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Testina Dynavector XX-2 MkII a bobina mobile

[Dynavector XX-2]
[English version]

Prodotto: Testina XX-2 MKII MC
Costruttore: Dynavector - Giappone
Prezzo: (nel Regno Unito) 995...
Recensore: Paul Eros (paul (at) tnt-audio.com)
Recensito: Aprile 2008
Traduzione: Daniele Davino

Introduzione

I lettori assidui di TNT Audio avranno senz'altro letto la recensione di Geoff Husband sulla testina Dynavector XX-2. Geoff diceva che "La XX-2 è una testina sorprendente. E' lontana dal prezzo di una testina economica o di medio livello, ma per il 40% del prezzo dà il 90% della fedeltà della DRT, ed una presentazione sonora simile. Andrà d'accordo con ogni braccio di qualità e fornisce prestazioni davvero senza difetti."

Non ho mai ascoltato la XX-2 Mk I e neanche ho avuto il piacere di ascoltare le Dynavector DRT-1 e XX-1, ma quando ho dovuto sostituire la mia Lyra Helikon, ho considerato anche la XX-2 MKII tra quelle da valutare.
La Lyra è un'ottima testina e quella in mio possesso aveva ancora molto da dire ma alcuni cambiamenti nel mio impianto avevano prodotto una scena sonora troppo "asciutta", riducendo la mia partecipazione alla musica riprodotta da questa, senza dubbio, eccellente testina.
Poi, ho notato che la qualità dei dischi che passano sotto il suo stilo conta molto e questo è per me un aspetto non trascurabile, dal momento che acquisto un buon numero di dischi usati.

Ho deciso di provare la XX-2 MKII nel mio impianto di casa e così ho chiamato Mark Baker della Origin Live che mi ha fatto spedire una testina dall'importatore inglese, Pear Audio.

La testina è confezionata in una semplice scatola nera, saldamente montata su una lamina metallica e protetta da una "bolla" di plastica. Il tutto è funzionale ma un po' banale se confrontato con le bellissime scatole in legno che propongono altri costruttori. Almeno sappiamo che con la Dynavector i soldi finiscono nella testina e non in inutili sciccherie.
Un consiglio: fate attenzione nello spacchettare la testina. Anche se è incluso un proteggi-testina, quest'ultimo non è montato all'atto della spedizione. Piuttosto, arriva confezionata in una piccola sacca di plastica, con uno spazzolino (del tipo a setole piccole e dure), viti di montaggio ed etichette. Prima di toglierla dalla scatola, le ho montato il proteggi-testina che è piuttosto fragile e ben diverso dal tipo di protezioni che arrivano con le testine Lyra. Ma è funzionale, tutto sommato, e in grado di fornire una protezione adeguata al cantilever e allo stilo. Siccome montare una testina costosa è già un'esperienza snervante, credo che una testina di questo costo, prodotta con tolleranze così strette, potrebbe essere protetta un po' meglio.

Cosa è cambiato

La prima cosa che si nota è che somiglia molto alla XX-1. Mentre la XX-2 MKI sembrava molto "esoterica" con il suo aspetto scheletrico, struttura di alluminio e bobina in bella mostra, la MkII ha un aspetto più semplice. Il corpo color argento è stato rimpiazzato con una struttura nera che porta a pensare ad un maggior peso. In realtà, la testina è più pesante di meno di un grammo della versione precedente. La struttura è lavorata a partire dall'alluminio 7075 (il più duro secondo l'opuscolo della Dynavector) e l'intera testina pesa solo 8,9 grammi. Comunque, conserva l'aspetto "tutto aperto" con la bobina e il magnete visibili dal basso. La Dynavector afferma che la nuova struttura è maggiormente rigida e migliora la presentazione complessiva del suono.

Tecnica

[XX-2]

Il cambio di struttura è la modifica principale rispetto all'originale. La versione MkII conserva lo "smorzatore di flusso magnetico". Masaaki Sasa, direttore tecnico e commerciale della Dynavector-Giappone, mi ha detto che la testina è stata migliorata rispetto alla MkI con un progetto del circuito magnetico più vicino all'ideale, con magneti in Alnico di lunghezza maggiore. L'armatura frontale è stata rivista e Masaaki afferma che il suo profilo è stato migliorato.
L'armatura frontale, il magnete e quella posteriore sono tenuti insieme da una vite a testa esagonale. Il solido cantilever in boro è montato con uno stilo definito "Pathfinder Line contact" mentre la bobina utilizza rame PCOCC (Pure Copper Ohno Continuous Casting process). L'uscita è un po' più alta: 0,28mV. Tutti questi non sembrano cambiamenti stravolgenti rispetto alla MKI, ma la Dynavector afferma che il risultato è invece un "progresso nella qualità del suono".

