Consulenza HiFi - Lettere alla Redazione di TNT-Audio

Settimana 31/1/2026 - 7/2/2026

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I volumi della posta precedente

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  1. BASTA con questi lettori CD/SACD!! :-)
  2. Acquisto Rega Elex
  3. In(solito) consiglio in classe D!
  4. Amplificatori invertenti
  5. Richiesta per completamento impianto hi-fi
  6. ARC Studio
  7. Avviso ai naviganti audio
  8. Diffusori pro e contro
  9. Preamplificatore Aiyima T20
  10. Ho visto anche degli audiofili felici

BASTA con questi lettori CD/SACD!! :-)
Egregio Direttore,
buon anno nuovo e tralascio i soliti complimenti. Vengo subito al punto: continuo a leggere nella sua rubrica della posta richieste di suggerimenti su questo o quel lettore CD/SACD/etc. Ora il mio quesito è questo: perché le fanno? Tutti ormai hanno a casa almeno A) un PC / B) Internet (o un amico che li ha). Dico io, allora a cosa serve un lettore CD, per di più di fascia alta? Basta liquefare i CD con A) o rimediarsi i file (pure in alta risoluzione) con B). E poi un CD player da battaglia "just in case".
Non è meglio quindi allocare il budget per un buon (network) streamer (e convertitore se in caso)? Che sia uno streamer con hard disk, di rete, con floppy disk, con qualsiasi cosa e poi a salire: così si evitano (anche) tutte le menate derivanti dal fatto che il CD player ha una parte MECCANICA: vibrazioni, errori di lettura del laser, disallineamenti, ossidazione del supporto e altre criticità che lei conosce meglio di me (e quindi via peso assurdo, telai più o meno a nido d'ape, forme ridicole per smorzare "meglio" le vibrazioni, meccaniche multiple, chip che oversamplano a millemila bit, no ma poi meglio 1 bit scusate ci eravamo sbagliati (o forse no ma che conta), cassetti che si sfasciano col metti e togli e allora rinforziamoli (così sono ancora più bradipici), lenti che non mettono a fuoco - eh ma le nostre sì, correzioni del jitter di tutti i tipi, soluzioni fai da te con piedini, stabilizzatori del disco adesivi o da mettere sopra ogni volta, improbabili CD "demagnetizzatori" ... vabbé mi fermo qui, 'sto circo Barnum io me lo ricordo...)
Non sarebbe il caso che gli addetti ai lavori - lei per primo - spingano una buona volta verso la succitata soluzione? Non si ha il PC per liquefare la musica? Si chiede a un amico di farci 'sto favore, a parte che il budget per lettori CD da 2.000 euro vale anche per un PC da 600 euro con masterizzatore CD USB (il resto va per lo streamer e si risparmia pure).
Capisco che forse potrebbe suonare epocale come il passaggio da DOS a Windows, ma dio mio, il progresso serve (anche) a questo. O il "rito" di inserire questo obsoleto discaccio di plastica (che è durato comunque più di quella gran ciofeca del DVD, onore al merito...) è ancora così potente da necessitare di continue dritte sui migliori CD-player?
Cordiali saluti,
mi scusi per l'impeto.
PS: liquefate la musica che i CD SI OSSIDANO, passate i Blu-Ray su hard disk che i BD potrebbero rovinarsi comunque, backuppate gli hard disk che contengono tutto ciò.
PS 2 (nota personale non necessariamente da pubblicare): raramente ascolto CD, compro CD se cofanetti o per collezione o contenuti extra, ma i file audio quando non li rippo me li scarico in più alta risoluzione da Internet, uso uno streamer con hard disk portatile da 2TB attaccato: un botto di musica al volo, non devo neanche cambiare CD e ascolto gli LP perché è difficile trovare i rispettivi Vinyl Rip.
Bruno - E-mail: odessa1970 (at) gmail.com

LC
Caro Bruno,
che la musica liquida sia più pratica e sostanzialmente eterna è sacrosanto ma ha almeno qualche punto debole anch'essa:

  1. Lo streaming funziona solo se si ha la connessione. Questa la diamo per scontata, ma potrebbe capitare che proprio il giorno che vogliamo dedicarci a qualche ascolto in più stiano facendo lavori sulla linea Internet. A me è capitato, e può essere seccante.
  2. Lo streaming dipende dalla buonafede del fornitore del servizio: non sempre i file disponibili sono trasmessi con la risoluzione dichiarata o sono fedeli al master originale in maniera ortodossa.
  3. Lo streaming (e la musica su hard disk) non consentono il gusto del supporto fisico che, sarà un retaggio del passato, ma ha la sua rilevanza, almeno per una certa parte di appassionati. Lo stesso motivo per il quale anche il vinile fatica a morire del tutto.
  4. Rippare e trasformare in file centinaia e centinaia di CD (se non migliaia) è un lavoro improbo e non tutti hanno voglia di imbarcarsi in una simile impresa.
  5. Tante persone, per lavoro, sono a contatto con computer, schermi e smartphone tutto il giorno. Io sono tra questi. Talvolta, l'idea di riaccendere questi aggeggi infernali, avere a che fare con lo schermo dopo ore e ore passate a consumarsi gli occhi sui pixel, anche per ascoltare musica è l'ultima cosa che vorrei fare. E immagino sia così per molti.
Quindi sì, va benissimo la liquida, ma non abbandonerei del tutto i formati fisici. Tieni conto che il pubblico degli audiofili è ampiamente over-50 e cambiare radicalmente abitudini ad una certa età non è banale. Quindi non credo sia necessario che noi di TNT-Audio spingiamo a tutto vapore verso la liquida, le cose si assestano e si decidono da sole, senza spinte. Abbiamo recensito e recensiremo ancora i DAC, che vanno nella direzione da te auspicata, ma di tanto in tanto non è da escludere che ancora qualche odiato CD player passi da queste parti. Raramente, ma accadrà.
Grazie per l'infervorato e interessante feedback!
Lucio Cadeddu

Acquisto Rega Elex
Buonasera direttore, le volevo chiedere gentilmente un consiglio per upgrade amplificatore. Io ho un Fosi V 3 integrato che pilota le mie casse Elac DBR 62. Volevo passare a un amplificatore in classe AB di marca Rega ELEX R, avrei trovato un'occasione usato. Secondo la sua saggia esperienza farei un ottimo salto di qualità con questo abbinamento?
Grazie.
Saluti,
Raffaele - E-mail riservato

LC
Caro Raffaele,
un po' mi sfugge il motivo di questo tuo desiderio di sostituzione del Fosi V3. Cosa non ti soddisfa del suo suono? Per capire se ti stai muovendo nella direzione giusta questa informazione mi sarebbe molto utile. Certo, il Rega Elex R è un ottimo amplificatore integrato, certamente più flessibile, avendo tanti ingressi e il telecomando. Che versione hai trovato? Meno di un anno fa ho recensito il
Rega Elex mk4, la quarta incarnazione di questo storico integrato inglese, con esiti molto buoni. Il suono è quello Rega, inconfondibile, ed abbastanza diverso da quello del Fosi V3. Non dico per forza migliore, soltanto un po' diverso. Hai la possibilità di valutarlo nel tuo impianto, a confronto col V3? Se sì, non esitare a farlo. A me sono piaciuti entrambi, ognuno con le sue peculiarità.
Più sotto trovi la lettera di un lettore che ha sostituito un vecchio Rega Brio con un Fosi V3, ottenendo risultati spettacolari. Direi che c'è da riflettere. Magari chiedi direttamente a lui.
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

In(solito) consiglio in classe D!
Gentilissimo,
Intanto grazie per esser rimasto un faro tra la moltitudine di "videorecensori - AI oriented". Arrivo al sodo nonostante l'interesse al confronto sul perché di quanto sopra… magari in un secondo contatto.
Sono alle prese con la "morte" del mio Onkyo A-840, un integrato che ha passato indenne questi ultimi 30 anni di musica nella mia abitazione. Impianto (tranne ampli, sinto e CD che quasi non uso più) con casse e lettore di "liquida" autocostruiti:

Questo sistema era collegato in parallelo a una delle due coppie di uscite dell'Onkyo e mi soddisfava (ovvio non ho più frequentato i negozi audio blasonati con le loro "sale d'ascolto", altrimenti... ma credo di aver mantenuto un buon orecchio nonostante l'età anche perché la musica continuo... a farla, non solo ad ascoltare "progressive", "classica", "folk" e "pop").
Locale dunque di circa 50mq, MA a forma di C, sostanzialmente un rettangolo 8x4 per la sala di ascolto e gli altri due segmenti di questa C sono lo spazio cottura e il mio studiolo, da dover scrivo ora, non separati, ma certo "fuori" dall'area di ascolto. Un divano a mezzo di questo lungo 8x4 il punto di ascolto. Così gli speaker stanno lungo la parete di fondo, stretta, il divano a metà sala e dietro una analoga superficie occupata da scala, tavolo sedie...
Per l'input uso sostanzialmente un Raspberry con DAC in hat che "attinge" da un HD SSD esterno la mia libreria musicale tutta in FLAC convertita, controllato dall'italico Volumio. Spero di aver così elencato tutto quel che serve per chieder consiglio tra due alternative che ho "studiato" anche a partire dalle recensioni di TNT-audio, per sostituire il defunto ampli
  1. anzitutto visto che ho diffusori passivi (sat+sub) consiglierebbe di acquistare un ampli dedicato per il sub e uno per i satelliti? Oppure potrei continuare a gestire il sistema come facevo fino a ieri, collegando sat e sub parallelo alle uscite dell'amplificatore? (crossover passivi per gestire l'incrocio sat+sub sono presenti)
  2. nel caso sconsigliasse, le sottopongo il secondo dilemma: meglio puntare a un buon integrato con un'uscita pre-out a cui accoppiare un integrato per sub, oppure meglio un ottimo integrato collegato a un solo buon preampli che gestisca il medesimo integrato per sub? Due soluzioni per questa seconda che stanno nel budget:
    • buon integrato con pre-out potrebbe essere l'Aijima A70 a cui collegare il Douk A100 per il sub
    • ottimo integrato il Topping 300mini (ma anche il PA5) da mettere in cascata al pre Fosi P4 a cui collegare sempre il Douk A100
Ho studiato infine anche la resa dei sistemi WiiM e verificato che purtroppo il modello Vibelink, più potente e in budget, non ha l'uscita pre come gli altri della serie. La risposta alla mia prima domanda, potrebbe risolvermi anche questa eventuale opzione.
Come si dice forse ancora oggi in Cina: Grande è la confusione sotto il cielo quindi la situazione è eccellente!”
Quali delle due rimanendo sotto i 400euro?
Fin qui la mia ricerca, ma se avesse altre soluzioni...
Grazie!
Giorgio - E-mail: giorgio.prada (at) yahoo.it

LC
Caro Giorgio,
la mia preferenza va verso una semplice soluzione monomarca, col pre Fosi Audio P4 e i due V3 Mono che, per inciso, suonano leggermente meglio del V3 integrato e non solo per una mera questione di potenza in più, che tipicamente non serve. È un sistema tutto sommato semplice, ben armonizzato elettricamente e timbricamente, e che occupa veramente poco spazio. Tra l'altro, se la logistica lo consentisse, i finali mono potrebbero essere installati a ridosso di diffusori e sub. Rispetto al tuo vecchio Onkyo questa soluzione dovrebbe dare una bella svecchiata al suono del tuo impianto. Volendo, potresti persino semplificare ancora con un pre passivo come il Tisbury, se non ti servissero ingressi particolari, visto che il Tisbury ne ha solo tre linea.
Senza un crossover elettronico, eviterei di dedicare amplificatori separati a sub e satelliti, gran parte della potenza andrebbe sprecata dal crossover passivo. La biamplificazione passiva è sempre una gran spreco di risorse e una complicazione praticamente inutile. Semmai, trasforma tutto il sistema in qualcosa di multiamplificabile elettronicamente, eliminando tutti i filtri passivi.
Ti ringrazio infine per apprezzare la nostra linea editoriale, lontana dalle mode attuali basate su facili monetizzazioni (YouTube e non solo). A questo proposito, ho notato una cosa: molti dei canali dedicati all'HiFi sono gestiti da persone senza cognome. Sarò all'antica, ma quando mi interfaccio con una persona, ancor più se ho bisogno delle sue competenze, esigo di sapere come si chiama, cosa fa nella vita e cosa faceva prima di fare l'esperto (di HiFi o altro). Siamo arrivati all'assurdo del fare affidamento su degli avatar, dei nickname (sui forum e sui gruppi), o bizzarri personaggi in cerca d'autore che fanno facce buffe su YouTube, ma non si sa se abbiano interessi economici (non dichiarati) nel settore, se sono emanazioni di realtà commerciali o altro.
Noi, almeno, da trent'anni ci mettiamo la faccia (metaforicamente). Loro ci mettono la faccia, ma non si sa chi siano. Non è bizzarro?
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Amplificatori invertenti
Buongiorno Dott. Lucio,
Sono Valter e torno a disturbarla poiché, quando non trovo esaudienti risposte in rete è l'unica persona competente che mi possa aiutare e più che altro chiarire i miei dubbi...
Mi sono imbattuto in un progetto di amplificatore finale cosiddetto invertente. Si da il caso di non avere mai sentito parlare di tutto questo e pongo a lei il quesito shakespeariano...
Dal punto di vista dell'ascolto conviene che mi impegni anima e soldi nel progetto o è meglio che lasci perdere?
Cordiali Saluti,
Valter - E-mail: valter.battini (at) alice.it

