Visita della mostra High End 2022 a Monaco - II parte

Visitatore: Carlo Iaccarino
La mostra si è svolta dal 19 al 22 maggio 2022 presso il M.O.C., centro fieristico di Monaco di Baviera, in Germania
Scritto: Maggio, 2022
Sito web ricco di informazioni: High End Society

Rieccoci in pista

Riprendiamo con qualcosa di diverso dal solito, anzi con qualcuno che la pensa diversamente; c'è ancora spazio in questo settore per aziende che sono espressione di una persona in carne ed ossa, e non di un impersonale board di amministratori.
L'azienda è la notissima Funk Firm, di Arthur Khoubesserian.
Funk Firm - Arthur Khoubesserian
Forse la foto non rende giustizia, ma la prima e più evidente particolarità del suo spazio era la sua vacuità. Ha pagato il non ridotto prezzo dello spazio per esibire... sé stesso :-)
In realtà al centro dello spazio troneggiava il suo ultimo giradischi, il Kepler, nel quale ha racchiuso la summa delle sue consocenze in punto di lotta alle vibrazioni, stabilità di rotazione, isolamento del fonorivelatore, corretto tracciamento, etc. etc.
Funk Firm - Kepler
I bracci montati anche erano l'ultimo modello, il Raptor-z, ma non erano completi, perchè Khoubesserian era in attesa dell'imminente rilascio della registrazione dell'ultimo dei cinque brevetti, in particolare quello per la soluzione impiegata per mantenere un allineamento dello stilo dinamico tale da ridurre l'errore di tangenza lungo tutto l'arco percorso dal braccio, e non solo nei tradizionali due null point di dimatura. Il tutto funziona, detto male e troppo semplicisticamente, facendo ruotare il fonorivelatore sul piano del braccio che lo regge, un po' come i vecchi bracci a pantografo, ma con una infinitamente migliore precisione ed assenza di frizione. Di seguito un goffo tentativo di mostrare la struttura di giradischi e braccio.
Funk Firm - Kepler + Raptor-z
Naturalmente, c'è molto di più, a partire dalla scelta dai materiali più idonei per ogni singolo pezzo: dalla struttura, al piatto, alla canna del braccio e così via. Ma, su tutto, il sito web di questa azienda vi può dare ogni informazioni in modo certamente più corretto di quanto non sia riuscito a capire.
Però direte voi, dove sta tutta questa particolarità? Si tratta solo di un altro produttore di quello che, secondo lui è il miglior giradischi del mondo.
Non è così.
Khoubesserian è stato chiaro: rispondendo alla mia osservazione per cui quel giradischi era roba da ricchi ha precisato che ovviamente lo era, ma perchè inglobava, al meglio, tutte le sue idee di corretta progettazione e trattamento delle varie parti di un sistema di lettura di dischi in rotazione. Idee che la sua azienda può agevolmente applicare anche - e qui sta la parte interessante - ad ALTRI modelli di giradischi. Funk Firm, infatti, propone una sorta di abarthizzazione di famosi giradischi o bracci, adeguandoli alle sue idee. Lui apprezza molto i motori a trazione diretta della rinata Technics, tanto che il motore del Kepler è proprio un Technics ("Loro lo fanno benissimo: perchè non usarlo?"), e la Funk Firm propone degli interventi sul "mitico" mileddue, che riguardano il braccio, il piatto, l'isolamento, ecc. che applicano molte delle idee della azienda, proprio perchè ritenute soluzioni universali a problemi comuni a tutti i giradischi, problemi intrinseci alla lettura in sé di un disco in vinile. Non solo: propongono anche altre modifiche ai giradischi Rega e osano anche rivisitare il Linn.
Da tutte le informazioni che mi ha passato, è emersa una persona appassionata all'argomento e fermamente convinta della correttezza delle proprie idee, anche sulla base di riscontri scientifici (le due pareti che delimitavano lo spazio occupato dall'azienda erano piene di poster con i grafici degli oscillogrammi " prima e dopo" i trattamenti Funk Firm ai giradischi, bracci e fonorivelatori di altre marche); e, magari, anche per questo un po' critico nei confronti delle aziende "mainstream" dell'analogico Britannico (dovrei dire Scozzese? ;-)). La chiacchierata con Khoubasserian è stata lunga, divertente ed istruttiva, ed io l'ho ringraziato molto - e lo faccio ancora - per il tempo che ha dedicato ad uno sconosciuto rompiballe col "cappello" di TNT-Audio; certo, se a fare le domande fosse (stato) invece il Direttore della rivista, ne sarebbe potuta uscire una interessante intervista...;-)

