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Indiana Line TH 210

Prodotto: Diffusore acustico Indiana Line TH 210
Costruttore: Indiana Line - Alcor
Prezzo approssimativo: 250.000 la coppia

[TH 210] Indiana Line (Alcor) è una grande Azienda italiana produttrice di una vasta gamma di diffusori HiFi adatti ad ogni esigenza, gamma recentemente ampliata fino a coprire parte del mercato Home Theater con una serie di prodotti facilmente identificabili con la sigla TH.
Sono in produzione infatti vari diffusori adatti ad essere utilizzati come canali frontali, più una serie di modelli per canale "effetti", centrale e subwoofer (a tal proposito si veda la prova del sub attivo TH SA).
I TH 210 oggetto di questa prova sono dei minidiffusori pensati principalmente come posteriori o canale effetti in un sistema Home Theater di contenuto impegno economico. Costano infatti circa 250.000 lire la coppia ma questo non deve trarre in inganno poichè Indiana Line ci ha abituati a prodotti dal rapporto qualità/prezzo spesso sorprendente.
Inoltre il loro utilizzo è ben più universale: come diffusori HiFi di un piccolo impianto, per l'audio del PC o di qualche strumento elettronico, le possibilità sono limitate solo dalla vostra fantasia.

Costruzione

Si tratta di diffusori di dimensioni estremamente contenute (18,7 x 11,6 x 11,2 cm) con un mobile in alluminio pressofuso (verniciato nero o bianco, a scelta), due vie in bass reflex a sbocco anteriore.
Il woofer è un bel componente da 10 cm con membrana in composito ed il tweeter è un classico 24 mm a ipercupola con magnete in neodimio e bobina raffreddata con ferrofluido, lo stesso utilizzato sui diffusori TH 310 e sul canale centrale TH CC.
Il diffusore è dotato di una griglia metallica che protegge gli altoparlanti e di una staffa, visibile in foto ma asportabile nel comune impiego HiFi. L'utilizzo di tale staffa è evidente: risulta comodissima qualora i TH 210 venissero utilizzati come diffusori posteriori, situazione nella quale il fissaggio a muro si rivela come una vera manna dal cielo.
Non è previsto, per ovvie ragioni, il biwiring.
Il livello di costruzione è buono in assoluto ed eccellente se rapportato al prezzo. I TH 210 sembrano costruiti a prova di bomba, il mobile in alluminio sicuramente apporta il suo contributo allo smorzamento delle vibrazioni e delle risonanze.
I TH 210 sono stati ascoltati in due impianti HiFi come diffusori principali e poi come diffusori effetti in un sistema Home Theater.

Timbrica

La prima cosa che si nota all'ascolto di questi piccolissimi diffusori è che la gamma medio-alta è piuttosto in evidenza, accompagnata da qualche accenno di nasalità e di inscatolamento. La gamma media appare molto lucida e squillante contribuendo alla sensazione di suono molto aperto e chiaro. Il basso, quello che c'è, è molto veloce ed articolato. La risposta in frequenza dichiarata va dai 70 fino ai classici 20.000 Hz. Dalle prove che ho fatto ho avuto l'impressione che al di sotto degli 80 Hz (diciamo 70 a voler esser buoni) non ci sia praticamente più nulla di udibile ed anzi è già un miracolo che da un diffusore di queste dimensioni e costo riesca a sgorgare una gamma bassa così sorprendente.
Piuttosto che farla scendere troppo in frequenza, cosa piuttosto inutile visto il target del prodotto, si è preferito ottenere un certo corpo che potesse ingannare sulle reali dimensioni di questi diffusori.
L'incrocio tra i due altoparlanti è di ottimo livello, senza scalini ed anzi la coerenza d'emissione è uno dei punti di forza di questi TH 210.

