Consulenza HiFi - Lettere alla Redazione di TNT-Audio

Settimana 24/1/2026 - 31/1/2026

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  1. Varie ed eventuali
  2. Upgrade sezione analogica
  3. Cambio amplificazione
  4. Dove infilare le cuffie??
  5. Consiglio su upgrade impianto
  6. Macchie sulle copertine degli LP
  7. Semplificazione impianto
  8. Difficoltà nel reperire i Lonpoo LP42MX
  9. Molte idee confuse
  10. Ho visto anche degli audiofili felici

Varie ed eventuali
Caro direttore, mi scusi se le scrivo nuovamente a proposito della pulizia del vinile (ultimo numero della rubrica delle lettere), ma intendevo dire lo strumento più efficace per pulire il vinile appena prima di metterlo sul piatto (spazzola con fibre di carbonio, tampone di tessuto simil-velluto, Nagaoka Roller o altro?). A questo punto le chiedo inoltre se davvero è consigliabile lavare anche i dischi nuovi con buone macchine lavadischi (a proposito quali sono secondo lei le più efficaci e magari se mi può dare il nome di qualche marca).
Infine le chiedo se ha avuto occasione di ascoltare le nuove ART TRENNER&FRIEDL (con woofer passivo) e se secondo lei vale la pena che cambi le mie (acquistate nel 2019).
Grazie della sua pazienza,
Francesco - E-mail: francesco.pizz2155 (at) gmail.com

LC
Caro Francesco,
personalmente amo il rullo Nagaoka, anche se di tanto in tanto uso anche una spazzolina in fibre di carbonio, se ho fretta. Ricordati di pulire anche il piatto, prima di poggiarci il disco e, allo stesso modo, di pulire entrambe le facciate del disco, altrimenti lo sporco sulla facciata che poggia sul piatto prende la polvere del piatto e magari deposita lo sporco di nuovo sul piatto stesso. Il sistema migliore per lavare i dischi è una macchina a ultrasuoni, ne abbiamo recensito qualcuna e trovi qui su TNT-Audio anche un
progetto per assemblarsela in casa. A ogni buon conto, fai una ricerca interna qui sul sito con parole chiave "lavadischi ultrasuoni", ne abbiamo parlato più volte. Lavare i dischi nuovi è una pratica diffusa, che io non ho mai adottato. Non l'ho mai ritenuto indispensabile, a meno di evidenti difetti di stampa. Infine, per quanto riguarda le nuove ART di T&F non so dirti molto, non le ho ascoltate. Le vecchie le recensii con grande soddisfazione. Essendo un marchio che fa poche cose e le aggiorna raramente, è possibile che il nuovo modello sia un un vero upgrade del precedente. Prova a sentire il distributore italiano, è possibile te ne possa far avere una coppia in prova.
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Upgrade sezione analogica
Buongiorno Direttore,
sono un fedele lettore di TNT-Audio e la ringrazio per l'impegno, la competenza e l'onestà con cui tiene viva questa rivista. Negli ultimi anni ho messo insieme il seguente impianto:

Il mio ambiente, come Le descrissi nelle mie mail di qualche anno fa, è irregolare e suona gravato da un rigonfiamento dei bassi. Il DSP con Dirac Live, che gestisce anche il sub, ha prodotto un miglioramento notevolissimo. Ascolto di tutto, soprattutto jazz e classica, amo la voce e il pianoforte (la cui microdinamica abbisogna di ampli molto veloci, e in questo parametro l'Audia Flight ha battuto un precedente Karan KAI 180 mk2). Ho anche provato i finali ZeroZone per alcuni mesi con buoni risultati collegandoli direttamente al DAC (il MiniDSP a monte ha il volume digitale). Un più recente consistente miglioramento è giunto grazie ai cavi cinesi Valhalla 2 (ho letto sulla rubrica della posta che un altro lettore di TNT Audio ha avuto un'ottima esperienza). Salvo eccezioni, trovo sempre più la risoluzione dei CD poco soddisfacente e priva di un qualcosa, molto meglio i formati a più alta risoluzione.
Volendo migliorare la sezione analogica pensavo di fare quanto segue:
  1. cambiare testina, budget max 4-500 euro. Sono attratto anche dalle MC, ma non so quanto siano adatte al mio giradischi.
  2. Dotare il Technics dello smorzatore del braccio KAB; il giradischi poggia su un supporto Rega da parete (muratura portante) e dista circa 80 cm da una cassa.
  3. Connettere il pre-fono al mini DSP anziché all'amplificatore (così da beneficiare della correzione ambientale anche per la sezione analogica) mediante un convertitore analogico/digitale (il miniDSP accetta segnali in ingresso fino a 96KHz). Con ciò vorrei anche provare a togliere l'ampli integrato e rimettere gli ZeroZone pilotandoli, assieme al sub, col volume del miniDSP.
Le chiedo cortesemente un parere al riguardo: ritiene che una doppia conversione del segnale analogico lo possa degradare al punto di vanificare ogni upgrade? In caso contrario avrebbe un convertitore A/D da suggerimi? E soprattutto quale testina dal buon rapporto q/p mi consiglia per avere un significativo miglioramento rispetto all'attuale?
Grazie se vorrà rispondermi, ho molta stima di lei e della sua competenza.
Stefano - E-mail riservato