Montare la testina sul mio braccio SME è stato molto semplice. Il corpo è filettato per i bulloni in dotazione, che ho trovato perfettamente funzionali. Ci sono anche due rondolle di silicone che ho usato per isolare la testa dei bulloni dall'alloggiamento dello SME IV. Anche se ho montato la testina solo sul mio SME, credo che la forma della testina, con il suo profilo laterale dritto, renderà il suo montaggio abbastanza semplice in tutti i bracci con la testa ad asole. La sua struttura, nera e rigida, torna utile anche mentre la si manipola durante il montaggio.

L'intervallo di pesi per la forza d'appoggio è tra 1,8 e 2,2 grammi, così ho cominciato con un peso di 2,0 grammi, un buon punto di partenza a metà dell'intervallo raccomandato. Dopo aver ascoltato alcune tracce mi è sembrato che la scena sonora fosse piuttosto "seduta".
Inoltre, era un po' troppo "grassa" per i miei gusti, un indizio sicuro che la forza fosse troppo alta. Quindi, ho cominciato a ridurla di 0,05 grammi alla volta e mi sono fermato a 1,85 grammi, ottenendo un buon bilanciamento tra un basso corposo ed una gamma acuta dolce ed estesa.

La scheda tecnica allegata consiglia un'impedenza di carico di 30 Ohm. Il mio pre-phono Trichord Delphini offre una buona scelta di impedenze con la più vicina posta a 33 Ohm, che è quella che ho scelto inizialmente.

Prime impressioni

Con il setup pronto mi sono finalmente seduto ad ascoltare.
Vediamo... il tutto era, come minimo, piuttosto deludente. La Lyra Helikon aveva sempre fornito un'immagine eccellente, con gli strumenti e i musicisti "fermi" nello spazio acustico. Forniva, inoltre, alti livelli di macro e microdinamica. Con la XX-2 al posto della Lyra non ottenevo niente di simile a quello a cui ero abituato. C'era anche una evidente perdita di aria ed estensione sugli altissimi, mentre il basso, anche se profondo e controllato, non lo era altrettanto quanto con la Lyra. Non fraintendetemi, il suono era abbastanza piacevole, ma non stavo certo ottenendo quanto mi aspettassi da una testina che costa poco meno di 1000 sterline. Questa non era affatto la testina per cui Geoff Husband era rimasto così colpito. Tempo di ripensare al setup....

A suo tempo, ero riuscito a bilanciare il suono della Helikon con un'ottimizzazione dell'impedenza di carico del Delphini. In generale, un'impedenza di carico più alta forniva un suono più arioso e coinvolgente, con una gamma alta ben estesa. Troppo alta, comunque, poteva risultare in una gamma media più spigolosa e le voci femminili potevano sembrare eccessivamene sibillanti. Con un carico di 100 Ohm, avevo trovato il compromesso migliore. Mi chiedevo se un ottimizzazione simile potesse essere ripetuta sulla XX-2 MKII.
Innanzitutto, è interessante notare che, mentre la scheda tecnica della testina consiglia un carico di 30 Ohm, il sito web della Dynavector consiglia un'impedenza di carico >30 Ohm. Il Delphini permette di variare l'impedenza di carico tra 33, 100, 1k o 47k Ohm e io ho potuto riscontrare differenze udibili tra tutti i carichi. In effetti, la testina XX-2 si è mostrata sensibile a questo parametro del setup. Questo è un aspetto importante ed i possibili acquirenti di questa testina dovrebbero accoppiarla ad un pre-phono che ha questa opzione. Tornando ai miei gusti, ho preferito 1kOhm, ottenendo un suono a fuoco e ben bilanciato. Il basso era ancora corposo ed esteso ma con un maggior controllo, senza essere troppo asciutto. Un basso stabile per il resto delle frequenze. Anche gli alti erano ben estesi e affatto trillanti, come spesso capita a testine votate alla ricerca di un dettaglio maggiore, mentre la gamma bassa e quella media continuavano ad essere ben bilanciate.

