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Artista: Tim Eriksen and Peter Irvine
Disco: Absence and her Sister 24/192 Download by Soundkeeper Recordings
Genere: New England Folk
Prezzo approssimato: 15 USD (CD), 16/44 .aif o .wav 10 USD, 24/96 .aif
o .wav, 20 USD, 24/192 .aif or .wav 30 USD
Recensore: Graeme Budd - TNT-Audio France
Pubblicato: settembre 2026
Traduttore: Roberto D'Agosta
Quando ero ragazzo pensavo, in maniera molto ingenua, che i dischi venissero realizzati facendo entrare la band in sala di registrazione affinché suonasse come un'unica formazione, e che il tutto venisse registrato dal tecnico del suono e che, grazie ai miracoli della scienza e dell'ingegneria, l'esecuzione finisse in qualche modo incisa su nastro o su vinile. Poi, un giorno, mi capitò di avere tra le mani una copia dell'album di Chas and Dave, "Mustn't Grumble". Leggendo le note di copertina, a quanto pare tutti gli strumenti erano suonati da Chas o Dave: dato che in alcuni brani ci sono almeno 4 strumenti, o c'era in ballo un virtuosismo estremo, oppure la mia idea che un brano venisse suonato da tutti i musicisti contemporaneamente era completamente sbagliata.
Quindi, a quanto pare, mi sbagliavo, ma anche se si tratta di un evento piuttosto raro, succede davvero! Da allora mi sono cimentato con le gioie della registrazione multitraccia, che permette di creare arrangiamenti estremamente densi e sarebbe quasi impossibile realizzare gran parte della musica di oggi senza ricorrere a questa tecnica.
Ma la ricerca della perfezione attraverso la registrazione multitraccia potrebbe essere considerata in qualche modo sterile, soprattutto con l'ormai onnipresente Auto Tune che, sebbene non venga sempre utilizzato con gli eccessi che si possono sentire in alcune tracce, rappresenta un modo semplice per perfezionare la registrazione, anche se ha la tendenza a soffocare quella natura profondamente umana che costituisce una parte essenziale della musica e che, certamente, è qualcosa che mi piace ritrovare come caratteristica in un impianto hi-fi.
Il che ci porta facilmente (quasi fosse stato tutto studiato a tavolino) all’argomento della recensione di oggi, Absence and Her Sister di Soundkeeper Recordings. Abbiamo già parlato in precedenza di una pubblicazione di Soundkeeper Recordings, ma sono certo che non vi dispiacerà se vi parlo di loro un altro un po'.
SR è la creatura di Barry Diament e si specializza in registrazioni live naturali. Niente registrazione multitraccia, post-processing, compressori, limiter, ecc.; in altre parole, cercano di portare nel vostro salotto l’evento musicale così come suona naturalmente. Sul sito web potete vedere come viene realizzato tutto questo, poiché Barry si sofferma a spiegare nel dettaglio che cosa è stato fatto, e potete farvi una buona idea del processo di registrazione semplicemente guardando alcuni dei filmati realizzati durante le sessioni. Questa è in realtà una delle parti più affascinanti per me. Si può vedere con che cosa sta lavorando e che ciò che viene fuori nel prodotto finale non contiene artifici: è semplicemente una versione dal suono migliore di ciò che si vede nei filmati, che naturalmente risentono in una certa misura dell’uso del microfono della videocamera.

Ma veniamo ora alla musica che è oggetto di questa recensione: Absence and Her Sister di Tim Eriksen e Peter Irvine. L’album è una raccolta di semplici canzoni folk americane (nello specifico del New England), registrate come ho spiegato sopra e come illustrato nella fotografia.
Voglio dirlo subito: per chi, come noi, è cresciuto con gli stili di registrazione più moderni, al primo ascolto questa musica risulta piuttosto spiazzante, ma perseverate e scoprirete che nasconde delle vere gemme. Una cosa che posso dire è che questo album si apprezza sempre di più con gli ascolti. Al primo è semplicemente musica essenziale, in un’acustica naturale, ma se vi aspettavate fuochi d’artificio da audiofili rimarrete delusi. Ridimensionate di un’altra tacca le vostre aspettative da audiofili, magari versatevi un bicchiere di qualcosa e riprovate. Ed è qui che cominceranno a comparire i sorrisi. Ed è qui che inizierete ad apprezzare ciò che alla SR riescono a ottenere. E cioè la sensazione di avere un piccolo gruppo nel vostro salotto che suona per voi. Ci sono alcuni brani che preferisco rispetto ad altri per esempio, non sono ancora riuscito a venire completamente a capo dell’ultimo brano, Aber Dojde Donke ma, come esercizio di narrazione folk, questa è una raccolta eseguita in modo superbo, che si avvicina a un’ambientazione dal vivo quanto è ragionevolmente possibile. E non dovete andare in qualche squallido locale, con gente che beve e rovescia birre artigianali (e, cosa ancora peggiore, discute sui meriti relativi di ciascuna di esse) per poterla vivere. Ben lontana dalle registrazioni audiofile pompose che inevitabilmente diventeranno un appuntamento fisso alle fiere hi-fi e che, alla fine, avranno il valore musicale di qualche produzione di Stock, Aitken o Waterman degli anni ’80, questa riesce a mantenere un'ambientazione autentica e, come ho detto sopra, conserva in abbondanza quell’elemento fondamentale che è l’umanità.
Potrei andare avanti a lungo, ma alla fine penso che Soundkeeper Recordings abbia fatto ciò che si era prefissata: preservare la natura dell’esecuzione. Anche se questa particolare raccolta non dovesse incontrare i vostri gusti, sono certo che nel loro catalogo ci sia qualcosa che faccia al caso vostro. Tutto sommato, portano una ventata d’aria fresca in un mare di conformismo. Posso solo augurare a Barry di continuare ad avere successo con la sua iniziativa. Mi chiedo cosa potrebbe fare con un quartetto d’archi?
Per ultimo, anche con delle cuffie abbastanza modeste lo stile di registrazione viene mantenuto quindi mi dispiace, non avete ancora una scusa valida per poter andare a comprare quell'upgrade che state agognando. Mi dispiace.
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