LC
Caro Stefano,
se la suite Dirac del tuo MiniDSP ha migliorato molto il suono del tuo impianto specie nelle basse frequenze non vedo ragione per non usufruirne anche quando ascolti l'analogico. Per fortuna la stessa MiniDSP produce un piccolo convertitore ADC, che sia chiama POCKET ADC, dal costo molto basso (mi pare 75€ su Audiophonics) e che sarebbe perfetto per lo scopo. Il vantaggio della correzione Dirac supererà di gran lunga eventuali (tutti da verificare) degradi dovuti alla doppia conversione. Ti ricordo che lo stesso Ivor Tiefenbrun della Linn - in una prova in doppio cieco storica - non riuscì a distinguere il suo Sondek LP12 liscio da quello passato attraverso una doppia conversione A/D/A, perciò...😉
Per quanto riguarda la testina puoi anche provare una MC, ma per la cifra stanziata meglio una buona MM. Dai un'occhiata ai cataloghi Grado, Goldring, Sumiko e Ortofon per farti un'idea. Ognuno di questi costruttori ha un evergreen classic proprio per la cifra che hai stanziato. Infine, temo di non saperti aiutare con l'acquisto dello smorzatore KAB per il braccio del tuo 1200, non l'ho mai provato ma trovi una buona, seppur datata,
recensione del nostro Arvind qui su TNT-Audio.
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Cambio amplificazione
Caro Direttore,
torno a scriverti dopo diversi anni, anni in cui, per vari motivi che sarebbe inutile spiegare, ho dovuto modificare più volte il mio modo di ascoltare musica. In particolare solo da un paio d'anni ho potuto rimettere in funzione le mie vetuste (sono dell'85), ma adorate Proac Studio 1 (recentemente con i woofer ribordati dal buon Canini), in quanto l'ascolto mi era possibile solo attraverso l'impianto cuffie (Burson Audio Soloist prima serie, varie cuffie tra cui Grado RS1, Sennheiser HD 650, Hifiman HE 500, Denon AHD 2000, Shure SRH 1540, Stax Sr Lambda Pro con adattatore SRDX Professional). Ora ho potuto riunire tutto nella stessa stanza (5x6 m circa, con tappeti e molti quadri alle pareti) e quindi l'attuale composizione è la seguente:

Le sorgenti (Rega e lettore CD/Dac) sono collegate ad entrambi i “sistemi” tramite sdoppiatori RCA, il Rega in particolare al Trichord e poi al Burson da un lato, dall'altro direttamente all'ingresso phono del Rega IO. Per semplificare le cose e provare a dare un po' più di potenza alle Proac, pensavo di sostituire l'IO con il pre passivo Tisbury Audio e due Fosi Audio V3 mono (che ho già), o due Zero Zone, sfruttando la caratteristica del Tisbury di avere due uscite, con la seconda impostata in “loop” per collegare il Burson, e quindi poter collegare le due sorgenti senza sdoppiatori di sorta. In sostanza pensavo così di migliorare l'ascolto con un budget ridotto (per ora non posso permettermi altro). Ascolto di tutto (tranne la lirica).
Un'altra idea mi è balzata alla mente, e cioè che potrei tranquillamente fare a meno del Tisbury ed usare il Burson come pre (ha già tre ingressi e un'uscita). In questo modo l'unico “compromesso” sarebbe quello di dover usare gli sdoppiatori RCA solo sull'uscita del Burson, per collegarci i Fosi V3 e l'adattatore delle cuffie Stax elettrostatiche. Inoltre, poiché il pre fono Trichord è un po' “rumoroso” per i miei gusti, potrei rimpiazzarlo con il Tisbury Audio Domino (che sembra particolarmente silenzioso)? Lo riterresti un downgrade rispetto al Trichord Dino + e il suo alimentatore dedicato?
In attesa di un tuo gradito parere su questa mia ipotesi, Ti saluto cordialmente e Ti invio i miei migliori auguri di un Felice 2026.
Gian Marco - E-mail: gianmarco (at) caduceo.net

LC
Caro Gian Marco,
la prima domanda che ti faccio è: ti sembra che la potenza del Rega IO sia insufficiente? In altre parole, alzi così tanto il volume da portarlo in distorsione? Mi sembra strano. Se sì, certamente un'amplificazione più potente sarebbe la soluzione e questa che hai proposto sarebbe ottima, anche e soprattutto perché il budget sarebbe rispettato. Tieni conto che tra la coppia Pre Tisbury + finali ZeroZone e il Rega IO c'è una certa differenza timbrica: più aperta e brillante la prima soluzione, più morbida e calda la seconda. La differenza qualitativa è, invece enorme, da tutti i punti di vista (basso, dinamica, immagine etc.). Altra osservazione: dici che vorresti semplificare l'impianto, ma a me sembra che così lo complichi, perché al posto di un piccolo integrato arriverebbero un pre e due finali. Non useresti sdoppiatori, certamente, ma il numero di cavi aumenterebbe, se consideri quelli di segnale e quelli di alimentazione. Valuta bene pro e contro alla luce di queste mie osservazioni.
L'altra soluzione, quella di usare il Burson come pre, è in effetti più semplice e diretta e probabilmente migliore dal punto di vista qualitativo, dovresti solo sdoppiare la sua uscita linea per alimentare i finali (V3 o ZeroZone che siano). Per quanto riguarda infine il pre fono, non ho mai avuto modo di confrontare i due pre che citi, ma trovi entrambe le recensioni qui su TNT-Audio. Se il Trichord Dino ti sembra rumoroso potresti provare ad abbassare il guadagno: in genere le due cose sono inversamente proporzionali.
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Dove infilare le cuffie??
Pregiatissimo Direttore,
il mio impianto attuale è evidentemente plasmato sulla falsariga dei Suoi consigli, guardi:

