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Autore: Lucio Cadeddu - TNT-Audio Italia
Pubblicato: giugno, 2025
Sono anni che lo scrivo, e mi sento sempre più una voce che grida nel deserto. Questo mondo, quello dell'HiFi e dell'high-end, da tempo sta mostrando segnali preoccupanti. Tutti gli operatori del settore, giornalisti in primis, che anziché fare informazione e pubblicare opinioni, fanno da megafono per le aziende, si affrettano a dire che non è così, che i fatturati non sono mai stati così alti, che le vendite vanno benissimo e che, per usare le parole di qualche borioso rivenditore “si vendono decine e decine di McIntosh ogni mese”, mostrando orgogliosamente pallet di giganteschi imballi appena arrivati in negozio. A star a sentire questi personaggi - sì, anche voi cari colleghi giornalisti “a servizio” - va tutto meravigliosamente bene: i negozi (quali? I pochi rimasti?) sono pieni di clienti, le mostre pullulano di visitatori e il settore è più vivo che mai. E gli stessi “giornalisti”, quando recensiscono qualche prodotto economico, magari cinese, si affrettano a dire che è...“interessante” (fateci caso, non dicono mai che suona bene) e che comunque non è un ammazza-giganti. Sia mai che si insinui il dubbio che certi prezzi dell'HiFi siano assolutamente ingiustificabili. Anzi, una vera e propria presa per i fondelli.
In questo favoloso castello di carte, però, ogni tanto si intravede qualche crepa: marchi gloriosi svenduti per pochi spiccioli e aziende sull'orlo del baratro, si veda la cessione dei gloriosi marchi Sound United e la crisi di Krell di cui ho scritto nei mesi scorsi. È notizia di questi giorni che MBL - nell'immaginario collettivo il marchio più high-end di tutti, forse il primo a iniziare con un certo tipo di HiFi da sceicchi - è alla ricerca di investitori che la salvino dal fallimento. La società con sede a Berlino ha presentato infatti istanza di insolvenza il 27 maggio 2025 e ora è attivamente alla ricerca di “salvatori”. Il tribunale ha nominato l'esperto di ristrutturazione Frank Brachwitz di PLUTA Rechtsanwalts GmbH come amministratore fallimentare provvisorio. Un altro marchio che diventerà di proprietà cinese o di qualche grosso gruppo finanziario?
MBL Gmbh è una S.r.l. con 50 dipendenti, nota nel settore per l'approccio non convenzionale alla riproduzione sonora, coi suoi particolarissimi diffusori omnidirezionali. Il modello top di gamma si aggira sui 400.000€ (quattrocentomila). Qualche anno fa (2011) MBL, probabilmente temendo il crollo, aveva realizzato una linea sotto quella Reference, una linea più - diciamo così - economica, la Cadenza, mentre quella di mezzo, la Noble, fu introdotta nel 2017. I prezzi medi delle elettroniche Cadenza si aggirano sui 10.000€, più o meno la metà di quelli della serie Noble. Chissà, magari questo downscaling non ha prodotto i risultati sperati ed è ovviamente un peccato, perché un marchio innovativo come MBL meriterebbe di sopravvivere, e con essa i 50 dipendenti che non hanno alcuna colpa, evidentemente. Non è diverso da ciò che accadde per Porsche che, pur di mantenere in vita la 911, si vide costretta a produrre SUV. Tuttavia, Porsche è stata recentemente costretta a chiudere decine di punti vendita in Cina, uno dei suoi mercati principali.
Si possono trarre delle conclusioni? No, certamente da un esempio non si può estrapolare una tendenza ma qui gli esempi stanno diventando sempre più numerosi e, forse, la quantità di nuovi ricchi non basta più per sostenere un mercato che, diciamocelo, ha decisamente fatto il suo tempo. Dal basso arriva l'attacco inarrestabile della ChiFi (che sta imparando in fretta) e nella fascia media l'interesse per l'HiFi sembra calato definitivamente. Una volta si diceva che “i ristoranti sono tutti pieni”. Qui invece si va a tutta forza con l'orchestrina del Titanic, dài! A breve l'unico unboxing che faranno i rivenditori sarà quello delle scatole di Maalox. Ripigliatevi finché siete in tempo.
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