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Sfida a tre tra trasformatori per bobina mobile

Lo stato dell'arte per i pre fono MC autocostruiti

[English version]

Prodotto: Jensen JT-346-AX(T)
Costruttore: Jensen Transformers - USA
Prezzo: circa 228.36 USD ciascuno (IVA esclusa)

[Jensen]

Prodotto: Lebong Audio Stepup
Produttore: Lebong Audio - Germany
Prezzo: circa 320 Euro la coppia con contenitore (incl. 16%VAT)
280 Euro la coppia senza contenitore (per autocostruzione) (compresa IVA 16%)

[LeBong]

Prodotto: Tribute Audio 1:10/1:20 Stepup
Costruttore: Tribute Audio - Olanda
Prezzo circa 170 Euro la coppia per modello a primario singolo e 195 Euro la coppia per modello a primario doppio (IVA esclusa)

[Tribute Audio]

Recensore: Hartmut Quaschik - TNT Germany
Pubblicato: Marzo, 2006
Traduzione: Gianfranco Viola

Perché utilizzare un trasformatore? Per anni moltissimi sistemi di lettura, da Mark Levinson ad Accuphase a tanti altri, hanno impiegato lo schema a bobina mobile diretta. Sono vent'anni che mi cimento nell'autocostruzione a stato solido e da dieci anni mi dedico anche alle valvole. Secondo la mia esperienza qualsiasi sezione di ingresso a bobina mobile diretta degrada in modo intollerabile la qualità sonora. Al giorno d'oggi è senz'altro possibile realizzare uno stadio di ingresso attivo, con un rumore associato praticamente nullo. Il problema però rimane irrisolto nella regione delle basse frequenze: i componenti attivi presentano derive associate alla temperatura, alla tensione di lavoro e al carico; quando l'intensità del segnale scende sotto al millivolt tali derive diventano apprezzabili a livello sonoro e allora i bassi si impantanano e i batteristi sembrano ubriachi. In altri termini la musica perde di immediatezza, suona sorda, poco coinvolgente e interessante.
Un esempio è l'ingresso a bobina mobile dello stadio phono dedicato C220 di Accuphase. Fatto salvo quell'ingresso, il C220 è veramente buono. Per quel che ne so, fino ad oggi le schede a bobina mobile della Naim sono gli unici schemi in grado di elaborare correttamente i bassi, anche se al costo di sacrificare altri aspetti importanti.
Ritengo che i trasformatori per bobina mobile siano l'unica risposta alla questione di cosa fare coi segnali deboli tra 0.1 e 0.3 millivolt. Scordatevi le pretenziose soluzioni moderne quali MAT-02 (transistor bipolare), 2SK170 (Jfet) o simili. Anche dal semplice punto di vista del rumore, uno qualsiasi dei trasformatori presentati in questa prova risulta di gran lunga migliore.

Questi trasformatori sono destinati all'autocostruzione e sono pensati per essere sistemati in un contenitore aggiuntivo oppure installati direttamente nello stadio phono personalmente dall'acquirente. Intendo dire che se non siete in grado di destreggiarvi con un saldatore a stagno è meglio che lasciate perdere il resto dell'articolo. Ma vi garantisco che vale la pena di imparare la tecnica, in quanto i denari che è possibile risparmiare sono veramente parecchi. Vi ricordo solamente che il trasformatore per bobina mobile Jensen è usato dai migliori preamplificatori americani in assoluto, come i Rowland. Nel caso del trasformatore LeBong oltretutto, con un piccolo sovrapprezzo si può acquistare un'unita completa nel suo contenitore. Infine, tutti e tre si acquistano direttamente dal produttore.

Per effettuare la prova ho semplicemente saldato delle connessioni RCA all'ingresso e all'uscita del trasformatore: in questo modo si ha una connessione in sequenza tra braccio di lettura, trasformatore e stadio phono.

Descrizione

Jensen JT-346AXT: per chi, come me, fa parte della gloriosa comunità di autocostruttori di Monaco di Baviera, questo è un vecchio cavallo di battaglia; da anni infatti impieghiamo comunemente il predecessore JT-346AX (versione senza secondari accoppiati). Jensen, come Lundahl, è un fornitore di studi professionali che normalmente disdegna i patiti dell'hi-fi casalingo. Nelle specifiche disponibili online si possono trovare limiti di frequenza da 0.3 a 200KHz ed altri dati impressionanti. Il trasformatore ha tre coppie di avvolgimenti in ingresso e due in uscita e consente quindi parecchie configurazioni; di fatto però l'opzione 1:12 appare la più logica da adottare, visto che con tutte le altre si ottengono guadagni molto inferiori. Sebbene il costruttore abbia progettato il 346-AX per impedenze in ingresso bassissime e per essere connesso non ad un carico di 47K ma a circuiti speciali da 6.8K, i risultati che ho ottenuto con una configurazione ordinaria sono stati molto positivi: infatti non ho avuto il minimo problema a infilarlo tra un Denon 103 e uno stadio phono standard a 47K. I nuclei sono composti da lamine di 2 mm in lega di Nichel all'80% mentre l'esterno sfoggia un doppio schermo metallico nidificato. Il tutto può essere montato con viti e cerniere in dotazione.

