Consulenza HiFi - Lettere alla Redazione di TNT-Audio

Settimana 28/3/2026 - 3/4/2026

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  1. Gran Galà dell'Alta Fedeltà, Roma 1 Marzo 2026, impressioni
  2. Trattamento acustico
  3. Problema amplificatore vintage Sansui
  4. Pre Fosi ZP3
  5. Upgrade lettore CD
  6. Upgrade per impianto
  7. Upgrade monitor
  8. Re: Incubo audiofilo
  9. EV Deltamax
  10. Ho visto anche degli audiofili felici

Gran Galà dell'Alta Fedeltà, Roma 1 Marzo 2026, impressioni
Buongiorno Lucio. Sono Maurizio, lettore fedele - adepto, seguace, chiamalo come vuoi - fin dai primissimi giorni di TNT-Audio, quando ci trovavamo ancora nel secolo scorso. Una frequentazione così lunga che ormai sei diventato di casa. Ho voglia di raccontarti la mia impressione sul Gran Galà dell'Alta Fedeltà, tenutosi a Roma qualche giorno fa. Organizzazione eccellente, posto azzeccatissimo (l'hotel Sheraton, mica pizza e fichi!), sale ben separate e in media molto ben curate dal punto di vista acustico: nel complesso una mostra riuscita, né dispersiva né sovraccarica. Una trentina di sale, forse qualcuna in meno, con una gamma di prezzi capace di coprire ogni fascia. La misura giusta. Ma veniamo al dunque.
Confesso che ho sempre avuto un debole per l'entry level: è lì che la concorrenza è più agguerrita, ma è anche lì che con una spesa contenuta e un po' più di ingegno si possono ottenere risultati davvero sorprendenti. A volte basta posizionare bene gli altoparlanti per cambiare tutto, lasciando il portafoglio invariato (senza considerare gli ormai consolidati e concorrenziali prodotti dall'Oriente, ma qui si aprirebbe un discorso a parte...). Ebbene, questa volta sono uscito dalla mostra pienamente soddisfatto da questo settore, dove due sale in particolare mi hanno colpito.

La prima - e qui mi unisco convinto alla tua stima per il marchio - era dedicata agli altoparlanti Indiana Line (con elettroniche Exposure): una bella conferma, davvero. Le tower, credo le Tesi 6 anche se potrei sbagliarmi, suonavano con grande piacevolezza e veridicità, riempiendo senza fatica gli ampi spazi della sala. Il tutto al prezzo accessibile di uno stipendio medio; estetica semplice e gradevole, finiture dignitose senza legni esotici né laccature "piano black" - un modo genuino e onesto di ascoltare musica, senza il bisogno di esibirsi con lucette ammiccanti.

La seconda positiva esperienza è stato un sistema dal costo complessivo di sei-settemila euro: elettroniche Marantz, diffusori Polk R700 (questi ultimi a 2.9k€). Suono bello, solido, ricco, bassi estesi, buona gestione anche di volumi sostenuti, timbrica e immagine sostanzialmente corrette. Il dimostratore - di cui purtroppo non ricordo il nome - è stato bravo, chiaro, diretto, con la giusta dose di empatia. Anche qui un'esperienza molto piacevole.

E un bell'ascolto, pur con alcune limitazioni dovute penso alla sala, lo ha fornito anche la storica Chario, anche qui col sovrappiù di operatori gentili e disponibili. Devo in generale dire che in tutte le sale però, anche quelle a cui muoverò le mie critiche, gli operatori sono sempre stati gentilissimi e competenti: chapeau all'organizzatore!

