Editoriale di ottobre 2025

Anche Cocktail Audio e Auralic chiudono i battenti

[Auralic]
[Cocktail Audio]

Autore: Lucio Cadeddu - TNT-Audio Italia
Pubblicato: ottobre, 2025

Non è passato molto tempo da quando avevamo pubblicato un paio di editoriali dedicati alle aziende HiFi e high-end in crisi finanziaria, trovate gli articoli qui e qui. Vi abbiamo raccontato dei guai per Krell ed MBL (infine acquistata da un gruppo cinese, maggiori dettagli a breve), passando per la chiusura di Verity Audio e le incertezze sul futuro di Devialet e darTzeel, arrivando infine al tonfo del gruppo Sound United (Bowers & Wilkins, Denon, Definitive Technology, Polk Audio, Classé, Boston Acoustics e Marantz) acquistato da Harman - cioè Samsung! - a una frazione del prezzo che aveva pagato il gruppo Masimo solo pochi anni prima.

Il quadro che ne esce fuori non è certo dei più rosei. Nel frattempo sono arrivate le notizie delle chiusure definitive di Cocktail Audio e Auralic. Quest'ultima aveva conquistato di recente qualche award come prodotto dell'anno. A questo proposito avremo modo di fare un'altra amara riflessione sul tema dei Best Buy/Recommended. Ora, la prima azienda non ha fornito spiegazioni, mentre la seconda lascia intuire che i nuovi dazi USA abbiano tagliato definitivamente le gambe all'export. Per la prima il mio sospetto è che sia stato sbagliato il riposizionamento sul mercato. Nata come azienda di music server intelligenti, ben suonanti e poco costosi (l'X10 e l'X12, che avevamo positivamente recensito) ha provato a conquistare fasce di pubblico più elitarie, con music server sempre più costosi. Questa è sempre un'operazione molto rischiosa perché gli acquirenti budget-conscious non riconoscono più la mission del marchio e quelli disposti a spendere di più difficilmente si mettono in casa un brand che è diventato famoso grazie a un music server da poche centinaia di euro. È come se, passatemi il paragone, un'azienda che realizza prodotti alimentari per discount all'improvviso, mantenendo lo stesso marchio, pretendesse di aggredire il mercato gourmet. Il fallimento sarebbe praticamente assicurato. Qualche volta i riposizionamenti di mercato hanno funzionato, ma il cliente audiophile è per sua natura diffidente e molto ancorato allo status.

Per Auralic non so trovare risposte diverse da quelle fornite in maniera ufficiale dall'azienda, ma di sicuro nel settore digitale (streamer, music server e DAC) l'aggressione dal basso di marchi che realizzano ottimi prodotti primo prezzo dev'essere molto difficile da combattere. Non dimentichiamo che, in fondo, music server e DAC hanno sempre riscosso meno interesse rispetto ad amplificatori e diffusori, nella mentalità audiofila e, in più, soffrono di obsolescenza rapidissima.

Non si tratta di belle notizie, soprattutto per i lavoratori e per i clienti che si vedono recidere all'improvviso contratti di lavoro (i primi) e di garanzia sui prodotti (i secondi), per non parlare dell'assistenza ufficiale e del valore residuo sul mercato dell'usato. Per prodotti digitali che necessitano di aggiornamenti software e firmware continui questo equivale al crollo dell'interesse (e, talvolta, dell'utilizzabilità) sul prodotto. Chi acquisterebbe un prodotto digitale che non può più essere aggiornato e che, pertanto, potrebbe smettere di funzionare da un momento all'altro? Sappiamo bene cosa succede con gli smartphone, ad esempio. A un certo punto per un dato modello cessano di essere disponibili gli aggiornamenti software e, di conseguenza, le sempre più aggiornate app smettono di essere utilizzabili.

Insomma, come diciamo da anni...non tira una buona aria su questo settore, nonostante i soliti difensori d'ufficio che ora si stracceranno le vesti dicendo che siamo noi i profeti di sventura. Noi certe cose le diciamo ormai da 30 anni, urlando nel deserto, quando invece sarebbe bastato ripensare questo settore in maniera realistica e lungimirante, puntando sul ricambio generazionale.

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