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Michell TecnoArm

Armato fino ai denti

[Michell Tecnoarm]
Modifiche radicali di Michell per il Rega
[English version]

Prodotto: Michell Tecno Arm
Costo approx: 399
Recensione: Mark Wheeler - TNT UK
Pubblicato: Luglio, 2005
Traduttore: Roberto D'Agosta

Negli anni la Michell ha prodotto alcuni bracci molto "radicali", tuttavia, non c'è un braccio completamente di loro produzione nel loro catalogo da circa due decenni. Il Tecno Arm è il progetto finale di John Michell prima della sua morte avvenuta l'anno scorso. Per godersi l'ultimo anno di vita John ha ceduto il controllo del suo regno al suo fidato team e si è dedicato a quello che realmente amava, la Ricerca e Sviluppo in ingegneria. Ho incontrato John molte volte e l'ho sempre trovato pieno d'entusiasmo per qualche nuova trovata ingegneristica. Non ha mai cercato di vendermi nulla ben sapendo che in quel periodo le mie spese principali erano legate alle installazioni professionali, ma mi ha sempre tenuto aggiornato sugli gli ultimi sviluppi dell'hifi domestico o quando ci incontravamo a qualche show o con lunghe telefonate. Perciò questa mia recensione non può essere completamente bilanciata avendo io dichiarato fedeltà al progettista che peraltro non può rispondere alle mie critiche.

Questa recensione non è neanche stata concordata con la Michell. Ho avuto questo Tecno Arm perché lo devo mandare ad una persona che vive oltre oceano. Il pacco è formato da due strutture di polistirene: una scelta che applaudo perché detesto pagare una costosa scatola in mogano con intarsi di madreperla quando tutto quello che mi interessa è un componente audio.

[Tecnopackage]
Michell Tecnopack

Ho montato molti bracci diversi sui Michell Gyrodec, Gyro Se, Orbe e Orbe Se ed il mio Hadcock GH242SE modificato si è confrontato con SME V, SME IV, SME 309, Rega RB300, Rega RB250 sempre nell'ambito dei piatti Michell. Ho fatto confronti tra questi bracci anche su altre piattaforme: Linn Sondek, The Source, Pink Triangle, Roksan Xerxes, Micro-Seiki, Ariston, Logic, vecchi Transcriptor ecc. Inoltre li ho confrontati anche con Linn Ekos, Linn Ittok LVII, Linn Ittok LVIII, SME309 & SME310, e con SME3009 II migliorato & SII & 3009 SIII, ADC LMF1 (un grande braccio poco costoso e sottostimato), Alphason HR-100S, Roksan, Mayware Formula 4, diversi Hadcock, Breuer, Fidelity Research, Grace, Decca International, Alphason, Helius, Odyssey, Transcriptors Fluid & Vestigal... tanti sapori a disposizione ma così poco tempo...

Tanti e differenti progetti sono stati musicalmente dei successi eppure dopo 20 anni il Rega RB rimane un termine di paragone. Ci sono molti progetti che suonano sotto molti aspetti meglio del Rega ma il progetto di Roy Gandy rimane da battere per quanto riguarda il rapporto qualità/prezzo. Quindi non c'è da stupirsi se alcune compagnie hanno introdotto delle modifiche per migliorare quegli aspetti del Rega che pensavano fossero stati ridotti per contenere il prezzo e molte hanno lavorato sul contrappeso. Il contrappeso è infatti un pezzo così fondamentale in ogni braccio che cambiarlo è come montare un diverso albero di distribuzione in un motore: il carattere del motore stesso ne viene completamente modificato.

[Tecnoweight]
Michell Tecnoweight

Sia la Origin che la stessa Michell costruiscono diverse alternative al contrappeso standard della Rega. Il Tecnoweight della Michell è una delle più ovvie ed appariscenti differenze tra il Tecno Arm ed il RB250 standard. Non c'è nulla di misterioso o magico in questo contrappeso ma semplicemente qualche apprezzabile raffinamento al progetto originale come il centro di gravità abbassato al livello della puntina, un accurata regolazione a vite e una buona rifinitura.