Ho riscontrato che la testina migliora col tempo. L'immagine non era al meglio appena spacchettata, ma è decisamente migliorata dopo 12-15 ore di funzionamento. Anche le alte frequenze si sono aperte, la gamma media ha mostrato chiari miglioramenti e le voci si sono proiettate avanti al piano dei diffusori. Dopo che la testina è stata usata per 20 ore, allora veramente ha cominciato a suonare!!

Il suono

Così dopo aver opportunamente regolato: la forza d'appoggio a 1,85 grammi, l'impedenza di carico a 1kOhm, il VTA e 20 ore e più di vinile sotto lo stilo, mi sono seduto per qualche ascolto serio.

La MKII è una buona esecutrice che esibisce una eccellente estensione dei bassi. Sebbene il dettaglio non è di quelli scolpiti, non perderete nulla rispetto alle testine più analitiche disponibili sul mercato. La musica è presentata in maniera naturale e mai forzata. Tutto questo è talmente vero da renderla una testina difficile da recensire.
La musica mi ha talmente assorbito che ho continuato a metter su dischi, dimenticando di prendere qualche appunto. Molte ore dopo, mi sono accorto di essermi certamente divertito ma il mio taccuino era bianco. Credo che questo sia il miglior complimento che si possa fare ad una apparecchiatura audio: il tempo è passato e non te ne sei accorto.
La MKII suona la musica in un modo molto coinvolgente e con tanto piacere di ascolto. Quando la poggierete su un disco, cercate di essere sicuri di non avere nulla da fare per qualche ora!

Ma ora vorrete sapere come suona e così mi sono seduto di nuovo per ascoltare alcuni tra i miei brani preferiti - questa recensione è così difficile!!

Per questa recensione ho considerato due album. Il primo è dei Talk-Talk: "The colour of Spring". Per quanto mi concerne, questo album è un capolavoro e non ho mai smesso di ascoltarlo da quando fu distribuito nel 1986 con l'etichetta EMI. E' caratterizzato da una potente ritmica di base che fornisce un solido riferimento per tutto il resto delle frequenze. Prima traccia, lato A, "Happiness is easy" comincia con una batteria synth, colpi di bacchetta e diverse percussioni posizionate in vari punti della scena. Ognuno ha il suo tempo e luogo ma insieme si fondono per produrre una sublime e ipnotica introduzione. Con altre testine quella batteria sintetizzata può suonare come se le bacchette picchiassero su delle pelli vere. Con la Dynavector non c'è alcun dubbio sulla loro origine: non c'è la stessa forma, timbro e ritardo prodotti da una batteria vera.

La linea di basso, sui colpi più forti, costituisce la base su cui si poggia tutto il pezzo. Amo questo basso e lo conosco molto bene. Non mi aspettavo però quanto le note fossero a tono. Ripenso a molti anni fa, seduto in una saletta di un rivenditore Linn che ascoltavo questo brano. Il rivenditore mi disse di prestare attenzione ai toni del basso piuttosto che al continuo della musica. Fu una dimostrazione convincente. Lasciatemi dire che il basso della XX-2 MKII vi stupirà! E' potente e preciso, con un impatto realistico e tanto dettaglio microdinamico. Il suono dei tasti e delle dita sulle corde è riprodotto con una chiarezza stupefacente. La testina deve essere stata progettata da un bassista. Ma se la musica avesse solo i bassi allora questo mondo avrebbe ben poco di interessante. In questo brano la voce di Mark Hollis è un qualcosa che va goduto un po' alla volta. Se vi piace, allora posso dirvi che questo brano ve la mostrerà al suo meglio. La sua voce si erge sui bassi, donando sfumature malinconiche. Ora, potreste pensare che i dettagli più nascosti possano essere coperti da questi bassi e dalla voce. Non ci crederete ma tutti i dettagli più "sottili" sono ancora lì. Questo è un vero esempio di cosa si intende per alta fedeltà: tutto il dettaglio non è affatto nascosto dalla note più potenti. Da questo punto di vista, se cercate l'alta fedeltà, la XX-2 MKII è un vero affare.

