Akiko Tuning Stick

[Akiko Tuning Stick]

Audio Magia?

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Nome del prodotto: Tuning Stick
Produttore: Akiko Audio - Olanda
Costo: a partire da 99 euro (dipende dal tipo di connessione) - YMMV

Recensore: Mike Cox - TNT UK
Pubblicato: Marzo 2014
Traduttore: Roberto Felletti

Devo essere onesto e affermare che non mi considero un estimatore dei componenti aggiuntivi per impianti audio, laddove la scienza è poco chiara e gli articoli di marketing sono pieni di parole che, per me, non hanno senso. Mi piace tutto quello che è ben costruito, solido, tipo il giradischi Kubrick DCX, che ho recensito non molto tempo fa. Nel settore dell'audio ci sono molti aspetti difficili da spiegare, ad esempio sul perché i cavi debbano suonare in modo diverso, specialmente se si tratta di collegamenti digitali come USB o SPDIF. Quando ci è stato proposto di recensire i Tuning Stick dell'azienda Akiko, ero un po' nervoso all'idea di accettare questa sfida; come avrei potuto razionalizzare e spiegare ciò che avrei ascoltato, senza riuscire a comprenderne la spiegazione scientifica?

Devo ammettere che, sin dal principio, l'esperienza è stata positiva. Sander van Berlo si è dimostrato un perfetto gentleman con le sue email, tempestive e chiare, oltre al fatto che gli articoli sono stati spediti con grande rapidità, arrivando nel giro di pochi giorni, malgrado l'ufficio Dazi e Dogana del Regno Unito. Esternamente i Tuning Stick sono tutti uguali, ma in realtà sono diversi tra loro, essendo progettati ognuno per un compito specifico. Sono costituiti da un cilindro in fibra di carbonio riempito di cristalli, carbonio e un materiale magnetico, tutti rivestiti con resina nera. L'etichetta laterale sul cilindro in carbonio fa anch'essa parte del progetto; si tratta di una sottile lamina metallica "trattata energeticamente per interagire a livello submolecolare".

Iniziamo con il Tuning Stick per la rete elettrica: il cilindro di carbonio viene collegato a una qualsiasi presa di corrente tramite un unico conduttore del tipo solid core. Nel corso dell'ordine è possibile scegliere il tipo di attacco (europeo, americano o inglese). Il collegamento alla rete elettrica avviene con la messa a terra, in modo da garantire un funzionamento sicuro a tutte le tensioni. Akiko consiglia di collegare il Tuning Stick a una presa libera di una multipresa o a una presa a muro vicino all'impianto. Lo scopo del dispositivo è di "pulire" la messa a terra in modo da ricavare un "suono meno aggressivo e molto naturale". Trovare una presa disponibile nel mio impianto è stato difficile. Io ho due prese a muro, entrambe in uso, una che alimenta il finale e l'altra per il rigeneratore di rete PS Audio P500. Il rigeneratore, a sua volta, alimenta il DAC e l'alimentatore USB, in quanto il pre-amplificatore non necessita di alimentazione, essendo un modello a trasformatore MFA. Ho deciso che la presa migliore fosse una libera sul retro del rigeneratore, accanto alla linea che alimenta il DAC e l'alimentatore USB. Queste tipologie di accessori audio non cambiano mai il suono di un impianto come avviene, invece, quando si sostituiscono componenti principali tipo amplificatori o DAC; tuttavia possono migliorarlo, a quanto ho scoperto. Il mio impianto è già silenzioso di per sé, il pre-amplificatore non genera rumore e il finale (Emotiva XPR-2), più il DAC, non produce rumori evidenti nemmeno se si avvicina l'orecchio ai diffusori. Anche in questo caso, l'aggiunta del Tuning Stick sembra aver aumentato il silenzio di fondo e la musica appare meno tagliente, forse più analogica nel caso di sorgente digitale.

È ora il turno del Tuning Stick RCA o phono, con collegamento esterno o a terra. Akiko consiglia di collegarlo ad un ingresso o ad una uscita dell'amplificatore, del lettore CD o di qualsiasi altra sorgente. Dapprima ho collegato il Tuning Stick a un ingresso del pre-amplificatore e poi, spinto dalla curiosità, l'ho collegato all'ingresso SPDIF del DAC (La Voce). In entrambi i casi, il Tuning Stick RCA ha modificato il suono: sul pre-amplificatore ha nuovamente messo in risalto il silenzio di fondo, mentre sul DAC la musica sembrava guadagnare una certa vivacità e senso del ritmo. Cambiando la disposizione dei Tuning Stick RCA, anche quando mi trovavo dietro l'impianto e i diffusori, ero in grado di percepire i cambiamenti nel suono; a conti fatti, mi è piaciuto di più il Tuning Stick collegato al DAC. Ho alcuni cd che reputo difficili da ascoltare (Queen - The Works e Led Zeppelin - The best of, vol. 1) per come suonano aspri e duri. Con il Tuning Stick collegato al DAC il suono appariva più raffinato e morbido all'ascolto, mentre senza sembrava quasi che il DAC non riuscisse a rivelare i dettagli e mascherasse la musica. Sarebbe stato interessante avere a disposizione altri due Tuning Stick RCA, uno per il pre-amplificatore e l'altro da collegare a un ingresso del finale, ma forse sarebbe stato chiedere troppo...

