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Vincent SP-331MK

Amplificatore finale ibrido

[amplificatore finale Vincent SP-331MK]
[English version]

Prodotto: Vincent SP-331MK power amp
Costruttore: Vincent - Germania
Prezzo: 1300 Euro (YMMV)
Recensore: Maarten van Casteren - TNT UK
Traduttore: Fabio Egizi
Data recensione: Settembre 2008

Introduzione

Mi sono sempre chiesto come avrebbe potuto suonare nel mio impianto un amplificatore molto energico, ancor prima che Musical Fidelity iniziasse a dirci che necessitavamo di centinaia di watt per godere di buona musica. C'è qualcosa che attrae particolarmente nella potenza, non fosse altro per il fatto che la sua erogazione rappresenta il compito principale di qualsiasi amplificatore. Durante questi anni ho avuto a disposizione un cospicuo numero di amplificatori, ma la maggior parte di loro aveva un potenza di circa 50 watt ed il più potente raggiungeva appena i 65 watt. Non mi sembra sia un granché a confronto di alcuni ampli mostruosi di cui si sente parlare. Questo non vuol dire che io sia infelice con i 50 watt del mio Electrocompaniet, Sono soltanto curioso di conoscere la differenza di cui potrebbe essere capace un amplificatore più potente.

Un'altra mia fissazione è sempre stata la classe A. Ho posseduto un certo numero di amplificatori in classe A, anche se in effetti molti di loro erano da classificare come classe AB. La Classe A promette una distorsione inferiore ed un suono più naturale. Negli ultimi tempi ho iniziato anche a subire il fascino delle valvole, come nel caso del mio lettore CD, l'Astin Trew AT3500, che, forse proprio grazie al suo stadio di uscita a valvole, suona meravigliosamente.

Quindi, l'amplificatore perfetto dovrebbe essere potente, lavorare in classe A e utilizzare le valvole. Esiste qualcosa del genere? Sicuramente si, ma solo a prezzi ben al di sopra del mio budget. Almeno era quello che pensavo fino a quando ho scoperto il finale di potenza Vincent SP-331MK. È potente con i suoi 150 watt, dichiara di lavorare in classe A, utilizza le valvole ed ha un costo ragionevole! Tutto sembra troppo bello per essere vero, per cui ho dovuto per forza provarlo. La ragione per cui questo amplificatore sia tanto conveniente sta nel fatto che, anche se la Vincent in effetti è un marchio tedesco, i loro prodotti sono fatti in Cina. Vincent è stato uno dei primi marchi audio a produrre in Cina i progetti europei. Questo amplificatore somiglia ancora molto al primo finale della Vincent, il D-150, che aveva la stessa potenza di targa e lo stesso progetto ibrido. Uno dei miei fratelli è stato un felice possessore di un D-150 per anni e ancora ci si diverte. L'SP-331MK può essere considerato una versione moderna e migliorata del classico D-150.

Naturalmente l'amplificatore non ha tutti e 150 i suoi watt in classe A. Le specifiche dichiarano che i primi 10 watt sono in pura classe A, e i restanti 140 sono in classe B. Quindi, in effetti si tratta di un amplificatore in classe AB, anche se rispetto al solito dispone di più potenza in classe A. Per cui, possiamo dire che si tratta di un ampli in classe A da 10 watt con un ampli ordinario da 150 watt di scorta. Buono sia per sofisticati ascolti a notte fonda sia per feste scatenate. Occorre prestare attenzione anche al fatto che non si tratta di un amplificatore puramente valvolare, ma di un progetto ibrido, con uno stadio a valvole seguito da uno stadio di uscita a transistor. Non c'è traccia di controreazione globale, i due stadi lavorano indipendentemente con le valvole che amplificano in tensione ed i transistor che aggiungono la corrente necessaria. Ci sono non meno di 6 transistor di potenza per canale, montati su massicci dissipatori per ogni lato del telaio. La potenza praticamente raddoppia sui carichi da 4 ohm per arrivare a 300 watt per canale e il fattore di smorzamento dichiarato è anch'esso di tutto rispetto attestandosi ad un valore di 591, per cui il nostro permette di pilotare senza problemi la maggior parte dei diffusori presenti sul mercato.