LeBong Audio: questa è una nuova entrata nel settore. Johannes LeBong ha presentato una piccola linea di amplificatori valvolari dal gusto vintage, offrendo anche un trasformatore elevatore per bobina mobile, che dispone come unica opzione di guadagno 1:15. Stando alle dichiarazioni di LeBong si tratta di un progetto concepito avendo come riferimento il Denon 103. Utilizza un nucleo toroidale ed è schermato da un involucro in mu metal. Si monta col suo supporto centrale.

Tribute Audio: anche questo è una novità. Pieter Treurniet di Tribute Audio ha un punto di vista tutto suo riguardo alla realizzazione di un trasformatore ed ha presentato alla comunità degli autocostruttori un'intera gamma di prodotti denominata "a nucleo amorfo". Il nucleo impiegato per questi trasformatori elevatori è un toroide in lega amorfa di cobalto. L'involucro annuncia uno schermo in mu metal che probabilmente si trova all'interno: da fuori si vede solo un guscio di alluminio. Sono disponibili opzioni di guadagno 1:10 e 1:20, entrambe provate qui. Si può montare direttamente su un circuito stampato.

Rodaggio intensivo

Sebbene avessi in casa lo Jensen già da sei mesi e il signor LeBong mi avesse assicurato che il suo campione era stato utilizzato da qualcun altro in precedenza, tutti e tre i trasformatori avevano bisogno di qualche settimana di rodaggio. Domanda: come si esegue il rodaggio di un trasformatore per bobina mobile, dal momento che i segnali di una testina MC sono così deboli? Risposta: si prende un lettore CD dotato di funzione repeat, si inserisce un cd dei soliti, si connette il trasformatore all'uscita del lettore e si chiude l'avvolgimento primario su una resistenza da 100 Ohm. Ho rodato così il LeBong e lo Jensen per una settimana e dopo un ascolto intermedio ho deciso che per il Tribute di settimane ce ne volevano due: devo dire che il risultato è stato notevole. A questo punto non escludo che qualche altra settimana di rodaggio potrebbe sortire l'effetto di raggiungere livelli di qualità ancora più alti o di cambiare i risultati della prova.

Configurazione di ascolto

Devo premettere che, non essendo più possessore di un Denon 103 da qualche anno, potrei non aver testato il LeBong in condizioni ottimali. Ho usato diverse testine in questa prova: Ortofon SPU Reference, Shindo-Ortofon SPU A, Kiseki Purpleheart, Kiseki Blackheart (Allaerts Rebuild), Red Rose Petal (Myabi), Ortofon MC 7500, Ortofon MC3000-II, Ortofon MC 5000, Lyra Helikon, Lyra Dorian. All'altra estremità c'era il mio pre di riferimento (naturalmente autocostruito) oppure lo stadio di ingresso MM Shindo Monbrison, che possiedo da qualche settimana o ancora l'Eastern Electric Minimax Phono.

Risultati generali

Con una certa sorpresa ho riscontrato differenze relativamente indipendenti dalle testine, come dire che l'influenza del carico è trascurabile. Ho appurato invece che ciascun trasformatore è contraddistinto da caratteri peculiari, che si assommano alle caratteristiche della testina: non ho trovato durante tutta la prova un singolo caso in cui la testina A suonasse meglio col trasformatore C mentre la testina B fosse migliore col trasformatore D. Ci tengo a ribadire che questa non è una regola generale: mi capitò anni fa di individuare una combinazione magica tra il Denon 103 ed un trasformatore MC tedesco il quale abbinato ad altre testine dava risultati molto meno favorevoli.

Per rendere l'idea del livello assoluto di questa prova premetto che tutti e tre i trasformatori sono risultati di gran lunga migliori dei trasformatori MC Ortofon (sia il T-20 che il T-30 che il T-100). Il LeBong è molto simile all'Auditorium23 mentre lo Jensen e il Tribute (col guadagno a 1:10) sono molto meglio.

