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![[Eltax Monitor 1]](../jpg/eltax_monitor1.jpg)
Prodotto: Eltax Monitor 1 - diffusori 2 vie passivi
Costruttore: Eltax - Danimarca/Francia/Cina
Distribuito in Italia da: HiFight
Prezzo: €129/coppia (listino) - ±€110/coppia, a seconda delle offerte e delle modalità di spedizione
Recensore: Lucio Cadeddu - TNT-Audio Italia
Recensito: gennaio, 2026
È la prima volta che ci occupiamo di Eltax, marchio storico danese di altoparlanti, attivo sin dal 1959 e fondato a Herning, Danimarca, da Ingemann Marius Nielsen, inizialmente operante come rivenditore e poi come progettista. Ora il marchio Eltax è stato acquistato dal grande gruppo francese AV Industry, che ha nel portafoglio anche i marchi Elipson, Norstone, Tangent, Lumene, Instaal, oltre che distribuirne tanti altri sul territorio francese come Q-Acoustics, Koss, Cayin, Fiio, QED, Wiim, Goldring etc. Tanto il marchio è francese che persino il sito è in questa lingua, non c'è traccia di danese.
La serie Monitor, specie con il modello 3, si è guadagnata un'ottima fama tra gli appassionati, per il notevole rapporto qualità/prezzo. Pertanto, nella nostra continua ricerca di diffusori primo prezzo (diciamo intorno ai 100€ la coppia) non potevamo esimerci dal provare questi piccoli Monitor 1.
I Monitor 1 sono i più piccoli della serie Monitor di Eltax e sono un progetto 2 vie un po' diverso dal solito e dalla concorrenza, avendo lo sbocco reflex sulla base del diffusore. Per questo motivo, quattro voluminosi piedoni a punta (con sottopunta) distanziano di qualche cm la base del diffusore dalla superficie d'appoggio, per consentire al reflex di funzionare in maniera corretta (e prevedibile). Non si tratta di una soluzione nuova, già vista ad esempio in qualche diffusore Indiana Line di oltre 20 anni fa, più precisamente gli Arbour 5.30 e 5.40 che recensimmo nel lontano 2002.
Gli altoparlanti sono un woofer da 10cm, dichiarato come schermato ma che evidentemente non lo è (si veda foto sotto) e un classico tweeter a cupola morbida da 1". Il cestello del woofer, in lamiera stampata, non prevede fori di ventilazione per la bobina mobile. Gli altoparlanti sono filtrati da un crossover a 12dB/ottava che, a causa dei cavi incollati al cabinet, non è stato possibile estrarre completamente per una disamina più attenta. I cavi sono rivestiti di gommapiuma per limitare le risonanze. Il mobile è solido e poco risonante, ben riempito di materiale fonoassorbente. La morsettiera d'ingresso, in metallo non dorato, consente l'uso di banane, forcelle e cavo spellato.
Molte le finiture disponibili: rovere calvados, faggio chiaro, bianco e nero. Le griglie parapolvere si inseriscono a pressione su dei perni metallici sporgenti sul frontale, una soluzione non pratica, né bella, né buona dal punto di vista sonoro perché qualunque sporgenza sul frontale di un diffusore può causare fenomeni di diffrazione alle alte frequenze. Ormai quasi tutti i costruttori optano per il montaggio a pressione coi perni solidali alle griglie (e frontale pulito, quindi) oppure, ancora meglio, per semplice appoggio magnetico.
Il progetto è danese, ma la realizzazione è cinese, con buona pace di chi denigra i diffusori cinesi per partito preso 😉 Il peso reale del singolo diffusore si attesta sui 2.75kg contro i 3.2kg dichiarati. La confezione comprende un manuale d'uso ridotto all'osso.
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Questi Monitor 1 hanno ereditato, presso diversi appassionati, la fama di diffusori ben suonanti dal modello Monitor 3. Le aspettative erano, pertanto, abbastanza elevate. I confronti sono stati eseguiti sia con diffusori più o meno nella stessa fascia di prezzo come i Lonpoo LP42MX, i Wiibo Karino 200, i Polk Audio XT 15 che col riferimento, in altra fascia di prezzo, costituito dalle Indiana Line Tesi 2 che costano più o meno il doppio degli altri diffusori.
Sgombro subito il campo dalla domanda più ovvia: “Si avvicinano alle prestazioni dei Tesi 2?” La risposta è un deciso NO. La distanza tra i Monitor 1 e i Tesi 2 è molto grande, sebbene i due diffusori siano di dimensioni simili. Certo, il prezzo di vendita è molto diverso (poco meno di 300€ lo street price dei Tesi 2, contro i 100/120€ di questi Eltax) ma la differenza di suono è senza appello.
La sensibilità non è dichiarata (perché?) ma dal confronto con altri piccoli diffusori in prova direi che siamo intorno agli 85 dB/w/m.
Timbricamente questi Monitor 1 non hanno niente di particolarmente sbagliato, ma non convincono, il suono resta inespressivo, a tratti spento e monocorde, tendenzialmente morbido. La gamma bassa presenta dei rigonfiamenti in diverse porzioni dello spettro audio, prova a fare la voce grossa ma viene subito fermata dai rumori provenienti dallo sbocco reflex, talvolta veramente insopportabili e tali da sporcare l'emissione principale. Con alcuni brani dove c'è un basso percussivo d'impatto, la pernacchia che arriva dal reflex invita subito a correre ai ripari, abbassando il volume. Persino così, alcuni brani (es. Protection dei Massive Attack, si ascolti breve video sotto) risultano praticamente inascoltabili. L'unica soluzione sarebbe quella di tappare i condotti reflex con dei cilindri in gommapiuma, purtroppo non forniti. I tappi in gommapiuma, comunque, attenuano un po' la risposta in gamma bassa.