[Tecnodrill]
Michell Tecnodrilling

L'altra novità che salta subito agli occhi è la finitura "bead-blasted" (il "bead-blasting" e' un processo simile alla sabbiatura ma fatto con palline di vetro, n.d.T.) e la parte inferiore bucata come nelle macchine da corsa classiche. Il processo di sabbiatura a vetro indurisce la superficie e la piattaforma per la testina è piatta e orizzontale. Il regolatore di VTA è un altro richiamo alle origini di ingegneria di precisione di questo prodotto. Le modalità con cui un braccio "scarica" le vibrazioni della testina sul supporto è un fattore critico nello stabilire la compatibilità tra un braccio ed un piatto. Derek Whittington, proprietario di Sound Advice a Loughborough, capo della "Flatter Earth" e recensore di dischi per il negativamente noto magazine Flat Response mi ha spiegato una volta la sua teoria sui bracci, che è buona come qualsiasi altra mi sia capitato di sentire. Derek suggerisce che molti bracci cadono in due categorie:

  1. quei bracci che tendono a risolvere i vettori delle vibrazioni in componenti verticali come i Linn Ittok e Naim Aro e che quindi hanno bisogno di una certa flessibilità del sistema supporto del braccio/subchassis;
  2. quelli che tendono a risolvere i vettori delle vibrazioni in maniera orizzontale, come il Rega e lo SME V.

La teoria di Derek serve a spiegare perché il Rega suona molto bene su piatti come il Pink Triangle ma male sui Linn e perché i bracci della Linn suonano bene sui piatti Linn ma non su piatti con uno chassis rigido come i Michell. Dal suo risuonare su piatti diversi dal LP12 proviene anche il soprannome "tictok" affibbiato all'Ittok al di fuori dei circoli degli appassionati del Linn. La conservazione, attraverso una certa rigidità verticale, della modulazione potrebbe anche essere all'origine della più ampia larghezza del soundstage del Michell Gyrodec rispetto al LP12.

Il Tecno Arm è montato sul mio Orbe SE al posto dell'Hadcock e il confronto sarà fatto con un Gyro SE con alimentazione Gyropower VC. L'Orbe è il top della linea Michell per cui il Tecno Arm ha le condizioni per esprimersi al meglio. Come già Geoff Husband, non mi interesso molto di regolare alla perfezione il VTA: è molto più semplice da fare sul Michell che sul Rega ma non ho mai percepito quella mitica sensazione per cui "tutto si mette a fuoco" anche quando un ossessionato dal VTA stava cercando di farmela sentire regolando "on the fly" il suo SME V con un disco di 200g. La mia esperienza è semplice:
regolato troppo alto= le alte frequenze sono un po' rumorose;
regolato un po' verso il basso=OK.
Questo è quanto, ora potete anche dar fuoco alla pira per condannarmi della mia eresia.

Anche se ha avuto a disposizione l'Orbe, il Tecno Arm non ha avuto un facile inizio. La mia Decca London, ricostruita da "The cartridge Man" ha ancora tutta l'integrità strutturale di un origami fatto con un tovagliolo umido, risuona come un tetto di ferro corrugato in un acquazzone e scarica energia spuria nel braccio come un martello pneumatico. Negli anni 60 quando questa Decca fu costruita, qualcuno (penso fosse Jean Walton, a quel tempo un noto esperto di testine) descrisse uno stilo che traccia le modulazioni di un solco come " una Model T guidata a tutta velocità su una strada sconnessa. Se qualcosa può fare rumore, lo farà di certo!" (La Model T è un modello della Ford in produzione dal 1908 al 1928, n.d.T.)

Il mio disco di Lou Reed Transformer comprato trent'anni fa, ha ancora attaccato il prezzo di 3.14 di Gould's TV, ed è vecchio abbastanza da essere stato suonato sia sul Connoisseur BD1 sia sul Transcriptors Saturn di quando ero uno studente, entrambi con l'Hadcock GH Unipoise ed una Shure M95ED. Lo stilo si infila nel solco con la solita gestione del rumore della Decca London... ma il rumore superficiale è il più basso io abbia mai sentito da questa testina.
E poi Vicious comincia.

