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ATTENZIONE!!! Leggere prima le ISTRUZIONI PER L'USO | Leggete le FAQ per le domande più generali
I volumi della posta precedente
Quale preamplificatore?
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Upgrade Lonpoo
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Re: Dove infilare le cuffie?
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Re: Molte idee confuse
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Upgrade o solo side-grade?
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Dopo lunga assenza, per celebrare il 50esimo anniversario dalla fondazione, tornano anche i Buzzcocks, band punk inglese degli anni '70, anche se dalla formazione iniziale molte cose sono cambiate. Questo nuovo Attitude Adjustment è un fresco omaggio al punk'n'roll più genuino, con pezzi immediati e godibilissimi, come Games, dal riff micidiale che resta impresso già al primo ascolto.
ATTENZIONE!!! Leggere prima le ISTRUZIONI PER L'USO | Leggete le FAQ per le domande più generali
Salve direttore, a giorni riceverò i “famosi” MONOBLOCCHI ZEROZONE di cui alla altrettanto celebre recensione (solo che questi sono marchiati).
Mi chiedev: siccome i dati tecnici sono introvabili (perlomeno io non li reperisco, se non in modo vago) mi torna complicato abbinare un preamplificatore. Il mio streamer (DENON DNP-2000NE) esce con 4,5V dalle RCA variabili, ma non conosco la sensibilità di ingresso dei finali e nemmeno l'IMPEDENZA di ingresso! Quindi con questi 4,5 Volt potrei distorcere? Il mio DENON è dichiarato in uscita a 10 kOhm (tanti), sicuro che non chiudo il suono? Siccome vorrei prendere un pre, e lasciar fare al DENON la sorgente, come faccio ad abbinarlo elettricamente a questi finali?
Grazie mille.
Massimiliano - E-mail: bluspritz (at) gmail.com
Caro Massimiliano,
dubito che avrai problemi a pilotare gli ZeroZone con l'uscita del tuo streamer, ti basterà - alla peggio - tenere il volume basso dall'uscita variabile. Qualora la regolazione fine del livello d'ascolto fosse un problema, prendi un pre passivo Tisbury e risolvi, ti basterà collegarlo all'uscita fissa del tuo streamer. Se volessi preservare la comodità di regolare tutto dal telecomando e il livello dell'uscita variabile non lo consentisse, puoi anche prendere degli RCA attenuati, che abbassano il livello del segnale in ingresso ai finali. Ho usato gli ZeroZone con tante sorgenti e tanti pre diversi e mai ho incontrato problemi di accoppiamento o di difficoltà nella regolazione del volume. Certo, sono molto potenti, un po' d'accortezza col volume è obbligatoria. Ovviamente molto dipende anche dalla sensibilità dei diffusori che dovranno amplificare. Un diffusore molto sensibile aumenterà la difficoltà di regolazione fine del livello. Tieni conto che esistono degli attenuatori RCA con livelli differenti di attenuazione. Persino il pre passivo Tisbury può essere configurato per ridurre la tensione in ingresso ai finali, tramite dei microswitch nel pannello inferiore: 0dB, -10dB e -20dB! Più comodo di così... 😉
Tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu
Caro lettore,
non sei matto! Sei semplicemente uno dei tanti che pian piano sta iniziando a capire che il suono McIntosh è caratterizzato e quasi mai proporzionato al prezzo richiesto. Tanti ci hanno scritto confessando, a fatica, di aver semplicemente sbagliato acquisto. Altri non avrebbero mai il coraggio di ammetterlo, per via del solito problema della dissonanza cognitiva e per non essere tacciati di sordità. Ci sta, McIntosh è un mostro sacro e solo a nominarlo tanti audiofili - senza averne mai ascoltato uno - hanno visioni mistiche. Tali visioni mistiche si scontrano poi con la realtà, perché sono i circuiti a suonare e non i VU Meter blu o le migliaia di euro che sono allegramente uscite dal conto in banca.
