Topping PA3

Good things come in small packages

[Topping PA3 - vista frontale]
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Prodotto: Topping PA3 - amplificatore integrato
Costruttore: Topping - Cina
Esemplare in prova fornito cortesemente dal distributore italiano: AudioAzimuth
Prezzo approssimativo: 125€
Recensore: Lucio Cadeddu - TNT Italia
Recensito: Febbraio, 2021

Premessa

È la prima volta che recensiamo un prodotto dell'azienda cinese Topping, ma ne abbiamo palato più volte nella nostra Rubrica della Posta, visto che da marchio spesso identificato in maniera non benevola come uno dei tanti cinesi a buon mercato, pian piano si è saputo ritagliare uno spazio proprio, realizzando prodotti costruiti benissimo, con materiali e soluzioni innovative, pur mantenendo prezzi estremamente bassi. I prodotti Topping sono ormai facilmente reperibili nei principali shopping center sul web, ma di recente hanno una distribuzione ufficiale italiana a cura di AudioAzimuth, che gentilmente ci ha concesso questo piccolo amplificatore in prova. Il fatto che esista una distribuzione ufficiale italiana è una garanzia di affidabilità, assistenza tecnica e rapporto diretto col cliente. I prodotti Topping ufficiali con garanzia italiana possono essere acquistati direttamente su Playstereo.

TOPPING Electronics & Technology co., LTD. è un'azienda con sede a Guangzhou, megalopoli cinese nel distretto di Guangdong. Negli anni ha esteso la sua produzione a DAC, amplificatori integrati, ampli cuffia, preamplificatori e altri accessori.

AudioAzimuth ci ha gentilmente fornito in prova l'ampli PA3 oggetto di questa recensione, e l'ampli/DAC MX3 (dotato dello stesso chipset di potenza) che sarà oggetto di una prova separata.

Uno sguardo da vicino

Il PA3 è un minuscolo ampli integrato in classe D, con due ingressi linea, basato sul chip Texas Instruments TDA7498E che, alimentato coi 32 volt/5.5A forniti in dotazione, dovrebbe erogare la bellezza di 70 watt per canale su 8 ohm e 80 watt per canale su 4 ohm. Date le dimensioni del giocattolino, questi numeri fanno effettivamente impressione. Come si vede dai dati dichiarati dalla Texas Instruments, la potenza esprimibile è persino superiore, con alimentazione a 36V. Incredibile. Questo significa che i dati di potenza dichiarati dalla Topping per un'alimentazione a 32 volt sono assolutamente realistici. Questi numeri, collegati al peso, rendono il PA3 uno degli amplificatori con il rapporto watt per kg più elevato. L'unità principale pesa 515 grammi e poco meno di 500 grammi l'alimentatore switchwing. Insomma meno di un kg di peso per 70 watt per canale, cioè si avvera la profezia di Saul Marantz il quale, negli anni '70, profetizzò gli amplificatori del futuro: staranno nel palmo di una mano e saranno potentissimi.

[TDA7498E chipset performance]
TDA7498E chipset performance

Il PA3 è minimale ma curato in diversi particolari: potenziometro ALPS per il volume (no telecomando, purtroppo), componentistica passiva Epcos, Nichicon e Omron, un controllo MCU che protegge da sovraccarichi, sovratemperature, voltaggio insufficiente o eccessivo. Il cabinet in alluminio ha gli spigoli arrotondati ed è privo di viti nel frontale. Colori disponibili nero o silver, dimensioni minime: 17 x 12 x 3.7 cm (LxPxA). I due ingressi si selezionano con il pulsante d'accensione, soluzione semplice e originale.
Per altre caratteristiche tecniche vi invito a fare riferimento al sito Playstereo.

[Topping PA3 - vista posteriore]
Topping PA3 - vista posteriore

[Topping PA3 - alimentazione]
Topping PA3 - alimentazione switching

Good things come in small packages

Per mettere alla prova il PA3, oltre che confrontarlo col suo fratellino ampli/DAC MX3 (stesso chip, alimentatore più piccolo) ho utilizzato il vecchio Dayton DTA100a, un integrato di pari prezzo e tecnologia, di potenza inferiore, basato sul chip Tripath TK2050 (circa 30 watt per canale).

Questo Topping PA3 è un prodotto maturo, ben realizzato, con tutte le caratteristiche per poter essere considerato un vero amplificatore HiFi e non poco più di un giocattolo. Componentistica di qualità e un chipset all'avanguarda consentono prestazioni di assoluto rilievo. Timbricamente è neutro, con una leggera tendenza all'asciutto/analitico. Le voci, ad esempio, complice una trasparenza di livello davvero elevato, sono nitide, pulite, appena leggermente in avanti. Le voci maschili, talvolta, appaiono un po' controllate sui registri più gravi. Lo stesso dicasi per le chitarre e tutti gli strumenti con emissione principale concentrata in gamma media/medio-alta. Le note di pianoforte e organo sono precise, scandite con cura e grande dettaglio, tanto da far pensare di ascoltare un amplificatore di ben altra classe di prezzo.

Ha un'ottima capacità di analisi del messaggio sonoro, che ripropone con pignoleria e precisione, fino alla gamma alta, estesa e dettagliata. La stessa precisione si ritrova in gamma bassa e medio-bassa, con note articolate, pulite e sufficientemente potenti. A tratti si ha la sensazione di un controllo persino eccessivo. Un confronto diretto con il Dayton evidenzia ancor più questo aspetto: quest'ultimo infatti mostra meno precisione, forse un filino meno di controllo ma uno slam più importante. La gamma bassa assume più peso e conferisce più drammaticità all'evento riprodotto. Più composto e preciso il PA3, invece. Mai una sbavatura, neppure nelle note più gravi di organo o di basso sintetizzato.

