Teoria e pratica del downgrading - Parte I

Come peggiorare l'impianto HiFi e vivere felici

Autore: Lucio Cadeddu - TNT Italia
Pubblicato: Febbraio, 2019

[Downgrading]

A tutti gli audiofili è certamente, tristemente, dolorosamente noto il termine inglese upgrade o upgrading. In genere, per le persone normali l'upgrade ha una connotazione positiva: in ambito lavorativo è un avanzamento di carriera, una promozione, ad esempio. In ambito informatico, è la versione migliorata di un qualche software o sistema operativo. In campo HiFi, invece, è una sindrome, che ha come sintomi immediati il downgrade del conto in banca, dei rapporti familiari e, spesso, delle amicizie (quelle invidiose). Al momento si sta ancora sperimentando un vaccino, dall'esito incerto.

Quando si acquista un impianto HiFi ogni audiofilo che si rispetti ha già in mente il malefico upgrade path ossia il percorso di miglioramento del sistema appena acquistato. Già  il giorno successivo all'acquisto si comincia a mettere da parte per realizzare il primo passo dell'upgrade path, una sorta di Cammino di Santiago al contrario, dove anziché ritrovare la serenità e sé stessi si ritrova l'indirizzo dello psicoanalista.

Esiste poi un fenomeno ancora più misterioso e, per certi versi, raccappricciante: il sidegrade o sidegrading. Esso consiste, in pratica, nell'acquisto di apparecchi HiFi che non rappresentano un vero miglioramento, ma soltanto un semplice spostamento laterale (side, appunto). Il suono cambia, ma non migliora. Si cambiano gli apparecchi per il solo gusto di cambiarli, senza ottenerne un vero beneficio. Una task force di psicologi e psichiatri dell'Università di Cambridge è impegnata nello studio di questo comportamento deviante, considerato a tutti gli effetti un fattore invalidante.

Meno noto è, invece, il downgrading o downgrade. ovvero l'acquistare apparecchi peggiori (si legga: meno costosi o meno recenti) di ciò che si possiede già. In questo articolo proverò a spiegare la teoria (e in uno successivo la pratica) di questo percorso inverso, che parte dal peggioramento dell'impianto, anziché dal suo miglioramento.

Teoria del downgrade

L'upgrade si basa su un concetto errato alle fondamenta, quello della “crescita infinita”. Siccome al meglio non c'è mai limite, l'upgrade - ossia l'acquisto tanto anelato, sognato e desiderato - diventa obsoleto e superato 35 secondi esatti dopo averlo realizzato. Qualcuno, particolarmente stoico, arriva a restare soddisfatto del nuovo acquisto per una 50ina di secondi. Si narra di un audiofilo che restò soddisfatto del nuovo acquisto per un giorno intero. Ma sono leggende.

Conseguentemente a ciò, siccome gli apparecchi migliori sono infiniti (esce una nuova versione mk_di_sto_ca##o ogni sei mesi), infinita è la quantità di denaro necessaria per completare l'upgrade. È una sorta di operazione matematica di passaggio al limite, solo che il limite non esiste finito.

Prima legge d'inerzia audiofila

Da questa analisi emerge prepotentemente una legge psico-fisica, che chiamerò “prima legge d'inerzia audiofila”: l'audiofilo è destinato a permanere in una perenne condizione di insoddisfazione cronica. Parte insoddisfatto e permane in un moto di permanente e uniforme insoddisfazione fintanto che qualche causa esterna non intervenga a modificarne lo stato.

Questa è la variante psichiatrica di un ben noto principio base della fisica:

il principio di inerzia (o prima legge di Newton) afferma che un corpo permane nel suo stato di quiete o di moto rettilineo uniforme a meno che non intervenga una forza esterna a modificare tale stato.
Pertanto l'audiofilo, che parte insoddisfatto per natura, tende a restare tale fintanto che qualcosa di esterno non intervenga in suo soccorso. Esiste un rimedio, drastico ma efficace: invertire la direzione del moto! Anziché agevolare il flusso di denaro in uscita dal conto in banca si procede in senso inverso: si inizia a vendere qualche oggetto prezioso per rientrare di una certa somma che, però, non va reinvestita in apparecchi HiFi o, almeno, non totalmente.

In verità, non va dimenticato che l'audiofilo non vuole realmente migliorare il proprio impianto, vuole semplicemente una buona scusa per acquistare giocattoli nuovi. Non credeteci quando lo sentirete parlare di voler acquistare, ad esempio, la cosiddetta “cassa definitiva”: mente sapendo di mentire. L'unica cassa veramente definitiva la vendono le onoranze funebri, in diversi modelli, per tutte le tasche. E non suona. Anzi, viene “suonata” e accompagnata, spesso, a suon di marcia, all'interno di una curiosa station wagon scura dalla forma molto allungata, a soli due posti.

[La cassa definitiva]
Un tipico audiofilo, evidentemente soddisfatto dopo aver acquistato la cassa definitiva

Pertanto, se lo scopo è soltanto quello di acquistare giocattoli, il costo diventa un fattore irrilevante, si possono anche acquistare cose poco costose. L'idea è meno balzana di ciò che potrebbe sembrare. Intanto c'è da considerare che, una volta arrivati a un certo livello, non ci si ricorda più quelli precedenti. E grande è la sorpresa quando, inserendo nell'impianto un componente molto economico e magari un po' vecchiotto, quella che ci era sembrata una Stairway to Heaven (scalata verso il Paradiso degli Audiofili) è in realtà un dannato e interminabile falsopiano. L'unica vera “crescita” è quella del rosso nel conto in banca. Quei passi in avanti drammatici, di componente in componente, di TAEG in TAEG, vengono grandemente ridimensionati.

In secondo luogo, spesso, i componenti più sofisticati hanno la sgradevole abitudine a suonare sempre più precisi e perfettini, perdendosi per strada il coinvolgimento musicale. Non è infrequente trovare apparecchi forse non perfettissimi ma dannatamente musicali e piacevoli da ascoltare per ore. Gli altri, invece, dopo 10 minuti di piccoli particolari ingigantiti oltre ogni ragionevolezza, ai confini del ridicolo, distruggono le orecchie (e non solo quelle) del malcapitato di turno.

Nella seconda puntata vedremo come percorrere insieme questa Highway to hell, in contrapposizione alla Stairway to Heaven di zeppeliniana memoria. God bless AC/DC!

[Upgrade audiophile]

[Trovaci su Facebook!]

© Copyright 2020 Lucio Cadeddu - direttore@tnt-audio.com - www.tnt-audio.com