Visita della mostra High End 2026 a Vienna - Parte II

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Reporter: Carlo Iaccarino
La mostra si è svolta dal 4 al 7 giugno 2026 presso l'Austria Center Vienna, centro fieristico di Vienna, in Austria
Scritto: Giugno 2026
Sito web ricco di informazioni: High End Society

Proseguiamo

In questa seconda parte (qui la Parte I) vorrei segnalarvi alcune cose che hanno attirato la mia attenzione, non necessariamente a fronte dell'ascolto.

Come il Direttore ha già anticipato nella pagina FB della rivista, quest'anno FOSI AUDIO ha deciso di cambiare marcia.
Accanto alla tradizionale pletora di prodotti molto abbordabili, parecchi favorevolmente recensiti anche qui, hanno deciso di produrre una serie di apparecchi di livello più elevato denominata INGENUUS.
Per farlo hanno chiamato come collaboratore Guy David Tuneh, un contrabbassista classico, che hanno messo a capo di questo progetto.
Nella sua conferenza stampa, Tuneh ha detto di avere esplicitamente "promesso di rendere Fosi migliore", continuando a produrre ottimi prodotti, ma con una tecnologia migliore.
È partito da uno dei loro migliori successi commerciali, il piccolo finale V3 mono, e ha pensato ad un upgrade.
Ha, così, concepito il V4 mono, sempre a commutazione, ma basato su moduli della Hypex, peraltro espressamente personalizzati. Ha spiegato che, nonostante i moduli scelti garantiscano potenza fino a 300 W, lui ha preferito progettare l'ampli limitandolo a 250 W. Il progettista si è soffermato molto sul lavoro estetico che non ha mai lasciato separato da quello funzionale: hanno investito molto tempo per ben realizzare il frontale, tutto in alluminio con una sottile striscia ramata centrale basculante che funge da interruttore; i piedini sono realizzati con una striscia di materiale gommoso per dargli maggiore aderenza "antiscivolo" al piano d'appoggio rispetto al V3; anche le feritoie di areazione sono state ridisegnate. Altro grande passo avanti, sia estetico che tecnologico, è stata la scelta di abbandonare l'alimentatore esterno in favore di un'alimentazione interna, non lineare ma a commutazione per mantenere gli spazi contenuti e, al contempo, garantire bassa temperatura ed efficienza di rendimento, ma anche in questo caso con accurata ingegnerizzazione per evitare ogni interferenza o altro problema.