Quindi sì, è assolutamente probabile che il tuo buon orecchio non ti stia giocando brutti scherzi: semplicemente quei Copland suonano meglio, più fedeli, meno caratterizzati e, pertanto - come tu stesso hai riscontrato - più vivaci e divertenti. Quella pancia che ti sembra di sentire maggiormente coi McIntosh è semplicemente un basso più gonfio (ma meno veloce e controllato), messo lì apposta per far contenta la tipica clientela di questo marchio. È il suono dei loro trasformatori d'uscita, sic et simpliciter, motivo per il quale non li abbandonano nonostante l'evidente anacronismo. Quindi approvo il tuo proposito su tutta la linea: vendi i McIntosh (non farai fatica!) e prendi i due Copland. Per il futuro: don't believe the hype! Ascoltare sempre senza pregiudizi e non lasciarsi incantare da leggende, estetica e prezzi insensati. La verità è là fuori, e servono buone orecchie e menti sgombre da pregiudizi per percepirla. Un consiglio, ma ormai lo hai già capito da solo: quando si acquista un nuovo componente, ripetere sempre il confronto col vecchio, più volte. Le sorprese sono sempre dietro l'angolo, e un primo ascolto fugace è ingannevole nel 99.9% dei casi.
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu
Buonasera Lucio, grazie per tutto il lavoro di redazione e per le "tensioni" che da un po' di anni lo animano: l'attenzione costante alla qualità raggiungibile con l'entry level; l'aderenza costante al miglioramento udibile di qualsiasi ulteriore sforzo; l'urgenza, per la semplificazione degli impianti; la provocazione intellettuale del downgrade (forse l'indicazione che mi ha fatto pensare di più).
Pochi anni fa cambiai le Klipsch Rf82 II con delle Diva 552, che meglio interagiscono con il mio ambiente di ascolto. Nell'occasione l'Arcam fmj 18, che mi parve troppo scuro per le Diva, cedette il posto ai Rotel 11 tribute, e finì a casa di mia madre 80enne insieme alle Lp42 passive (grazie). Bene, vado da lei a farle compagnia, e ascoltiamo musica in questo studio 4x2,5, con le casse sul lato corto. Il risultato, con un Wiim mini e un dac Topping dx3 è luminoso, ma lascia troppo all'intuito una caratteristica sonora dell'Arcam che ho sempre amato e vorrei tornare ad ascoltare: un certo "spessore" nei registri medio-bassi. Ci vorrebbero delle casse che fossero altrettanto "coltellino svizzero", veloci ed immediate come le Lonpoo ma con un po' di estensione in più, che facesse passare quella vibrazione dell'ampli. Il tutto senza spendere cifre impegnative, è pur sempre un ascolto in ritagli di tempo. Cosa provare? Le Tesi2, le Tesi3, le Borea2? Viste le dimensioni della stanza, vorrei non eccedere con le dimensioni e la distanza dalla parete, rimanendo su bookshelf (le toner le ascolto a casa).
Attendo una tua preziosa riflessione e ti saluto cordialmente. Grazie.
Mario - E-mail: m.cristiano70 (at) gmail.com
Caro Mario,
la gamma medio-bassa delle piccole Lonpoo migliora molto avvicinandole alla parete posteriore. Hai provato? Ora a che distanza stanno? Tieni conto che bastano pochissimi centimetri di distanza dalla parete perché lo sbocco reflex faccia il suo dovere. Un upgrade è comunque pianificabile e il passo successivo più logico, considerate anche le dimensioni della stanza, sarebbero proprio le Indiana Line Tesi 2 che suonano meglio delle piccole Lonpoo da qualunque punto di vista. E, ovviamente, hanno anche un basso più completo e convincente. Eviterei diffusori più grandi in una stanza di 10 metri quadri coi diffusori posti su una parete molto stretta. Meglio non svegliare il can che dorme, ovvero eventuali problemi di acustica ambientale. Considera anche un'ultima cosa: non è detto che il vuoto sul medio-basso che senti sia colpa delle Lonpoo. Potrebbe essere l'ambiente a causare il buco in questa porzione di frequenze. Se così fosse, sostituire i diffusori non aiuterà poi tanto 😐
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu
Caro Cristiano,
per ora starei su CD e ampli separati, soluzione che consente un upgrade più semplice nel caso il suono di un eventuale all-in-one non dovesse soddisfarti del tutto. Quindi prenderei prima il lettore CD, benissimo uno dei due Naim, anche senza pensare ad upgrade futuri cui abbinare, e in seguito, valuterei un Nait XS o un Supernait. Credo che questi due componenti si sentirebbero perfettamente a casa coi tuoi diffusori Rega, e darebbero una bella svegliata al suono del tuo impianto. Non disdegnerei di valutare anche una coppia full Rega, CD e amplificatore. Un impianto full Rega ha sempre il suo perché, se ti piace il suono dei tuoi diffusori. Eviterei lettori CD un po' troppo usati, onde evitare guai di reperibilità di eventuali ricambi.
Non mancare di tenermi aggiornato!