Restiamo in tema di analogico, ma battiamo strade più comuni.
Anche quest'anno non mancava la tradizionale "Piazza Vinile" di Pro-Ject, il grossissimo produttore Austriaco pioniere della rinascita del vinile e che ora offre una gamma completa e variegata di giradischi, oltre ad una serie oramai altrettanto articolata di elettroniche e diffusori, tanto da potere costruire un intero impianto monomarca.
Pro-Ject - Vinyl Square
Questa azienda oramai ha offerte di tutti i tipi, e mostrava in piazza i pezzi nei quali crede di più. Si va dagli oggetti semplici e poco seriosi,
Pro-Ject - Vinyl Square
al giradischi in edizione speciale dedicato al gruppo musicale dei Metallica,
Pro-Ject - Metallica
ad edizioni celebrative di modelli top di gamma: qui una versione speciale del Signature 12
Pro-Ject - Signature 12 Concept
e qui una versione speciale del modello RPM 12.
Pro-Ject - RPM 12 Concept
Sicuramente molti di voi sapranno che alla Pro-Ject è legata (anche familiarmente) la EAT, che pure produce giradischi, ma si dedica solo ai segmenti alti del mercato. Qui di seguito un'impressionante parata del meglio di EAT e Pro-Ject alto di gamma. Come nota di colore, la foto ritrae anche un "tavolo di trattative" (non dimentichiamoci che l'origine della mostra è quella di favorire gli incontri B2B) con il sempreverde Roy Hall ed uno dei suoi immancabili accompagnatori scozzesi, ideali per conciliare gli uomini :-).
Pro-Ject - Phono Box RS 2
Non mancavano le elettroniche di Pro-ject, e l'attenzione era concentrata su una nuova versione del pre-phono MM e MC Phonobox RS2, Pro-Ject - Phono Box RS 2
caratterizzato non solo da una grande versatilità di accoppiamento, quanto, soprattutto, dalla circuitazione bilanciata. Infatti, per quanto ne sappia, il segnale del fonorivelatore nasce bilanciato; poi, magari, si sbilancia per la via, come quando si mette a massa il negativo di un canale (se non ho capito male, è un problema che le MC non hanno), ma questo apparecchio consente di mantenerlo bilanciato anche dopo preamplificazione e de-enfasi RIAA, può essere consegnato ad un'amplificazione che pure può essere bilanciata. Così si garantisce un trattamento del segnale bilanciato dall'inizio alla fine della catena. Il che dovrebbe portare miglioramenti quanto a rumore e, conseguentemente, dinamica.

Alla mostra non poteva mancare Clearaudio, il principale costruttore Tedesco di giradischi e fonorivelatori, ma anche produttore di elettroniche e di dischi in vinile. Anche quest'azienda crede nei benefici del trattamento bilanciato del segnale proveniente dal fonorivelatore, e quest'anno faceva il debutto il loro pre-phono bilanciato Balance reference phono.
Clearaudio Balance Reference Phono
Si tratta di un pre-phono a due telai (uno contiene l'alimentazione dual mono), con due ingressi, ciascuno duplicato sia bilanciato che sbilanciato, ad ognuno dei quali si può collegare una testina MM o MC, e con uscita sia bilanciata che sbilanciata (quindi fa anche da convertitore di formato);
Clearaudio Balance Reference Phono
inoltre ha un raffinato controllo di volume (ritorna l'idea che si possa collegare ad un diffusore che "dentro" ha tutto il resto che serve per suonare) e sul frontale sia gli interruttori per selezionare l'ingresso desiderato, sia due uscite cuffia. Il tutto per circa Euro 8.000. Ah, si può avere in ogni colore che vogliate, purchè sia bianco o nero :-)
Naturalmente anche Clearaudio aveva la sua "Piazza Vinile",
Clearaudio
ed una parte era dedicata alla serie di giradischi sviluppata tutta attorno allo stesso concetto di telaio, sagomato come la base su cui erano installati.
Clearaudio
Come detto, oltre ai giradischi c'erano i vinili,
Clearaudio
le puntine,
Clearaudio
ed anche accenni alla fruibilità del vinile comoda ed esteticamente accettabile anche in un salotto di persone normali, sapete, di quelle che: "ma come fai a tenerti in mezzo tutte quelle scatole? E quei fili...". In una parola, all'ascolto di un disco in modalità lifestyle: sinceramente, non mi pare una brutta idea estirpare questi apparecchi (direi, queste attività) dal ghetto audiofilo nel quale siamo abituati a concepirli; o, per vedere il bicchiere mezzo pieno, a dotare di qualità per noi accettabile questa modalità di fruizione della musica che è quella che troviamo diffusa ovunque andiamo ;-)
Clearaudio

