[Larsen 4.2]

Larsen 4.2 - diffusori da pavimento

Le svedesi che non ti aspetti

Prodotto: Diffusori Larsen 4.2
Costruttore: Larsen HiFi - Svezia
Distributore per l'Italia: MondoAudio
Prezzo di listino: 1400€/coppia
Recensore: Lucio Cadeddu - TNT Italia
Data recensione: Dicembre, 2017

Introduzione

Una delle richieste più frequenti che fanno capolino sulla nostra Rubrica della Posta, settimana dopo settimana, è quella relativa al posizionamento dei diffusori in ambiente domestico. Molto spesso ci si trova costretti ad addossare i diffusori alla parete posteriore, per esigenze d'arredo, di ingombri ed estetiche. Il sesso femminile, poi, di rado gradisce trovarsi dei diffusori tra i piedi all'interno di un soggiorno. Nonostante questa esigenza sia molto sentita, sono pochissimi i progettisti che cercano di dare una risposta tecnica adeguata. Alcuni marchi inglesi si sono sempre preoccupati di questa necessità domestica (Linn, Naim, Rega, si veda la nostra recensione delle piccole RS 1) e recentemente anche qualche francese ha realizzato qualcosa di analogo (si veda la nostra recensione delle JM Reynaud Folia) ma, in generale, la maggioranza dei diffusori è da installare lontano dalle pareti circostanti.

In passato alcuni progettisti si sono preoccupati di affrontare il problema, con esiti incerti. Tra le soluzioni efficaci affacciatesi sul mercato sono da ricordare quelle di Sonab prima e di Allison poi (grazie a Roy Allison e Peter Snell) ma parliamo degli anni '60 e '70. I diffusori Sonab erano frutto della mente di Stig Carlsson, progettista svedese che ha successivamente lavorato con il proprio marchio Carlsson Ortho-Acoustic, dal 1980 fino al 1997, data della sua scomparsa. I diffusori Carlsson hanno continuato a essere prodotti fino al 2006. John Larsen, l'uomo che oggi ha dato vita al marchio Larsen HiFi nel 2007, fu un collaboratore di Carlsson dal 1981 al 1997. I diffusori Larsen sfruttano le idee e i brevetti di Carlsson ma sono oggi progettati da Anders Eriksson per quanto riguarda la parte elettroacustica e da John Larsen per quanto riguarda il cabinet. La realizzazione avviene integralmente nel piccolo paesino svedese di Skillingaryd (appena 3800 abitanti!) con la partnership di alcune aziende locali.

Il catalogo Larsen offre tre modelli di diffusori da pavimento: 4.2, 6.2 e 8, più un canale centrale o surround, denominato SC. La filosofia Larsen è quella di produrre pochi modelli che possano durare nel tempo, non commercializzare diffusori nuovi ogni anno in maniera compulsiva. È una filosofia che ci piace molto: poche cose, fatte bene, destinate a durare. L'evoluzione tecnica nel campo dei diffusori non giustifica in alcun modo la presenza di cataloghi super-affollati e rinnovati ogni anno. Per tutti questi motivi ho accettato con grande piacere l'offerta del distributore italiano MondoAudio di provare una coppia di diffusori Larsen. Ero molto curioso di provare il modello d'ingresso, questo 4.2, una piccola torre da pavimento che costa 1400€ la coppia.

[Skillingaryd]
Uno scorcio del piccolo paesino di Skillingaryd, Svezia

Uno sguardo da vicino

Il Larsen 4.2 è un piccolo diffusore da pavimento (73,5 x 23 x 26 cm) due vie con bass reflex a sbocco triangolare superiore, monowiring e altoparlanti montati a vista. I morsetti dei cavi sono vicinissimi ai driver per cui il percorso del segnale è ridotto al minimo indispensabile. Il crossover fa uso di condensatori in film plastico e induttanze incollate per minimizzare le risonanze. Il tweeter, montato in aria libera, è uno Scanspeak Discovery D2606/920000 mentre il woofer è un Seas da 18 cm.
I diffusori vanno addossati alla parete posteriore e non devono essere angolati verso il punto d'ascolto perché woofer e tweeter hanno già l'angolazione corretta (circa 45°) prevista in fase di progetto. Inoltre i drivers sono anche inclinati all'indietro. In altre parole questi diffusori suonano come intende il progettista soltanto in questa posizione e ogni altra variazione è da intendersi errata.

