbinamento alla classe T.
Ecco il mio impianto (collocato in una sala rettangolare di 32-34 mq, con i diffusori collocati sul lato corto, lontani dagli angoli ma molto vicini alla parete di fondo): Come ricorderai ascolto tutti i generi musicali, con una preferenza per la classica.
Grazie per aver letto sin qui: una buona domenica e a presto.
Andrea - E-mail: andrea_gianelli (at) libero.it

LC
Caro Andrea,
per quanto riguarda la Fenice 20, grazie per il feedback, vedremo cosa si può fare. Abbiamo già recensito amplificatori "finiti" basati su scheda Fenice 20, ad esempio il
T-HiFi Micro Ti.
Passando alle tue domande, purtroppo il nome Amptech non riattiva alcun collegamento sinaptico tra i due neuroni che vagano pigramente nel mio cervello, cercando di evitarsi e di stabilire legami per quanto possibile. Di conseguenza, temo di non poterti dare alcuna informazione utile. Che l'"estensione in basso sia sconosciuta alla maggioranza dei diffusori oggi in commercio" mi sembra comunque un'espressione un po' troppo forte. Oggi esistono diffusori di dimensioni non gigantesche, in grado di scendere "flat" a 20 Hz, un traguardo irraggiungibile anni ed anni fa. Ritorniamo sul Pianeta Terra, per favore.
Per quanto riguarda le Canton, ammetto la mia ignoranza circa la vasta produzione di questo storico costruttore, specialmente in riferimento alle serie "vecchie" da te citate. Certamente ho ascoltato dei modelli interessanti ma, a naso, direi che difficilmente riusciresti ad ottenere significativi miglioramenti rispetto alle tue attuali, e buone, Boston T930... a meno che non si parli di diffusori al vertice della gamma Canton, allora il discorso cambierebbe.
Il problema più serio è l'eventuale rivendibilità in caso di upgrade, prevedo più di una difficoltà. Ovviamente, da non trascurare, in diffusori così datati, l'eventuale reperibilità di ricambi originali.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Sulla controreazione
Ciao Lucio, dopo tanto tempo ti scrivo di nuovo ma non per chiederti consigli sulle apparecchiature elettroniche, bensì per avere un tuo parere sull'uso della controreazione nell'audio. Un noto ingegnere elettronico, del quale non faccio il nome per correttezza (che ha avuto in passato anche uno spazio nel tuo sito!!), ha progettato e costruito elettroniche che usano trasformatori senza controreazione per eliminare totalmente la "distorsione temporale", la sua linea comprende anche diffusori senza crossover per ottenere un suono più naturale e pulito rispetto alle elettroniche controreazionate.
Questa filosofia, a suo dire, costerebbe nel complesso molto meno ai fruitori ed agli amanti della musica rispetto a quella "controreazionata" ed è per questo che l'industria dell'audio la "snobba" in quanto cesserebbero i ritorni sull'indotto (cavi, punte, sistemi antivibrazioni, ecc.).
Conoscendo la tua correttezza morale ed il tuo totale disinteresse al guadagno in questo mondo particolare ti chiedo di esporre il tuo pensiero su queste due filosofie di approccio all'audio hi-fi. Sono cosciente che l'argomento è spinoso e pieno di buche e se non vorrai rispondermi pubblicamente io ti capirò, l'importante è che tu mi dia una risposta ed anche se non sarà esaustiva spero che possa farmi riflettere ulteriormente.
Cordiali saluti.
Antonino - E-mail: a.dilizia (at) tin.it

