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Sound & Vision

Bristol, 22-24 Febbraio 2004

Parte I

Autore: Werner Ogiers



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Lo show di Bristol di quest'anno è stato abbastanza tranquillo, con pochi lanci significativi di prodotti. Probabilmente il redivivo show di London Heathrow ha a che fare con ciò, ma poi chi sono io per lamentarmi? Il tempo è stato ottimo, abbiamo avuto quattro giorni di sano divertimento e, si, allo show ci sono state presentazioni di nuovi giradischi.
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Che introduzione, eh ?

Prima che qualcuno di voi si lamenti che sono stato pagato troppo, vorrei far notare che non lo sono stato per niente. Pagato, intendo. Infatti, per questa trasferta ho comprato una fotocamera digitale, quindi il bilancio globale ora è saldamente in rosso. Certo, la mia ditta fabbrica i sensori CMOS per le reflex digitali Kodak, ma immaginate quanto divertimento ci possa essere (nel caso ce ne sia) a trascinarsi una DCS14 ed il suo corredo di lenti da showroom a showroom con il solo Ken Kessler a consolarvi...

Comunque, una macchina fotografica nuova significa un sacco di foto (cliccate sulle foto piccole per ingrandirle), e quindi ho diviso il reportage dello show in due parti. Dovrete avere un po' di pazienza per avere tutte le informazioni. Informazioni... informatica: le parole più pronunciate nell'esposizione di quest'anno sono state Wireless, DAB e Networking. L'audio sta cambiando, e tuttavia, una volta ancora, i giradischi sono stati una presenza dominante. Oppure è stata solo una mia impressione?

Quei furbetti della REGA: se nel passato si consideravano talmente superiori da partecipare alle mostre HiFi, ora eccome se ci vengono, e pure con prodotti nuovi. Quest'anno è stato il turno di un braccio, due giradischi e del modello di punta di altoparlanti.


L'RB700 rimpiazza il modello RB600, vissuto poco. Naturalmente, è sostanzialmente lo stesso braccio, eccezion fatta per la nuova cablatura, e per la base ed il meccanismo di sollevamento nello stile dell'RB1000, anche se fatto di plastica anziché di metallo. Se possedete una di quelle meccaniche alzabraccio after-market VTA, beh, dimenticatela in quanto i due bracci della gamma alta della Rega usano il sistema di attacco a tre punti introdotto con l'RB900.



Comunque, l'RB700 era montato su due nuovi giradischi: il modello UKP 700 P5, che rimpiazza il P25, il bel modello che celebrava il loro anniversario e dal quale non si differenzia molto se non per piccoli dettagli estetici, ed il modello P7 (UKP 1300), realmente nuovo, un incrocio tra il P5 ed il P9. Il P7 ha un piatto di materiale ceramico, ma al posto del costoso pezzo costruito appositamente per il P9, questo sembra costituito da parti disponibili in commercio, rispettivamente un disco di 30 cm, zavorrato in periferia con 17 dischetti dello stesso materiale, nello stile Michell/Transrotor. Il motore è alimentato da un alimentatore esterno che è solo marginalmente meno sofisticato di quello del P9. Entrambi i giradischi sfoggiano un trim in uno stile nuovo, abbandonando quello abbastanza bello, ligneo, in stile Habitat di tanto tempo fa. A me personalmente non piacciono, benché il P7 mi ricordi piacevolmente i JBE a trazione diretta della fine degli anni '70.

Le R9: ora sappiamo su cosa ha lavorato Roy Gandi durante gli ultimi anni. Per niente in stile Rega, queste casse sono grandi, complesse e, costando 2500 sterline, anche abbastanza care (beh, tenuto conto del recente andamento dei prezzi, naturalmente non sono care per niente). La cassa è una 4 vie con midrange e tweeter a cupola, con i woofer collocati sulla faccia laterale.