Una volta collegati all'ingresso MM degli stadi phono e messi a confronto con i corrispondenti trasformatori originali è risultato evidente che sia Shindo Monbrison che Eastern Electric Minimax Phono sono forniti di trasformatori di livello eccellente, di fatto imbattibili da elementi esterni. proprio un peccato che i Lundahls originali impiegati nel Monbrison non siano ancora disponibili al pubblico, in quanto i normali trasformatori MC Lundahl come l'LL9206 hanno prezzi molto abbordabili ma non sono così meravigliosi.

Il suono del LeBong

Il LeBong è un dispositivo dal suono molto diretto e potente. Le linee di basso sono chiare e la loro ritmica è ben sviluppata, mentre le medie ed alte frequenze suonano un po' valvolari in quanto a fascino e morbidezza. Esegue il suo compito con discrezione, concentrandosi sulla musica piuttosto che sul dettaglio clinico e facendovi dimenticare tutti i dibattiti sull'alta fedeltà della riproduzione musicale. Per darvi un'idea, ricorda quelle meravigliose radio a valvole di tanti anni fa. Insomma: questo trasformatore mostra esattamente le stesse caratteristiche che mi è capitato di notare negli Auditorium 23.

Il suono del Tribute

All'inizio ho collegato il Tribute col guadagno 1:20. Sebbene non fossi convinto del suono che ne usciva, mi sono costretto a proseguire l'ascolto. Le alte frequenze erano eccezionalmente definite, le medie molto chiare, ma i bassi erano deboli e fiacchi perfino con testine a bassa impedenza. I miei grossi midwoofers da 12 pollici Altec sembravano dei KEF da 5 pollici in polipropilene. Passando al guadagno 1:10 le cose sono migliorate notevolmente: la qualità di medi e alti oltre a restare invariata è stata raggiunta da quella delle basse frequenze. L'impressione globale di ascolto del Tribute con guadagno 1:10 è stata di straordinaria limpidezza e, lo ammetto, di un dettaglio che non ho mai sentito in nessun altro trasformatore per bobina mobile. Insieme al mio pre a stato solido il risultato era di un suono insopportabilmente dettagliato, quasi vivisezionato, tanto da farmi preferire gli altri due. In abbinamento a stadi phono valvolari invece si è rivelato il migliore, grazie alla superiore limpidezza.

Il suono dello Jensen

Rispetto al Tribute, si tratta di un trasformatore che non disvela fino all'ultimo segreto. In altri termini, non impressiona per dettaglio. Lo Jensen è semplicemente trasparente, nel senso che non caratterizza il suono in modo percettibile. La musica suona sempre intatta, mai vivisezionata. L'alta frequenza non è né morbida come nel LeBong, né cristallina come nel Tribute; il suono possiede naturalezza e corpo nelle medie frequenze. Se solo il basso risultasse un po' meno leggero ed evanescente saremmo di fronte al campione del terzetto. All'ascolto col pre a stato solido è risultato il trasformatore per bobina mobile più equilibrato, ma in abbinamento ai pre phono valvolari di cui sopra la chiarezza del Tribute e il maggior peso nel basso del LeBong rende questi ultimi preferibili. .

Considerazioni pratiche - Ronzio

Di solito utilizzo un certo numero di bracci di lettura e con nessuno dei tre trasformatori ho notato anomalie in abbinamento allo SME 3012/2 o al Graham 2.2. Ho però evidenziato differenze quando ho usato lo Schroeder No.1, che impiega cavi intrecciati nel collegamento tra i contatti della testina e le prese phono. Il LeBong presentava un ronzio molto lieve che spariva agganciando a massa gli ingressi negativi e gli eventuali grossi oggetti metallici nelle vicinanze del giradischi. Il Tribute ronzava in modo marcato, malgrado il nucleo toroidale e la schermatura metallica. Ho provato a mettere a terra tutto il possibile per portare il ronzio ad un livello accettabile e alla fine sono riuscito a renderlo tollerabile, anche se comunque distinguibile tra un brano e l'altro. Lo Jensen ha presentato invece un comportamento opposto: gliene ho fatte di tutti i colori e non ha mai emesso il minimo ronzio: questo lo rende l'unica scelta praticabile in caso di connessioni bilanciate non schermate.

Conclusioni

Nessun vincitore? Beh, se avessi valutato i trasformatori in un'unica configurazione allora un vincitore ci sarebbe senz'altro. Ma differenti configurazioni di ascolto mi hanno dimostrato che, così come le testine, anche i trasmormatori per bobina mobile possiedono carattere proprio: devono perciò essere accuratamente abbinati al resto dell'insieme se si desidera una prestazione musicale equilibrata e soddisfacente. Jensen, LeBong e Tribute si caratterizzano ciascuno per il proprio tratto distintivo e sono certo che uno di questi si troverà a perfetto agio nella vostra configurazione di ascolto.

Copyright 2006 Hartmut Quaschik - www.tnt-audio.com

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