Tenendo conto della spesa, ne sono molto soddisfatto. Ora vorrei inserire un amplificatore per cuffie, ne vorrei uno che sia di costo ragionevole in relazione al resto dell'impianto, e che escluda automaticamente il segnale verso le casse quando le cuffie siano in funzione (gli Zerozone non sono facilmente raggiungibili, spegnerli sarebbe complicato). Può consigliarmene un modello che esaudisca le due condizioni? E che cuffie abbinare, sempre restando su cifre ragionevoli? Ho un paio di vecchie AKG che ai tempi (anni '80!) preferivo alle Sennheiser per la presenza sulle note basse, ma non mi aspetto che dopo tanto tempo funzionino decentemente...
Dopo le richieste, le segnalo un sito che mi è stato molto utile per posizionare le Alto55, che, piazzate dove credevo andassero bene, causavano nella mia stanza una risonanza inaccettabile attorno ai 60Hz: il sito è
www.acoustic.ua e seguendone le indicazioni ho spostato fino a un metro e mezzo dalla parete di fondo le casse, osservando su una app per Android il ridursi di un paio di dB il picco sui 60Hz per ogni 5cm di distanziamento! Altri siti che ho trovato utili sono: e, più di tutti gli altri messi assieme, questo: https://www.tnt-audio.com/
Grazie di tutto.
Gaetano - E-mail: kiodo (at) email.com

LC
Caro Gaetano,
hai fatto bene a ottimizzare il posizionamento in base alle risonanze e alla risposta della stanza! Per quanto riguarda l'ampli cuffia, purtroppo non vedo come tu possa escludere il segnale che arriva ai diffusori se non spegnendo i finali. L'ampli cuffia prende il segnale linea in uscita dal pre o dalle sorgenti e lo amplifica, non può fare altro. Semmai, se lo colleghi a una delle uscite del Tisbury puoi pilotarlo indipendentemente, ma il segnale arriverà anche i finali ZeroZone. Come è possibile che non riesca a spegnere facilmente questi finali? Dove li hai nascosti? 😅 Li tieni sempre accesi? Dovrai pur riuscire ad accenderli e spegnerli facilmente! Potresti pensare a una ciabatta - asservita da interruttore - che alimenti solo i finali, così puoi accenderli entrambi e spegnerli più agevolmente.
Come ampli cuffia, a me è piaciuto molto l'iFi Zen Air Can: 100€ e ci puoi pilotare cuffie anche impegnative. Semmai valuta anche delle nuove cuffie, perché se le tue AKG sono degli anni '80 non suonano più come allora (le membrane si deteriorano) ma non solo, nel campo delle cuffie sono stati fatti dei passi da gigante.
Non mancare di tenermi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Consiglio su upgrade impianto
Buongiorno Direttore,
Le scrivo per chiedere gentilmente un consiglio in merito a un possibile upgrade del mio impianto audio, attualmente così composto:

L'impianto è collocato in uno studio di circa 24 mq. Ascolto prevalentemente Metal, Rock e cantautorato italiano, soprattutto dal lettore CD e da Spotify attraverso il pc in streaming Bluetooth con l'amplificatore Rotel.
Vorrei innanzitutto migliorare i diffusori, orientandomi su modelli da pavimento, con un budget massimo di 1.000 euro. Avevo preso in considerazione i Triangle Borea BR08 o BR09.
Per quanto riguarda il lettore CD, purtroppo inizia ad avere difficoltà nella lettura di alcuni dischi. Ho già provato a pulire la lente, senza però risolvere il problema; sarei quindi propenso a sostituirlo con un modello di qualità superiore. Il budget massimo è di 600–700 euro, anche nell'usato. Restando in casa Rotel, avevo adocchiato un RCD 1572 MkII usato a circa 650 euro, oppure, in alternativa, il CD14 MkII questo nuovo.
Infine, considerando anche l'età del giradischi Pioneer, Le chiedo un suggerimento per un modello che rappresenti un valido upgrade, con un budget massimo di 400–500 euro.
Accetto molto volentieri anche eventuali proposte alternative rispetto a quelle indicate.
La ringrazio anticipatamente per l'attenzione e la disponibilità.
Un cordiale saluto,
Efisio - E-mail: pisuke76 (at) libero.it

