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La nascita del Belladonna

Svelati il giradischi Belladonna ed il braccio Septum - seconda parte

Prodotti: giradischi Belladonna e braccio Septum
Produttore: Audiomeca - Francia
Costo, approssimativo: Belladonna 15.000 Euro, Septum 5.000 Euro
Recensore: Geoff Husband - TNT Francia
Pubblicato: Marzo, 2007
Traduttore: Roberto Di Paola

[Belladonna]
[English version]

Potete trovare l'introduzione a questa serie di tre articoli nella "Prima parte", ma adesso veniamo al dunque. In questo articolo mi occuperò del progetto del Belladonna e dei principi ad esso connessi. Il braccio Septum sarà trattato nella terza parte fra tre settimane. Ovviamente alcune delle teorie qui presentate saranno applicabili anche nel caso del braccio e viceversa. Inoltre rimanderei i lettori alla mia recensione dell'Audiomeca Romance ed alla intervista con Pierre Lurné dove alcuni dei principi implicati sono già stati spiegati - mi scuso in anticipo per le ripetizioni. Quelle letture sono interessanti anche per confrontare un progetto come quello del Romance, che era un giradischi di fascia media, con quello del Belladonna, un prodotto realizzato senza limiti di spesa. Infine, avevo giudicato questo articolo come approfondito, ma avendo rivisto l'intera letteratura fornita da Pierre, comprendo che ho appena scalfito la superficie; in ogni caso l'articolo è già molto lungo...

Teoria

Pierre Lurné è ingegnere e fisico, ed ha progettato componenti audio - in particolare giradischi e bracci di lettura - per una vita intera. I suoi progetti sono basati su principi fisici misurabili, ripetibili e dimostrabili. Ci sono diversi progetti di successo commerciale, spesso basati su altri più vecchi, dove i giradischi sembrano realizzati da hobbisti appassionati che hanno trascorso molto tempo ottimizzandoli ad orecchio. Effettivamente essi avevano proceduto come artisti piuttosto che da scienziati. Potrei menzionarne alcuni i quali sembrano progettati, in primo luogo e soprattutto, per essere oggetti d'arte :-). Pierre è il primo a riconoscere che anche i suoi progetti hanno la loro buona dose di contenuti artistici e decorativi, ma i loro tratti fondanti sono dettati dai principi della fisica. Egli dice che a volte osserva un altro progetto che può anche suonare bene, ma ritiene che suonerebbe ancora meglio se la fisica fosse progettata in modo corretto.

Ecco perché seguire il processo di gestazione del Belladonna è stato per me tanto affascinante: ognuna delle fasi progettuali ha una sua spiegazione logica. Sebbene Pierre possa sostenere che nella maggior parte dei casi la sua è l'unica via giusta, io non ho le competenze necessarie a confermare o smentire le sue asserzioni e sono pronto ad accogliere le alternative ugualmente dimostrabili nel caso in cui mi venissero presentate.

Fondamenti teorici

Anche se le caratteristiche progettuali del Belladonna sono molte, per comprenderle pienamente, dobbiamo conoscere due principi fondamentali.

1 - Conservazione dell'energia.

Perdonate l'ex professore di scienze che è in me - sono io a gemere, non Pierre Lurné. Sono poche le cose che mi danno tanto fastidio quanto chi pretende di negare la più basilare delle leggi fisiche. una delle mie bestie nere è la legge della conservazione dell'energia. Oramai è un assioma: l'energia non si distrugge, ma si trasforma in qualche altra forma. Pertanto l'energia elettrica si può trasformare in calore, luce, energia meccanica (tramite un motore), radiazioni, suono e così via. La quantità totale d'energia comunque resta invariata.

Ecco una tipica affermazione presa dalle specifiche dichiarate di un diffusore. "L'emissione posteriore del driver viene interamente assorbita". E che diavolo significa? L'implicazione è che le emissioni posteriori semplicemente "svaniscano". Questo è un discorso generico. Inevitabilmente, dal retro del driver, arriva una gran quantità di vibrazioni "nefaste" - è possibile utilizzare degli accorgimenti intelligenti per convertire parte di questa energia in calore, o la si può "smorzare", si può "espandere" la frequenza delle vibrazioni in un intervallo più ampio per ridurne i picchi, oppure si può accordare il cabinet a certe frequenze meno dannose per il suono; ma il quantitativo totale di energia all'interno del sistema resterà lo stesso finché essa non verrà irradiata all'esterno sotto forma di calore o vibrazioni. L'energia, all'interno del diffusore, non può "sparire".