Inizialmente il basso di questi Monitor 1 inganna un po', ma a lungo andare si capisce che il corpo è frutto di risonanze e rumori aggiuntivi. È comprensibile che qualche ascoltatore non esperto, magari anche in mancanza di riferimenti adeguati, interpreti tutto questo come un basso ben presente ed esteso. In realtà è un basso sostanzialmente sporco e pasticciato. Certo, con programmi musicali facili e basse frequenze non eccessive, il problema del reflex si sente meno ma resta la sensazione che il progettista abbia voluto provare a spremere all'inverosimile questo progetto per donargli un basso più potente ed esteso di quanto in realtà non sia. Il risultato non convince, la coperta è corta e i piedi restano scoperti troppo spesso per i miei gusti.
La gamma medio-alta va meglio e, seppur armonicamente non ricchissima, è globalmente omogenea e dettagliata. Qualcuno potrebbe definire questi diffusori caldi, in realtà sono smussati e arrotondati, anche quando il programma musicale richiederebbe incisività in gamma medio-alta. Le corde delle chitarre acustiche, ad esempio, sono meno metalliche di come dovrebbero essere, e così pure i piatti della batteria. I colpi del rullante, anziché essere netti e frenati, sono inoffensivi. Sembra ci sia un buco di risposta in gamma medio-alta, che non si riesce a curare neppure con disposizioni diverse o angolature verso il punto d'ascolto. Tutto il suono ha un che di morbido e gommoso che - specie con certi generi musicali o con alcune incisioni aggressive - può anche tornar comodo, ma è sostanzialmente poco fedele.
La dinamica è limitata in basso dal piccolo woofer, probabilmente castigato da un accordo infelice e da un magnete il più piccolo del lotto dei concorrenti in questa prova a confronto, e purtroppo è evidente che il diffusore fatichi non poco a seguire programmi musicali impegnativi in questa porzione di spettro audio. Non potendo alzare il volume, l'impatto del basso, complice anche una velocità non fulminea, lascia un po' a desiderare. Il basso - rumori e sbuffi a parte - è a tratti lento e fuori tempo dal resto dello spettro audio. La dinamica della gamma medio-alta si riscatta un po', ma il suono resta sempre poco veloce, e poco reattivo ai cambi dinamici. Tutto questo, alla lunga, rende l'ascolto sostanzialmente...noioso. Anche brani esplosivi e coinvolgenti perdono di mordente. In sostanza, va bene per musica easy listening a volumi non impegnativi.
L'immagine, per quel che possa fare un diffusore così economico, è più o meno bi-dimensionale, il suono non decolla mai nelle tre dimensioni e resta sostanzialmente piccolo e confinato nello spazio tra i due diffusori.
Il confronto con gli altri diffusori in batteria vede i questi Eltax Monitor 1 classificarsi in penultima posizione, decisamente sopra i Wiibo Karino 200, ma sostanzialmente sotto gli altri concorrenti. La classifica completa sarà stilata dopo la recensione dei Polk Audio XT15.
Costruzione & Finitura
L'aspetto è molto buono per il costo e la presenza dello sbocco reflex sulla base aiuta un po' in caso di posizionamenti molto sacrificati. Note di demerito vengono dalla griglia parapolvere, coi perni di fissaggio sul frontale del diffusore, e dall'assenza di schermatura sugli altoparlanti, nonostante le specifiche dichiarino che il woofer sia schermato. Inoltre, la risposta in frequenza dichiarata è entro ±4dB, contrariamente allo standard ±3dB. Con questo trucco contabile il potenziale acquirente è portato a pensare che la risposta in gamma bassa sia più estesa di quella dei concorrenti che utilizzano lo standard consueto dei ±3dB (es. Polk Audio XT15). Poco serio, direi. Da un marchio storico questo livello di disattenzione e di approssimazione è abbastanza grave 😡
Per quanto riguarda il posizionamento, valgono le consuete raccomandazioni: tweeter ad altezza di orecchio dell'ascoltatore seduto e parete posteriore non troppo vicina, pena un'eccessiva esaltazione delle basse frequenze. Le prove si sono svolte tenendo i diffusori a circa 50 cm dalla parete posteriore. Ogni ambiente fa storia a sé, quindi sentitevi liberi di sperimentare distanze diverse per trovare l'equilibrio preferito. Avendo lo sbocco reflex sulla base potete azzardare anche distanze molto inferiori ai 50 cm.
Suono.
Le Eltax Monitor 1 svolgono il compitino loro assegnato in modo dignitoso per il prezzo, ma non eccellono in alcun parametro particolare. Il suono resta abbastanza poco incisivo, tendenzialmente morbido e con evidenti tracce di compressione e impastamento, anche a basso volume. In gamma bassa ci sono problemi evidenti, causati anche dallo sbocco reflex, molto rumoroso in presenza di basse frequenze impulsive importanti, tanto da rendere alcuni brani praticamente inascoltabili anche a volumi contenuti, come evidenziato.
I Monitor 1 godono di una fama - principalmente online, derivata forse da quella del modello Monitor 3 - che purtroppo si è dimostrata largamente immeritata. Invito sempre gli appassionati a non estrapolare giudizi (positivi o negativi) basandosi sull'ascolto di altri modelli: se un componente di un certo marchio e di una certa serie suona bene, non è detto che gli altri compagni di scuderia suonino allo stesso modo. Dovrebbe essere così, ma non è sempre così, purtroppo. Questi Monitor 1 dunque suonano senza mai risultare veramente convincenti, e non c'è alcun parametro per il quale venga voglia di dire che la performance sia superiore alla classe di prezzo. Costano poco, sono di bell'aspetto, ma dovrebbero suonare meglio, perché la concorrenza non sta a guardare.
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