Arriviamo però a ciò che il sottoscritto ho apprezzato meno. Tra i sistemi di fascia alta (diciamo di prezzo fino a 100k€) ho sentito diversi prodotti dal prezzo molto importante, ma in qualche modo comprensibile (cito solo, perché mi hanno particolarmente colpito, le elettrostatiche Prodigio, per la loro incredibile ariosità, ma anche molti altri prodotti erano decisamente meritevoli). In una sala vicina, però, ampia e ben allestita, troneggiava un impianto a sei zeri - SEI, X000.000 € - mostri elettronici rifinitissimi e altoparlanti dalle sinuose e voluttuose linee con ingombri e peso da utilitaria. Sarò fuori moda, sarò controcorrente: sono rimasto qualche minuto, poi me ne sono andato. Gran bel suono, per carità. Lavoro nel campo della ricerca e so bene che certi piccoli progressi possono costare cifre enormi - ma tutta questa ricerca, onestamente, non l'ho percepita. Se il dimostratore avesse detto apertamente: "Questo capolavoro di legno laccato, cromature e lucine dimostra che potete permettervi di spendere senza limiti - e tra l'altro ascoltare anche bene la musica", avrei trovato il discorso del tutto accettabile. Ma la presunta superiorità sonora - tutta da dimostrare, pur nella bontà indiscutibile dell'impianto - non mi ha convinto. L'high-end è un gioco legittimo, che rende felice il venditore e soddisfa chi acquista nel possedere qualcosa di esclusivo; ma per come la vedo io, che la musica tra l'altro la suono, l'esclusività nell'ascolto ha poco senso. La musica dovrebbe far risuonare insieme i cuori, avvicinare chi suona e chi ascolta. Certe cifre, per me, tendono all'onanismo o, parafrasando Fiorello, servono solo all' "acchiappismo", peraltro nobilissima arte; ;-) ma per me ...la musica è altro.

E poi, e poi...c'era il vertice assoluto. Sala grandissima, impianto galattico, stesso copione: cavi mostruosi sollevati da terra con appositi supporti, quintali di elettroniche, e LORO - i diffusori - con un cartellino da 980k€. Devo aprire una parentesi. A Roma, per diversi anni, si è tenuta presso l'Auditorium la serie di conferenze "Lezioni di Ascolto" (peccato non ci sia più, chi può si muova per farla resuscitare!): nella sala troneggiavano apparecchiature sempre costosissime, ma la cui qualità era in qualche modo proporzionata alla spesa - mettendoci dentro estetica, finitura, esclusività, immagine. E si capisce: se spendo la centomila voglio qualcosa che non si limiti a essere bello, deve essere strepitoso. E lì c'era sempre un bel po' di sostanza, tangibile, ascoltabile - pur nella soggettività dell'esperienza. Qui invece, a queste cifre iperboliche, la sostanza diventa altro, diventa intangibile. È un mondo che, al mio sentire e a quello di molti, allontana dalla musica. Mi dispiace dirlo, ma quell'esperienza mi ha provocato un senso di fastidio. So benissimo di fare la figura della volpe di Fedro, eppure mi è sembrata proprio la favoletta del re nudo. Me ne sono andato - e ho notato che anche altri uscivano con la stessa perplessità dipinta in faccia. “World gone wrong” cantava Bob Dylan. Anche se, forse, anche questo serve ad alimentare un mercato dell'hi-fi sempre più asfittico e incomprensibile ai più. Peccato, davvero peccato, un tempo era il mio mondo, adesso non lo è più.
Mi fermo qui, non senza ringraziare ancora gli organizzatori: è stata, lo ripeto, una mostra davvero riuscita, che spero di poter continuare a visitare negli anni a venire. Lucio, un caro saluto e un grazie ancora per il tuo instancabile e certosino impegno - e un complimenti a chiunque abbia avuto la pazienza di arrivare fin qui.
Maurizio - E-mail: formaggio869 (at) gmail.com