LC
Caro Efisio,
approvo il passaggio alle Triangle Borea da pavimento, se la stanza lo consente, non tanto come dimensioni (e ci siamo) quanto come libertà di posizionamento. Non dimenticare che diffusori generosi sulle basse frequenze come questi vanno tenuti lontani dalle pareti circostanti. Per quanto riguarda il lettore CD non correrei rischi e andrei direttamente sul Rotel CD14 nuovo mentre il giradischi potresti sceglierlo tra le proposte iniziali di Rega e ProJect, magari dei bundle premontati con testina inclusa. Ad esempio il Rega Planar 1 Plus con testina Rega Carbon oppure il Project T2 con testina Sumiko Rainier. Entrambi rientrano nel budget che ti sei prefissato. Il Pioneer PL112D potresti venderlo facilmente nel mercato dell'usato (è abbastanza richiesto) mentre il lettore CD Technics dovrebbe essere riparabile con poco, in modo da poterlo rivendere anch'esso. Monta una meccanica Philips facile da reperire, la CDM12.1/15 (VAM1202/12). Prova a sentire un tecnico riparatore, magari è persino un problema più semplice, tipo il classico condensatore nel controllo della meccanica che ha perso il valore corretto.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Macchie sulle copertine degli LP
Ciao Lucio.
Prima di tutto auguro a Te e a tutti i tuoi cari un felice anno nuovo. Sono un assiduo lettore di TNT AUDIO da tempo immemore: questo ovviamente rappresenta la mia attestazione di stima nei confronti della “rivista” on line oltre che per i contenuti che esprime ma soprattutto per la coerenza di vedute divulgate in tutti questi anni. Altre testate (anche reperibili in edicola) posseggono magari più contenuti tecnici ma non godono di quella costanza di opinioni (spesso si contraddicono tra una annualità e l'altra...) che invece fa parte del DNA di TNT. Per carità, cambiare opinione è legittimo e umano ma sposare cause e denigrare idee fino a poco tempo fa perseguite con strema virulenza...è un'altra politica. Ma d'altronde tali atteggiamenti non sono solo appannaggio del nostro hobby...
Non ti tedio con le consuete domande e consigli sugli impianti riproduttori della nostra amata musica ma vorrei chiederti un consiglio su una situazione che ho scoperto recentemente. Posseggo una discreta collezione di LP (circa 200) e CD (quasi 400) costruita piano piano in svariati anni. Ho notato che su alcuni LP (una trentina) le relative copertine presentano macchie di colore scuro. Tutti i dischi sono conservati nel mio studio (dove risiede anche l'impianto) in una libreria aperta. La stanza è un ambiente asciutto, ventilato e luminoso.
A titolo di esempio ti allego una foto di uno dei casi incriminati (è il caso più grave). Si tratta di muffa della carta? Se si, sarebbe strano visto le condizioni dell'ambiente sopra descritte. Cosa posso fare per risolvere il problema ed evitare che altri dischi in futuro presentino lo stesso fenomeno? Inoltre ho notato che le copertine affette non sono vicine una all'altra ma sono dislocate in modo randomico sconfessando quindi un problema di diffusione per vicinanza. Inoltre non sono neppure causate dall'anzianità in quanto dischi vecchissimi ne sono esenti mentre altri, anche molto recenti, presentano il fenomeno.
Sono quindi preoccupato e vorrei ovviamente arginare e risolvere la questione.
Grazie in anticipo del Tuo interessamento.
Roberto - E-mail: Roberto.marin (at) cellnextelecom.it

[LP cover con problemi]

LC
Caro Roberto,
anche se l'ambiente è luminoso e asciutto, persino ventilato a me questo sembra un problema generato da crescite di funghi. Magari lo scaffale stesso è terreno fertile per certe popolazioni fungine. Puoi fare le cose seguenti:

  1. Se le copertine lo consentono, ad esempio quelle patinate lucide o addirittura plastificate, prova a detergere con un panno in microfibra imbevuto in una soluzione di acqua distillata e alcool isopropilico, oppure qualche prodotto anti-muffa che però non contenga candeggina. Ovviamente diluisci tutto e sii cauto. Fai preliminarmente un esperimento in una zona della copertina poco rilevante (un angolo, ad esempio, nel retro). Poi fai asciugare all'aria aperta. Ovviamente lo stesso trattamento andrà eseguito sul mobile.
  2. Se la copertina invece è di carta standard, quindi porosa, non puoi usare niente di umido. Prova a soffiare via (con una bomboletta di aria spray o con un pennello) tutto ciò che c'è sulla superficie e poi prova a cancellare le tracce della contaminazione con una gomma magica (ne esistono di diverse marche). Anche in questo caso un'esposizione alla luce e all'aria potrebbe dare il colpo di grazia agli agenti contaminanti.
  3. Potresti anche provare, per entrambi i tipi di copertine, a chiuderle dentro un sacchetto sigillato contenente bicarbonato di sodio (in stile pandoro con zucchero a velo). Lascia così qualche giorno e magari ripeti i trattamenti di cui sopra.
  4. Per evitare che in futuro il problema si ripresenti, acquista delle buste trasparenti per LP, le trovi a cifre bassissime anche su AliExpress. Acquistato l'LP lo conservi protetto in queste buste. Eventualmente valuta anche la possibilità di inserire tra busta e copertina dei piccoli sacchetti di silica gel, quelli che ormai si trovano in tutti gli imballi di apparecchi elettronici (una bustina di carta con dei cristalli all'interno).
Una procedura più costosa e complicata è quella di ricorrere a un generatore di ozono (si acquista per circa 50€) e seguire le istruzioni che trovi in questo
tutorial.
Per quanto riguarda la tue belle parole sul nostro trentennale operato e sulla coerenza, certamente ha aiutato il fatto che TNT-Audio è da sempre governata (e scritta in larga parte) dalla stessa persona. Riviste che passano di mano frequentemente non è detto che conservino la stessa linea editoriale. Tuttavia, essere coerenti a una linea non significa essere inflessibili ai cambiamenti. Sono sempre pronto a valutare nuove soluzioni e adattarmi ai cambiamenti del settore: la coerenza inflessibile non è mai segno di elasticità mentale. Anzi, siamo stati tra i primi a segnalare importanti innovazioni (es. Classe D) che potevano offrire buone prestazioni a costi contenuti.
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Semplificazione impianto
Egregio direttore,
Seguo la sua rivista ormai da molti anni e sempre ho apprezzato il suo punto di vista nel cercare di ottenere un buon suono ad un giusto prezzo anche nel tentativo di avvicinare le persone più giovani all'HiFi. Vorrei semplificare il mio impianto sostituendo lo streamer (Pioneer n-50A che non riceve più le radio), il cd (CEC 3300) e il preampli (QED C 300 con ingresso phono) con un unico apparecchio e con un limite di spesa di 1500€. Leggendo on line ho visto il Marantz nd8006, Eversolo play 8, Shanling mcd 1.3. Potrebbe darmi un qualche consiglio? Come finali userei gli Zero Zone e come pre phono il Tisbury per collegare un Project 6.9 con testina Goldring Eroica a bassa uscita. In seconda battuta vorrei sostituire le casse (Ruark Sabre monitor) con delle torri (Duevel Planets o Argon Audio Forus 55 se mi confermerà che come prestazioni sono simili alle Alto 55 ormai introvabili).
La ringrazio per l'attenzione e spero che continui ad avere la voglia di continuare nel suo lavoro di divulgazione.
Massimo - E-mail: massimodilo1 (at) gmail.com

LC
Caro Massimo,
la voglia di continuare c'è sempre, tanto che nel giro di qualche settimana partiremo con una veste totalmente rinnovata, più moderna e agile, facile da navigare anche da cellulare. Siamo in ritardo sui tempi previsti, ma il webmaster ha iniziato a lavorarci solo qualche mese fa. Trovo ottima l'idea di sostituire le varie sorgenti e pre con un all-in-one. Io direi che con l'Eversolo vai sul sicuro e semplifichi di molto il tuo sistema. Qualcosa dovrebbe persino migliorare! Buona anche l'idea del pre Tisbury per il sistema analogico.
Più importante e impattante sarà la sostituzione dei diffusori: i Ruark Sabre erano dei buoni monitor, ma hanno un po' fatto il loro tempo. Le soluzioni che proponi però sono diametralmente opposte come impostazione sonora: più easy-going e raffinate le Duevel Planets, più aperte, brillanti e aggressive le Argon Audio. Dovresti poterle ascoltare per decidere, prova a contattare i relativi distributori italiani, sapranno indirizzarti al meglio. Sulle nuove Argon, come già detto altre volte, non mi pronuncio, perché non mi fido più: magari le hanno migliorate, magari no. Se hanno cambiato il nome probabilmente il progettista è diverso e, a sentire come suonano (o non suonano) le
Forus 4 c'è da stare in allerta. Se ti riesce, prova ad ascoltare anche dell'altro, qualche torre Indiana Line (Diva 5 o 6, ottimamente recensite qui su TNT-Audio), le Triangle Serie Borea BR8, o le Wharfedale Diamond 12.4.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Difficoltà nel reperire i Lonpoo LP42MX
Gentile direttore,
avendo tu recensito lusinghieramente, nel numero del 5 di dicembre, i
Lonpoo LP42MX, ho ritenuto di doverli caldeggiare a un amico che si trova nella necessità di acquistare dei piccoli diffusori, ma, mirabile dictu, pare che essi siano irreperibili: tu presso quale venditore li hai comperati?
Un cordialissimo saluto e l'augurio di un sereno anno; e perdonaci se siamo stati maldestri nella ricerca dei Lonpoo.
Luca - E-mail: luca.cogoni1975 (at) gmail.com