LC
Caro Valter,
un apparecchio invertente, che sia ampli, pre o altro, è un componente che al suo interno inverte la fase assoluta del segnale, ruotandola di 180°. Qualche progettista utilizza questo sistema per evitare di aggiungere uno stadio in più che riporti la polarità corretta. Se l'amplificatore (o anche la sorgente, il preamplificatore) è dichiarato invertente dal costruttore, si dovrebbe scambiare la polarità ai terminali dei diffusori: il cavo positivo va sul morsetto negativo e viceversa. Trattandosi di un segnale in corrente alternata (quello che arriva ai diffusori) la differenza all'ascolto potrebbe non essere drammatica. Un disco test qualunque, o un test su YouTube, è sufficiente per capire se l'impianto sta suonando correttamente. Quindi: puoi tranquillamente imbarcarti nel progetto di un amplificatore invertente, per poi sperimentare le due modalità di collegamento. Tieni anche conto che non sempre i costruttori dichiarano se i propri componenti siano invertenti oppure no.
Non mancare di tenermi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Richiesta per completamento impianto hi-fi
Gent.mo Direttore,
anche se con ritardo la ringrazio per la sua risposta precedente (
Vol. 1108). In questi mesi il mio progetto è andato avanti e credo di aver assemblato un impianto che al momento soddisfa in pieno i miei gusti. Come amplificatore ho optato per il Level Performance Tribute 30: ho deciso di dare fiducia al progetto del sig. Levorato e di spendere i miei soldi per supportare un produttore italiano, al momento uso l'amplificatore come un integrato in classe AB, ma in futuro può diventare un pre in classe A. Come diffusori ho delle Triangle Comete EZ, scelta dovuta principalmente all'averle recuperate trovate in offerta a metà del prezzo originale (quindi al pari delle "normali" Borea, che già mi piacevano molto), con upgrade ufficiale nei laboratori sempre di Peter-son. Come streamer, PrePhono e DAC uso il comodo WiiM Ultra (SABRE ES9038Q2M), al quale sono collegati il giradischi Lenco LBT-225WA (testina Gold Note ES 78) e la meccanica CD Audiolab 7000CDT, recuperata usata. Infine ho aggiunto anche una ciabatta filtrata presa sempre in offerta, la WAudio W-4000. nel complesso un impianto per il quale ho speso circa 3.000 euro.
Quindi da un lato sarei già soddisfatto così, dall'altro dovrei smettere di leggere social e forum sull'argomento o sarò sempre tentato a vita. La mia domanda per lei è questa: partendo dal setup che le ho presentato, ritiene che ci sia ancora qualcosa che valga la pena ottimizzare? Mi riferisco ad esempio al sostituire i cavi attuali con versioni "audiofile", oppure di aggiungere un DAC migliore dell'attuale (nel caso usare il Wiim solo come streamer) o ancora un pre-phono dedicato. Sono tutte idee che mi frullano per la testa, ma non saprei nemmeno da che prodotti partire.
Da quanto letto come DAC per avere un vero upgrade dovrei orientarmi su Denafrips Ares 15th o Musician Draco, ma avrebbe senso nel mio impianto? Lo stesso con i pre-phono. Nel caso posso sperare in qualche consiglio da parte sua?
A presto e ancora grazie.
Fabrizio - E-mail: datakun (at) yahoo.it