E veniamo a Thorens.
Anche questo storico produttore di giradischi quest'anno ha puntato sul trattamento in bilanciato del segnale proveniente dal fonorivelatore (come si dice? "3 indizi fanno una prova..."). Alla mostra hanno portato il TPP 1600 (prezzo ancora da stabilire), un preamplificatore con costruzione modulare: a seconda delle schede montate, può arrivare ad ospitare 4 ingressi phono e 4 linea, sia bilanciati che sbilanciati. Ho scattato delle orrende foto del frontale, ma una esplicativa foto degli interni.
Thorens - TPP 1600
Ha un'uscita bilanciata e una sbilanciata e, sul frontale, un'uscita per la cuffia. Come pre-phono, oltre ai soliti controlli dei valori di interfaccia con le testine, ha anche uno strumento per regolare (o, meglio, correggere elettricamente, se non ho capito male) l'Azimuth; oltre alla de-enfasi RIAA supporta anche i valori per le curve Decca e Columbia. Ecco uno scorcio del pannello posteriore:
Thorens - TPP 1600
Suo perfetto compagno è il giradischi TD 1601 (da circa Euro 3.300), che ha, appunto, uscite bilanciate; qui ritratto assieme al suo omologo TD 1600 (da circa Euro 2.800), con uscite solo bilanciate; entrambi hanno il telaio flottante e montano un braccio della nuova serie.
Thorens - TD 1601 - TD 1600
Altro giradischi con uscite bilanciate e caratteristiche simili (telaio flottante, nuovo braccio) portato alla mostra è il TD 1500 (da circa Euro 2.000).
Thorens - TD 1500
Ovviamente non poteva mancare la "riedizione" del famoso TD 124... Solo che ora si chiama TD 124 DD, e quel DD ci dice che la trazione non è più a puleggia, ma diretta. Va sicuramente benissimo: ha vinto anche il premo EISA... però mi fa un po' strano... Comunque eccolo qui giustamente lasciato a troneggiare da solo.
Thorens - TD 124 DD

Saltando di palo in frasca, arriviamo ad un'altra esposizione che mi è davvero piaciuta, quella di Dynaudio.
Quest'azienda, per celebrare i suoi primi 45 anni (si celebravano molte ricorrenze, quest'anno), ha allestito un amplissimo spazio con la sua intera produzione: eccovene alcuni scorci, ad iniziare da una parziale veduta d'insieme.
Dynaudio
Qui c'è la serie Evoke,
Dynaudio - Evoke
poi la serie Confidence,
Dynaudio - Confidence
la serie Emit,
Dynaudio - Emit
e la nuova serie Focus, dove torna quel concetto di "cassa tuttinuno", perché sono diffusori non solo amplificati, ma dotati anche di ingressi digitali (quindi hanno un DAC dentro) e di rete (quindi hanno anche uno streamer, dentro).
Dynaudio - Focus
Ho assistito alla lunga demo di questo diffusore, affollata come quella che l'ha preceduta e quella che l'ha seguita
Dynaudio - Focus demo
Spero che la mia foto renda bene l'idea principale: TUTTO L'IMPIANTO SONO QUELLE DUE CASSE, e l'unico "filo" che si vede e quello per la corrente. Si collegano alla presa elettrica e alla rete wifi, e via di streaming (per l'occasione, Qobuz; ma suonano anche i file che stanno nel vostro NAS...). A me pare questa la direzione che sta prendendo la nostra "giostra".
Qualche dettaglio in più. Si tratta di diffusori attivi (con amplificazione a commutazione della PASCAL) in sospensione pneumatica. La piattaforma per lo streaming è la Stream Unlimited 810x. Tutte le parti che si occupano dell'elaborazione dei dati digitali in ingresso sono sincronizzate sulla stessa linea dei tempi: non avviene, come in altre piattaforme di streaming, che qualcuna debba seguire un proprio clock (e, quindi, all'interno della catena digitale avvengano i calcoli per la conversione dei segnali per collegare, per esempio, una sezione che lavora a 48kHz ed un'altra che lavora a 88.2 kHz); questa sincronizzazione si adatta al segnale di ingresso, che decide quale sarà la frequenza che tutte le altre sezioni dovranno seguire. Questo, oltre a garantire minore perdita audio per assenza di ulteriori elaborazioni, assicura anche un perfetto lip-sync, per le applicazioni audiovisuali. Il diffusore è certificato WISA, ed è un open system, a differenza di molti altri che, invece, utilizzano sistemi proprietari per fare dialogare le loro casse con l'esterno e fra di loro. Infine, è anche DIRAC LIVE ready: a parte, vendono un microfono calibrato dedicato con la licenza per il Dirac Live. I prezzi? Il modello 10, da supporto, viene circa Euro 5.000, il 30, piccola torre, viene circa Euro 7.500 e il 50, la torre maggiore, quella usata per la demo, viene circa Euro 10.000. Sembrano prezzi alti, ma ricordate che, in pratica, è il prezzo di un intero impianto, peraltro molto aggiornato tecnologicamente e, per quanto abbia potuto ascoltare in fiera, anche ben suonante.