LC
Caro Maurizio,
grazie per il dettagliato resoconto dal Gran Galà dell'Alta Fedeltà. Sì, ci sono ancora spiragli di speranza, aziende che credono e investono in sistemi terreni, ma la maggior parte si è riposizionata o punta direttamente verso l'hyper-end. Auguro loro di trovare ancora tanti ricchi da spennare, naturalmente, perché - come dicono saggiamente gli anglosassoni - A fool and his money are soon parted - ovvero “un pazzo e il suo denaro presto si separeranno”. Tutto questo non mi infastidisce, francamente, il mercato è fatto di domanda e offerta: se esiste questo tipo di domanda (impianti da milioni di euro) è giusto che ci sia l'offerta. Quando queste due si incontrano sono e siamo tutti felici. Il problema è, però, un altro: la sempre più crescente percezione - da parte del consumatore medio - che per ascoltare bene quelle siano le cifre necessarie. O anche quelle con uno zero in meno, che sono comunque altissime. Se si instaura questo meccanismo il segmento della classe media sparisce e, senza ricambio generazionale, alla fine sparirà tutto. Chi ha alimentato questo gioco al massacro? Gli operatori E le riviste. Negli ultimi 10-15 anni anche le riviste hanno avuto la loro buona parte di responsabilità. Anziché gridare che il Re era nudo, hanno continuato a raccontare che era vestito di tutto punto. Fare un passo indietro ora è buona cosa, ma temo che si sia arrivati al punto di non ritorno. È successo qualcosa di analogo nel settore delle biciclette: a fronte di aumenti assolutamente non correlati alla tecnica e ai materiali utilizzati (una bici di corsa arriva a costare quanto una motocicletta di grossa cilindrata!) le vendite hanno cominciato a subire pesanti contraccolpi. Sarà argomento di un prossimo articolo, dove commenterò un editoriale di una rivista di ciclismo che descrive esattamente - persino con le stesse parole - quel che sta succedendo nel nostro settore. Ancora, un fenomeno analogo si sta verificando nel settore food & wine di pregio. Chissà, forse questa ubriacatura collettiva alla fine farà piazza pulita di tutte le esagerazioni e si tornerà a parlare di oggetti umani, ma non sono così ottimista.
Grazie per il feedback!
Lucio Cadeddu

Trattamento acustico
Caro direttore,
le riscrivo nuovamente per un possibile innesto nel mio impianto, che ricordo essere:

Un amico mi ha prestato 4 pannelli diffusori dal costo abbastanza contenuto (poco più di 200 euro del set) del tipo con diversi cubetti di dimensioni differenti in polistirene espanso. Temevo che come altri pannelli asciugassero (ovattassero) un po' il suono, ma sono rimasto abbastanza sorpreso. Il muro sonoro pare più materico, più vispo per così dire, gli archi della grande orchestra paiono un po' più intelliggibili, il suono in genere più fluido. Non si pensi a uno stravolgimento, ma più piacevolezza e evidenziazione di alcuni dettagli mi pare di avvertirla in diverse sessioni (una sera con i pannelli, la sera dopo senza) in brani conosciuti.
I pannelli sono disposti tra le casse, nella parete di fondo dietro le elettroniche. Il suono sembra migliorato sia in generale che nel dettaglio, e nella separazione degli strumenti. Anche a volumi più bassi rende sempre la tessitura dei brani, cioè i dettagli si percepiscono a un volume minore (utile in condominio). Sono tutti diffusori perché la stanza è già alquanto assorbente. Il suono che già era soddisfacente per me, ora ha una piccola spinta in più.
Pensavo dunque all'acquisto, ma vorrei la sua opinione su questo tipo di correzione ambientale.
La ringrazio come sempre!
Giulio - E-mail: giu1111 (at) yahoo.it
[Pannello acustico]

