On an Overgrown Pathé

[On an Overgrown Pathé]

Un Salto nel Tempo... Suona Bene

[English version here]

Autore: David Hoehl - TNT USA
Pubblicato: Dicembre, 2019
Traduttore: Roberto Felletti

Parte II -- Dove siete adesso?[1]

Nella prima parte di questo articolo abbiamo esaminato alcuni tentativi per trasferire ciò che oggi consideriamo pratiche di registrazione e di stampa "moderne" ai tradizionali dischi a 78 giri quando quel formato era quello abituale. Ora è giunto il momento di buttare gli occhi - e, si spera, le orecchie! - su alcune incarnazioni di questo venerabile formato distribuito anche dopo la sua dismissione come standard commerciale.

La prima cosa di cui liberarsi è la convinzione (sbagliata) che i 78 giri siano scomparsi del tutto negli anni '50, quando gli LP ne presero il posto come formato commerciale dominante. Non è proprio così; le etichette che si rivolgevano a certe ristrette nicchie di mercato continuarono a distribuire i 78 giri finanche negli anni '60. Probabilmente i più comuni erano i dischi per bambini su etichette quali Peter Pan e Disneyland, ma alcune etichette si rivolgevano anche agli adulti rimasti utilizzatori attivi del formato: per esempio, un blog interessante, "American 78s - The Last Year", documenta l'esistenza di 78 giri in lingua spagnola, su etichetta Seeco Records, pubblicati tra il 1962 e il 1963 e di registrazioni gospel, su etichetta Music City, che risalgono addirittura al 1965.

Tralasciando queste sconosciute pubblicazioni per fasce di mercato ristrette, di tanto in tanto i 78 giri hanno fatto delle apparizioni durante l'epoca dell'LP e del CD, e, come vedremo, continuano a farne nonostante lo streaming stia minacciando di detronizzare i formati fisici come mezzo primario di distribuzione della musica. Parlando in generale, queste pubblicazioni contemporanee rientrano in due categorie.

[Etichetta Historic Masters] La prima è costituita da stampe di vecchi dischi su vinile moderno. Per chi, tra noi, colleziona registrazioni operistiche, l'esempio più noto è la serie inglese conosciuta come Historic Masters. Come potete dedurre dal nome, queste edizioni sono stampe su vinile moderno ricavate dalle matrici in metallo originali. La serie è iniziata nel 1973 in seguito a una joint venture con il British Institute of Recorded Sound, poi riorganizzata negli anni '80 come entità indipendente dietro abbonamento, ed è proseguita fino a pochi anni fa, pubblicando in definitiva oltre 500 dischi. Naturalmente, queste edizioni conservano le caratteristiche dei master originali, come i solchi larghi, dai quali sono ricavate.

Un esempio più recente di edizioni su vinile moderno, ricavate da vecchi master in metallo, è costituito da "Glenn Miller - Swing for the Jukebox" (Rollofone GMSET, 5 dischi, 10", 78 giri), ma per questo cofanetto è stata seguita un'altra strada: i master in metallo per i dieci lati di classici di Glenn Miller sono stati convertiti in codifica DSD dai quali la Rollofone ha creato nuovi master per realizzare i dischi a 78 giri. I solchi sono qualcosa di ibrido; come dice l'azienda, «i dischi verranno utilizzati con uno stilo 'microsolco'; tuttavia, per permettere l'uso di stili per solchi standard, abbiamo inciso i dischi un po' più in profondità, il che apre il solco nella parte superiore, consentendo anche l'utilizzo di stili per solchi standard.» Non viene data alcuna spiegazione del perché siano stati creati nuovi master anziché stampare quelli vecchi, alla maniera della Historic Masters. Il cofanetto è a tiratura limitata; sono disponibili 200 copie.

Non tutte queste edizioni sono ricavate da master in metallo; occasionalmente qualcosa ricavato da vecchi master su nastro viene stampato su 78 giri. Per esempio, alla fine degli anni '80 la Rhino Records pubblicò una serie di cofanetti di 78 giri contenenti vecchi classici, presumibilmente rivolti a chi aveva in casa jukebox d'epoca. La Rhino affermava che i dischi erano stati ricavati dai master su nastro originali ed erano stati pubblicati in quantità molto limitata. Almeno, alcuni erano stereo.