Infine, ecco il Tuning Stick universale, privo di cavi di collegamento, che in pratica è formato da una coppia di cinturini con chiusure Velcro da applicare ai vostri cavi preferiti. Il paio che ho ricevuto era progettato per essere applicato alle estremità dei cavi di potenza. Mi sono trovato in difficoltà nel dare una valutazione su questi Tuning Stick, probabilmente a causa di qualche caratteristica dei miei cavi che ne riduce l'influenza sul suono. Nell'intento di provare e capire meglio questi dispositivi, ho sostituito il finale, i cavi di potenza e i diffusori, collegando il mio Leak ST50 (rimesso a nuovo) con cavi di potenza NVA a una coppia di diffusori Eryk S Concept Superioro. Questa combinazione è completamente l'opposto del mio impianto normale. Anche in questo caso, l'inserimento dei Tuning Stick universali sui cavi di potenza non ha prodotto variazioni significative nel suono, a differenza degli Stick RCA e di rete. Successivamente ho attaccato gli Stick universali alle estremità del cavo di alimentazione da 1,6 metri che alimenta il finale Emotival XPR-2, cavo che arriva direttamente dalla presa a muro senza alcun filtro, per cui c'è una maggiore probabilità di rumore. Questo cavo di alimentazione è uno speciale cavo schermato costruito da un amico, realizzato con una spina Furutech dal lato rete e un attacco IEC da 20 A Wattgate dall'altro. Lo Stick universale ha dato il meglio di sé con questa configurazione; anche l'amico che ha costruito il cavo è giunto alla stessa conclusione quando gli ho prestato i Tuning Stick. Lo stick universale applicato sul cavo di alimentazione sembrava permettere al finale di rivelare maggiori dettagli con minore rumore di fondo. L'introduzione di Telegraph Road dei Dire Straits, dall'album Love Over Gold, parte piano per crescere lentamente, per poi emergere in assenza di rumore di fondo con un basso più evidente e con una struttura armonica meglio definita.

Conclusioni

La scienza che sta alla base del funzionamento dei Tuning Stick di Akiko Audio è difficile da capire, ma non si può negare che ci sia effettivamente un influsso sul suono. Si rischia poco a provare questi dispositivi, dal momento che è possibile tenerli per 14 giorni e, in caso di restituzione, è previsto il rimborso; io consiglio un ascolto. Iniziate con i Tuning Stick RCA; collegateli agli ingressi, poi alle uscite, provate varie combinazioni fino a trovare la collocazione migliore. Se vi trovate bene con questi, provate i Tuning Stick per la rete elettrica, collegandoli a una presa libera. L'impatto sul mio impianto è stato complessivamente positivo e l'effetto dato dall'uso combinato dei dispositivi si è rivelato migliore rispetto a quello individuale. Vorrei poter dare una spiegazione scientifica basata su misurazioni strumentali, ma non posso; mi fido di quello che i miei sensi dicono e mi gusto i risultati. Ho saputo da Akiko Audio che, sin da quando ho ricevuto i campioni da recensire, è disponibile anche una versione XLR dei Tuning Stick.

Risposta di Sander van Berlo, Akiko Audio

L'evento musicale amplificato elettronicamente comporta sempre una certa quantità di "rumore", specialmente se proviene da una sorgente digitale. I Tuning Stick sono stati sviluppati per diminuire questo rumore di fondo, in modo da fruire l'esperienza musicale nel miglior modo possibile. Può sembrare magia, ma l'utilizzo di determinati materiali può davvero influire sul suono (similmente a quanto si verifica con i diffusori o i cavi, a seconda del materiale che si usa). Unendo materiali diversi, si mescolano tra loro anche le rispettive proprietà. Ne consegue che misurare i risultati diventa un compito molto complesso, ma il fatto che il prodotto funzioni e venga apprezzato da molti appassionati di musica è un risultato di cui siamo oltremodo orgogliosi.

Copyright 2014 Mike Cox - mike@tnt-audio.com - www.tnt-audio.com


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