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I volumi della posta precedente
Focal + Naim?
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Upgrade diffusori impianto Hi-Fi
Buon giorno,
Avrei bisogno di un Vs consiglio. Dovrei acquistare un pre ed un finale per pilotare i diffusori Focal Sopra 3.
Pensavo inizialmente a Naim (ascoltati lo scorso anno in fiera a Milano) in quanto mi sembravano molto equilibrati rispetto a prodotti Atoll che ora possiedo ma in molti me li hanno sconsigliati!!!
Ora pi piacerebbe avere delle basi per iniziare a muovermi. Mi piacerebbe avere un suono caldo e dettagliato con voce chiara e pulita per musica vocal jazz e un suono pulito per brani più roccheggianti. Per conto mio con amplificatore Atoll il suono mi sembra molto ricco nel dettaglio (vocal jazz) ma un po' troppo impastato nei brani classic rock. Avreste dei consigli in merito?
In attesa di una vostra risposta colgo l'occasione per porgere i miei cordiali saluti.
Bruno - E-mail: gallibruno65 (at) gmail.com
Caro Bruno,
sarei curioso di sapere chi sono gli esperti che ti hanno sconsigliato Naim. Tra l'altro ora Naim fa parte del gruppo Focal e spesso questi diffusori sono esibiti alle diverse mostre proprio con elettroniche Naim a monte. Se fossero inadatte per qualche motivo, credo che in Focal se ne sarebbero resi conto, che dici? In realtà il carattere vivace e aperto di Focal si sposa bene con il suono solido e non aggressivo delle elettroniche Naim quindi sì, direi che faresti un passo avanti sostituendo il tuo Atoll con un buon integrato Naim (es. il SuperNait) o una coppia pre+finale. Tieni tuttavia conto che l'amplificazione non potrà mai stravolgere l'impostazione dei tuoi diffusori e se desideri un suono caldo - ammesso che tu abbia chiaro il senso di questo aggettivo, visto che spesso è usato a sproposito - difficilmente lo troverai con i tuoi Focal Sopra 3. Qualcosa, comunque, dovrebbe migliorare, e dico globalmente, in tutti i parametri della riproduzione sonora.
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu
Gentile Dott. Cadeddu,
torno a scriverle dopo diversi anni e dopo aver seguito i suoi preziosi consigli nell'allestimento del mio primo impianto Hi-Fi entry level (Rubrica Vol. 955), che ha saputo regalarmi delle emozioni seppur nella sua semplicità. In questi ultimi quattro anni ho provato a fare dei piccoli passi in avanti in autonomia rispetto alla configurazione di partenza. Come prima cosa ho inserito un giradischi Project Debut II e un preamp Cambridge Audio 540P, acquistato usato e che purtroppo ci ha lasciati. Ho sostituito poi il venerando ampli Nobsound F900 con un Aiyima 07 Pro, affiancato dal pre Aiyima T3 Pro, mentre i diffusori sono rimasti gli stessi Lonpoo LP42. Ed è proprio riguardo all'upgrade dei diffusori che ho pensato di cogliere l'occasione e scriverle nuovamente per avere un parere da parte sua. La mia attenzione si è concentrata sulle ELAC Debut 6.2 Ref. Volevo dunque chiederle se a suo giudizio sarebbero appropriate all'interno dell'impianto descritto o in alternativa un suggerimento su quali diffusori scegliere, considerando un budget comparabile a quello necessario per le ELAC.
P.S. Anche la casa è cambiata nel frattempo, e al momento il mio impianto è installato in una stanza di 25 m2 (di cui allego pianta per darle un'idea della disposizione attuale). L'alimentatore dell'amplificatore è da 36V.
Avevo in prima battuta provato con quello da 48V ma innescava un fastidiosissimo rumore di fondo, non il classico ronzio ma come fosse una forma d'onda. Se riesco nei prossimi giorni provo ad inoltrarle il video, magari può essere di interesse anche per altri utenti.
Volevo infine ringraziarla per lo splendido lavoro di divulgazione che continuate a fare.
Nella speranza di un vostro riscontro porgo cordiali saluti.