Ma qual è la sua relazione con i giradischi? Bene, uno dei loro fondamenti progettuali è il controllo delle vibrazioni - cosa accade a tutta l'energia introdotta nel sistema? Ci occuperemo di ciò quando tratteremo del progetto del Belladonna.

2 - il concetto della "Pure Mass".

Il concetto di "Pure Mass" è ben noto in fisica, Pierre si sforza di precisare che non è una sua invenzione bensì una legge della fisica scoperta da tempo, ma è anche una delle più ignorate dai costruttori di giradischi. Pierre Lurné sostiene questo concetto da oltre 40 anni e sa che reca grossi benefici ai giradischi.

Un corpo può dirsi una "Pure Mass" se è perfettamente in equilibrio sul fulcro coincidente con il suo baricentro. Se si applica una forza ad un tale corpo, esso si muove nella direzione impressa tramite la forza applicata nel modo più semplice, cioè non risponderà con una coppia (forza x distanza). Quindi, affinché il corpo possa percorrere una data distanza nello spazio, servirà la stessa forza qualunque sia il piano e la direzione su cui esso si muove, e non oscillerà a modi pendolo. Il corpo reagirà quindi ad ogni spinta senza opporre resistenza.

osserviamo alcune immagini d'esempio.

Pure Mass

Qui potete osservare tre corpi supportati ognuno da un punto/perno. Il mio diagramma approssimativo li mostra in 2-D, ma se li immaginate ognuno come un disco spesso ecco che vi farete un'idea, ovvero sono buoni esempi di un piatto da giradischi. La figura A mostra un disco avente come centro di rotazione un punto ben al di sopra del centro di massa. Esso rimarrà stabile finché non applicherete alcuna forza. Se inclinerete il disco, esso comincierà ad oscillare finché non tornerà in equilibrio con il centro di massa nuovamente sotto il perno. Pertanto il corpo ha una frequenza di "risonanza" - se in questo sistema immettiamo dell'energia sotto forma di vibrazioni (o una semplice spinta), parte dell'energia provocherà quel moto oscillatorio. Se questa oscillazione si combina con altri moti, ad esempio la rotazione, allora l'interazione sarà immensamente complessa quindi difficile da prevedere con risonanze di ogni sorta che si sovrappongono. Chiamateli "barcollamenti" se vi piace. Comunque, Non è una "Pure Mass".

La figura B mostra un corpo simile dove il centro di massa si trova ben al di sotto del centro di rotazione. Questa situazione è instabile ed il disco, molto semplicemente, precipiterà. Tuttavia aggiungete qualunque altro moto, ad esempio la rotazione, e di nuovo il risultato sarà caotico. un buon esempio è rappresentato da una trottola per bambini. Ruotando velocemente essa appare in equilibrio, ma solo perché è "governata" dall'effetto giroscopico. Appena rallenta, il suo movimento diviene sempre più caotico ed infine il giocattolo precipita. La mescolanza delle forze, assieme all'inevitabile squilibrio nella sua costruzione, invece che far arrestare semplicemente la trottola, la farà traballare e quindi precipitare. Neanche questa è una "Pure Mass".

La figura C mostra un disco simile dove il centro di massa e quello di rotazione coincidono. Se inclinate il disco, esso rimarrà semplicemente inclinato; non oscilla né ha una sua propria risonanza. Se induceste il disco a girare, esso girerebbe nel modo da voi imposto e basta, e non entrerebbe in movimenti incostanti come accade nel caso degli esempi A e B. Effettivamente il piatto girerà senza tentare di "tradurre" il suo movimento rotatorio in nessun altro moto, quindi via via che la spinta si esaurisce, il piatto rallenta fino ad arrestarsi senza traballare. Questa è una "Pure Mass".

Dalla teoria alla pratica

La più ovvia applicazione del concetto di "Pure Mass" si può vedere nella progettazione del piatto e del cuscinetto principale del Belladonna, un progetto utilizzato già in forma semplificata nel Romance, e molto simile a quello adottato nei precedenti progetti high-end di Pierre, il J1 ed il J4.