Questa è la più veloce combinazione braccio/testina che mi sia mai capitato di ascoltare. Negli anni ho ascoltato molte Decca London montate su bracci diversi. Il mio Hadcock GH242SE e la Decca Blue/Rossa ricostruita da Len Gregory (The Cartridge Man, n.d.T.) sono buoni secondi e la London super Gold col braccio Odyssey montato sul The Source sono un'altra bella combinazione per la velocità. Le testine della Decca sono un test letale per i bracci perché tendono a mostrare diversi e bizzarri modi di vibrazione e numerose risonanze strutturali che i bracci normali non sono in grado di gestire.

Il primo lato di Transformer è uno di quei lati in cui ogni singola traccia sarebbe stata la traccia principale nell'album di qualsiasi altro artista... vi aspettereste che nulla possa riportarvi al climax dopo Vicious, ma Lou vi trascina attraverso l'amarezza di Andy's Chest disseminata con i più taglienti colpi di batteria mai incisi nel vinile. "Metti qualcosa dopo questa!", direte voi e Lou lo fa con Perfect Day e la voce con il Tecno Arm canta bene come mai mi è capitato di sentire con altri sistemi. E qui la Michell gioca il suo asso. Il basso in Hangin' 'Round è così tagliente e chiaro come con un SME V smorzato. Basso, eh? Walk on the wild Side è l'ultima traccia di questo lato con il famoso "one-man-duet" di Herbie Flowers con i bassi upright (un basso della famiglia dei violoncelli, n.d.T.) e Fender incisi su due tracce diverse e delineati dal Michell bene come mai altri front-end hanno fatto.

Questa combinazione front-end realmente si ferma e riparte. I transienti e i decadimenti sono trattati molto bene. I remix di Courtney Pine Lady Day (& John Coltrane) combinano i toni naturali del jazz con i ritmi di danza un po' funky. Mentre il ritmo ed il tempo rimangono intatti, il Tecno Arm perde un po' il passo dell'Hadcock (e quindi anche il passo dell'Ekos, Ittok o Aro). Il passo del Tecno Arm è però migliore di quello del Rega RB250. Per qualche ragione il bracci Rega sembrano perdere il passo su piatti diversi dal Roksan Xerxes e dagli stessi Rega P2 e P3 (un tempo chiamati Planar P2 e P3). Il passo del Michel Tecno Arm certamente batte quello del RB300 se montati entrambi sul Gyro SE.

Quel demo per gli hifi show 'you are there' che è il Jazz at the Pawnshop dimostra l'abilità del Michell nel gestire il soundstage. Il palcoscenico è più profondo ed alto con l'Hadcock ma più largo con il Michell ed i piatti Michell sono famosi anche per la larghezza del loro soundstage. Il suono naturale del Pawnshop sottolinea una lieve colorazione in avanti nel midrange da parte dell'Hadcock, che richiama la piccola enfasi in quella stessa regione degli amplificatori Naim.

Il Tecno Arm invece non enfatizza nessuna particolare frequenza, probabilmente a causa della griglia inferiore e del riempimento di schiuma della canna. Il tubi in alluminio inoltre incontrano molto favore in alcuni circoli, soprattutto a scapito di magnesio e acciaio inox perché offrono una più naturale presentazione. Mi ricordo che il progettista del Rivelin Eclipse, Chris Orchard, mi diceva che preferiva lo SME 309 alla serie V proprio per questa ragione. Un mio amico batterista usa bacchette di alluminio perché trova che le vibrazioni riflesse siano meno fastidiose per i suoi polsi, per cui l'alluminio ha qualche qualità nel controllare certa energia. Lo SME V sembra essere un po' più duro alle alte frequenze se confrontato con questo Michell, ma questa è probabilmente una questione di gusto personale.

