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Reporter: Carlo Iaccarino
La mostra si è svolta dal 15 al 18 maggio 2025 presso il M.O.C., centro fieristico di Monaco di Baviera, in Germania
Scritto: Giugno, 2025
Sito web ricco di informazioni: High End Society
Alle proposte Sounds Clever già illustrate, vorrei aggiungere altre cose esposte che mi pare rientrino nell'idea di prodotto interessante ad esborso contenuto.
Quest'anno la Polacca UNITRA ha occupato un'ampia superficie espositiva in una delle grandi Halle al piano terra.
C'era una grande esposizione statica dei molti apparecchi prodotti. Poi avevano anche allestito un angolo con un impianto suonante, ma difficilmente ascoltabile, col rumore della Halle. Infine avevano anche una "saletta" chiusa con un altro e più impegnativo impianto suonante ed effettivamente ascoltabile.
Le proposte di questo costruttore mi hanno colpito per due motivi.
Quello più facilmente avvertibile è quello estetico: hanno deciso di produrre componenti separati con una forma totalmente reiterativa degli apparecchi degli anni '70-'80.

Così hanno attirato non solo lo sguardo nostalgico di noi vecchietti, ma anche quello dei giovanissimi che - pare - ora apprezzino molto questo aspetto "vintage".

Ma ciò che appare meno evidente è anche la loro caratteristica secondo me migliore: fanno praticamente tutto in casa.
Certo, per i componenti elettronici (resistenze, condensatori, transistor, potenziometri, ecc.) necessariamente si approvvigionano sul mercato globale.
Ma per il resto - trasformatori, piastre circuitali, connettori, cablaggi, relais, attuatori, interruttori assistiti, ecc. - costruiscono in proprio tutto e, naturalmente, progettano ogni apparecchio in-house.
Questo è il loro modello di amplificatore di punta, il WSH-805, da circa €5.000, esposto sopra il loro DAC DSH-805, da circa €3.000.

È un amplificatore stereo totalmente dual-mono. Ne andavano tanto fieri da esporne anche una versione topless, che spero mostri bene il raddoppio di ogni sezione, a partire dai trasformatori di alimentazione.

Il DAC DSH-805 era ancora prototipale, ma il frontale è già esplicativo delle sue completissime possibilità di conversione.

Qui una visione del parco connessioni di entrambi gli apparecchi, dal quale pure traspare un approccio molto tradizionale, ma anche molto razionale, secondo me.

E non si limitano ai singoli componenti separati.
Credo siano fra i pochi - se non i soli, in Europa - a costruire in proprio un motore per giradischi a trazione diretta (che, ovviamente, equipaggia i loro giradischi), il modello NB-1, da circa €1.200; e si autoproducono anche un braccetto per fonorilevatori.

E fanno anche diffusori, di diversi tipi.

Questo è il loro diffusore di punta, il modello ZGZ-801 MkII, in sospensione pneumatica, un caricamento oggi diventato insolito: che anche questo faccia parte dell'approccio vintage? :-).

Altro costruttore che punta all'audio per tutte le tasche è NORDIC HI FI, al quale appartiene sia il marchio ARGON AUDIO che abbiamo già incontrato nel gruppo Sounds Clever, sia il marchio VESTLYD.
Argon produce molti diffusori oltre ai Forte A5 dell'impianto Sounds Clever, a cominciare dalla loro versione a torre Forte A55, sempre amplificata e WiFi.

Ecco il Fenris A4, un altro diffusore da supporto amplificato, ma senza la connettività Wireless.
Ha dimensioni maggiori e contiene una multiamplificazione interna pilotata da un DSP.
Presenta un ingresso analogico linea ed uno phono, oltre al sempre più diffuso ingresso digitale HDMI ARC, per collegare un TV.
Anche questo modello può diventare il centro del sistema di intrattenimento casalingo, dando anche alla TV una voce migliore degli altoparlanti di serie (e delle soundbar, non sempre all'altezza...). Il tutto per soli €370.

Nela saletta, oltre alla proposta Sounds Clever, suonava anche un impianto altrettanto minimalista e, se non budget-oriented, sicuramente budget-conscious.
Dei file musicali venivano inviati ad un amplificatore stereo/DAC/streamer WiFi Argon Audio SA 2, da €500. Per estetica e funzionalità ricorda molto gli analoghi apparecchi WIIM.