In molti giradischi high-end, il piatto è supportato da un fulcro posto all'estremità di un lungo albero fissato sotto il piatto. Per esempio, ho qui un giradischi con un piatto da 15 kg di massa dove il perno si estende per 8 cm sotto il piatto e 12 cm sotto il centro di massa. Ovviamente tutto il peso del piatto e del suo albero grava su quel perno. Effettivamente questo è un caso estremo dell'esempio fornito dalla figura B qui sopra. Immaginate di bilanciare quel piatto poggiando l'estremità del suo perno su di un tavolo e provate a tenerlo diritto impugnando il perno. Il collasso sarà "immediato" e non avrete chance! Esso inizierà a cadere e subito accelererà fino a schiacciarvi la mano. Il manicotto del perno proverà quindi a fermare la caduta di questo piatto altamente instabile. Il minimo errore nella messa in bolla, uno squilibrio del piatto o la forza esercitata dalla cinghia causerà una pressione enorme su quel manicotto. Inoltre il sistema tenderà ad un movimento disordinato come mostrato nell'esempio A. Altresì, il manicotto deve essere massiccio, con tolleranze di accoppiamento molto strette e con una superficie di contatto molto estesa.

Il cuscinetto del Belladonna è molto diverso. il piatto è ad alta massa (10 kg, inerzia totale di 2 tonnellate) ma siccome il piatto è perfettamente bilanciato ed il perno/Centro di Rotazione (una piccolissima sfera in tungsteno) coincidente con il centro di massa (esempio C), in pratica il manicotto non deve fare nulla. Potrete inclinare l'intero giradischi a 45 gradi ed anche così, il piatto non eserciterebbe alcuna forza sul manicotto, il quale di fatto è solo un "custode", d'altronde bisogna ricordare che un disco indurrebbe il piatto ad inclinarsi. In effetti l'unica parte che regge il carico del sistema cuscinetto è la sfera stessa. Dato che la forza applicata dal piatto sul manicotto è così esigua, il manicotto pòtrà essere fatto di un materiale a risonanza molto bassa, e potrà avere un'area di contatto molto ristretta. Nel caso del Belladonna il manicotto è un semplice anello in Delrin (Una resina acetalica). Questo significa inoltre che la geometria del perno è definita da due soli punti, la sfera e l'anello in Delrin.

In tutti gli altri cuscinetti che ho visto, un manicotto fissato saldamente tocca l'albero fino in fondo. Salvo che non lo faccia - ad un livello microscopico il manicotto del perno toccherà in vari punti (sebbene tramite una pellicola d'olio) che variano in conseguenza della rotazione del perno - secondariamente la geometria sarà compresa tra il punto del perno ed il suo manicotto che tocca 4 centimetri sotto, poi 2, poi 5 e così via. Il perno avrà almeno 3 punti di riferimento, il centro di rotazione, la parte più alta del manicotto e la parte inferiore. Per cui il perno avrà in prospettiva due assi differenti mentre, nel caso del Belladonna, ne ha soltanto uno. Tutto ciò ha un qualche effetto? Questo non sarà la causa di un'infinità di risonanze nel cuscinetto che mutano continuamente, non sarebbe necessario pensare ai diversi percorsi di dissipazione delle vibrazioni? E' qualcosa di sostanziale oppure è soltanto accademia?

Ma qual è di fatto il vantaggio che reca l'approccio di Lurné? Facendo ruotare il piatto a mano fino a 33 rpm (senza cinghia e controllando la velocità con uno stroboscopio) e rilasciandolo, il tempo d'arresto è di 25 secondi per quello del giradischi a cui abbiamo accennato sopra, mentre il piatto del Belladonna si arresta in più di quattro minuti. Dato che il giradischi precedente ha un piatto più pesante con un'inerzia di tre tonnnellate, l'attrito deve essere più grande di un ordine di grandezza rispetto a quello del perno del Belladonna. Il motore, per mantenere il piatto in rotazione, dovrà fornire più energia quindi, a parità di sistema, un maggior carico sul motore significa anche maggiore rumorosità.

E veniamo alla conservazione dell'energia. Se il motore assorbe più energia elettrica per muovere il piatto, questa energia immessa nel sistema deve andare da qualche parte. E dove? Tramite l'attrito, essa viene convertita in calore e vibrazioni/rumore, che saranno ambedue maggiori nel caso di quel cuscinetto ad alta frizione piuttosto che in quello del Belladonna. Il pericolo è che al fine di dissipare maggiori vibrazioni e calore, l'ingegnere dovrà progettare un cuscinetto ancora più grosso ed impressionante...