Marco - E-mail: marco.fulici (at) outlook.it
![[Sala d'ascolto]](../jpg/sala_marco25.jpg)
LC
Caro Marco,
le Elac DBR 62 sono certamente un passo avanti rispetto alle piccole Lonpoo, quindi procedi pure senza paura di sbagliare. Esistono naturalmente delle alternative, ma eviterei di mettere troppa carne al fuoco. Semmai, mi preoccupano un po' sia la stanza, grande e apparentemente vuota, che quei quasi cinque metri di distanza tra punto d'ascolto e diffusori. Ci avrei visto meglio dei diffusori da pavimento, in tutta sincerità. Magari la stanza precedente, dove tenevi le Lonpoo, era più piccola, e immagino che ora le piccoline si sentano un po' perse nel provare a sonorizzare adeguatamente uno spazio così ampio e con un punto d'ascolto così lontano. Forse la piantina è volutamente essenziale e non hai inserito gli arredi, perché se fosse vuota come appare, sarebbe un vero incubo sonoro. Una foto reale dell'ambiente avrebbe aiutato di più a capire la situazione.
Non so come mai l'alimentatore da 48V del Fosi potesse innescare il rumore di cui riferisci, magari è un loop di massa o un'interferenza su qualche altro componente.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu
LC
Caro Riccardo,
parto dal fondo delle tua missiva perché così evito di dimenticarmi: il rinnovamento del sito non avrà ripercussioni sui contenuti, quindi difficilmente troverai consigli sull'ascolto di musica del passato, patologia fin troppo diffusa tra gli audiofili e che noi da trenta anni a questa parte cerchiamo di combattere, con esiti incerti. Potrai trovare suggerimenti di nuovi dischi di vecchi artisti, questo sì, ma la nostalgia non è il nostro forte, almeno musicalmente. La musica del passato è stata, e sta bene dov'è. Unica eccezione a questa regola potrebbero essere i suggerimenti di musiche del passato che non sono disponibili su supporti moderni, come qualche volta abbiamo fatto nella sezione dedicata all'archeologia audio (fonografi, cilindri etc.).
Passo alla questione relativa al nuovo impianto: le tue scelte mi trovano sostanzialmente d'accordo, in particolare relativamente alle accoppiate Rotel + Elac, cui aggiungerei NAD + Elac, e lo streamer WiiM. Eviterei invece l'abbinata Rotel + B&W, onde evitare il sommarsi di caratteristiche timbriche troppo simili. Invece non vanno bene i giradischi che hai scelto, perché privi degli automatismi che ritieni necessari, se ho ben inteso le tue esigenze. Diversi marchi realizzano giradischi semiautomatici (cioè con stop a fine disco e/o eventuale rientro del braccio) o completamente automatici, partendo da ProJect (A1/A2), passando per Dual, Thorens (TD101/102) ed altri. Nella tua missiva parli di "alzabraccio", ma è una richiesta superflua perché tutti i giradischi ne sono dotati, anche i manuali più essenziali.
Infine pollice su per l'ambiente, che dalla descrizione mi sembra abbastanza adatto, cubatura a parte.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu
LC
Caro Federico,
effettivamente il sistema completo ProJect che citi sembrerebbe un'ottima soluzione per le tue esigenze, se non fosse che mancano sia il sintonizzatore che il lettore CD, che sarebbero quindi da aggiungere a parte. A questo punto io punterei invece a un ADVANCE PARIS MYCAST 7, che include tutto ciò che ti serve, compreso il lettore CD e la radio FM e DAB+. Ha ingressi HDMI ARC incorporati, un amplificatore integrato da 45 watt per canale su 6 ohm, un lettore di rete Ethernet e wi-fi DLNA e Airplay compatibile con possibilità di riprodurre direttamente da NAS e da qualunque altro server di rete. Ancora, dispone di app dedicata con servizi di streaming tra i quali Spotify, Tidal, Qobuz, Deezer, Tunein, internet radio e altri, stadio phono MM, ingresso Bluetooth x-ftb01 con codec aptx/aac, amplificatore per cuffie con uscita jack 6,3 mm e presa USB per riproduzione da pen drive (FAT32/128 gb), 3 ingressi analogici sbilanciati RCA di cui uno configurabile come phono MM, ingressi digitali: 1x hdmi arc, 1x s/pdif coassiale elettrico rca, 2x ottici toslink, uscita analogica pre-out stereofonica a livello fisso o variabile e uscita dedicata per subwoofer e, naturalmente, il telecomando. Il tutto per circa 800€. Devi solo aggiungere un giradischi, da scegliere tra gli entry level di Rega o di ProJect. Un componente analogo, che costa anche un po' meno, è il buon Marantz MCR612 MELODY X. Purtroppo gli all-in-one di Cocktail Audio, che ho consigliato spesso, sembra non siano più in produzione.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu
Nuovo ampli e DAC?
