Editoriale di marzo 2026

Altre crepe nel castello di carte dell'HiFi: anche Cabasse in difficoltà finanziarie

[Cabasse]

Autore: Lucio Cadeddu - TNT-Audio Italia
Pubblicato: marzo, 2026

Nonostante da più parti si continui a dire che va tutto bene, che il mercato HiFi non è mai stato così florido, arrivano altre notizie che contraddicono palesemente questa curiosa narrazione. Dopo MBL, Krell, Auralic, Cocktail Audio, Devialet e altri nomi importanti, anche lo storico marchio francese Cabasse sta attraversando un difficile momento di crisi finanziaria, tanto che persino il titolo in borsa è stato bloccato.

Cabasse, fondata nel lontano 1950 da Georges Cabasse (scomparso nel 2019), è da sempre stato uno dei marchi più popolari e venduti in Francia, con un buon successo anche all'estero. In passato abbiamo recensito, molto positivamente, alcuni modelli Cabasse, in particolare Sloop, Jersey e Caprera.

Nel 2006 il marchio è stato acquisito dal Canon Group, la multinazionale giapponese. Nel 2014 il gruppo AwoX (francese) rileva Cabasse da Canon al costo di 4,5 milioni di euro. Questo, per un po' di tempo, ha consentito il rilancio, anche d'immagine, dello storico marchio: grande attenzione per il mercato del lusso e del wireless, e lo spostamento della produzione dei diffusori top di gamma nuovamente su territorio francese.

[Cabasse]

Successivamente, la divisione di illuminazione di AwoX viene acquisita (2020) da Eglo Leuchten Gmbh e il gruppo AwoX prende il nome di Veom Group, che riunisce quindi Cabasse, Chacon e DiO e riorienta le proprie attività nei settori audio e domotico ad alta fedeltà. Nel 2022 Cabasse si quota in borsa. Pochi giorni fa, il 27 febbraio 2026, la società ha depositato una dichiarazione di insolvenza e ha richiesto l'apertura di un procedimento di riorganizzazione giudiziaria presso il Tribunale commerciale di Montpellier.

Il finanziamento obbligazionario convertibile attuato nel marzo 2025 non è stato sufficiente a sostenere le operazioni. Le discussioni con i partner finanziari non sono riuscite a riprogrammare il debito, rendendo immediatamente esigibili i debiti bancari. Le motivazioni paiono essere legate a un forte calo dell'attività commerciale, in particolare a causa di problemi della catena di approvvigionamento con i principali fornitori asiatici. Queste tensioni hanno portato a termini di pagamento più rigidi, ponendo l'azienda in una posizione finanziaria insostenibile. Il tribunale di Montpellier deve ancora prendere una decisione, ma è chiaro che la speranza sia quella di trovare nuovi investitori pronti a risistemare economicamente l'azienda.

Cabasse impiega una trentina di dipendenti e il mio pensiero va ovviamente a loro e alle rispettive famiglie. Quando un CEO o un CTO sbagliano l'impostazione generale di un'azienda, difficilmente ne pagano le conseguenze, più frequentemente sono i dipendenti a farne le spese.

È difficile individuare tutti i motivi che hanno portato a questa situazione. Forse il riposizionamento nel settore del lusso non ha funzionato. La mia sensazione è che nessuno, in questo settore, sia al riparo da problemi finanziari. Ci sono troppi marchi, e il numero è in continuo aumento, in un mercato che si sta restringendo sempre di più, per cronica mancanza di ricambio generazionale.

Gli audiofili di lunga data che prima o poi abbandonano il settore non sono rimpiazzati da un numero sufficiente di giovani, oggi più interessati ad altre tecnologie e, diciamocelo, sostanzialmente appagati dai suoni che ascoltano tramite smartphone e cuffie. In più, la classe media è praticamente scomparsa, esistono solo prodotti ultra-economici di provenienza cinese e follie da multi-milionari. È evidente che questa dicotomia non può che causare grossi problemi. È nella natura delle cose: la presenza di troppi attori in un mercato che definire bizzarro è poco fa prevedere che la scia di aziende in difficoltà sia destinata ad allungarsi.

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