Vedete quindi che qui la corretta applicazione della "Pure Mass" ha portato vari benefici: un motore meno rumoroso, un cuscinetto meno rumoroso, minore usura, ha ridotto l'importanza di un livellamento critico, nessuna risonanza complessa e così via. Inoltre è facile bilanciare il piatto quasi alla perfezione, infatti, senza l'anello in Delrin, ogni sbilanciamento sarà mostrato dall'eventuale inclinazione del piatto stesso.

Pierre Lurné ritiene che questo è l'unico modo per realizzare correttamente il cuscinetto del piatto, usando cioé un cuscinetto invertito dove il centro di rotazione sia al tempo stesso il baricentro ed il centro di massa del sistema. Ed in effetti egli è abbastanza perplesso (leggi "irritato"...) dal fatto che dopo 30 anni, l'idea sia trattata con molta ipocrisia sulla stampa, la gente crede ancora che sia "errata". Alcuni giradischi che adottano cuscinetti invertiti vanificano i potenziali vantaggi sopra menzionati, e rientrano nei casi degli esempi A o B, infatti, o hanno il perno distante dal centro di massa oppure hanno un cuscinetto massiccio che accoppia i due punti. Forse i costruttori ritengono che il pubblico si fidi più di tubi in ottone che di un nastro in Delrin? Ricordo a chi teme per l'affidabilità di un progetto simile che i giradischi di Lurné girano con questo sistema da 40 anni.

Come abbiamo già detto, questo è lo standard in ogni giradischi Lurné; nel caso del Belladonna, il concetto di "Pure Mass" è stato esteso all'intero giradischi.

Spingiamo al massimo il concetto di "Pure Mass"...

I giradischi convenzionali montano il cuscinetto principale in uno dei due modi seguenti. In primo luogo si può fissare ad un subchassis sospeso (o supportato) su molle elastiche, ciò al fine di isolare le parti in movimento del giradischi dal "mondo esterno". Queste molle vengono tarate a certe frequenze (solitamente 1 - 5 Hz per evitare che siano eccitate dalle deformazioni dei dischi) e l'energia del sistema motore/piatto non gestita dal subchassis può essere trasformata in movimenti verticali a bassa frequenza in modo da recare meno danni al suono. Ecco perché la messa in opera dei giradischi sospesi è un'impresa tanto ardua, ed un rimbalzo perfettamente verticale provocherà ogni sorta di moto parassita (ed ancora variabile) che sarebbe incontrollabile e caotico; tali frequenze possono benissimo rientrare nello spettro delle frequenze udibili. Tutti coloro che hanno speso un intero pomeriggio tentando di far rimbalzare un LP12 in modo pulito possono capire...

Il problema di quasi tutti questi progetti è che per quanto siano ben fatti, ci saranno sempre certi moti parassiti, una cattiva distribuzione della massa, bracci non standard con diversi pesi , molle scariche e non allo stesso livello. Ed un progetto mal riuscito peggiora le cose. Aggiungete la trazione laterale esercitata dal motore e vi accorgerete quanto è difficile far funzionare correttamente un sistema simile.

L'altra possibilità, che sta diventando sempre più comune, è quella di adottare un plinth solido. Ma questo non è il nome giusto poiché molti tra questi progetti hanno stratificazioni e forme complicate (quando va bene) per smorzare e gestire le vibrazioni che entrano in tali sistemi. Se ben progettati, essi possono essere molto efficaci (come quelli in sospensione), ma troppi di questi sostituiscono semplicemente la scienza con la massa.

Qui ho semplificato le cose: ci sono molte varianti e possibilità di riabilitazione tra la pletora dei progetti esistenti, ma il 99% dei giradischi appartengono in qualche modo ai due gruppi sopracitati. Il Belladonna è diverso e costituisce una categoria a sé stante...

L'approccio di Pierre è radicalmente diverso. Inizialmente, quando mi ha descritto la sua idea, io non capivo come potesse funzionare, ma funziona :-)

Tentare di spiegare come tutto ciò sta insieme è un "incubo", ma Pierre ci ha fornito il disegno seguente in riferimento al testo.