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Il poliedrico David Byrne (ex Talking Heads) pubblica un nuovo album, intitolato Who Is The Sky?, e sorprende di nuovo tutti con una leggerezza che è solo apparente. Questa è What Is The Reason For It? insieme a Hayley Williams.
Buongiorno Direttore, dopo molti anni è un piacere scriverle di nuovo per avere dei consigli.
Nel lontano 2007, seguendo i suoi consigli ho rinnovato il mio impianto hifi dell'epoca, passando a un ampli NAD C370, un cd player Nad 542 e due casse Aliante Nova. Per molti anni questa soluzione mi ha dato grandi soddisfazioni. A un certo punto, ho aggiunto un ricevitore Bluetooth (1Mii B06S) per ascoltare musica liquida.
A distanza di tanti anni, approfittando di un trasferimento in una nuova casa, ho deciso di fare qualche miglioria. Mi pareva che l'impianto non suonasse più come...18 anni fa! Non sono un audiofilo, e le mie esigenze sono limitate... così come il budget.
Quindi ho cambiato i cavi di potenza (con cavi trovati su Aamazon da 2 eu/mt), e - sorpresa! il mio impianto è rinato! Un effetto WOW inatteso, il vecchio Nad si è messo a far suonare le casse Aliante in un modo meraviglioso! Nel mentre, volendo dare maggior spazio alla musica liquida, ho deciso di fare un investimento - che si è rivelato azzardato!
Stimando ormai “decotto” il mio impianto (non erano ancora arrivati i cavi!) decido di comprare uno streamer Eversolo Play, che per 800 euro offre di tutto in dimensioni ipercompatte. Mi faccio prendere dalla fantasia di far sparire tutto il vecchio blocco hifi - Ampli, modulo cd, modulo audio - e sostituirlo con questo piccolo parallelepipedo che offre musica liquida, cd, ampli e presa phono.
Ricevo il tutto e scopro che l'ampli integrato del Play non fa suonare le mie vecchie Nova come il NAD C370 rinato a nuova vita.
Lo so, con senno del poi, che non ci poteva essere partita, ma mi sono fatto prendere dall'acquisto...
A questo punto, che fare? Provo a riunire i due elementi. Il Play non ha un DAC in uscita per collegarlo al NAD, quindi faccio un accrocchio usando come DAC un vecchio Fiio M9, e, - sorpresa! - le prestazioni migliorano, rispetto all'uso dell'ampli interno del Play.
Però è un accrocchio. Basato su un ampli comprato usato 18 anni fa. Che infatti non regge. L'ampli ha dei problemi su uno dei canali, una volta va e un'altra non va più...
Ed ecco che 18 anni dopo torno da Lei per un consiglio: che fare?
Grazie per l'attenzione che vorrà dedicare a questa richiesta di soccorso!
Federico - E-mail: federico.randone (at) gmail.com
Caro Federico,
realisticamente il tuo bel NAD C370 ha solo dei problemi di contatti elettrici ossidati. Una bella spruzzata di riattivante per contatti elettrici (CRC o altri) e il problema credo si possa risolvere. Oppure potrebbe esserci qualche saldatura fredda da rivedere. Se così non fosse, varrebbe comunque ancora la pena di farlo revisionare, è un buon ampli e trovare qualcosa che suoni nettamente meglio potrebbe essere complicato. A questo punto, salvato il NAD, avresti solo bisogno di un buon DAC, che hai già individuato nell'ottimo iFi Zen DAC V3. Per quanto riguarda il giradischi, benissimo uno qualunque dei vari Planar della famiglia Rega. Se, invece, la riparazione del NAD non fosse economicamente conveniente, potresti optare, come hai pensato, al nuovo Rega Brio che - giunto alla settima generazione - dispone ora di ingressi digitali, oltre che del sempre ottimo phono MM, come il fratello maggiore Elex mk4 che ho provato di recente qui su TNT-Audio.