Anche JBL (il sito web è un po'... carente e risente della enorme diversificazione degli apparecchi che il Gruppo Harman - a sua volta della Samsung - produce sotto questo marchio: vi posso indirizzare alle pagine dell'importatore in Italia) ha puntato sull'integrazione, presentando il modello 4305 P, dall'estetica che richiama molto i classici monitor californiani di qualche... decennio fa.
JBL 4305 P
E' un diffusore a due vie multiamplificato (2 x 150 W) con capacità di streaming; è Roon ready, si connette a qualsiasi cosa e "legge" gli stream da Qobuz e Tidal; ovviamente ha anche funzione Chromecast; il DAC interno elabora segnali anche in alta risoluzione. Il tutto a circa Euro 2.200.
Si tratta di un piccolo bookshelf, ma in grado di fare la voce grossa, e non aveva paura di sonorizzare un'ampio spazio (negli anni passati c'era KEF a fare le demo dei suoi sistemi).
Mark Levinson - JBL
Ovviamente, la musica era diversa quando funzionavano le sorelle maggiori con i nuovi finali Mark Levinson celebrativi (ve l'avevo detto...) dei primi 50 anni del marchio (dai, non abbattetevi se ricordate perfettamente quando uscirono i primi pre, poi il ML-2, e Curl e Colangelo...), e ci mancherebbe altro. Ma la "potenza di fuoco" delle 4350 P mi è parsa notevole e, soprattutto, mai sguaiata, mai "urlata" o "sparata in faccia".

Vorrei chiudere questa carellata con un'altra presentazione che mi è davvero piaciuta, quella di Moon.
Quest'anno hanno prodotto il loro primo - e, a quanto mi hanno detto, destinato a rimanere l'unico, almeno per un po' - diffusore, il Voice 22.
Moon - Voice 22
E, significativamente, non hanno pensato ad un bestione "di rappresentanza" idoneo a completare le loro famose - e care - linee di elettroniche, ma ad un normalissimo diffusore da piedistallo a due vie: un classico pensato ad entrare nelle case di tutti, magari anche amplificato da apparecchi più modesti di quelli della casa.
Moon - Voice 22
Il loro allestimento, comunque, utilizzava le loro elettroniche, ma, in ogni caso, era volutamente minimalista: l'impianto "grosso"
Moon by Simaudio
era composto dal 390, un pre/DAC/streamer (ancora una volta un tuttinuno) sotto gli Euro 7.000, e il 330, un finale stereofonico da circa Euro 5.000. E basta.
Moon by Simaudio
L'impianto "minore" era ancora piu` "integrato" attaccando le Voice 22 all'ACE, un integrato con funzioni di DAC e streamer da circa Euro 3.000.
Moon by Simaudio
La saletta era ampia, ma le piccoline la sonorizzavano bene. Anche in questo caso, senza strillare, senza sparere in faccia, con composta delicatezza. Nessun miracolo, nè giganti falcidiati, ma molta godibilità. Sono molto curioso di leggere qualche recensione; magari ne esce una di quelle meticolose, a firma di GPM... :-)

Pit stop

Avrei molte altre foto e notizie da condividere, ma non altrettanto tempo, quindi sono costretto a fermarmi ancora. Ma tornerò spero prima della pausa estiva ;-)
Intanto, qui metto il link alla prima parte.

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