[ Home TNT-Audio | Redazione & Editoriali | FAQ | HiFi Shows | Ampli | Diffusori | Sorgenti | Tweakings | Inter.Viste ]
![[Dolly Parton RIP] [Dolly Parton con chitarra]](../jpg/dolly_parton.jpg)
Stavo guardando il telegiornale sulla TV francese all'inizio della scorsa settimana e, tra il temibile Jean Luc Melonchon che continuava a blaterare su qualunque argomento popolare avesse deciso di trasformare nel tema centrale del suo sfogo settimanale nel tentativo di convincere gli oppressi e i creduloni a votarlo alle elezioni del prossimo anno, e l'uragano che aveva devastato alcune zone della regione dell'Aude, è arrivato un breve annuncio. Dolly Parton era morta. E questo è tutto. Nessuna clip dai talk show, nessun estratto dai video musicali, nessun tributo. Niente, nada, o come dicono in Francia, “que dalle”.
Tocca quindi a me, umile cronista in Francia, riequilibrare la situazione e provare a scrivere qualche parola su quella che molti chiamavano la “Regina del Country”.
Non vi farò una biografia completa della sua vita: ci sono già moltissimi articoli pubblicati (alcune redazioni li preparano in anticipo per poterli pubblicare così rapidamente?) che lo fanno meglio di quanto potrei fare io. Preferisco parlare della musica che ha creato e di ciò che ha rappresentato per le persone.
Prima di tutto, era una cantante fenomenale. Ieri stavo ascoltando il suo recente album di cover rock, in particolare la sua versione di “I Can't Get No Satisfaction” dei Rolling Stones. Spero davvero che Pink e Brandi Carlisle (che duettano con Dolly in questo brano) abbiano ricevuto un bel po' di dollari consolatori per le loro parti vocali, perché non sono nemmeno nello stesso campionato, anzi nella stessa lega, di Ms Parton quanto a estensione ed emozione. Nel mondo dell'hi-fi cerchiamo spesso sistemi capaci di trasmettere emozione e, diamine, Dolly ne aveva a palate, a secchiate (a seconda del vostro superlativo non misurabile preferito). E aveva 77 anni quando ha registrato questo! Alcuni dicono che l'album servisse a legittimare il suo ingresso nella Rock and Roll Hall of Fame, che in precedenza aveva rifiutato per non sentirsi abbastanza “rock”. A mio avviso, questo disco la qualificava ampiamente!
Ma non brillava solo nei brani potenti. Prendete i suoi lavori più antichi: c'era la semplice e splendida ingenuità di “A Coat of Many Colors” o il puro divertimento di “9 to 5”. Guardando la prima esibizione del primo brano in TV, al Porter Wagoner Show, si vede chiaramente che sapeva anche mantenere perfettamente la linea chitarristica. Come facesse, in seguito, a suonare sul palco con quelle unghie acriliche rimane per me un mistero: probabilmente aveva sviluppato una tecnica che neppure il grande Steve Vai potrebbe eguagliare, ma sto divagando.
Suppongo di non poter evitare di citare QUELLA canzone: “I Will Always Love You”. Non è la mia preferita - l'ho detto - ma è indiscutibile che sia diventata famosissima sia nella versione originale sia nella reinterpretazione per la colonna sonora di “The Bodyguard” della compianta Whitney Houston. Che piaccia o meno, dimostra come un grande brano possa trascendere stili ed epoche e, se avete dieci minuti da riempire aspettando un treno, fate un giro su YouTube: troverete sicuramente versioni capaci di strapparvi un sorriso. Una testimonianza, se mai ce ne fosse bisogno, delle sue doti di autrice. E, vi prego, se qualche vostro amico pensa ancora che l'abbia scritta Whitney Houston, siete moralmente obbligati a correggerlo.
Dolly sapeva anche dominare il palco, persino quelli più imponenti. Basti pensare alla celebre esibizione al Glastonbury Festival del 2014, sul Pyramid Stage - facilmente reperibile su internet - davanti a quello che dev'essere stato un pubblico di oltre 100.000 persone: è intonata alla perfezione, ha una presenza scenica che la maggior parte degli artisti non sfiora nemmeno e conquista la platea nel giro di un minuto. Onestamente, credo che avrebbe potuto esibirsi anche all'HellFest e 100.000 metallari sarebbero accorsi a vederla. Che spettacolo sarebbe stato. Forse, in un universo parallelo.
Chiedendo in giro tra amici e colleghi, è interessante scoprire quanti fan di Dolly ci siano. Dai maniaci dell'hip hop anni '90 agli appassionati di Frank Zappa, passando per chi ama semplicemente una buona melodia: sono in molti ad adorare non solo ciò che faceva in studio e sul palco, ma anche ciò che ha realizzato al di fuori di quel mondo. Non sono mai stato a Dollywood, ma sono pronto a scommettere che sia più divertente di Disneyland. Il che ci porta alle sue fondazioni e all'attività filantropica. La sua Imagination Library, fondata oltre 30 anni fa, ha donato più di 300 milioni (!) di libri a bambini da 0 a 5 anni. Senza contare il milione di dollari devoluto alla ricerca sui vaccini anti-Covid.
Le persone davvero interessanti tendono a essere ottimi ospiti da talk show - Billy Connolly è un esempio perfetto. Guardate alcune delle partecipazioni di Dolly: c'è una presenza, una scintilla e un'intelligenza evidente che catturano chiunque. A questo si aggiunge una splendida autoironia, inclusa la celebre frase “Ci vuole un sacco di soldi per sembrare così cheap”, e il pubblico oscilla tra l'attenzione assoluta e le risate fragorose. Nel mio precedente lavoro avevamo un colloquio personale e l'unica domanda davvero interessante era: “Con chi ti piacerebbe sederti in aereo?”. Siccome a mia moglie non piace sedersi accanto a me perché tendo ad addormentarmi, avrei risposto Dolly Parton, da mettere tra noi due: sono certo che sarebbe stato un volo indimenticabile.
Potrei continuare, ma preferisco lasciarvi con una clip del 2025, quando Dolly ha prestato la sua voce a una nuova versione di “Home Sweet Home” dei Mötley Crüe. L'unica occasione in cui gli altri protagonisti del video avevano capelli più improbabili dei suoi. Godetevela e, credo di poter dire senza timore di smentita, portiamo tutti un po' di Dolly nelle nostre case.
DISCLAIMER. TNT-Audio non è né un negozio, né un'azienda HiFi, né un laboratorio di riparazione di componenti HiFi. Non vendiamo nulla. È una rivista di divulgazione tecnico-scientifica 100% indipendente che non accetta pubblicità, banner o richiede abbonamenti e registrazioni a pagamento ai propri lettori. Potete sostenere la nostra indipendenza tramite una piccola e volontaria donazione PayPal. Dopo la pubblicazione di una recensione, gli autori non trattengono per sé i componenti in prova, se non per una valutazione a lungo termine che includa il confronto con prodotti simili in prova a breve distanza di tempo. Di conseguenza, tutti i contenuti delle recensioni sono prodotti senza alcuna influenza né editoriale né pubblicitaria. Le recensioni, positive o negative, riflettono le opinioni indipendenti degli autori. TNT-Audio pubblica eventuali repliche delle Aziende, condizionatamente al diritto di controreplica dell'autore stesso.
© Copyright 2026 Graeme Budd - graeme@tnt-audio.com - www.tnt-audio.com
[ Home TNT-Audio | Redazione | FAQ | HiFi Shows | Ampli | Diffusori | Sorgenti | Tweakings | Inter.Viste ]