LC
Caro Fabrizio,
se dai ascolto a tutti gli esperti che pullulano su social e web diventi matto, perché avrai notato che ognuno ha la sua ricetta, spesso frutto di esperienze estremamente limitate e personali o, peggio, di sentito dire. Questi personaggi hanno tutti lo stesso difetto: ti diranno sempre che il tuo impianto è da migliorare, perché qualche componente non è di loro gradimento (e magari non l'hanno mai ascoltato). Il perché si comportino così, di nuovo, è materia per psicoanalisti (ma di quelli bravi). Evidentemente hanno bisogno di mostrarsi audiofili esigenti, e appena vedono un povero diavolo che è contento del suo impianto, ci si fiondano a tutto gas. Come difendersi? È facile: il tuo impianto ti soddisfa oppure no? Se sì, lascia perdere chi ti dice che puoi migliorare. È ovvio che si può sempre migliorare, è una spirale infinita, dove gli investimenti aumentano in maniera inversamente proporzionale alle differenze percepite. A un certo punto, quindi, bisogna pur fermarsi.
Il tuo impianto mi sembra abbastanza equilibrato, senza evidenti punti deboli sui quali intervenire. Se ti soddisfa, goditelo così. Se c'è qualche aspetto che vorresti migliorare, devi individuarlo e si può lavorare in quella direzione. Prima di investire in costosi DAC e pre fono, il punto di partenza dovrebbero essere i diffusori, che da soli fanno almeno il 40-50% del suono che senti. Il resto è l'ambiente, con qualche punto percentuale risicato che spetta a sorgenti e amplificatori. I tuoi Triangle Comete EZ sono buoni, ma comunque di fascia medio-economica. Considera che costano quasi la metà dell'amplificatore! Di conseguenza, io lascerei tutto così com'è se sei soddisfatto, e se proprio volessi migliorare globalmente, passerei a diffusori di classe superiore, magari ancora di casa Triangle, se ti piace questa impostazione. Di sicuro non investirei 1500€ per acquistare il DAC Denafrips quando a dar voce a tutto sono dei diffusori da 600-700€ la coppia. Se qualcuno ti ha consigliato questo o è un incompetente, o è un idiota (o entrambe le cose, spesso vanno a braccetto) o è in malafede, nel senso che ha un interesse diretto nella questione. Infine: più musica (dal vivo) e meno social & forum, vedrai come suonerà meglio il tuo impianto!
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

ARC Studio
Buonasera direttore, ho letto solo oggi la sua
recensione dell'ampli cuffia con DSP ARC On Ear della IK Multimedia; incuriosito dalla stessa, sono entrato nel sito del costruttore, dove ho scoperto che lo stesso (leader nei software DSP ad uso professionale) ha messo in commercio un apparecchio, l'ARC Studio, dal costo di listino di ca. 350 euro, ma reperibile on line già a partire da 260 euro, che consente, tramite il software ARC ed un microfono fornito con l'apparecchio, di ottimizzare il suono del proprio impianto correggendo gli errori introdotti dall'acustica ambientale. Mai avevo incontrato un apparecchio del genere ad un costo così basso e con caratteristiche così interessanti (convertitori sia DA che AD della AKM, ecc.); le chiedo se non sia il caso di recensirlo in futuro su TNT Audio.
Cordiali saluti.
Salvatore - E-mail: sbriglione (at) libero.it

[IK Multimedia ARC Studio]

LC
Caro Salvatore,
quando ho recensito l'ARC ON.Ear mi sono studiato da cima a fondo il sito del costruttore IK Multimedia (non hai capito che sono affetto da pignoleria patologica?) e avevo già notato il correttore di acustica ambientale che mi segnali. Infatti, lo avevo persino citato nella recensione, ma anche tu probabilmente sei tra i tanti che leggono solo le ultime righe dell'articolo (le conclusioni!). Non vi posso obbligare a leggere tutto ma, prima di fare una domanda o un'osservazione, io una lettura attenta la farei 😉
Detto questo, l'oggetto è estremamente interessante e ovviamente l'ho richiesto in prova, ma l'interfaccia con l'azienda non è, per usare un eufemismo, fulminea. Mi hanno dato un feedback sulla recensione dopo mesi e svariati solleciti. Nell'ultimo avevo chiesto dell'ARC Studio e ancora non ho avuto risposta. Tanto per capire in che condizioni è l'industria audio occidentale, se avessi inviato la stessa e-mail a Fosi, Lonpoo, Linsoul o simili avrei avuto risposta nel giro di minuti o di qualche ora al massimo, festivi compresi. Quindi bisogna pazientare, fra un po' di tempo proverò di nuovo. È un mondo difficile ma, se questi sono i chiari di luna, saremo seppelliti dall'industria cinese, e non solo nel settore dell'audio.
Grazie del feedback e perdonami per la tirata d'orecchi 😀
Lucio Cadeddu