Spero di essere stato utile,
Lucio Cadeddu
Caro Samuel,
non c'è ragione al mondo per la quale i diffusori abbiano delle variazioni evidenti nella risposta in frequenza utilizzando uno o l'altro schema di biamping passivo. Gli amplificatori...amplificano il segnale - in uscita dal pre - a gamma intera e lo spediscono ai morsetti dei diffusori. Qui il segnale amplificato incontra il crossover passivo che si occupa di dividerlo tra woofer e unità medi-alti. In questo percorso non c'è nessun elemento che possa alterare la risposta in frequenza, nessuno! I due finali Rotel - uno solo per i bassi e l'altro per le frequenze medio alte, oppure uno per diffusore - se hai fatto i collegamenti corretti, dovrebbero suonare praticamente allo stesso modo, visto che gli amplificatori utilizzati sono identici. Mi auguro abbia eliminato i ponticelli e che abbia collegato adeguatamente il segnale in uscita dal preamplificatore. Non modificherei il crossover dei tuoi diffusori, semmai eliminali del tutto e prendi un crossover elettronico. A dirla tutta, però, mi pare un po' un...overkill. Meglio vendere i diffusori così come sono e prendere qualcosa che suoni più equilibrato nel tuo ambiente.
A proposito di questo, vedo molto male i diffusori così vicini alla parete, e malissimo il mobile tra di essi. Prima di pensare ad upgradare crossover, a fare pirotecnici biwiring spendendo inutilmente soldi in due finali identici, mi concentrerei su questi due aspetti che hanno un'influenza di qualche ordine di grandezza superiore. Vale sempre la regola biblica della pagliuzza e della trave.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu
Caro Giovanni,
ricapitoliamo: hai un paio di casse nuove di zecca che non hai mai ascoltato nel tuo ambiente e hai anche un buon ampli, pure lui mai ascoltato coi tuoi diffusori e...tu vuoi già sostituire quest'ultimo? Sono strano io o qualcosa nel tuo ragionamento...non torna? Ti dico cosa farei io: aspetterei a sistemare ampli e casse nel nuovo ambiente, ascolterei il risultato e soltanto dopo qualche mese, a rodaggio finito e dopo aver capito come suona l'insieme casse + ampli, penserei a un eventuale upgrade/sostituzione. La domanda, posta così, non ha alcun senso, anche perché ritengo il Roksan K3 assolutamente adatto a pilotare fino a volumi da concerto live (ambiente permettendo) i tuoi diffusori. Il K3 ha 140 watt per canale su 8Ω e 220 su 4Ω. Se utilizzerai un decimo di questa potenza sarà già tanto, considerando che i tuoi Monitor Audio hanno un'impedenza nominale proprio intorno ai 4Ω e una discreta sensibilità. Inoltre, la classe di prezzo del Roksan K3 è perfettamente adeguata a quella dei tuoi diffusori, spendere di più sarebbe abbastanza inutile se non insensato. Quanto alla tua preferenza per la Classe AB e non D mi viene un po' da sorridere: quanti e quali amplificatori in classe D (o in Classe AB) hai ascoltato a confronto diretto per giungere a questa tua legge universale? Io ne ho ascoltato veramente tanti e, sai una cosa?, suonano tutti diversi! Incredibile, vero? Non solo, ma da bendato io sarei assolutamente incapace di riconoscere la classe di funzionamento di un amplificatore. Se tu ci riesci...buon per te, ma permettimi di dubitare. A breve pubblicherò un articolo su questa tema, ispirato da una recente dichiarazione di un costruttore di blasonati e sofisticati amplificatori a valvole (in Classe A o AB) che confessa di ascoltare personalmente con un ampli in Classe D. E se lo fa lui...un motivo ci sarà, che dici? Certo, gli ampli a valvole gli consentono di portare a casa la pagnotta, ma per casa sua ha scelto la Classe D.
