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Reporter: Carlo Iaccarino
La mostra si è svolta dal 4 al 7 giugno 2026 presso l'Austria Center Vienna, centro fieristico di Vienna, in Austria
Scritto: giugno, 2026
Sito web ricco di informazioni: High End Society

Siamo finalmente giunti all'attesa prima a Vienna, dopo tanto tempo a Monaco.
Sono sicuro che voi curiosoni avrete già spulciato gli innumerevoli post, storie, tweet, ecc. comparsi praticamente in tempo reale sul web, persino sulla pagina FB di questa rivista.
Quindi, arrivo direttamente alla risposta alla domanda: "Allora, come è andata?". Tutto sommato, direi bene.
Sgombro subito il campo da quel poco che ho trovato criticabile: un'eccessiva dispersività della mostra.
La struttura, sicuramente ampia ed idonea, ha, però, uno sviluppo, per così dire, "a ciambella" su ogni piano - e ce n'erano ben cinque. Per cui, per spostarsi da un espositore all'altro (magari perché si segue la programmazione delle relative demo) si affrontano percorsi anche molto lunghi perché ci si sposta con difficoltà in senso radiale. E nemmeno migliora le cose l'alternativa di una - un po' noiosa - visita "sequenziale", perché fra una sala e l'altra spesso gli spazi erano comunque ampi. Inoltre, la mostra è sviluppata anche su ben quattro Halles, tre connesse ad un piano e due connesse ad un altro piano, ma esterne allo sviluppo verticale del centro.
Spero che ve ne dia una buona idea questa rappresentazione tridimensionale, per gentile concessione della H.E.S.

Peraltro, ho anche trovato difficile seguire le indicazioni direzionali pure presenti: inizialmente pensavo fosse una mia incapacità ma alla fine dei quattro giorni di fiera ho sentito lamentarsene molti altri visitatori ed anche qualche espositore.
Così, nonostante sia rimasto per l'intera durata della mostra, purtroppo non sono riuscito a visitare ogni espositore.
Ho davvero camminato tanto, molto più che a Monaco. Fortunatamente, Vienna sa fornire adeguati supporti consolatori 😊

E qui finiscono le mie rimostranze.
La mostra è stata, come al solito, molto interessante e varia, con un respiro internazionale. Forse, rispetto al passato, si poteva notare una minore presenza di espositori e pubblico proveniente dalla Russia. Il che, con la attuale congiuntura internazionale, non dovrebbe sorprendere. Neppure ho visto molti Statunitensi, e questo potrebbe dipendere anche dal fatto che da poco si era conclusa Axpona, la loro maggiore mostra del settore.
Una nota senz'altro positiva devo riportarla per il pubblico generalista di sabato e domenica.
Innanzitutto, numeroso.
Qui di seguito la foto scattata alle 9:59, un minuto prima dell'apertura. Un grazie particolare a Claudia Kazner, paziente angelo custode dei membri della stampa, che mi ha lasciato svicolare anzitempo per permettermi lo scatto.

E qui lo scatto il minuto successivo, a cancelli aperti 😊

Pubblico non solo numeroso, ma anche variegato.
Presenza femminile non dico paritaria, ma, almeno, non da "riserva indiana" 😊 e sicuramente interessata anche in proprio, non solo in veste di (paziente) accompagnatrice.
Anche l'età dei visitatori variava non solo nel massimo, ma anche nel minimo: molti ragazzi, perlopiù curiosi. Ma ho visto anche qualcosa di antico: i volti di gruppetti di amici che, cataloghi alla mano, ammiravano con soddisfazione gli oggetti "dal vivo". Visti i prezzi, nessuno di loro - vabbé diciamo molto pochi - avrebbero finalizzato a breve un acquisto. Ma sicuramente la mostra ha richiamato gente che, in gergo economico, vengono definiti "aspirational". È quello che si cerca da tempo: un meccanismo di ricambio generazionale. Quindi ben venga l'aspirazione a possedere questi nostri giocattoli, per invogliare oggi questi ragazzi a spendere domani, quando auspicabilmente potranno, per l'audio di qualità.
Considerazione che ci porta immediatamente al prossimo capitolo.

