Giradischi professionale Reloop RP8000 mk2: nuove primizie nel giardino delle delizie di un idealista

Strumento per il collezionista di dischi a 78 giri?

[English Version Here]

Prodotto: Reloop RP8000 MK2
Costruttore: Reloop - Münster - Germany
Costo: Ci sono nuovi prezzi online, ma sembra che il minimo sia 925 dollari (Convertitore di valuta)
Recensore: David Hoehl - TNT-Audio USA
Pubblicato: marzo, 2026
Traduttore: Roberto D'Agosta

[Reloop RP8000MK2]

Il tempo vola dritto come un fuso, recita il detto.[1] In qualche modo sono passati otto anni da quando ho per la prima volta proposto una lista di giradischi che si avvicinavano a un piatto ideale per dischi a 78 giri come delineato in un articolo precedente, e più di sei anni da quando ho pubblicato l’ultimo aggiornamento. Nel frattempo, nel mio sistema nulla ha scalzato la mia scelta iniziale, l’illustre (raro e da tempo oramai orfano) Strathclyde STD305D, con pitch variabile su tutta la gamma delle velocità standard e un display digitale unico che mostra la velocità effettiva del piatto in giri/minuto. Tuttavia, per un lungo periodo a partire dalla metà del 2022, lo Strathclyde è stato fuori servizio a causa di un problema di manutenzione difficile da risolvere, quello che avevo chiamato il problema della “bomba a orologeria” nella mia raccomandazione originale. Naturalmente, ho guardato in giro per vedere se fosse emerso un sostituto adatto, e così ho scoperto il Reloop RP8000MK2, promettente perché anch’esso ha un display digitale incorporato. Ciò che ne è seguito è stata la solita follia inconcludente che noi collezionisti di 78 dobbiamo sopportare regolarmente da un’industria per la quale non siamo nemmeno un pensiero secondario, mentre cercavo e fallivo nel tentativo di ottenere una risposta chiara su cosa potesse effettivamente mostrare quel display—RPM? percentuale di deviazione dalla velocità centrale? solo battiti al minuto? la temperatura attuale sulla cima del Monte Everest? Sono riuscito a capire che mostra la percentuale di deviazione ma non sono mai riuscito a stabilire se si trattasse di RPM o altro, e alla fine ho gettato la spugna, inviato lo Strathclyde in riparazione e relegato la questione del Reloop a quel cassetto dove vanno tutte le imprese destinate al fallimento.

Be', finché non la guardi, anche una pentola sul fornello posteriore può arrivare a bollire. I pensieri sul Reloop continuavano a tormentarmi, a sprazzi, e alla fine lo scorso luglio, con il caos dei dazi statunitensi che sembrava diventare ancora più illogico, ho deciso “adesso o mai più” e ho acquistato un Reloop in offerta speciale open box/ricondizionato fortemente scontato da uno dei principali rivenditori online. Da quel momento fino ad oggi è stato il mio dispositivo esclusivo per la riproduzione dei dischi analogici. Qui, sulla base di una mezza annata di ascolti, ecco le mie impressioni, partendo dal riferimento alla mia precedente lista di qualità ideali:

Vale la pena menzionare anche altri aspetti positivi. Il giradischi ha un piatto in alluminio pressofuso e un plinto pesante e robusto — si dice incorpori materiali volti a ridurre le risonanze, pensati per gli ambienti tipicamente ricchi di suoni bassi e potenti che i DJ frequentano — appoggiato su grandi piedini in gomma. La regolazione della forza di tracciamento e dell’antiskating è semplice, con segni sul contrappeso a guidare l’operatore, anche se il massimo intervallo dell’antiskate è di 3 grammi. Infine, vale la pena notare che, essendo un modello di produzione attuale ma non un lancio recente di un’azienda solida e operante, il Reloop non presenta problemi da “primo utilizzatore” né “bomba a orologeria”: eventuali problemi iniziali hanno avuto il tempo di manifestarsi, e non è soggetto ai problemi legati all’invecchiamento che affliggono apparecchi costruiti decenni fa. Se necessitasse di assistenza, presumibilmente i pezzi di ricambio e schemi saranno facilmente reperibili.