Lucio Cadeddu
Caro Lucio,
grazie della risposta (Vol. 1133). Mi chiedi di aggiornarti, eccomi! I miei finali si trovano nel "pilone" laterale di una libreria, aperto sui lati, ma restano irraggiungibili dal lato anteriore, dove si trova l'interruttore di accensione. Sono praticamente invisibili, cosa che contribuisce alla pulizia dell'arredamento. Tutto l'impianto è collegato ad una ciabattona-filtro di rete, quando la spengo, spengo tutto l'impianto: non posso staccare i soli finali.
Tu dici: “Per quanto riguarda l'ampli cuffia, purtroppo non vedo come tu possa escludere il segnale che arriva ai diffusori se non spegnendo i finali. L'ampli cuffia prende il segnale linea in uscita dal pre o dalle sorgenti e lo amplifica, non può fare altro.”
Con l'aiuto di Claude.ai ho scoperto che esistono "amplificatori pass-through", che si mettono in serie sull'uscita del preamp, e che sono "trasparenti", o quasi, quando le cuffie sono scollegate, lasciando così transitare il segnale verso i finali, ma che invece li escludono (automaticamente all'inserimento del jack, oppure con un tastino switch) quando siano collegate le cuffie. Dovrebbero avere tali caratteristiche questi modelli:
....e forse altri, ma fatico a trovarli. Che ne pensi? mi dispiacerebbe far passare il segnale inutilmente attraverso due controlli di volume, forse il Topping è il più adatto...
Mi consigli qualche modello di cuffia da non svenarsi, e che non abbia particolari problemi di interfaccia con l'ampli?
Grazie ancora per l'aiuto, e per la pazienza.
Gaetano - E-mail: kiodo (at) email.com
Caro Gaetano,
siccome non amo complicare questioni semplici (il meglio è spesso nemico del bene), ti sconsiglio fortemente di frapporre altri interruttori, apparecchi o controlli di volume tra te e il segnale audio in transito. La soluzione semplice esiste ed è quella di spegnere i finali quando vuoi ascoltare in cuffia. Tu dici che sono irraggiungibili e che tutto l'impianto è alimentato da una ciabatta. Benissimo, e chi ti vieta di aggiungere un mini-ciabatta due posti con interruttore dalla quale alimentare i soli finali? Se dotata di interruttore, basterà spegnere solo quella. La spina di questa mini-ciabatta andrà ovviamente in una presa dell'altra, che sembrerebbe raggiungibile. In questo modo con un click spegni ancora tutto l'impianto e con un altro click i soli finali. Soluzione economica, veloce, pulita e tecnicamente perfetta! 😎
Per quanto riguarda le nuove cuffie, c'è solo l'imbarazzo della scelta: poiché avevi già delle AKG che preferivi a Sennheiser perché non restare con questo marchio? Decidi un budget, il catalogo AKG è vastissimo, troverai senz'altro il modello più adatto alle tue esigenze (es. se chiusa o aperta, dipende da te). In alternativa valuta Grado, Sony, o AudioTechnica.
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu
Caro Giovanni,
il primo errore è quello di pensare prima all'acquisto dell'amplificazione e poi a quello dei diffusori. Si sceglie l'amplificazione in funzione dei diffusori e non viceversa. Il motivo è molto semplice e, se ci pensi, abbastanza logico: sono i diffusori a essere responsabili in massima parte del suono di un impianto HiFi e sono sempre loro che dovranno essere adatti all'ambiente. Pertanto, proviamo a concentrarci sulla scelta di questi. Con la cifra a disposizione le alternative sono tante. Io opterei, viste le metrature presenti e future, a dei generosi diffusori da pavimento. Ti cito qualche esempio in questa fascia di prezzo: Sonus Faber Lumina III, Proac Response DT 8, Spendor A4, Triangle Antal EZ40 Serie 40th Anniversary, Monitor Audio Silver 500 7G, Focal Jm-Lab Aria Evo X, B&W 704 S3. I primi tre hanno un suono più neutro e composto, mentre gli ultimi quattro sono tendenzialmente più brillanti e vivaci in gamma medio-alta. Senza sapere come sia l'acustica dell'ambiente e quali siano i tuoi gusti musicali è difficile essere più precisi di così. Ti consiglierei di provare ad ascoltare qualcuno di questi (eventualmente altri che dovessi trovare in negozio) e cominciare a farti un'idea di cosa ti piace. L'amplificazione verrà dopo, o dietro suggerimento del negozio dove acquisterai i diffusori, così potrai valutare bene l'accoppiata, oppure valutando un qualunque buon integrato di fascia media. Lascia perdere i catafalchi Harman Kardon che stai valutando, materiale vecchio che quasi certamente ti causerà problemi nel tempo. Un buon integrato moderno si fa semplicemente beffe degli apparecchi citati. Risentiamoci una volta che avrai deciso per i diffusori.