La MICHELL ENGINEERING aveva, per la prima volta in uno show aperto al pubblico, il loro ultimo braccio, il TecnoArm(a). All'apparenza simile all'ora fuori produzione TecnoArm, che era stato lanciato nel 2003, la versione con aggiunta la (a) è uno dei tentativi più massicci di modificare un Rega R250: il corpo del braccio è lavorato a pallinatura e trapano in maniera tale da alleggerirlo e favorire la dispersione delle risonanze. Viene aggiunta della schiuma smorzante, ed il lato inferiore del portatestina è rifinito con un esatto riferimento alla direzione orizzontale per garantire un azimuth corretto. Dopodiché il braccio viene rimontato ed i cuscinetti sono calibrati secondo le correnti procedure Rega.

La cablatura è tutta nuova, a partire dagli attacchi della cartuccia, placcati in argento ed appositamente lavorati dal pieno (!), passando per un filo fatto avvolgendo in un isolante di teflon svariate fibre di sottile argento puro, per finire con delle RCA di una certa sostanza anch`esse placcate di argento. È presente anche una connessione indipendente di terra.
L'altra parte del braccio ha un contrappeso TecnoWeight, che include un meccanismo di calibrazione del peso VTF, ed inoltre il braccio è venduto completo di un regolatore della VTA ed un comodo dado di bloccaggio (svitabile con le dita) che dà facile accesso per lavori di montaggio oppure aggiustamento dell'altezza. Il prezzo ? Siamo alla cifra ridicolmente bassa di 400 sterline!
Un'altra novità è stata una nuova versione dell'Orbe Controller, che ora incorpora nell'alimentazione il circuito a rettificazione attiva Never-Connected. Tra il materiale in demo c'era anche un nuovo DVDA/SACD della TRICHORD, il Fusion, essenzialmente una versione modificata del Pioneer DV-563.

La PROAC questa volta ha tenuto un profilo modesto, mostrando le nuove Response D38 e D25, essendo quest'ultimo modello chiaramente il successore delle Response 2.5, che dev'essere presumibilmente il diffusore hi-end più clonato, con i piani di montaggio e gli schemi che si possono trovare dappertutto in Internet. È un peccato che la ProAc non abbia portato il loro top di gamma, le D100. Ho sentito il prototipo (completo) di questo diffusore-mostro l'anno scorso e, credetemi, sarà uno dei migliori in circolazione, senza eccezioni.

La TOWNSHEND c'era, con un sistema dal look piuttosto teutonico che comprendeva il giradischi Ode-To-Joy Rock con un braccio Excalibur MkIII, sorgente multiformato DVDA/SACD TA 565, pre TAP-1 e finale stereo TAA-1, portaelettroniche Seismic Sink, cablatura adeguata al tutto e naturalmente per ultime le grosse casse Glastonbury III, con tweeter a nastro e i supertweeter da 100 kHz. Il tutto per poco più di 30000 sterline!




La CLEARAUDIO ha celebrato i suoi 25 anni con il giradischi Anniversary, qui visto con il loro braccio Unify ed un Graham. Questa marca ha anche lanciato un nuovo pre phono top di gamma, il Balance Reference. Questo stadio phono, costruito in dual-mono, incorpora un controllo di volume per tutti quelli che vogliono orientarsi su di un sistema di tipo minimalista.
Un altro stadio phono, il ps20, è stato presentato dall'esordiente WHEST AUDIO, che si vantava di un progetto basato su una "unica" compensazione di tipo "Neumann cutter head". I miei progetti fai da te ce l'avevano già 10 anni fa... Roba più succosa si poteva trovare nel testo promozionale dei loro "processori analogici discreti" dap.10 e dap.20, apparentemente scatolette magiche che "realizzano pienamente il potenziale del vostro sistema, indipendentemente dal costo", in quanto "tutte le sorgenti audio esibiscono sopra i 35 kHz [sic!] quello che noi chiamiamo audio ghosting [immagini audio fantasma, NdT]... Tra 0 Hz e 34.99 kHz le unità dap non hanno effetto... dopo i 35 kHz ciò che avviene ha poco meno che del meraviglioso. Dopo un trattamento del segnale di tipo proprietario nella regione tra i 35 e i 120 kHz, le immagini fantasma sono allineate con il segnale principale..." Brillante, o no? Aspetta che sto per prendere la carta di credito...
Assolutamente nuove per me sono state le elettroniche del costruttore italiano AUDIA. Grosse, impressionanti, in stile Krell. Una gamma di pre e finali, basati tutti su stadi a transimpedenza e feedback in corrente, con gli stadi di uscita operanti a ciclo aperto. Il Flight Pre ha tre trasformatori di potenza e denominazione degli input configurabile dall'utente.