LC
Caro Giulio,
non ho niente in contrario all'introduzione di questi pannelli. Andrà studiata bene la posizione (almeno due nei punti di prima riflessione, direi) e valutato l'impatto a lungo termine, perché l'orecchio si lascia ingannare molto facilmente. Prova con diversi generi musicali e ascoltali per più giorni di seguito, infine prova a eliminarli per tornare alla situazione precedente e vediamo che succede. Una precisazione, così impariamo a usare il vocabolario audio in maniera corretta: un suono asciutto indica tipicamente una mancanza di basse frequenze e una certa assenza di respiro proprio in questa gamma di frequenze. Un suono ovattato, invece, potrebbe persino essere l'opposto: magari ricco di basse frequenze ma chiuso in alto come se, appunto, intorno agli altoparlanti fosse stata messa dell'ovatta. Se metti del cotone nelle orecchie che suono senti? Un suono ovattato, appunto, privo di alte frequenze. Tu li usi come sinonimi, e invece potrebbero essere due situazioni una l'opposto dell'altra. Infine: non c'è un meglio o un peggio: esiste un equilibrio da raggiungere tra caratteristiche dell'impianto e in particolare dei diffusori con l'acustica dell'ambiente. Quindi i trattamenti acustici ambientali non danno per forza degli effetti positivi sempre e comunque, dipende dalle situazioni.
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Problema amplificatore vintage Sansui
Buongiorno Direttore,
Salto i dovuti salamelecchi per brevità. Ho problema sui finali di un Sansui AU 8500 che ad un certo punto iniziano a fare un forte rumore e dopo le forche caudine di due "fenomeni" non ho risolto. Ipotizzo i finali perché abbassando il volume il rumore non cambia. Sto meditando di usarlo come pre, scegliendo come finali 1 V3 stereo o 2 V3 mono o 2 ZeroZone. Avrebbe senso? Avresti altri suggerimenti per i finali?
Oppure sapresti consigliarmi un tecnico a Roma per riparare il Sansui AU 8500?
Grazie come sempre per il tuo lavoro.
Saluti,
Jacopo - E-mail: jdotti (at) hotmail.com

LC
Caro Jacopo,
riparerei senz'altro il tuo Sansui AU8500 che puoi portare con fiducia da Laler HiFi, esperti riparatori anche di HiFi vintage come il tuo amplificatore. Usarlo come solo preamplificatore è un errore e uno spreco. Errore perché imporrebbe la sua timbrica (non esattamente “moderna”) agli ZeroZone o ai Fosi, realizzando un ibrido che penalizzerebbe entrambi i componenti. Spreco perché utilizzare questo amplificatore solo a mezzo servizio non ha senso: meglio ripararlo e venderlo, per usare invece un pre moderno accoppiato ai finali di cui parlavi. Per dirla in termini motoristici: ammesso che fosse possibile, metteresti un motore di un'auto d'epoca in un'auto moderna (o viceversa)? So di decerebrati che installano motori elettrici su auto d'epoca ma capisci bene che è cosa completamente priva di senso. Perché farlo in HiFi? 😬
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Pre Fosi ZP3
Caro Lucio,
ti ringrazio per la tua risposta (che non necessariamente deve arrivare in breve tempo; non sono ansioso). Dunque, perché il Fosi ZP3? Perché dopo due pre a valvole e uno passivo, volevo completare con uno a stato solido e, approfittando dei Spring Deals su Amazon, l'ho acquistato a 132 euro (un pre a stato solido acquistato in negozio non costa meno di 3000 euro); modificando gli operazionali di uscita con gli Sparkos spenderò, in tutto, poco più di 200 euro. Inoltre, il Fosi ha, sulla parte inferiore, un filtro per tagliare le frequenze di uscita a 20, 20-80 e 120 kHz e un'uscita per subwoofer; tali caratteristiche rendono l'utilizzo di un sub più agevole. Il Caldera 12" door to door mi costa 500 euro; in definitiva, non una cifra esorbitante. Ho provato il Fosi (arrivato giovedì) al volo in un head to head con il pre DIY Lampizator e, ovviamente, non c'è storia, ma il piccolino non suona male; mi riservo di fare ulteriori test. Sicuramente, proverò, in futuro, i Gearit 14 AWG, al costo di 27 euro. Certo, possiamo criticare le politiche commerciali dei cinesi, però, nel nostro settore, hanno determinato la democratizzazione dell'alta fedeltà.
Saluti,
Leandro - E-mail: leandrolioce (at) libero.it

