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Prodotto: Carry-on FH50 - cuffie dinamiche cablate semi-aperte pieghevoli
Costruttore: Carry-on - UK/Cina
Prezzo approssimativo: ±€20
Recensore: Lucio Cadeddu - TNT-Audio Italia
Recensito: luglio, 2026
Continuiamo la nostra ricerca di soluzioni per l'audio in cuffia alla portata di tutte le tasche. Abbiamo già recensito diverse cuffie entry-level, partendo dalle Venture Monk Plus, a seguire le Superlux HD681, le JBL Tune110, le Dodocool DA108 e le Sony MDR-ZX110 a confronto con clone cinese.
Ci siamo imbattuti, su consiglio di un nostro lettore, in questa Carry-on FH50 e abbiamo deciso di provarla, anche tenuto conto del fatto che ha al suo attivo tanti clienti soddisfatti ed eccellenti recensioni.
L'azienda produttrice, la Carry-on, ha sede a Northampton, in Inghilterra, ed è costituita da musicisti con il comune obbiettivo di realizzare strumenti musicali e accessori audio/musicali sufficientemente piccoli, economici e portatili, d'altra parte il nome scelto, Carry-on, indica poprio questo, la portatilità. Il catalogo è vasto e spazia dagli strumenti musicali veri e propri (persino tastiere pieghevoli!) a microfoni, diffusori portatili, midi controller pieghevoli e tanto altro. L'idea è che la musica debba essere possibile portarla sempre con sé, dentro una borsa o uno zainetto. Ci sono due modelli di cuffia, una semiaperta (questa FH50 in prova) e una chiusa (SH100) - di prezzo maggiore - che sarà oggetto di un altro test.
Questa cuffia cablata è di tipo semi-aperto, con driver da 40mm, dinamici. Come da mission dell'azienda è completamente pieghevole e sta quasi dentro il palmo di una mano. È sufficientemente comoda da indossare, con padiglioni morbidi, facili da orientare e utilizzare a lungo, visto il peso ridottissimo (appena 144 grammi cavo incluso!). I padiglioni girevoli a 180° consentono di appoggiare la cuffia in piano quando si mette in valigia o la si appoggia su un tavolo. Il cavo è sottile e flessibile, di lunghezza totale pari a 210cm. All'interno del padiglione c'è un disco in feltro nero piuttosto spesso e compatto, che per fortuna è rimuovibile/sostituibile per cambiare un po' il suono riprodotto. Nella confezione è presente il classico adattatore mini-jack/jack standard.
La progettazione è in partnership con la Blackstar Amplification Ltd., un'azienda inglese (Northampton) che realizza principalmente amplificazioni e accessori per chitarre. La realizzazione, per forza di cose dato il bassissimo costo, è però cinese. Questa FH50 può essere acquistata o direttamente nel sito del produttore o su uno dei tanti store on-line, Amazon compresa. In estrema sintesi questi sono i dati tecnici dichiarati:
Il dato della sensibilità è probabilmente errato, anche perché viene dichiarato entro ±3dB che, invece, realisticamente è il range di variazione della risposta in frequenza. Questa superficialità non è certo un bel biglietto da visita: le specifiche tecniche o le si capisce e le si pubblica in maniera corretta, o è meglio non pubblicarle affatto.
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![[Carry-on FH50 - piegate] [Carry-on FH50 - piegate]](../jpg/carry_on_fh50_folded.jpg)
La FH50 è stata ascoltata sia in versione di serie ovvero col feltrino interno al suo posto, che senza feltrino, che con feltrini di diverso materiale e spessore. I confronti sono stati fatti, oltre che coi consueti riferimenti di fascia alta (tra cui Grado SR325, Fosi i5, Yanyin Canor Pro...), con cuffie di prezzo analogo, in particolare Sony MDR-ZX110, Superlux HD681 e Venture Monk Plus.
Dopo qualche rapido confronto, ho deciso che la concorrente naturale contro la quale battersi era la Superlux HD681, che costa circa 25€. Queste due cuffie suonano molto diverse l'una dall'altra, e sorprendentemente bene se si pensa al costo veramente contenuto. La Superlux è molto aperta in gamma medio-alta quindi suona vivace, brillante, e persino spietata con incisioni non esattamente equilibrate, mentre la Carry-On FH50 - coi feltrini di serie - è più chiusa in alto, quasi rotonda, calda, di sicuro molto più tranquilla con incisioni scadenti o enfatizzate in alto. Né l'una né l'altra sono veramente equilibrate, ma la FH50 ha il piccolo vantaggio di essere equalizzabile secondo il gusto personale. Già inserendo dei feltrini meno spessi (es. quelli da make-up femminile) la gamma alta si riequilibra, conquista vivacità e presenza. Per eseguire un confronto onesto, però, alla fine ho deciso di ascoltarla coi feltrini di serie.
Equilibrio della gamma alta a parte, un filo troppo brillante la Superlux, un po' troppo chiusa la FH50, ci sono altre differenze importanti. In gamma bassa la Superlux scende con più autorità e articolazione, mentre la FH50 ha un basso globalmente più pieno ma anche un po' meno controllato, con qualche sbavatura. A un primo ascolto distratto sembra che abbia più bassi, ma in realtà sono meno lineari e puliti. Globalmente direi che in questa porzione dello spettro audio la Superlux si fa preferire, per chi cerca il più possibile una certa linearità, unita a profondità e controllo.