Il subchassis, che supporta il braccio ed il piatto/perno del Belladonna, è bilanciato a sua volta su un unico punto, il quale è il centro di massa ed il baricentro dell'intera combinazione, il che rende anch'essa una "Pure Mass"! Immaginate quasi un piatto Lurné poggiato sopra un altro piatto Lurné più grande...

Il segreto del progetto è il suo "cuore". E' costituito da un pezzetto d'acciaio temprato a forma (e dimensione) di pallottola - la sua parte piatta costituisce la superficie del perno per il cuscinetto in tungsteno, che ha sede in una coppetta, mentre la punta della "pallottola" sta sotto ed ha la sua sede in un'altra coppetta cuscinetto. Questa regge il peso dell'intero sistema piatto/subchassis/braccio e gli consente di dondolare in ogni direzione. Dopo molti esperimenti ed ascolti, questo progetto "puro" ha dovuto accettare un piccolo compromesso che consiste in una seconda punta sotto la base del braccio, la quale supporta circa il 10% della massa totale; ciò è stato fatto per un suono migliore. Questa seconda punta presumibilmente aiuta a scaricare in maniera più diretta le vibrazioni provenienti dal braccio. Inoltre rende molto semplice la messa in opera, poiché il bilanciamento del subchassis in una data direzione si ottiene semplicemente spostando un grosso piombo - un lavoro di 30 secondi con una chiave a brugola. Per fermare lo sbilanciamento del subchassis, ci sono due "galleggianti" regolati (e regolabili) che sfiorano i supporti sul basamento senza ricevere peso. Il subchassis, infatti, si bilancerà senza questi che saranno puramente dei "custodi" ed in pratica non trasmettono energia.

L'appoggio che mostra i supporti ed il motore

Anche così, il sistema subchassis/piatto/braccio è quasi una "Pure Mass", che ha gli stessi vantaggi di cui gode il piatto/cuscinetto, cioé nessun moto parassita; ma il progetto ha anche altre caratteristiche interessanti.

Guardando il Belladonna, sembra quasi che il piatto/subchassis sia un progetto a controtelaio rigido. Il subchassis è costituito da una lastra di piombo posta tra due strati spessi in metacrilato, ed il piatto ha una costruzione simile - anche se quest'ultimo ha uno strato di piombo più spesso. Gli spessori dei vari strati sono calcolati in modo simile ad un trattamento acustico ambientale. Sappiamo tutti delle onde stazionarie presenti in una stanza e che dimensioni e rapporti riducono queste onde e le diffondono in maniera più uniforme. Accade lo stesso nelle masse solide, per cui gli strati che costituiscono il Belladonna fanno la stessa cosa. Sospetto che un supporto dove sistemare il subchassis andrebbe piuttosto bene con un giradischi a plinth rigido :-)

[Subchassis e braccio]

Ma lo strato successivo del Belladonna costituisce il suo plinth o base d'appoggio. Questa è la parte più grande e pesante del Belladonna (500mm x 460 mm e oltre 50kgs in totale) - è un giradischi grande. Dal plinth salgono due montanti, uno centrale e appuntito sostiene il "cuore" del Belladonna,, l'altro è più piccolo e sostiene la punta rivolta verso il basso che sta sotto la base del braccio.

La "scatola" del basamento è in metacrilato, il "top" in pelle nera (sì, è una vera libidine) e l'interno è pieno di sabbia. Chiunque abbia realizzato una TNT Sandblaster sa quanto la sabbia sia efficace nello smorzamento delle vibrazioni; ma nel Belladonna ci sono anche quei due montanti che attraversano la sabbia e collegano il piano superiore alla base (ancora del Metacrilato).

Bad, Bad, Bad - bad vibrations.

La somma di tutti questi dettagli: le piastre in Metacrilato, il subchassis bilanciato su due punti, ed i montanti immersi nella sabbia, dà come risultato "il controllo delle vibrazioni".

Un giradischi è un meccanismo che serve a convertire energia meccanica in energia elettrica. L'energia meccanica è fornita dalla rotazione del piatto e la conversione avviene quando lo stilo, che scorre nei solchi del disco, muove le bobine o i magneti presenti nella testina. Ovviamente saranno convertiti in energia elettrica anche i movimenti dello stilo non direttamente riconducibili al segnale musicale; ma siccome non fanno parte dell'incisione sono vibrazioni "maligne", ovvero rumore.

