Behringer PP400 & friends - Parte II

Tre pre phono MM solo apparentemente simili! Chi ha copiato cosa?

[Behringer PP400 and friends]
[English Version Here]

Prodotto: Behringer PP400 - pre fono MM
Produttore: Behringer - Germania
Prodotto: pre fono PP400 & PP500 da Aliexpress - costruttore sconosciuto - Cina
Prezzo: ±15€ (Behringer) - ±7€ (cloni cinesi)
Recensore: Lucio Cadeddu - TNT-Audio Italia
Recensito: novembre, 2025

Introduzione

Nella Parte I avevo esaminato le differenze presenti sotto il cofano di questi tre pre fono, è arrivato il momento di mettere in moto e fare una bella prova su strada. Se non avete letto la Parte I, ricordo che il Behringer PP400 e i suoi due apparenti cloni cinesi sono simili soltanto esternamente, tanto da condividere persino nome e sigla, ma all'interno mostrano differenze significative che, realisticamente, dovrebbero influenzare l'ascolto. Mai giudicare un libro dalla copertina!

Le uniche vere differenze visibili esternamente sono gli alimentatori (stesso voltaggio ma 150mA quello del Behringer, 500 mA quello dei cloni) e il fatto che il secondo clone, il PP500, presenta connettori RCA dorati e livello d'uscita regolabile. Dal punto di vista del costo, lo ricordo, i cloni cinesi costano la metà del Behringer, spedizione inclusa.

Mettiamo in moto!

Avevo in realtà già eseguito un confronto significativo tra il Behringer PP400 e il pre fono Argon Phono1, che costa un bel po' di più - 100€ contro 15-20€ - pur essendo ancora classificabile come entry-level. L'esito del confronto, comunque non scontato, è stato tutto a favore dell'Argon, che suona decisamente meglio del Behringer su TUTTI i parametri audio che possiamo immaginare: suono più grande, più dinamico, meno compresso, più aperto in alto e più concreto in basso. Certo, la differenza di prezzo è notevole, ma quella sonora lo è ancor di più. E, in ogni caso, non è infrequente trovare apparecchi più economici che mettono in imbarazzo quelli più costosi.

N.B. I tre contendenti sono stati inseriti a monte di un sistema analogico al quale mai realisticamente saranno collegati, con lo scopo di trovarne e valutare tutti i loro - inevitabili - limiti. Tenetene conto quando leggete queste note d'ascolto, perché i difetti elencati potrebbero essere inudibili quando andranno a monte di giradischi e testine di livello base, nel caso in cui l'amplificatore non avesse ingresso phono oppure il giradischi stesso non avesse uscita già preamplificata.

I tre pre fono sono stati testati coi rispettivi alimentatori, ma ho anche provato a utilizzare quello dei due pre cinesi sul Behringer e viceversa.

La prima, grossa, sorpresa è il guadagno, ovvero quanto amplificano il debole segnale della testina questi tre pre fono. Il PP500 e il Behringer hanno un guadagno assolutamente confrontabile e standard, mentre il PP400 ha un livello in uscita decisamente più basso, di almeno 3dB sotto (misurato). All'ascolto l'effetto è evidentissimo: per ottenere la stessa pressione sonora occorre alzare molto di più il volume. Poco male, ma il problema è che con certi pre o amplificatori potrebbe essere necessario arrivare fino a fondo corsa per ottenere una buona pressione sonora (N.B.: io ascolto sempre a volumi molto elevati). Visto che il PP400 e il PP500 utilizzano lo stesso opamp, questa differenza del livello di uscita mi ha spiazzato. Evidentemente nel circuito c'è qualche componente che abbassa il voltaggio.

Se il problema fosse solo il guadagno inferiore poco male, il fatto è che tutto il suono riprodotto dal clone del PP400 sembra mancare di qualcosa: impatto, basse frequenze, ritmo, senso delle proporzioni. La gamma alta è bella e rifinita, il tasso di distorsione complessivo accettabile, ma globalmente il suono non coinvolge, manca di mordente. Il fronte sonoro è piccolo, poco ampio e poco profondo. Generalmente non lo definirei sbagliato dal punto di vista timbrico ma di sicuro inoffensivo. Aggiungo a questo la fastidiosa difficoltà del fissare il morsetto di terra in uscita dal giradischi: la vite che dovrebbe stringere il terminale del cavo è molto piccola e con le dita si fa veramente fatica. Sinceramente, mi aspettavo qualcosa di meglio, visto che è quello dei tre che ha una sezione di filtraggio dell'alimentazione decisamente più generosa e che, rispetto al fratello PP500, non ha il controllo del volume, che è sempre un collo di bottiglia.