LC
Caro Luca,
non siete stati voi maldestri a cercarle, semplicemente dopo la mia recensione sono sparite dal mercato. Io le presi ad insaputa dell'azienda su Amazon appena uscite (non mi avevano neppure avvertito, e sì che ero stato io a consigliar loro di farle!) ma visto che diversi lettori ci hanno chiesto, ho provveduto a contattare Lonpoo per sapere come mai non fossero più disponibili. La mia sensazione è che loro abbiano realizzato un piccolo lotto di questi diffusori, per testare il mercato perché - per loro stessa ammissione - non c'è abbastanza richiesta di diffusori passivi. Pare che si vendano di più i piccoli monitor attivi multi-ingressi. Forse, dopo questo assalto, si sono dovuti ricredere. Hanno infatti iniziato la produzione di un secondo lotto di LP42MX, quindi sembrerebbe ci sia solo da attendere. Quel che ho capito è che si tratta di una piccola azienda che, producendo componenti di vario genere, abbia poco tempo per concentrarsi su questa (piccola) nicchia di mercato che è quella degli audiofili veri e propri. Ed è un peccato, perché le potenzialità per fare bene, e vendere molto, ci sarebbero, se solo avessero uno spirito diverso. Prova ne sia il loro sito web, pasticciato e mai aggiornato, e la realizzazione di qualche prodotto che, secondo me, non hanno neppure ascoltato (i famigerati LP42M, disastrosi). Per non parlare della grande confusione che fanno con le sigle dei diffusori. Nonostante tutto, comunque, tre diffusori molto, molto buoni li hanno realizzati: i primi LP42, i primi LP42X attivi (poi rovinati) e questi LP42MX, dietro mie insistenze. C'è di buono che hanno l'umiltà di riconoscere gli errori e di accogliere i suggerimenti, atteggiamento tipico di quasi tutte le aziende di ChiFi con le quali ho avuto a che fare. Niente a che vedere con la classica spocchia snob delle aziende occidentali.
Prendiamoci il buono che arriva e portiamo pazienza 😅
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Molte idee confuse
Buongiorno direttore. Sono un assiduo lettore ormai da più di dieci anni, e ho usufruito del suo parere per il mio (piccolo) impianto: cd player Meridian 506, amplificatore Trend Audio TA10.1 e diffusori monovia OMEGA. Sono qui per chiederle un consiglio su di un secondo impianto (ma non per questo meno importante) da mettere nel piccolo studio di 3x3 metri dove ascolto musica classica e acustica. Volevo provare (si fa per dire) ad amplificare due diffusori con ciascuno il suo amplificatore mono (e ho pensato ai Fosi V3 mono e per diffusori quelli della stessa Fosi). La sorgente è un semplice computer con Windovs e sono alla ricerca di un DAC, che sia pre-amplificatore e anche ampli per cuffie. Potrei rimanere nell'ecosistema Fosi e prendere un ZD3, che ha appunto le tre funzioni ricercate oppure (facendo anche uno sforzo economico maggiore) il NuPrime Alita. Lei cosa ne pensa?
Posseggo anche un amplificatore per cuffie iFi Zen CAN e un iFi Zen DAC (attualmente in riparazione spero). Forse già questi componenti sono migliori di eventuali ZH3 e/o K7 della Fosi, e mi chiedo se fosse possibile inserire nella catena dopo lo iFi Zen DAC il V3 o V3 MONO della Fosi, per potermi così consentire anche l'ascolto con dei diffusori, per i quali avevo pensato proprio a quelli della Fosi. (anche lo iFI Zen DAC ha una uscita cuffie). Oppure potrei anche riconsiderare il tutto con nuovi componenti. Le allego gli schemi delle connessioni. Mi scusi se sono stato un po' contorto ma solo lei può mettere ordine in queste "molte idee confuse".
La ringrazio per la sua attenzione, e continuerò a leggere la sua stupenda TNT-AUDIO.
Un cordiale saluto,
Giulio - E-mail: ditorogiulio (at) gmail.com

LC
Caro Giulio,
non investire così tanto per questo secondo impianto: acquistando un NuPrime Alita rischieresti di castigarlo un pochino. Vedo bene invece la seconda opzione, quella di utilizzare i componenti iFi già in tuo possesso. L'iFi ZEN DAC è ottimo e ha già un controllo del volume, quindi puoi certamente utilizzarlo per l'audio del tuo PC e per pilotare due Fosi V3, a mio parere anche questi un po' sprecati. Basterebbe, per questo impianto, un V3 singolo, e ce ne sarebbe già d'avanzo. Ovviamente potrai anche collegarci le cuffie, visto che il Zen DAC ha una tale uscita. La stanza è piccola, tutta la potenza dei due V3 mono sostanzialmente non ti serve. Forse suonano un pochino meglio del V3 singolo, ma si tratta di dettagli tutti da valutare nell'economia di un piccolo impianto all'interno di un piccolo ambiente. Dubito fortemente che tu possa sentire la differenza tra le due soluzioni.
I nuovi diffusori Fosi non li abbiamo ancora sentiti, speriamo siano all'altezza della qualità degli ultimi prodotti realizzati. Ho visto che durante lo sviluppo hanno chiesto agli utenti di un forum di scegliere la tipologia di crossover, e la cosa mi ha lasciato un po' perplesso. Sappiamo bene che nel mare magnum della rete si trova di tutto, sia audiofili esperti e competenti che persone completamente sorde o inesperte che però danno giudizi a prescindere, solo perché hanno la possibilità di farlo. Affidare un proprio prodotto a così tante variabili aleatorie (e impazzite) è un grosso azzardo.
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Ho visto anche degli audiofili felici
Salve Lucio,
scusami se periodicamente torno a disturbarti, qualche posta fa ti è stato chiesto un parere riguardo il raffronto tra ZeroZone e amplificazioni Hypex, tu rispondesti di non aver mai avuto modo di confrontarli direttamente, instillata la curiosità e felice possessore di ZeroZone ho provveduto a procurarmi un amplificatore con modulo Hypex, l'impianto attualmente è:

Il pre Denafrips Hestia ha guadagno unitario, ci sono opamp. che bufferizzano gli ingressi, il volume e le uscite, il volume utilizza partitori resistivi implementati con resistenze e relais che ticchettano alle variazioni di volume, la scelta dell'amplificazione Hypex è caduta sull'Audiophonics AP310-P250NC che monta il modulo Hypex NCore NC252MP che dichiara 2x 150W su 8Ω, amplificatore analogico essenziale ma con tutto quello che mi serve (devo dire che il servizio di Audiophonics è stato impeccabile, amplificatore arrivato a "sorpresa" due giorni prima del previsto, anche se in confezione un poco naive comunque adeguata al trasporto).
Descrizione Audiophonics: uscita preamplificata, cinque ingressi linea, uno XLR, quattro RCA di cui uno bypass che collega direttamente la scheda amplificatrice Hypex, altra cosa interessante è la presenza del regolatore di volume MUSES72320, tale dispositivo, utilizzato anche in apparecchi di pregio, ha al suo interno una rete di resistenze funzionante da partitore, stesso principio utilizzato nell Hestia solo che qui il funzionamento è totalmente elettronico; frontale plasticoso, non passerei le giornate pigiando e ruotando tasti e manopole, spessore cabinet minimo sindacale, connettori posteriori di qualità buona fissati in modo assolutamente adeguato, per il rodaggio ho utilizzato l'apparecchio completo, Wiim Pro Plus->Denafrips Enyo->XLR dell'amplificatore, PC->Topping D10->Ingresso Linea, apparecchio silenzioso, tutto acceso, compreso il PC, volume al massimo, nessun fruscio su tutti gli ingressi nonostante l'impianto elettrico cablato vintage (filtubo) con sicurezza moderna.
Devo dire che bastano dieci minuti di riscaldamento per far venire fuori l'indole D, dinamico, preciso, dettagliato, le piccole percussioni si distinguono chiaramente anche nei contesti più esagitati, attenzione, invita ad alzare il volume, guardatevi dai vicini! Il basso è ben presente e veloce, sembra in particolare gradire la grancassa che risulta piacevolmente evidenziata e gli accordi più gravi di basso e contrabbasso, un ottimo punch nonostante la potenza sia sicuramente inferiore rispetto agli ZeroZone è comunque più che adeguata (-10,-6 dB, a seconda del disco, indicati per un volume abbastanza elevato per un ambiente condominiale), la scena è sufficientemente grande, ben oltre i diffusori soprattutto in larghezza, insomma, l'amplificatore c'è, basta non toccare il frontale, c'è il telecomando che regola anche le funzioni accessorie come il guadagno (0, +6 dB) e il muting, il display è ben visibile e si spegne da solo.
I giorni successivi ho ascoltato ancora l'Audiophonics "intero", l'Hestia + Hypex e l'Hestia + ZeroZone; l'Audiophonics "intero" ha confermato quanto riscontrato precedentemente e anche Hestia + Hypex suona allo stesso modo, il punch si è conservato, evidentemente è una caratteristica del modulo Hypex, tornando a Hestia + ZeroZone posso dire che secondo me gli ZeroZone hanno una scena leggermente più grande e anche gli stessi strumenti all'interno sembrano più "grandi". Effettivamente l'utilizzo di un buon amplificatore linea potrebbe essere la soluzione migliore per chi poi si vuole divertire con le sorgenti, analogiche o digitali che siano, molto probabilmente (e ci mancherebbe altro!) un ASR Emitter o un Gryphon Diablo suoneranno "meglio" dell'Audiophonics (o degli ZeroZone) che comunque è un amplificatore che anche con cento euro in più di costo industriale per un cabinet più "bello" sarebbe, secondo me, ancora assolutamente conveniente, la cornice grigio topo che circonda il frontale in plexiglas non si può vedere! Non toccarlo e non guardarlo, solo ascoltarlo... Per quanto mi riguarda continuerò nell'utilizzo degli ZeroZone, li ritengo migliori nella ricostruzione del fronte sonoro.
Ora mi permetto alcune divagazioni personali, mi si è rimproverato che il suono del mio impianto sia troppo "asciutto", i diffusori hanno il registro basso "composto" e quello alto "delicato", avevo rimbombi eliminati con l'eq. parametrico del Wiim (secondo quanto risultato da rilevazione ARC Genesis) e si, il suono è veloce, dinamico, preciso e dettagliato senza affaticare, come sa fare una buona classe D, ora non voglio impegnarmi in disquisizioni filosofiche, mi domando solo come sia possibile che una amplificazione possa "asciugare" un suono che non lo è in origine (registrazione), mentre secondo me, magari sbaglio, sia in grado di "bagnare" (arrotondare-smussare-addolcire-allungare) il suono riprodotto, soprattutto se l'apparecchio ha qualche decina di anni sulle spalle, forse è il famigerato suono "caldo e avvolgente" di cui tanti parlano?! O magari è solo una questione di gusti, poi, certo, ad un amplificatore "moscio" sarà opportuno accoppiare diffusori "esuberanti", almeno la timbrica si potrà migliorare, in questo caso specifico due torti fanno una ragione.
Poi devo farti una confessione, io sono il tipo con gli "Zerobassi" secondo quanto ti scrisse un mio amico qualche settimana fa, ora il mio amico, da te definito come "buontempone provocatore", ha tentato diverse volte di dimostrarmi l'inadeguatezza degli ZeroZone nel mio impianto (costano troppo poco) portandomi diversi finali usati da ascoltare, che dire, gli apparecchi di costo nel mercato dell'usato sotto i mille euro non valgono neanche la fatica del trasporto, l'ultimo è stato un finale classe A Gryphon (100W x canale, 46 KG di peso, non ricordo il modello) di trenta anni che io ho soprannominato lo "stracotto", scena limitata allo spazio tra i due diffusori, bassi in evidenza (secondo me per carenza degli alti), ma "gonfi" e non profondi, sustain dei piatti della batteria quasi inesistente (nota: ho avuto un Gryphon Diablo 120 e non suonava certo così! Tutt'altro), gli unici apparecchi che hanno saputo tenere testa agli ZeroZone sono stati una coppia di Klimo Tine che mi hanno sorpreso, brillanti e dinamici ma più lenti nella risposta ai transienti.
Per concludere non posso che confermare come sia effettivamente difficile, a costi ragionevoli, mettere in difficoltà gli ZeroZone che continueranno ad allietare le mie sessioni di ascolto, in ultimo voglio segnalarti due dei brani utilizzati nelle prove: White Keys di Cyril Benhamou dal disco H.O.T. e Sevillana della Rabbath Electric Orchestra dal disco Amall.
Ora ho finalmente terminato, perdonami il dilungarmi ma capita che ci rimproveri di essere laconici nelle missive che ti inviamo, grazie del tuo impegno e buon 2026.
Valter - E-mail: valcola (at) libero.it
[Audiophonics AP310]