La XX-2 MKII ha riprodotto anche una gamma media e alta tra le più dolci che avessi mai sentito nel mio impianto. Questo particolare aspetto della riproduzione, insieme una capacità della testina di seguire eccezionalmente bene i solchi del disco, l'ho ben chiarito con il pezzo "Nancy" dall'album "Wholly Humble Heart" di "Martin Stephenson and the Dainties" della Kitchenware Records. Questo brano racconta di un amore perduto e di un cuore spezzato. La voce di Stephenson, col suo accento "Geordie" (accento dal nord-est dell'Inghilterra, ndt), è pieno della tristezza e rabbia tipiche di un amore finito. Quando canta "Signore non vorrei mai essere nato", ti sembra che lo pensi veramente. La differenza tra le altre testine che ho avuto e la MKII è che quest'ultima dona ai pezzi di Stephensons una dimensione tutta sua. La sua voce è piazzata al centro del palcoscenico e ti sembra chiaro che il cantante è la stessa persona che sta suonando la chitarra. Questa coerenza è abbastanza eccezionale ed è qualcosa che questa testina fa molto bene.

Questo brano costituisce anche un buon test sull'abilità delle testine a riprodurre tutti i solchi. Molte sono inciampate su un cambio di accordo a circa due terzi del brano mentre Stephenson canta, piangendo, il nome di "Nancy". La dinamica di questo passaggio, incisa nel solco, fa passare un brutto momento alla testina. La Helikon non riusciva a riprodurre questo passaggio e saltava il solco. Va detto, a discolpa della Helikon, che non era certo la sola. Anche le mie Linn Troika e Ortofon Kontra B non ci riuscivano. Infatti, ho sempre creduto che fosse un errore di stampa del disco, fino a quando non ho usato la XX-2. Che sorpresa ascoltare Stephenson che canta, senza alcun salto, quando ero lì ad aspettarmelo come al solito. Accidenti! questa è capacità di esecuzione.

Nulla appare sproporzionato, ascoltando questa testina. Tutti i generi musicali sono trattati con un certo "aplomb": rock, pop moderno, jazz e classica. Riproduce grandi colpi di basso (se il disco li contiene) e tanta vita e aria. Un campo dove presterei attenzione e l'accoppiamento con le elettroniche: per ascoltarla al meglio bisogna scegliere elettroniche tra le migliori e dal suono più neutrale che vi potete permettere. La mia coppia pre Music First e finale Bel Canto hanno costituito un bel accoppiamento. Con delle elettroniche dal suono più ricco, credo che il basso possa essere troppo caldo. Sul versante opposto, avrete bisogno di un amplificatore dalla banda ben estesa per far uscire fuori tutta i riflessi e la dolcezza, pur senza che gli alti diventeranno mai troppo squillanti.

Con il setup e le elettroniche giuste questa testina vi ripagherà con delle prestazioni meravigliose. Credo che sarà difficile batterla sulla soglia critica delle 1000 sterline. Questa è ancora una bella cifra da spendere per una testina e, tutto sommato, rappresenta per molti di noi un buon limite di spesa. Una testina da 1000 sterline deve fornire ben più che un assaggio di alta fedeltà. La XX-2 MKII ha rispettato tutto questo, almeno nel mio sistema. A un prezzo ben maggiore, altri prodotti Dynavector, ma anche testine di altri costruttori, possono fornire prestazioni migliori, ma la XX-2 comunque fornisce un buon sunto di quelle prestazioni.

Questa testina si è adattata meglio al mio sistema attuale rispetto alla Lyra Helikon, che sembrava più adatta all'amplificazione Pathos che usavo in precedenza. Tutto ciò mi ricorda di nuovo dell'importanza degli accoppiamenti tra elettroniche. La Dynavector ha preso il posto della Lyra nel mio sistema. Ho comprato l'esemplare che ho recensito e ne sono felice...almeno per ora!

Conclusioni

Se siete in procinto di acquistare una testina in questa fascia di prezzo allora avete un'ampia scelta. La mia raccomandazione è di considerare la Dynavector XX-2 MKII tra le scelte possibili ...e sono sicuro che non ne rimarrete delusi.

Impianto utilizzato

  • Giradischi: Michell Orbe - con le tutte le modifiche di Pedersen
    SME IV/Lyra Helikon/Trichord Delphini Never Connected Pre-phono

  • Lettore-CD: Linn Ikemi.

  • Preamplificatore: Music First Passive Magnetic,

  • Finali: BelCanto Design e-One S300

  • Cavi di potenza: Chord Odyssey, Chord Signature interconnects, Townshend Isolda interconnects.

  • Cavi di segnale: Isotek Sigmas with Isotek power cables to all electronics

  • Diffusori: ART Stilleto.

    dischi utilizzati... - Martin Stephenson: Wholly Humble Heart. Talk-Talk: Colour of Spring.

Copyright 2008 Paul Eros - paul (at) tnt-audio.com - www.tnt-audio.com

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