La rotazione del piatto inevitabilmente introduce nel sistema una quantità d'energia ben superiore a quella che lo stilo convertirà in segnale elettrico, quindi quella in più dovrà finire da qualche parte. Ora, non vorremmo mai che essa si aggiungesse al segnale! Per ciò dobbiamo in qualche modo tenerla lontano dallo stilo. Nella terza parte, quando arriveremo al progetto del braccio, ci occuperemo di una parte di questa energia, ma al momento ci concentreremo sul compito del giradischi.

Abbiamo già visto che molta di quell'energia va nel cuscinetto principale, e lì viene convertita in calore e vibrazioni. Il cuscinetto di Lurné minimizza già entrambe, e riduce le richieste energetiche del motore, comunque il rumore prodotto dal cuscinetto trova un percorso di dissipazione diretto ed efficace giù nel "cuore" del sistema e nella colonna smorzata dalla sabbia contenuta nella base. La sabbia dissipa ottimamente questo genere di energia perché, tramite la frizione dei singoli granelli, la converte in calore. La massa alta e l'ampia superficie della sabbia rende tutto doppiamente efficace. Solo una piccolissima parte di queste vibrazioni viene restituita in direzione del piatto e la forma affilata del supporto centrale la riduce ulteriormente.

Naturalmente, quando due solidi si toccano c'è la possibilità della trasmissione delle vibrazioni. Il cuscinetto principale è in contatto con il piatto, quindi alcune vibrazioni giungeranno a quest'ultimo. In aggiunta, il disco stesso vibrerà con lo stilo. Lo strato del piatto a contatto con il disco è in Metacrilato, che è molto simile al vinile e consente alle vibrazioni di attraversare lo spazio dal disco al piatto nel modo più rapido possibile - passaggio favorito anche da una buona pressatura del disco sulla superficie del piatto stesso. Quando le vibrazioni raggiungono questo spesso strato di metacrilato, esse rimbalzano intorno ma prima di essere "restituite" al disco incontrano il piombo.
Il piombo è un materiale "magico". Ha una massa alta ed un buon fattore di smorzamento - è tenero quindi le onde sonore si propagano attraverso di esso circa cinque volte più lentamente che nell'acciaio. Nessun altro metallo avvicina le prestazioni del piombo. Ad un livello atomico, esso agisce come la sabbia nel plinth e le vibrazioni vengono convertite in energia termica (tra le campane di metallo, le peggiori sono quelle di piombo). Per ciò, le vibrazioni trasmesse nuovamente al disco saranno davvero minime. Nella terza parte, scenderemo nei dettagli della questione. Comunque il piombo si trova in quasi tutti gli attuali giradischi high-end, ed a ragione. Tutte le vibrazioni nefaste provenienti dal cuscinetto e dal motore (tramite la cinghia in gomma) vengono trattate dal piatto, oppure vengono dissipate tramite la struttura inferiore fino al "livello zero".

Il cuore del Belladonna è a contatto anche con il subchassis, così come lo è il braccio. Quest'ultimo "comunica" direttamente con l'ultimo livello tramite una struttura dedicata, ma è inevitabile che alcune vibrazioni entrino nel subchassis. La costruzione del subchassis è quasi identica a quella del piatto e può gestire le vibrazioni sia trasformandole in calore che trasmettendole all'esterno del sistema.

Tutto ciò sembrerebbe abbastanza, ma nel sistema ci saranno ancora vibrazioni residue; quindi come soluzione finale, il Belladonna ha un apposito stand - il basamento già descritto. Al centro della base di questo stand c'è una punta rivolta verso il basso, la quale è connessa direttamente al cuscinetto principale ed al piatto tramite il cuore del giradischi. Un asse diretto e rigido attraversa due sandwich di metacrilato e piombo, uno strato spesso di sabbia, il tutto per ridurre le vibrazioni - quelle residue finiscono in una base in granito, ultimo strato del basamento, tramite la punta di cui abbiamo detto. La base aiuta anche ad isolare il giradischi dalle vibrazioni provenienti dall'ambiente esterno, ma quelle che riescono ad entrare nel sistema vengono trattate più o meno come quelle prodotte al suo interno.

[Base del plinth]

Quest'ultimo strato adotta la stessa "filosofia" costruttiva del rack TNT Flexy, benché sia decisamente più complessa. Il "Flexy" è estremamente rigido sul piano verticale, ma sul piano orizzontale può oscillare ad una frequenza di 1 Hz circa, ben al di sotto delle frequenze musicali o delle distorsioni. Volendo potete anche riempirlo con della sabbia, ma prima ispezionate le travi sotto il pavimento!

