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Diffusori monovia Aurousal A1

[Aurousal A1]
[English version]

Prodotto: diffusori monovia A1
Produttore: Aurousal - UK
Costo: 495 (color legno), 528 (nero)
Recensione: Maarten van Casteren - TNT UK
Data di pubblicazione: dicembre 2007
Traduzione: Roberto Di Paola

Introduzione

I diffusori monovia mi affascinano da sempre. Poiché adottano un solo trasduttore per riprodurre l'intera gamma delle frequenze, essi non hanno bisogno di un crossover, perciò promettono un'emissione più naturale. I crossover sono fonti di problemi, forse, la fonte dei problemi. Detto questo, non intendo sostenere l'impossibilità di costruire buoni diffusori acustici implementando un filtro crossover, ma ci saranno sempre degli inconvenienti causati dal fatto che la musica dev'essere tagliata in due o più parti e riprodotta tramite diversi driver. Questi trasduttori devono essere per forza alloggiati in posizioni differenti, ciò, assieme alla distorsione ed alle rotazioni di fase provocate dal filtro, rappresentano certamente le sfide che i progettisti devono raccogliere e risolvere... Un progetto a singolo trasduttore aggira tutti questi ostacoli, ma introduce a sua volta problemi diversi. Quello principale riguarda l'effettiva possibilità di riprodurre l'intero spettro udibile. Il woofer dev'essere capace di muovere grosse quantità d'aria, mentre il tweeter deve avere una cupola piccola e leggera (deve cioè privilegiare la velocità, n.d.t.). Risolvere il tutto con un solo driver significa che gli estremi della banda audio, ad un certo punto, subiranno un crollo repentino; tuttavia, la riproduzione della gamma media molto probabilmente risulterà ben più naturale che con qualunque diffusore multivia.

Stranamente, molti diffusori monovia sono abbastanza costosi. Ciò si deve probabilmente al fatto che il loro è un mercato di nicchia, ma certamente anche all'impegno tecnico necessario alla realizzazione di un buon progetto di tal genere. In linea di principio, un diffusore siffatto è l'emblema della semplicità: un mobile, un trasduttore e nient'altro. In pratica però, le cose non sono mai tanto semplici e ciò che si guadagna in un certo parametro comporta una perdita in un'altra area. Quell'unico driver - che deve svolgere tutti i compiti - magari sarà ottimo per certe frequenze, mentre per altre, possibilmente, non funzionerà affatto.

Questi Aurousal mi hanno proprio incuriosito. Il loro progetto è veramente semplice ed a costo relativamente basso, l'estetica è convincente, e si tratta di un diffusore da supporto con mobile standard e condotto reflex. Potrebbe benissimo essere una reale alternativa ad un diffusore compatto tradizionale. La gamma bassa ha una buona estensione, almeno sulla carta, unita ad una sensibilità di 90 dB/watt. Giacché in questo genere di prodotti l'estensione in basso e la sensibilità si escludono a vicenda, ero abbastanza curioso di sapere qualcosa di più su di essi.

[Aurousal A1]

Il loro aspetto è certamente gradevole, in particolar modo la finitura nera, proprio quella della coppia che ho avuto in prova. Sono un po' più grandi di quanto mi aspettassi, ma sono ugualmente piuttosto eleganti, e non occupano visivamente la stanza. La qualità costruttiva è eccellente, con rifiniture perfette e terminali degni. L'altoparlante è stato progettato da Ted Jordan ed adotta un particolare cono con una membrana molto sottile e non rigida, che consente di controllare meglio le vibrazioni. Per favorire la riproduzione delle alte frequenze, il cono è anche abbastanza piccolo.

[Aurousal A1]

A proposito delle finiture, dico che nonostante quella in nero doni in modo particolare a questi diffusori, ho notato che si graffia facilmente ed anche le minime imperfezioni sono visibili chiaramente su questa superficie. Quindi, se volete stare tranquilli, vi consiglierei quella color legno, che costa pure meno...

