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Reporter: Carlo Iaccarino
La mostra si è svolta dal 15 al 18 maggio 2025 presso il M.O.C., centro fieristico di Monaco di Baviera, in Germania
Scritto: Maggio, 2025
Sito web ricco di informazioni: High End Society
Eccoci di nuovo a Monaco, a Maggio, per il rito dell'High End Show.
Quest'anno, però è particolare: è l'ultimo a Monaco. L'anno prossimo la mostra si terrà a Vienna, con l'intento di restarci per i prossimi tre anni ... almeno.
Per molti espositori questo pare cambiare poco; altri, invece, hanno voluto "celebrare" l'evento, allestendo qualcosa di speciale per l'occasione.
In punto di fatto, mi aspettavo un'edizione un po' sottotono, perché la comunicazione ufficiale si è attivata solo negli ultimi giorni a ridosso della mostra e non mostrava particolare enfasi su nessun aspetto.
Mi sbagliavo di grosso.

Come al solito, sono riuscito a visitare la mostra per tutti i suoi quattro giorni, e ho avuto l'impressione di un'enorme affluenza di pubblico. Anche nei primi due giorni, riservati agli operatori, la mostra era affollata; ed anche l'ultimo giorno, domenica, tipicamente più tranquillo, è stato pieno di gente fino alla chiusura, e nonostante il tempo non fosse brutto e ci fossero sontuose celebrazioni calcistiche della squadra locale che potevano assorbire l'attenzione dei visitatori.
Dopo tanto tempo, rischio di ripetermi e di scrivere cose poco interessanti, quindi cercherò di selezionare le notizie che vi passerò.
In primo luogo, il testimonial: quest'anno la H.E.S. ha scelto Anette Askvik, che ha recentemente incontrato i favori artistici addirittura del nostro severo Direttore.
Eccola in uno scatto gentilmente fornito dalla H.E.S.

È apparsa a tutti come una ragazza molto semplice e dall'aria un po' sognante, come fosse sempre immersa nella musica. Questo è anche quanto è emerso dal suo intervento alla conferenza stampa, dove, naturalmente, si è parlato anche del lavoro tecnico per la produzione dei suoi dischi. L'artista, però ha sempre precisato che il suo primo obiettivo è musicale. Per capire meglio il suo universo musicale, ci ha detto che lei ricerca esplicitamente il silenzio, e vive in posti dove i "disturbi" della civiltà sono lontani. Le ho portato i nostri saluti ed è stata molto contenta, ed anche un po' sorpresa, credo, di vedere in (molta) carne ed ossa un'entità del parallelo universo virtuale.
Tale è la fama audiofila di Anette, che le prenotazioni per le sedute di ascolto delle nuove versioni "immersive" dei suoi lavori sono andate tutte immediatamente esaurite, e io non sono riuscito a prendervi parte: fortunatamente, il più previdente Hartmut c'è stato.
Ah, sì questa è un'altra notizia: il ritorno del nostro Hartmut Quaschick, che pure ha iniziato a riferire delle sue incursioni alla mostra, forte delle sue capacità e conoscenze del mondo dell'autocostruzione e dei progettisti.
Nel silenzio del Direttore, le consegne sono rimaste quelle di sempre: niente roba da sceicchi.
E, come gli altri anni, devo ripetermi: si tratta di istruzioni difficili da osservare. I prezzi dell'high end stanno sempre più salendo, in quella che un tempo si definiva "fascia media" non resta quasi nulla e in fondo alla scala economica ci sono praticamente solo prodotti provenienti dalla grossa manifattura industriale cinese (il che non è necessariamente un male).

Anche quest'anno la H.E.S. ha lodevolmente mantenuto la sezione Sounds Clever, cioè impianti non solo bensuonanti, ma anche economici - o meglio, "poco costosi" - cioè contenuti nel limite di € 5.000, cifra purtroppo già impegnativa per le nostre Italiche tasche...
Fortunatamente, quest'anno queste soluzioni erano ben segnalate dal logo su riprodotto, pure graziosamente fornito dalla H.E.S.; sfortunatamente, non erano molte, ma, almeno, erano tutte "pensate"; molte ruotavano intorno ad apparecchi che svolgevano più di una singola funzione. Nessuna mi è parsa "buttata là;", anzi, addirittura una soluzione non era stata neppure pensata come tale, ma è stata ammessa d'ufficio, in corso d'opera :-).
Eccole qui di seguito.
Iniziamo col botto.
TOTEM presentava un sistemino da € 2.000, composto dal suo piccolo amplificatore KIN AMP, e dai nuovi minidiffusori KIN ONE, oltre ai cavi di potenza Tress.