Tutto questo potrebbe sembrare un'esagerazione, ma se considerate che i solchi del disco sono visibili quasi solo al microscopio elettronico, capirete quanto anche le minime vibrazioni non appartenenti all'incisione siano dannose se arrivano allo stilo. Liberarsi dalle vibrazioni indesiderate è difficile e pertanto molto costoso; anche per questo motivo i giradischi high-end hanno prezzi stratosferici.

Sistema d'azionamento

Non soddisfatto di aver reinventato il giradischi, Lurné ha voluto anche migliorare il sistema d'azionamento in uso sulla maggior parte dei giradischi moderni.

Siccome il cuscinetto del Belladonna ha un attrito bassissimo, il motore dovrà lavorare meno e pomperà nel sistema meno energia (vibrazioni comprese). Effettivamente, il motore, piuttosto che guidare costantemente la rotazione del piatto, deve semplicemente mantenerla. Per agevolarne il compito, il Belladonna dispone di un alimentatore "split-phase" progettato dalla ABC PCB (precedentemente Anagram) che fornisce un'onda perfettamente sinusoidale al motore in corrente alternata a bassa tensione. La velocità è regolabile, ma trattandosi di un motore a corrente alternata, una volta impostata non tenderà a variare. So bene che ci sarebbe da dire sui motori a corrente alternata: per esempio che tendono a vibrare a 50 Hz e via dicendo, ma questo motore sembra andare liscio come l'olio (non riesco a percepire nessuna vibrazione), e non dover smanettare con i potenziometri per ottenere la velocità giusta è un bel vantaggio. Grazie a questo alimentatore sarà anche possibile ridurre il consumo elettrico al minimo necessario - il che riduce ulteriormente le vibrazioni. Ma una volta regolata la velocità, non avrete più bisogno di toccarla - una bella differenza rispetto ai motori ed alimentatori in continua che ho avuto qui e che richiedevano controlli giornalieri. L'alimentatore è "annegato" nella sabbia del basamento, quindi la possibilità che "emergano" vibrazioni significative provenienti dall'alimentatore è minima. I tasti sul bordo del basamento servono ad impostare la velocità a 33 1/3 o 45 giri.

[Il sistema motore del Belladonna]

Visto che il Belladonna è un progetto nel quale il contenimento dei costi non è prioritario, Pierre non era ancora soddisfatto della già alta qualità del sistema d'azionamento; quindi il motore è stato installato su un blocco di piombo da 3 kg. Il perché è ormai chiaro. Il motore stesso è stato modificato montando dei volani sopra e sotto il rotore. Tale scelta ha l'effetto di "levigare" ulteriormente la rotazione del motore, sposta il suo centro di massa facendolo coincidere con il baricentro, ed aggiunge un'immediata riserva d'energia oltre a quella fornita dal peso del piatto - senza ricorrere ad un motore eccessivamente potente (e per ciò rumoroso), e senza separare il volano, che obbligherebbe ad adottare un cuscinetto aggiuntivo e potenzialmente rumoroso.

Questo sistema d'azionamento è installato in modo unico. Normalmente i motori vengono fissati saldamente, questo significa però che se la resistenza della cinghia aumenta, cresce anche il carico sul motore, il che lo farebbe rallentare (se fosse in corrente continua), genererebbe oscillazioni, farebbe aumentare le vibrazioni, o ancora causerebbe l'allungamento della cinghia e di conseguenza sussulti incontrollati. Che io sappia, l'unico costruttore che abbia prestato attenzione al problema è Roksan. Roksan installa il motore su di un pivot flessibile, il quale consente lo spostamento verso il piatto quando la resistenza aumenta; ciò mantiene costanti il carico sul motore e la tensione della cinghia. La soluzione adottata per il Belladonna è molto elegante. Il blocco motore è supportato in due soli punti - senza la cinghia precipiterebbe lontano dal piatto. Con la cinghia inserita, il motore si accomoda su di essa come un ciccione su una macchina per massaggi :-).
Se il carico aumenta, il motore può muoversi leggermente in avanti per compensarlo. I due punti sono posti su due supporti adagiati a loro volta su un "isola" nella sabbia della base - gli unici collegamenti tra il subchassis ed il motore sono questi due punti, la cinghia ed uno strato di sabbia. L'isolamento del motore dal piatto è quindi quasi totale, ed è un sistema ben più affidabile rispetto all'installazione di un motore fuori bordo, che confida nell'efficacia del supporto stesso. Alcuni progetti prevedono il posizionamento del motore lontano dal piatto: in teoria questo permette di ospitare il motore su un supporto esterno al giradischi per un miglior isolamento. L'aspetto negativo è legato al fatto che cinghia e motore devono essere più solidali possibile - a seconda della struttura della cinghia, può verificarsi una maggiore trasmissione delle vibrazioni oppure la cinghia stessa finisce per risuonare. La puleggia del Belladonna è appena di fronte al piatto e la cinghia è relativamente lasca.