Questo piccolo amplificatore tuttiniuno pilotava una coppia di diffusori V15C della VESTLYD, da circa €1.900/coppia. Si tratta di diffusori con un altoparlante in carta da 15 pollici caricato in bass reflex e coadiuvato da un tweeter a compressione montato coassialmente.
Ecco un altro esempio di apparecchio che per estetica e progetto si rifà ai classici di mezzo secolo fa.

L'ascolto era piacevole e coinvolgente, sicuramente lontano dalla severa neutralità dei sistemi più raffinati, ma molto divertente e se non fosse stato per i miei doveri mi sarei trattenuto di più.
Vestlyd produce anche dei giradischi a trazione diretta. Anche questi, come molti, chiaramente ispirati all'archetipo del milleddue, ma senza arrivare ai prezzi elevati degli attuali modelli della serie "1200" di Technics.
Qui il modello base PRO T1: per €600 vi portate a casa il giradischi, il pre-phono interno e una testina basica Ortofon premontata: non mi pare male.

Qui il modello superiore, PRO T2: per €850 rispetto al T1 migliora il motore, il pre-phono interno e la testina Ortofon premontata.

Rimaniamo fra i costruttori che offrono apparecchi accessibili.
Mi è bastato dire "mi manda Lucio" per ricevere una calorosissima accoglienza da FOSI AUDIO.

Nella foto si evidenziano i due diffusori bianchi SP601, da USD 350, non più una novità e già oggetto di buone recensioni in giro per la rete.
I ragazzi di Fosi erano molto fieri del loro ingresso nel mondo delle cuffie di alta qualità con il modello i5, magnetoplanare, finanziata con una campagna di crowdfunding su Kickstarter ed il cui prezzo sarà di USD 150 (in realtà sul sito Fosi sono ora disponibili intorno a €600).

Per quanto possa valere un fugace ascolto in un ambiente rumoroso, non mi pare suonassero male. Certamente erano leggere e molto comode da indossare, nonostante le dimensioni.
Altra novità presentatami con enfasi era il modello ZP3, dal prezzo ancora da fissare.
In controtendenza rispetto all'abitudine orientale di sfornare prodotti densi di possibilità operative, si tratta di un "semplice" preamplificatore stereo totalmente analogico.
Monta controlli di tono per bassi, medi ed alti. Ha 3 ingressi, di cui uno bilanciato, e 2 uscite, di cui una bilanciata; le prese bilanciate accettano connettori sia XLR che TRS.
Linea molto pulita e dimensoni ridotte, anche se non lillipuziane, come pure la moda orientale ci ha abituato.

Qui sotto il parco connessioni sul retro: spero la foto dia anche un'idea delle dimensioni dell'apparecchio.

Qui vediamo altri apparecchi, più in linea con la tradizione di questo costruttore: dietro la cuffia il DAC flagship ZD3, da USD 150, con uscita bilanciata ed un display circolare multiuso (qui la recensione del Direttore), posto sopra il noto finale ZA3, da USD 130, che può essere sia stereo che mono e che accetta anche lui segnali bilanciati e sbilanciati (anche questo recensito da Lucio). A sinistra rispetto alla cuffia il controller K7, un DAC/ampli cuffie pure ricco di controlli e con ingresso anche Bluetooth (sì, anche questo esaminato da Lucio).

L'intruso nel gruppo era quel grosso - relativamente - apparecchio lucente immediatamente dietro la cuffia: era l'ampli che utilizzavano per pilotarla e non sono riuscito ad avere altre notizie se non che non è di loro produzione...
Parlando di costruttori attenti a contenere i prezzi dei loro prodotti non posso non menzionare la benemerita EMOTIVA.