L'ampli, già visto gli anni passati, presenta un ingresso analogico selezionabile linea/phono, uno digitale ed uno Bluetooth (Apt-X HD). Proprio questo hanno usato nella demo, inviandogli il segnale da una sorgente connessa alla rete che suonava musica in streaming.
Inoltre l'ampli presenta un'uscita sub filtrata e, soprattutto, una sezione di potenza a commutazione con circuitazione proprietaria. Vince Bruzzese, proprietario dell'azienda, ci ha tenuto molto a evidenziare come si tratti di un circuito da loro studiato e sviluppato in proprio intervenendo anche sull'inevitabile filtraggio in uscita, badando, più che alle tradizionali misurazioni, al mantenimento della coerenza della fase lungo tutto l'intervallo delle frequenze utili.
I diffusori, invece, sono una novità di quest'anno: due vie, con mobile accordato - "non è proprio un bass-reflex", ha detto Bruzzese - e finitura proposta in quattro colori, intuibili dalla brochure appesa al muro nella foto seguente, che li ritrae con altri diffusori della casa e che spero renda un'idea delle minime dimensioni del tutto.

Con Vince ho avuto un lungo discorso anche sulla filosofia tecnica dietro la loro grande produzione di diffusori, a partire dai driver. Quando gli ho chiesto se anche lui come altre aziende Canadesi, usasse le risorse del loro NRC, mi ha risposto di no, perché non solo ha già disponibile molta strumentazione, ma, soprattutto, perché non gli piace l'approccio troppo tradizionalista che hanno, mentre la sua filosofia di progetto, come visto anche per l'amplificatore, è più personalizzata (e non potrebbe essere altrimenti, visto il vulcanico personaggio).
Sta di fatto che questo sistemino, nonostante le esigue dimensioni, nonostante la sorgente fosse uno streaming Bluetooth, nonostante fosse appoggiato su un imballo a mo' di generico tavolo/scrivania, senza audiofili piedistalli dedicati, suonava proprio bene, e attirava sempre moltissima gente quando era in funzione. Era un suono raffinato e iperdettagliato? No. Aveva quelle sottili nuances dei sistemoni high-end? Neppure. Ma, accidenti, suonava! Me lo sono immaginato nella mia cameretta di allora, e me lo immagino anche nel salone di moltissimi miei amici che non vi ci metterebbero mai non dico una Wilson, ma neppure una Sonus Faber o una LS 3/5. La specifica di progetto era: impianto bensuonante entro € 5.000; obiettivo, direi, pienamente centrato. Siamo ben al di sotto di tale limite e secondo me molte persone del pubblico generalista fra quelle che ho visto assistere alle demo un pensierino a quest'impianto lo hanno pure fatto, se non per sé, per un regalo a figli o nipoti... Per me, è proprio quello di cui questo settore ha un disperato bisogno. Bravo, Vince!
Proseguiamo con l'esposizione di SONORO AUDIO, che proponeva un impiantino composto da un giradischi Platinum Automatic EAS, un amplificatore integrato/DAC/Streamer/lettore CD Maestro Quantum e una coppia di diffusori da supporto a due vie Orchestra Slim (Gen.2). Il tutto per poco meno di € 4.000, supporti per diffusori inclusi.

L'impianto suonava bene: non eccelso, ma assolutamente accettabile.
A tale risultato immagino abbia contribuito la circostanza che l'elettronica monta anche il DIRAC per la correzione dei bassi nelle stanze problematiche.

Grande punto a favore di Sonoro Audio è stato quello di organizzare gli spazi espositivi dividendoli fra una saletta tradizionale di ascolto con poche sedute, che si vede nella foto iniziale, ed una maggiore area tipo lounge bar, con vari tavolini piccoli e sedute comode, proprio come, appunto, un bar, con tanto di bancone e bartender. Così non si entrava in un'anonima "saletta" simile a tante altre, ma si poteva rimanere un momento a sentire l'impianto, e poi ci si poteva spostare a sedersi comodamente con il cliente/rappresentante e fare affari dissetandosi con le proposte del barista.
A quanto mi hanno detto, si tratta di un format che hanno inaugurato per quest'anno "di addio" a Monaco (gli anni passati avevano un'esposizione aperta in una chiassosa Halle al piano terra), con l'idea di replicarlo nelle altre mostre alle quali parteciperanno.
Anche questo mi pare un lodevole sforzo per "svecchiare" questo settore, proponendosi ad un pubblico "diverso".
NORDIC HI-FI è un produttore che ha più marchi, tutti tendenti all'audio "accessibile".
Per l'impianto Sounds Clever proponeva apparecchi di un marchio ben noto su questi lidi: Argon Audio.

L'impianto era, in realtà, costituito dal diffusore attivo Forte A5 wifi e dal subwoofer amplificato Berlin, per € 2.000.

Il diffusore di sinistra è quello che ha "l'impianto dentro". Il modulo di amplificazione è a commutazione, con DSP, e pilota anche il diffusore di destra, connesso con un cavo. Presenta ingressi analogici linea e phono, ed un ingresso digitale HDMI ARC; ed ha pure connettività WiFi con compatibilità Airplay2, Spotify Connect e Google Cast; il DAC è capace di trattare segnali fino a 96 kHz/24 bit. Ha anche un'uscita sub: alla mostra vi era connesso un piccolo trasmettitore WiFi (con segnale proprietario) per connettersi senza fili al subwoofer, che all'interno possiede il relativo modulo di ricezione; il sub, però può essere connesso anche con tradizionali cavi, per i quali ha pure gli ingressi, come da foto che ho potuto scattare grazie alla gentilezza dei forzuti addetti alla saletta.

