Editoriale di aprile 2026

Andamento del mercato musicale negli USA secondo i dati ufficiali RIAA

[RIAA 2025]

Autore: Lucio Cadeddu - TNT-Audio Italia
Pubblicato: aprile, 2026

È sempre interessante analizzare l'andamento del mercato musicale americano, perché spesso è indicativo di trend globali. Anche quest'anno la RIAA (Recording Industry Association of America®) pubblica i dati ufficiali relativi alle vendite di dischi o, meglio, ai proventi generati dalla musica. In effetti, da quando la maggior parte della musica passa per via digitale e immateriale, parlare di unità vendute non ha più molto senso.

Per questa ragione, per capire bene come stiano andando le cose, bisogna fare uno sforzo in più. Probabilmente alla RIAA fa comodo mostrare che le cose vanno benissimo (strano, vero?), per cui si limita a mostrare il flusso di denaro generato dai vari media musicali. Se si guardano i dati senza riflettere, si noterà che il fatturato è in costante aumento, infatti: dai 9.8 miliardi di dollari del 2021 si è saliti in maniera costante fino a 11.5 miliardi di dollari nel trascorso 2025. Questo, però, non significa che, automaticamente, sia aumentato il numero di dischi venduti o di canzoni trasmesse via streaming. Sono semplicemente aumentati i costi della musica, ma non la fruizione. Non solo, ma se si tiene conto dell'inflazione, anche l'aumento del fatturato è completamente da rivedere.

Più precisamente, basta cliccare sul pulsante “adjusted for inflation” e il grafico, che prima era in salita, diventa calante. Qui sotto potete vedere i due grafici a confronto. Astutamente il secondo grafico non è visibile immediatamente sul report della RIAA, bisogna cliccare sulla piccola finestrella che consente la generazione del nuovo grafico, aggiustato in termini di valori reali (tenendo conto dell'inflazione). Come potete ben vedere, il picco è tutto concentrato nel decennio 1990-2000 e poi un calo seguito da una piccola risalita tra il 2015 e il 2020, ma non si è più tornati ai valori dell'epoca d'oro (20-30 anni fa). Quando vi raccontano numeri, imparate a leggerli, perché non mentono mai. Lo stesso ragionamento ovviamente, si può applicare ai millantati fatturati in crescita del mercato HiFi.

[RIAA 2025][RIAA 2025]

L'altro dato interessante riguarderebbe la vendita dei supporti fisici, ma anche qui la narrazione entusiastica della RIAA si ferma ai dati del fatturato. Il vinile è in crescita, ma solo come fatturato, il che non significa automaticamente che si siano venduti più vinili, semplicemente che costano di più. Anzi, potrebbero essersene venduti meno, ma a un prezzo unitario più alto. Se vendo 100 kg di mele al mese, a 1€ al kg, quel mese avrò incassato (fatturato) 100€. Un aumento del costo alla produzione (per esempio) mi costringe ad aumentare il prezzo delle mele a 2€/kg e supponiamo che riesca a fatturare 150€: sono felice? Sì, ma in realtà, ho venduto meno mele, esattamente 75kg e non 100kg. Il fatturato è cresciuto, ma le vendite sono diminuite, così come le persone interessate alle mele. E restano ancora da valutare gli utili reali, che dipendono da tante altre variabili.

Tornando agli LP, dai 679 milioni di dollari nel 2021 il fatturato è cresciuto sino all'attuale miliardo di dollari. Una buona notizia? Forse sì, ma senza conoscere il numero di copie vendute è un trend che non dice molto. Si capisce solo che rappresenta il 9% del fatturato totale. O, se vogliamo vederla in altri termini, che i consumatori utilizzano musica non fisica per il 91% del fatturato, il che fa sembrare tutto molto meno roseo per i supporti fisici.

[RIAA 2025 - LP]

Per quanto riguarda il buon vecchio CD, dal 2020 in poi...vivacchia, senza né crescere né diminuire, sempre riferendosi al fatturato (312 milioni di dollari nel 2025). Il confronto col vinile è impietoso, in pratica i consumatori americani spendono per gli LP il triplo che per i CD. Siccome però i CD mediamente costano meno, è possibile che i numeri di unità vendute siano più vicini.

In conclusione, l'interesse per il vinile è innegabile, ma è pur sempre un mercato di nicchia, sostenuto da vecchi appassionati e da un nutrito gruppo di boomer e GenZ che scoprono o ri-scoprono il vinile per la prima volta, come un ritorno alle cose buone di una volta, fatte a mano e cotte nel forno a legna. Alert: non infilate mai un LP in un forno a legna! È una sorta di slow food musicale, se vogliamo. Gli LP, come noi appassionati sappiamo bene, regalano soddisfazioni solo se ci si impegna, e non solo economicamente, ma anche tecnicamente. Un LP suonato su un giradischi di fortuna, o un residuato bellico, regolato a caso, suonerà peggio di qualunque CD o stream digitale.

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