Niente in questo mondo è perfetto, quindi eccovi alcuni dei problemi che ho riscontrato con il Reloop:

Segnalerò, "en passant", un paio di stranezze riguardanti il sistema stroboscopico. Primo, sebbene siano presenti quattro file di segni sul bordo del piatto, solo una indica effettivamente la velocità centrale impostata; la luce stroboscopica è abbastanza intelligente da adattarsi in modo tale che, se non è stata impostata alcuna variazione di pitch, i segni di quella singola fila sembrino fermi, indipendentemente dal fatto che il giradischi stia girando a 33, 45 o 78 RPM. Secondo, le altre tre file sono segni stroboscopici per -3,3%, +3,3% e +7,2%. Lo scopo di questa disposizione non mi è subito chiaro, ma suppongo sia di qualche utilità per i DJ. Tutto ciò che posso dire è che il mondo dei DJ è altrettanto arcano quanto quello dei collezionisti di dischi a 78 giri!

Vale anche la pena notare che il Reloop include un preamplificatore phono interno con uscita a livello di linea, oltre alla tradizionale uscita phono a basso livello per un preamplificatore esterno. Secondo Reloop, ciò consente di collegare il giradischi a due mixer differenti contemporaneamente. Non ho idea di come il preamplificatore interno si confronti con un preamplificatore separato o con la sezione phono di un amplificatore integrato e dato che offre esclusivamente equalizzazione RIAA, è di scarso o nessun utilizzo per i dischi vintage a 78 giri. Tuttavia, sarebbe utilizzabile per i 78 giri moderni in vinile stereo a microsolco, come quelli della Rivermont.

Conclusione

In sintesi, il Reloop RP8000MK2 rappresenta un ottimo rapporto qualità/prezzo in un pacchetto attuale e moderno. Ha tutte le funzionalità più importanti per i collezionisti di dischi vintage, alcune delle quali difficilmente reperibili altrove, se non del tutto assenti; in particolare, l’inclusione di un indicatore di velocità integrato, sebbene non nella sua forma ottimale, è una comodità enorme per chi di noi colleziona dischi delle ere acustica e elettrica iniziale, e qualcosa che, per quanto ne so, nessun altro produttore offre. Al contrario, presenta pochi aspetti negativi, nessuno dei quali particolarmente grave. Con uno sguardo affettuoso ai giradischi vintage che ci hanno servito così bene, direi che abbiamo un nuovo giradischi di “prima scelta” per la riproduzione di dischi pre-LP di tutte le epoche e formati fino ai 14 pollici di diametro.

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[1] - Il suo corollario, “la frutta vola come le banane”, non ci tratterrà oltre. (Gioco di parole intraducibile, N.d.T.)

[2] - La variabilità della velocità; l’elemento successivo, un display digitale; e altri due o tre aspetti sono quelli di maggiore interesse per chi desidera riprodurre dischi anteriori al 1930 circa. Non insisterò su informazioni che ho già fornito; basti dire che, negli anni precedenti l’adozione delle tecniche di registrazione elettrica nel 1925 e per qualche anno successivo, i cosiddetti “78 giri” venivano spesso registrati a velocità differenti, non di rado diverse a quelle indicate sulle etichette. Esse possono variare dai 60 RPM fino a 100 RPM o anche oltre. Di conseguenza, se intendete riprodurre questi dischi antichi, serve flessibilità, e questo articolo è rivolto particolarmente a voi. Se invece riproducete solo 78 giri, ad esempio dell’era big band e successivi, alcune delle preoccupazioni qui evidenziate potrebbero non riguardarvi.

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