Quando mi sono messo a scavare tra i miei vecchi album qualche considerazione ne è emersa. La risoluzione del basso del Michell sembra buona come dovrebbe essere, equivalente con lo SME o il Linn Ekos, e migliore del vecchio Ittock LVII; l'attacco alle basse frequenze di un piano è significativamente migliore che con l'Hadcock. L'Hadcock riproduce meglio la dinamica del midrange e delle voci più seducenti come seguisse lo stereotipo degli unipivot. Le altissime frequenze, le armoniche dei cimbali per esempio, sono più precise e chiare con il Michell ma più soffici e dolci con l'Hadcock.

Complessivamente ciò che più impressiona è il basso livello di rumore: la Decca esagera notevolmente le alte frequenze del rumore superficiale e queste sono addomesticate bene dal Tecno Arm e spariscono completamente con altre testine come le Sumiko, le Linn o le Cartridge man. La Music Maker II sembra troppo sensibile per il Tecno Arm e, come il suo progettista, preferisce l'Hadcock.

Probabilmente il braccio più simile al Michell Tecno Arm è lo SME 309, ma Michell ha in più la profondità dello SME IV, anche se tutti e due questi confronti sono basati sulla mia memoria.

Conclusioni

Non ho l'esperienza di Geoff con gli ultimi modelli di bracci e testine ma basandomi sulle mie conoscenze sui riferimenti standard dell'industria audio, direi che questo è un braccio abbastanza buono per godere della musica del vinile senza che alcuna ansietà audiofila si presenti. Mi piace molto lo stile agile del più costoso Hadcock GH242SE ed in particolare la possibilità di cambiare la canna del braccio, tuttavia mi piace anche il Michell Tecno Arm e non avrei certo nessuna fretta a cambiarlo.

Se la vostra priorità musicale è un eccellente controllo in entrambi gli estremi in frequenza senza la sterilità analitica, il Tecno Arm è sicuramente molto più che sufficiente specialmente con quel suo basso controllato eppur potente. Se la bassa colorazione e una tonalità ben bilanciata sono le vostre priorità, l'arrivo del Tecno Arm significa che potrete smettere di metter da parte i soldi per uno SME serie IV o V.

Il Michell è migliore rispetto ai Rega senza modifiche in termini di passo, ma se volete ancora di più, un unipivot come l'Hadcock potrebbe essere una migliore scommessa con l'avvertenza della sua maggiore colorazione nella parte superiore del midrange. Se i soldi a disposizione sono proprio contati, io probabilmente opterei per un Orbe SE con un braccio Rega RB250 piuttosto che un Gyrodec + Gyropower VC con un Tecno Arm, ma questo è un confronto impari perché la combinazione con l'Orbe è più costosa. La mia esperienza dei meriti di questi piatti è che i soldi spesi per il motore e l'alimentatore portano in genere alcuni benefici musicali, tuttavia se avessi già un Rega RB250 su qualsiasi motore, il Tecno Arm sarebbe un deciso miglioramento. La mia conclusione è che se un piatto suona bene con un Rega suonerà anche meglio con il Tecno Arm.

C'è qualcosa di così trasparente nella combinazione di basso rumore di fondo, bassa colorazione e bilanciamento timbrico nel duo Orbe/Tecno Arm che fa in modo che sia un piacere ascoltare la musica.

Ricorderò a lungo la bellissima resa del primo lato di Transformer anche dopo che il Tecno Arm sarà arrivato nella sua nuova casa. La Michell ha adesso un braccio adatto ai suoi piatti, un braccio capace di creare una ottima sinergia con tutti modelli, dal Tecnodec attraverso tutte le varianti del Gyro su su fino all'Orbe.

Musica gustata durante questa recensione:

Arne Domnerus etc: Jazz at the Pawnshop, Proprius PROP7778
Lee 'Scratch' Perry: Reggae Greats, (1985) 180gm Simply Vinyl Reissue SVLP 190 UN281
Courtney Pine: Lady Day (& John Coltrane) remixes 12inch on Universal Jazz/Blue Thumb 12CPINE1
Pink Floyd: Animals, EMI Harvest SHVL815
Lou Reed: Transformer, RCA LSP-4807, 1971
Neil Young: After The Goldrush, Reprise K44088,

Copyright 2005 Mark Wheeler - www.tnt-audio.com

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