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu
Egregio direttore buongiorno.
L'aver chiesto agli utenti di un forum di scegliere la tipologia di crossover, da parte della Fosi stessa, non mi ha colpito molto positivamente, e d'altra parte le dimensioni del mio studiolo sono di fatto tali (piccole) da non poter permettere di fare molte considerazioni, ma andando sempre a cercare tra le recensioni della sua rivista come fonte di ispirazione, ho trovato una sua bellissima e approfondita recensione, un po' datata perché del 2002, esattamente Triangle Titus 202.
Sul sito della TRIANGLE sono riportati anche i negozi qui a Roma dove poter rivolgermi per un acquisto o per un preventivo ascolto. Seguirò questa strada. Per completezza per quanto riguarda i cavi prenderei quelli di segnale della OEHLBACH e quelli di potenza della GEARIT, basandomi semplicemente sulle recensioni di Amazon. La terrò aggiornata sui successivi sviluppi.
Grazie ancora per il suo prezioso supporto.
Un cordiale saluto,
Giulio - E-mail: ditorogiulio (at) gmail.com
Caro Giulio,
magari i nuovi diffusori Fosi Audio suonano benissimo, ma l'idea che si faccia una specie di referendum per scegliere il crossover mi lascia molto perplesso, perché significa non avere alcuna idea precisa di che suono si desidera ottenere dai propri diffusori. Va bene accontentare gli eventuali acquirenti, ma il rischio di prendere lucciole per lanterne è altissimo, considerando l'elevatissimo numero di incompetenti che alberga nei forum HiFi. E più sono incompetenti, più si arrogano il diritto di poter esprimere la propria opinione. A breve un articolo su questo argomento, ispirato da una recente discussione sulla nostra pagina Facebook, dove un lettore pretendeva di poter dire la sua su dei diffusori da noi recensiti, ammettendo candidamente di aver regolato tutto esaltando gli alti e i bassi coi controlli di tono. Purtroppo vedo che c'è ancora moltissimo lavoro da fare, in questo campo. Credevo bastasse la logica ma evidentemente mi sbagliavo 😕
Per quanto riguarda i diffusori per il tuo secondo impianto in un piccolo studio, far riferimento a una recensione di 20 anni fa non è saggio, ma per fortuna Triangle continua a fare ottimi diffusori, per cui vai senz'altro ad ascoltare qualcosa di questo marchio. Se riesci, inserisci nella lista dei papabili anche qualche modello di Elac e, perché no, di Indiana Line. Le Tesi 2, ad esempio, hanno uno strepitoso rapporto qualità/prezzo (costano la metà delle attuali Titus), sono piccole e suonano veramente in modo serio.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu
Buongiorno direttore,
oltre ai complimenti per la chiarezza e competenza delle sue recensioni, vorrei anche ringraziarla per aver mostrato a persone come me, non certo audiofili, più che altro...musicofili, che esiste una via per ascoltare musica adeguatamente, senza dover per forza indebitarsi.
Vengo subito al punto. Attualmente il mio impianto consta di:
Ascolto CD che vanno dai cantautori, l'ultimo lavoro di Carmen Consoli è attualmente il mio preferito, al rock, fino a jazz. La riproduzione per quel che ne capisco è buona, potrei rientrare nella categoria musicofili felici.
Eppure con programmi un po' affollati di strumenti la riproduzione sembra un po' confusa.
La mia domanda riguarda l'eventuale sostituzione dei diffusori con Indiana Line Tesi 2, in quanto le vecchie Chario per quanto funzionanti, avrebbero bisogno di qualche intervento che dai preventivi ricevuti supererebbero il loro attuale valore.
Sarebbe un upgrade secondo lei?
Stesso dubbio per l'amplificatore: un Fosi Audio V3 potrebbe migliorare le prestazioni del mio, rendendo la riproduzione più analitica e precisa?
O visto l'ambiente e il posizionamento sarebbero solo soldi buttati?
La ringrazio in anticipo per l'eventuale parere.
Le auguro buon lavoro e rinnovo i complimenti alla rivista.