LC
Caro Antonino,
figurati se mi pongo il problema di rispondere pubblicamente alla questione che poni! Vedi, questo piccolo mondo dell'audio è psicologicamente molto interessante: da una parte ci sono gli audiofili, persone spesso emotivamente instabili ed insicure, dall'altro i Costruttori che talvolta appartengono alla stessa categoria (e allora son dolori), ma più spesso a quella dei furbetti che sfruttano le debolezze della controparte.
In questo settore è sufficiente inventarsi un marchio e puntare con forza su una singola strategia progettuale per fare quel numero sufficiente di proseliti che ti mantiene sul mercato. E, da quel che ho visto, puoi inventarti qualunque fesseria, stai pur certo che troverai un gruppetto di audiofili agguerriti e pronti ad abbracciare la tua fede, a seguirti (e difenderti) a spada tratta, come se fosse la loro guerra personale. Basta osservare le discussioni sui vari forum per rendersi conto di questo fatto elementare.
Così si può trovare di tutto: quello che dice "valvole e basta" quell'altro che "il cabinet è tutto", quell'altro ancora che sostiene che "i cavi sono tutto", che "il crossover è una maledizione" e così via nell'elenco delle varie amenità audiofile. Avrai fatto caso che parlo di "amenità audiofile" e non "tecniche" perché, credimi, chi sa progettare davvero di tutte queste fesserie se ne preoccupa poco o punto. Esistono progetti ed obbiettivi: il raggiungimento dei secondi impone al progettista l'applicazione di tutte le possibili strategie "tecniche" di sua conoscenza.
Un progetto, a seconda dei componenti e delle finalità, può avere o no controreazione e la storia dell'HiFi è costellata di apparecchi ben suonanti CON e SENZA controreazione. Ed esistono diffusori ben suonanti CON e SENZA crossover. E' però FALSO che un prodotto non controreazionato ed un diffusore senza crossover costino "meno" anzi, vista la delicatezza delle variabili in gioco, in generale un approccio così minimalista è più complicato e, dunque, costoso da implementare. Ad esempio, realizzare un driver che copra da solo tutta la banda audio è impresa che non è riuscita ancora a nessuno, mi pare, nonostante tutti gli sforzi.
Come si possa dire che un ampli non controreazionato ed un diffusore senza crossover eliminino qualunque necessità di cavi e di altri accessori è una balla così grossa che trattengo a stento le lacrime (dalle risate, s'intende). Tanto per dirne una, la lotta alle vibrazioni (quindi piedini et similia) interviene principalmente sulle sorgenti e non vedo come possa ciò che viene a valle (ampli e casse) influenzare ciò che avviene a monte (vibrazioni sulla sorgente). Una volta che l'onda sonora è generata e trasmessa nell'aria...non ha mica l'etichetta "guarda che non sono controreazionata"...quindi raggiunge il giradischi o il lettore CD e, tipicamente, fa danni, con buona pace del progettista non controreazionato.
Già che sono in tema, auspico invece la creazione del "progettista controreazionato", cioé uno che realizza delle cose (output) poi le confronta con le sue aspettative iniziali (input) e si accorge di quante fesserie ha fatto nel frattempo, applicando i correttivi necessari ;-)
Lo vogliamo capire che la controreazione non è un male di per sé? Talvolta essa è necessaria e mentre in passato se ne usava quantità enormi per esibire valori di distorsione bassissimi (parlo degli anni '80) oggi che i "numeri" non hanno più questa grande rilevanza nella scelta degli apparecchi HiFi la controreazione si applica "il tanto giusto" per far funzionare in maniera stabile, lineare e prevedibile un amplificatore.
Se posso permettermi un consiglio, a te ed in generale a tutti gli audiofili desiderosi di capirci qualcosa di più: studiatevi un po' di elettronica spicciola, capite bene cosa sia la controreazione, come si usa, perché, quali sono i vantaggi (ne ha!) e quali i danni (ha anche questi) e lasciate perdere le farneticazioni più o meno (dis)interessate di chi cerca a fatica di ritagliarsi il suo "posticino al sole" in questo mercatino delle pulci. Qualora, per mancanza di basi matematiche e fisiche, non foste in grado di "studiare" la materia, lasciate perdere e limitatevi a giudicare con l'orecchio. E' più difficile sbagliare. Lasciate la chiacchiera a chi ha voglia di insufflare il proprio ego. Non è hardware, non è software, è solo puro e semplice...vapourware :-)
Per cominciare a capirci qualcosa di più non è male la pagina di
Wikipedia dedicata alla controreazione. Non dimentichiamoci mai che "conoscenza è potere". Più conosci e meno facilmente diventi preda dei cacciatori di frodo.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Ho visto anche degli audiofili felici
Buonasera Lucio, e, a costo di esser banale, sempre complimenti per la rivista TNT!!
La prima sorpresa, è stata trovare la lista aggiornata, contenente i "supporter" di Real Stereo, e che include la mitica Trascriptors limited!!! Diciamo che Gammon Jr. ci mette molta volontà, ma non so più nemmeno io quante volte gli ho scritto per avere il perno centrale nuovo del mio Michell Hydraulic......A proposito, che tu sappia, in Italia c'è qualcuno che potrebbe trattarlo? Dati i tempi di Michael Gammon....
Un'altra gradita sorpresa è stata una testina vecchia che avevo in casa, trovata montata sul Michell che comprai l'anno passato: Audio Technica AT 12 S, ma con lo stilo a zero....Dopo email negli Usa e in Giappone......un negozio di elettronica qui a Catania aveva gli ultimi 2 stili originali(!) Shibata a fondo di magazzino, e per 30 euro li ho presi entrambi.
Per essere una MM del 1976......beh, davvero eccellente, frequenza 15-45 Khz, peso 6 grammi e molto...molto dettagliata, al punto che mi pare inutile al momento acquistare, come ti chiesi in passato, la Ortofon Concorde. Pensavo che Audio Technica fosse sinonimo solo di Dj e altre amenità "commerciali" del genere....tra l'altro, mi facevano notare sempre nel detto negozio, che gli stili delle AT MC sono sostituibili.....strano per le "bobina mobile". Scarsa qualità?
Per il resto, ti ringrazio ancora per la tua enorme disponibilità,
Alessio - E-mail: alann69 (at) hotmail.it