[amplificatore finale Vincent SP-331MK]

Quello che veramente fa impressione di questo amplificatore è la sua stazza ed il suo peso. È enorme e prima di adesso non mi era mai capitato di dover maneggiare un apparecchio di 22 chili! La grandezza del trasformatore è veramente mastodontica ed è dimensionato per 800 watts! Soltanto la parte frontale in alluminio peserà almeno un chilo. Il telaio non riesce a trovare posto nei ripiani del mio tavolino ed ho dovuto inserirlo nella posizione più in alto lasciando sporgere una buona porzione della parte posteriore. E tuttavia scalda lo stesso! Evidentemente i dissipatori non stanno lì per bellezza: sono veramente necessari. Ho misurato il consumo in potenza che vale 270 watt, uno sproposito considerando che era solo acceso e non stavo ascoltando musica! Di sicuro questo non può essere l'amplificatore che viene lasciato sempre acceso! Non soltanto per questioni di temperatura insopportabile che la stanza raggiungerebbe dopo un po' di tempo, ma soprattutto per la spesa di corrente elettrica che supererebbe anche il costo dell'apparecchio stesso! Se ti reputi un ambientalista puoi anche smettere di leggere. In effetti, anch'io mi sento un po' ambientalista e devo dire che già mi apprestavo ad odiare questo amplificatore sprecone sia in termini di energia, sia in termini di materiale. Questo è il classico componente che quasi quasi spero suoni male, in modo da non essere tentato al suo acquisto. Ma purtroppo, mi sembra che le cose non vadano in questa direzione.

L'SP-331MK utilizza una 6N16 per canale per amplificare in tensione e questo stadio ha il suo alimentatore che le 12AU7 come rettificatrici. Le valvole in miniatura 6N16 sono saldate direttamente sulla scheda e non possono essere sostituite tanto facilmente, ma alla Vincent dichiarano un'aspettativa di vita di circa 15000 ore, per cui questo non dovrebbe essere un problema. Appena acceso l'ampli esegue una fase di riscaldamento, che dura circa 20 secondi e rende la vita meno problematica alle valvole e agli altri componenti, immagino. La realizzazione e le rifiniture sono eccellenti, e l'amplificatore si è comportato egregiamente durante tutto il periodo della prova, eccezion fatta per l'interruttore di accensione. Allo spegnimento questo restava incastrato ed era necessario tirarlo fuori con le dita per poter effettivamente spegnere l'apparecchio. Un difetto non molto grave, non c'è dubbio.

Per il resto non c'è molto da aggiungere su questo amplificatore. Gli ingressi sono solo RCA, non ci sono cioè ingressi bilanciati, e per i cavi di potenza si hanno a disposizione due coppie di connettori dello stesso tipo dei WBT. L'unica particolarità sta nel fatto che sul frontale ci sono due interruttori supplementari che servono per selezionare le uscite in maniera indipendente. È quindi possibile collegare due coppie di diffusori, anche se molte persone utilizzano questa coppia di uscite per il collegamento in bi-wiring. Tutti i connettori sono di buona qualità e l'intero amplificatore dà una buona sensazione di solidità ed è ben realizzato.

[amplificatore finale Vincent SP-331MK]

Il suono

È necessario un po' di tempo per rodare l'apparecchio. Circa 40 ore di effettivo utilizzo, o un consumo di circa 10 kilowattora per trasformarlo. Il suono promette bene già dall'inizio, ma risulta leggermente sbilanciato verso gli alti, per essere onesti. Ma questa caratteristica va via via scomparendo lasciando invece il posto ad un suono molto gradevole e dolce. Naturalmente le mie aspettative erano alte. Del resto chi non ne avrebbe avute trovandosi di fronte a 22 kg di ampli finale, a valvole e funzionante in classe A? Tutto quello che posso dirvi è le promesse sono state mantenute. Il suono appare potente e corposo, ma allo stesso tempo ben dettagliato e trasparente. Il calore del suono è uno dei punti di forza mentre le frequenze più basse sono potenti e profonde. Inoltre suona considerevolmente più, forte rispetto a qualsiasi altro ampli si sia trovato a pilotare le mie Dynaudio Contour 1.8mk2, che non si possono proprio definire efficienti e gradiscono un po' di corrente. Il suono si inasprisce un po' a volumi elevati, ma solo se ascoltate a volumi veramente alti. Anche ai livelli di un concerto rock l'ampli suona completamente controllato e l'ascolto non diventa mai affaticante. Davvero impressionante.