Come forse già saprete, si tratta di un costruttore che progetta i propri apparecchi in USA e li fabbrica in Cina; inoltre pratica la vendita diretta.
Tutto ciò gli consente di tenere prezzi bassi (ma tenete quelli indicati nei cartelli di esposizione come meramente indicativi rispetto al prezzo che concretamente compare poi sul sito quando ordinate...).
In passato vi avevo già detto che avevano aperto una sede logistica in Europa per gestire le spedizioni direttamente nel nostro continente, anziché organizzarle dagli USA.
Quest'anno aggiungo che, ad esplicita domanda, mi hanno garantito che per qualunque apparecchio comprato e spedito consentono un periodo di prova a casa, con la possibilità di restituirlo (a spese dell'acquirente) e vedersi riaccreditata la somma versata per l'acquisto.
Ecco una carrellata dei prodotti, sfortunatamente esposti solo staticamente.
Ma abbiamo visto che, se vi stuzzicano, potete ascoltarveli a casa vostra con la serenità di poterli restituire senza perderci nulla (tranne i costi di spedizione, ma mi pare equo).
Questo è il pre-phono XPS-1 Gen 2.

Questo è il modello XDA-3 un DAC/PRE/ampli cuffie.

Il lato posteriore svela la natura interamente bilanciata dell'apparecchio.

E mostra anche la sua possibilità di accettare in ingresso un segnale linea analogico.
Quest'ultimo non viene convertito in digitale e poi processato (come spesso accade, in componenti con analoghe funzionalità), ma resta analogico fino allo stadio di uscita, dove arriva anche l'uscita analogica della sezione DAC (il chip è un ESS Sabre).
Ed anche il controllo del volume in uscita avviene nel dominio analogico, quindi non c'è degrado nella risoluzione del segnale digitale. Per tale circuito la casa adotta un attenuatore c.d. ladder, cioè a combinazione di resistenze, controllato digitalmente.
Il catalogo Emotiva è ricchissimo di proposte, che prevedono anche ampli integrati, come questi TA1 e TA2 della Serie BAS-X,

e coppie pre/finale, come questa PT1 e A2L+, sempre della serie BAS-X.

Da un costruttore USA non potevamo non aspettarci un bestione da Home Theater dotato di tutte le decodifiche multicanali più aggiornate e una miriade di canali amplificati: ecco il sintoamplificatore MR1, ancora della serie BAS-X

Eccovene un eloquente sguardo interno :-)-

E, restando nell'Audio/Video multicanale, veniva esibito anche un complesso pre-processore, il modello XMC-2+.
Qui lo vedete connesso ad un tablet usato come display anche per mostrare le regolazioni possibili, ma ve lo dovete immaginare connesso al vostro enorme TV o videoproiettore....

Come al solito la vista del parco connessioni rende bene l'idea della complessità e versatilità di questo apparecchio.

Da ultimo, vi voglio segnalare una ulteriore novità della casa. Talmente nuova, che sono stati in grado di esibirla solo perché fresca di fabbrica ed inviata direttamente al centro logistico Olandese, senza dovere prima essere "importata" negli USA, con ogni possibile incertezza e lentezza dovuta alle disposizioni di quel Paese sui dazi doganali verso merci dalla Cina. Ciò ha contribuito alla impossibilità di determinarne il prezzo al momento della mostra, neppure in via approssimativa.
Si tratta del modello CD 1, sempre della serie BAS-X

Viene presentato come una meccanica CD, quindi pensata per connettersi in digitale a tutti i preamplificatori, gli integrati ed i processori visti prima, per integrare la lettura dei nostri supporti fisici musicali in un moderno impianto votato alla gestione di file musicali o audiovisuali. E già questo basta a renderlo interessante.
Ulteriore motivo di interesse si scopre, come spesso avviene, guardando il "lato B".

Qui scopriamo non solo le indispensabili uscite digitali, ma anche una normale coppia di uscite analogiche stereo, per "suonare" in autonomia, senza doverlo per forza connettere ad un elaboratore digitale.
In altri termini, nel 2025 un costruttore che mira al "grande pubblico" decide di produrre un nuovo lettore CD. A me pare una rarità; e sicuramente mostra la considerazione di questo marchio nei confronti di noi vecchietti, che possediamo una nostra collezione di dischi, personale, cresciuta nel tempo, e difficilmente sostituibile con una playlist generata dall'algoritmo del nostro music provider...
WIIM è un costruttore orientale che sin da subito si è fatto notare per i suoi apparecchi aggiornatissimi e assolutamente abbordabili.
Anche quest'anno era, ovviamente, presente alla mostra, nelle moltissime salette dei vari espositori che usavano i suoi apparecchi, principalmente come streamer, anche amplificati: un esempio l'abbiamo visto con Audioquest e il suo impianto Sounds Clever che, in realtà usava tre sorgenti Wiim identiche e cambiava solo i cablaggi .
Ma era presente anche con un suo proprio spazio espositivo sostanzialmente statico di tutta la sua produzione. Ecco una "foto di gruppo".