LC
Caro Leandro,
per fortuna tutto il pregresso della posta degli scorsi mesi si sta pian piano smaltendo, quindi i ritardi nelle risposte alle richieste dei lettori dovrebbero diminuire. È un fatto ciclico: nei mesi di dicembre, gennaio e febbraio - complice la brutta stagione - gli appassionati pensano di lavorare sugli impianti HiFi. Con l'arrivo della primavera l'interesse cala e pertanto anche le richieste di consulenza diminuiscono, per raggiungere il minimo annuale nei mesi di maggio e giugno. Tornando ai tuoi esperimenti: hai già provato il Fosi con gli Sparkos e senza? Potresti descrivere le tue sensazioni? Del
Fosi ZP3 ne abbiamo già parlato molto bene nella recente prova di Piero Canova, sono curioso di capire i margini di miglioramento con gli opamp Sparkos. Per quanto riguarda l'uscita subwoofer regolabile hai ragione, è una gran comodità se pensi di aggiungere questo componente al tuo impianto. Come ti ho detto a mio parere non è fondamentale ma per la cifra in gioco è un esperimento che puoi certamente fare.
Fammi anche sapere dei GearIT, se li prenderai. Non so se siano realizzati in Cina, il sito web ufficiale è americano e la sede è negli USA (Asheville, Carolina del Nord). Comunque sì, concordo con te sul fatto che la ChiFi stia democratizzando questo hobby come mai si era visto prima. Mi auguro sia sufficiente a facilitare un certo ricambio generazionale.
Spero di esserti stato utile, non mancare di tenermi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Upgrade lettore CD
Caro Lucio,
spero tutto bene. Sono Bruno, ti ho scritto qualche settimana fa per un'esperienza su accoppiata Rotel-B&Amp;W e mi hai gentilmente risposto nella sezione "audiofili felici". Ora volevo chiederti un consiglio sulla base della tua competenza e gentilezza. L'impianto, oltre all'ampli Rotel a11 mk2 e casse B&W 685 oggetto della precedente mail è composto da giradischi Project Comfort 3 con testina Ortofon 2m Blue e lettore Pioneer pd10 (supereconomico comprato in un momento di ristrettezze economiche). Volevo adeguare il lettore al resto dell'impianto e avrei valutato le seguenti opzioni:

I primi due rientrano perfettamente nel budget, mentre il Rotel richiede un maggiore esborso ma avrebbe il vantaggio di fare una accoppiata monomarca con l'ampli. Che ne pensi? Il mio dubbio è se avrei un effettivo miglioramento o trattandosi di macchine tutte entry level le differenze rispetto all'attuale lettore Pioneer sarebbero irrilevanti.
Grazie per gli eventuali chiarimenti e complimenti per la rivista.
Bruno - E-mail: bruno.siri59 (at) alice.it

LC
Caro Bruno,
concordo con la tua intenzione di migliorare la sorgente digitale del tuo impianto. Il Rotel sembrerebbe la soluzione ideale, realizzeresti una bella accoppiata monomarca ma la presenza di quei diffusori B&W mi fa temere per un eccesso di caratteristiche comuni che potrebbero sommarsi, creando uno squilibrio eccessivo. Io ci vedrei meglio il Marantz CD6007 ma soprattutto il NAD C358, che si trova sotto i 400€. La differenza tra questi lettori citati e l'economico Pioneer PD10 dovrebbe essere sensibile, ma non aspettarti stravolgimenti drammatici. Dovrebbe migliorare un po' tutto, specie la trasparenza e la quantità di dettagli percepiti. Tutto questo, come dico sempre, è condizionato da come l'impianto è sistemato in ambiente e dall'acustica di quest'ultimo. Spesso gli appassionati sperano di ottenere chissà quali miglioramenti in situazioni compromesse che oscurano del tutto o appiattiscono eventuali differenze tra componenti diversi 😑
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Upgrade per impianto
Buongiorno,
posseggo due impianti, uno, principale, in mansarda ed uno in taverna dove vorrei fare un upgrade. Mi piacerebbe capire a cosa dare precedenza (i colli di bottiglia principali) e cosa scegliere. Qui sotto la descrizione dei componenti:

Allego anche immagine dell'ambiente dove è posizionato l'impianto, ovviamente i diffusori non sono più quelli della foto ma le Heresy III.
Grazie 1000,
Luigi - E-mail: Luigi.Ferrara (at) avioaero.com
[Sala d'ascolto]