Avviso ai naviganti audio
Sti.mo direttore,
continuo a leggere posta e articoli del Suo pregevole sito smonta-luoghi comuni e smonta-prezzi dell'HiFi che spero sia servito a rieducare qualcuno di noi poveri fruitori dalla fedeltà assoluta, per alcuni portata da oggetti il cui costo è non solo irragionevole ma scandaloso.
Come Lei afferma spesso, difficile sentire la differenza tra apparati di 1500-2000 Euro e 20.000 o peggio. Sarà perché nel periodo invernale si è portati a dedicare più tempo in casa e all'ascolto della musica preferita, a leggere, a fruire di internet logicamente la visione spazia su svariate informazioni che riguardano la nostra passione. Per esempio nel mio caso ma chissà di quanti altri, acquisto più volentieri riviste quali Suono e AudioReview. Anzi li leggo da anni. Ma il problema ormai evidente è che (faccio un esempio) negli ultimi 1/2 anni se uno valuta attentamente ciò che presentano, beh, il valore medio di qualunque pre, ampli, lettore cd, spazia tra i 5.000 e i 50.000 euro! Motivo per smettere di leggere i titoli di quei signori che evidentemente invece di aiutare a divulgare la fruizione dell'ascolto della musica al suo valore culturale e didattico soprattutto nei confronti dei giovani possibile nuovi acquirenti e appassionati, danno giustificazione del fatto che si maneggi per ascoltare musica più sul telefonino!
Tutta questa premessa per sollecitare tanti, che vogliono o devono modificare/cambiare parti del loro "impianto", che se sanno guardarsi bene intorno, possono raggiungere obiettivi di qualità con costi del tutto accessibili, purché eliminino pregiudizi di base che tutti abbiamo avuto.
Il fatto: dovendo cambiare i finali sono stato pienamente soddisfatto dell'acquisto dei finali in classe D della RougeAudioDesign di Roma (che purtroppo deve aver chiuso i battenti...), spendendo meno di 1.000 Euro e buttando un ampli in classe A-A/B di costo quadruplo.
O addirittura utilizzando con piena soddisfazione gli ZeroZone, nonostante tanti detrattori presunti esperti musicofoli. Ma in più e senza dover essere dei maghi di elettronica oggi è assolutamente facile, come ho scoperto, assemblare finali a prezzi che partono da 250-300 euro acquistando in vari siti (Audiophonics in Francia, Costruire Audio in Italia, ecc. ) moduli amplificatori completi di alimentatore della ICE Power, della Hypex, della Purify, con contenitori e accessori (gli stessi che alcuni costruttori implementano nei loro mirabolanti ampli e finali da 5.000 Euro e oltre).
Così, tanto per dire.
Grazie per l'eventuale spazio che vorrà dedicarmi.
Buon anno a tutti.
Fabrizio - E-mail: fdm.paradisi (at) alice.it

LC
Caro Fabrizio,
come ho scritto la settimana scorsa, l'audiofilo quadratico medio è felice solo se sa che ha speso tanti soldi, se ha in casa tanti kg di ferro e legno e se possibilmente ha l'impianto più costoso di quello dei suoi amici. È un'estensione fallica di facile interpretazione, che lascerei agli esperti della materia. Guarire da questa patologia non è facile, serve tanta autostima, che la maggior parte degli audiofili non ha, per far fronte ai giudizi altrui (quasi sempre negativi). Tuttavia, ogni tanto qualcuno che ha capito come porsi in maniera serena verso questo hobby si trova, e tu mi pare che ne sia un ottimo esempio. Hai ragione: nel campo delle amplificazioni oggi con pochi soldi e pochi kg di ferro si riesce a ottenere risultati una volta semplicemente impensabili. Chi critica lo fa per partito preso e per il fenomeno di dissociazione cognitiva cui ho accennato la settimana scorsa su questa stessa rubrica. Non possiamo farci niente, se non lasciarli alle loro ferree certezze della quali hanno bisogno come dell'aria che respirano.
Non si fa abbastanza per parlare di audio abbordabile? Può darsi. Diciamo che il nostro apporto c'è e c'è stato, ma evidentemente non basta. Devo dire che ultimamente nelle copertine delle riviste HiFi italiane sono comparsi componenti di costo assolutamente terreno. È una novità, certo, perché da sempre le copertine sono da dedicare agli oggetti da sogno che possono stimolare la libidine degli appassionati. È troppo tardi? Può darsi, secondo me i buoi sono già usciti dalla stalla. I vecchi sono destinati a sordità, casa di riposo e morte certa e quindi abbandoneranno il settore, ma non ci saranno giovani a rimpiazzarli. Questo danno è stato fatto ed è irreparabile. E ai benpensanti miei detrattori che mi accusano di fare l'uccello del malaugurio vorrei far leggere l'ultimo editoriale dal titolo
A New Year's Wake-Up Call for the Hi-Fi Industry di tal Doug Schneider (fondatore della storica rivista Soundstage) che usa esattamente le mie stesse parole, ovvero che serve un'inversione rapida della rotta, altrimenti si va dritti dritti verso il famoso iceberg. Più precisamente:

“People age out. People die. And without a steady influx of younger, less wealthy - but no less passionate - listeners being inspired to delve into hi‑fi, the industry will continue to shrink into irrelevance.”
Traduco per gli espertoni che se la cavano maluccio con l'inglese: “Le persone invecchiano. Le persone muoiono. E senza un afflusso costante di ascoltatori più giovani, meno ricchi, ma non per questo meno appassionati, che siano ispirati ad approfondire l'hi-fi, l'industria continuerà a ridursi all'irrilevanza.” Più chiaro di così. Quindi anche nella patria dell'high-end, i benestanti USA, spirano venti gelidi, e gli espertoni locali che continuano a dire che va tutto bene dovranno farsene una ragione. Siete solo gli squallidi strumentisti stonati dell'orchestrina del Titanic.
Grazie per il feedback,
Lucio Cadeddu

Diffusori pro e contro
Ciao, volevo chiederti se ha senso installare un diffusore da pavimento per sostituire i diffusori da scaffale Spendor S3/5R2. Non mi interessa la musica con bassi potenti e ascolto a volumi medio-bassi, come Smog, Mark Lanegan, Eels, Grant Lee, Buffalo, Tindersticks. Ho notato alcuni Spendor S5E o S6. Come suonano? Rispetto a un diffusore da scaffale, soprattutto su voci e chitarre? In generale, comunque. Stanza: 28 mq. Amplificatore Musical Fidelity M2si. Non voglio perdere...ma guadagnare, ho scelto gli Spendor perché sono piccoli.
Antonio - E-mail: antoniobarbieri2023 (at) libero.it

LC
Caro Antonio,
io credo che in 28 mq i diffusori da pavimento possano fare di più e meglio dei tuoi diffusori attuali. Non è una questione di bassi potenti, ma di bassi veri e profondi che non solo restituiscono il vero corpo di alcuni strumenti quali organo, pianoforte, contrabbasso, violoncello e percussioni, ma contribuiscono a un'espansione dell'immagine tridimensionale. È un fatto ben noto che spesso il subwoofer riesce ad ampliare lo stage tridimensionale, per quanto strano possa sembrare. Evidentemente tante informazioni ambientali risiedono anche in gamma bassa. Un diffusore più grande, poi, avrà tipicamente una dinamica maggiore, riuscirà a dipanare trame sonore complesse con più facilità: quando a un piccolo midwoofer si chiede di riprodurre il basso e pure la gamma della voce, il rischio che abbia il fiato corto è reale. Quindi approvo senz'altro l'idea di sostituire i tuoi piccoli Spendor con un modello della stessa casa ma da pavimento, a patto di avere lo spazio sufficiente per poterli posizionare come si deve, tipicamente lontani dalle pareti circostanti o, comunque, con un minimo di libertà di scelta per sperimentare posizioni diverse.
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Preamplificatore Aiyima T20
Egregio Dott. Cadeddu,
vorrei innanzitutto ringraziare lei e tutti i suoi collaboratori per l'enorme lavoro che fate da tantissimi anni. Mi chiamo Massimiliano e alla soglia dei “primi” sessant'anni, complice la dipartita di un vecchio amplificatore Rega Brio, ho voluto provare il Fosi Audio V3 acquistato con l'alimentatore più grande. Acquistato e collegato al mio impianto, è stato subito evidente la “ventata di giovinezza” che ha portato! Più che un velo direi che si è abbassato un muro! Avendo però la necessità di due ingressi, e volendo sperimentare ancora un po', ho acquistato il preamplificatore Aiyima t20 che è dotato di un ingresso rca ed uno xlr. In uscita uguale rca e xlr. Ho acquistato per il momento una coppia di cavi terminati rca da un lato ed xlr dall'altro, e questo ingresso lo ho dedicato all'uscita del mio lettore cd. Ovviamente utilizzo il Fosi V3 con il volume al massimo. Al momento lo ascolto da una ventina di ore e devo dire che l'accoppiata suona molto bene. Certamente diversa dal Fosi v3 singolo, ma è un diverso che non mi dispiace; sono riuscito a “limare” gli alti che a volte risultavano al mio orecchio un po' troppo taglienti. Il mio quesito è: ha senso secondo lei acquistare la coppia di V3 mono e collegare con il pre via cavo xlr? Bypassando così anche il circuito del potenziometro del volume del v3 stereo? Il mio impianto è composto da:

L'ambiente è una stanza dedicata di 14 mq, con diffusori posti a circa 70 cm da pareti laterali e dal fondo. Parquet in legno, tappeto pelo lungo, una scrivania sempre in legno ed il soffitto più due delle 4 pareti trattate con cappotto interno in sughero.
La ringrazio in anticipo per la sua risposta.
Cordialmente,
Massimiliano - E-mail: himbubu (at) yahoo.it