Il suono

Le Aurousal promettono di riprodurre i 44 Hz a -3 db; in pratica però non sembrano tanto estese all'ascolto e le prime impressioni rivelano un carattere un po' freddino e leggero. Al tempo stesso, la gamma media è riprodotta in maniera insolitamente trasparente e dettagliata. Le alte frequenze sono quelle che suonano più o meno come mi aspettavo. In sintesi, la presentazione di questi piccoli diffusori è ben diversa da quella delle mie torri, e c'è bisogno di un periodo di adattamento prima che le loro qualità si manifestino. Nelle prime ore d'audizione avvertivo una certa mancanza di calore. La notevole gamma media mi ha tenuto in attività ascoltando un CD dietro l'altro per scoprire come avrebbe suonato tramite queste casse. L'esperienza è stata particolare, ed anche dopo molte ore non riuscivo a prevedere cosa avrebbero ben riprodotto. Sembravano gradire particolarmente le performance "distese", come 'Transformer' di Lou Reed e 'We get requests' di Oscar Peterson. Con questi due CD, le A1 producevano un suono molto naturale, disteso e perfino un po' caldo. Ma non provate a far riprodurre loro qualcosa che necessiti di spinta in basso (qualcosa come i Red Hot Chili Peppers), perché, semplicemente, non ce la fanno. Questo mi porta a parlarvi del livello di pressione acustica che riescono a raggiungere. Non mi aspettavo certamente che suonassero forte, e sono rimasto sorpreso per la loro capacità di farlo. Non si tratta di livelli di pressione acustica da festa, e non rappresentano una sfida nemmeno per le mie grosse Dynaudio Contour 1.8 mk2, ma possono suonare molto più forte di quanto mi servirebbe. In tutta onestà, non le ho fatte suonare a volume altissimo, e non penso che possano risultare limitanti per me in tale parametro. Devo però aggiungere che la mia sala d'ascolto non è tanto grande.

Il trasduttore da 9 cm è abbastanza direzionale per quanto riguarda la riproduzione delle frequenze più alte, e se ascoltate in asse risulta un po' troppo brillante. Ciò fa sì che percepiate maggiormente l'acustica dell'ambiente in cui è stata effettuata la ripresa rispetto alla presenza dei musicisti nella vostra sala d'ascolto. Immagino che si tratti di una questione di gusti, ma ho preferito ascoltare questi diffusori con una convergenza maggiore del solito, in modo tale che la loro emissione si "congiungesse" a circa mezzo metro dal mio punto d'ascolto. In questa posizione la loro performance è risultata un po' più morbida, calda e la ricostruzione scenica più spaziosa; almeno nel mio ambiente. Ho collegato queste casse al mio sistema, utilizzando le sorgenti digitali Cambridge Audio 740c e Naim CD5x, il mio preampli a trasformatori Django ed il mio Electrocompaniet ECI-2 (configurato come finale).

Il sound stage era eccellente - proprio come vi aspettereste da una coppia di monovia - ma le mie Dynaudio riescono ad avvicinare le Arousal in questo parametro. Oltre ad un palco virtuale dalle proporzioni realistiche, le A1 sono capaci di una focalizzazione e separazione degli strumenti davvero notevoli. Manca il basso più profondo quindi non riescono a dare l'idea di un suono grande e completo, la musica sembra un po' senza peso, con una riproduzione un po' troppo eterea.

Anche dopo diversi giorni di esposizione al suono di questi A1, continuavo a percepire una certa mancanza di calore, autorità e peso. Ho notato che il basso era molto veloce ed il ritmo non era penalizzato come mi sarei aspettato che fosse. La grancassa, ad esempio, aveva un bel punch. Tornando alle mie Dynaudio, comunque, ho avuto l'impressione di entrare in un bagno turco.
Inizialmente le mie torri sembravano avere troppi bassi, ma ben presto il loro suono sostanzioso diventava il riferimento e le Aurousal mostravano le loro debolezze in quel "reparto". Il violoncello, ad esempio, mancava di corpo mentre il pianoforte, sebbene fosse riprodotto in maniera convincente nei suoi registri medi e alti, in quelli più bassi suonava troppo magro. Avvicinando i diffusori alla parete di fondo, il basso veniva rinforzato senza rimbombi o code fastidiose, ma non sono riuscito a trovare un posizionamento in ambiente che desse il basso che mi piace. Chiaramente si potrebbe aggiungere un buon subwoofer - opzione che non ho avuto modo di provare visto che non ne possiedo uno. Giacché il basso - fin dove arriva - è ben controllato, immagino che un aiuto in quella porzione dello spettro audio possa far funzionare il sistema a meraviglia.

