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Shelter 501 MkII

[Shelter 501 MkII]

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Prodotto: Shelter 501 MkII testina bobina mobile
Distributore: EIFL (export), Axiss USA (import)
Prezzo approssimativo: variabile, da US$/Euro 650 in su
Recensore: Werner Ogiers
Recensito: Settembre, 2002

Secondo le opinioni di alcuni guru audio di internet, solo due testine a bobina mobile valgono veramente il loro prezzo di questi tempi. La convenientissima Denon DL-103, e la non costosissima Shelter 501.
La prima è molto conosciuta in tutto il mondo, l'altra sembra essere un animale mistico ed elusivo. Passiamo senza remore alla recensione formale.

Le testine Shelter (plurale, in quanto esiste anche la 901 destinata ad un mercato di fascia superiore) ed il trasformatore di step-up sono costruiti da Mr. Ozawa, un ex-dipendente della Fidelity Research. Per coloro che sono troppo giovani per conoscere la Fidelity, ricordiamo che quest'azienda si sviluppò durante gli anni 70 e gli anni 80, producendo bracci e testine eccezionali che riscossero un grande successo in tutto il mondo. Il braccio FR-64S fu uno dei bracci usati durante la progettazione del GyroDec ad esempio (lo potete vedere in questa figura).

Curiosamente, le testine Shelter non assomigliano in alcun modo a quelle FR. Il corpo in metallo nero presenta tutta la robustezza di una Koetsu, il tipo di allineamento dello stilo di una Denon, il fondo aperto di una Benz, e il gruppo generatore rivestito in tessuto in stile Lyra. Semplice e senza fronzoli, la Shelter stilla classe: se volete paragonare le testine di classe ad equivalenti di gioielleria, allora questa è da considerare un bijoux.

La 501 arriva con una curiosa protezione di metallo per lo stilo e due viti con relativi dadi per il montaggio. A proposito del montaggio, nella 501 non ci sono fori filettati (diversamente dalla 901) per cui il montaggio è la scocciatura minore. Fortunatamente la copertura di metallo protettiva può essere mantenuta sul posto per tutto il tempo, e quindi si può passare all'allineamento della testina con il mio solito approccio "hands-off" adatto allo SME IV. Il lavoro di mantenere la testina sotto la testa della conchiglia, mentre si prova a sostenere il fingerlift sopra di essa, e si avvita la piccola vite è stato molto più difficile rispetto a quello fatto con la Scheu nuda, non protetta, ma filettata.

A parte questo, lo stilo ellittico rende l'allineamento facile e non troppo critico. La 501 caricata con un peso di 1.8g, appena tirata fuori dalla scatola, era piuttosto ronzante ascoltata con la terza traccia del dico test di Hifi News, e saltava fuori dai solchi sulla quarta traccia! Dopo un rodaggio iniziale, di circa 10 ore, il tracciamento è migliorato a tal punto che le prime tre tracce venivano lette abbastanza bene. Inoltre, il controllo della forma d'onda con un oscilloscopio ha rivelato una instabilità ciclica a tutti i livelli di modulazione che mi ha lasciato leggermente preoccupato: la mia Denon DL-301 vecchia di 13 anni su un braccio Thorens TP-16 traccia molto meglio! Considerati i documenti che ho trovato su Internet, di uno o due utenti della 501 che parlano di tracciamento impeccabile, sembra che la Shelter abbia qualche problema di tolleranza e di consistenza di fabbricazione. Ma vi prego, fate attenzione che nulla di tutto ciò vi toglie niente dell'esperienza di ascolto: con i segnali musicali non ci sono perdite di traccia in nessun modo, e la leggera fluttuazione non è udibile. (Infatti questo mi conferma la mia opinione che il disco test HFN non è lo strumento ideale per l'allineamento e la valutazione delle testine).

Avendo a disposizione questo bel portatile Tek ancora a casa, ho misurato uno sbilanciamento tra i canali di 1dB, a favore del canale destro. Per la verità tale risultato è al limite delle tolleranze specificate della testina, ma questo non significa che mi piaccia o che sia disposto ad accettare tutto ciò in un prodotto di tale costo. Per essere giusto con Shelter, voglio precisare che in passato ho avuto problemi simili (e peggiori) con bobine mobili di un certo produttore danese abbastanza importante, per cui il problema non riguarda esclusivamente i piccoli costruttori. D'altra parte, gente del calibro di Benz/Lukashek gestisce tolleranze di .5dB.