La seconda strada da seguire è registrare nuova musica da pubblicare su dischi a 78 giri. Molti di questi sforzi sembrano essere o edizioni speciali per il mercato collezionistico di dischi vintage o "pezzi unici" pubblicati come articoli promozionali o facenti parte di un progetto. Uno appartenente all'ultima categoria risale al 1980 circa, quando la Nimbus pubblicò un cofanetto di cinque dischi chiamato Comparisons, che presentava l'esecuzione di un'unica composizione, la Sonata per pianoforte n.29 op.106 di Beethoven (denominata Hammerklavier), registrata in digitale e in analogico a 33,3 e 45 giri con il movimento finale su 78 giri. Questa registrazione, rivolta espressamente agli audiofili, che anche allora discutevano sui meriti, relativi, delle tecniche di registrazione analogica e digitale, era in stereofonia, e la stampa era microsolco - sostanzialmente si trattava di un comune LP dell'epoca "accelerato" alla vecchia velocità standard. Non sono sicuro se fosse un'edizione limitata, ma di sicuro non ne ho mai visto una copia dal vivo.[2] In anni più recenti, uscite speciali su 78 giri sembrano essere state una presenza abituale in occasione del Record Store Day.

Non pubblicati per scopi promozionali, né abbinati a qualche progetto e nonostante non fossero articoli commerciali standard - davvero, com'era caratteristica dell'artista, distribuiti su 78 giri senza immediato motivo apparente - esistono due dischi da 10", del 1996, registrati dal chitarrista americano "delle origini" John Fahey (del quale potrete conoscere qualcosa in più qui). Per quanto ne so, la loro diffusione avrebbe dovuto essere privata, non rivolta alla distribuzione generale, ma ogni tanto alcune copie saltano fuori e sono ricercate dai fan di Fahey.

La cosa, probabilmente, sorprenderà molti lettori di TNT-Audio il cui interesse per la musica pop è maggiore del mio, però anche alcuni album dei Beatles hanno avuto edizioni a 78 giri. Quando il gruppo acquisì lo status di fenomeno internazionale, naturalmente i suoi dischi furono richiesti in paesi che erano rimasti indietro, rispetto all'Inghilterra, all'Europa e agli Stati Uniti, nell'adozione dell'LP come standard. Pertanto, in quei paesi la Parlophone, o sue sussidiarie, stampò 78 giri dei Beatles per soddisfare la domanda locale. Suppongo che l'India sia l'esempio più noto al grosso pubblico amante della musica, ma edizioni simili su 78 giri comparvero anche nelle Filippine, in Colombia e in Argentina. Queste edizioni "straniere" non furono mai esportate, e come potete immaginare, oggi per i collezionisti hanno un certo valore.

E per quanto riguarda i giorni nostri? Con mia sorpresa, una piccola etichetta discografica coraggiosa sta realizzando, incredibilmente, nuove e splendide registrazioni e le sta pubblicando su 78 giri come parte del suo catalogo regolare, non come promozioni o novità uniche. I risultati sono... oh, ma il tempo è scaduto. Riprenderemo la prossima volta. Ci vediamo sull'altro lato!

Note dell'autore

[1] - Con tante scuse ad Alan Walker, la cui canzone Faded, che contiene questo verso, è una delle preferite di mia figlia adolescente.

[2] - A dire il vero possiedo una delle edizioni Nimbus "Super Analogue Master" a 45 giri, una raccolta di sonate per clavicembalo di Soler eseguite dall'eccellente clavicembalista inglese Gilbert Rowland anni prima che registrasse un ciclo completo su CD Naxos. Anche a quella maggiore velocità, il disco Nimbus cerca di far stare più di 30 minuti di musica su ciascun lato, un'impresa che ricorda i dischi long-playing per puntine in diamante di Edison, che riuscivano a contenere 20 minuti per lato a 80 giri/minuto.

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