La miglior qualità di questo ampli è rappresentata dall'estremo inferiore. Veramente fuori dal comune, per questa fascia di prezzo, e rende il suono nel suo insieme ancor più appagante. Ho scoperto basse frequenze su alcune registrazioni che in precedenza non sapevo neanche esistessero. Ed il controllo dei diffusori è migliorato a tal punto che ho persino tolto i calzini (ebbene si) che da qualche tempo usavo per tappare i tubi di accordo del reflex. Con il mio Electrocompaniet, che di sicuro non può essere accusato di avere dei bassi striminziti, la parte inferiore dei bassi diventa troppo rimbombante senza questi calzini. Ma il Vincent riesce a controllare il tutto alla perfezione, dando solo qualche segno di cedimento sulle note bassissime a volumi veramente impossibili. Un'altra caratteristica che è venuta fuori è che il basso è più definito teso. C'era da aspettarselo, considerato tutto il controllo dimostrato, ma la cosa impressionante è che questo basso venga coniugato con un suono per nulla secco, ma piacevole e caldo.

Anche la scena risulta allo stesso livello degli altri parametri. Quel basso profondo in effetti aiuta a ricreare l'acustica delle sale e conferisce una credibile presenza fisica a strumenti critici quali il pianoforte. La scena è di gran lunga più ampia rispetto a qualsiasi altro amplificatore abbia ascoltato, ma non per questo ingigantisce le cose. La messa a fuoco e la profondità sono altrettanto soddisfacenti. Le medie frequenze sono solide e stabili e le voci rappresentate con una buona presenza ed un corpo eccellente. Con questo amplificatore non abbiamo a che fare con immagini esili di strumenti fluttuanti nell'aria, ma persone reali in carne ed ossa, che si presentano sul palcoscenico virtuale. Devo ammettere che gli altissimi livelli di volume che si riescono a raggiungere con questo amplificatore aiutano non poco ad ottenere questo risultato. E l'assenza di distorsione e di fatica d'ascolto quando si ruota la manopola del volume rappresentano una vera goduria, anche dopo diverse settimane di utilizzo. "Additivo" (causa dipendenza, cioè) potrebbe essere un termine appropriato per descrivere tutto ciò. Devo comunque aggiungere che al momento non ascolto a questi livelli di volume improbabili, soltanto un po' più forte rispetto al mio standard e solo occasionalmente. Non è necessario che siate un appassionato di hard-rock per poter apprezzare quello che questo amplificatore è in grado di fare.

Il suono è già abbastanza buono appena acceso, il che consente di poter spegnerlo senza problemi quando non viene utilizzato. Quando si scalda il suono migliora un po', diciamo dopo circa 20-30 minuti, ma è già soddisfacente anche quando l'amplificatore è freddo. Questo non è un particolare da sottovalutare considerati i 270 watt di energia consumata e il fatto che queste 6N16 sono difficili da sostituire.

Questo amplificatore è riuscito facilmente a far percepire la differenza tra il mio lettore Astin Trew AT3500 ed il North Star Sapphire che si trova in fase di recensione. Sia il calore e la corposità dell'AT3500 così sia il controllo e la risoluzione del Sapphire vengono riproposti senza nessun problema e senza sforzi. Questa abilità di far trasparire la personalità della sorgente è veramente piuttosto impressionante e dimostra quanto il Vincent sia neutrale e apprezzabile. Naturalmente anche lui non nasconde una sua personalità ma, allo stesso tempo, permette agli altri componenti di svolgere il loro compito contestualmente. Molto versatile, tenuto conto di un progetto di questa potenza. Il pre linea utilizzato è stato il mio Django ed per il cablaggio ho utilizzato sia i Chord Chorus 2 e Odyssey 2 sia gli Anti Cables (a breve seguirà una recensione). Il Vincent ancora una volta ha mostrato chiaramente le differenze tra le due batterie di cavi.

Conclusioni

Considerato il prezzo siamo di fronte ad un amplificatore eccezionale. La convivenza potrebbe non essere delle più agevoli, è veramente grosso, molto pesante e scalda parecchio, ma il suono fa passare in secondo piano queste caratteristiche. Ci si trova l'inconfondibile dolcezza e calore delle valvole, mescolata alla potenza più genuina, un controllo eccellente ed un'ottima risoluzione. Presenta una calda e generosa personalità che però non prevale sul suono. Altamente raccomandato.

Copyright 2008 Maarten van Casteren - www.tnt-audio.com

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