[Testina Shelter 501]

Nelle sue prime ore di funzionamento la 501 suona in maniera piuttosto strana, ma ben presto tutto si sistema diventando qualcosa di più piacevole, ed è in continuo miglioramento. Quello che si ottiene è un suono abbastanza potente e dinamico, coniugato ad un leggero calore e un morbido bilanciamento tonale. Le immagini sono anch'esse morbide, leggermente migliori rispetto alla Scheu per profondità, e completamente proporzionate alla eccezionale larghezza proposta dalla testina. Il risultato è rappresentato da una vista sonica mai ottenuta con nessun'altra sorgente che ho avuto a casa. E a me piace. Secondo me, maggiore è la "vista" del palcoscenico immaginario e meglio riesco a dimenticare l'impianto e riesco a concentrarmi sul contenuto musicale. Questo è il motivo per cui sono molto critico con i componenti che tendono a rendere mono il suono, o lo comprimono a tal punto da renderlo sottile come un foglio di carta. Un punto a favore della Shelter, quindi.

Comunque un palcoscenico ampio e aperto non è tutto. Potrebbe essere ottenuto da anomalie di fase che comportano un suono indistinto, e dall'altra parte dello spettro questo potrebbe essere tagliente e schematico come una formula matematica. Nessuna di queste presentazioni è, a mio avviso, esatta. La Shelter, similmente alla DL-103, pecca dal punto di vista della messa a fuoco delle cose, la Benz riesce ad essere leggermente più specifica.

Dinamicamente questa testina non è "lenta". In maniera molto simile alla Denon, e in effetti anche più della Denon, i tamburi spuntano fuori con verve, ed il suono è molto più realistico e potente rispetto alla Benz.

Le voci sono restituite magnificamente, molto emozionanti, dove possibile. E questa ricchezza di emozione e di sensazione live rappresenta, forse, la caratteristica principale di questa testina. La risoluzione dei toni è inferiore rispetto a quella che riesce a riprodurre la Benz Scheu, e nell'insieme ci sono alcune leggere colorazioni: tonalmente la 501 è invece più calda rispetto ad una strettamente neutrale (e non è un difetto), ma difetta della regolarità e della coerenza della Scheu, suonando un po' più granulosa, meno rifinita e consistente. Ma, ancora, nella Scheu manca un pochino di quell'emozione che la Shelter sembra dispensare così facilmente.

Lasciatemi spiegare quanto detto con un'analogia che qualcuno di voi capirà. La Scheu è molto simile ai diffusori Quad ESL-63: molto neutrali, affidabili, non molto dinamici. La Shelter è più simile alle Quad elettrostatiche originali, le ESL-57: non molto neutrali, con alcuni limiti ben precisi, ma alla fine molto appassionanti e che arrivano diritte al cuore della musica. Forse questo fa capire come la penso, anche se va detto che le differenze tra le testine sono meno drammatiche rispetto alle differenze tra questi mitici diffusori.

Prima di questa recensione mi domandavo se fossi veramente soddisfatto della mia Scheu MC. La Shelter mi ha fatto capire quanto realmente fosse buona la Benz Scheu, e che io avrei dovuto essere contento di averla. La Scheu non faceva nulla che potesse essere fatto meglio dalla Shelter, non perché siano simili, ma attraverso il contrasto: entrambe le testine eccellono in aree completamente differenti, ma non sono mediocri nei restanti parametri. Sono ambedue testine con le quali potrei vivere facilmente, ed una scelta forzata sarebbe proprio difficile per me. Ma forse non per voi: se il vostro obiettivo è un suono più frenato, neutrale e con maggior risoluzione, allora prendetevi una Scheu che vi dà tutto questo senza mai suonare fredda e distaccata. Ma se cercate emozioni vertiginose, vitalità e immagini spalancate per una precisione evidente e quella sensazione hifi tanto in voga oggi, allora la Shelter è la vostra scelta definitiva.

In ultimo, penso che la testina giapponese abbia un piccolo vantaggio, in quanto rende la musica un po' più interessante ...

Impianto usato

  • Giradischi: Michell GyroDec MkV

  • Braccio: SME IV

  • Stadio Phono: Trichord Dino+ (60dB, 100 Ohms)

  • Preamplificatore: Michell Argo + alimentatore Trichord

  • Amplificatore finale: LFD PA0

  • Diffusori: Quad ESL-57, Quad ESL-63

© Copyright 2002 Werner Ogiers per TNT Audio (http://www.tnt-audio.com)
Traduzione italiana: Fabio Egizi

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