In quello spazio espositivo, però ho anche visto un apparecchio che mi ha molto intrigato.
Si tratta del Wiim Sound, sostanzialmente un piccolo diffusore amplificato cilindrico, che ricorda vagamente un analogo modello di Ikea (in quel caso prodotto da Sonos). Il prezzo doveva ancora essere determinato e se ne prevede la commercializzazione per fine anno; ho azzardato un "per Natale?" non ricevendo una smentita :-)
Ve ne propongo una foto che spero vi dia anche il senso delle dimensioni, in raffronto al catalogo della mostra che ho poggiato al suo fianco.

È chiaramente un oggetto pensato per soddisfare le esigenze di facile inserimento in casa. Ma non solo.
È anche un concentrato di tecnologia per rende facilissima la fruizione domestica dei contenuti multimediali ovunque essi si trovino.
Infatti, dentro contiene l'amplificazione, pilotata con un DSP, e l'elettronica per funzionare come streamer.
È pilotato con la solita app proprietaria, che può configurare diversi di questi "cosi" da far suonare insieme, anche indirizzando a ciascuno di loro il segnale di un canale previsto da un segnale con codifica Dolby 5.1, così da realizzare un impianto multicanale totalmente senza fili, ad eccezione del cavo della corrente per alimentare ciascun "coso".
Con l'app se ne può pilotare anche l'equalizzazione, il DRC, e altre diavolerie. Insomma, un apparecchio che mi è parso decisamente aggiornato.
Inoltre, sul frontale - ma questa parola in un oggetto cilindrico perde di senso - si apre anche un display circolare (OLED, se non ho capito male) che mostra varie informazioni, come il volume, o la copertina dell'album in riproduzione.
Un altro apparecchio dal favorevole rapporto qualità/prezzo l'ho visto negli spazi che, come ogni anno, la H.E.S. concede gratuitamente a nuovi costruttori, l'area Start-Up.
Si tratta dell'Octa A1 della VALORTIVA, un'azienda USA che costruisce a Taiwan.
È un amplificatore integrato stereo da circa USD 400: la vendita avviene via Amazon (ma dovete andare sul sito americano), oppure direttamente sul loro sito di e-commerce, dove, al momento in cui scrivo, compare un'offerta introduttiva di circa USD 300.
La sezione di potenza è a commutazione, basata sul Chip ST-Microelectronics TDA 7492, e la potenza dichiarata è di 35 W/canale. Ha ingressi digitali USB e Bluetooth (quindi ha anche un DAC all'interno, basato su un chip TI PCM 1795), oltre che analogici linea.
Ha anche un'uscita linea filtrata per il subwoofer e un'uscita cuffia.
L'alimentatore esterno - consigliano di non usarne di diversi - gli permette dimensioni ridotte ed ha un'estetica personale e lontana dalle solite "scatole", che a me è molto piaciuta. Mi hanno detto che, a richiesta e con un - non modico - sovrapprezzo, il colore può essere personalizzato.
L'ampli veniva fatto funzionare attaccato a dei minidiffusori a due vie, il modello Vista S1, ancora in via di sviluppo. Inutile commentare il suono in quelle sacrificate circostanze.
Eccovene una foto: la penna l'ho messa vicino per dare l'idea delle proporzioni.

Ce n'erano, eccome. La mostra è sempre anche un'occasione di incontro con persone con le quali si è creata nel tempo una certa confidenza.
Cominciamo con RIVIERA AUDIO LABORATORIES.
Ecco l'immancabile foto patriarcale dell'Ing. Chiomenti con la più nuova delle sue creature.

Si tratta del modello AFM70, un Amplificatore Finale Monofonico da 70W, in classe A. Il prezzo dovrebbe aggirarsi intorno ai €51.000 (al netto dell'IVA) per la coppia.
Qui sotto lo vediamo messo a nudo per le esigenze voyeuristiche dei visitatori.