Lino - E-mail: mxpsix (at) gmail.com
![[Sala d'ascolto]](../jpg/sala_lino.jpg)
Caro Lino,
partiamo dall'amplificatore: il Fosi Audio V3 è superiore al pur onesto, piccolo Nobsound. Sarebbe un upgrade sensibile, ambiente e diffusori permettendo. Per quanto riguarda i diffusori, le Syntar 200 erano carine, ma di tempo da allora ne è passato veramente tanto e qualche passo avanti nella categoria dei piccoli diffusori di costo contenuto è stato fatto. Le Tesi 2 a me sono piaciute molto e non ne faccio mistero, potresti provare a valutarne l'ascolto, qualche negozio che te le può far sentire non dovrebbe essere impossibile da trovare. Eventualmente valuta la possibilità di chiedere aiuto direttamente al distributore italiano, sono sicuro che potrà indirizzarti al meglio. Alternative possibili in casa Elac, KEF, Monitor Audio, per fare qualche buon esempio.
Chiarito questo, vediamo se si può fare un ragionamento più ampio. Quando la riproduzione musicale diventa confusa in presenza di molti strumenti le ragioni potrebbero non essere collegate a qualche componente dell'impianto. In primis, moltissime incisioni sono un vero disastro, affette da loudness war e pertanto confuse a prescindere, perché il livello di ogni strumento è stato tirato su all'inverosimile. La dinamica appiattita è responsabile del suono confuso che senti. In secondo luogo, l'ambiente ci mette molto del suo: una voce e uno strumento o pochi strumenti tipicamente non riescono a sollecitare tutte le riflessioni e le risonanze di un ambiente inadatto, ma quando le cose si complicano cominciano ad evidenziarsi i problemi. Tutta questa premessa per dirti che:
Nello specifico tuo caso, l'ambiente in effetti non promette niente di buono: sembra un po' spoglio e quella parete posteriore completamente riflettente così vicina ai diffusori non mi piace. Magari potresti sperimentare con qualche arazzo o tela da appendere sulla parete e nei punti di prima riflessione delle pareti laterali.
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu
Caro Luigi,
grazie per le belle parole e per aver riportato alla mia memoria quel modesto libriccino, scritto di getto ormai più di 20 anni fa, per raccontare a mio modo la paternità. Oggi forse lo riscriverei diverso, motivo per il quale mi guardo bene dal rileggerlo 😀
Il problema che descrivi è molto bizzarro: se hai collegato l'uscita del tuo giradischi all'ingresso phono del Cocktail non vedo perché dovresti avere un problema di saturazione: la testina è MM e lo stadio phono del Cocktail è MM. Hai provato a ricollegare la vecchia testina? Un'altra prova che puoi fare a basso costo è quella di acquistare (o farti prestare) un pre fono da poche decine di euro, ad esempio anche il Behringer PP400 che ho recensito qui poco tempo fa, o uno dei suoi cloni cinesi. Con meno di 20€ (venti!) ti levi il pensiero: colleghi il giradischi al pre fono e questo a un ingresso, stavolta linea, del Cocktail. Se il suono fosse ancora distorto il problema sarebbe o nella testina o nel suo cablaggio. Se invece tutto suonasse senza distorsione alcuna il problema sarebbe nello stadio phono del Cocktail Audio o in qualche settaggio di questo. Controlla di non aver impostato qualcosa di diverso sull'X35, ad esempio una sensibilità d'ingresso differente (che però non ricordo fosse possibile).
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu
Caro Luigi,
anche tu, dopo tanti componenti e tanti impianti, alla fine ti sei accorto di aver girato sostanzialmente in cerchio. È il destino della maggior parte degli audiofili, vagare senza meta e tornare al punto di partenza, l'insoddisfazione. Immagino debba essere frustante ma, come diceva un saggio, il piacere del viaggio non è la meta, ma il viaggio stesso. Ora sei pervenuto a due impianti. Io ti consiglio di vendere le elettroniche NAD, che suonano certamente peggio di quelle Rega e col ricavato migliorare i diffusori. Un solo impianto, ma che sia un signor impianto, che diamine! Nella mansarda “assegnata” da tua moglie - perdonami, non si può sentire una cosa del genere, a volte mi chiedo se vi siate sposati dei generali delle SS! - potresti magari pensare a dei diffusori da pavimento, da cercare nel catalogo Elac o anche della stessa Rega. Però, ti prego, basta con questa follia di ascoltare la musica con impianti diversi, questa non è alta fedeltà, è accanimento terapeutico. Un solo impianto, ma buono, non tanti diversi! Vedrai che l'insoddisfazione sparirà come per incanto.
Ti auguro buon ascolto!
Lucio Cadeddu
Suggerimento musicale della settimana
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