Generalmente, l'impressione è quella di un componente che cerca di colpire con la precisione, l'assenza di distorsione e la pulizia. Più grezzo, grossolano e sguaiato il Dayton, che però si prende la rivincita coinvolgendo un po' di più l'ascoltatore, specie con generi più vivaci, dove la precisione serve meno.

Anche dal punto di vista dinamico ci sono differenze evidenti: più netto e veloce il PA3, con attacchi e rilasci fulminei, mentre appare più incerto e moderato il DTA100. I watt in più, e sono tanti, si percepiscono solo nei passaggi dinamici più impegnativi, ma - complice il fatto che la potenza arriva ben oltre metà corsa della manopola - il PA3 sembra addirittura avere meno watt a disposizione del Dayton. A livelli molto elevati, però, si percepisce che il Dayton sta arrivando alla frutta, mentre il PA3 ha ancora un po' di margine.

Dal punto di vista della ricostruzione dell'immagine, il Dayton si prende una piccola rivincita, con uno stage più ampio e meglio stratificato, con piani sonori più evidenti. I chip Tripath, da questo punto di vista, continuano ad avere una marcia in più. Il PA3, per quanto preciso, tende a portare più in primo piano i protagonisti della scena, perdendosi un po' di profondità. I contorni sono stabili e ben delineati, ma è tutto un po' più confinato nello spazio tra i diffusori.

Di sicuro il PA3 fa meglio del DTA100 in termini di pulizia e precisione, la grana è più fine, i dettagli più marcati, pur senza essere stancante o noioso. Per questo motivo il confronto sui generi più acustici o tranquilli vede il PA3 vincente. Essendo più trasparente, mette maggiormente in evidenza le pecche delle incisioni, mentre il Dayton amalgama un po' tutto. Per qualcuno può essere un difetto, per altri un pregio, perché non tutte le incisioni sono di stirpe audiophile, anzi.

[Topping PA3 + PSU]
Topping PA3 + alimentatore

Lamentele

Costruzione & finitura.
Questo PA3 è fatto veramente bene, cabinet molto curato, connessioni di buona qualità, bella interfaccia minimale ma efficace. Lamentarsi sarebbe immorale, per questo prezzo. Però il telecomando è ormai un bene irrinunciabile, peccato non ci sia. Gli ingressi linea sono due, certo che un ingresso bluetooth non sarebbe stato male averlo. È vero che esiste il modello MX3 che ce l'ha e ha anche molto di più, però...
La potenza, immagino per una combinazione tra sensibilità d'ingresso e scelta del potenziomentro del volume, arriva abbastanza tardi. A metà manopola sarete là a chiedervi ma dove sono i 70 watt promessi?. Non abbiate timore, basta ruotare oltre ore 12 per scatenare tutta la cavalleria. Se ciò vi dovesse dar fastidio (e a molti audiofili dà fastidio) non acquistate questo amplificatore.
Ho letto delle lamentele su un certo rumore di fondo del PA3, rumore che io non ho percepito nell'esemplare in prova, se non avvicinando l'orecchio al tweeter, come è normale che sia.
Infine la stessa Topping, nel manuale, avverte che potrebbe essere percepita una sorta di vibrazione elettrica quando si sfiora il cabinet in metallo, come se ci fosse un residuo di carica o un lieve passaggio di corrente. Ciò è perfettamente normale, non è pericoloso e dipende dal fatto che è presente, nell'alimentatore, un circuito che sopprime le interferenze elettromagnetiche. L'esemplare in prova, effettivamente, presentava questo fenomeno.
Suono.
Si tratta di un amplificatore abbastanza HiFi, nel senso che è preciso e dettagliato, estrae molte informazioni dal messaggio sonoro, e pertanto non è particolamente benevolo con incisioni scadenti. Il peso della gamma bassa e la profondità dello stage 3D sono migliorabili, a mio parere.

Qualche consiglio

È un oggetto leggero, si rovescia anche solo collegando dei cavi un po' sostanziosi o rigidi. Nel caso un bel peso sopra non sarebbe una cattiva idea. Meglio farlo funzionare per qualche giorno, prima di esprimere giudizi, ma comunque anche da freddo questo PA3 si esprime in maniera assolutamente adeguata. Grazie alla potenza a disposizione può pilotare diffusori anche difficili e poco sensibili, senza timore alcuno. Eviterei diffusori troppo asciutti in basso e vivaci sul medio-alto, l'abbinamento potrebbe rivelarsi infelice. Benissimo invece l'accoppiamento con diffusori generosi in basso e un po' morbidi in alto, potrebbe conferire loro sprint e regalare controllo.

Conclusioni

Mi è piaciuto molto questo PA3: per la cifra richiesta ha molto da offrire: tanta potenza, un suono dinamico e vivace, trasparente e dettagliato, due comodi ingressi linea, un rapporto potenza/costo elevatissimo e un'estetica molto curata. Un piccolo assaggio di suono di alto livello in grado di soddisfare anche palati esigenti.

Uno speciale ringraziamento allo staff di AudioAzimuth per la professionalità, la cortesia e la pazienza.

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