LC
Caro Alessio,
non conosco i tempi di reazione di Mr. Gammon Jr., certamente è stato piuttosto comunicativo quando si è offerto di aderire alla nostra campagna per il supporto della
Vera Stereofonia ed è per noi, ovviamente, motivo di grande orgoglio poter ospitare un link ad uno dei nostri miti di gioventù (il giradischi Transcriptor, appunto).
Per quanto riguarda Audio Technica ti meriti una sonora tirata d'orecchi! Scusa, uno che si compra un vecchio Transcriptor non può ignorare il blasone ed il valore dei prodotti Audio Technica!!! E' una lacuna gravissima! Tra l'altro, come testine per DJ, non sono neppure tra quelle che vengono in mente per prime (direi Shure e Stanton, semmai!). No, Audio Technica, come hai potuto felicemente sperimentare di persona, faceva e fa ancora eccellenti testine, anche di livello "top" ad esempio AT 33E, OC-7 ed OC-9, ART 1 (corpo in titanio!), ART 2000, AT 1000, MC 2000, 3000, 5000 (tutte col corpo in zaffiro nero!) e chissà quante me ne sto dimenticando. Anche nel campo delle testine "entry-level" (non per DJ) la AT si è sempre distinta, ad esempio con l'ottima AT110, che servì da base per la ben più snob ed esotica Linn Basik. Sulla questione dello stilo sostituibile, ti hanno dato un'informazione errata: se ricordo bene, solo gli stili di alcune MC erano sostituibili (es. AT 31, AT 3100), gli altri erano fissi come da tradizione MC.
Quindi...massimo rispetto quando si parla di Audio Technica! Per porre rimedio alla lacuna, inizia a studiare un po' di "storia" del marchio, dal 1962 ad oggi, storia che puoi trovare in un piccolo ma significativo riassunto sul sito ufficiale Audio Technica.
Per stavolta passi pure, ma la prossima volta salta l'appello, intesi? :-)
Buon ascolto!
Lucio Cadeddu

ATTENZIONE!!! Pregasi leggere prima le Istruzioni per l'uso
Per le domande più generali leggete prima la rubrica Adeste Fideles!
Potete anche unirvi al nostro gruppo di discussione sull'HiFi!!!

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