Diverse finiture sono disponibili: mogano, acero, laccato bianco o nero. Il top in tela acustica che copre gli altoparlanti è disponibile solo nero.

[Larsen 4.2 - drivers]
Woofer e tweeter montati in campo libero

Specifiche tecniche dichiarate

Le svedesi che non ti aspetti

[Larsen 4.2 - tweeter]

Mi sono avvicinato a queste Larsen 4.2 con grande curiosità ed elevate aspettative, viste anche le strepitose recensioni e i premi vinti dal modello “top”, le 8. In cuor mio speravo di trovare la risposta a un'esigenza molto sentita da tutti gli audiofili che devono sacrificare il proprio impianto in un soggiorno, magari condividendo gli spazi anche con altre persone. L'esigenza è quella di trovare dei piccoli diffusori da pavimento, sobri ed eleganti, che suonino bene addossati alla parete posteriore e che costino circa un migliaio di euro. Non appena collegati all'impianto, ho capito che la risposta a questa esigenza era arrivata!

L'equilibrio timbrico, grazie all'aiuto del rinforzo della parete posteriore, tenuto in debito conto dal progettista, è perfetto: la gamma bassa è potente e piena, mai gonfia. Il basso elettrico è teso, articolato e potente e sembra non scomporsi a volumi molto elevati. Il basso più profondo è notevole per le dimensioni del diffusore e del woofer. La prima ottava, ovviamente, è un po' leggera ma il resto è ottimo. Anche il basso sintetico del trip-hop o i pedali d'organo più gravi sono sempre ben percepibili, non hanno il corpo di un grande diffusore ma ce n'è d'avanzo per saturare stanze d'ascolto di medie dimensioni. A volumi elevati la presenza di bassi molto profondi e potenti va un po' a sporcare e rallentare la gamma medio-bassa e la gamma media, evidentemente il woofer da 18 arriva fin dove può.
Una caratteristica insolita di questo diffusore è che la gamma bassa più profonda suona completamente svincolata dal mobile, come se in sala d'ascolto ci fosse un subwoofer nascosto da qualche parte. Avete presente quando la botta di basso si “vede” provenire dal woofer? Ecco, non così con le Larsen.

La gamma media è molto bella, in particolare sulle voci, sia maschili che femminili, che appaiono sempre estremamente pulite, naturali e senza colorazioni “elettroniche”. Nessuna sibilante, nessuna forzatura, solo una gradevole morbidezza e una nota di vellutato calore. Anche nei cori più complessi si ritrovano le stesse caratteristiche, con una buona distinzione tra le parti maschili e femminili. Il merito è da ascrivere senz'altro all'ottima qualità del tweeter Scanspeak D2606 che suona sempre dettagliato ma mai aggressivo. Ciò è dovuto, probabilmente, anche alla forte angolazione dei driver verso il punto d'ascolto (45°) che porta ad ascoltare gli altoparlanti sempre fuori asse. Il risultato finale è che il suono è sempre molto godibile e mai affaticante, neppure a volumi elevati. Non lo definirei eufonico, perché non ho notato particolari arrotondamenti della gamma alta ma di sicuro non lo definirei “vivace”.