Qui di seguito i due modelli, per un immediato confronto dimensionale.
FOSI V3 - V4
Aumentano dimensioni e potenza e, di conseguenza, anche il prezzo, restando comunque su livelli terreni: USD 500 come prezzo previsto (vedremo se le promesse verranno mantenute...).
Questo amplificatore ha da pochissimo ricevuto anche il Red Dot Design Award: ecco l'orgoglioso progettista con l'attestazione del premio.
FOSI V4 Red Dot Award
La serie Ingenuus comprende anche un finale maggiore, il V 5 mono, ancora a commutazione, ma con diversi moduli Hypex, di cui è stata modificata anche l'ingegnerizzazione interna. Il cabinet è stato pensato con uguale attenzione.
FOSI V5
Per il V5 mono, aumentano ancora sia le dimensioni che la potenza: siamo a 550 W per un prezzo previsto di USD 1.000. Qui di seguito il prode papà con le sue creature. Si percepiscono bene le differenti dimensioni. Entrambi i modelli sono prototipi definitivi e prevedono di commercializzarli entro 3-6 mesi. Pensate che, inizialmente, ci avevano chiesto di non fotografarli, per timore che i concorrenti ne traessero ispirazione; poi hanno allentato questa restrizione, considerando che anche se dal solo sguardo esterno un esperto concorrente potesse risalire alla tecnologia interna, non se ne sarebbe comunque potuto approvvigionare in tempi tali da impensierirli.
FOSI V4 - V5
Mi ha lasciato un po' perplesso la comunicazione dell'azienda durante la conferenza stampa. Hanno detto espressamente che la progettazione di questa nuova serie Ingenuus è partita dalla considerazione di non doversi vergognare di fare apparecchiature "più sexy". Con questa iniziativa dicono di volere intercettare un pubblico che un FOSI non se lo sarebbe mai comprato; anche la scelta di Hypex mi pare seguire quest'impostazione, perché stata dichiaratamente dettata non solo dalla bontà dei prodotti di questo costruttore, ma anche dalla sua popolarità nei circoli audiofili. Coerente con questa impostazione mi pare anche il programma di espandere la serie con un amplificatore non più a commutazione, ma nella tradizionale classe AB, ed un ampli cuffie in classe A. Inoltre intendono dotare gli apparecchi Ingenuus anche di una migliore assistenza rispetto a quelli Fosi "lisci", per questo aspetto dichiaratamente migliorabili. Ritengono che la serie Ingenuus stia a Fosi come Lexus sta a Toyota. Infine, si aspettano anche che tutti i miglioramenti studiati per la serie Ingenuus finiranno per ricadere nella normale produzione Fosi, che comunque continuerà.
Ora, io sono tutt'altro che esperto di marketing, e nulla ho da insegnare ad un'azienda cinese giovane e scattante, ma, sentendo le parole di Tuneh, a me è parso che l'azienda abbia deciso di perdere un po' di vista i suoi normali clienti, quelli che ne hanno decretato il successo. Mi è parso che dicesse che questi possono continuare ad accontentarsi degli apparecchi Fosi, buoni ma normali; poi, se vogliono davvero elevarsi, viene loro concesso di accedere agli apparecchi Ingenuus. Mi pare un programma di upgrade del cliente, più che delle macchine. Ma forse io sono stato solo vittima della barriera linguistica...
In ogni caso, mi ha affascinato la posizione personale assunta da Tuneh nell'azienda: lui non è un ingegnere o un tecnico (quantunque abbia dichiarato di sapere mettere le mani dentro gli apparecchi sin da bambino), piuttosto un ideatore. Lui concepisce continuamente le forme da dare agli apparecchi e le funzioni alle quali asservire tali forme, e viceversa. Poi illustra le sue idee al reparto tecnologico dell'azienda, che inizia a progettare l'apparecchio vero e proprio. E insieme procedono fino alla definizione del progetto sotto ogni aspetto. Per il V5, ad esempio, una volta fissato l'obiettivo estetico e funzionale, Tuneh ha parlato di lunghe prove a confronto fra i vari moduli di amplificazione a commutazione, anche della stessa Hypex, prima di scegliere non solo il modulo da utilizzare, ma anche la sua concreta implementazione e le modifiche da apportarvi. Chiaramente, ha enfatizzato in questa fase l'importanza della sua sensibilità artistica e della sua esperienza concreta su come deve suonare la musica dal vivo.
Ora, anche per questa nuova iniziativa, Fosi si sta espandendo, e... sta assumendo. Magari qualche giovane lettore potrebbe essere interessato ad entrare in un ambiente di sviluppo così congegnato e contattare l'azienda. Nel caso, dovete cercare questi due figuri qui sotto 😊
FOSI - Lee - Tuneh

Da Fosi ho ricevuto un caloroso benvenuto, una volta che mi sono presentato come emissario del Direttore, e di ciò li ringrazio.
Ma non è stata la sola occasione in cui ho sperimentato la potenza di TNT-Audio 😉
Sia caratterialmente che strategicamente, approccio le visite alle salette approfittando del mio anonimato.
Così ho fatto anche per lo stand di VOLUMIO, dove si trovava esposta tutta la loro produzione.
Grazie alla loro esposizione raggruppata posso mostrarvi due "ritratti di famiglia".
Qui di seguito i due streamer RIVO e RIVO+, il DAC PRECISO e gli alimentatori lineari LINEO5.
VOLUMIO - RIVO - RIVO+ - PRECISO - LINEO5
Qui invece il desktop streamer DAC MOTIVO, che, per quanto vi possa interessare, ho trovato esteticamente molto gradevole 😊 e i due streamer DAC tradizionali PRIMO, nella nuova versione MkII, e PRIMO PLUS, quest'ultimo qui da poco recensito.
VOLUMIO - MOTIVO - PRIMO - PRIMO+
E proprio a causa di quella recensione, una volta che hanno sbirciato il mio badge, i ragazzi di Volumio hanno abbandonato il loro professionale e calmo atteggiamento, aprendosi in amplissimi sorrisi.
Dario Murgia, il progettista responsabile di tutti i prodotti elettronici di Volumio, ci ha tenuto a rivolgermi calorosissime parole di apprezzamento e di affetto per la rivista, che naturalmente vanno al Direttore, ma di cui mi fa piacere dare atto. Spero che la foto sappia rendere il suo sincero entusiasmo.
VOLUMIO - Dario Murgia
Dario ha tenuto a precisare che assemblano praticamente tutto in house, a Firenze, e quindi hanno un controllo diretto su tutto quanto producono.
Anche questa azienda, nota comunque per l'iniziale approccio da piedi per terra, vuole espandere il suo catalogo a prodotti di fascia superiore.
La loro ultima creazione, esposta ancora in forma prototipale, era il nuovo RIVO ULTRA, lo streamer di riferimento di Volumio, curato sia per la parte elettronica che per quella software. Ma anche per la parte estetica, con un innovativo - per la linea RIVO - display (peraltro, multifunzione: mostra i dettagli del brano in esecuzione, oppure dei Vu-meter, o altre informazioni) e con il rivestimento del coperchio in vera pelle lavorata a Firenze, in omaggio alla tradizione cittadina. Forse solo la forma del cabinet potrebbe risultare non originalissima; per me è un'evidente inclinazione verso un'estetica più tradizionale, ma direi anche più internazionale. È solo un mio indocumentato parere, ma a me sembra che abbiano mirato ad un'estetica forse più accettabile da noi vecchietti...
È un apparecchio col quale interagire, che ambisce ad essere esposto, non più relegato utilitaristicamente dove è possibile nasconderlo accedendovi solo per accenderlo.
VOLUMIO - RIVO ULTRA