Non si vedono indicazioni per ingressi/uscite e regolazioni, perché si tratta di un modello appena sviluppato, e quello portato alla mostra era un esemplare appena uscito dalla fabbrica. I modelli in commercio saranno completi di ogni indicazione.
Anche questo impianto mi è parso degno di nota, non solo per il suono, ma direi soprattutto per l'impostazione contemporanea. Idoneo agli spazi piccoli, pratico nella implementazione (un solo pezzo in vista ed un altro messo dove si vuole, senza l'impiccio di altri fili che non siano i due per la corrente) e pronto già per la oramai normale modalità di ascolto di musica immateriale.
Anche in virtù del prezzo direi abbastanza contenuto penso che sia una proposta che possa riscontrare l'interesse di un pubblico molto più vasto di noi soliti quattro vecchi gatti audiofili; e quella presa HDMI ARC permette anche di evitare l'ignobile baratro delle soundbar :-)
ELAC proponeva un impianto che ricordava molto quello degli anni passati: una coppia di diffusori attivi, Connex Adsum DCB 41,

supportate da un subwoofer Sub 2020.

L'impianto si completava con il giradischi MC 60. Il tutto per l'amichevole importo di € 2.647.
L'impianto era allestito, come gli altri anni, connesso ad un grande TV, sul quale giravano le immagini di un concerto... degli AC/DC! Peccato per il volume un po' ridotto, ma non era esposto in un ambiente d'ascolto, bensì solo di esibizione statica.

L'ho molto apprezzato, perché con quella musica non proprio audiofila era più in grado di attrarre un visitatore distratto, non proprio "dei nostri", esattamente il pubblico nuovo al quale queste proposte mirano.
I diffusori sono il punto forte dell'impianto: da soli costituiscono un ottimo sistema per l'ascolto desktop e così vengono proposti dalla casa, per soli € 650.

Anche LINDEMANN proponeva un impianto, composto con le versioni migliorate degli apparecchi dell'anno scorso:

l'Ampli/streamer/DAC WOODNOTE COMBO, come si vede dalla foto seguente già pronto per la novità del momento: QOBUZ CONNECT, la (desiderata) app per lo streaming diretto dalle macchine abilitate, e non "attraverso" il PC/tablet/smartphone concretamente connesso ad internet, e che finalmente aggiunge tale modalità di funzionamento già disponibile per gli abbonati ai concorrenti provider musicali Spotify e Tidal (e Apple, ma quello è proprio un universo informatico a parte).

Il tutto terminato sui diffusori da supporto a due vie (in realtà montano una sorta di largabanda supportato da un tweeter) MOVE Mini,

Prezzo totale: € 3.759, cavi per casse inclusi.
Nella saletta di AUDIOQUEST era stato allestito un impianto mirato a svelare l'influenza dei cavi anche usando apparecchi non costosi. C'erano tre identici modelli del nuovo ULTRA Streamer di WIIM: uno montava la dotazione di cavi di serie ed era connesso alla LAN col WiFi; un altro montava il cavo di segnale della casa al posto di quello in dotazione; e l'ultimo aggiungeva anche i cavi LAN e AC, sempre di AQ.

Tutti e tre erano connessi ad un amplificatore integrato Elixir della HEED AUDIO,

che a sua volta pilotava due piccole torri da pavimento AE 509 della ACOUSTIC ENERGY.

Sommando i prezzi di (uno) streamer, ampli e casse si arriva ad u totale di € 5.029, cavi Audioquest Rocket 33 inclusi (puntando ad altri cavi o discutendo con il rivenditore immagino si riescano a risparmiare quei 29 Euro in più....). Questo è l'impianto inserito dalla H.E.S. fra quelli Sounds Clever, pur non essendo stato pensato come tale, ma solo per la dimostrazione dell'influenza dei cavi Audioquest.
In ultimo, CANTON proponeva un impianto terminato sui suoi diffusori GLE 90, amplificate da un integrato A 11 della ROTEL e con sorgente uno streamer/DAC LINK Mini dell'onnipresente WIIM.

Il tutto per un importo (appositamente scontato) di €2.200 (e, a quanto ho capito, c'era anche un "prezzo fiera" di € 2.000), cavi per casse Canton Cantonlink 400 inclusi.

Sfortunatamente era esposto solo in forma statica e, a quanto ho capito, si tratta di un'offerta pensata solo per il mercato tedesco, e temo che ai prezzi italiani la cifra finale possa differire sostanzialmente.
Per ora mi fermo qui: come prima parte direi che può bastare ;-)
[Avanti alla Parte II]
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