Qui non trovo nulla di meglio che ripetermi. Anche quest'anno la H.E.S. ha lodevolmente mantenuto la sezione Sounds Clever, cioè impianti non solo bensuonanti, ma anche economici - o meglio, "poco costosi" - cioè contenuti nel limite di € 5.000, cifra purtroppo già impegnativa per le nostre italiche tasche...
Anche quest'anno queste soluzioni erano ben segnalate dal logo su riprodotto, pure graziosamente fornito dalla H.E.S.; sfortunatamente, non erano molte, ma, almeno, erano tutte "pensate"; molte ruotavano intorno ad apparecchi che svolgevano più di una singola funzione.
Eccole qui di seguito.
La prima proposta proviene dal distributore tedesco Audionext, che ha assemblato un impianto con pezzi appartenenti, ovviamente, a marchi presenti nel suo portafogli.
Il cuore è il PLAY di EVERSOLO,

che già mi aveva colpito alla sua presentazione l'anno scorso e che per € 700 fornisce un tuttinuno streamer-DAC-amplificatore molto aggiornato e capace.
Il Play ha già un ottimo DAC al suo interno, basato sul chip AKM AK4493SEQ, ma l'impianto proposto da Audionext prevede anche il modello X 8 di LUXSIN,

che offre un DAC notevolmente più elaborato (si basa su 4 + 4 DAC chip CS43198 di Cirrus Logic), ha volume regolabile ed uscite linea e cuffia, sia bilanciate che sbilanciate. Inoltre ha molte funzionalità avanzate, fra cui l'adattamento automatico dell'uscita all'impedenza della cuffia che vi ci si connette e l'elaborazione della risposta in funzione del modello di cuffia usato. Il tutto (e molto altro) ancora per € 700.
Visto che così c'è la possibilità di pilotare egregiamente un paio di cuffie, l'impianto si completava con la cuffia magnetoplanare NOIRE X della DAN CLARK AUDIO, da € 1.250.

Con questi apparecchi arriviamo a circa la metà del range di €5.000 previsto, il che lascerebbe buon margine per completare l'impianto con dei diffusori, che però non sono stati previsti, immagino per la banale ragione che quel distributore non ne ha in catalogo, concentrandosi sulle proposte del c.d. "personal audio".
CAMBRIDGE AUDIO proponeva, per € 2.000, uno dei tanti esempi di diffusore con l'impianto dentro, il modello L/R X.

È un diffusore a due vie con due reflex passivi, amplificato, con streamer integrato; ha ingressi analogici linea e phono, e digitali USB, ottico, HDMI e Ethernet; ha anche un'uscita per subwoofer. Si pilota con l'immancabile app.
Non indicato come proposta Sounds Clever, ma ancora più economico (€ 1.400), era il modello L/R M, con identiche funzionalità, ma inferiore per dimensioni e potenza. Qui di seguito una foto di gruppo, che mostra anche una delle altre finiture disponibili. La serie si completa con il modello L/R S, ancora più piccolo ed economico (€ 500), ma forse meno interessante perché senza capacità di streamer.

Analoga la proposta di TECHNICS, col modello SC-CX700, da € 2.500.

Non una novità, ma un prodotto comunque interessante: diffusore amplificato con capacità di streamer, ingressi analogici phono e linea e digitali ottico, USB, HDMI e Ethernet, uscita sub, ecc. In questo caso, l'ulteriore particolarità sta nell'altoparlante coassiale utilizzato, di cui era in mostra anche lo spaccato.

Molto elegante, anche se (o proprio perché) dall'aspetto un po'old-fashioned, la proposta di PRIMARE, che per € 3.000 proponeva il suo ALLT-I-ETT, letteralmente tuttinuno.

Alle oramai direi standard dotazioni di ingressi analogici e digitali e le funzionalità di streamer presenti nei modelli su visti, questo apparecchio offre la gestione dello spatial audio col sistema BACCH, che finora conoscevo solo come processo autonomo di ricreazione di un fronte acustico tridimensionale con dotazioni proprietarie hardware e software. Magari ricorda un po' il Mu-So, ma con linee estetiche per me più piacevoli; il display reclinabile motorizzato, poi, è proprio bellino 😊
Molto più tradizionale l'impianto proposto con apparecchi di MISSION e di WHARFEDALE, due vecchie glorie britanniche ora confluite con altri marchi nell'impero orientale di IAG e sotto la sorveglianza (particolarmente per i diffusori) di Peter Comeau, altro nome storico dell'audio di Sua Maestà.