Scartato dunque dal duello il PP400 cinese - per evidente inferiorità - restano in lizza il PP500 e il Behringer PP400. Dal punto di vista del guadagno sono identici, e il livello d'uscita è decisamente buono. Con il PP500 si riesce a pilotare tranquillamente un finale di potenza, regolando il volume con il controllo a disposizione.

Dal punto di vista sonoro le differenza tra il Behringer originale e il PP500 ci sono e, pur essendo drammatiche ed evidenti solo in catene di livello molto alto, è doveroso sottolinearle. Dico questo per sottolineare nuovamente il fatto che, realisticamente, negli impianti tipici ove questi pre saranno installati, le differenze che state per leggere saranno inudibili.

Lo dico subito: il PP500 cinese, pur penalizzato dalla regolazione del livello d'uscita, suona globalmente meglio del Behringer. Il suono è più grande, meno compresso, più lineare e timbricamente più convincente, persino più ricco dal punto di vista armonico. La gamma alta è infatti il punto più dolente del Behringer: a tratti vetrosa, innaturale e persino un po' indietro rispetto al resto. A farla da padrona è infatti la gamma bassa, persino un po' troppo gonfia e presente. Ha un buon impatto e profondità, che via via si affievoliscono quando si sale di frequenza. Già sopra i 100Hz, dove risiede la buona parte della componente percussiva di tamburi, cassa, rullante etc. manca qualcosa, che è invece ben presente nel PP500. Quest'ultimo è, specie in questa porzione dello spettro audio, più convincente, vivace, veloce, ritmato e d'impatto.

Confrontando la gamma media, di nuovo il PP500 se la cava meglio, specie sulle voci che non hanno l'artificiosità e la vetrosità di quelle riprodotte dal Behringer. Osservo che invertendo gli alimentatori, questa caratteristica non proprio gradevole del Behringer migliora un po'. In compenso, sembra peggiorare il rumore di fondo. L'alimentatore del Behringer, provato sul PP500, sembra peggiorarne globalmente le prestazioni.

La dinamica è tutta a favore del PP500, che suona come mai mi sarei aspettato per un pre che - spedito - costa meno di 10€. Allo stesso modo, anche la ricchezza del contenuto armonico è superiore, e questo si sente in maniera evidente su piatti e percussioni che operano principalmente in gamma media e alta. Il Behringer si limita ai fondamentali, per così dire.

La scena sonora riprodotta dai due pre fono è ovviamente limitata nelle tre dimensioni, specie in profondità, ma il PP500 ha qualcosa in più: il suono è più stratificato, più presente e reale, meno riprodotto.

In sintesi, credo di poter affermare che, globalmente, col PP500 potrei conviverci senza troppi problemi, nell'ottica di un ascolto non impegnato in una catena economica. Col Behringer le mancanze si fanno sentire un po' troppo, e ogni tanto vien voglia di spegnere tutto. Questi pre fono, come è logico aspettarsi, non rendono piena giustizia alle potenzialità di un buon sistema analogico, quindi se pensate di scoprire tutte le meraviglie del suono analogico forse sarebbe meglio preventivare cifre più elevate. Diciamo che il PP500, anche grazie al plus del livello d'uscita regolabile, raggiunge la piena sufficienza. Il tutto, rapportato al prezzo, insensatamente basso, fa quasi gridare al miracolo, comunque.

Osservazioni & lamentele

Conclusioni

Il pre Behringer è estremamente economico (si riesce a prendere per circa 15€ alimentatore incluso!) e suona come ci si aspetta: ha dei limiti evidenti e starebbe bene in un sistema analogico veramente entry-level. Oltre, rappresenterebbe un bel collo di bottiglia. Bocciato senza appello il suo clone PP400, penalizzato da un livello d'uscita troppo basso e da un suono sostanzialmente inoffensivo. Rapporto qualità/prezzo molto elevato invece per il PP500, che non solo suona meglio degli altri due, ma offre la regolazione del livello d'uscita, sia su RCA che su TRS (in caso di collegamento a un mixer, ad esempio). Potrebbe ben figurare in un impianto basic senza rappresentarne per forza il punto più debole.

In definitiva, la domanda iniziale che ci eravamo posti resta aperta: i tre apparecchi sono circuitalmente diversi e suonano diversi tra loro, quindi non è dato capire chi abbia copiato cosa. Probabilmente l'azienda cinese che realizza il Behringer PP400 ha usato lo stesso cabinet e le stesse grafiche per realizzare due pre fono sostanzialmente diversi.

La lezione che si trae da questa sessione di prove è dunque che non solo non bisogna fidarsi delle apparerenze ma che, talvolta, i cloni possono suonare meglio degli originali, pur costando meno. E altre volte suonano peggio. Alle aziende occidentali che, per risparmiare, hanno delocalizzato la produzione in Cina consiglio un po' di cautela, perché potreste trovare sul mercato prodotti simili al vostro...e che funzionano meglio.

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