LC
Caro Luigi,
il primo upgrade da fare, a costo zero, è spostare l'impianto su altra parete, svuotando così lo spazio tra i diffusori. Io non credo riuscirei a tollerare la vista di quest'ammasso di componenti HiFi, pure impilati uno sull'altro. A giovarne sarebbero anche l'immagine e l'equilibrio timbrico. Ad esempio, se possibile, lo metterei a fianco del punto d'ascolto. Ove ciò non fosse possibile, mi sarebbe piaciuto capire in quale direzione vorresti migliorare questo (affollatissimo!) impianto. C'è qualcosa che non ti piace? Qualche parametro che vorresti migliorare? Non sono un estimatore delle Heresy per via della loro cronica mancanza di bassi profondi nonostante il padellone da 30cm, mancanza che tu hai curato con l'aggiunta di un subwoofer. Non so, io forse avrei optato per dei diffusori già completi lato basse frequenze e avrei evitato la complicazione del subwoofer. Non mi è poi chiarissima la necessità del DAC Cambridge DacMagic 200: lo usi con il lettore CD Rotel, immagino. Perché non pensare a un lettore CD integrato di qualità superiore, invece? Ridurresti la complessità dell'impianto, che è sempre buona cosa. Non citi la testina in uso, magari anche questa potrebbe essere un'area dove provare qualcosa di meglio. Se si tratta dell'AudioTechnica AT95 di serie su quel giradischi Thorens io direi che dovresti pensare a qualcosa di meglio, tenuto conto anche del buon pre fono che utilizzi. Per ora, invece, lascerei al suo posto il buon integrato Primare.
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Upgrade monitor
Buongiorno Direttore,
le scrivo per chiederle un consiglio. A breve cambierò casa e, per questioni di spazio, stavo valutando di passare a diffusori da pavimento: gli stand, purtroppo, li trovo un po' ingombranti e poco pratici da gestire. La stanza sarà di circa 14 mq, a pianta rettangolare. Attualmente il mio impianto è composto da:

Tutto preso seguendo i suoi consigli, e devo dire con grande soddisfazione. Come possibili alternative stavo guardando le Dali Oberon 5 e le Monitor Audio Bronze 5/200, restando ovviamente nell'ambito dell'usato, con un budget intorno ai 500 €.
Ascolto principalmente post-punk, new wave ed elettronica anni '80, ma anche produzioni più recenti dello stesso filone. Più che altro volevo capire se, secondo lei, ha senso questo passaggio oppure se rischio di fare un cambio più “logistico” che realmente migliorativo dal punto di vista sonoro.
La ringrazio come sempre per la disponibilità e per i preziosi consigli.
Un cordiale saluto,
Antonio - E-mail: losenno83 (at) gmail.com

LC
Caro Antonio,
sono sempre favorevole, spazi permettendo, ai diffusori da pavimento, perché spesso occupano in pianta lo stesso spazio di diffusori da scaffale coi loro traballanti e orrendi supporti. A guadagnarne è ovviamente la semplicità di fruizione (si possono spostare più facilmente), la sicurezza domestica (bambini, animali o personale addetto alle pulizie) e la gamma bassa, tipicamente più profonda e potente. Visto che hai e apprezzi delle Elac della serie Debut, perché non pensare a qualcosa della stessa azienda, ma da pavimento? I DEBUT 2.0 F5.2 si trovano nuovi più o meno alla cifra che hai stanziato, ad esempio. Nell'usato magari riesci a trovare anche quelli della serie Reference. In questo modo non ti discosteresti troppo dall'equilibrio e dal suono al quale sei abituato. Per una cifra analoga io valuterei, vista la presenza di elettroniche Rega, anche una coppia di Rega RS3 che ho visto di recente a circa 600€. Infine, se la scelta fosse ristretta ai due modelli che mi hai segnalato, io forse opterei per le Dali.
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Re: Incubo audiofilo
Buongiorno Lucio di nuovo da Danilo (First Watt + Klipsch RF7,
Vol. 1141). In realtà il suono che adesso viene fuori dalle RF7 non mi soddisfa al 100% (è pur sempre uno Yamaha da 250 euro) ma sento che la strada è quella giusta. Le RF7 mi piacciono e non le cambierei mai!! Sto solo cercando un ampli altrettanto robusto ma più raffinato, poi tratterò l'uscita digitale a monte con Dirac per spianare i saliscendi in gamma bassa dovuti all'ambiente e medio bassa e farò parte del club audiofili felici.
Ciao!
Danilo - E-mail: astrodany (at) gmail.com