LC
Caro Massimiliano,
ciò che devi fare è eliminare il potenziometro del volume del Fosi, come indicato nel nostro
tutorial, oppure sostituirlo direttamente con una coppia di V3 Mono. I V3 Mono sono molto simili al V3 integrato, ma con qualche piccola differenza. Per questa ragione suonano sostanzialmente un po' meglio del V3 integrato, al di là della potenza extra. Il fatto che ti sembri che il V3 suoni troppo brillante è perché eri abituato al suono molto rotondo del vecchio Rega Brio. Nella realtà, i suoni degli strumenti veri di rotondo hanno abbastanza poco. Certo, si tratta di impostazioni sonore quasi diametralmente opposte, quindi ti ci vorrà ancora un po' di tempo per abituarti alla maggiore quantità d'informazione in gamma alta. Venti ore di ascolto sono veramente troppo poche, per le tue orecchie e anche per i circuiti del V3. Io eviterei il pre Aiyima T20, però, e utilizzerei al suo posto un ben più trasparente pre Tisbury passivo. Quelle valvole secondo me fanno più danno che altro, credimi.
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Ho visto anche degli audiofili felici
Caro Lucio,
illuminato da anni dalle sue (e dei suoi validi colleghi) recensioni, mi chiedevo perché, dopo una più che giustificata assenza natalizia, se ne esce con una recensione negativa di un paio di casse che, modello differente, aveva già demolito in passato. Sarò esplicito: lei pubblica quello che le pare, nessuno la influenza economicamente, e quelli come me giustamente pendono dalle sue labbra… pardon, dita. E capisco anche che non può passare la sua vita a recensire prodotti solo per darli in pasto a noi gratuiti fruitori (io magari no, ma con me non ci campa di sicuro) e il suo HD non è pieno di articoli positivi pronti all'uso; ma la domanda sorge spontanea (come diceva Lubrano, che lei ricorderà): perché non si limita a scrivere “Casse X? Recensione negativa”. Punto. Senza star a spiegare l'arcano (tanto ci fidiamo). E perché invece non ci da una gioia, a inizio anno, con un qualche minimale oggettino che costa il giusto e funziona alla grande? Va bene, mi mandi pure dove sa lei, scriva pure che sono un egoista! Me lo sono meritato, lo ammetto, ma la colpa è la sua, mi ha abituato troppo bene.
Vittorio - E-mail: obsvik (at) icloud.com

LC
Caro Vittorio,
sei un audiofilo infelice, non meriteresti di essere inserito tra quelli felici che chiudono sempre la posta della settimana. Non siete mai contenti! Prima vi lamentate che le recensioni delle riviste sono tutte positive, poi che pubblichiamo recensioni negative! Insomma, accontentarvi è impossibile! 😁 Infatti non ci penso nemmeno a farlo. Ti spiego perché ho iniziato l'anno con una stroncatura, quella delle
Wiibo Karino 200. Esse fanno parte di una prova a confronto tra diversi diffusori primo prezzo e mi piaceva l'idea di iniziare dai peggiori, per scalare la classifica. E perché non dire semplicemente che vanno male, come chiedi tu? Per diverse ragioni, la prima strettamente etica: anche l'azienda merita di capire perché il giudizio è così negativo, magari ne fa buon uso. In passato qualche volta è successo. In secondo luogo, serve agli appassionati, per capire che in questa prova a confronto tra diffusori di primo prezzo esistono differenze molto significative tra un modello e l'altro. Diversi lettori, commentando il teaser di questa prova che è apparso in anteprima sulla nostra pagina Facebook (se non la seguite, fatelo, perché ci sono tanti contenuti extra) si sono affrettati a dire che non valeva la pena fare una prova del genere, perché per queste cifre i diffusori suonano tutti uguali e male (loro ovviamente li hanno ascoltati tutti, come sempre). Invece non è affatto così e nelle prossime settimane vedrete che le differenze possono essere anche molto grandi. Infine sii fiducioso, qualche recensione positiva di componenti nuovi e di costo umano arriverà molto presto 😅
Ti auguro buon ascolto!
Lucio Cadeddu

Suggerimento musicale della settimana

Nuovo album per la cantautrice americana Lucinda Williams, dal titolo The World's Gone Wrong. Questa è la title track eseguita live.

Archivio! Due nostri lettori - che non finiremo mai di ringraziare - si sono fatti carico di recuperare buona parte dei nostri suggerimenti musicali della settimana e ne hanno realizzato una "TNT-Audio Suggestion” su Spotify e su Tidal

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