Il distributore tedesco ha assemblato un impianto non solo per farlo suonare bene, ma anche per mostrarne l'espandibilità: partire con poco e crescere pian piano. Anticipo subito che il risultato sonoro è stato assolutamente degno di nota: il responsabile della saletta è stato così cortese da accendere nuovamente questo impiantino per me, ma subito sono arrivati molti altri visitatori, peraltro pubblico generalista, tutti concordi nell'apprezzarlo. Niente fuochi d'artificio o bassi tellurici, ma un sano e rilassante ascolto della musica, il che non mi pare poco.
I diffusori erano i Diamond 12.3i, naturalmente della Wharfedale, da € 750. Ad essi si accompagnava il subwoofer amplificato NSW 10, sempre di Wharfedale, da € 600.

Il contributo del sub era notevole, per dare corpo al messaggio sonoro, senza scadere negli effetti da giostraio che certe malaccorte realizzazioni A/V a volte producono; ma le torri Diamond potevano comunque tranquillamente suonare da sole, e il sub potrebbe essere, appunto, quell'aggiunta successiva che alimenta l'interesse che può trasformare un acquirente occasionale in un appassionato.
Ad alimentare i diffusori c'era il 778X di Mission, un amplificatore integrato da 2 x 45 W con ingressi sia analogici, anche phono, sia digitali (il DAC chip è un ESS 9018MK2), e con uscita cuffia, da € 650. L'impianto, poi, prevedeva anche lo streamer 778S, sempre di Mission, da € 950. Apparecchio pure dotato di uscite linea, anche bilanciate, e con DAC basato sul chip ESS ES9038Q2M. Anche in tal caso si tratta di un'aggiunta non necessaria: si può iniziare attaccando agli ingressi digitali dell'ampli uno streamer più economico, o addirittura il proprio PC, e in un secondo momento salire di livello con lo streamer dedicato.

Nella foto si intravede fra i due apparecchi anche la meccanica CD 778CDT che completa la serie, ma che, ovviamente, non era prevista nella proposta Sounds Clever, che si attestava su poco meno di € 4.700; in tale cifra, però erano inclusi anche più di € 1.000 di cavetteria della ZAVFINO, altro acquisto rimandabile, iniziando nel frattempo ad usare i cavi in dotazione agli apparecchi o, comunque, di prezzo meno impegnativo.
L'ultima proposta di impianto Sounds Clever era anche la più inusuale e dedicata a chi si fa affascinare dal fai-da-te e dalle possibilità di un controllo più diretto della riproduzione audio domestica.
La LINKWITZ AUDIO (sì proprio quel Linkwitz, buonanima) proponeva un impianto basato su un diffusore da assemblare (molto facilmente) usando determinati altoparlanti.
Si tratta del kit per altoparlanti LXmini, da € 916, qui ritratti in posizione di riposo, addossati al muro.

L'impianto si completava, risalendo la catena audio, con due finali stereo AUDIOPHONICS (uno per cassa, ciascun canale a pilotare un altoparlante) MPA-S125NC, amplificatori a commutazione basati su moduli NCore NC122MP, da circa € 400 l'uno. Ciascuno dei 4 canali veniva pilotato da una delle quattro uscite del DAC/crossover 2x4 HD della miniDSP da € 269, a sua volta pilotato da un PC.

Il suono era molto pieno e gradevole e lasciava sorpresi (se ci si dimentica della firma Linkwitz...) la possibilità comunque di intervenire sul diffusore caricando nel DSP i filtri proposti dalla casa o quelli creati giocando con la programmabilità dell'apparecchio.


Più completa e, per me, interessante, la proposta di FYNE AUDIO.
Questo costruttore di diffusori, erede della tradizione Tannoy, quest'anno ha introdotto il modello cubitt 5, un piccolo diffusore amplificato da € 650.

È un diffusore amplificato, dotato di ingressi analogici linea e phono, uscita sub, ingessi digitali ottico e HDMI e bluetooth; un diffusore contiene tutta l'elettronica e l'altro vi si connette con un cavo.
È pensato chiaramente per un ascolto ravvicinato o in ambienti piccoli, ma, data la presenza della porta HDMI, può anche migliorare l'audio del TV. Non ha funzionalità di streaming, ma vi si può connettere uno dei moderni ed economici streamer orientali oggi presenti sul mercato, oppure si può collegare via bluetooth col cellulare a sua volta connesso ad un servizio di streaming; infatti è così che veniva dimostrato.
Che si tratti di una proposta indirizzata ad un pubblico più ampio del ristretto cerchio audiofilo è testimoniato, oltre che dal prezzo, anche dai colori disponibili 😊

Per ora mi fermo qui: come prima parte direi che può bastare 😉
Avanti alla Parte II!
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