LC
Caro Danilo,
senza correzione ambientale temo non ci sia amplificatore in grado di far suonare le RF7 come potrebbero (e possono!) se l'ambiente (e/o il posizionamento) fosse più adeguato. Comunque sia, potresti provare con un integrato Naim o Rega, cui i bassi di sicuro non mancano. Tuttavia, sono sempre molto scettico quando sento appassionati dire che non cambierebbero mai - come dici tu - un certo diffusore pur notando dei difetti evidentissimi, come la mancanza di bassi, in questo caso. Cosa è che piace esattamente? L'estetica? Il marchio? Solo perché si dice che suoni bene? Faccio veramente fatica a capire. “Suonano male, però mi piacciono”, questo è il succo della tua affermazione. Mi ricorda il ragionamento (tanto frequente quanto ridicolo) di molte donne che scelgono certi uomini (palesemente sbagliati) con la speranza di poterli cambiare. “Ah, vedrai che con me cambierà!”. Non funziona! Sì, puoi fare i salti mortali per farli suonare meglio ma, forse, questi diffusori non sono adatti al tuo ambiente, sic et simpliciter. Incapponirsi a cavar il sangue dalle rape è un gioco pericoloso e potenzialmente molto costoso. Magari una coppia di diffusori con un equilibrio timbrico diverso risolverebbe alla radice tutti i problemi. Comunque, in conclusione, ribadisco un concetto già espresso nelle missive precedenti: senza vedere l'ambiente e la disposizione dei diffusori mi sembra di fare il cartomante, ruolo che proprio non mi si addice 😉
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

EV Deltamax
Ciao Matteo,
è un po' che non ti scrivo, vorrei complimentarmi per l'
intervista col Dott. Earl Geddes. Dall'intervista e dalla messa a punto delle EV Deltamax del mio amico tramite DSP flex 8 e Dirac mi rendo conto che i componenti PA con tromba suonano alla grande. Avrei in mente un box con i Faital Pro 8PR200 e eventuale driver+tromba. Tu hai i Faital Pro 8PR200, come vanno? Vorrei abbinarli a una tromba ma non vorrei andare oltre 1kHz di incrocio. Quì entra in gioco il tuo sapere.
Affettuosi saluti,
Angelo - E-mail: angelo.lp (at) alice.it

MB
Ciao Angelo,
Earl Geddes è una persona che ha dedicato la sua carriera a studiare come percepiamo il suono attraverso diversi sistemi di riproduzione. Lui, insieme ad altri, meriterebbe MOLTO spazio nelle riviste e nei media che trattano di alta fedeltà. Usare una guida d'onda - se Geddes legge “trombe” si arrabbia! - è un'ottima idea per un progetto DIY originale. Il limite principale delle fantomatiche Deltamax è proprio la tromba: era ideale per lo scopo per cui furono progettate, ma è inadeguata alla riproduzione domestica. Questa considerazione si può trarre facilmente in 5 minuti, leggendo il manuale tecnico, molto ben realizzato e disponibile online sul sito del produttore. Con altre trombe - anche economiche - si può fare meglio. Il punto di crossover non si decide a priori: va determinato analizzando il comportamento del woofer e del tweeter in asse e soprattutto fuori asse, un passo alla volta e ci arriveremo. Il Faital 8PR200 è un eccellente midwoofer, con caratteristiche non comuni, ma potrebbe non essere il candidato ideale per un progetto ispirato alle Summa di Geddes.
Un caro saluto,
Matteo Bruni

