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Crosby Stills Nash

Edizione Classic Records, su vinile

[Crosby Stills Nash]

[English version]



Album: Crosby Stills Nash - Album d'esordio
Etichetta: Atlantic 8229 (originale) Classic Records SD 8229
Supporto: Vinile, 180 grammi
Anno di pubblicazione: 1969 (Atlantic), gennaio 2001 (Classic Records)
Genere musicale: Rock and Roll
Recensore: Scott Faller
Data della Recensione: aprile 2001

Qualche Nota Frivola

Per molti di noi questo LP è un ritorno all'adolescenza. Fine degli anni '60. L'America e gran parte del resto del mondo erano in rivolta. Più di quanto ciascuno di noi voglia ricordare. Gli Stati Uniti avevano impegnato 543.000 soldati in una "operazione di polizia" in un piccolo paese chiamato Vietnam. Gli studenti di tutto il Nord America, da Berkeley ad Harvard, organizzavano sit in e scioperi di protesta contro la guerra. John e Yoko facevano il loro "lie in" per la pace. Walter Cronkite dominava i notiziari della sera con immagini terribili da mezzo mondo. Tricky Dick, bombardamenti a tappeto, Altamont, mio Dio, sembrava che non dovesse finire mai.

In mezzo a questo fermento, tre musicisti attempati si incontrarono. Crosby, Stills e Nash provenivano dai Byrds, dai Buffalo Springfield, e dagli Hollies, rispettivamente. Messi insieme da Mama Cass Elliot e da John Sebastian, i tre si trovarono a cantare assieme in un fatale giorno accanto alla piscina della casa di John Sebastian. L'album in questione è il risultato di questo incontro, il resto è storia.

Il 29 maggio 1969 Crosby, Stills e Nash pubblicarono l'album dal titolo omonimo. Ciascuno di noi ha ricordi particolari associati alla musica di questo LP. Nel mio caso il ricordo è quello del primo ascolto alla radio. Marakesh Express uscì come singolo. Sulla facciata B c'era una versione accorciata di Suite Judy Blue Eyes. Conservo ancora quel 45 giri da qualche parte, anche se ormai è consumato dall'uso. Mi ha dato lunghe ore di piacere in quell'estate del '69. L'inverno successivo comprai l'LP. Anch'esso è ormai consumato dall'uso.

Negli anni '80 ne acquistai una nuova copia, dopo aver messo in piedi un buon impianto stereo. La prima volta che lo ascoltai ebbi l'impressione che non suonasse molto bene. In realtà suonava terribilmente. Parlo della registrazione, non della musica. Credo di averlo ascoltato non più di una mezza dozzina di volte da quando l'ho comprato. Ed è stato un vero peccato perchè ci sono dei brani notevoli su quel vecchio pezzo di vinile.

A questo punto entra in scena Classic Records. Nel gennaio scorso hanno pubblicato una versione rimasterizzata di questo album davvero monumentale. E come per tutti gli album pubblicati da Classic Record, la copertina, la grafica, le note di copertina, tutto è esattamente com'era nell'edizione originale del 1969. La sola differenza visibile è il nome "Classic" stampato a caratteri piccoli sul retro della copertina stessa.

Sono 180 grammi di gustoso vinile vergine, con solchi scavati in profondità: la vostra puntina hi-end lo percorrerà in tutta comodità.

Veniamo al Sodo

"Allora?", mi sono chiesto, temendo che avrebbe suonato altrettanto male della vecchia copia che possedevo. (Vedete, spesso uso il mio vecchio album CSN per dimostrare all'ignaro neo-frequentatore della mia sala d'ascolto come un disco non dovrebbe essere registrato.) La registrazione originale è penosa. Suona come se fosse sata registrata in due o tre studi diversi da due o tre tecnici del suono fatti almeno quanto lo era il gruppo all'epoca. Per non dire del vinile sottile e riciclato che l'Atlantic allora usava spesso.

Bene, l'ho ascoltato. E poi l'ho riascoltato ....e riascoltato.... e riascoltato. Non riuscivo a sentire la musica da quanto ad alta voce ne cantavo le parole. Dopo tutti gli anni trascorsi ricordo ancora i testi parola per parola (e, scommetto, anche voi). Il brutto è che non riesci a smettere di cantare. Forza, compratelo. Poi mandatemi un email e ditemi che avevo ragione!