Non è facile giudicare questi diffusori: essi mostrano una chiara debolezza nella riproduzione delle frequenze più basse, ma sfoderano una prestazione di gran livello in altre aree, soprattutto se teniamo conto del loro prezzo d'acquisto. Sarebbe un errore imperdonabile accantonarli dopo qualche ora d'ascolto. La loro è una presentazione unica, ed offrono uno strano mix di punti di forza e non. Se avrete la pazienza di provarli per un periodo relativamente lungo, gli Aurousal A1 sapranno certamente farsi apprezzare. Dopo ascolti ancor più prolungati, invece, inizierete a notare alcuni difetti in sistemi più convenzionali. Per esempio, le medio-alte delle mie Dynaudio ora mi sembrano un tantino aspre. In ciò è la prova di quanto sostenevo all'inizio: dopo essersi abituate alla pulizia del suono senza filtri, le mie stesse orecchie hanno notato la differenza tra i monovia ed i miei diffusori Dynaudio a due vie. Ammetto di continuare a preferire, in generale, le mie casse, ma bisogna aggiungere che il loro costo è pressocché quadruplo rispetto a quello delle piccole A1.

Questi diffusori danno il meglio in gamma media, la quale risulta eccellente: questa, da sola, fa degli A1 un prodotto davvero speciale. Le voci ad esempio hanno un dettaglio semplicemente fantastico. L'intero ritratto musicale ha un'incredibile chiarezza, che fa risplendere le voci ben incise. Il sistema riesce a riprodurre una prossimità tra l'ascoltatore e l'esecuzione che in certi passaggi diventa sconvolgente. Il piano è molto godibile, l'attacco e l'intera nota risplendono di una limpidezza unica, poiché i transienti sono gestiti ottimamente. Ma siccome le note più basse mancano di peso e potenza, il suono risulta un tantino analitico. Quel che c'è, in ogni caso, è riprodotto in modo pressocché eccelso.

Uno dei CD che mi ha impressionato in maniera particolare è 'Sarah Vaughan with Clifford Brown' (noto anche solo come 'Sarah Vaughan'). Se fosse il vostro disco preferito, magari vale la pena comperare una coppia di Aurousal solo per quello. La sua voce era riprodotta con una presenza realistica, era come se Sarah fosse lì nella mia stanza. Anche i minimi dettagli erano chiari, cristallini; le più piccole inflessioni e mutazioni venivano riprodotte anch'esse. E, cosa ancor più importante, il tutto era offerto all'ascoltatore con una coerenza ed una naturalezza insolite. Chiaramente il basso suonava esile, ma il piano, ancora una volta, godeva di una brillantezza e purezza meravigliose. 'Cooking with the Miles Davis quintet' è un'altra perla. Anche questo disco veniva riprodotto in modo più che convincente. Si tratta di un'incisione mono, ma avrei giurato che contenesse tante informazioni ambientali quante ce ne sono nelle registrazioni stereo, ed il merito è di questi piccoli diffusori. Il pianoforte suonava meravigliosamente, non come qualunque pianoforte, bensì come un pianoforte ben preciso, con una propria personalità.

Anche senza il basso profondo, da questi diffusori non avrete mai un suono troppo brillante o aggressivo, nemmeno dopo una lunga sessione d'ascolto a volume accettabilmente alto. La gamma media è sempre ricca e dettagliata, l'integrazione tra essa e l'estremo acuto è semplicemente eccezionale. A volte mi hanno ricordato il suono del vinile, con la sua omogeneità, morbidezza e l'assenza di affaticamento. Devo aggiungere che avendo scelto di posizionare i diffusori molto ruotati verso l'interno, gli acuti sembravano un po' troppo attenuati e dolci. Assieme al Cambridge Audio 740c essi hanno mostrato una sinergia particolarmente buona: il lettore ha un po' di spigolosità in gamma acuta, pertanto, compensava il leggero roll-off delle alte frequenze degli Aurousal, mentre la stessa sorgente risultava stancante con le mie torri Dynaudio. L'abinamento degli A1 con elettroniche vivaci è consigliabile.

[Aurousal A1]

Conclusioni

Si tratta di un prodotto interessante, senz'altro degno di stare sul mercato. Non c'è il basso viscerale, ma la gamma media raggiunge vette d'eccellenza. Sono diffusori che amerete o odierete, ma molto dipenderà dal contesto in cui si troveranno a lavorare. In condizioni ideali, la loro performance sarà favolosa. Se la vostra sala d'ascolto non è grande non avrete bisogno di livelli di pressione acustica da concerto rock, né vi dispiacerà che il basso profondo sia deboluccio (e magari avete pure la pazienza di sperimentare un subwoofer). In condizioni simili, questi sono diffusori difficili da superare a qualunque prezzo. Concedete loro soltanto un paio d'ore per posizionarli al meglio.

Copyright 2008 Maarten van Casteren - www.tnt-audio.com

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