Dettagli

Come ho detto all'inizio ho appena scalfito la superficie. Il progetto del Belladonna è ricco di dettagli a volte inclusi solo perché "se è facile farlo bene, perché farlo male?" La faccia inferiore del piatto è un esempio. Quando Pierre ha progettato le meccaniche per i suoi CD player, egli ha notato che un piatto aerodinamico riduceva le turbolenze intorno ad esso. OK, un CD ruota a 500 rpm, ma siccome non era difficile realizzare un piatto leggermente troncoconico per ridurre questo effetto, perchè non farlo? Così il Belladonna ha un piatto aerodinamico.

Set up

Leggendo sopra, il Belladonna sembrerebbe terribilmente complesso e si presume che sia necessario l'intervento di un esperto per la sua messa in opera. Nei fatti non lo è. L'ho messo a punto in due ore senza manuale - sempre un ottimo test - incluso l'assemblaggio del suo basamento. Rispetto alla maggior parte dei giradischi è una cosa da nulla. Moltissime regolazioni sono già fatte in fabbrica, ma ci sono ancora ampie possibilità di tweaking - ammettiamolo, a molti di noi piace giocherellare... L'equilibrio del subchassis si può variare spostando un piombo sotto di esso tramite una semplice chiave a brugola. La pressione sui "galleggianti" è regolabile da sopra. La potenza del motore è variabile come la sua posizione, ed ovviamente il braccio Septum è anch'esso regolabile.

Aspetto esteriore

"La forma segue la funzione"* - Come ho già detto, io sono di parte. Secondo me l'aspetto del Belladonna è eccezionalmente bello, ma voi potreste odiarlo. L'abbondante uso di metacrilato nero certamente aiuta (le foto invece no!), ma è stato scelto principalmente per la sua somiglianza con il vinile e perché non risuona. Comunque se l'osservate attentamente vedrete che ogni scelta è stata fatta per ragioni funzionali - non c'è nessuna decorazione a parte l'oro della scritta "Audiomeca" sul frontale, che se volete potete sempre spegnere... Se siete in cerca di un oggetto eccentrico, guardate altrove.

Suono

Avevo promesso di non parlare delle qualità soniche del Belladonna, credo comunque che un discorso generale sulle sue caratteristiche sia utile. Tenete conto che è un prototipo, non è uno di quei progetti nudi che mostrano tutto; ovviamente manca anche la verniciatura. E' grande, dinamico, e "senza paura". Una cosa che mi ha colto assolutamente di sorpresa è la sua capacità di tirare fuori dai dischi le note più basse possibili in modo pulito. Temo per le mie otturazioni...

Questo è un articolo lungo e complesso. Spero tuttavia che la maggior parte di voi abbia seguito le mie divagazioni, giacché fra tre settimane vedremo come il braccio Septum - l'altra creatura di Pierre - si unisce al Bella...

*Si tratterà del prototipo dove il cuscinetto non è esattamente quello della produzione di serie; essendo quest'ultimo lavorato e temprato in modo unico. Nessuno tra i giradischi che ho provato avvicina il Belladonna. L'Orbe ha un tempo d'arresto di poco inferiore ai due minuti: esso adotta un cuscinetto invertito ma di quelli "massicci". Anche il mio Opera "Droplet" ha un cuscinetto invertito massiccio, e si arresta in 20 secondi...

(*) Frank Lloyd Wright - Anche se Garrison Keeler insiste che egli abbia detto "La Funzione segue la Forma". Ma sua moglie l'ha corretto...

Copyright 2007 Geoff Husband - www.tnt-audio.com

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