Ho avuto modo di confrontarle con le Elac Debut B5 che, pur costando una frazione del prezzo (un quarto, in realtà!) delle Larsen 4.2, sono delle clienti molto scomode per diffusori anche oltre i 1000€ la coppia. Fortunatamente la differenza in meglio si sente ed è quasi tutta a vantaggio delle Larsen, che distanziano le Elac soprattutto grazie a un tweeter più preciso, esteso, raffinato e rifinito. Anche la gamma bassa delle Larsen appare più lineare e coerente.
Se teniamo conto che con una coppia di Larsen si acquistano ben 4 coppie di Elac Debut B5 capite perché continuo a stupirmi della qualità di queste piccole impertinenti progettate di Andrew Jones.

Dinamica

La sensibilità non è alta (87 dB) ma è il solito prezzo da pagare per ottenere un'estensione soddisfacente in gamma bassa. Anche la velocità di esecuzione non è elevatissima, la sensazione è che il suono sia spesso dotato di una sorniona ruffianeria. Ciò è particolarmente benvenuto con certi generi musicali, dalla classica al rhythm'n'blues, a tratti un po' educato con il rock più ribelle. Queste Larsen, tuttavia, se la sono cavata a meraviglia con la forza bruta dei Rage against the machine, cui hanno conferito peso e impatto e un tutt'altro che sgradevole arrotondamento in gamma medio-alta. Per suonare molto forte i watt servono, vista la sensibilità, ma sembra che la capacità di digerire alte potenze sia molto buona. La dinamica complessiva appare decisamente buona in gamma bassa, dove i colpi di cassa sono pieni e netti, un po' meno in gamma media, dove avrei gradito un piglio un po' più deciso, in particolare sul suono del rullante.
La sensazione è che il woofer si diverta di più nelle prime ottave che in quelle più alte. Il taglio del crossover è situato a 2500Hz, quindi non tanto in alto, ma evidentemente il woofer da 18 ci arriva un po' impiccato dal punto di vista dinamico.

Complessivamente, però, il suono è molto coinvolgente, ritmato al punto giusto, con un groove sempre molto convincente. Per divertirsi, anche a volume alto, ce n'è d'avanzo. Non saranno i fuochi d'artificio di diffusori tipo Klipsch, ma non mi sono mai annoiato, anzi, ho terminato le prove con un gran sorriso stampato in faccia!

Immagine

È ben noto che qualunque diffusore, addossato alla parete posteriore, perda totalmente l'immagine tridimensionale, che si schiaccia sul fondo della stanza, diventando bidimensionale. Il piccolo miracolo di queste Larsen 4.2 è quello di riuscire a preservare una profondità dell'immagine assolutamente insolita e inaspettata. La scena tridimensionale si sviluppa anche di fronte ai diffusori e si estende lateralmente in un modo assolutamente magico. Il fatto che gli altoparlanti siano montati in aria libera (o quasi) e che siano fortemente inclinati verso il punto d'ascolto, evidentemente, consente di ricreare un palcoscenico che si espande bene anche in termini di profondità, oltre che di altezza e larghezza. Questa non può che essere una buona notizia per tutti coloro che si sono rassegnati ad avere un palcoscenico bidimensionale per colpa della parete posteriore vicina.
Più in generale la performance prospettica di queste Larsen 4.2 è molto buona, gli interpreti hanno dimensioni credibili e la loro messa a fuoco è notevole. Se devo essere sincero, non mi aspettavo una performance di questo tipo, sono rimasto piacevolmente sorpreso. Ovviamente, dei buoni diffuori tradizionali, lontani dalle pareti, in generale ricreano un palcoscenico tridimensionale migliore ma questo delle Larsen 4.2 è un fantastico compromesso col quale si può convivere senza problemi. L'unico appunto che mi sento di muovere è relativo all'altezza della scena, limitata un po' dalle dimensioni del cabinet, alto appena 73 cm! Un'altra cosa insolita che ho osservato è che l'immagine resta al suo posto anche quando ci si alza in piedi, un fenomeno simile a quello riscontrato coi diffusori omnidirezionali Duevel.