Gli altri italiani allo show, AUDIO ANALOGUE naturalmente, hanno portato una nuova serie di elettroniche in formato ridotto, chiamata Aria, formata da componenti aventi lo stesso prezzo di 500 sterline e che include un CD player, un amplificatore integrato ed uno stadio phono. L'atteso giradischi Inciso di AA non si è visto da nessuna parte, anche se si poteva trovare un depliant ad esso relativo, evidentemente prodotto in maniera frettolosa. Da quello che ho potuto vedere sarà grosso e massiccio. Monterà bracci Rega modificati ed un tappeto di grafite. Elegante.



Prima che mi dimentichi, c'è stato un altro 25mo anniversario: quello della tedesca T&A. Un nome che ammiravo dai tempi dei loro enormi altoparlanti in marmo a linea di trasmissione con tweeters a nastro ed amplificatori OTL a valvole incorporati alle casse e dedicati ai suddetti tweeters. Da fabbricante di altoparlanti si sono evoluti in una compagnia molto più ambiziosa, con i loro progetti che sviluppano apertamente temi tracciati in precedenza da gente come Braun e dai primissimi B&O.

Lo show inizia con un una rottura dal suddetto stile. Probabilmente il bizzarro amplificatore V10 a valvole è noto alla maggioranza di voi. Forse non così noto è il relativo giradischi G10, che ha il look di un moderno amplificatore integrato con un piatto sopra. Parte della ambizioni alla fama del G10 derivano dal fatto che questo giradischi è la prima piattaforma che monta il nuovo braccio M2 della SME, un braccio velocemente usato anche dalla Musical Fidelity per il loro giradischi M1. Bene bene. Come già detto, il G10 viene completo di braccio e di testina: T+A ora commercializza due modelli di testina MC, il C-10 ed il C-5, costruiti per loro dalla Benz Micro. E vai con la festa!



Passiamo a qualcosa di poco più high tech, facciamo pure digitale. Della dCS c'era una accoppiata meccanica/DAC colorata di rosso (la foto è stata inclusa solo per darci uno sguardo e per quelli che pensavano che dentro ci fossero solo degli schemi di colori di navi da guerra)

La FUJITSU/ECLIPSE ha completato la serie esistente di monitor a "ovetto" con la linea Lulet 300 composta da mini-diffusori, sub attivo ed integratino ad essa dedicato.



La LEXICON ha dimostrato il preamplificatore/processore UKP9000 MC12 AV, con il loro DVD player e finale di potenza CX, usando la nuova gamma "low cost" di diffusori REVEL F32/C32 e del software di origine Pink Floyd. Devo dire che i risultati sono stati abbastanza buoni, anzi, anche molto buoni.

In maniera simile, la specialista PMC in monitor da studio e linee di trasmissione si è orientata al multicanale con il centrale CB6, un grosso diffusore a tre vie con midrange a cupola della stessa linea dei diffusori a colonna OB1 presentati l'anno scorso.



Torniamo agli affari... LIVING VOICE ha messo insieme un sistema quasi leggendario: ampli a valvole KONDO Gakuoh, giradischi/braccio SME 30, ed una di quelle grandi e grosse testine della Audio Note.

Epos ha ampliato la linea M di altoparlanti a 5 modelli, anche per le necessità dell'A/V, e con un design molto migliorato grazie ad un pannello frontale impiallacciato.