Proseguendo con le calorose accoglienze, non poteva mancare l'annuale ritrovo con gli amici di LAB 12.
LAB 12
Quest'anno finalmente avevano allestito un'esposizione anche suonante; mi consentirete un moto d'orgoglio patriottico per la scelta di dar voce alle loro elettroniche tramite diffusori Sonus Faber.
LAB 12
Le elettroniche greche presenti nell'impianto erano le seguenti.
Condizionatore di rete/distributore Gordian, loro vecchio cavallo di battaglia, il cui display fornisce le informazioni su tensione e frequenza di rete in ingresso, nonché assorbimento in corrente e potenza degli apparecchi collegati.
LAB 12 - Gordian
Conversione digitale/analogica affidata al DAC1, altro loro apparecchio di successo, qui nella nuova versione reference, un DAC NOS (usa 8 chip Philips multibit in parallelo) con uscita a valvole.
LAB 12 - DAC1 REFERENCE
Amplificatore integrato stereo Integré4, qui nella versione MkII Toroid (il riferimento è al trasformatore d'alimentazione toroidale).
LAB 12 - INTEGRÉ4 MkII TOROID
Il boss, Mr. Vichos, mi ha detto che da quest'anno inizieranno a dare ai loro apparecchi un'estetica diversa: il primo esemplare è il preamplificatore a valvole PRE1 MkII, migliorato anche internamente, per un prezzo previsto intorno a €3.000.
LAB 12 - PRE1 MkII
Non so a voi, ma a me piace l'estetica "da laboratorio" che, non a caso, ha da sempre contraddistinto gli apparecchi di LAB12; tuttavia, anche questa nuova versione mantiene sobrietà e minimalismo, senza una frattura netta col passato. Ultima comunicazione, più di servizio: ora questi apparecchi ellenici sono distribuiti in Italia da HiFi United, sul cui sito potete trovare anche i listini aggiornati.

Restando fra amici, non posso esimermi dal parlarvi di RIVIERA AUDIO LABORATORIES.
Per quest'anno non ho una foto decente del patron Luca Chiomenti da proporvi, quindi partiamo con un "ritratto di famiglia".
RIVIERA
In primo piano la soluzione entry level di amplificazione a componenti separati. Preamplificatore solo linea APL-1, al quale aggiungere o il sottostante finale stereo AFS32 o i due finali monofonici AFM70 che stanno ai lati. Sullo sfondo, un altro loro successo commerciale: l'amplificatore integrato per cuffie (ma non solo...) AIC10 Bal, come lascia intendere il nome, ora in versione bilanciata.
Per soddisfare le nostre manie voyeuristiche, ecco l'ordinatissimo interno del preamplificatore APL-1.
RIVIERA APL-1
Restando in tema preamplificatori, Luca esponeva anche il suo modello di vertice, APLO 1 Special Edition.
RIVIERA APL0 1 SPECIAL EDITION
Anche di questo penso vi interessi sbirciare l'interno, nel quale mi pare di scorgere un certo family feeling.
RIVIERA APL0 1 SPECIAL EDITION
Grossa novità per quest'anno è il pre-phono APFO1 SPECIAL EDITION, molto avanzato, sul quale Luca sta lavorando da tempo.
RIVIERA APFO1 SPECIAL EDITION
Come vedete, si tratta di un apparecchio altamente configurabile. Ha 3 ingressi, di cui uno per fonorivelatori a bobina mobile; quest'ultimo è selezionabile sia sbilanciato (RCA) che bilanciato (XLR). Anche l'uscita può essere selezionata fra sbilanciata e bilanciata. I 3 ingressi sono indipendenti, per ciascuno si possono indicare valori di resistenza e di capacità. La commutazione di quello in ascolto avviene a valle e passa la mano alle regolazioni, per così dire, "di uscita", potendosi selezionare sia il guadagno, sia i poli passaalto e passabasso della deenfasi. Non so se si vede, ma c'è anche un bottoncino per l'inversione di fase.
Prevedono di commercializzarlo per dicembre; ho provato a chiedere il prezzo, ma non l'hanno ancora determinato.

