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![[Audio Bricks amp] [Audio Bricks amp]](../jpg/audiobricks_amp.jpg)
Prodotto: amplificatore integrato Audio Bricks®
Produttore: Audio Bricks® - Italia
Prezzo: variabile (vedi testo)
Recensore: Lucio Cadeddu - TNT-Audio Italia
Recensito: maggio, 2026
Il mondo dell'HiFi, stancamente, gira spesso intorno a sé stesso, riproponendo topologie circuitali già viste, e vecchie di decenni, estetiche che strizzano l'occhio più al design che alla funzione, e raramente si incontra qualcosa di veramente nuovo o semplicemente insolito. La stessa autocostruzione segna un po' il passo, perché - diffusori a parte - ormai costa meno acquistare componenti ChiFi già finiti a prezzi inferiori rispetto a quelli che si dovrebbero affrontare realizzando tutto in casa, e con risultati spesso peggiori. Comunque l'autocostruzione pura richiede esperienza, manualità e il saper saldare come si deve.
![[Atmo Sfera] [Atmo Sfera]](../jpg/atmo_sfera.jpg)
Così, dopo aver realizzato un bellissimo giradischi platter-less (senza piatto!) (l'Atmo Sfera), a Paolo Caviglia - designer elettronico & elettromeccanico, coadiuvato da Irene Caviglia, product designer industriale - viene un'idea, bizzarra quanto rivoluzionaria: e se ognuno potesse realizzarsi in casa, in pochi minuti, il componente HiFi che desidera, con il contenuto, la forma e i colori che preferisce, semplicemente usando dei mattoncini da costruzione, dei moduli preassemblati e senza saper saldare alcunché?
Uno streamer, un ampli cuffia, un ampli integrato...in pochi minuti, dall'idea al tasto play! Nasce così il progetto Audio Bricks®, ora vantaggiosamente finanziabile su Kickstarter, basato su questa nuova idea. Si possono usare mattoncini da costruzione e una serie di adattatori (brevettati, si veda foto sotto), realizzati da Audio Bricks, per gestire connessioni, pulsanti e tutto ciò che è necessario per far funzionare un componente HiFi.
![[Audio Bricks - adapters] [Audio Bricks - adapters]](../jpg/audiobricks_adapters.jpg)
Naturalmente, se la voglia di giocare con le costruzioni non fosse irresistibile, si possono acquistare componenti già pronti e finiti, plug & play. Al momento sono disponibili uno streamer audio, un amplificatore cuffia, un piccolo diffusore, un music center completo e, prossimamente, l'ampli integrato che ho ricevuto in prova (magari con schede diverse su richiesta del cliente). Con il sistema Audio Bricks avete a disposizione tre modalità di approccio: 100% autocostruzione pura (elettronica e cabinet) - schede già pronte e cabinet da costruire da zero - prodotto finito. I prezzi per i componenti finiti sono assolutamente popolari: €470 il music center e €169 l'ampli cuffia. Prezzi molto più bassi, invece, per i diversi livelli di kit da assemblare. I mattoncini non è neppure necessario acquistarli, se li aveste già in casa.
![[Audio Bricks step by step] [Audio Bricks step by step]](../jpg/audiobricks_modes.jpg)
Per quanto riguarda le alimentazioni da utilizzare si può tranquillamente ricorrere ad alimentatori che si hanno già in casa. La filosofia Audio Bricks infatti supporta l'idea di riciclo e di minimizzazione dei costi di spedizione. Addirittura si può ricorrere agli alimentatori da smartphone. Citando direttamente la documentazione tecnica di Audio Bricks:
“gli alimentatori per cellulare in commercio oggi sono “smart”, cioè sono in grado di erogare tensioni fino a 20 V e correnti fino a 3 A se “interrogati” dalla connessione USB C che fornisce anche la tensione di ricarica delle batterie del telefono. Il nostro sistema ha un incastro che alloggia un PCB di Power Delivery Controller che chiede all'alimentatore la giusta tensione di alimentazione per il circuito collegato. Nel caso l'hobbysta abbia solo il classico caricabatteria con uscita a 5 V fissi, abbiamo una cornice con un alimentatore switching “boost” che eroga tensioni singole o duali al circuito, con il valore necessario.”