LC
Caro Valter,
grazie per l'ottimo e abbondante feedback e per l'ennesima conferma che i piccoli ZeroZone non si lasciano intimorire tanto facilmente. Il suono che ti dicono essere asciutto è probabilmente solo lineare, se hai usato un sistema di correzione. Tanti sono abituati ai rimbombi delle loro stanze e li scambiano per gamma bassa contenuta nei dischi, accettiamo anche questo. Alla fine quel che conta è che ognuno sia felice di ciò che ascolta ma rassegnati, mai ti diranno che gli ZeroZone suonano meglio dei loro catafalchi.
In definitiva consentimi un consiglio, che ho dato anche a un amico che si intestardisce a fare proselitismo coi suoi sodali che si rifiutano di ascoltare amplificazioni moderne: lasciateli nel loro brodo, non cambieranno mai idea, e alla fine va bene così, l'importante è essere tutti soddisfatti. È un fenomeno ben noto, che va sotto il nome di
dissonanza cognitiva, uno stato di tensione psicologica ben descritto da Leon Festinger, che si verifica quando una persona ha credenze, valori o atteggiamenti contrastanti tra loro, o quando questi sono in conflitto con l'esperienza diretta, generando disagio, che si cerca di ridurre spesso attraverso l'autoinganno. In altre parole: i fatti sono evidenti (es. un amplificatore economico che suona meglio di uno più costoso, o uno stato solido che suona meglio delle valvole) ma accettarlo significherebbe ammettere di essersi sbagliati. Quindi si minimizza, per autodifesa psicologica.
Quanto agli Hypex, anche se non ho mai confrontato finali con questa tecnologia con gli ZeroZone, ne ho ascoltato diversi, in momenti differenti e il ricordo che ne conservo è di un bel suono, preciso e controllato, ma meno arioso e dettagliato di quello degli ZeroZone. Magari è questo che rende l'immagine più ampia, come hai osservato tu.
In conclusione, avrai probabilmente notato che non consiglio quasi mai l'acquisto degli ZeroZone (o simili), quando mi si chiede una consulenza su un'amplificazione, a meno che non capisca che il richiedente abbia già una mente sgombra da pregiudizi. A tutti gli altri continuo a consigliare tecnologie vecchie, ben suonanti per carità, ma che non sconvolgano il loro equilibrio mentale. La maggior parte degli audiofili è felice solo se sa di aver speso tanto o, più semplicemente, se qualcun altro gli ha confermato esattamente ciò che voleva sentirsi dire. Credimi, moltissimi audiofili avrebbero bisogno di un lungo, lunghissimo percorso di psicoanalisi 😅
Grazie per il sempre prezioso feedback e buon ascolto!
Lucio Cadeddu

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