Dinamica

La potenza nominale diichiarata è di 30 watts, quella di picco si attesterebbe sui 50 watts mentre l'efficienza è sugli 88 dB. Sta di fatto che questi piccolini possono suonare davvero molto forte, sebbene la tendenza allo strillo sia sempre in agguato ad ogni salto dinamico impegnativo.
Le ridottissime dimensioni ed il mobile a prova di bomba consentono prestazioni dinamiche di tutto rispetto, a patto di non pretendere la luna dal piccolo woofer.
Il tweeter svolge bene il suo compito introspettivo ed è capace di rispondere discretamente alle sollecitazioni dinamiche imposte dal programma musicale, sia di livello elevato che bassissimo (microdinamica).

Immagine

Arriviamo al punto forte di questi minidiffusori: l'immagine. Dubito che sia stato uno degli obbiettivi del progettista ottenere una scena tridimensionale così stabile ed a fuoco ma tant'è, l'incredibile solidità del mobile gioca qui a favore: la focalizzazione della scena è di livello elevatissimo, indipendentemente dalla classe del diffusore.
Tuttavia, la gamma medio alta un po' in evidenza restituisce una scena decisamente e marcatamente forward cioè molto avanzata ed il senso della profondità è estremamente ridotto o inesistente. Tutta la scena è proiettata in avanti, anzichè stazionare alle spalle del diffusore.

Consigli d'uso

Il posizionamento innanzitutto: curiosamente ho scoperto che suonano meglio quando appoggiate sul lato lungo anzichè come di consueto con woofer in basso e tweeter in alto. Consiglio inoltre di interporre del bluetac tra diffusore e supporto, sia esso stand metallico/ligneo o ripiano di libreria. Quest'ultima soluzione è stavolta praticabile in quanto i TH 210 hanno uno sbocco reflex anteriore che quindi non interagirebbe con la parete posteriore (vicina, nel caso del posizionamento su libreria) ed inoltre la limitata performance in gamma bassa difficilmente potrà mettere in risonanza soprammobili e ripiani vari.
Certo, l'utilizzo su stand rimane, al solito, preferenziale.
Nell'uso come diffusori posteriori per Home Theater, ruolo nel quale si trovano perfettamente a loro agio, è ideale l'uso della staffa regolabile che consente una fantastica scelta di inclinazioni per meglio orientare il fronte sonoro posteriore.
Ancora, per l'utilizzo HT, scegliete la variante col mobile bianco: sparirà letteralmente alla vista.
Costando circa 200 mila lire non è pensabile spendere cifre elevate per i cavi: i nostri Star autocostruiti sono più che sufficienti per collegare le TH 210. Il pilotaggio è facile per qualunque amplificatore, anche economico.
Il rodaggio deve essere lungo e vigoroso, pena una inaccettabile avarizia in gamma bassa ed in termini di prestazioni dinamiche.

Conclusioni

A questo prezzo, lo ricordo, circa 250 mila lire, i TH 210 hanno molto del miracoloso: cabinet in pressofusione d'alluminio, tweeter con magnete in neodimio e bobina raffreddata al ferrofluido, ottima e solidissima costruzione, suono sorprendente, sebbene molto caratterizzato, in considerazione di costo e dimensioni lillipuziane.
Il compito del recensore in questi casi si fa arduo perchè, sebbene si possano ottenere risultati superiori sia intraprendendo la strada dell'autocostruzione sia nella fascia delle 300/350.000 lire, difficilmente si riesce a trovare sul mercato un prodotto finito così versatile ed universale: sia come diffusore surround, sia per un secondo impianto nella casa vacanze, sia in camper che in barca, sia nell'utilizzo multimediale (piccole tastiere, audio del PC etc.) questi TH 210 hanno ben pochi rivali e nessuno a questo prezzo e con le stesse caratteristiche.
Nell'utilizzo HiFi, magari completati con un sub della stessa Casa, sono una valida (anzi, migliore) alternativa ai sistemi satellitini-microbo + subwoofer che tanto vanno di moda in questi anni. Il vantaggio dei TH 210 è che si tratta di satelliti veri che necessitano solo di un piccolo aiuto sotto i 100 Hz, un taglio che rende praticamente *invisibile* l'eventuale subwoofer.

Comprare italiano, ancora una volta, conviene!

© Copyright 1998 Lucio Cadeddu - http://www.tnt-audio.com

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