All'interno ci si può sbizzarrire: i PCB standard che vanno negli adattatori ad incastro sono tutti dotati di connettori in standard JST, differenti tra i connettori di segnale, di alimentazione e di controllo, a prova di errore e alla portata di tutti. Il montaggio standard non richiede assolutamente saldature o adattamento di alcun genere. Alimentazione esterna a parte, non ci sono vincoli alla qualità e al contenuto del componente che costruiamo: potrebbe essere un piccolo ampli in classe A, AB, D, un DAC NOS e tutto ciò che la nostra fantasia ci permette di immaginare. Audio Bricks è in sostanza una piattaforma con la quale giocare all'infinito.
Infine, nota a margine ma non meno rilevante, tutta la componentistica Audio Bricks è realizzata in Italia.
In questo video si può vedere con quantà rapidità e facilità si possa realizzare uno streamer, ad esempio:
![[Audio Bricks amp] [Audio Bricks amp]](../jpg/audiobricks_amp_inside.jpg)
Il componente che ho ricevuto è un amplificatore integrato basato su una scheda aftermarket in classe D con il solito TPA3116. Sollevato il coperchio di plastica del cubetto colorato si ha accesso alla scheda, dotata di potenziometro di volume, un ingresso linea e un'uscita. Non si tratta di una scheda proprietaria ma di una qualunque scheda completa acquistabile facilmente ovunque per circa una decina di euro. Il suono, pertanto, sarà quello della scheda e dell'alimentatore utilizzato. Ne ho ricevuto due, uno più grosso (19V) e uno ridotto (15V). È ben noto che il chip TPA3116 può generare potenze elevate in uscita con un'alimentazione adeguata ma, spesso, un alimentatore meno potente consente al chip di esprimersi con maggiore raffinatezza.
Il confronto l'ho eseguito con un Fosi V3 ma, come accennato, il suono è solo un accessorio in questo frangente, perché ciò che conta è l'idea. Acquistate una qualunque scheda già pronta, ci costruite il cabinet intorno, collegate l'alimentatore allo spinotto e avete finito.
Il suono è quello già noto dei vari amplificatori basati sul TPA3116, con le ovvie varianti dovute alla (poca) componentistica passiva di contorno. In sintesi, solita buona risoluzione in gamma medio-alta, sufficiente estensione in gamma bassa, con un buon controllo unito a un buon impatto nonostante la bassa potenza d'uscita con gli alimentatori forniti. Con 19V il suono guadagna potenza e impatto ma tende a sgranare un po' e a perdere una certa omegeneità timbrica, che invece ricompare con l'alimentatore da 15V.
Il confronto col Fosi V3, alimentato stavolta a 32V, è ovviamente perdente, un po' su tutti i parametri. Il V3 si continua a confermare (era da un po' che non lo ascoltavo!) un ottimo amplificatore, completo e senza difetti evidenti, specie considerando il basso costo necessario per entrarne in possesso. Senza il confronto diretto con il V3, comunque, il buon vecchio TPA3116 si difende alla grande, e certo fa impressione sentire tanto suono, sia in termini quantitativi che qualitativi, da un cubetto colorato fatto coi mattoncini da costruzione. Ora, nessuno ci vieta di prendere una scheda simil-V3 (cioè col TPA3255, tipo questa) e metterla al posto di questa col 3116, si trovano un po' ovunque per poche decine di euro, persino con componentistica di contorno assolutamente dignitosa (Nichicon etc.). Il cabinet realizzato coi mattoncini potrà essere facilmente adattato.
Nonostante l'assenza di un cabinet metallico intorno alla scheda, non ho notato alcun problema di interferenza, captata o indotta. Insomma, l'idea buona c'è, sta alla vostra fantasia trasformarla in un oggetto ben suonante, realizzato secondo il vostro gusto. Ora non resta che attendere di provare qualche componente finito di Audio Bricks®, quelli con l'elettronica proprietaria.
Sono estremamente felice della nascita di questa idea, divertente e rivoluzionaria al tempo stesso, che potrebbe sia dare un nuovo impulso all'autocostruzione facile che simultaneamente portare attenzione nuova verso il mondo dell'HiFi, grazie al fatto che gli Audio Bricks sono dei prodotti di design ma, soprattutto, idee che si materializzano secondo il gusto e l'inventiva dei singoli realizzatori. La fantasia al potere, insomma, come si diceva una volta. Non posso che congratularmi con Paolo e Irene Caviglia per questa ventata di fresca novità, ce n'era davvero un gran bisogno.
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