Alla fine mi sono costretto ad ascoltarlo sul serio (non prima di essermi tappato la bocca col nastro adesivo). Quelli della Classic hanno di nuovo superato se stessi. Questo album suona come avrebbe dovuto suonare la prima edizione Atlantic.

Ci sono un paio di brani che letteralmente saltano fuori dal disco e vi avvolgono con la loro presenza. Ho chiuso gli occhi mentre stavo ascoltando Lady of the Island e avrei giurato che quei tre erano lì nella mia stanza a suonare per me. A tal punto è migliorata la qualità di questo disco rispetto alla edizione originale. Stesso effetto con You Don't Have to Cry. Questa canzone è fuori dal tempo. Il testo è ancora attuale e valido quanto lo era allora. Voci e chitarre sono semplicemente da favola e sono soltanto potute migliorare in questa edizione.

Dal primo all'ultimo brano, ho percepito dettagli di cui non avevo nemmeno sospettato la presenza nell'edizione originale. L'intero album è caratterizzato da una maggiore ariosità. Nell'edizione Atlantic i tecnici del suono avevano dedicato un canale (sinistro o destro) agli assoli vocali, il che faceva penosamente percepire la presenza delle casse acustiche. Per certi aspetti mi aveva richiamato alla mente i primi dischi usciti dopo l'avvento della stereofonia, tipo Bongos, Flutes and Drums, o Persuasive Percussion. I tecnici del suono azzeravano un canale e facevano suonare la musica solo dall'altro. Il solo pensiero mi fa rabbrividire. In questa edizione c'è ancora un canale dedicato alle voci, rispettando quindi il missaggio originale, MA le casse scompaiono (le mie almeno).

Quanto a profondità del palcoscenico sonoro non si potrebbe chiedere di meglio. Chiudete gli occhi e potrete arrivare a toccarli. Le voci sono chiare e distinte. La vecchia edizione era estremamente aspra, specialmente ad alto volume. Non so se per colpa del missaggio, della stampa o del vinile di bassa qualità. L'edizione Classic records è mooooolto meglio. Le voci sono forse ancora un tantino affilate ad alto volume, ma devo dire che in genere ascolto a volumi più alti delle persone normali.

L'unica vera lamentela che posso fare riguarda il fruscio del nastro master ancora udibile. Niente di grave, però. Il rumore di fondo è comunque molto ridotto. D'altronde la perfezione non è di questo mondo.

Dunque...

Per riassumere in due parole, COMPRATE QUESTO DISCO. Credetemi, non ne sarete delusi, a meno che non siate di un altro pianeta :-) Se siete giovani (almeno in confronto a noi poveri vecchietti) e volete sentire com'è la vera musica e come sono delle vere armonie vocali, questo è il disco giusto per cominciare.

Lasciatemi concludere ancora con una nota frivola. Appena due mesi dopo la pubblicazione di questo disco, il terzetto, affiancato da Neil Young (all'organo), suonò da Yasgur's Farm a New York. Questa fu la vera Woodstock, non la messinscena di MTV, Generation Next. Al termine della loro performance, Stephen Stills disse le scellerate parole "Questa è la seconda volta che suoniamo di fronte ad un pubblico, ragazzi. E abbiamo una fifa del diavolo." Nulla colpisce più della nuda verità.

Impianto Utilizzato

  • giradischi – Systemdek 2x2, Rega RB 250, Expressimo Mods, Rega Elys
  • Lettore CD – Arcam Alpha 8se, HDCD
  • Preamplificatore – Lazarus Cascade (tubed and hot-rodded)
  • Tri-amplificazione Spectro Acoustics
  • - Tweeter Amp – 200sr, 135 wpc @ 8ohm
  • - Mid Range Amp – 202r, 135 wpc @ 8ohm
  • - Woofer Amp – 500r, 250 wpc @ 8 ohm
  • Crossover Attivo – Sony 4300 (discreto)
  • Diffusori, autocostruiti - Tweeter - 30" Carver Ribbons, Mid-Bass - Focal 5K4211, Woofer - Shiva.
  • Cavi di segnale e di potenza – Fatti in casa, in rame rivestito in argento e con isolamento in teflon

© Copyright 2001 Scott Faller - http://www.tnt-audio.com

Traduzione e HTML Editing: Aldo Polettini

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