Editoriale di febbraio 2026

Sony e i cinesi di TCL pianificano una joint venture nell'intrattenimento domestico

[Sony & TCL joint-venture]

Autore: Lucio Cadeddu - TNT-Audio Italia
Pubblicato: febbraio, 2026

Il colosso giapponese Sony e quello cinese TCL Electronics Holdings Limited hanno firmato un cosiddetto memorandum d'intesa (MoU) per valutare la creazione di una joint venture nel segmento dell'intrattenimento domestico, sia video che audio.

Secondo la struttura proposta, la cinese TCL deterrebbe una quota del 51% nella nuova impresa, con Sony che manterrebbe il 49%. La joint venture opererebbe nel business dell'intrattenimento domestico di Sony e opererà a livello globale, coprendo lo sviluppo del prodotto, la progettazione, la produzione, le vendite, la logistica e il servizio clienti per TV e prodotti audio domestici.

Le due aziende affermano di puntare a firmare accordi vincolanti definitivi fra circa un mese, entro la fine di marzo (2026). Fatti salvi gli accordi definitivi, le approvazioni normative e altre condizioni consuetudinarie, la nuova società dovrebbe iniziare a operare sul mercato nell'aprile 2027.

Secondo un comunicato stampa, la joint venture combinerebbe le tecnologie video e audio di Sony, il portafoglio di marchi e l'esperienza della distribuzione con le tecnologie di TCL, l'impronta produttiva e la struttura dei costi. I prodotti dovrebbero essere commercializzati ancora con il nome Sony, incluso il marchio BRAVIA per televisori e apparecchiature audio per la casa.

Le due aziende sostengono che il mercato globale dei televisori a grande schermo continua ad espandersi, guidato dalla crescita delle piattaforme di streaming, dall'evoluzione delle funzionalità IA e dalla domanda di una maggiore risoluzione e di display più grandi. La joint venture proposta mira a capitalizzare queste tendenze e a perseguire un'ulteriore crescita nel mercato dell'intrattenimento domestico.

Questi in sintesi i commenti dei rispettivi CEO delle due colossi:

Commento di Kimio Maki: “Siamo lieti di aver raggiunto questo accordo con TCL per una partnership strategica. Combinando l'esperienza di entrambe le aziende, miriamo a creare nuovo valore per il cliente nel campo dell'intrattenimento domestico, offrendo esperienze audio e visive ancora più accattivanti ai clienti di tutto il mondo.”

Commento di DU Juan, Presidente di TCL: “Crediamo che questa partnership strategica con Sony rappresenti un'opportunità unica per combinare i punti di forza di Sony e TCL, creando una potente piattaforma per una crescita sostenibile. Attraverso la complementarità strategica del business, la condivisione della tecnologia e del know-how e l'integrazione operativa, ci aspettiamo di elevare il valore del nostro marchio, ottenere una maggiore scala e ottimizzare la catena di fornitura al fine di fornire prodotti e servizi superiori ai nostri clienti.”

Cosa si può evincere da questo accordo? Che sempre più i grandi marchi dell'elettronica si stanno appoggiando a grandi aziende cinesi (basti pensare a ciò che è accaduto a MBL qualche mese fa) che evidentemente hanno sia i capitali che il know-how per far funzionare meglio le cose. Probabilmente non cambierà molto nella linea dei prodotti Sony, almeno non nel breve periodo. A me preoccupa sempre un po' vedere quel 51% di TCL a fronte del 49% di Sony, nella composizione della nuova joint-venture. Mi preoccupa perché il mondo dell'imprenditoria cinese è ancora abbastanza diverso da quello del resto del mondo, per condizioni lavorative dei dipendenti e per politiche di marketing. Basti pensare alla recente (poi ritirata) campagna pubblicitaria di BYD che offriva ai clienti Stellantis, stanchi delle vicissitudini del motore PureTech, sconti rottamazione per chi passava a una loro automobile BYD. Si chiamava “Operazione Purefication” e dall'inizio di quest'anno offriva fino a 10.000€ di sconto su modelli cinesi per la rottamazione di auto con motori 1.2 PureTech Stellantis (con nota cinghia a bagno d'olio difettosa). La campagna è stata bloccata dallo IAP perché giudicata denigratoria.

L'altro aspetto da rimarcare è che, alla luce di questi fatti, sempre più frequenti, è arrivato il momento che anche gli appassionati più intransigenti col Made in China ci mettano una pietra sopra e se ne facciano una ragione. Pian piano il colosso asiatico si sta prendendo tutto. Non solo, ma ha know-how per fare altrettanto bene, se non meglio. Fra 10 anni rileggere queste righe suonerà quasi divertente.

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