Qualora vi venisse la tentazione di staccarle dalla parete posteriore per avere un'immagine più profonda...non fatelo! Rovinereste tutta la magia: il suono si svuoterebbe e persino il palcoscenico si ridurrebbe di dimensioni.

Lamentele

Costruzione e finitura.
Considerando la costruzione locale (non cinese!) queste piccole svedesi sorprendono per un rapporto qualità/prezzo notevole. Si tratta di un progetto senza orpelli inutili, ma solido, sobrio ed elegante. Qualcuno potrebbe lamentare l'assenza del biwiring, ma per me questo è addirittura un vantaggio. L'unico aspetto veramente significativo è rappresentato dalla facile accessibilità degli altoparlanti, protetti solo da una leggerissima tela fonotrasparente.
Suono.
1400€ per un prodotto interamente progettato e costruito in Svezia, con prestazioni di questo livello, sono da considerarsi una richiesta assolutamente ragionevole. Mi è pertanto difficile muovere critiche sensate. Ovvio, le limitazioni ci sono, si tratta pur sempre di un piccolo diffusore che utilizza un woofer di ridotte dimensioni, pertanto l'impatto e il peso della gamma bassa, così come la dinamica complessiva, non possono essere quelli di un grande diffusore. In certi casi, con qualche accoppiamento sbagliato, potrebbero risultare troppo scure, ma la somma di qualità rende la performance complessiva equilibrata e ben poco criticabile.
L'immagine tridimensionale, pur buona, non è ovviamente alla pari con quella di buoni diffusori tradizionali installati lontani dalle pareti. Infine, non sembra abbiano particolari predilezioni per qualche genere musicale a scapito di altri. Certo se ascoltaste solo heavy-metal e hard-rock io penserei ad altro...

Suggerimenti

Vanno rispettate le indicazioni del progettista: diffusori addossati completamente alla parete posteriore e non angolati verso il punto d'ascolto. Solo in questo modo si raggiunge l'equilibrio timbrico che questi diffusori sono in grado di regalare all'ascoltatore. Se non foste in grado di farle appoggiare completamente alla parete posteriore non acquistatele! È tollerabile qualche cm di distanza, due-tre non di più.
I dischi antivibrazioni tra pavimento e diffusore sono un altro “must”, potrete però sperimentare con soluzioni diverse.
Sono un carico abbastanza facile per l'amplificatore e la sensibilità, pur non elevatissima, non richiede potenze esagerate per ottenere pressioni sonore importanti in ambiente domestico. Direi che si può partire tranquillamente con una ventina di watt, meglio se a stato solido, in genere in grado di dare lo sprint giusto a questi diffusori. Eviterei assolutamente valvolari molto caldi e morbidi. Il risultato potrebbe essere affascinante, ma tendenzialmente noioso a lungo termine.

Conclusioni

Queste Larsen 4.2 sono delle casse con pochi concorrenti, viste le caratteristiche che le rendono semplicemente perfette per un castigato utilizzo a parete. Contrariamente alla maggior parte dei diffusori tradizionali che, addossati alla parete di fondo, gonfiano la gamma bassa e schiacciano l'immagine tridimensionale, queste piccole svedesi suonano non solo timbricamente equilibrate ma riescono nel miracolo di creare un'immagine tridimensionale sorprendente per il tipo di posizionamento. Da oggi saprò cosa consigliare, senza paura di errore, a tutti coloro che cercano un diffusore dal prezzo ancora umano, che suoni completo e che adori la vicinanza della parete posteriore. Immagino già quante mogli faranno felici...:-)
Intanto hanno fatto felice sia il recensore che l'audiofilo che convivono in me e che talvolta non sempre si trovano d'accordo. Le Larsen 4.2 sono un prodotto interessante come pochi sul mercato, per una somma di virtù difficili da trovare condensate in un unico prodotto.

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