Luca era, come sempre, molto orgoglioso anche dell'accoppiata APL-1/AFS32, appositamente sviluppata per offrire anche una proposta "di ingresso" per un'amplificazione separata pre/finale da circa €50.000 (al netto dell'IVA).

Soluzione, peraltro, portata caparbiamente avanti anche un po' controcorrente rispetto alle richieste del pubblico di elezione, tipicamente orientale, di questo apprezzatissimo costruttore.
Luca mi diceva che gli continuano a pervenire richieste di modelli più performanti, e quindi, anche più costosi, mentre non interessano soluzioni più accessibili (relativamente: comunque impegnative per le nostre Italiche tasche...).
Riviera aveva il suo spazio espositivo in una Halle a piano terra, statico e business-oriented, su illustrato.
Però faceva suonare i suoi amplificatori nella saletta di GOEBEL, che li usava per pilotare le sue Divin Comtesse da circa €60.000.

La sorgente analogica era il mastodontico giradischi Discovery della KRONOS.

Quella digitale era il (molto presente) lettore/streamer/DAC Studio Player della WADAX.

In quella saletta ho incontrato anche Miguel Alvarez, fondatore e presidente della TRIPOINT che aveva dotato tutto l'impianto dei suoi filtri passivi per EMI/RFI, connessi alle elettroniche con cavi e adattatori proprietari. Se non ho capito male, questi apparecchi forniscono una "terra" di riferimento dove scaricare questi disturbi.
In particolare, le sorgenti erano connesse con un filtro Troy, da circa €28.000, cavi ed adattatori inclusi.

Mentre i finali e i diffusori erano connessi al modello superiore, Troy Elite NG MkII: mi perdonerete se non ho chiesto il prezzo... :-).

Il Sig. Alvarez ci ha tenuto moltissimo a sottolineare come tutti i suoi filtri siano progettati su basi scientifiche, garantite dal background professionale dei soci, e ogni modello viene finalizzato dopo selezioni di materiali, forme e costruzione effettuate anche in base a estese prove di ascolto. Ci teneva a precisare che tutti i loro filtri sono interamente passivi, e che la sua azienda è stata la prima ad introdurre questo tipo di filtro, nel 2008.
Eccoci all'immancabile foto di gruppo con i nostri amici Greci di LAB 12.

Il simpatico Sig. Vichos, boss dell'azienda, mi ha indicato una novità di quest'anno, l'amplificatore integrato Integre4 Mk2 Dual mono toroid: i miglioramenti, come suggerisce il nome, sono intervenuti principalmente sull'alimentazione, totalmente separata per ogni canale, ciascuno dotato di un trasformatore toroidale. Se ne prevede la commercializzazione per fine anno, a circa €7.000.

Come tradizione della casa, l'apparecchio si può avere anche col cabinet argenteo; qui lo vediamo anche con su montata la gabbietta di protezione delle valvole.

Il Sig. Vichos mi ha anche confermato il buon successo commerciale del resto della produzione, fra cui il DAC 1 Reference.

Si tratta di un convertitore con stadio d'uscita - ovviamente - a valvole, ma con stadio di conversione basato su vecchi chip-dac multibit di Philips: 8 di loro funzionano in un'architettura non-oversampling.
Tutto decisamente rétro, ma perfettamente in sincrono con il rinnovato successo commerciale che queste configurazioni stanno oggi conoscendo, anche fra i costruttori orientali, normalmente più votati alla ricerca delle soluzioni più recenti.
Quando gli ho per l'ennesima volta mostrato il mio rammarico per la loro decisione di approntare un'esibizione solo statica, senza possibilità di "toccare con orecchio" il loro suono, il Sig. Vichos mi ha aggiornato sulla ulteriore novità della casa, che gli ha assorbito la gran parte delle energie di quest'anno.
Ha aperto un proprio negozio HiFi ad Atene.
Nella plurilamentata penuria di punti vendita, mi pare un'iniziativa lodevole, ancor di più se pensiamo alle non floride condizioni economiche che un imprenditore in Grecia si trovi a fronteggiare.
Lo ha chiamato Lounge 64, e lo ha organizzato, come il nome suggerisce, come un posto accogliente dove, come si usa dire oggi, si ottiene un'esperienza di ascolto.
Ci sono varie salette allestite con diversi impianti, per mostrare le diverse soluzioni sia di apparecchi - di varie marche: non è un punto vendita LAB 12 - sia di ambienti nei quali inserirli.
Mi ha mandato molte foto: io ve ne mostro l'esterno, caso mai capitaste ad Atene e ci passaste davanti :-)
Oddio non è esattamente in centro: l'indirizzo preciso è Sofokli Venizelou 16, Lykovrisi, Athens.