In gamma media la FH50 appare a tratti più pulita e trasparente, il che consente alle voci si apparire più naturali e meno riprodotte. Il suono ha un'amalgama più uniforme e meno discriminante, mentre la Superlux svela maggiormente il suo carattere monitor, con una migliore separazione dei vari strumenti. Difficile decretare una vincitrice in questa porzione di gamma audio, ognuna ha i suoi punti di forza e le sue debolezze.
In gamma alta la differenza, come detto, è notevole. Di sicuro la brillantezza della Superlux fa sentire più dettagli, fa suonare i piatti e gli strumenti a corde più metallici, è tutto più scintillante, mentre la FH50 è più da ascolto non monitor ma da lunghe sessioni poco impegnative. Difficile inseguire dettagli nascosti, più semplice seguire il flusso della musica nel suo insieme. In altre parole: dovessi usare una cuffia per scopi pro la Supelux sarebbe un migliore strumento di lavoro, mentre per lunghi ascolti poco affaticanti decisamente la FH50 ha la meglio.
Sul piano della dinamica la Superlux va leggeremente meglio, ha un filo di velocità e di impatto in più. Tuttavia, anche il rock più scatenato è godibile con la FH50, non assisterete ai fuochi d'artificio ma la vitalità dei generi più energici e ritmati c'è.
Dal punto di vista dell'immagine riprodotta non c'è da farsi grandi illusioni, sono cuffie economiche e si sente. Il suono resta abbastanza vincolato ai padiglioni auricolari, sebbene una certa capacità di creare del movimento fronte-retro c'è. La sensazione di suono dentro la testa è innegabile, ma non ci si può aspettare miracoli.
In definitiva queste due cuffie rappresentano un modo abbastanza sorprendente per ascoltare - bene - e con una cifra semplicemente ridicola (ancor più bassa nel caso della FH50). La mia preferenza globale tende leggermente verso la Superlux, perché più trasparente e dettagliata, ma se dovessi ascoltare in cuffia per lunghe sessioni, la FH50, magari con feltrini meno spessi, sarebbe la mia prima scelta. Ovviamente, in termini di praticità d'uso e portatilità, questa FH50 vince a mani basse.
All'interno dei padiglioni questa cuffia ha un disco in feltro nero, molto spesso, che è il principale responsabile dell'impostazione timbrica (si veda foto qui fotto). Data la sua compatezza e il suo spessore, le frequenze medio-alte subiscono una leggera attenuazione. La buona notizia è che questo disco può essere rimosso senza smontare niente, basta prenderlo ed estrarlo. Al suo posto possiamo sperimentare con dischi analoghi ricavati da materiali diversi, iniziando da un feltro meno spesso e compatto, passando per della gommapiuma leggera in diversi spessori, fino ad arrivare a soluzioni più esotiche, tipo dischi in cotone o altre fibre naturali, come quelli che le signore utilizzano per struccarsi. Ogni soluzione darà un'impostazione sonora diversa, quindi sta un po' al gusto personale trovare quella più vicina alle nostre aspettative. È possibile anche eliminare del tutto il feltro, ma il suono - a mio parere - si squilibra troppo a favore della gamma medio-alta.
![[Carry-on FH50 feltro] [Carry-on FH50 feltro]](../jpg/carry_on_fh50_felt.jpg)
Costruzione & finitura.
La realizzazione è economica ma funzionale. Non regala certo l'impressione di robustezza, ma funziona ed è molto pratica. Il cavo di collegamento l'avrei preferito più lungo (è 2.1m) e magari staccabile/sostituibile. La sensibilità sembra più bassa di quella dichiarata e un ampli cuffia, o un semplice DAC dongle per potenziare l'uscita dello smartphone, potrebbe essere necessario.
Suono.
Con il feltro di serie la FH50 suona un po' chiusa, senza feltro un filino troppo aperta. Per fortuna si può sperimentare con sistemi diversi, però consiglio all'azienda di trovare una giusta via di mezzo, per non lasciare l'acquirente nell'obbligo di fare esperimenti. In pratica l'equilibrio timbrico è, come detto sopra, personalizzabile. Non è precisissima né traparentissima e anche la dinamica (micro e macro) lascia un po' a desiderare. Il basso l'avrei preferito più lineare e meno gonfio.
Il prezzo è veramente basso, visto che non è impossibile trovarla per appena 13-14€, praticamente il costo di un paio di auricolari senza marca. Se si tiene conto di questo, è veramente difficile essere critici e trovare difetti evidenti. In realtà, non ha mancanze insopportabili e anzi suona come non ci si aspetterebbe, specie se non si cerca il suono monitor ma qualcosa che sia adatto per lunghe e gradevoli serata in compagnia della buona musica. Sottolineo, ancora una volta, che mai come oggi si riesce a ottenere a una buona qualità sonora investendo cifre un tempo impensabili.
Qui la nostra recensione della Carry-on SH100, modello chiuso e da “studio”.
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