Parlando di pre-phono, ci dirigiamo verso un altro volto sicuramente familiare a molti di voi, il simpaticissimo Paul Mc Gowan di PS AUDIO, qui orgogliosamente insieme ai componenti della serie ammiraglia della casa, la PMG Signature, non a caso intitolata con le iniziali del suo nome.
PS AUDIO - PAUL MC GOWAN
L'intera linea prevede un'estetica molto "pulita", con comandi software ed interfaccia grafica, senza manopole o tastini. Chiaramente pensata per favorirne l'inserimento in un normale ambiente domestico.
PS AUDIO - PMG SIGNATURE
Ad essa appartiene, dunque, anche il loro nuovo pre-phono Paul Mc Gowan Signature Phono, con un ingresso "normale", in tensione, selezionabile fra MM e MC, ed un altro, solo per fonorivelatori a bobina mobile, "a transimpedenza" (quindi, se non erro, pilotato in corrente). Sia gli ingressi che l'uscita sono in versione sia sbilanciata (RCA) che bilanciata (XLR). Si può regolare guadagno e impedenza di ingresso Paul mi ha confermato che questo apparecchio è un progetto di Darren Myers, il loro giovane talentuoso progettista poi passato in forze a Parasound, che ha potuto agire libero dai limiti di budget da rispettare per il suo pure acclamato Stellar Phono. Del tutto penso sia più interessante mostrarvi il pannello posteriore.
PS AUDIO - PMG SIGNATURE PHONO
Naturalmente allo stand PS Audio c'erano anche i loro rinomati diffusori della serie ASPEN, qui ritratti in una foto d'insieme che non rende giustizia al loro aspetto (specialmente al piccolo modello da supporto).
PS AUDIO - ASPEN LOUDSPEAKERS
La serie si completa col subwoofer amplificato FOUNDRY F12, di dimensioni contenute, sia per un facile inserimento in ambiente, sia perché, all'occorrenza, se ne possono impilare diversi ove si desideri una maggiore "potenza di fuoco". È dotato di DSP; è caricato in sospensione pneumatica e qui nella foto lo vedete con su un piccolo trasmettitore wireless opzionale, che può pilotarne anche una decina (risolvendo con pratica eleganza il collegamento dei sub impilati...).
PS AUDIO - FOUNDRY F12 SUBWOOFER

Seguendo la linea dei pre-phono (e della simpatia...), saltiamo da Fabrizio (ed Enrico) Baretta, di FABERS' CABLE.
Anche questo costruttore proponeva l'ultima versione del suo pre-phono, il modello GM v.3.0 phono, pure molto configurabile, pure realizzato facendo attenzione non solo a componenti e layout circuitale, ma anche ai molti anni di esperienza ed ai molti errori ai quali Fabrizio è stato nel tempo chiamato a porre rimedio.
FABER'S CABLE - GM v.3.0 PHONO
Come si vede dalla foto, anche in questo caso l'obiettivo è stato, come per la compatriota Riviera, fornire un prodotto che consentisse una spinta configurabilità: 3 ingressi, stavolta tutti per fonorivelatori a bobina mobile, uno solo dei quali commutabile anche per testine a magnete mobile; possibilità di scegliere con precisione il carico resistivo di ingresso e il polo del passaalto della deenfasi, oltre alla possibilità di invertire la fase. Uno dei due ingressi per testine MC in formato bilanciato e uscita selezionabile fra formato sbilanciato e bilanciato. Il tutto per circa €15.000, prezzo impegnativo ma ancora lontano dalle esagerazioni che purtroppo in High End sono diventate la norma.

Pit stop

Direi che anche per questa seconda parte è arrivato il momento di fermarci...
Di seguito il link alla prima parte del mio resoconto.

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