E veniamo alla MANUNTA.
Quest'anno non sono riuscito ad immortalare l'Ing. Marco Manunta, conterraneo del nostro Diretúr, ogni volta molto preso da incontri professionali, del che non posso che compiacermi.
Posso, però, farvi vedere alcune cosette interessanti che teneva esposte.
Cominciamo dal nuovo DAC, il Classic stereophonic digital-to-analog converter.

È capace di trattare segnali PCM (fino a 768 kHz / 32 bit) e DSD (fino a DSD 256 nativo e 512 DoP) su tutti gli ingressi.
Uscite sia bilanciate che sbilanciate e tanti ingressi digitali fra cui vi segnalo quello HDMI, che ha la piedinatura cablata secondo lo standard PS Audio (come da tradizione degli apparecchi M2Tech) e quello USB, galvanicamente isolato.
Altra caratteristica non proprio comune è che l'apparecchio è in grado di convertire qualsiasi segnale digitale in qualsiasi altro prima della conversione: anche a questo servono i due display circolari sul frontale. Ad esempio, entro in PCM 96/24, trasformo in DSD 512 e poi converto in analogico. Sembra una perversione audiofila, ma c'è chi sostiene (PS Audio fra i primi) che la conversione in analogico di un flusso DSD, essenzialmente affidata ad un fitro passa-basso, è sempre più piacevole di quella da PCM, che non può di evitare il più incisivo filtro brickwall. Per equità, devo riportare anche l'opinione di chi dice che tali possibili problematiche vengono praticamente eliminate incrementando la frequenza di campionamento PCM e, con essa, la frequenza di taglio di quell'inevitabile filtro. In ogni caso, questa operazione di conversione di formato è bidirezionale, quindi vale anche per chi voglia trasformare tutto in PCM 768/32, appunto, spostando molto in avanti (rispetto ai tradizionali 44.1 kHz del CD) la frequenza di campionamento.
Ulteriore particolarità è quella di poter montare una scheda streamer. Anche qui emerge la razionalità dell'ingegnere. È una soluzione che, da un lato, consente di avere l'apparecchio anche solo come DAC puro e, dall'altro, di prepararsi al meglio per futuri aggiornamenti, non indispensabili per un DAC, ma praticamente inevitabili per uno streamer che deve fare i conti con tipi e formati digitali decisi "a monte" dai provider.
In esposizione c'era ancora il prototipo: l'apparecchio è finalizzato, ma al momento della mostra non era ancora entrato in produzione. Prevedevano di commercializzarlo entro l'estate per circa €4.500.
Poi c'era il nuovo PRE, il Classic stereophonic preamplifier, tutto analogico, con un ingresso phono MM-MC, e cinque ingressi linea, 3 sbilanciati e 2 bilanciati.

Anche le uscite sono sia bilanciate che sbilanciate, queste ultime pilotate dai due trasformatori Lundahl che si vedono più o meno al centro nella seguente foto. Nonostante sia venuta malissimo mi pare renda bene la razionalità e la pulizia della realizzazione della piastra circuitale che ospita tutto l'apparecchio.
Anche questo apparecchio era ancora in pre-produzione, e il prezzo deve essere ancora fissato.

Naturalmente c'era anche il modello che ha inaugurato la serie Classic, l'integrato Classic stereophonic integrated amplifier, dato per 60 W/canale su 8 Ohm (100 W su 4 Ohm) in regime continuo e 150 W/canale su 8 Ohm (240 W su 4 Ohm) in regime dinamico. Il prezzo quest'anno non dovrebbe superare gli €4.000.
Anche lui si merita una foto senza veli :-)

Per ora mi fermo qui: come seconda parte direi che può bastare;-)
Di seguito il link alla prima parte del mio resoconto.
Avanti alla [Parte III]
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