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![[Non si chiede all'oste se il suo vino è buono]](../jpg/oste.jpg)
Autore: Lucio Cadeddu - TNT-Audio Italia
Pubblicato: febbraio, 2026
Ne “La secchia rapita” di Alessandro Tassoni (1621) si può leggere quanto segue:
Quando in Modana entrar due ambasciatoriGià nel 1600 era chiaro che chiedere all'oste se avesse del buon vino fosse un po' da stupidi. Eppure, ancora oggi, tantissimi audiofili si ostinano, ed è un trend in preoccupante ascesa, a chiedere consiglio su cosa acquistare a chi vende prodotti HiFi. Arrivano all'assurdo di chiedere al negoziante di “recensire” il prodotto! Che volete che vi dica, che ha anche dei difetti? È chiaro che mai e poi mai uno che vende un prodotto vi dirà di non comprarlo, è nella natura delle cose, indipendentemente dall'onestà del venditore. Se è estremamente onesto vi dirotterà su qualche altro componente, qualora ravvisasse un errore di scelta da parte vostra, ma sempre e comunque all'interno di quelli presenti in negozio. Voi fareste lo stesso, al suo posto. È lì per vendere, non per sopportare le vostre ossessioni e paranoie!
Con pacifici aspetti e modi umani;
E smontati al Monton col vetturino,
Chiesero all'oste s'egli avea buon vino.
Ora, potrebbe darsi che il venditore sia anche un vero appassionato ed esperto, ma non datelo per scontato. Conosco persone in questo settore che potrebbero vendere HiFi come scarpe da donna o mortadelle. Ho conosciuto in passato - quando ancora riuscivo a frequentare assiduamente le mostre del settore - personaggi ai quali non avreste neppure permesso di lustrarvi le scarpe, atteggiarsi oggi a raffinati progettisti, venditori o esperti. Credetemi, è un vero zoo.
Il sottoinsieme di rivenditori di HiFi che contiene anche quelli esperti ed appassionati è più piccolo, ma esiste. Tra questi, poi, c'è un altro sottoinsieme, quello dei commercianti appassionati ed onesti. Capite bene che ci vuole un po' di fortuna per capitare con qualcuno che appartenga a questa piccola sotto-categoria. Per fortuna esistono, ma bisogna saperli riconoscere.
Si potrà obbiettare che il negoziante, avendo a disposizione tanti marchi diversi, vi consiglierà per il meglio, non avendo interesse a proporre uno o l'altro marchio, visto che la vendita sarebbe realizzata comunque. Ebbene, magari fosse così semplice! Non tutti i marchi offrono la stesso margine di guadagno. Ci sono quelli dove la scontistica è estremamente flessibile, e quelli che non consentono ampi spazi di manovra. Quindi è possibile che il negoziante guadagni di più vendendo un prodotto piuttosto che un altro. E, altrettanto ovviamente, anche a parità di margine, vi spingerà ad acquistare quello più costoso. Tenete conto che esistono aziende, blasonatissime, che vietano ai negozianti di pubblicare i prezzi di listino. Altri prezzi sono solo “su richiesta”, quasi che ci sia un po' di (sana) vergogna a comunicare pubblicamente certe cifre. In questo mercatino paesano globale, dunque, i prezzi sono solo un accessorio col quale giocarsi la vendita.
Come comportarsi, dunque? Intanto cominciando a non demandare ad altri la scelta di un componente, tanto meno qualcuno che ha interesse diretto nella vendita. Se possibile, sempre meglio ascoltare con le proprie orecchie senza lasciarsi condizionare, limitando la scelta a due, massimo tre componenti nella stessa fascia di prezzo. Se le cifre in gioco sono importanti, meglio chiedere i componenti per una prova in casa propria, o tramite versamento di caparra o chiedendo (e magari pagando) la disponibilità del venditore per qualche ora. Questo lavoro può essere integrato con l'opinione di terzi, che siano però indipendenti ovvero senza interesse diretto nella vendita: consulenti, riviste, anche amici più esperti di cui ci si fida.
Nel frattempo, impariamo a riconoscere i negozianti seri da quelli “un tanto al chilo”. Se già esordiscono parlandovi dello sconto che riescono ad applicare, cominciate a sospettare. Forse non siete nel posto giusto, a meno che non sappiate già cosa comprare.
Sapete che diceva il famoso economista Benjamin Graham? “Price is what you pay. Value is what you get” ovvero “il prezzo è ciò che pagate, il valore è ciò che ottenete.” Prezzo e valore in HiFi, specie di questi tempi, non sono più in relazione reciproca.
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