Comunque, fino al trasferimento nella nuova casa, tieni il portafoglio chiuso e la carta di credito al sicuro. Le orecchie, in seguito, ti diranno cosa fare. A trasferimento effettuato e ascolti conclusi, sentiamoci di nuovo.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu
Caro lettore,
credo che la risposta possa arrivare dall'ultima lettera di questa settimana, quella dedicata agli audiofili felici, nella quale un lettore ha affiancato al tuo stesso Sugden un piccolo Fosi V3, senza trovare grandi differenze dal punto di vista sonoro, nonostante l'enorme differenza di prezzo. Qualora volessi esagerare, potresti prendere due finali Fosi V3 mono e abbinarci un pre passivo Tisbury. Tutti questi link ti portano direttamente alle nostre recensioni. L'accoppiata rientra abbondantemente nel budget che ti sei proposto e potrebbe persino suonare meglio del tuo Sugden. La potenza a disposizione è, ovviamente, sovrabbondante e in grado di pilotare diffusori ben più impegnativi. Sei hai dubbi, contatta pure il lettore che descrive la sua esperienza col Fosi V3 a confronto col tuo amplificatore.
Grazie per il prezioso spunto, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu
Caro Giovanni,
grazie innanzitutto per il prezioso feedback, che potrebbe tornare utile ad altri appassionati che meditavano di fare l'upgrade restando in casa Ortofon. La Quintet Black usa uno stilo Shibata nudo, considerato di qualità superiore, più un cantilever in zaffiro, mentre la Quintet Blue usa un più modesto e classico stilo ellittico nudo con cantilever in alluminio. La differenza, a mio parere, sta tutta (o quasi) nel taglio Nude Shibata rispetto all'ellittico della Blue. In altre parole, lo Shibata indaga più a fondo nei solchi e, come anche tu hai sentito, se ci sono imperfezioni, le mette in evidenza, così come fa con tutte le microinformazioni musicali che riesce ad estrarre. La Blue invece, essendo con taglio ellittico, quindi meno esploratore, ha un suono globalmente più semplice e adatto a dischi anche non perfetti. A questo proposito potresti trovare interessante la piccola ed esclusiva monografia del nostro Mark Wheeler sul suono dei diversi stili, dove mette a confronto praticamente tutti i tagli esistenti in commercio, compreso lo Shibata, del quale riassume anche un po' di storia. È un lavoro faticoso e, per quanto ne so, assolutamente inedito, nessuno aveva mai provato tutti i tagli a confronto. Comunque sia, se ti trovi più a tuo agio col carattere meno esigente della Quintet Blue, usa questa e dimenticati la teoria :-)
Grazie per il feedback!
Lucio Cadeddu
Caro Andrea,
ti ringrazio per l'ulteriore conferma della bontà del piccolo Fosi V3, persino a confronto con l'eccellente Sugden A21SE. Qualcuno ti dirà che sei sordo giusto perché non vuole arrendersi all'idea che queste piccole amplificazioni in Classe D fanno sul serio e...fanno male ai concorrenti. Grazie anche per il feedback sul DAC Topping, magari lo teniamo d'occhio per una prova futura, non appena riesco a superare la mia ritrosia nel provare i DAC.
E grazie infine per l'opinione sul mio recente editoriale sugli YouTubers, unboxers e compagnia smorfiosa. Sto ricevendo diversi apprezzamenti, sia dall'Italia che dall'estero, evidentemente era qualcosa che, semplicemente, andava detta. E no, non basta evitare di seguirli, è necessario che qualcuno con un po' di esperienza alle spalle (e i nostri 30 anni di attività qualcosa significheranno) metta in guardia i principianti dai rischi di prendere per oro colato ciò che vedono e sentono su queste piattaforme, infestate da spregiudicati ed improvvisati esperti a caccia di monetizzazioni facili.
Ti auguro buoni ascolti!
Lucio Cadeddu
Suggerimento musicale della settimana
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