Ho visto anche degli audiofili felici
Gent.mo,
Innanzitutto La ringrazio per la risposta ai miei dubbi fornita nella rubrica
Vol. 1138. Dopo averle scritto dei miei dubbi ed in attesa della Sua risposta, ho seguito con interesse gli esiti della sfida tra diffusori da scaffale entry level e tutto ciò che ne è seguito sulla pagina Facebook di TNT-Audio. Da quando leggo la rivista, ma non solo (perché ammetto di leggere anche ASR e ascoltare/vedere recensioni su YouTube) ho imparato che le misure non dicono né possono sostituire un ascolto dal vivo e magari nel proprio ambiente.
Tutto questo per dire che alla fine, la mia smania di rivedere la catena streamer-dac-amp è approdata...alla sola idea di sostituire le Lonpoo. Potrà pensare che io sia folle o stupido, magari è così, ma come le dicevo, ho cambiato casa e così esigenze e spazi si sono modificati e con loro è riapparsa la voglia di sperimentare senza svenarmi. Così, intrigato dalle sua recensioni delle LP42MX e delle Indiana Line Tesi 2, mi sono detto: perché non provare dei nuovi diffusori, magari migliorando? Sì perché a me il suono delle LP42 piace(va) e avevo anche applicato un crossover come da guida di altro lettore di TNT, e anche nel mio contesto attuale sembravano rendere bene. Pertanto essendomi fidato del suo parere una prima volta (con le LP42) e non potendo ascoltare dal vivo nessuna delle 2 nuove alternative (il più vicino negozio hi-fi che ha in vendita le Tesi non le ha al momento disponibili) mi sono deciso ad andare per gradi: ho ordinato su Amazon le LP42mx e in una settimana dovrebbero essere qui a casa…mal che vada farò il reso e tornerò al vecchio setup.
Ero indeciso se puntare al bersaglio grosso delle Tesi, ma in me una vocina mi diceva: con un ambiente non ottimizzato e un uso da scrivania (durante le giornate in smart working), il gioco varrebbe la candela? Ed ecco poi ricevere la sua risposta e vedere che anche a parer suo un upgrade dei diffusori sarebbe stato sprecato nel mio contesto, ergo aver investito meno di 100€ per puro “divertimento” mi è sembrato un rischio accettabile specie se con possibilità di reso.
La terrò informato, anche se dovesse esser solo per dirle che sono ritornato sui miei passi. Nel frattempo continuerò a seguire con interesse TNT-Audio in trepidante attesa della nuova veste grafica e l'arrivo di nuove “truppe cammellate” a sostegno delle posizioni (pseudo) audiofile più oltranziste che dovessero palesarsi all'orizzonte della pagina Facebook.
Un saluto,
Rosario - E-mail: rsr.grasso (at) gmail.com

LC
Caro Roberto,
le truppe cammellate di rivenditori e/o distributori come sono arrivate se ne sono andate, anche se qualcuna è stata espulsa d'ufficio. Per quanto riguarda le misure, è in preparazione una serie di articoli che spiegano un po' meglio le cose, perché dai commenti esilaranti a quella serie di post sulla nostra pagina Facebook ci è sembrato necessario fare un po' di chiarezza. E questa chiarezza interesserà anche gli LP42 e gli LP42MX, che abbiamo misurato e confrontato. Quel che ti posso anticipare, senza svelare troppo, è che le misure confermano quel che scrissi sugli LP42MX: sono migliori (e non di poco) degli LP42 prima serie. Quindi sì, forse ancora ci sento benino, anche senza ricorrere ai microfoni di misura 😉 Questa tua missiva non è recentissima e magari avrai avuto modo di accorgertene anche tu della differenza tra gli LP42 e i 42MX. Comunque sì: in uso desktop hai fatto benissimo a non investire cifre più elevate.
Ti auguro buon ascolto!
Lucio Cadeddu

Suggerimento musicale della settimana

In uscita il 10 aprile il tanto atteso nuovo album di Joe Jackson, intitolato Hope and Fury, dal quale abbiamo selezionato questa Fabulous People. Il lavoro segna il ritorno alle atmosfere di Night and Day (1982) e Laughter and Lust (1991).

Archivio! Due nostri lettori - che non finiremo mai di ringraziare - si sono fatti carico di recuperare buona parte dei nostri suggerimenti musicali della settimana e ne hanno realizzato una "TNT-Audio Suggestion” su Spotify e su Tidal

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