Uno dei sound migliori della mostra si poteva sentire nello showroom della SEVENTH VEIL, originato dalle energetiche dimostrazioni di uno Steve Margolis molto, ma molto entusiasta. Le sue casse acustiche Nonsuch 4 sono alte torri costituite da decine di elementi ellittici di legno incollati insieme, che danno un volume interno irregolare nel quale lavorano insieme 4 largabanda Bandor. Volendo (ed è il caso) si possono aggiungere alla composizione i sub passivi Little Awesome, compreso l'equalizzatore di bassi ABE a valvole. Il risultato è un suono corposo, abbastanza dinamico, caldo, invitante, naturale... tutto ciò che desiderate, eccettuato per una certa mancanza di alti, realmente percepita solo per alcuni tipi di musica. Magari SV potrebbe considerare il montaggio su richiesta di un tweeter a nastro per aumentare ancora di piú l'appeal di questi affascinanti diffusori?

Andiamo ora a vedere un po' di giradischi senza un ordine particolare. Il Roksan TMS2 è relativamente nuovo, e più piccolo di quanto ci si aspetti se visto dal vivo. E già sapevate che il costo del "piccolo" è di 10000 sonanti sterline. In mostra anche la versione di legno del Radius 5. Ne ho fatto una foto perché tutte le immagini pubblicate finora si riferivano alla versione più costosa fatta di materiale acrilico. Pro-ject aveva una versione di alta gamma del loro collaudato RPM9: l'RPM9X, con uno spesso basamento di acrilico e del costo maggiorato di 200 sterline. Un altro della serie di quelli spessi era il VPI Scout Master, completo di braccio JMW-9.

La REL sta rinnovando la loro linea di subwoofer. Cominciando dal basso, il nuovo Stampede è un modello alto 40cm con un woofer da 8 pollici, ampli da 100W e display a led blu montato frontalmente. Lo Strata 5 è simile, solo il 70% più grosso. Ed ora sono finalmente un ricordo i tempi delle cadute involontarie di fronte al sistema durante la regolazione, in quanto i nuovi REL sono completamente telecomandati!

La NAIM ha portato un nuovo diffusore da pavimento in medio formato. Ho stupidamente dimenticato il nome di questo altoparlante, ma è un tre vie di graziose proporzioni che, rimarchevolmente, impiega il tweeter ad anello Vifa/Scanspeak così amato sulla scena dei principali diffusori high end.


Contrariamente agli show precedenti, la Naim ha lasciato perdere l'antipatica abitudine di dare dimostrazioni a porte chiuse e solo a pagamento della loro gamma top, ora adattandosi a normali camere di albergo, più o meno come quasi ogni altro. Ho trovato il loro suono in generale ancora troppo abrasivo, ma la ditta sta cambiando. A proposito, ora sono disponibili i pannelli frontali in alluminio per la sezione centrale dei case della serie 5.

Comunque, le novità più importanti si potevano trovare in una piccola, oscura stanza al piano terra, quasi persa in mezzo agli eventi dello show che la circondavano.


In quella stanza c'era un sistema della serie 5, contornato dal processore A/V AV3 e... il DVD5: un DVD-A player nuovo di zecca della NAIM. I DVD5 allo show erano ancora incompleti, in quanto che per ora hanno solo l'uscita stereo analogica (RCA), ma molto presto le versioni di produzione dovrebbero avere i connettori DIN e l'uscita multicanale. In tutti i modi, la macchina è orientata verso il video di qualità e l'interconnettività, con connettori BNC placcati oro ed un'interfaccia DVI/HDMI per contenuti digitali protetti. Il costo è intorno alle 2300 sterline, che è, vista la mancanza della capacità SACD, un po' troppo se proprio me lo dovete chiedere.
In tutti i modi, con le frontali Naim NBL, le posteriori Allae o chissà cosa, ed un sub M&K che sparavano a tutto volume il DVD del concerto Growing Up di Peter Gabriel (che vive nella vicina cittadina di Box), questa stanza era proprio, ma proprio divertente. Tanto da farmici trascorrere un paio d'ore, a lotti di tre canzoni alla volta, per riposarmi dalle fatiche dello show (come scrivere questo reportage) e per vedermi tutto il DVD di Peter Gabriel. Il suono era dinamico, eccitante, ed, anche se un po' aggressivo, perfettamente adatto alla riproduzione di un energico evento live.

Questo è quanto, per ciò che riguarda la prima parte.

[Vai alla Parte II]

Copyright 2004 Werner Ogiers - www.tnt-audio.com

Traduzione: Giulio Maira

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